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Esclusiva Retesport – El Aynaoui: “Serata magica, la Roma merita di stare in Champions. Futuro? Sto benissimo a Roma” – AUDIO

Neil El Aynaoui è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport sui 104.2 Fm all’indomani della qualificazione alla Champions League

Hai capito che è successo ieri? Da quanti anni mancasse qui a Roma la Champions?
“Ieri sera è stata una serata incredibile per noi, per tutti i tifosi, abbiamo festeggiato anche dopo la partita all’aeroporto abbiamo trovato un ambiente incredibile, penso che è questo il livello dove la Roma deve stare”

Qual è il segreto di questa Roma?
“Il nostro segreto è stato sempre quello di pensare sempre da squadra, di rimanere compatti, in ogni momento, dal primo all’ultimo giorno”

Come è stata la tua stagione?
“Quest’anno per me è stato molto buono in alcuni momenti, meno in altri momenti. L’obiettivo era quello di andare in Champions, volevo fortemente questo dall’inizio della mia esperienza qui, ho dato tutto me stesso per aiutare la squadra”

Quali sono state le difficoltà maggiori se ne hai trovate nel sistema di Gasperini?
“Sicuramente un tipo di calcio differente da quello che ho conosciuto prima, è un calcio dispendioso a livello fisico, serve enorme concentrazione, ma una volta entrati nel mood del mister diventa molto difficile per gli avversari affrontarci”

Si è parlato tanto anche del tuo futuro, di interessamenti di grandissimi club, tanti tifosi della Roma vedono in te un punto di partenza per la Roma del futuro, vuoi rassicurarli sulla tua permanenza?
“Certamente, sono molto contento qui a Roma, ancor più per questo finale di stagione, sto molto bene qui a Roma”

Gasperini ha sempre parlato della tua serietà e del tuo impegno. Com’è il tuo rapporto con l’allenatore?
“Molto buono, sono molto fortunato ad essere qui a Roma, la relazione col mister è ottimo”

Hai chiamato papà e gli hai detto che stai diventando più importante di lui nello sport?
“No devo lavorare ancora molto (ride ndr)”.

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Renzetti (Ex presidente Lugano) a RS: “Manna empatico e capace. Gasp lo vuole ma dipende tutto da De Laurentiis”

Angelo Renzetti, ex presidente del Lugano, conosce molto bene Giovanni Manna, visto che lo lanciò da dirigente in Svizzera. Ecco le sue dichiarazioni ai microfoni di Retesport:

“Carattere e professionalità viaggiano di pari passo, così come la passione. Manna è un ragazzo che grazie alla passione per il calcio e alle sue capacità è partito da noi come team manager è poi divenuto direttore sportivo. E’ un ragazzo empatico, sempre in movimento, ha tanti contatti e per questa professione sono caratteristiche importanti. Sa capire gli umori di chi ha intorno”.

La sua esperienza a Napoli?
“Molto positiva, ha partecipato alla vittoria di due titoli (Scudetto e Super Coppa) ha avuto a che fare con personaggi importanti come Conte, un allenatore fortissimo ma che tiene sempre tutti sulla corda, oltre a De Laurentiis che sappiamo essere un presidente vulcanico”.

Si sposerebbe bene con Gasperini?
“Ci sono due aspetti importanti: Gasp ha lavorato con Sartori, con personaggi di assoluto livello, forse il migliore d’Italia e se chiama Manna un giorno sì un giorno no, vuol dire che c’è una stima importante da parte del tecnico. Sicuramente è una richiesta di Gasperini, quindi sul piano caratteriale non ci sono problemi”

Manna verrà alla Roma?
“Ha un contratto col Napoli ed è una persona ambiziosa, penso dipenda moltissimo da De Laurentiis. Tutto dipende da questo”.

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Esclusiva RS – Scarchilli: “Malen? Mi ha sorpreso il ruolo, lo cercammo quando Mou voleva un esterno”

Alessio Scarchilli, ex calciatore della Roma e per anni collaboratore della società in diversi settori, dal reparto media allo scouting, è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.

Luis Enrique? Ho avuto la fortuna di lavorarci insieme, di conoscerne la bontà calcistica e umana. Purtroppo a Roma non siamo stati bravi a tenercelo, avrebbe potuto impostare un ottimo lavoro poi ci sono i momenti e tante condizioni che possono cambiare gli equilibri.

Corsa Champions? La Roma è stata brava a sfruttare l’ultimo turno favorevole battendo la Fiorentina e archiviando la gara dopo pochi minuti. L’obiettivo è fare 9 punti e sperare che le avversarie cadano ancora. Per la squadra di Gasperini è importante non avere rimpianti e fare il massimo.

Malen? Il ruolo in cui sta giocando mi ha sorpreso. Noi addetti ai lavori lo conoscevamo più come esterno che come centravanti. In passato, quando ero alla Roma e lui voleva andare via dal Borussia Dortmund, non riuscimmo a prenderlo. Mourinho cercava un attaccante esterno ma non ci furono le condizioni. Sul potenziale non ci sono dubbi, è un calciatore che sa fare tutto: lega il gioco e fa gol.

Wesley? L’ho visto nell’Under 17 del Flamengo e ai tempi si poteva prendere con molto meno potendo quindi pensare a una plusvalenza maggiore in ottica futura. Da direttore si cerca di spendere il minimo e ottenere il massimo.

La Roma è in ritardo sulla programmazione? Sappiamo che si lavora in anticipo, io non sono all’interno, quello che vedo da fuori è che il disguido tra Gasperini, Ranieri e Massara, non aiuta certo la programmazione in vista della prossima stagione. Ho avuto un’educazione sportiva in cui l’allenatore sceglie il ds che deve supportarlo soddisfacendo le sue richieste, nei limiti, facendo un lavoro anche per il club creando del valore. La Roma potrebbe trovarsi in ritardo, fare la Champions però cambia le prospettive di tutti i club coinvolti nella corsa all’Europa.

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Esclusiva RS – Desideri: ”Mi piace questa Roma, gran lavoro di Gasp. Rinnovo Pellegrini? Assolutamente sì”

Stefano Desideri, doppio ex di Roma e Inter, è intervenuto ai microfoni di Retesport in esclusiva. Ecco le sue parole.

Italia? La situazione è brutta e ha radici lontane. Ormai se ne parla da anni e tutto inizia dai settori giovanili, però, ho ascoltato solo molte chiacchiere e pochi fatti ed ecco i risultati: l’Italia guarderà da casa il 3° Mondiale di fila. Nelle giovanili ci sono allenatori sottopagati e non professionisti che pensano alle vittorie, insomma le tematiche sono sempre le stesse.

Desideri sulla sua esperienza Roma nel vivaio.

Eravamo tanti e forti. Lo staff ci aiutava a crescere, non avevamo procuratori a 13 anni. Il giocatore bravo ha sempre bisogno di migliorare, di essere consigliato al meglio invece ci sono agenti che ti fanno sentire un fenomeno quando ancora ti devi formare. La mia frustrazione è legata al fatto di vedere ragazzi bravi italiani che vengono penalizzati da diverse dinamiche.

Pisilli? Giocatore forte, tecnicamente e a livello mentale. L’ho seguito nel settore giovanile quando ero lì e aveva la testa adeguata, la famiglia giusta, insomma un esempio. E abbiamo anche rischiato di perderlo… Ce ne sono tanti che, se accompagnati e fatti crescere con i crismi giusti, possono aiutare la prima squadra.

Corsa Champions? Sono ottimista, questa Roma e questo allenatore, con la sua mentalità, mi piacciono. Ha fatto migliorare i calciatori sono fiducioso, credo che la squadra giallorossa se la possa giocare. L’Inter è la formazione più forte del campionato, da capire come arriveranno a livello fisico.

Gasperini? Sta facendo un gran lavoro, basta pensare al materiale che aveva a inizio stagione. Aiutiamoli gli allenatori, sempre pronti a dargli la bastonata al primo errore o ai primi risultati negativi.

Rinnoveresti il contratto a Pellegrini? Assolutamente sì. Prima trovatemi un calciatore più forte, numeri alla mano, poi ne parliamo e mettiamo tutto su un tavolo. Devono arrivare giocatori superiori.

La Roma è sempre un cantiere, un progetto…

Sì perché prendere un calciatore forte è direttamente proporzionale a quello che vuole fare la società. C’è una proprietà, un direttore sportivo che lavora sulle indicazioni del club e il tecnico che pretende il massimo perché i ragazzi deve allenarli lui.

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Esclusiva RS – Falsini: ”Il problema dell’Italia sono i dirigenti, il talento c’è. Ci si allena poco, lo dissi anche alla Roma”

Gianluca Falsini, ex allenatore dell’Under 16 e della Primavera della Roma, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue dichiarazioni.

Non mi sono disamorato del calcio italiano, però dobbiamo cercare di migliorarci tutti i giorni come professionisti e per questo motivo ieri non ho visto dall’inizio Bosnia-Italia, dato che non era la gara che avrei dovuto guardare a livello di contenuti. Nel nostro Paese ci sono pochi allenatori che mi piacciono per come sviluppano il loro gioco che spesso è noioso. Basta vedere altre partite in Europa in cui ci sono delle realtà piacevoli dove guardare questo sport. Ho visto Svezia-Polonia perché ho avuto la fortuna di allenare Zalewski che ieri ha anche fatto gol.

Falsini prosegue.

Non mi è piaciuta la narrazione prima della partita: 8000 persone, il campo brutto, sembrava ci fosse il clima peggiore in assoluto. La stessa capienza di Arezzo-Ascoli ma di cosa stiamo parlando?! Sempre a trovare mezze scuse da 20 anni? Ci stanno passando avanti in tanti. Ha ragione Ventura sono due decenni di fallimento, lo stesso che ha fatto malissimo con l’Italia, ed era però un ottimo tecnico e lo dico perché sono andato a vederlo in ritiro. A livello metodologie e di idee era veramente brave tant’é che Conte all’inizio ha copiato parecchie cose. Nei primi 3 giorni si parla di cambiamenti mentre al 4° si pensa a chi vincerà il campionato e non c’è più interesse.

Falsini perentorio sul problema del calcio italiano.

Lo sappiamo tutti qual è il problema del calcio italiano. Sento dire che non ci sono i talenti, è una grande falsità. Luis Enrique fa giocare i 2007-2008 in Champions… In Italia adesso siamo sfortunati perché la qualità c’è solo all’estero… Sono più di 10 anni che vado in giro per i campi e ce ne sono tanti di talenti, magari non Yamal, però la qualità esiste. Contro la Bosnia in una partita in cui serve fisicità, a causa del campo brutto, e c’è un calciatore in forma del 2005 come Pio Esposito perché gioca Retegui? Questa è un’altra considerazione. Dieci anni fa iniziarono a dire che gli allenatori non erano bravi. Allora mi sono chiesto forse è così, me compreso. Ma Falsini non entra nella Roma perché lo decide lui. Il problema sono i dirigenti, dopo a cascata le scuole con l’educazione fisica che non c’è più. La società è cambiata ma questo è accaduto in tutto il mondo. In Spagna, in Francia non usano il cellulare?

Un retroscena sulla sua esperienza nella Capitale che va estesa anche alle altre.

Alla Roma, nonostante 4 anni di successi, mi guardavano come un marziano quando dicevo che ci si allena pochissimo nei settori giovanili. Anche nelle prime squadre. Ho chiesto di integrare gli allenamenti però poi ci devono essere persone che sappiano insegnare calcio a questi ragazzi ma ce ne sono di tecnici bravi ma vanno messi al posto giusto e questo è un altro problema. Gravina ha detto che il calcio è uno sport di professionisti mentre negli altri sono dilettanti… Pensa che loro ci stanno facendo un ‘mazzo’ enorme… In Gemania quando sono usciti dall’Europeo, dopo una settimana, il governo calcistico ha fatto una riunione per apportare modifiche.

Ragazzi più interessanti che hai allenato alla Roma? Tralascio Cancellieri, Bove e Zalewski. Ci sono: Coletta, ora al Benfica, Mannini, Reale che hanno grande potenzialità. C’è Romano ora allo Spezia che sta facendo un ottimo campionato, oltre a Di Nunzio e Nardin. Ora non sta giocando Belmonte che con me ha fatto follie: La Roma ha tanti ragazzi ma c’è bisogno di un percorso di accompagnamento alle varie categorie.

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Esclusiva RS – Zukanovic: ”Gasp farà grandi cose a Roma. Bosnia? La pressione è sull’Italia”

Zukanovic, ex difensore della Roma e dell’Atalanta al primo anno di Gasperini, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport. Di seguito le dichiarazioni del centrale bosniaco anche in vista della partita di questa sera della sua Nazionale contro l’Italia.

L’Italia non partecipa al Mondiale da 12 anni, serata importante anche la tua Bosnia.

Certo soprattutto per L’Italia perché per la 3° volta potrebbe non partecipare al Mondiale. Una Nazionale che è abituata a giocare questa competizione, per cui, c’è tanta pressione. La Bosnia ha cambiato tanto, c’è una squadra giovane con fame quindi se non riuscirà ad accedere al torneo iridato si continuerà a pensare nel costruire qualcosa di migliore. I ragazzi sono consapevoli, e dovranno dare tutto, sarà una bella partita intensa.

Lo stadio è così caldo?

In tutti gli stadi si trovano ambienti diversi, l’unico problema è la capienza perché i posti sono ridotti. Sicuramente chi ci sarà sarà caldo e canterà ma tutti in Italia sono abituati basta pensare a quello che succede a Roma e Napoli. Le immagini sono particolari con i palazzi dietro e le personale che potranno vedere la partita dal balcone. I calciatori hanno tanta esperienza, per cui, varrà solo quello che succederà in campo.

La tua esperienza alla Roma?

È stata bellissima, una delle migliori versioni in cui c’era tanti campioni e grandi calciatori: icone come Totti, De Rossi, c’erano Rudiger, Szczęsny, Allison, Salah, Pjanić, Nainggolan, insomma eravamo una squadra veramente forte ma non siamo riusciti a vincere lo scudetto. Ora è cambiato tanto alla Roma, che seguo sempre.

Gasperini? Ce l’ho avuto all’Atalanta, è un allenatore molto forte, preparato che tiene molto all’intensità. Serviva uno come lui alla Roma, che gioca un calcio aggressivo e in attacco. Servirà un po’ di tempo ma se la gente lo lascia lavorare farà grandi cose.

Tahirovic? Si pensava potesse rimanere a certi livelli per crescere, poi è andato all’Ajax con Farioli, mio ex allenatore, e anche lì ha fatto fatica. Gioca al Brøndby e ultimamente non sta trovando spazio. Si sta riflettendo su di lui, sul cosa sta succedendo evidentemente deve cambiare qualcosa se vuole ambire a certi livelli. Dopo la Roma è andato peggiorando.

Giocatore più forte con cui hai giocato? Ho giocato con le icone del calcio italiano come Totti, De Rossi. Rudiger che ora è al Real Madrid ma anche calciatori con grandi carriere lontano da Roma.

Alajbeovic? Forte, giovane, ha 18 anni e quando giocava qui da noi abbiamo notato una certe personalità, punta sempre gli avversari. Ha mentalità, è già preparato: non ha mai iniziato la partita dal primo minuto ma quando è entrato ha sempre fatto la differenza dando freschezza e cambiando il ritmo. Lui è pronto per palcoscenici importanti.

Le richieste di Gasperini ai difensori? Ci tiene a giocare sull’uomo, aggressivo, alto con grande intensità. Oggi il calcio è così, io all’inizio quando ho lavorato con lui facevo fatica a capirlo. Poi quando ho smesso e ho iniziato il percorso da allenatore ho cambiato idea e ho compreso la sua visione. Non esiste più il numero 10, bisogna correre. Lui tiene molto durante la settimana a certi volumi di lavoro.

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Esclusiva RS, Greco: ”Gasp tra i migliori allenatori in circolazione, la Roma centrerà i propri obiettivi”

Leandro Greco, doppio ex di Genoa-Roma, esperienze in cui ha condiviso lo spogliatoio con Gasperini e De Rossi, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue dichiarazioni.

Il calcio va velocissimo, brucia qualsiasi cosa. I ricordi legati alla Roma sono bellissimi, una squadra fatta da giocatori fortissimi… Ora sono cambiate tante dinamiche.

Ranieri? Quando l’ho conosciuto e mi allenava non immaginavo potesse intraprendere questo percorso da dirigente. Certo, dopo l’ultima esperienza in cui ha fatto benissimo alla Roma, era quasi naturale che continuasse per dare credibilità e fare da collante con la società. Ora è una figura determinante per l’allenatore e per la città intera: svolge le attuali mansioni in maniera spontanea perché ha determinate qualità dovute alla sua esperienza.

Ti aspettavi la crescita di Pisilli? Mi è piaciuto molto contro la Juventus, non è facile imporsi quando si proviene dal settore giovanile. È uno scotto che abbiamo pagato in tanti ma lui sta avendo una crescita importante: mi piace molto, è dinamico, ambizioso ed è un ragazzo pulito. Pisilli è destinato a imporre ancora di più la sua leadership in mezzo al campo.

De Rossi? Lo seguo sempre con affetto. Oltre all’aspetto professionale, c’è un rapporto che è andato al di là. Ci siamo visti di recente ed è carico come sempre, ci siamo scambiati qualche parola sulle nostre esperienze. Daniele sta facendo un percorso ed è destinato a grandi club.

Gasperini? Roma ha bisogno di caratteri forti e lui ce l’ha. Non ho visto tante differenze rispetto all’allenatore che ho conosciuto io. All’Atalanta ha acquisito credibilità, ha una leadership importante. Gasperini non ha un carattere semplice ma in campo è uno dei migliori: ha cambiato il modo di pensare calcio ai tecnici più giovani, insomma ha inciso in questo sport. Lui è tra i migliori in circolazione.

Conclude Greco.

Sino alla fine della stagione saranno tutte partite determinanti, i campionati si decidono ora. La differenza, per le squadre in corsa per la Champions League, la farà la condizione fisica e mentale. La Roma la vedo equilibrata e consapevole di ciò che l’aspetta: sono convinto che farà il suo percorso e che raggiungerà i proprio obiettivi.

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Esclusiva RS, Onofri: “De Rossi ha già conquistato Marassi. Venturino? Ha qualità e personalità per affermarsi a Roma”

Claudio Onofri, ex bandiera e dirigente del Genoa, è intervenuto ai microfoni di Retesport in vista della sfida di Marassi in programma domenica:

“Daniele De Rossi finora ha fatto un qualcosa di molto importante, mandando in campo una squadra decisa, organizzata, con risultati tangibili. Ovviamente il Genoa è ancora in piena lotta per non retrocedere, ma ha dato un impulso chiaro ai giocatori e a Marassi soprattutto questo aspetto è preminente. L’atteggiamento della squadra per il popolo rossoblù è fondamentale e De Rossi sicuramente ha dato un’anima alla squadra. Qui a Genoa la gente è già molto affezionata a Daniele, su questo non c’è dubbio”.

Venturino?
“Vista la giovane età deve sicuramente crescere in certi aspetti, io l’ho seguito qui dal vivo a Genova e la cosa che mi ha sempre colpito è la rapidità e capacità tecnica nello stretto abbinata ad un controllo di palla sopra la media, rapidissimo. Questi aspetti sono importanti nel calcio di oggi e in quel ruolo, ovviamente deve crescere ma ha grandi potenzialità per arrivare anche in Nazionale. Sono felice, perchè ho visto un carattere importante per chi interpreta il ruolo dell’ala, a volte in genere un po’ estemporanei. Lui è molto pragmatico, dà l’idea di voler sempre far male col pallone tra i piedi e sicuramente Gasperini questi aspetti li avrà già notati e li starà già perfezionando in allenamento”

Genoa-Roma che partita ti aspetti?
“Sicuramente il pari con la Juve è stato quasi inaspettato, perchè la Roma sembrava in controllo del match ma non penso ci sarà un contraccolpo per i giallorossi. A questo livello di professionismo scarichi negatività e positività e riparti, indubbiamente è stato un finale deludente ma penso che a Marassi non inciderà. La partita di domenica per me è particolare, tifo Genoa è stato la mia vita in campo e fuori, ma mio padre era romanista e ho scoperto il calcio per la prima volta vedendo da bambino una partita all’Olimpico”

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Esclusiva RS – Piccareta (ex all. giovanili Roma): ”Mi aspettavo la crescita di Pisilli, adatto a Gasp. Gattuso potrebbe convocarlo in Nazionale”

Fabrizio Piccareta, ex tecnico delle giovanili della Roma dal 2017-2020 dove ha allenato Pisilli, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport. Di seguito le dichiarazioni dell’attuale Vice di Di Biagio nell’Under 23 dell’Arabia Saudita.

Com’era la situazione a Riad?

Peccato dover iniziare da qui… Fino a sabato non c’era nulla che facesse presagire degli sviluppi di questo tipo. Quando è scoppiato il primo focolaio inizialmente eravamo tranquilli poi abbiamo capito quali sarebbero stati gli sviluppi e c’è stato consigliato di rientrare in Italia. Teoricamente tra 7-10 giorni dovremmo rientrare a Riad perché dovremmo fare il ritiro con la squadra ma si guarda quotidianamente lo svolgimento di ciò che sta succedendo. Noi lavoriamo sotto data Fifa e il 23 marzo c’è il raduno con l’Under 23 che avremmo dovuto fare in Qatar ma sicuramente dovremo andare altrove.

Pisilli? Mi aspettavo la sua crescita, lo dissi anche qualche anno fa. Lui è il classico centrocampista che si adatta al calcio attuale: grande corsa, spirito di sacrificio e intelligenza cose che ha sempre dimostrato di avere e che sta confermando anche ai livelli attuali. Può migliorare sul piano fisico, si sta evolvendo. Se non sei pronto contro avversari come la Juventus rischi di sparire, Niccolò invece è stato uno dei trascinatori. La sua capacità sotto il punto di vista difensivo non è sulla forza fisica ma nell’anticipare e toccare per primo la palla rispetto agli altri. Pisilli ha grande progressione palla al piede, le qualità in fase realizzativa se le porta dietro da quando era nelle giovanili.

La sua duttilità paradossalmente può diventare un limite?

Non lo so, spesso dovrebbe essere un plus mentre per alcuni diventa un limite perché quando si viene schierati in tanti ruoli non si riesce a trovare il proprio percorso. Immagino che Pisilli possa fare l’interno di centrocampo o il sotto punta per essere efficace in fase realizzativa. Gasperini lo sta impiegando nella maniera migliore e lui si adatta bene al gioco del mister perché è adeguato alle tante transizioni che lo contraddistinguono.

Koné-Pisilli possono essere una coppia? Il francese a livello di struttura può dare più equilibrio mentre Niccolò potrebbe essere colui che va all’assalto dell’area avversaria. In un centrocampo a 3 sarebbe ideale con Cristante vertice basso e loro due mezzali. Gasperini ha una grande qualità cioè creare squadre che sono efficaci in difesa e in attacco con un potenziale offensivo importante. Il tecnico se ha deciso di tenere Pisilli è perché aveva capito di aver trovato un calciatore ideale per il suo gioco.

Piccareta conclude su Pisilli.

De Rossi lo voleva al Genoa, non per caso. Tutti si stanno rendendo conto che non è più un ragazzino che si approccia alla prima squadra, si sta imponendo come un calciatore importante. La mia speranza è che anche a lui non succeda quello che accade ai ragazzi romani i quali, inizialmente, vengono celebrati però poi sono i primi a essere criticati. L’esempio sono Zalewski, Bove… È una caratteristica che ha un po’ limitato alcuni ragazzi di Roma ma è proprio da qui che deve ripartire il calcio, ossia, da chi esce dal settore giovanile.

Gattuso può convocare Pisilli in Nazionale? Credo di sì. Ha entusiasmo, è un trascinatore e porta gol. In un torneo importante e breve come un Mondiale, avere un giocatore che a gara in corso entra e può essere pericoloso è importante. Spero continui così e che l’Italia di Gattuso vada ai Mondiali.

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Esclusiva RS – Marinone (Cons. delega Sport Comune di Roma): “Prima pietra Stadio? A febbraio 2027” – AUDIO

“La prima pietra del nuovo stadio della Roma a Pietralata? Possibile a febbraio 2027”. Così Lorenzo Marinone, consigliere con delega allo sport del Comune di Roma, intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport per quanto riguarda la situazione legata al nuovo stadio.

Ecco le sue dichiarazioni integrali:

Siamo in un momento topico per il caso dello Stadio. Entrerei subito a gamba tesa: cosa è successo ieri? Perché è stata una giornata molto importante? La delibera discussa ha confermato l’interesse pubblico sullo Stadio della Roma.
“È un momento d’oro per la città. Non si era mai arrivati a questo punto con le precedenti amministrazioni e i vecchi progetti; questo è il punto più avanzato mai raggiunto finora. Nella settimana che viene, quindi tra il 2 e il 6 marzo, si esprimeranno le commissioni capitoline per poi procedere al voto in Assemblea Capitolina.”

Quindi un occhio attento tra il 10 e il 12 marzo, praticamente in concomitanza con l’ottavo di finale di Europa League. La domanda sorge spontanea: quando verrà posata la prima pietra?
“Secondo me Febbraio 2027. Manca poco meno di un anno, ormai ci siamo. Per chiarire ai radioascoltatori: contiamo di chiudere questo iter tra il 10 e il 12 marzo; seguirà la Conferenza dei Servizi che durerà al massimo 120 giorni, arrivando a metà luglio. Essendo un progetto in project financing (privato su area pubblica), l’iter si completerà entro la prima metà di luglio. Il fatto che Roma sia candidata per Euro 2032, con la presenza di un commissario dedicato, renderà sicuramente l’iter più agevole e rapido.

In termini di ammodernamento infrastrutturale — tra piste ciclabili, parcheggi e collegamenti verso lo Stadio Olimpico — quanto tempo ci vorrà effettivamente per costruire l’opera?
“Questo andrebbe chiesto alla Roma, poiché i lavori sono a totale carico del proponente. Dipenderà da quante squadre di operai impiegheranno; se faranno turni da 21 ore — come abbiamo fatto noi per il tunnel di via della Conciliazione — l’opera sarà chiusa in tempi rapidissimi. Al momento l’obiettivo è che i lavori durino il meno possibile, ma la tempistica esatta dipenderà dalla società.”

Guardando all’ultimo periodo, vi aspettavate queste problematiche tra comitati e ricorsi, o c’è stato qualcosa di anomalo rispetto al normale? “Sono dinamiche normali quando la città si trasforma: la tensione mediatica cresce proporzionalmente all’interesse per l’opera. Anche per un piccolo cantiere stradale nascono comitati che protestano in Campidoglio per denunciare criticità. Sui ricorsi per gli espropri, comunque, tutto procede in maniera rapida e spedita. Un’altra questione riguarda il “colore politico”, tra una Giunta Comunale di centro-sinistra e una Regionale di centro-destra, ma questo non creerà problemi: lo stadio è una priorità per tutte le amministrazioni. Abbiamo sperimentato per il Giubileo il cosiddetto “metodo Giubileo”, che consiste nel procedere in maniera rapida e istituzionale coinvolgendo tutti gli enti in sinergia. Anche per lo Stadio, la Conferenza dei Servizi garantirà questo coordinamento e non ci aspettiamo intoppi.”

Qual è stato il momento in cui avete capito veramente che “questa volta si può fare”? Se ne parla dagli anni ’80, ma c’è stato un momento preciso in cui la Giunta ha capito che si faceva sul serio? “Il primo progetto concreto è stato votato a marzo 2023. Entro la fine del 2025 avremo il quadro completo; la notizia più importante è che la posa della prima pietra è prevista per febbraio 2027. È una data molto vicina. Il 22 luglio 2027 festeggeremo il centenario della AS Roma, magari con il cantiere di Pietralata già avviato. Il piano tecnico-economico è pronto e accoglie tutte le istanze dell’Assemblea Capitolina: parcheggi, piste ciclopedonali e corsie di emergenza per il collegamento con l’ospedale. Il Comune crede nello sviluppo di tutto il quadrante est (Pietralata, via di Salone, Monti Tiburtini).”

Vedo lo Stadio della Roma come un capofila per lo sviluppo delle società sportive. Può essere un traino per le altre città, visto che il calcio italiano è indietro?
“Essere la Capitale e avere uno stadio di proprietà può rappresentare un volano per l’economia della Serie A, come visto con lo Juventus Stadium.”