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Terremoto a Napoli, scossa 4.7 ai Campi Flegrei: danni a Pozzuoli, panico e gente in strada

(Adnkronos) –
Una forte scossa di terremoto è stata registrata a Napoli nella serata di oggi, alle 19.46. Il sisma, stima l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, è stato di magnitudo 4.7 e si è verificato nella zona dei Campi Flegrei con epicentro a 5 km da Pozzuoli, a una profondità di 3 km. I video documentano danni a Pozzuoli. Paura tra Napoli e l'hinterland: moltissime persone sono scese in strada. In diverse zone della città, a giudicare dai post social, è saltata la corrente elettrica.
 

 "Prima di tutto desidero rivolgermi a tutti voi che, come me, avete avvertito chiaramente la forte scossa di questa sera. Comprendo la preoccupazione e l'apprensione che in questi momenti possono nascere, soprattutto nelle famiglie", scrive su Facebook il sindaco di Pozzuoli, Gigi Manzoni. "Abbiamo immediatamente attivato il Centro Operativo Comunale (COC) per coordinare tutte le attività di monitoraggio e di assistenza alla popolazione. Siamo in costante contatto con l'Osservatorio Vesuviano, la Protezione Civile e tutte le autorità competenti per seguire minuto dopo minuto l'evoluzione dello sciame sismico in corso. Vi chiedo di mantenere la calma, di attenervi alle indicazioni delle autorità e di affidarvi esclusivamente alle comunicazioni ufficiali del Comune", aggiunge. "È la scossa più forte di sempre, c'è gente chiaramente impaurita ma per ora non registriamo danni a persone o cose", dice all'Adnkronos il sindaco di Bacoli, Josi della Ragione, a pochi minuti dalla scossa. Il sindaco informa che è stato immediatamente convocato dalla Prefettura di Napoli il centro coordinamento soccorsi (Ccs), inoltre a Bacoli ha disposto la disattivazione delle Ztl. È stato anche convocato il Coc (Centro operativo comunale) 
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Lino Banfi: “Don Mazzi tra i pochi a pensare ancora agli altri”. Al Bano: “Un uomo in odore di santità”

(Adnkronos) – "Era una persona stupenda, ha aiutato molta gente, soprattutto i ragazzi in difficoltà. Don Mazzi è stato uno dei pochi – qualcuno in Italia c'è ancora – che pensano prima agli altri, all'altruismo, e poi a sé stessi, all'egoismo. Ma per loro l'altruismo conta di più. Speriamo che le persone possano ricordarli prendendo esempio". Lo dice all'Adnkronos Lino Banfi, ricordando don Antonio Mazzi morto oggi, venerdì 31 luglio, all'età di 96 anni. Il fondatore di Exodus è stato ricordato anche da Al Bano, che ha parlato così all'Adnkronos: "Ho conosciuto bene don Mazzi. La sua era una famiglia di veri cristiani, erano tre fratelli e tutti e tre sono diventati preti: hanno fatto sempre cose alla grande. A me è sempre piaciuto ciò che don Mazzi ha fatto, è stato un uomo in odore di santità, se mi è concesso. Ha dato la sua vita agli altri, ai disperati, a coloro che avevano bisogno di umanità e lui la donava. L'ultima volta che l'ho sentito è stato per il suo compleanno e l'ho trovato bene, in forma, gasato come sempre. Era il solito don Mazzi".  Per oltre quarant’anni la sede di Exodus al Parco Lambro di Milano è stata il punto di riferimento del lavoro di don Antonio Mazzi, il luogo dove migliaia di giovani e famiglie hanno trovato ascolto e sostegno. In quegli spazi, diventati il simbolo della sua battaglia educativa contro la marginalità e la droga, il sacerdote ha costruito una delle esperienze sociali più significative d’Italia. È qui che don Mazzi si è spento all’età di 96 anni, circondato dalle persone che negli anni hanno condiviso il suo cammino. Il suo nome è diventato nazionale negli anni Ottanta, quando l’emergenza della tossicodipendenza attraversava le città italiane e don Mazzi scelse di affrontarla non con la distanza dell’osservatore, ma con il metodo della presenza quotidiana. Da quella scelta nacque Exodus, un progetto che negli anni si è trasformato in una rete di comunità, cooperative e iniziative educative diffuse sul territorio italiano e all’estero. 
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Wanda Nara vince in tribunale: “Sì a passaporti bimbe senza ok di Icardi”

(Adnkronos) – Nuovo round giudiziario nella battaglia tra l'ex calciatore dell'Inter Mauro Icardi e l'ex moglie Wanda Nara. La giudice tutelare del Tribunale civile di Milano Cristina Bassi ha accolto il ricorso presentato dalla donna argentina – difesa dall'avvocato Giuseppe Di Carlo del foro di Larino – per le due figlie minori. Lo apprende l'Adnkronos. Al centro della contesa "l’autorizzazione all’emissione di passaporto" per le bambine "anche senza l’autorizzazione del padre". Una necessità nata dal furto in casa subito dalla showgirl nel corso in una vacanza in Italia (pochi giorni fa nella villa di Galliate, in provincia di Novara, sono stati sottratti "vari preziosi" oltre ai due documenti) e che ha riacceso la dura battaglia legale e mediatica internazionale all'interno di un lungo e complesso divorzio. Da un lato Wanda Nara ha denunciato l' 'ostruzionismo' di Icardi nell'autorizzare i nuovi passaporti con conseguente ritardi nel rientro in Argentina; dall'altro lo sportivo che nell'ultima stagione ha vestito la maglia del Galatasaray – rappresentato dagli avvocati Valeria De Vellis e Raffaele Rigitano – ha nuovamente sostenuto la presunta sottrazione delle loro figlie e l'incompetenza del Tribunale di Milano a decidere. La giudice Bassi ha stabilito che "il rifiuto del padre di autorizzare l’emissione del passaporto in favore delle minori risulta non giustificato" e si traduce, nei fatti, "nell’imporre alle minori l’attuale domicilio in Italia" dove non vivono dal 2022. Il rifiuto di sottoscrivere l’autorizzazione "non trova alcun fondamento concreto nell’interesse delle minori stesse" – vivono in Argentina almeno da settembre 2024 -, né dello stesso Icardi che vive altrove e che "ha avuto un atteggiamento quanto meno ondivago nei confronti della vicenda".
 Nel decreto immediatamente esecutivo – con cui vengono concessi "anche in assenza del consenso dell'altro genitore" i due passaporti alle minori e Icardi condannato alle spese legali – si sottolinea come "esulano del tutto dal presente procedimento sia le questioni relative all’accertamento in ordine alla eventuale intervenuta sottrazione internazionale delle minori che anche le questioni che implicano accertamenti/pronunce in ordine all’esercizio della responsabilità genitoriale sia in termini di affido che anche di collocamento e diritti/doveri del genitore non collocatario". 
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Don Mazzi, il dolore di Mara Venier: “Perdo il mio secondo padre”

(Adnkronos) – "Oggi perdo il mio secondo padre". Mara Venier rende omaggio a Don Antonio Mazzi, morto all'età di 96 anni oggi 31 luglio 2026. "Sei stato un 'prete da marciapiede' che ha donato amore a tutti!!!!!", scrive la conduttrice di Domenica In. Don Mazzi è stato una presenza fissa e un co-conduttore accanto a Mara Venier nell'edizione di Domenica In 1994/1995. Anche in tempi recenti, il fondatore di Exodus era stato ospite del programma domenicale di Raiuno. 
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È morto Don Antonio Mazzi, addio al fondatore di Exodus: una vita al servizio degli ultimi

(Adnkronos) –
È morto Don Antonio Mazzi, fondatore e presidente di Exodus aveva 96 anni. Don Mazzi si è spento oggi 31 luglio alle 17 a Milano, come annuncia "con profondo dolore" la Fondazione Exodus. Circondato fino all’ultimo dall'affetto dei suoi ragazzi e degli educatori – si legge in una nota – don Antonio lascia un vuoto incolmabile. Per oltre quarant'anni ha guidato con dedizione instancabile Exodus trasformando la strada in un luogo di rinascita, riscatto e speranza per migliaia di giovani fragili e per le loro famiglie, e ha aperto nuove frontiere in Italia e nel mondo, quello povero, attraverso associazioni e cooperative, portando avanti insieme il grande messaggio di speranza nell’essere umano e nella umanità. Tutta la comunità di Exodus si stringe nel ricordo e nella gratitudine verso un uomo che ha dedicato l'intera vita all'accoglienza e all'educazione. "Ci ha lasciati un padre, un uomo, a suo modo un visionario – dichiara Franco Taverna, vicepresidente della Fondazione Exodus Don Antonio Mazzi Ets -. Un 'prete matto, borderline' come spesso amava definirsi, che non si è mai stancato di lottare per restituire il futuro a tanti ragazzi che ha incontrato nella sua vita. Don Antonio amava ripetere che non era stato lui a salvare i ragazzi, ma che erano stati proprio i ‘suoi ragazzi difficili' a salvare lui. Oggi tutta la grande famiglia di Exodus si stringe intorno al suo ricordo. Non lo piangiamo con rassegnazione, ma faremo festa per lui, continuando a portare avanti la sua missione con quella stessa passione, determinazione e quella sana follia che lui ci ha trasmesso fino all'ultimo giorno". "Il suo approccio metodologico incentrato sull’educazione, unito a una straordinaria visione d'insieme, ha permesso di riscrivere le linee guida dell'intervento pedagogico in Italia” – continua Taverna – La Fondazione, nel confermare la piena continuità di tutte le attività operative e progettuali in corso, si impegna a preservare e valorizzare il suo vasto patrimonio scientifico, educativo e morale".  Don Antonio Mazzi è stata una delle figure più rappresentative del Terzo Settore, un innovatore nell’ambito delle politiche di welfare e un punto di riferimento istituzionale nel contrasto alle dipendenze e al disagio giovanile. Nato a Verona nel 1929, don Antonio ha dedicato ogni giorno della sua vocazione a chi la società tendeva a “scartare”. Nel 1984 ha piantato le radici di Exodus nel Parco Lambro a Milano: un'avventura nata con un progetto educativo itinerante, un viaggio di rinascita e di speranza per tanti ragazzi, la 'Carovana Exodus', diventata poi una rete nazionale di comunità, centri diurni e poli educativi per adolescenti, giovani e famiglie. La sua non è mai stata un'opera di semplice assistenza, ma un abbraccio paterno capace di restituire dignità, sogni e futuro a ragazzi feriti dalle dipendenze e dall'emarginazione. Prete di strada, educatore fuori dagli schemi, giornalista e attivista, don Antonio Mazzi non si è limitato infatti a fare il sacerdote: è stato, prima di tutto, un padre. Ha dedicato la sua intera esistenza al recupero dei giovani più fragili, convinto che una rinascita fosse sempre possibile. "Don Antonio ci ha insegnato a camminare, spesso controvento, ma sempre insieme", dichiarano i ragazzi e gli Educatori di Fondazione Exodus, che negli anni gli sono stati vicino e hanno condiviso con lui tante battaglie. "Ci diceva sempre che 'i giovani non sono vasi da riempire, ma fuochi da accendere'. Oggi quel fuoco è affidato a noi. Piangiamo un padre straordinario, burbero solo all'apparenza, ma dotato di una tenerezza infinita. Il modo più vero per dirgli grazie sarà continuare a sporcarci le mani sulla strada, accogliendo chiunque bussi alla nostra porta con lo stesso sorriso con cui lui accoglieva noi." Il 9 agosto 1996 con il decreto del Presidente della Repubblica il Progetto Exodus si trasforma in Fondazione Exodus. Oggi conta una trentina di centri dislocati su tutto il territorio nazionale e una ventina di cooperative. Don Mazzi fonda nel 1996 l'Associazione Nazionale di Promozione Sportiva nelle Comunità, con un centinaio di comunità iscritte. Nel 1998 apre una serie di iniziative chiamate "Tremenda Voglia di Vivere", tra cui il noto diario scolastico che porta il nome di "Tremenda". Nel 2000 apre a Verona l'Università della Famiglia presso Costagrande. La famiglia è luogo primario di accoglienza e promozione della persona, di formazione alla vita affettiva e civica. 2001 è promotore e fondatore dell'Associazione Ambalaki in Madagascar, composta da educatori, professionisti e volontari che hanno messo le proprie competenze a servizio dei giovani che vivono nei 'Paesi in via di sviluppo. Nel 2004 apre in Patagonia una comunità per aiutare i ragazzi di strada. Nel 2004 è promotore del Movimento 'Educatori senza Frontiere', per affiancarsi ai "Medici senza Frontiere" in tutti quei problemi che attengono alla formazione. Don Mazzi ha avuto una lunga collabprazione con quotidiani locali e nazionali, periodici nazionali e importanti testate giornalistiche: Famiglia Cristiana, Corriere della Sera, La Stampa, Il Giorno, Avvenire, Jesus, Vita Pastorale, Tiscali, Night Time. Per anni è stato ospite su varie reti televisive e radiofoniche, in dibattiti e incontri su temi sociali di attualità e di maggiore interesse, tossicodipendenza, educazione, famiglia, emarginazione ecc., La partecipazione fissa per molti anni alla trasmissione "Domenica in" su Rai 1 ha significato un sofferto ma deciso passo avanti per spingere la testimonianza cristiana a manifestarsi utilizzando in maniera diversa i più moderni mezzi di comunicazione 
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Ceuta, Italia chiude frontiere marittime e aeree con la Spagna

(Adnkronos) – Il ministero dell’Interno ha disposto la chiusura delle frontiere marittime e aeree con la Spagna. La decisione è stata assunta a seguito delle più recenti acquisizioni informative analizzate in particolare nel Comitato Analisi sull’Immigrazione e Sicurezza delle Frontiere che il Ministro Matteo Piantedosi ha presieduto questa mattina al Viminale, in seguito alla crisi migratoria di Ceuta.  
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Leggenda dell’Arsenal vende villa a… Liam Gallagher: “Mia moglie vuole tornare a università”

(Adnkronos) –
Una leggenda dell'Arsenal ha venduto una villa a… Liam Gallagher. Tony Adams, ex difensore che con il club inglese ha speso la sua intera carriera accumulando oltre 500 presenze tra il 1983 e il 2002, oltre a 66 gettoni con la Nazionale inglese, ha conmpletato la vendita di un lussuoso immobile per circa 4 milioni di sterline al frontman degli Oasis. Tutto affinché la moglie possa frequentare l'università. Adams era proprietario di una villa di circa 20mila metri quadrati a Cirencester, nella regione di Cotswolds. L'ex difensore aveva acquistato l'immobile nel 2002, proprio quando si era ritirato dal calcio giocato, alla metà del prezzo a cui l'ha messo in vendita. La tenuta include una piscina, campi da tennis, scuderie e persino un cottage separato dalla villa principale con due camere da letto. Dopo quasi 25 anni, a far prendere questa sofferta decisione ad Adams è stata la nuova passione della moglie, Poppy Teacher. La donna sta coltivando una nuova passione all'università, decidendo di iscriversi a storia moderna e riprendere così a studiare: "Questa è una nuova era per noi", ha confermato Adams al Daily Mail, "abbiamo venduto la casa e stiamo tornando a Londra. Mia moglie riprenderà gli studi". "Ho detto a Tony che avrei voluto occuparmi di storia moderna e lui mi ha chiesto: 'Come fai a pagarla?' e io ho risposto: 'Non si può!'", ha raccontato Teatcher, "Ma credo che sia orgoglioso. Dice a tutti che sto facendo un dottorato, ma in realtà è una laurea magistrale. Ho cresciuto i figli e ora ho bisogno di usare di nuovo il cervello. Io e Tony vogliamo vivere a Londra, fare cose come andare alle gallerie d'arte". Molto soddisfatto dell'affare anche Gallagher, che si sta godendo la sua nuova villa e ha già legato con i nuovi vicini: "Sono assolutamente incredibili, non hanno smesso di prepararmi torte e focaccine".  
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Un varano a Montichiari, il sindaco e il mistero: “Vivo o morto, dite dov’è”

(Adnkronos) – Un varano a Montichiari. Il sauro sarebbe stato avvistato più volte nel territorio del Comune bresciano, che nei giorni scorsi ha emanato un'ordinanza urgente per tutelare la sicurezza dei cittadini. In queste ore il giallo si infittisce. Secondo alcune segnalazioni l'animale sarebbe morto, riferisce via social il sindaco Marco Togni che lancia un appello: "Non mi interessa se il varano è morto, né per mano di chi. Mi interessa solo che che venga rinvenuto. Se qualcuno sa dov'è il corpo, chiedo semplicemente che sia posizionato sul margine di una strada, ben visibile a tutti, così chiudiamo questa vicenda" e "torniamo alle nostre vite". "Facciamola finita", chiede spazientito. Se "per voi uno scherzo, per me non lo è". Intanto sul caso intervengono anche gli esperti della Sivae, la Società italiana veterinari per animali esotici, che si mette "a disposizione del sindaco di Montichiari e della task force di ricerca". La Sivae scende in campo "con l'intento di spegnere le polemiche e la disinformazione, nell'interesse pubblico e della tutela animale", si spiega in una nota diffusa dall'Anmvi, Associazione nazionale medici veterinari italiani. "Offrendo un contributo al buon esito delle ricerche – si legge – Sivae dichiara in primo luogo che l'ordinanza del sindaco di Montichiari Marco Togni è sostanzialmente corretta nell'individuare una strategia di cattura che salvaguarda allo stesso tempo l'animale e la pubblica incolumità. L'ordinanza, correttamente, delimita l'area delle ricerche e impone divieti d'accesso che tutelano l'animale da improvvidi comportamenti umani (curiosi, improvvisati, ecc.), consentendo all'animale di restare in un perimetro delimitato anche mediante opportuni interventi di foraggiamento. Positivo anche il coinvolgimento consultivo di due veterinari, prima dell'emanazione" del provvedimento, "e la presenza di 'personale veterinario' all’interno della task force di cattura". Come massimizzare l'efficacia dell'ordinanza? "Una presenza stabile di veterinari esperti della specie in questione potrebbe offrire alla task force preziose indicazioni per massimizzare l'efficacia delle ricerche e portare a buon esito la vicenda, anche a tutela dell'esemplare", sottolinea la Sivae. "Individuazione puntuale della specie (Varanus Salvator) per indirizzare al meglio le ricerche", suggeriscono innanzitutto gli specialisti. "Con Varanus spp – illustrano – si fa riferimento a un gruppo tassonomico che comprende varie specie, molto diverse tra loro, per etologia e habitat. Trattandosi secondo gli esperti di Sivae di un Varanus Salvator (cosiddetto watermonitor o Varano d'acqua), le ricerche andrebbero indirizzate a terra, trattandosi di una specie non arboricola, ma che trova appunto nell'acqua il suo habitat. Anche l'uso di termocamere, in sé corretto, potrebbe essere ottimizzato considerando la variabile della termoregolazione dell'esemplare in relazione alle condizioni ambientali e alle temperature". Secondo punto analizzato dai veterinari: "Pericolosità e cattura. Dal 1996 – ricordano – il genere Varanus è classificato dal ministero dell'Ambiente tra le specie animali che possono costituire pericolo per la salute e l'incolumità pubblica e di cui è proibita la detenzione. Le misure dell'ordinanza sono precauzionalmente adeguate e proporzionate ad un animale comunque privo di potenziale letale per l'uomo. Il coinvolgimento di personale veterinario esperto della specie nella task force favorirebbe interventi di cattura rispettosi dell'animale stesso".  Sull'eventuale "ricollocazione dell'animale in un giardino zoologico: in Italia ci sono strutture zoologiche che ospitano esemplari di Varanus, con esperienza gestionale e competenza veterinaria in grado di assicurare all'esemplare di Montichiari un epilogo fausto dell'intera vicenda", auspicano i medici della Sivae. In conclusione, un monito su "possesso responsabile e legalità. Sivae ricorda che il varano è un animale, non autoctono, del quale è proibita la detenzione. Sulla sua presenza nel territorio bresciano si occuperanno le autorità preposte". Dal canto suo, "Sivae raccomanda il rigoroso rispetto della legge e degli animali". 
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Roby Facchinetti sbaglia testo di ‘Pierre’ e si scusa: “Non mi capitava da 1976…”

(Adnkronos) – Anche Roby Facchinetti può sbagliare il testo di una canzone. Il cantante dei Pooh si è reso protagonista di un simpatico siparietto durante il concerto della band al Lucca Summer Festival, mercoledì 29 luglio. Durante la performance, al momento di intonare 'Pierre', storica canzone datata 1976, Facchinetti ha sbagliato attacco della seconda strofa, provocando le risate del pubblico. A renderlo noto è stato lo stesso tastierista, che ieri ha pubblicato un post su Instagram scusandosi per la svista: "QUANDO SI SBAGLIA IL TESTO DI PIERRE…", è il titolo della sua 'lettera' ai fan, "Ciao a tutti cari amici e care amiche. Ieri sera, durante il concerto di Lucca, è successa una cosa che, cantando Pierre, non mi era mai capitata dal 1976. All’attacco della seconda strofa ho sostituito, involontariamente, il testo originale con una frase… decisamente “afrobergamasca”!". "Questa foto ritrae proprio l’istante esatto del “fattaccio”. Direi che la mia espressione racconta molto meglio di qualsiasi commento quello che mi è passato per la testa in quel momento… Perdonatemi", ha concluso Facchinetti, con la foto postata che ritrae il 'panico' sul suo volto quando si è accorto dell'errore.  
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Inchiesta escort, sentiti come testimoni anche Barella e Dimarco

(Adnkronos) – Nei giorni scorsi sono stati sentiti come testimoni i due calciatori dell'Inter Nicolò Barella e Federico
Dimarco nell'inchiesta della Procura di Milano (pm Rosaria Stagnaro e aggiunta Bruna Albertini) su un presunto giro di festini con escort organizzato dalla società di eventi 'Ma.De' di Cinisello Balsamo. Nell'inchiesta del Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza di Milano – che vede indagato per prostituzione minorile il difensore Alessandro Bastoni, accusato di aver avuto nell'estate 2020 un rapporto a pagamento con una ragazza di 17 anni -, nelle scorse settimane erano già stati sentiti altri giocatori. 
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