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Legge elettorale, via libera del Senato. Protesta delle opposizioni in Aula

(Adnkronos) – L'Aula del Senato ha approvato la legge elettorale con 113 sì, 71 no e 2 astenuti. Il provvedimento ora passa alla Camera.  Protesta delle opposizioni poco prima del voto finale. I senatori hanno mostrato dei cartelli con la scritta 'no alla legge truffa' 
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Harry e Meghan, i figli cambiano scuola dopo due giorni: “Nuova valutazione per sicurezza pubblica”

(Adnkronos) –
Harry e Meghan potrebbero finalmente ottenere la sicurezza pubblica, dopo essersi trasferiti ad agosto nel Regno Unito. Il comitato esecutivo reale e vip (Ravec), che sovrintende alla sicurezza finanziata con fondi pubblici per la famiglia reale e le personalità pubbliche, riconsidererà infatti il livello di protezione della polizia per il duca e la duchessa di Sussex.   Ieri, i duchi di Sussex hanno anche deciso di trasferire i figli in una nuova scuola, a soli due giorni dall'inizio delle lezioni, a quanto pare per motivi di sicurezza legati al lungo tragitto e al traffico intenso. "La decisione di trasferire i bambini in un'altra scuola è stata presa in seguito a una discussione con il team di sicurezza della famiglia in merito agli aspetti pratici della loro situazione attuale", ha dichiarato un portavoce della famiglia alla rivista Hello!. La commissione si è riunita la settimana scorsa per discutere il caso della coppia, che ora risiede a tempo pieno nel Regno Unito con i propri figli e non è più solo in visita. Sarà la prima valutazione del rischio per Meghan da quando la coppia si è ritirata dai propri ruoli di membri attivi della famiglia reale nel 2020. A luglio, a Harry è stata concessa la possibilità di rivedere le misure di sicurezza a lui riservate, ma non ha ancora ricevuto una risposta. Secondo quanto riportato dal Telegraph, il presidente di Ravec avrebbe informato Harry la scorsa settimana che il comitato aveva commissionato una nuova valutazione del rischio e una separata per Meghan, in vista del loro ritorno in Gran Bretagna. Secondo quanto riferito, la commissione ha chiesto alla coppia di fornire i propri orari e la routine quotidiana, compreso l'accompagnamento dei figli a scuola, per poter prendere una decisione informata. L'anno scorso, Harry ha perso una causa legale contro il ministero dell'Interno dopo che la scorta finanziata con fondi pubblici, destinata a lui e alla sua famiglia, era stata revocata in seguito alla decisione della coppia di rinunciare ai propri ruoli di membri attivi della famiglia reale. "Il Regno Unito è casa mia", aveva dichiarato il secondogenito di Re Carlo nella sua deposizione. "Il Regno Unito è fondamentale per il patrimonio culturale dei miei figli ed è un luogo in cui voglio che si sentano a casa tanto quanto dove vivono attualmente negli Stati Uniti. Questo non può accadere se non è possibile garantire la loro sicurezza quando si trovano sul suolo britannico. Non posso mettere in pericolo mia moglie in questo modo e, viste le mie esperienze di vita, sono riluttante a espormi inutilmente anch'io a rischi". La coppia è rientrata nel Regno Unito il 26 agosto. Poco dopo, è stata diffusa una lettera ufficiale a nome di Re Carlo, che ribadiva il loro status di membri della famiglia reale non impegnati in attività ufficiali. Nella lettera si affermava che la coppia era "simile a cittadini privati con interessi commerciali e filantropici" e che "qualsiasi problema di sicurezza operativa doveva continuare a essere segnalato alle autorità di polizia competenti". 
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Ascolti lunedì 14 settembre, ‘Temptation Island e poi… e poi…’ conquista il prime time

(Adnkronos) – Nella serata di ieri lunedì 14 settembre 'Temptation Island e poi… e poi…' su Canale 5 vince in prime time con 2.945.000 telespettatori e uno share del 20,2%. Secondo gradino dal podio per 'Il Giovane Montalbano 2' in replica che ha interessato 2.416.000 telespettatori (16,7% di share). Terza posizione in classifica per 'Lo Stato delle Cose' su Rai3 che ha conquistato 1.031.000 telespettatori (7,8% di share).  A seguire, tra gli altri ascolti del prime time: Su Italia1 'The Protégé' (798.000 telespettatori, 5,1% di share), su La7 'La Torre di Babele' (716.000 telespettatori, 4,3% di share), su Rai2 'Boston Blue' (582.000 telespettatori, 3,8% di share), su Rete4 'Quarta Repubblica' (512.000 telespettatori, 4,4% di share), sul Nove 'Little Big Italy' (542.000 telespettatori, 3,3% di share) e su Tv8 'Django Unchained' (219.000 telespettatori, 1,8% di share). In access prime time: su Canale5, dopo 'Gira La Ruota della Fortuna' (3.529.000 telespettatori, 19,6% di share), 'La Ruota della Fortuna' ha raggiunto 4.267.000 telespettatori (22,7% di share) mentre su Rai1 'Affari Tuoi' ha totalizzato 3.968.000 telespettatori (21,2% di share).  
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Legge elettorale, sondaggio Noto: no a innalzamento firme per presentare lista

(Adnkronos) –
No all'innalzamento da 40.000 a circa 372.000 delle firme richieste per le liste che intendono presentarsi in tutti i collegi introdotto dalla legge elettorale che è stata approvata oggi in Senato con 113 sì, 71 no e 2 astenuti. E' quanto emerge in un sondaggio dell'Istituto Noto. Il provvedimento ora passa alla Camera.  La soglia è considerata eccessiva dal 48% degli elettori, contro il 33% che la ritiene adeguata. "Il dato assume particolare rilievo perché la valutazione negativa prevale nonostante una quota del 19% non esprima un’opinione", sottolineano le conclusioni dei risultati. La critica è maggioritaria tra gli elettori del PD (64%), di Azione (90%), di AVS (57%), di Italia Viva (56%), di Futuro Nazionale (53%) e del Movimento 5 Stelle (51%), oltre che tra gli indecisi (51%). Tra gli elettori di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega prevale invece il giudizio di adeguatezza.  Il 41% sostiene inoltre che tutti i partiti debbano partire dalle stesse condizioni, indipendentemente dalla presenza in Parlamento; un ulteriore 16% ammette un onere per le nuove formazioni, purché sia ragionevole. Complessivamente, il 57% rifiuta quindi un sistema che produca un vantaggio sproporzionato per i partiti parlamentari. La maggioranza chiede quindi o una piena equiparazione o, almeno, una barriera proporzionata e la parità è la prima scelta anche tra gli elettori di Forza Italia (57%) e Lega (52%), oltre che in tutti i principali segmenti dell’opposizione. Tra gli elettori di Fratelli d’Italia la distribuzione è più articolata, ma anche qui parità e soglia ragionevole raggiungono insieme il 50%, contro il 26% favorevole al vantaggio per i partiti già presenti in Parlamento. Quando si chiede di indicare concretamente la soglia corretta, il 40% sceglie fino a 40.000 firme e il 12% eliminerebbe del tutto l’obbligo. Il 52% si colloca dunque entro il limite attualmente previsto, mentre soltanto il 38% indica una soglia superiore a 40.000 e appena il 13% supera le 300.000 firme. Ne emerge che le 40.000 firme sono percepite come un livello congruo e già sufficientemente selettivo; un aumento molto consistente non trova un consenso maggioritario. Le fasce immediatamente superiori ottengono consensi contenuti: 9% tra 40.001 e 60.000 e 7% tra 60.001 e 100.000. Solo il 22% si colloca tra 40.001 e 300.000 firme e il 13% indica oltre 300.000. In altri termini, la soglia prossima a 372.000 firme si trova nell’area preferita da poco più di un elettore su dieci, mentre il livello attuale di 40.000 è la singola opzione più scelta e rappresenta il punto di equilibrio più riconoscibile.  Nelle sintesi, l'Istituto Noto sottolinea: "La critica più solida non è l’abolizione delle firme, sostenuta da una minoranza del 12%, ma la sproporzione dell’aumento. La linea maggioritaria riconosce che possa esistere una soglia, purché resti ragionevole e non diventi una barriera sostanziale". In sintesi, "gli italiani non condividono un sistema nel quale i partiti già presenti in Parlamento siano dispensati dalla raccolta mentre alle nuove formazioni viene richiesto uno sforzo molto elevato. Le 40.000 firme sono percepite come un limite adeguato; soglie sensibilmente superiori, e in particolare quella di circa 372.000, non trovano un sostegno maggioritario". "Abbiamo chiesto agli italiani cosa ne pensassero della norma inserita dal Governo Meloni nella nuova legge elettorale, che permette a chi è già in Parlamento di non raccogliere le firme mentre chi è fuori, le nuove forze politiche appena nate, viene escluso con una richiesta incostituzionale e insuperabile di 400 mila firme, 6 mila obbligatorie per ogni collegio. In forma fisica, senza Spid, da raccogliere in pochi giorni. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: i cittadini bocciano l'ennesima spallata del Governo Meloni alla democrazia e alla Costituzione", dichiara Alessandro Onorato, fondatore di Progetto Civico Italia, commentando i risultati del sondaggio dell'Istituto Noto.  
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Di Battista, terza notte al Policlinico Gemelli: nessun aggiornamento sulla salute dell’ex 5S

(Adnkronos) – Ha trascorso la terza notte al Policlinico Gemelli, Alessandro Di Battista, ricoverato nell'ospedale di Roma da sabato 12 settembre, dove il vice presidente dell'associazione 'Schierarsi' prosegue le cure dopo il malore accusato il 28 agosto mentre stava realizzando un reportage a Cuba e il successivo intervento chirurgico all'Avana. Di Battista è giunto nell'Ircs capitolina sabato mattina, trasferito in ospedale a bordo di un'ambulanza che lo aspettava a Ciampino. "Come da richiesta della famiglia, non sono previsti bollettini", hanno confermato dal Gemelli. 
Un appello al rispetto della privacy era stato lanciato da 'Schierarsi' sabato su Facebook. "Chiediamo agli amici, ai sostenitori di Alessandro Di Battista e agli operatori dell'informazione – ha scritto l'associazione – di non recarsi al Policlinico Gemelli, così da consentire a lui e alla sua famiglia di vivere i prossimi giorni nella necessaria tranquillità. Invitiamo inoltre tutti a mantenere la massima prudenza e discrezione nella diffusione di fotografie, video, notizie e informazioni che riguardino Alessandro e la sua situazione personale. Ogni eventuale aggiornamento sarà condiviso nei tempi e nei modi ritenuti opportuni, sempre nel pieno rispetto della volontà di Alessandro Di Battista e in accordo con le persone che gli sono accanto, come è avvenuto finora". 
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Linfoma diffuso a grandi cellule B, in Italia combinazione glofitamab e chemio  

(Adnkronos) – Nonostante i progressi compiuti negli ultimi anni nel trattamento del linfoma diffuso a grandi cellule B (Dlbcl), fino a 4 pazienti su 10 vanno incontro a recidiva o sviluppano una patologia refrattaria dopo la prima linea di trattamento, trovandosi ad affrontare un percorso di cura spesso complesso e con opzioni terapeutiche ancora limitate. Per rispondere a questa sfida- informa Roche in una nota – è oggi disponibile anche in Italia la prima combinazione dell'anticorpo bispecifico Cd20xCd3 glofitamab con gemcitabina e oxaliplatino (GemOx), una nuova opzione terapeutica a durata fissa per i pazienti con DLBCL recidivato/refrattario dalla seconda linea di trattamento. “Il linfoma diffuso a grandi cellule B è la forma più comune di linfoma non Hodgkin ed è una malattia aggressiva, che nel 40% dei casi non risponde alla prima linea di trattamento”, spiega Carmelo Carlo-Stella, professore ordinario di Ematologia, direttore della Scuola di specializzazione in Ematologia presso Humanitas University di Milano e direttore della divisione di Ematologia dell'Irccs Humanitas Research Hospital di Milano. “La tempistica con cui si registra la ricaduta rappresenta un elemento chiave nella scelta delle opzioni in seconda linea. Una recidiva entro i 12 mesi orienta generalmente verso la terapia Car-T, mentre una ricaduta oltre i 12 mesi può indirizzare verso il trapianto autologo di cellule staminali. Entrambe le opzioni – continua – sono riservate però ai pazienti eleggibili o per i quali sia ritenuto appropriato procedere con questi trattamenti. Sussiste, quindi, un importante bisogno clinico insoddisfatto per quei pazienti che non possano beneficiare di queste opzioni. Poter disporre di nuove possibilità di trattamento per questo profilo di pazienti in seconda linea significa intervenire in una fase cruciale del percorso clinico del paziente, offrendo una preziosa opportunità di controllo della malattia”.  Lo studio internazionale di fase 3 Starglo si inserisce proprio in questo scenario, confrontando la combinazione glofitamab + GemOx con R-GemOx (il trattamento standard) nei pazienti con Dlbcl recidivato o refrattario. A 3 anni di osservazione, con il trattamento con glofitamab associato a GemOx – riferisce la nota – si osserva un vantaggio significativo nei pazienti recidivati o refrattari. In particolare, si registra una sopravvivenza globale mediana praticamente raddoppiata con la combinazione glofitamab + GemOx a durata fissa (25,5 mesi) rispetto al trattamento di controllo (12,5 mesi). Anche sul fronte della sopravvivenza libera da progressione si osserva una mediana di 14,4 mesi dopo trattamento con la nuova associazione rispetto a 3,3 mesi dopo terapia con R-GemOx. Ancor più interessanti sono i risultati sui pazienti trattati in seconda linea: più di uno su 2 è vivo dopo 3 anni nel braccio trattato con glofitamab + GemOx. In questa popolazione appare particolarmente interessante anche il dato relativo alla sopravvivenza mediana libera da progressione, pari a 20,4 mesi per il braccio glofitamab + GemOx rispetto a 5,5 mesi del braccio R-Gemox. I dati riportano inoltre un andamento favorevole anche nei sottogruppi di età: nei pazienti con meno di 65 anni, la sopravvivenza globale mediana è stata di 27 mesi con glofitamab + GemOx rispetto a 9 mesi con R-GemOx; nei pazienti di età pari o superiore a 65 anni, è stata di 25 mesi rispetto a 13,8 mesi; nei pazienti di età pari o superiore a 75 anni, è stata di 33 mesi rispetto a 8,3 mesi.  “I risultati dello studio internazionale di fase 3 Starglo rappresentano un importante avanzamento nel trattamento del linfoma diffuso a grandi cellule B recidivato o refrattario”, commenta Paolo Corradini, professore ordinario di Ematologia presso l’Università degli Studi di Milano e direttore della divisione di Ematologia della Fondazione Irccs Istituto nazionale dei tumori di Milano. “La combinazione di Glofitamab e GemOx ha dimostrato un miglioramento significativo della sopravvivenza globale e della sopravvivenza libera da progressione rispetto allo standard di cura, con un beneficio particolarmente evidente nei pazienti trattati in seconda linea. Inoltre – precisa – l’efficacia osservata anche nella popolazione più anziana, insieme a un profilo di sicurezza gestibile, rende questa combinazione un’opzione terapeutica di grande interesse nella pratica clinica. La disponibilità di una terapia off-the-shelf, a durata fissa, amplia le possibilità di trattamento per quei pazienti che non sono eleggibili o non possono essere sottoposti a trapianto autologo o a terapia Car-T, contribuendo a rispondere a un bisogno clinico ancora oggi rilevante e offrendo una nuova opzione con un potenziale curativo anche in seconda linea”. Il trattamento glofitamab+GemOx, infatti, ha una durata fissa, ovvero prevede un numero definito di cicli (di solito 12, pari a circa 8 mesi), per pazienti con recidiva entro 12 mesi per i quali non si intenda procedere a Car-T, e per pazienti con recidiva oltre i 12 mesi per i quali non si intenda procedere a trapianto autologo. Si tratta, inoltre, di una terapia off-the-shelf, ovvero immediatamente disponibile senza richiedere i tempi di preparazione e manipolazione cellulare tipici di altre strategie terapeutiche, e quindi somministrabile in modo tempestivo e potenzialmente anche in ambito ambulatoriale.  “Quando parliamo di innovazione terapeutica, oggi non possiamo limitarci alla sola efficacia clinica: dobbiamo considerarne anche l’impatto sulla sostenibilità del Sistema sanitario, sempre più sotto pressione per la crescente richiesta di servizi e per la limitatezza delle risorse pubbliche – osserva Vito Ladisa, direttore della Struttura complessa di Farmacia ospedaliera della Fondazione Irccs Istituto nazionale dei tumori di Milano – Una combinazione come quella di glofitamab e chemioterapia, utilizzata in seconda linea, a durata fissa e pronta all’uso, con un rapporto costo-efficacia altamente sostenibile, può rappresentare un elemento di valore, perché consente una maggiore programmabilità del trattamento e un utilizzo più appropriato delle risorse. Può inoltre contribuire a ridurre o contenere i costi associati a un controllo meno efficace della malattia, con la conseguente necessità di accedere a linee di trattamento successive o di gestire complicanze, ricoveri e altre cure potenzialmente evitabili. Puntare alla sostenibilità non significa limitare l’accesso all’innovazione, ma renderla governabile e concretamente disponibile per i pazienti che ne possono beneficiare”.   La disponibilità di nuove opzioni terapeutiche nel Dlbcl recidivato o refrattario assume un valore che non è solo clinico, ma riguarda anche la possibilità di migliorare costantemente i percorsi di diagnosi e cura. Un aspetto particolarmente rilevante anche dal punto di vista dei pazienti e delle Associazioni che li rappresentano. “Ricevere una diagnosi di linfoma o affrontare una recidiva significa vedere la propria vita e quella dei propri cari improvvisamente sospesa, tra la paura del futuro e il bisogno di risposte il più possibile rapide ed efficaci – sottolinea Davide Petruzzelli, presidente La Lampada di Aladino Ets – Per chi convive con una patologia aggressiva come il Dlbcl, l’innovazione scientifica rappresenta prima di tutto una possibilità concreta di speranza. Disporre di terapie pronte all’uso e a durata fissa significa offrire nuove opportunità a chi ha opzioni limitate, ma anche alleggerire il carico emotivo e organizzativo che grava sulle famiglie. Come associazione di pazienti ribadiamo l’importanza di combinare innovazione, prossimità delle cure e tutela della qualità di vita, attraverso un dialogo costante tra istituzioni, imprese, comunità scientifica e pazienti”. “Sono i bisogni clinici ancora insoddisfatti a guidare il nostro impegno ventennale nello sviluppo di soluzioni terapeutiche innovative per i pazienti affetti da malattie ematologiche maligne e non, come nel caso della forma recidivata o refrattaria del Dlbcl – aggiunge Anna Maria Porrini, direttore Medico di Roche Italia – I pazienti con questa grave tipologia di linfoma possono andare incontro al fallimento del controllo della malattia con la prima linea di terapia, hanno delle ricadute e possono non essere eleggibili a trapianto. Oggi, le possibilità di trattamento per questa popolazione di pazienti si ampliano grazie a un'innovazione terapeutica aggiuntiva con effetti sugli esiti clinici dei pazienti, immediatamente disponibile, pronta all'uso e a durata fissa. Il nostro impegno non si ferma qui: continueremo a investire nella nostra pipeline in onco-ematologia per trasformare l'innovazione in valore concreto per i pazienti, i loro caregiver, i clinici e il Servizio sanitario nazionale”.  L’indicazione di glofitamab+GemOx rimborsata in Italia – conclude la nota – fa riferimento a pazienti adulti con linfoma diffuso a grandi cellule B recidivante o refrattario che non sono idonei al trapianto di cellule staminali autologhe (Asct). 
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Affari Tuoi, primo gender reveal durante la puntata: Ylenia aspetta un maschietto

(Adnkronos) –
Primo gender reveal ad Affari Tuoi. Nel corso della puntata del game show di Rai1 di ieri, lunedì 14 settembre, è andato in onda un momento particolarmente insolito ed emozionante con la pacchista della puntata, Ylenia. La concorrente, originaria della Campania e accompagnata dal compagno Francesco, è infatti in dolce attesa e ad Affari Tuoi ha scoperto il sesso del bambino.  La coppia aveva già raccontato in studio di aver scelto i nomi per il nascituro: in caso di un maschietto si sarebbe chiamato Mario, mentre per una femminuccia il nome scelto era Giorgia. La partita è proseguita tra imprevisti, offerte del Dottore, fino a quando Ylenia e Francesco si sono trovati davanti due possibilità cruciali: il pacco nero e il premio da 200mila euro. La futura mamma, fortunatamente, aveva tra le mani 200mila euro, la cifra che sognava.
 

  Nel corso della partita poi i due futuri genitori hanno aperto il biglietto che conteneva il risultato del gender reveal e hanno scoperto che il bambino che stanno aspettando è un maschietto. Lunghissimo e doppio applauso per la coppia che, commossa e felice, torna a casa soddisfatta.  
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Trovato il corpo di Gabriella Quirino, la 26enne rimasta coinvolta nell’incidente in barca a Venezia con il marito Sean

(Adnkronos) – Dopo giorni di ricerche è stato trovato oggi il corpo di Gabriella Querino, la donna di 26 anni dispersa nell'incidente nautico avvenuto tra un barchino e un taxi sabato scorso nel Canale Tessera, a Venezia. Con lei c'era anche il marito Sean Michieli, pescatore di vongole di 25 anni di Burano, anche lui deceduto dopo essere stato ricoverato all'ospedale dell'Angelo di Mestre a seguito del drammatico impatto.  "È stato purtroppo individuato in laguna il corpo di Gabriella Querino", ha confermato su Facebook il sindaco di Venezia Simone Venturini aggiungendo che "con questo rinvenimento si spegne purtroppo anche l'ultima speranza e si chiude nel modo più doloroso una vicenda tragica che in questi giorni ha tenuto con il fiato sospeso tutta la nostra città".  Il corpo della giovane sarebbe stato individuato nella zona dell’isola di Campalto. A dare l’allarme sarebbe stato un passante.  "In questo momento ogni parola è insufficiente di fronte a un dolore così grande. Il pensiero va alle famiglie dei due giovani, ai loro amici e a tutte le persone che li hanno conosciuti e hanno voluto loro bene: – continua Venturini – a loro esprimo la mia più sincera vicinanza e il cordoglio dell'Amministrazione comunale e mio personale. Un ringraziamento sentito va anche a quanti, senza sosta, hanno preso parte alle ricerche in queste giornate così difficili. Venezia oggi si stringe attorno a due famiglie colpite da una perdita immensa". Sulla tragedia è intervenuto anche il governatore del Veneto, Alberto Stefani: "La notizia del presunto ritrovamento di Gabriella, dopo la morte di Sean, rende ancora più dolorosa una vicenda che ha sconvolto Venezia e tutto il Veneto. A nome mio e dei Veneti esprimo il più profondo cordoglio per la scomparsa di questi due giovani, e la più sincera vicinanza alle loro famiglie, agli amici e a tutte le persone che hanno voluto loro bene. In questo momento di dolore, il nostro pensiero è con loro. Un grazie, ancora una volta, a tutte le donne e gli uomini che si sono impegnati nelle ricerche e nei soccorsi".  
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Ranucci deposita ricorso urgente contro rimozione da Report: giornalista chiede reintegro in conduzione in tempo utile per la prima puntata

(Adnkronos) – E’ stato depositato questa mattina, a quanto apprende l’Adnkronos, il ricorso di Sigfrido Ranucci al Tribunale del Lavoro di Roma contro la rimozione dalla conduzione di Report decisa dalla Rai nelle scorse settimane. Si tratta di un ricorso ex art 700 cpc, un ricorso urgente con cui si chiede la revoca del provvedimento di rimozione e il reintegro.  Il collegio dei giuslavoristi, che rappresentano Ranucci, è composto dai professori Franco Focareta e Franco Scarpelli e dall’avvocato Stefano Rossi, che operano all’interno del più ampio team di legali dello Studio Devitalaw coordinato dal professor Roberto De Vita. La carenza di motivazioni, l’inconsistenza giuridica dell’atto e il demansionamento. Sono questi i principali punti che il collegio di giuslavoristi che rappresenta Sigfrido Ranucci sottopone al Tribunale del Lavoro di Roma con il ricorso urgente contro la rimozione da Report decisa dalla Rai. Nelle quarantatré pagine di ricorso, che Adnkronos ha visionato, gli avvocati di Ranucci ripercorrendo la storia professionale del giornalista fino all’attentato dello scorso ottobre “strumentalizzato al fine di delegittimare la reputazione professionale di Sigfrido Ranucci e la trasmissione Report – scrivono i legali – mediante una campagna di denigrazione personale e professionale del Ranucci avvenuta con la diffusione di dichiarazioni, articoli di stampa, congetture e insinuazioni”, sottolineano come la rimozione dalla conduzione risulti “manifestamente carente di motivazione” anche con riferimento “agli obblighi di servizio pubblico e di tutela dell’indipendenza e autonomia del giornalismo d’inchiesta da parte dell’Azienda concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo”. Per i professori Franco Focareta e Franco Scarpelli e l’avvocato Stefano Rossi, che operano insieme al professor Roberto De Vita, inoltre, “l’inconsistenza e la genericità della motivazione prospettata dall’Azienda, lette unitamente alla successione temporale delle pressioni e sollecitazioni politiche dirette a ottenere la rimozione di Ranucci” integrano “un quadro indiziario grave, preciso e convergente, idoneo, già nella presente sede cautelare, a fondare la presunzione dell’esistenza di un motivo discriminatorio”. Quanto poi alle “alternative” proposte dalla Rai a Ranucci, i giuslavoristi evidenziano come “i tre ruoli offerti a Ranucci rappresentano, tutti, una grave mortificazione professionale. Il ruolo di ‘TG3 Vicedirettore’ ad personam redazione Speciali e Podcast è sostanzialmente fittizio perché di fatto non esistono gli speciali” e “ancora peggio per la posizione ‘Rai News 24 Vicedirettore ad personam’ con delega alla redazione Approfondimenti e Inchieste: in questo contesto, ciascun giornalista conduce la sua inchiesta; quindi, non sussisterebbe alcun ruolo gerarchico o di responsabilità autoriale, con perdita della posizione di conduttore stabile”. E sul ruolo di ‘corrispondente da Il Cairo’ “risulta del tutto eterogeno rispetto a quello di autore e conduttore di una trasmissione di inchiesta e approfondimenti, e comporterebbe – scrivono gli avvocati – la vanificazione di tutta la professionalità acquisita e affinata nella posizione di autore e conduttore di Report” e “il trasferimento al Cairo comporterebbe per il Ranucci rilevantissimi e prevedibili rischi per la sicurezza personale”. Sussiste, a detta degli avvocati di Ranucci, “il fumus della violazione del principio di equivalenza professionale e del diritto del ricorrente al ripristino delle mansioni precedentemente svolte”. Con il ricorso al Tribunale del Lavoro si chiede che “il giudice, accertata incidenter tantum e nei limiti propri della cognizione cautelare l’illegittimità della determinazione impugnata” sospenda “gli effetti, ordini alla Rai di riassegnare immediatamente Ranucci alle mansioni precedentemente svolte di autore e conduttore di Report, in tempo utile per la prima puntata della nuova stagione prevista per l’8 novembre 2026” e dichiari “in via provvisoria la nullità e comunque l’illegittimità del provvedimento della Rai del 28 agosto 2026". 
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Sequestrato per una notte, picchiato e rapinato: arrestati due giovani a Bologna

(Adnkronos) – La polizia di Bologna ha arrestato due giovani, di 20 e 23 anni, per il sequestro e la rapina ai danni di un giovane, avvenuti nel novembre 2025. Le indagini, condotte dalla Squadra mobile e coordinate dalla Dda di Bologna, hanno preso il via dalla denuncia presentata dalla vittima che ha raccontato di essere stato sequestrato per un’intera notte dopo essere stato prelevato dalla sua abitazione. Secondo quanto ricostruito, il giovane sarebbe stato prima aggredito con un taser, rapinato della collanina e del denaro che aveva indosso e costretto a salire a bordo di un’auto.  Da qui sarebbe stato condotto in un’area rurale fuori Bologna e trattenuto per ore all’interno di un immobile, allo scopo di ottenere da lui un’ulteriore somma di denaro. Legato a una sedia e picchiato, il giovane sarebbe stato costretto a rivelare le credenziali di accesso al proprio home banking. Alla fine della notte, sarebbe stato riaccompagnato presso la propria abitazione e, sotto la minaccia di un coltello puntato alla schiena, rapinato di un’ulteriore somma di denaro contante. Gli agenti, grazie anche all'analisi delle immagini degli impianti di videosorveglianza, sono riusciti a risalire all'auto e a identificare i due giovani, entrambi sconosciuti alla vittima. Uno dei due, il ventitrenne, era già detenuto perché arrestato il 2 settembre, all'esito di un blitz della Squadra Mobile effettuato a San Lazzaro di Savena che aveva consentito di liberare un ventitreenne sequestrato dal giorno precedente.  
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