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Rassegna stampa

Giovane o big: l’equivoco che stritola Schick

LA GAZZETTA DELLO SPORT  (D.Stoppini) – Intorno al nome di Patrik Schick non sono finiti solo i giochi di parole. Sono finite proprio le parole, la situazione è ormai cristallizzata. E non si capisce, sic stantibus rebus, cosa mai potrebbe cambiarla da qui alla fine della stagione. Perché la Roma non è un gruppo di lavoro alla ricerca disperata di soluzioni: Eusebio Di Francesco ha brillantemente superato il periodo negativo, ora la squadra vola che è un piacere, la marcia da sette partite a questa parte è da scudetto – solo la Juve ha fatto meglio, un punto in più – e la Champions regala l’adrenalina di una sfida al Barcellona. E allora, come pensare che Schick possa in primavera ribaltare una gerarchia che – Crotone ne è la prova – ora lo vede in fondo che più in fondo non si può?

RISERVA – Dice Di Francesco in maniera tremendamente cruda che «io devo pensare ad allenare la Roma, non i giocatori. Schick non è un attaccante, mica posso schierarlo centrale difensivo con la scusa del turnover. Arriva dalla Samp, sta lavorando per rendersi importante, ma non posso ragionare individualmente per far contento qualcuno». Di là c’è la voce della società, che ha investito 42 milioni di euro (sarà pure un pagamento a rate, ma sempre quella è la valutazione) e per bocca dell’a.d. Umberto Gandini ribadisce: «Noi ci puntiamo tantissimo, per il presente e per il futuro». Eccolo qui, il grande equivoco. Di Francesco ha sempre considerato Schick un prospetto da crescere, la società l’ha sempre ritenuto in grado di incidere – almeno in parte – fin da subito, i tifosi poi l’hanno accolto come un campione in virtù della valutazione più alta mai fatta per un acquisto nella storia della Roma. La verità è che l’esperimento da esterno destro nel tridente è fallito. Schick è la semplice riserva di uno Dzeko (a ragione) intoccabile. E se sia più corretto leggerne il rendimento con le poche opportunità avute o attraverso la scarsa capacità di convincere l’allenatore è come decidere se sia nato prima l’uovo o la gallina. Di certo ci sono i numeri: solo 5 partite da titolare in campionato (6 stagionali), zero minuti in Champions, 636’ complessivi. Un anno fa di gare dall’inizio con la Samp ne mise insieme 15, per 1653’ totali. Se processo di crescita doveva essere, processo di crescita non è stato. E in prospettiva futura sarà necessario fare ragionamenti profondi.

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Schick: “Non voglio andare via. Dimostrerò di essere da Roma”

Patrick Schick, attaccante della Roma,  è stato intervistato nel corso del ritiro della Repubblica Ceca nel quale ha parlato della sua avventura in giallorosso: 

Riguardo la stagione con la Roma…
Certo che non è esattamente come immaginavo. Non mi aspettavo arrivassero così tanti infortuni. Ora sto facendo di tutto per essere in salute, posso dire che non sono preoccupato per niente al momento.

Sugli infortuni…
Non voglio avere scusanti. I motivi per cui la stagione non è l’ideale sono di più. All’inizio ci sono stati problemi con il cuore, e per quello non ho avuto alcuna preparazione estiva, quindi sono entrato direttamente in stagione, non è stato un inizio perfetto. Credo che quando prenderò un po’ di fiducia, mostrerò il mio valore e la mia appartenenza a Roma. So che devo ripagare la fiducia che mi hanno dato. Credo che tutto stia andando in una direzione migliore. Durante il mercato estivo tutto intorno a me si è mosso velocemente. Forse c’è stata un po’ di fretta, avrei dovuto iniziare più lentamente. Ma ero entusiasta di voler fare tutto. Il mio corpo non era ancora pronto. Mentre giocavo i muscoli non erano pronti.

Sulla possibilità di lasciare la Roma…
Non è un’opzione possibile. Non voglio pensare di andare da nessuna parte. Voglio ancora dimostrare di poter essere da Roma. La mia avventura non è iniziata bene, ma potrebbe finire in modo completamente diverso. Abbiamo diverse partite prima della fine della stagione, posso arrivare al mio obiettivo.

Sui quarti di finale di Champions.
I quarti di finale contro il Barcellona sono interessantissimi. È bello far parte di questo successo, e posso ancora avere la possibilità di scendere in campo. Dipenderà tutto da come mi allenerò, solo così potrò entrare in formazione e giocare. Farò di tutto per farlo.

Sulla pressione.
La pressione c’è ancora, d’altronde sono stato uno degli acquisti più costosi in Italia. Ho provato a non sentirla, ma è impossibile. Non avevo mai visto nulla di simile prima, è tutto nuovo per me. Ho ancora 22 anni, devo abituarmi a questo. A Roma la pressione è sicuramente maggiore rispetto ad altre parti.

Su Roma.
Roma è una città bellissima. Ultimamente ha piovuto, ma normalmente il clima è mite, la qualità della vita è fantastica. Le persone sono un po’ pazze… quando passo mi chiamano e mi gridano “Schick Schick”. È difficile nascondersi, vengo riconosciuto. A volte è difficile, ma non voglio dire di no a nessun tifoso. È una cosa carina, anche se a volte è complicata.

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Bruno Peres: “Barcellona? È la partita dell’anno. Se Alisson dovesse partire…”

Il terzini della Roma Bruno Peres è stato intervistato da Premium Sport. Ecco le sue parole. 

Sul gol alla Juventus con la maglia del Torino.
"Solamente dopo, quando ho visto l’atmosfera, mi sono reso conto. Mentre lo vivevo non potevo immaginare tutto questo".

Sei entrato nella storia della Roma per il salvataggio contro lo Shakhtar…
"All’inizio ho pensato che avrebbe potuto colpirmi se avesse calciato male, magari lo avrei messo fuori. Sono stato fortunato. Ho potuto aiutare la squadra facendo una parata che normalmente fa Alisson".

Alisson che ti ha detto?
"Mi ha detto che ho fatto la parata che ci porta un passo avanti in Champions League".

Chi è il più social del gruppo?
"Io uno dei meno. Mi sa che è Strootman, è lui quello che ogni giorno cerca di mettere qualcosa dell’allenamento, delle partite. È lui quello più social".

Pensate al Barcellona?
"Il mister fa di tutto per non farlo. Sappiamo che è la partita dell’anno per noi, sappiamo che sarà dura e difficile".

È possibile fare l’impresa?
"Nel calcio sono 11 contro 11. Non ha senso allenarsi se hai già paura e sei consapevole che perderai. Dobbiamo avere coraggio".

Alisson?
"Sarà il portiere più importante del mondo. Sarà lui il titolare del Brasile per il momento che sta vivendo. Lavora tanto, sta dimostrando di essere forte partita dopo partita."

Avete paura che vada via da Roma?
"Sì, ma quando uno fa bene come lui ormai è così nel calcio. Magari è un suo sogno o ha un obiettivo, glielo auguro, ma sarò triste se dovesse partire".

Come vivete questa corsa Champions?
"Non siamo tranquilli perché se sbagliamo una partita loro si avvicinano. Dobbiamo vincere ogni partita e fare ogni punto per staccarci da Inter e Lazio. In ogni partita dimostriamo quello che chiede il mister e credo che stiamo riuscendo a fare bene".

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Serbia, Kolarov è il nuovo capitano: “Pronto a questa nuova responsabilità”

Un riconoscimento importante per Aleksandar Kolarov. Il difensore della Roma infatti da oggi è il nuovo capitano della Serbia. Ad ufficializzare la decisione è stato il ct della selezione balcanica, Mladen Krstajic, intervenuto oggi in conferenza stampa con al suo fianco proprio il terzino giallorosso e Nemanja Matic, che sarà il 'vice' di Kolarov.

La fascia da capitano in precedenza apparteneva a Branislav Ivanovic. "Ringrazio il mister. Quando il ct mi ha chiamato ho risposto subito di si – ha dichiarato Kolarov -. Con Branislav (Ivanovic, ndr) ho un ottimo rapporto, questa decisione non creerà problemi. Sono in questa nazionale da tanto tempo e sono pronto ad assumermi questa responsabilità e tutto quello che ne consegue. E' una responsabilità anche per Nemanja (Matic, ndr). E dobbiamo approfittare del fatto che siamo qualificati ai Mondiali, dobbiamo impedire che succeda ciò che è già accaduto in passato, come ad esempio in Germania nel 2006. Quello che conta è che va tutto bene e che possiamo dare il massimo, a prescindere dai risultati".

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CHAMPIONS LEAGUE

Roma-Barcellona, lunghe file ai botteghini

E’ iniziata alle ore 14 la prevendita dei tagliandi per la gara di ritorno dei quarti di finale di Champions League contro il Barcellona, in programma martedì 10 aprile. Questa fase, riservata ai titolari dell’abbonamento alle 3 gare del girone eliminatorio, si concluderà  mercoledì 21 marzo. Dal giorno successivo, giovedì 22, inizierà invece la vendita libera. Il prezzo dei tagliandi oscilla tra i 40 euro delle Curve ai 130 euro della Monte Mario Top, passando per i 60 euro dei Distinti e i 95 euro delle due Tribune

L’appuntamento è talmente atteso (la Roma mancava dai quarti di finale della più importante competizione continentale per club da dieci anni) che in giornata molti tifosi hanno già creato lunghe file ai botteghini. 

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Montella: “Vorrei affrontare la Roma in Champions”

"Mi piacerebbe affrontare la Roma in semifinale o addirittura in finale di Champions. Eusebio è un amico e ho trascorsi particolari con la Roma, uno dei due sarebbe sicuramente felice per l’altro". Queste le parole di Vincenzo Montella, ex della Roma ed oggi allenatore del Siviglia, intervenuto ai microfoni di Radio Anch'io lo Sport: "Consigli a Di Francesco o ad Allegri? Bella domanda … Non li ho ancora incontrati direttamente, tra due settimane affronteremo il Barcellona in campionato e poi in finale di Coppa del Re. Real e Barcellona sono squadre piene di talento ma in questi scontri servirà anche un po’ di fortuna, la Juventus per le due finali conquistate è una squadra più abituata. Spero possano essere partite aperte".

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Conti: “Pellegrini fu un grande uomo, mi aiutò all’inizio”

In un periodo certamente positivo per la Roma, si registra purtroppo anche la scomparsa di Stefano Pellegrini, ex attaccante della Roma, mancato nella giornata di ieri. Ha voluto ricordarlo, tra gli altri, anche Bruno Conti, che dalle colonne de Il Romanista dice: "Ci sentivamo spesso. So che nell'ultimo periodo ha sofferto molto. Se penso a lui, mi vengono in mente i miei inizi al Tre Fontane. Arrivai dall'Anzio e lui fu uno di quelli che più mi aiutò con i suoi consigli. È stato un grande uomo, dalla enorme disponibilità. Aveva delle caratteristiche che gli permettevano di puntare l'avversario e di andarsene via".

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Perotti: “Non posso chiedere più molto al calcio, a Roma sto benissimo”

"Quando sono andato a provare  a Morón, onestamente avevo un certo pregiudizio. Ma ho trovato un gruppo fenomenale di ragazzi e allenatori che trattavano i calciatori meglio rispetto a quello che succedeva al Boca, dove sentivo che i ragazzi che non giocavano o che sentivano di non avere abbastanza fiducia. Non ricevevano quella parola di supporto di cui avevano bisogno e non venivano trattati con tatto".  Esorsisce così Diego Perotti raccontando la sua avventura calcistica in una lunga intervista alla testata argentina Clarin.com:

Dalla terza categoria argentina, poi, il salto diretto alla Liga spagnola
"Il cambiamento è stato abbastanza drastico. Passi dall'allenamento con 6 o 7 palloni ad averne 50. Sono cose che ti piacciono il doppio perché arrivavo da un'altra realtà. A Morón qualche volta dovevo farmi la doccia con l'acqua fredda in inverno perché non c'era quella calda"

Il presente è a Roma dove è felice con la sua famiglia.
"Viviamo a Casal Palocco, una zona lontana dal centro della città, con molte case, molto silenzioso come quartiere. Siamo molto felici. Non esco molto, quindi sono molto a mio agio in questo posto. E mia moglie, quando vuole andarsene a fare una passeggiata o andare in centro, prende la macchina e va. E io resto qui, è una zona molto bella"

Cosa ti piace di più della città?
"Quello che ho sempre apprezzato qui è la sicurezza. Essere in grado di uscire in qualsiasi momento in strada. Che mia moglie esca con il mio bambino senza paure, senza orari, senza pensare all'auto o se fa buio. Questa è la chiave. E questo è quello che rimpiango di più quando torno in Argentina. Che devi occuparti degli orari e vedere quale auto guidi"

Ti manca l'Argentina?
"Sì. Da quando me ne sono andato, ho detto che sarei tornato a vivere in Argentina di nuovo ad un certo punto. Vengo da Moreno e mi manca il quartiere. Ogni volta che ho una settimana vado in Argentina, soprattutto per trascorrere le vacanze. Approfitto delle vacanze anche per andare a trovare la mia famiglia e i miei amici. Sono in Europa da molto tempo, ma non ci siamo abituati a vivere da soli senza avere i nostri affetti vicino. Anche mia moglie è Moreno. E abbiamo in programma di tornare"

Quando? Dopo il ritiro o vuoi una rivincita nel calcio argentino?
"Vorrei tornare nel calcio argentino, ma la realtà è che di recente ho firmato un rinnovo con Roma fino al 2021 e almeno fino a quell'anno voglio rispettare quel contratto. Anche se dovessi prendere un'altra strada prima, vedremo…"

Qual è la somiglianza italiana con l'Argentina?
"Ci sono abbastanza somiglianze e altre cose un po' diverse. Il fatto di stare insieme a fare un barbecue con gli amici, non ce l'hanno in Spagna come abitudine. Ma a Genova e a Roma ho incontrato persone umili che rendono le cose più facili per te. Quando vieni da fuori, questo è fondamentale se non vuoi essere emarginato e complicarti le cose in campo"

E ti hanno trattato bene?
"Mi sentivo molto bene da quando sono arrivato e il gruppo mi ha fatto ambientare rapidamente, sono umili. Sono venuto da Genova e non mi hanno mai fatto sentire che venivo da una piccola squadra. Quando giochi, ti adatti più velocemente perché acquisisci sicurezza e sicurezza, che nel calcio è tutto. Questo poi si è trasferito nella mia vita quotidiana"

Che rapporto hai con gli altri argentini a Roma?
"Con Fede Fazio e Jony Silva, il barbaro. Fede l'ho conosciuto a Siviglia, è arrivato quasi insieme a me ed è come un fratello. Ma ci sono anche brasiliani, olandesi e francesi con cui ho buoni rapporti e che fanno sì che il gruppo abbia delle dinamiche positive. 20 giorni fa avevamo un barbecue a casa mia per tutta la squadra. Gli ho fatti assaggiare costolette, ventrigli e altre interiora…lo hanno amato. Abbiamo passato una bella serata. A Roma il ventriglio (porzione dell'apparato digerente presente negli insetti, negli anellidi, nei molluschi e negli arcosauri, cioè coccodrilli e uccelli, ndr) lo guardavano con un po' di disgusto. Ma hanno mangiato tutto eh…"

Com'è stato giocare con Totti, un emblema di Roma?
"E' il re della città. È stato molto bello. Purtroppo ci ho potuto giocare alla fine della sua carriera e non ho avuto la possibilità di godermelo appieno. Ma ho visto le cose che ha fatto durante gli allenamenti e come ha risolto le partite da solo. Ha una visione del gioco che non gli richiede tanto dal fisico. Può risolvere le cose con un passaggio, con la sua visione del gioco o con un tiro da 30 metri. E' di un'altra categoria ed è per questo che è stato il migliore qui"

Come stanno gli italiani che non giocheranno i Mondiali?
"E' stato terribile. E' stato un duro colpo perché è una nazione storica che ha una buona squadra e nessuno si aspettava che fosse lasciata fuori da una Coppa del Mondo. Non penso che vogliano vedere qualcosa della Coppa del Mondo. Andranno in vacanza e non accenderanno la tv finché non sarà finita. È quello che farei se l'Argentina fosse stata esclusa. Ma forse questo colpo li aiuterà ad avere un rinnovamento. Può aiutarli a ricominciare da capo"

Ti vedi in Russia?
"Sto andando passo dopo passo. Mi sto godendo questo momento in cui ho ricevuto nuovamente una chiamata. Ma so che non è facile perché ci sono molti giocatori di grande qualità. Naturalmente, ho intenzione di combattere fino alla fine e cercherò di sfruttare queste due amichevoli con la Nazionale"

In queste gare ti giochi il posto nella lista finale per la Coppa del Mondo?
"Sì, perché sono le ultime due amichevoli e io ero a malapena convocato in altre due partite nelle quali ho giocato poco. Poi, ovviamente, sarà la decisione dell'allenatore e forse potrebbe essere diverso da ciò che si pensa o immagina. Ma darò tutto in ogni partita e in ogni allenamento. Non sprecherò l'occasione. Sono calmo e con i nervi saldi per voler fare tutto bene"

Come ti sei sentito durante le partite in Russia lo scorso novembre?
"Bene. Ovviamente non è stato facile, perché sono tornato in nazionale dopo un lungo periodo di tempo ed ero molto nervoso. Ho provato a fare la stessa cosa che faccio a Roma, che immagino sia ciò che ha spinto Sampaoli a notarmi. Sono opportunità che non sempre si presentano"

Quando sei entrato contro la Russia, dovevi condividere dei minuti con Messi. Com'è stato giocare con lui? Dybala, ad esempio, disse che a volte era difficile…
"Penso che le parole di Dybala fossero diverse e sono state distorte un po'. Mi è piaciuto giocare con Messi. Giocare dieci minuti con il miglior giocatore del mondo mi ha reso molto felice. Le cose negative che dovevo vivere nel calcio, come gli infortuni e quello che mi costava recuperare, mi passavano per la testa e mi piaceva quello che stavo vivendo. Essere in grado di essere in campo con Messi è il più grande orgoglio che ogni giocatore possa avere"

Forse non ci sono molti giocatori che possono essere un'alternativa a Di Maria. Può esserti di beneficio?
"Può essere. Forse ci sono più giocatori a destra o nel mezzo. A sinistra ce ne sono meno, ma hanno la qualità per essere convocati dall'Argentina, come il Papu Gomez o il Tucu Correa. L'Argentina ha molti grandi giocatori che possono tranquillamente essere convocati nella Seleccion. Quindi coglierò l'occasione per cercare di convincere il tecnico"

Hai parlato con Sampaoli?
"Ho parlato con lui quando è venuto a Roma. Si è riunito con me e con Fede Fazio. Ci ha detto cosa voleva da noi. E' stata una bella chiacchierata e lui si è preso la briga di venire a vedere il nostro allenamento: è stato una grande motivazione"

Che ti ha chiesto in quella chiacchierata?
"E 'stato un discorso di calcio e voleva vedere come stavo dopo un infortunio che avevo avuto. Mi ha parlato di quello che posso fare in campo, di inserirmi, di calpestare l'area avversaria… Tipico della mia posizione, cose che mi chiede anche l'allenatore della Roma"

E che tipo di tecnico vedi in Sampaoli? Cosa hai trovato in quella conversazione
"Prima di tutto una persona molto sincera e con una forte idea di ciò che vuole e come vuole che la Nazionale giochi. E soprattutto con tanta voglia di vincere la Coppa del Mondo. Sapendo che ha il miglior giocatore del mondo, l'Argentina ha più possibilità del resto delle squadre"

Vedi bene la Seleccion nonostante sia stata classificata come outsider?
"Sì. Con i giocatori che ha e il livello che mostrano, l'Argentina è messa bene. Inoltre, la maggior parte dei giocatori ha una buona continuità nei loro club e andrà ai Mondiali. Questo non sempre accade. Devi anche essere consapevole del fatto che Brasile e Germania stanno andando molto bene e che la Francia ha buoni giocatori. Ma l'Argentina con Leo ha un vantaggio"

 

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Rassegna stampa

Crotone-Roma 0-2, le pagelle dei quotidiani

La Roma supera la prova di maturità chiesta da Eusebio Di Francesco e Monchi in settimana e vince sul campo del Crotone con un rotondo 2-0. Queste le pagelle dei quotidiani:

IL MESSAGGERO (ANGELONI)

Alisson 7; Bruno Peres 6, Fazio 6, Juan Jesus 6, Kolarov 7.5; Pellegrini 6.5, Gonalons 5.5, Nainggolan 7; Gerson 5.5, Dzeko 6.5, El Shaarawy 7. Subentrati: Strootman 6, Florenzi 6.5, Cengiz Under SV. Allenatore: Di Francesco 7.

IL TEMPO (AUSTINI)

Alisson 7; Bruno Peres 6, Fazio 6, Juan Jesus 6, Kolarov 6.5; Pellegrini 6, Gonalons 5.5, Nainggolan 7; Gerson 5, Dzeko 6, El Shaarawy 6.5. Subentrati: Strootman 6, Florenzi 6.5, Cengiz Under 5.5. Allenatore: Di Francesco 6.

LA GAZZETTA DELLO SPORT (PUGLIESE)

Alisson 7; Bruno Peres 6, Fazio 6, Juan Jesus 5.5, Kolarov 7; Pellegrini 6, Gonalons 5.5, Nainggolan 6.5; Gerson 5, Dzeko 6, El Shaarawy 6.5. Subentrati: Strootman 6, Florenzi 6.5, Cengiz Under SV. Allenatore: Di Francesco 6.5.

LEGGO (BUFFONI)

Alisson 7; Bruno Peres 6, Fazio 6, Juan Jesus 5.5, Kolarov 6.5; Pellegrini 6.5, Gonalons 5, Nainggolan 7; Gerson 5.5, Dzeko 6.5, El Shaarawy 6.5. Subentrati: Strootman 6, Florenzi 6, Cengiz Under SV. Allenatore: Di Francesco 6.5.

LA REPUBBLICA (BOCCA)

Alisson 7; Bruno Peres 6, Fazio 5.5, Juan Jesus 6, Kolarov 6.5; Pellegrini 6.5, Gonalons 5.5, Nainggolan 7; Gerson 5, Dzeko 5.5, El Shaarawy 6.5. Subentrati: Strootman 6.5, Florenzi 6, Cengiz Under SV.

CORRIERE DELLA SERA (VALDISERRI)

Alisson 7; Bruno Peres 6, Fazio 5.5, Juan Jesus 6, Kolarov 7; Pellegrini 6, Gonalons 5, Nainggolan 6.5; Gerson 5, Dzeko 6, El Shaarawy 6.5. Subentrati: Strootman 6, Florenzi 6.5, Cengiz Under SV. Allenatore: Di Francesco 6.5.

CORRIERE DELLO SPORT (MAIDA)

Alisson 7.5; Bruno Peres 6.5, Fazio 5.5, Juan Jesus 6.5, Kolarov 6.5; Pellegrini 6, Gonalons 5.5, Nainggolan 7; Gerson 5.5, Dzeko 6.5, El Shaarawy 7. Subentrati: Strootman 6, Florenzi 6.5, Cengiz Under SV. Allenatore: Di Francesco 7.

TUTTOSPORT (PALERMO)

Alisson 7; Bruno Peres 6, Fazio 6, Juan Jesus 5.5, Kolarov 6.5; Pellegrini 6, Gonalons 5.5, Nainggolan 6.5; Gerson 6, Dzeko 6.5, El Shaarawy 6.5. Subentrati: Strootman 6, Florenzi 6, Cengiz Under SV. Allenatore: Di Francesco 6.5.

IL GIORNALE (ARCOBELLI)

Alisson 7; Bruno Peres 6, Fazio 5.5, Juan Jesus 6, Kolarov 7; Pellegrini 5.5, Gonalons 6, Nainggolan 7; Gerson 5.5, Dzeko 6, El Shaarawy 7. Subentrati: Strootman 6, Florenzi 6, Cengiz Under SV. Allenatore: Di Francesco 7.

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Gandini: “La prima pietra dello stadio nel 2018. I quarti di Champions? Vogliamo giocarci la semifinale”

Umberto Gandini, amministratore delegato della Roma, questa mattina ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Rai Radio 1. Queste le sue parole:

Sta per arrivare il momento più importante per la Roma. Col Barça sembra impossibile, cosa vi aspettate? 
C’è grande soddisfazione di aver raggiunto un traguardo intermedio in una competizione difficilissima. Ci troviamo a giocare una partita che molti sognano. Vogliamo giocarci l’accesso alle semifinali con una squadra fortissima come il Barcellona. E’ una sfida che ci metterà grande pressione addosso e ce la giocheremo con la mente libera. E’ una di quelle sfide per le quali vale la pena giocare una stagione.

E’ stato un periodo difficile per Di Francesco, ma adesso sembra aver ritrovato la sua squadra… 
E’ stata una stagione con dei momenti particolari. Abbiamo pagato durante dicembre il periodo delle feste di Natale. Poi ci siamo ripresi tranquillamente, abbiamo perso troppi punti dalle prime due che stanno andando fortissimo, ma siamo in corsa per due obiettivi su tre. La Champions ci vede ancora in corsa ai quarti di finale.

Firmeresti una sconfitta di misura al Camp Nou? 
Credo che sarà importante la prima partita, soprattutto fare gol e avere un risultato che ci possa permettere di giocarcela al ritorno. Il Barça però è fortissimo ed ha un extraterrestre che è Messi, può cambiare la partita.

Cosa succede allo stadio?
Stiamo facendo degli step che sono stati pianificati. Sta andando avanti l’iter burocratico, siamo in attesa di avere tutto quello che manca per far partire il cantiere.

E’ ipotizzabile trovare una data per la prima pietra?
Sì, ma dipende da fatti di terzi e amministrazioni. Confidiamo a farlo entro il 2018. La società è stata rafforzata in moltissime aree. Stiamo facendo quel percorso programmato e che ci porta ad essere uno dei protagonisti del calcio italiano ed europeo.

C’è chi vorrebbe Totti più centrale nel progetto… 
Ma lui lo è. Sta facendo questo dall’inizio della stagione, quello che fa è importante. Il passaggio dal campo alla scrivania non è facile, ci vuole pazienza. Noi ci troviamo bene con lui, è vicino alla squadra e a Monchi. Sta imparando alcuni segreti da chi gli sta intorno.

Quanto ti sorprende il rendimento di Gattuso al Milan? 
Non mi sorprende per come lo conosco. Ha toccato le corde giuste e ha messo al primo posto il valore del gruppo. Si è conquistato la fiducia e l’abnegazione dei suoi giocatori. Di gavetta ne ha fatta tanta, è cresciuto tatticamente.