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Dan Friedkin affida la Roma a Ryan: il vicepresidente al centro del rilancio

Una scelta non casuale, ma ragionata. Dan Friedkin, per mille motivi sempre più distante fisicamente dal club giallorosso negli ultimi tre anni, ha deciso di affidare al figlio Ryan il compito di gestire in presenza questa fase di ristrutturazione del club.

La presenza anticipata a Trigoria, le trattative sui rinnovi con i calciatori in scadenza, i dialoghi costanti con Gasperini per il reset degli staff sportivi e medici con sguardo sul mercato che verrà, ma anche l’ingresso e quel discorso negli spogliatoi prima del derby.

Il binomio Gasp-Ryan Friedkin è ciò che il proprietario del club (Dan) voleva creare in questa fase per ripartire la Roma, con vista Champions vista l’importantissima sfida di domenica contro l’Hellas. Lo riferisce il Corriere dello Sport.

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Mercato, ritiro e programmazione: è tutto in stand by nella Roma

Stop alla programmazione. La Roma che verrà resta in stand by. Una situazione inquietante che, al momento, nessuno né nella Capitale né negli States sembra in grado di risolvere. Spetta ai Friedkin indicare la figura che dovrà occuparsi della pianificazione. Negli ultimi giorni, però, la proprietà, attraverso i colloqui ad personam organizzati da Ed Shipley (il loro manager di riferimento a Trigoria), ha confermato contemporaneamente la fiducia a Ranieri, Massara e Gasperini, sorvolando sui contrasti interni che invece bloccano qualsiasi iniziativa in ottica futura.

Mancano quindi i presupposti fondamentali per preparare la prossima stagione, quella del Centenario, e soprattutto per migliorare la rosa. Se i Friedkin continueranno a prendere tempo senza intervenire sul conflitto ormai insanabile tra il senior advisor (a cui è legato il ds) e l’allenatore, al momento nessuna mossa sarà possibile.

Come scrivono il Messaggero e il Corriere della Serra, ogni attività è congelata. Non si sa ancora dove la squadra andrà in ritiro, non si conoscono le amichevoli né le tournée. Dovrebbe essere interpellato Gasperini, che però è in bilico quanto Ranieri, così come lo stesso Massara, che dovrebbe occuparsi delle operazioni di mercato. E di operazioni da fare ce ne saranno parecchie. Con circa 80 milioni di plusvalenze da raccogliere entro il 30 giugno, qualche big partirà tra Svilar, Ndicka e Koné.

La posizione del ds è senz’altro scomoda. Deve ascoltare e valutare le offerte per i migliori della rosa, ma senza potersi confrontare con l’allenatore, che aspetta di conoscere il pensiero della proprietà per collaborare alla costruzione del nuovo roster. Quando ultimamente ci ha provato, suggerendo di ripartire da due o tre titolari di primo piano, non è stato ascoltato. Adesso non consiglia più giocatori e non indica chi trattenere tra quelli in scadenza.

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Roma, Ranieri non ha nessuna intenzione di mollare: le ultime

Claudio Ranieri vs Gian Piero Gasperini. Scenario impensabile ad inizio stagione, quando l’uno presentò l’altro chiedendo alla tifoseria di compattarsi intorno al nuovo allenatore. Ma spesso in casa Roma, l’impensabile diventa reale.

Come riferisce la Gazzetta dello Sport, le posizioni restano sostanzialmente cristallizzate. Da una parte oggi c’è Gian Piero Gasperini che vuole andare avanti nel suo progetto-Roma (a patto, però, che i Friedkin lo seguano su tutta una serie di cose), dall’altra Claudio Ranieri, che ha tutta la voglia e il desiderio di dare ancora il suo contributo alla causa giallorossa.

Il senior advisor dei Friedkin, infatti, ha incassato la rinnovata fiducia da parte della proprietà, con Dan e Ryan che anche nei colloqui avuti con lo stesso Gasperini hanno ribadito la centralità della figura dell’ex allenatore giallorosso. Insomma, un concetto molto simile ad un «Ranieri non si tocca» o giù di lì.

Il che, ovviamente, finisce con complicare i piani per la programmazione della prossima stagione, soprattutto quelli dello stesso Gasperini. Il tecnico, infatti, tra le richieste esposte alla presidenza romanista ha messo anche quella di non avere più rapporti di lavoro diretti con lo stesso Ranieri. Il sogno della proprietà giallorossa risiede nella possibilità che Ranieri e Gasperini possano fare entrambi un passo indietro, passando a più miti consigli e decidendo di tornare a lavorare insieme.

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Trigoria, arriva Ed Shipley: ribadita fiducia a Ranieri e Gasp

Non c’è pace a Trigoria, dopo l’uscita pubblica di Ranieri a margine di Roma-Pisa, come noto è esploso anche all’esterno il caso dei rapporti ormai non più conciliabili tra Sir Claudio e mister Gasperini.

Come riferisce il Tempo, Friedkin, dopo aver ascoltato a distanza entrambe le posizioni ha deciso di non sbarcare nella capitale ma di inviare il fidato braccio destro, Ed Shipley – spesso nella capitale soprattutto in queste situazioni – per confrontarsi nuovamente con le parti in causa.

L’amico di vecchia data del presidente che ormai da tempo gestisce i momenti delicati in casa Roma, è chiamato a tentare di prolungare il più possibile la tregua armata tra allenatore e senior advisor. Nelle ultime ore Shipley si è confrontato con le parti in causa raccogliendo dal vivo sensazioni e vibrazioni di Gasp e Ranieri, ormai definitivamente separati in casa con uno scontro che ha scavalcato anche il livello personale.

La proprietà al momento ha confermato ad entrambi la fiducia, decidendo di posticipare tutto a fine stagione.

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Friedkin vuole Ranieri più operativo e vicino al club: il punto

Momento difficile a Trigoria, un tutti contro tutti da Gasperini sino a Claudio Ranieri. Prima di Roma-Pisa il consulente dei Friedkin ha creato una profonda frattura, prendendo le distanze dal tecnico. Come scrive Repubblica, l’allenatore giallorosso non ha un buon rapporto neanche con il direttore sportivo Massara. Insomma si pensava fosse più gestibile. Sir Claudio ha già fatto capire che sarebbe pronto a farsi da parte, nei prossimi giorni incontrerà Gasperini per un confronto.

La famiglia Friedkin comunque punta molto su Ranieri tanto da volerlo più operativo e vicino al club. I texani sono disposti a discutere di un nuovo contratto ma l’ultima parola spetterà all’attuale Senior Advisor che ha tanti cattivi pensieri…

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Pellegrini e un rinnovo a ribasso da non escludere: il punto

Due mesi decisivi per il futuro della Roma. In questo arco temporale si deciderà anche il futuro di Pellegrini, il cui contratto scadrà il 30 giugno. Al contrario delle situazioni relative a Dybala ed El Shaarawy che sembrano ben indirizzate verso la separazione, non è ancora detta l’ultima parola sulla fine del matrimonio tra Lorenzo e il club giallorosso.

Come scrive Il Tempo, il classe 96′ sta avendo uno spazio importante con Gasperini e per ora non è stata presa una decisione definitiva sul suo futuro, con la presenza di alcuni spiragli per un rinnovo che la scorsa estate sembrava impossibile. Dal punto di vista tecnico sono pochi i dubbi su Pellegrini in società, ma a pesare in maniera notevole c’è la questione economica.

Negli ultimi due anni di contratto l’ingaggio ha visto una base fissa di 4,5 milioni, con 2 milioni di bonus fedeltà e un’altra parte variabile aggiuntiva legata al rendimento personale e della squadra. Ed è proprio lo stipendio il nodo sul quale si giocherà tanto la partita del rinnovo. Colloqui preliminari tra il club e il suo agente sono andati già in scena, con la Roma che ha chiarito che per parlare di rinnovo c’è bisogno di un pesante taglio dei costi. A Trigoria stanno valutando un eventuale prolungamento, fissando un tetto a 2-2,5 milioni annuali. sostanzialmente un terzo di quanto attualmente percepito.

Tanto dipenderà anche dalle offerte che gli arriveranno – ci sono stati sondaggi di Inter e Juventus – e da che idee avrà Gasperini per la costruzione della squadra futura. Ma se Pellegrini dovesse “accontentarsi” di uno stipendio molto più basso dell’attuale da 6,5 milioni il rinnovo non è affatto da escludere. Anche per non aggiungere un altro elemento al tanti da sostituire a fine stagione.

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Friedkin, Champions ‘a tutti i costi’: in caso di quarto posto scatterà un bonus ulteriore

La qualificazione in Champions League è diventata una vera priorità per la Roma, quasi un’ossessione. Il progetto del presidente Dan Friedkin, pur nei limiti del Fair Play Finanziario, è stato costruito senza improvvisazioni né ridimensionamenti, come dimostrano gli investimenti delle ultime sessioni di mercato.

Dai 30 milioni spesi per Wesley, rivelatosi uno degli acquisti più riusciti insieme a Donyell Malen (che sarà riscattato a giugno per 25 milioni più i 2 del prestito), emerge chiaramente l’ambizione del club: puntare in alto. Dall’estate scorsa sono arrivati dodici nuovi giocatori, per una spesa complessiva superiore ai 105 milioni e un monte stipendi che supera i 21 milioni, arrivando a quasi 61 considerando l’intera rosa.

Come riferisce la Gazzetta dello Sport, la scelta di puntare anche su giovani con margini di crescita, come Wesley, Ghilardi, Ziolkowski e Vaz, garantisce continuità e sviluppo, ma ora serve il salto di qualità. Centrare la Champions significherebbe accedere a ricavi fondamentali, in attesa anche del nuovo stadio di Pietralata, la cui costruzione inizierà nel 2027, anno del centenario del club.

Raggiungere l’élite del calcio europeo rappresenta quindi l’obiettivo principale, con premi previsti anche per i giocatori in caso di qualificazione, oltre ai bonus già inseriti nei contratti.

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Vittoria, tensioni e silenzi: la ricostruzione del post gara

Prima un presunto mal di gola, poi un’indisposizione. Sono queste le motivazioni comunicate dall’ufficio stampa romanista per giustificare l’assenza di Gasperini dinanzi ai microfoni delle tv e in sala stampa, dopo la vittoria contro il Lecce che ha spezzato il mese nerissimo di risultati dei giallorossi tra campionato ed Europa League.

La notizia di ieri è che Gasp, dopo aver salutato sorridente e soddisfatto tutti i suoi ragazzi in campo (smentendo le voci di frizioni con alcuni componenti della squadra) è entrato poi negli spogliatoi molto nervoso e ha deciso di non parlare, lasciando subito l’Olimpico.

Una situazione che deve essere risolta come sottolineato da Il Messaggero, il Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport. Perché si può arrivare alla fine della stagione ma immaginarne un’altra così è veramente molto difficile.

Le frizioni tra il tecnico da un lato e il tandem Ranieri-Massara dall’altra nella riunione di venerdì sono passate in secondo piano. All’allenatore è stato chiesto di dare tutto nelle prossime partite, che la squadra c’è nonostante le difficoltà in attacco e gli è stato ribadito di tenere un profilo a livello di comunicazione più basso. E allora, forse, questo silenzio si spiega così.

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Roma a pezzi: ora anche Gasperini è in discussione

Le premesse era ottime ma ci si è fermati a quelle: Massara, Ranieri e Gasperini non rappresentano il futuro della Roma. Come scrive il Corriere della Sera, l’operazione iniziata con ottimi propositi non ha funzionato. Il risultato è che la struttura del club di oggi non sarà quella di domani. La triade è destinata a sciogliersi: a fine stagione non si ripartirà con gli stessi protagonisti.

I discorsi coinvolgono tutti, nessuno è sicuro del proprio posto. E da giovedì sera neppure il tecnico, perché l’amarezza della società per l’eliminazione prematura dall’Europa League è stata tanta. A Trigoria si è parlato anche di questo in un vertice in cui era presente anche Ryan Friedkin. Senza far volare stracci sono stati affrontati tanti temi tra la competitività dell’organico attuale su cui c’è una differenza di vedute tra tecnico e dirigenti, la gestione delle forze e anche il rapporto tra staff medico e tecnico, argomento che potrebbe portare a dei cambiamenti. La società ha chiesto a Gasperini di mostrare nelle ultime partite la Roma pre Juventus. Insomma una squadra compatta che torni solida: addirittura 12 gol nelle ultime 5 partite.

Il mercato da tempo ha allontano da tempo Massara e Gasperini ma è più che teso anche il rapporto tra l’allenatore e Ranieri. Per la resa dei conti è presto ma la Roma è indietro rispetto ai programmi e senza la qualificazione Champions, il rischio di andare incontro a un altro anno zero è concreto. Servirebbero almeno 2 cessioni: Koné, Ndicka, Svilar e Pisilli, loro sono gli indiziati principali.

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Gasp vs staff medico, nuova tensione su Konè: il retroscena

Gian Piero Gasperini non ha gradito alcuni casi di natura medica verificatisi in questa stagione. Da Ferguson, a Dovbyk passando per quello limite legato a Dybala e al suo menisco evidentemente lesionatosi molto prima di quando è stato operato, fino ai casi di Soulè, Hermoso e ora Konè.

Il francese è rientrato dall’infortunio muscolare contro il Milan, in occasione della sfida con la Juventus, anticipando probabilmente di qualche giorno il completo recupero rispetto alla prognosi iniziale. Ha giocato una bellissima gara contro la formazione bianconera, ma poi è sceso improvvisamente di condizione, addirittura avvertendo un fastidio alla vigilia di Bologna che per precauzione ha spinto lo staff ad evitare di coinvolgerlo nella gara d’andata. A Como è andato in campo dall’inizio, mostrando però evidenti limiti sul piano atletico.

Secondo il Corriere della Sera, proprio venerdì scorso alla vigilia della sfida contro i lariani, c’è stato un altro momento di forte tensione tra il tecnico giallorosso e lo staff medico, sulla gestione dell’infortunio e del recupero di Konè. Un episodio che si somma ad altre situazioni che stanno creando forti frizioni all’interno di Trigoria, secondo il quotidiano.

Il responsabile sanitario della Roma, il dottor Petrucci è stato scelto da Ranieri agli albori di questa stagione.