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Abraham (ri)vuole la Premier: sei club in corsa

Tammy Abraham non resterà al Milan ma difficilmente tornerà in giallorosso. La decisione ultima sarà di Gasperini, che effettivamente lo aveva cercato un anno fa dopo l’infortunio di Scamacca. La stima c’è, ma è possibile che le idee ora siano proiettate verso un altro centravanti (Lucca su tutti).

Per questo l’inglese può tornare in Premier League. Anzi. Abraham avrebbe già espresso ai suoi agenti la volontà di tornare a giocare in Inghilterra, anche per motivi famigliari.

Sarebbero sei le società interessate: l’entourage del centravanti ha sondato infatti la disponibilità del Manchester United, ma sulle sue tracce ci sono anche West Ham, Everton, Newcastle United, Aston Villa e Leeds United.

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Saelemaekers, futuro sempre più rossonero. Allegri vuole tenerlo

Alexis Saelemaekers, quasi certamente, resterà al Milan. Il doppio cambio in panchina, le richieste eccessivamente elevate del club rossonero, i dubbi sul riscatto di Abraham hanno generato un cocktail che difficilmente vedrà il belga restare in giallorosso.

Come riferisce la Gazzetta dello Sport, Massimiliano Allegri nei primi colloqui di mercato con il neo ds Tare ha espresso la volontà di trattenere il belga, ritenuto pedina utile per duttilità e capacità tecniche.

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La Roma a Gasp: contratto, retroscena e ultimi dettagli

La Roma e Gasperini si sono detti sì. Lo hanno fatto in maniera convinta, senza ripensamenti e senza remore. La società giallorossa ha puntato fortissimo sul tecnico atalantino e tutte le anime del club sin dall’inizio del casting per la panchina, hanno condiviso l’idea che Gasperini fosse il nome giusto per ripartire.

Un progetto triennale, con sguardo oltre il centenario del club con la volontà di crescere e tornare stabilmente nel gruppo di testa in Serie A. Friedkin è rimasto favorevolmente colpito dalla voglia di Gasperini di rimettersi in gioco dopo 9 anni a Bergamo e il tecnico, prima scelta da sempre nella testa di Ranieri, ha mostrato entusiasmo e grande voglia di portare alla Roma una svolta in termini di risultati.

Firmerà nelle prossime ore un triennale da 5 milioni più bonus. Solo Mourinho è stato pagato di più nella storia romanista, a conferma del valore assoluto riconosciuto al tecnico torinese, che non ha mai preso in considerazione l’ipotesi Juventus negli ultimi giorni, soprattutto dopo il vertice di Firenze con la società.

Fondamentale il ruolo di Ranieri che ha contattato diversi mesi fa Gasperini, intrecciando e rinsaldando un rapporto di stima decennale, per poi ottenere ieri il sì definitivo in un contatto telefonico, nel quale Gasp ha annunciato che nella sua testa c’era solo la Roma.

Dopo il saluto ufficiale ai tifosi atalantini, si aspetta l’annuncio da parte dell’Atalanta della rescissione consensuale che porterà al conto alla rovescia per il primo viaggio capitolino di Gasp da allenatore in pectore della Roma. Domani l’allenatore sarà però in Francia per il Roland Garros, mentre Friedkin in queste ore sta festeggiando sempre nel meraviglioso scenario del resort alle porte di Firenze, il matrimonio della figlia.

Auspicabile che ci sia l’arrivo di tutte le componenti ad inizio settimana per celebrare un altro matrimonio, quello sportivo che nelle intenzioni di tutti deve portare la Roma ad elevare il suo status dalla zona Europa League delle ultime stagioni. Gasp ha raggiunto la Champions cinque volte negli ultimi sette anni e sa come si fa. Avrà la tutela massima di Claudio Ranieri e il supporto tecnico di Ghisolfi, al quale ha già espresso tutte le sue idee sul mercato che si dovrà sviluppare quest’estate.

Poche ore e inizierà l’era Gasp, in ritardo di 6 anni. Ma meglio tardi, che mai…

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Calciomercato

Gasperini, lettera ai tifosi: “Lascio l’Atalanta per carenza di stimoli”. Poi sulla Roma: “Sfida difficile ma affascinante”

Gian Piero Gasperini ha affidato ad una lettera, pubblicata dall’Eco di Bergamo, le sue sensazioni, in merito all’addio all’Atalanta dopo 9 stagioni:

«Non era possibile esprimerlo prima, perché solo nelle scorse ore ho realmente deciso di mettere la parola fine a questa meravigliosa storia lunga nove anni. Non parliamo però di addio. Non mi piace. Chiudo la mia esperienza a Bergamo come allenatore dell’Atalanta, tutto il resto – invece – rimarrà immutato. La conclusione del mio rapporto con il Club è stata unicamente decisa da me e non deve essere attribuita responsabilità alcuna alla Società e ai suoi dirigenti. Semplicemente ho capito che era arrivato il momento di fare questo passo. […] Perché, vi chiederete, lascio l’Atalanta? Per bisogno di nuovi stimoli, per la fiducia trasmessami e per il rinnovato entusiasmo che ne deriva. Sfida difficile? Molto. Però parliamo di una grande sfida, esaltante, che mi trasmette tanta adrenalina. Ci vedremo ancora in Piazza Pontida, ve lo prometto! Adòss!!!!».

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De Rossi: ”Un orgoglio allenare la mia Roma, un trauma lasciarla. Esonero? Indirizzato da persone che non ci sono più ma non escludo il ritorno”

Daniele De Rossi ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera in cui ha raccontato anche la sua esperienza a Roma da allenatore. Di seguito le sue parole.

De Rossi, togliamoci subito il dente: ma che era successo?
“Non deve chiederlo a me. Avevamo impostato un progetto di lungo periodo. Nella mia testa c’era l’idea di crescere insieme a una squadra giovane e alcuni giocatori più esperti con l’obiettivo di lottare per lo scudetto nel 2027, l’anno del centenario. E invece…”.

E invece la sua stagione è durata appena quattro partite e tre punti.
“So che nel calcio senza i risultati il tempo non te lo dà nessuno, ma tutto è stato accantonato davvero troppo presto. Le stagioni ormai cominciano a metà agosto, noi abbiamo fatto il ritiro con 16 ragazzi della Primavera, il mercato aperto e la squadra ancora tutta da costruire. Gli ultimi 4-5 acquisti li ho allenati solo per pochi giorni”.

Per diversi mesi la Roma non ha voluto più vederla neanche in tv.
“In quel momento per me era fonte di sofferenza. Se una donna che ami alla follia ti lascia, non riesci a guardarla camminare felice, mano nella mano, con un altro uomo. Ma ormai è passato: sono tornato a vedere la Roma e ad essere contento delle sue vittorie”.

Ha mai pensato: i risultati di Ranieri li avrei raggiunti anche io?
“No, perché nessun tecnico è uguale a un altro. Certamente l’intelligenza, l’esperienza e il pragmatismo di Ranieri sono stati fondamentali in quel momento. Posso solo dire che le mie emozioni vedendo l’Olimpico pieno di bandiere contro il Bilbao in Europa League, non sono state inferiori alle sue. Avrei voluto essere lì in mezzo a quel mare giallorosso: è stata una delle manifestazioni più belle, nella sua semplicità, che una tifoseria abbia mai messo in scena. Nessuna coreografia artificiale: ognuno con una bandiera mezza giallo e mezza rossa, come quando si era bambini”.

Lei ha ancora un contratto per due anni.
“Sì, ma spero di farne presto uno con un altro club. Il contratto non è un vincolo per me”.

Come considera la regola che impedisce a un tecnico esonerato dopo poche partite di poter allenare un’altra squadra in A?
“Sbagliatissima: tutto il mondo ha regole diverse. La mala-burocrazia che spesso ferma il Paese esiste anche nel calcio. Prendere un patentino di allenatore è come scalare l’Everest e una persona “normale” non può farlo se non ha una carriera nel calcio alle spalle: perché? E perché un proprietario non può far guidare la propria squadra a chi vuole lui? Per non parlare degli stadi che non si riescono a costruire”.

Parliamone invece…
“A Roma c’è chi vorrebbe bloccare il progetto dei Friedkin da un miliardo per difendere una mini area abbandonata dove sono cresciuti alcuni alberi. Lo stadio a Tor di Valle saltò anche per salvaguardare una sconosciuta tribunetta storica semi distrutta dove bivaccavano i topi nella sporcizia. Questa per me è follia. Anche il progetto di Lotito sul Flaminio, inutilizzato da anni, incontra difficoltà. Paesi meno ricchi e sviluppati del nostro hanno impianti migliori. Tutto per colpa della burocrazia”.

Cosa ha lasciato lei alla Roma?
“Un gruppo sano, una dedizione al lavoro. E alcune giuste intuizioni”.

Ha lanciato Svilar, fatto prendere Angelino, Soulé, Koné. C’è qualche altra intuizione che le è stata negata?
“Sì, ma capita a tutti i tecnici. Non bisogna ricordare solo quello che ci fa comodo: io avrei puntato sul rilancio di Moise Kean, ma ho anche detto no a Retegui, poi capocannoniere”.

Cosa cerca adesso?
“Un progetto stimolante, una piazza passionale che viva per il calcio e dei dirigenti che abbiano una grande voglia di lavorare con me”.

Riassuma il suo calcio in tre concetti.
“Capacità di fare gli uno contro uno in ogni zona del campo, coraggio e un’organizzazione che consenta di dominare il gioco”.

I tecnici che l’hanno influenzata di più?
“Spalletti, Luis Enrique e Conte, ossessionato dalla vittoria”.

Il rimpianto?
“Non aver vinto uno scudetto con la Roma ed essere arrivato al Boca Juniors troppo tardi”.

Il sogno?
“Trovarmi a 70 anni felice della carriera da tecnico come oggi lo sono di quella da calciatore”.

L’incubo?
“Che il mio sogno possa allontanarmi troppo dalla mia famiglia”.

Ci saranno mai altri due come Totti e De Rossi nella Roma?
“Magari ce ne saranno due meno innamorati della Roma, ma che vinceranno più di noi. Più forti di me ci saranno, di Francesco la vedo dura”.

E’ un peccato non vedere Totti nella Roma…
“Mi spiace, ma capisco la ritrosia dei presidenti quando si avvicinano alle bandiere dei club. Non è facile gestire figure così ingombranti: ti danno lustro ma se vanno via lo stadio ti si rivolta contro”.

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Calciomercato Roma, stallo sul rinnovo di Svilar: la situazione

Fase di stallo tra la Roma e Svilar. Come scrive Repubblica, l’ultima proposta dell’agente al club giallorosso risalirebbe a inizio aprile: 3,6 milioni di euro l’anno per un contratto a vita (5 anni + opzione per ulteriori 3). Nessuna commissione e clausola rescissoria ma la Roma non avrebbe mai risposto, concentrata su altre vicende tra cui quella dell’allenatore tra Fabregas e Gasperini. A inizio giugno potrebbe essere tardi, con le squadre della Premier che a breve partiranno all’assalto del calciatore.

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NEWS

Murales Di Bartolomei: ”Esistono i giocatori di calcio e poi esistono i giocatori come Agostino” (FOTO)

Il 30 maggio 1994, Agostino Di Bartolomei ha lasciato una voragine nel cuore dei tifosi giallorossi e degli appassionati di calcio. Il gruppo Roma ci ha tenuto ha ricordare lo storico capitano con un murales rammentando una sua frase storica ”Esistono i tifosi di calcio e poi i tifosi della Roma”.

Ecco la dedica ad Ago: ”Esistono i giocatori di calcio e poi esistono i giocatori come Agostino Di Bartolomei”.

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Roma, si attende la risoluzione del contratto di Gasperini con l’Atalanta: probabile conferenza per salutare i tifosi

La Roma ha scelto il prossimo allenatore: sarà Gian Piero Gasperini. Come scrive Gianluca Di Marzio, i giallorossi attendono solo la risoluzione del contratto con la Dea e una probabile conferenza, forse congiunta con i Percassi, per salutare i tifosi bergamaschi.

Nei prossimi giorni – a meno di sconvolgimenti di piani – mercoledì l’allenatore dovrebbe essere presente al matrimonio di Gianluca Scamacca nel Lazio, sfruttando l’occasione anche per fermarsi nella Capitale e fare il punto operativo con la Roma. Nella giornata di domenica, inoltre, Gasperini dovrebbe volare a Parigi per la finale del Roland Garros.

Fabrizio Romano ha aggiunto dei dettagli sull’accordo tra il tecnico di Grugliasco e il club giallorosso: sarebbe presente anche un bonus speciale in caso di qualificazione in Champions o di vittoria della Serie A.

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Le Voci di Retesport

Di Livio a RS: ”Gasperini oggi ha detto sì a Ranieri” (VIDEO)

Angelo Di Livio è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.

“Dato il caos in città, oggi c’è stato un contatto telefonico tra Ranieri e Gasperini che gli ha detto “vengo”.

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Le Voci di Retesport

Pedullà a RS: ”La Roma ha un accordo con Gasperini”

Alfredo Pedullà, giornalista esperto di calciomercato, è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.

Gasperini? Ha un accordo con la Roma, ieri hanno parlato di mercato e si sono lasciati per i dettagli dopo l’incontro. Già lo sapeva che il club giallorosso aveva dei vincoli legati al fair play finanziario e che non ha una libertà di manovra che potrebbe avere un top club.

Prosegue Pedullà.

La Juventus sta completando la sua rivoluzione. Gasperini è uno dei pochi allenatori capaci di tenere tutti sotto scacco: i bianconeri, che lo hanno sondato, l’Atalanta, che lo vorrebbe tenere, e la Roma che spinge. Tutto ciò riassume il lavoro straordinario che ha fatto a Bergamo: Gasp, però, considera chiuso il suo ciclo

De Rossi? È stato valutato da diversi club: 2 di Serie A tra cui uno è la Fiorentina ma non come priorità.