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Esclusiva RS – Lucchesi: ”Gasperini e Capello accomunati da autorevolezza e personalità. Totti? Può dare tanto da dirigente”

Fabrizio Lucchesi, ex direttore generale della Roma che vinse lo scudetto nel 2001, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue dichiarazioni.

Non mi aspettavo una Caporetto italiana in Europa. Bisogna riflettere sulle difficoltà del nostro calcio, sia della Nazionale che dei club che stanno perdendo competitività. C’è bisogno di una revisione… L’Europeo vinto è stato un illusione.

Roma-Juventus? Non sarà definitiva per la corsa Champions ma è una partita che può dare tanto a una o all’altra: un indirizzo importante anche in termini di fiducia e morale. La partita sarà bella, non tanto per quello che rappresenta per la storia dei due club, ma soprattutto per questo campionato, tant’è che sarà vista con attenzione anche dai non tifosi neutri che si divertiranno.

Gasperini? Lui è diverso da Capello nell’interpretazioni del gioco. Sono bravi entrambi in modo diverso nella gestione del gruppo: hanno personalità e autorevolezza che i calciatori gli riconoscono e quando parlano di calcio c’è solo da ascoltare e applicare le loro idee.

Lucchesi su un eventuale ritorno di Totti nella veste da dirigente? L’avrei fatto tornare molto prima… Lui alla Roma ci deve stare, senza, il club è più debole, poi il ruolo si vedrà. Il calcio deve generare emozioni, il sentimento è il motore di questo sport, si cambia tutto ma non la squadra di calcio. La fortuna di avere in casa uno come Totti, che è uno dei campioni del calcio italiano, romanista fino al midollo, è un valore aggiunto. Francesco ti dà tanto in ruolo che deve sentire suo, viene considerato in modo riduttivo come testimonial a livello di immagine quando in realtà può fare tanto di più perché è portatore di esperienza e conoscenza di varia natura a supporto di un progetto tecnico.

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Esclusiva RS, Tempestilli: “Champions fondamentale per la Roma. Totti? Spero torni in un ruolo operativo. Non rinuncerei a Pellegrini”

Tonino Tempestilli, ex difensore e dirigente della Roma, è intervenuto questa mattina ai microfoni di Retesport. Ecco le sue dichiarazioni:
“Siamo in un momento fondamentale della stagione, dove è normale fare delle scelte e guardare con più attenzione alla classifica. Sappiamo che per la Roma, la qualificazione in Champions, è un passaggio necessario per motivi finanziari e contestualmente per poter investire maggiormente sul rafforzamento della rosa. Gasperini sta facendo un lavoro importante”

Su alcuni protagonisti dell’attuale Roma, Tempestilli ha aggiunto: “Conosco bene Ricky Massara, è un dirigente serio e competente. A mio avviso ha rintracciato sul mercato profili di livello, alcuni giovani ma interessanti che stanno emergendo come Ghilardi e Ziolkowski. Penso che bisogna dargli il tempo per svolgere al meglio il suo lavoro in un contesto complessivo di crescita del club”.

Sul possibile ritorno di Totti ha aggiunto: “La Roma è esistita anche senza Totti ovviamente come chiunque altro, ma Francesco rappresenta tantissimo per il club, per la sua immagine internazionale e per la sua storia. E’ ovvio che sarei felice di un suo ritorno in giallorosso, nelle vesti di dirigente ma dovrà essere la famiglia Friedkin a chiarire esattamente in quale ruolo. Penso che abbia le qualità e le conoscenze per svolgere un ruolo operativo, ma è chiaro che in quel caso dovrà assumersi anche lui le responsabilità, dedicandosi h24 alla Roma e alla vita della società”.

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Esclusiva RS – Perinetti: ”Totti in società? A prescindere sarebbe positivo. Malen uno dei pochi calciatori arrivati a gennaio che può incidere subito”

Giorgio Perinetti, ex direttore sportivo di Roma e Napoli che ha lavorato anche con Gasperini (Juventus) e Conte (Siena, Bari), è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue dichiarazioni.

La presenza o no nelle coppe farà la differenza sino al termine del campionato?

Inevitabilmente le coppe consumano delle energie, portano distrazione soprattutto per i calciatori stranieri, di cui le nostre squadre sono piene, dato che possono risultare più attraenti del campionato. La distrazione è lecita perché si tratta di massime competizioni. Ora Napoli e Milan avranno più facilità nel gestire la settimana di allenamento. Per la Roma, comunque, cambia relativamente. A Napoli c’è un ambiente deluso che si riversa sul campionato, il loro problema sono le tantissime assenze e non credo ci possano essere molti recuperi in vista della gara di domenica. La squadra di Conte, però, non è mai da sottovalutare perché può ritrovare combattività, spirito e idee da un momento all’altro.

Conte e Gasperini? Sono due allenatori preparati in maniera eccezionale, grandi tecnici con le loro idee. Ho conosciuto entrambi, incidono moltissimo sul rendimento della squadra: hanno capacità di farsi seguire con i calciatori che danno continuità al loro modo di pensare.

Malen a gennaio che acquisto è? Finalmente è un calciatore che aspettava Gasperini. Malen è uno dei pochissimi giocatori che sono arrivati a gennaio che può incidere sul rendimento di una squadra: è forte, generoso, attacca la profondità e si fa trovare al posto giusto, insomma è un acquisto importante per la Roma.

Il direttore prosegue su Zaragoza.

Salta l’uomo, dimostra di avere tecnica ricordandoci quanto è importante visto che noi l’abbiamo dimenticato. Si esprime con grande proprietà, avendo una preparazione nei fondamentali diversa dai nostri calciatori: il cross di esterno destro equivale a usare il sinistro anticipando il tempo dando velocità alla manovra e alla fase offensiva.

Totti dirigente? Il fatto che possa rientrare a Trigoria, a prescindere, è un fatto positivo. Poi va visto tutto il resto ossia il ruolo e le mansioni ma questo è ovvio. Sarebbe comunque una grande notizia, se accetterà avrà più contezza dei suoi compiti.

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Esclusiva RS – Faty: ”Non ci sono squadre più forti della Roma in Europa League. Massara? In Francia non viene ricordato benissimo”

Ricardo Faty, ex centrocampista della Roma con cui ha preso parte a diverse trasferte in Grecia contro Panathinaikos e Olympiakos, oltre a ad aver giocato 2 stagioni in Super League 1 con la maglia dell’Aris Salonicco, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole in merito anche a Vaz, da esperto di Ligue 1.

Hai giocato due anni in Grecia e hai avuto modo di vivere delle trasferte ad Atene con la maglia della Roma: che atmosfera c’è?

Dopo l’esperienza a Roma sono andato all’Arīs Salonicco per cui conosco bene l’ambiente in Grecia che è speciale: si vive per queste partite europee che sia Champions o Europa League. Per il Panathinaikos è un’opportunità per farsi vedere contro una grande squadra come la Roma: ci sarà un’atmosfera importante. Ai calciatori piace giocare queste partite.

La Roma può vincere l’Europa League o è presto al primo anno di Gasperini?

Ormai conosciamo la forza della Roma nelle coppe europee. Non c’è nessuno tabù per arrivare sino alla fine, la rosa è ampia e completa per competere in campionato per arrivare in Champions e arrivare in fondo all’Europa League. Non ci sono squadre più forti della Roma, la coppa può essere un obiettivo dei giallorossi.

Che giocatore è Vaz: è pronto per il salto? Pronto ancora no, è un calciatore con un potenziale enorme che si è fatto vedere in Ligue 1. Mi aspettavo di vederlo in Premier League, è esplosivo ha senso del gol e personalità che è molto importante per crescere in Serie A. Sia per la Roma che per il calciatore è stata una buona scelta, è un matrimonio che può funzionare. Ho già visto che è vicino a calciatori francesi, è in un ambiente adeguato: sarà il futuro, la speranza è che lo sia il prima possibile.

El Ayanoui? Sta crescendo, aveva bisogno di un periodo di adattamento per capire come vuole giocare Gasperini, un modo diverso dalla Ligue 1. La Coppa d’Africa gli ha dato consapevolezza, forza è uno che può fare tutto a centrocampo: il regista, ripartire e occupare bene lo spazio. Mi piace vederlo più basso perché in questa zona ha ritmo, buona visione e sa fare interdizione: farà bene nella seconda parte di stagione.

Come viene ricordato Massara in Francia?

In Francia non viene ricordato benissimo. Aveva una grande reputazione però è arrivato in uno momento in cui voleva cambiare le cose al Rennes ma non era il periodo giusto e ha commesso degli errori. Massara comunque è una grande direttore, in Francia non c’è stato tempo, adesso a Roma sta facendo bene.

Cosa manca a Koné per diventare grande? Ha tutto per essere un grande calciatore, forse gli serve più personalità in zona gol. Cerca spesso il passaggio nell’ultimo terzo di campo quando dovrebbe essere più egoista ed essere più cattivo sotto porta. Per il resto è un calciatore completo, farà un grande mondiale con la Francia.

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Esclusiva RS – Berthold: ”Stoccarda in forma, sarà una bella partita. Roma rimane unica”

Thomas Berthold, doppio ex di Roma (1989-1991) e Stoccarda (1993-2001), è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.

Sarà una partita interessantissima perché lo Stoccarda è una squadra che ha fatto veramente bene dopo la pausa invernale vincendo a Leverkusen 4-1 e contro l’Eintracht Francoforte 3-2. Nell’ultima gara ha pareggiato con l’Union Berlino ma è in piena forma. I tedeschi sono una formazione alla quale piace tenere la palla, recuperarla tramite il pressing e ripartire in contropiede grazie a dei giocatori sulle fasce bravi nell’uno contro uno. Undav, parlando di numeri 9, è uno dei più seguiti in Germania.

Sulla Roma di Gasperini.

Mi ha fatto piacere vedere un ottimo avvio di stagione con Gasperini che predilige tanto pressing e una squadra molto preparata fisicamente: è la giusta via per vincere anche in Europa.

Sulle competizioni europee.

Le competizioni vere iniziano quando ci sono le partite da dentro o fuori. Il format della Champions con tante gare e squadra non mi piace, preferivo il vecchio modello perché ora bisogna essere dei matematici (ride ndr). Il mondo del calcio è cambiato anche con la Coppa del mondo per i club: ci sono troppe partite.

Füllkrug? Non è adatto al contropiede, è un attaccante d’area di rigore. Sorpreso dalla fatica che ha fatto in Premier League ma è un campionato stressante con tanto ritmo e partite. Per la Roma sarebbe stata un’opzione.

Malen? In Germania ha fatto bene con il Borussia, in Italia il campionato è molto tattico con squadre difensive: per gli attaccanti è molto difficile. Le piazze come Roma e Napoli in cui ora c’è anche la pressione mediatica è più difficile. Prima senza social si poteva essere leoni sia la sera che in campo (ride ndr).

Berthold sull’esperienza in Serie A.

Quando sono arrivato in Italia, la Serie A era il top assoluto in Europa. Ora ci sono tante tematiche da affrontare come le infrastrutture e gli stadi. In Italia ad esempio non c’è uno stadio moderno come quello in cui si è disputata la finale di Coppa d’Africa a Rabat.

Conclude Berthold.

Roma è unica per me: i tifosi, il supporto della gente con Antonello Venditti che cantava Grazie Roma, mi vengono ancora i brividi a ripensarci. Vincere il Mondiale all’Olimpico è stato il massimo. C’è una coincidenza tra le mie esperienze alla Roma e allo Stoccarda: purtroppo aver perso due finali di coppe internazionali, la Coppa Uefa con i giallorossi e la Coppa delle Coppe subendo un gol da un italiano, ossia, Zola.

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Londrillo (Resp. Settore giovanile Pescara) a RS: “Arena forte mentalmente e tecnicamente. Ecco come l’abbiamo scoperto…” – AUDIO

La nota lieta della Roma nella sconfitta contro il Torino in Coppa Italia è stata la rete di Antonio Arena del momentaneo 2-2. Il giovane, classe 2009, ha segnato al suo esordio in partite ufficiali con la squadra giallorossa pochi minuti dopo l’ingresso in campo voluto da Gian Piero Gasperini.

Di lui ha parlato a ReteSport, il direttore del settore giovanile del Pescara, Angelo Londrillo. Di seguito le sue parole.

RIASCOLTA QUI L’INTERVENTO INTEGRALE

Le parole del direttore Londrillo

Che tipo di ragazzo è Antonio Arena, prima ancora che giocatore?
“Fantastico. Ho sempre detto che la sua caratteristica più bella è che è forte prima di tutto nella testa. Fin da quando ha messo piede nel nostro centro sportivo è sempre stato un ragazzo molto quadrato, educato, con la testa sulle spalle. In un calcio dove forse oggi c’è meno qualità rispetto al passato, essere forte mentalmente è la base per arrivare o quantomeno per avere le basi per provarci.”

Come fa una società come il Pescara Calcio a scoprire un calciatore nato in Australia e già così forte a 15 anni?
“La nostra attività di scouting con l’Academy è stata una carta vincente. C’è un progetto condiviso che va anche fuori dai confini nazionali. Nonostante siamo un club di medio livello, abbiamo una buona rete di osservatori e formatori in Canada, Australia e altri Paesi. Nel caso di Arena siamo stati bravi a vederlo nel suo contesto australiano e a portarlo qui. Una volta arrivato, era oggettivo che fosse diverso dalla media, e da lì è iniziato tutto l’iter che ha portato al tesseramento.”

Quanti ragazzi come Arena ci sono nel vostro settore giovanile e qual è la programmazione per portarli nel professionismo?
“Noi viviamo di questo. Il presidente e la società hanno sempre puntato molto sul settore giovanile. La massima ambizione è portare i ragazzi in prima squadra. A volte i top club arrivano prima ed è difficile trattenerli, ma se riusciamo a farli crescere e magari anticipare il loro percorso fino alla prima squadra, per noi è la massima soddisfazione.”

Qual è la migliore caratteristica tecnica di Antonio Arena in questo momento?
“L’ho sempre giudicato un giocatore completo: calcia bene di destro e di sinistro, è bravo nel gioco aereo, attacca la profondità e il primo palo, una qualità che oggi manca a molti attaccanti.”

Due sere fa lo avete visto segnare: se lo aspettava?
“Sì. Vi racconto un aneddoto: ero a letto, guardavo la partita dal cellulare. Quando il telecronista ha annunciato l’ingresso di Arena, ho posato il telefono e ho pensato che avrebbe segnato. Con noi ha sempre fatto gol alla prima partita in ogni categoria: Under 15, Under 16, Primavera, prima squadra. Anche in amichevole con la Roma aveva segnato. È una combinazione di bravura e anche di quel pizzico di fortuna che ieri sera c’è stata di nuovo. Ci siamo emozionati tutti qui a Pescara.”

C’è invece qualcosa che deve migliorare tecnicamente?
“Sì, certo, ha 16-17 anni. Quando era con noi doveva migliorare nel gioco spalle alla porta e nella protezione del pallone. Ha grandi capacità di smarcamento e attacco della profondità, ma in quell’aspetto doveva crescere. Allenandosi con giocatori di livello e facendo esperienze anche in Nazionale Under 17, penso che possa migliorare molto. E torno sempre lì: è forte di testa.”

È stato Baldini a chiederlo o è stato il settore giovanile a segnalarlo?
“È nato tutto in modo naturale. Nella sua prima stagione ha giocato in tutte le categorie del settore giovanile. L’anno scorso, da Under 16, ha iniziato la preparazione con la prima squadra. Dopo pochi giorni si vedeva chiaramente che stava troppo bene, fisicamente e tecnicamente. Abbiamo chiamato il direttore sportivo, che gli ha dato subito un’occhiata. Da lì è nato il percorso che lo ha portato all’esordio e al gol.”

Assomiglia a qualche ex giocatore italiano nato in Australia?
“Di piedi è diverso, ma potrebbe ricordare qualcosa. Preferisco non fare nomi per non mettergli pressione, però sì, qualcosa potrebbe ricordare.”

Quali devono essere le abilità di una società per integrare un giovane in prima squadra?
“Serve coraggio. Antonio è precoce fisicamente, come ha detto anche Gasperini, ma bisogna avere il coraggio di far giocare questi ragazzi e dargli opportunità. Serve anche un pizzico di fortuna. Poi sta a loro farsi trovare pronti. Qui a Pescara la società punta molto sul settore giovanile e i risultati lo dimostrano. Questa dovrebbe essere la filosofia dei club italiani, anche per dare nuovo slancio alla Nazionale.”

Da abruzzese: quanto è bello vincere una promozione ai rigori con un portiere infortunato che fa i miracoli?
“È stata un’emozione immensa. Plizzari qui a Pescara è diventato giustamente un eroe. Quella partita sembrava scritta dal destino: Pescara doveva tornare in Serie B. È stata sofferta, ma bellissima. Ora speriamo di mantenere la categoria, perché Pescara e tutto il movimento abruzzese la meritano.”

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Esclusiva RS – Tufano (ex all. Raspadori): ”Giacomo lo vorrebbero tutti gli allenatori, adatto a Gasperini”

Felice Tufano, ex allenatore delle giovanili del Sassuolo con cui Raspadori ha segnato 25 gol, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport. Di seguito le dichiarazioni dell’attuale tecnico dell’Under 17 della Sampdoria che ha vissuto tante esperienze nei settori giovanili tra Juventus, Parma e Torino.

Com’è la situazione nei settori giovanili in Italia? Contrariamente a quanto si sente in giro, che non ci sono talenti, i calciatori ci sono basta farli crescere e dargli le giuste opportunità e la possibilità di sbagliare. A volte si ha troppa fretta pensando che siano subito pronti ma c’è un lavoro da fare che non deve mai finire. I giovani vanno istruiti dentro e fuori dal campo per rapportarsi al meglio con gli ambienti.

Come mai sembra esserci una penuria di calciatori italiani di alto livello?

È un discorso profondo sicuramente le opportunità sono poche. Sento definire giovani ragazzi di 20-21 anni… Per me è a 16-18 anni che possiamo definirli tali. Ultimamente si vede qualcosa in più ma sono pochi i calciatori che trovano spazio rispetto ai Paesi europei in cui non hanno problemi a inserirli. Le richieste del campionato italiano inducono le società e gli allenatori a essere molto cauti perché ci vogliono subito i risultati: questo aspetto inibisce il coraggio a proporre i ragazzi. È chiaro che, se ci si aspetta che un giovane dalla primavera possa essere subito pronto, si commette un errore perché c’è un percorso da fare con alti e bassi.

Prosegue Felice Tufano.

Penso che nelle società professionistiche e dilettantistiche la figura dell’istruttore, degli staff tecnici che si devono occupare dei ragazzi, sono importanti ma non sempre gli viene data la possibilità di lavorare. Ci sono tanti tecnici bravi nelle giovanili che non vengono presi in considerazione… Il risultato non deve essere una vetrina per questi allenatori perché la priorità, in questi casi, è la crescita dei ragazzi sotto tutti i punti di vista da quello tecnico, che rimane importantissimo, a quello fisico per completarli e renderli pronti. L’unico modo per avere dei calciatori preparati alla prima squadra, c’è bisogno di un lavoro totale senza trascurare alcun aspetto, compresa la gestione dello spogliatoio, l’alimentazione e il rispetto delle regole: tutto ciò che serve per rimanerci e non essere una meteora.

Pregi e difetti di Raspadori.

Giacomo è un ragazzo intelligente di una disponibilità infinita. Già in under 17 quando parlavo con lui sembrava avesse 30 anni, ha maturità, educazione ed è molto rispettoso. Tutte queste qualità gli hanno permesso di essere sempre ben voluto e di essere il capitano nelle rispettive categorie giovanili. Tecnicamente è un calciatore che tutti gli allenatori vorrebbero avere: tatticamente può fare l’esterno, il sotto punta, la punta e sa usare bene tutti e due i piedi. Quando rimane fuori dalla formazione titolare non fa mai mezza polemica, negli allenamenti va sempre forte a prescindere: è una mosca bianca in questo senso.

Raspadori nella Roma di Gasperini?

Per la mentalità e il calcio che propone Gasperini è un giocatore valido e funzionale. Nella Roma può fare l’esterno, il sotto punta e l’attaccante centrale: ha caratteristiche che gli consentono di essere adatto alle idee di calcio del tecnico giallorosso, intendendo con questo anche la settimana di allenamento.

Hai allenato anche Kean…

Raspadori dà più soluzioni di Kean che è molto forte fisicamente, presente dentro l’area di rigore ma credo che, a livello calcistico, ragioni un po’ meno rispetto a Giacomo che ha un’abitudine diversa anche in fase difensiva, di non possesso palla. Raspadori si sacrifica per la squadra, è un giocatore importante e lo ha dimostrato negli anni a Sassuolo e al Napoli.

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Rosi a RS: ”A Gasp mancano 2-3 interpreti. Zirkzee-Raspadori? Non mi fanno impazzire. Dybala è a fine carriera”

Aleandro Rosi, doppio ex di Roma e Genoa, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport. Di seguito le dichiarazioni dell’ex terzino giallorosso allenato in Liguria da Gasperini.

Roma-Genoa? Partita affascinante dove Daniele tornerà da avversario: la Roma dovrà assolutamente vincere.

De Rossi? Persona che espande serenità, tranquillità si fa voler bene. A Roma stava facendo un percorso ma non gli è stato dato tempo, è un fratellone che vuole intraprendere una carriera importante come ha fatto da calciatore.

Quanto è difficile allenarsi con Gasperini? Lui è uno tosto che non lascia nulla al caso, vuole gente che rompe i coglio** (ride ndr).

Le parole su Ferguson? Il mister è quello che comanda… Gli serve un attaccante è sotto gli occhi di tutti, in questo momento non è contento: gli mancano 2-3 pezzi ma già lo sapevamo. Vanno fatti i complimenti a Gasperini a cui va dato il merito di essere agganciato alle prime posizioni. Manca qualcosa a livello di caratteristiche, spero che il mister venga accontentato sul mercato con i giusti innesti facendo diventare la Roma competitiva per lo scudetto.

Zirkzee-Raspadori? Non mi fanno impazzire, mi sarebbe piaciuto un Lookman o Vlahovic, avrei scommesso tutto su profili del genere. Alla Roma mancano calciatori con dribbling, conosco il mister e so che vuole calciatori con queste caratteristiche.

Prosegue Rosi.

Giocare con Wesley a sinistra va bene però serve uno che crossa con il piede forte. Tsimikas non piace al mister, Angelino sta fuori, per cui, interverrei anche lì.

Wesley? A tratti ha fatto un buon calcio non è facile arrivare dal Brasile e giocare in Serie A in un campionato diverso in cui c’è più tattica. Sicuramente può migliorare tecnicamente e nella fase di non possesso palla: ha corsa, bel passo e margini di miglioramento con Gasperini. Mi piace più a destra che a sinistra, zona in cui tende a rientrare e perdere un tempo di gioco.

Rosi prosegue.

Ho preso il patentino per fare l’allenatore, devo ancora capire se iniziare questo percorso da tecnico. Mi ispiro molto al metodo Gasperini, vedere un calcio verticale con gli attaccanti che devono toccare il pallone tante volte.

Dybala? Giocatore importante che ricorda quei campioni che mancano al calcio di oggi come Totti. Ora è a fine carriera, in questo momento vorrebbe fare ma non riesce. Forse sarebbe stato meglio per tutti se fosse andato in Arabia quando se ne parlava, anche se sono il primo a essere contento di vederlo con la maglia della Roma.

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Di Michele a RS: ”Ferguson può dare il suo contributo alla Roma. Pisilli deve andare a giocare”

David Di Michele, noto tifoso della Roma ed ex attaccante di varie squadre della Serie A tra cui Lecce, Torino e Udinese, è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue dichiarazioni.

Roma-Genoa? Partita tra sentimento ed emozione. Sono due squadre che stanno bene fisicamente e sul piano mentale. Il Genoa ha trovato stimoli nuovi, compattezza e sta venendo fuori in maniera importante. Come sempre in queste partite è la Roma che ha da perdere rispetto ai rossoblù.

Ferguson? Non è un momento bello, il fatto che un allenatore dica determinate cose non fa piacere. Bisogna entrare nella testa di un calciatore e oggi è difficile, va capito che tipo di carattere ha: le dichiarazioni di Gasperini o gli daranno una scossa o lo svuoteranno. Vedere nel tuo ruolo giocare Baldanzi o Dybala nella testa ti toglie tanto. Dispiace è un giocatore che può dare il suo contributo alla Roma, malgrado non sia un goleador. Potrebbe essere una valida alternativa.

Soulé-Dybala-Ferguson dall’inizio? Tridente giusto per questa partita. L’irlandese è un riferimento offensivo che da tanto in campo.

Wesley? Inizialmente non sembrava poter diventare un calciatore così importante. Ora è uscito fuori alla grande, ha dimostrato che può crescere tantissimo: può imparare tanto da Gasperini.

Che difficoltà si trovano a giocare contro le squadre di Gasperini come ti è accaduto? La difficoltà è che non riesci a girarti, io avevo una marcatura con calciatori molto vicini perché ero veloce, faticavo a girarmi. Gasperini lo faceva anche con altri, è una mentalità che ha perfezioni anche tatticamente. Prima era più forza fisica, ora c’è tattica e tecnica.

De Rossi? Già quando arriverà al pullman si emozionerà. Sarà stata una nottata non serena tra emozioni sentimenti, non avrà dormito. Quando arriverà allo stadio ne sentirà ancora di più… Noi non possiamo neanche immaginare, saranno bei ricordi: l’ultimo dei suoi pensieri sarà l’esonero.

Pisilli? Deve andare a giocare, vedendo che lo inserisce con il contagocce. Gasperini predilige un centrocampo fisico, strutturato: lui ha gamba, qualità, inserimento deve giocare di più. L’anno prossimo potrebbe tornare con un bagaglio di esperienza maggiore ed essere un punto di riferimento. In futuro può giocare in una linea a 2 a centrocampo.

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Esclusiva RS – Amantino Mancini: ”Vincere contro la Juve significherebbe tanto, sono fiducioso. Wesley grandissimo acquisto”

Amantino Mancini, ex attaccante della Roma che ha segnato 222 partite arricchite da 55 gol e 39 assist, di cui 132 con Luciano Spalletti in panchina, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue dichiarazioni.

Juventus-Roma? Partita bellissima da giocare, i tifosi della Roma ci hanno sempre tenuto tanto. Sono stato fortunato a vincerne molte di queste gare importantissime per i sostenitori giallorossi. Per domani spero che la Roma possa continuare la propria strada, sta facendo molto bene con l’arrivo di Gasperini piano piano sta trovando il suo modo di giocare con tanta intensità per cui sono molto fiducioso.

La Roma può competere per il vertice?

Il campionato è ancora lungo, la Roma sta facendo molto bene vincere a Torino rappresenterebbe tante cose anche per la classifica. Inoltre sarebbe un discorso mentale e di fiducia. I giallorossi contro Cagliari e Napoli hanno perso, con 2 vittorie di fila può essere lì per la zona Champions e scudetto.

Differenze da Roma e Milano nel preparare certe partite? Quelle che ho giocato a Milano e a Roma sono state molto diverse… Appena ho messo piede a Fiumicino la prima cosa che i tifosi mi hanno detto è stato: ‘mi raccomando il derby’. Questo fa emergere quanto i tifosi della Roma tengono ad alcune partite. In Brasile quando c’è un derby se ne parla solo durante la settimana invece qui inizia un mese prima.

Wesley? Il motore è la sua caratteristica principale, per me non è una sorpresa. Al Flamengo faceva così, tanta intensità e velocita ha 4 polmoni corre tantissimo: la Roma ha fatto un grandissimo acquisto. Sono stato sorpreso quando Gasperini lo ha messo a sinistra, mi ha ricordato quello che fece Spalletti con me. Wesley è un ragazzo giovane che ha qualità e talento, deve ancora migliorare in tanti aspetti come quelli tattici e capire meglio calcio italiano ma la partenza è stata eccezionale. Può dare una grossa mano alla Roma in questa stagione.

Che giocatore saresti stato con Gasperini?

Sarebbe stato perfetto (ride ndr). Gli piacciono i calciatore sulle fasce che spingono. Io avevo potenza e dribbling, quello che manca nel calcio di oggi in cui c’è troppo giro palla e pochi uno contro uno per saltare l’avversario. In questo non vedo tanta differenza tra la Serie A e la Premier League ad esempio. Anche in brasile oggi abbiamo pochissimi calciatori con dribbling. I numeri 10 li mettono sull’esterno si lavora più sui Totti e i Del Piero, non ci sono più giocatori così.

Gol a Lione o tacco al derby?

Tacco al derby contro la Lazio, sempre forza Roma (ride ndr)