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Calciomercato

Roma, è fatta per Dovbyk: domani lo sbarco in Italia

La Roma dopo una giornata intensa di trattativa e una riunione fiume nel pomeriggio ha centrato il suo obiettivo. Raggiunto l’accordo totale con il Girona per l’acquisto di Artem Dovbyk.

L’operazione sarà chiusa a titolo definitivo sulla base di 35 milioni di euro più bonus. Il calciatore sbarcherà domani nella capitale a bordo di un aereo privato con al suo fianco lo staff dirigenziale del club e i suoi agenti, per il primo bagno di folla.

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Calciomercato Roma, Oliveras vicino alla Dinamo Zagabria: la situazione

Oliveras lascerà la Roma. Come scrive Fabrizio Romano, la Dinamo Zagabria è vicina all’accordo per ingaggiare il terzino sinistro spagnolo. Il classe 2004 ha rifiutato tutte le altre opzioni perché vuole solo il club Croato.

🚨🇭🇷 Excl: Dinamo Zagreb are closing in on deal to sign AS Roma talent Jan Oliveras.

20 year old fullback has rejected all other options as he wants Dinamo as priority move. pic.twitter.com/APY94rXh3R— Fabrizio Romano (@FabrizioRomano) July 31, 2024

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Interviste

Brignardello (prep. Roma): “Trigoria centro all’avanguardia. Ritiro in montagna? Non dà effetti a lungo termine…”

Nuovo appuntamento a puntate sul sito della Roma per presentare gli uomini che compongono lo staff di mister Daniele De Rossi. In questa prima fase, la prima intervista è con Giovanni Brignardello, da oltre 20 anni professionista del calcio: ha lavorato in Serie A, Premier League e per la nazionale italiana. Le sue parole:

Iniziamo dai primi passi della sua carriera.
“Ho quasi sempre lavorato nello sport. Sono stato per qualche anno preparatore della nazionale italiana di pallanuoto. Vivevo a Genova, dove avevo un centro di fisioterapia frequentato da diversi calciatori della Sampdoria e del Genoa, venivano lì a curarsi. Proprio sulla scorta di questa esperienza, nel 2002, poi, mi chiamò Beppe Marotta – allora direttore generale della Sampdoria – per propormi di entrare nello staff di Walter Mazzarri. Ho iniziato come addetto al recupero infortunati, con il tempo sono diventato preparatore atletico anche nel calcio”.

Ha menzionato la pallanuoto, probabilmente uno degli sport più completi e dispendiosi proprio dal punto di vista fisico.
“Completo no perché avviene in un ambiente unico, ma sicuramente unico e dispendioso”.

Qualche principio dell’esperienza nella pallanuoto lo ha mutuato anche nel suo lavoro nel calcio?
“È uno sport di squadra, uno sport di situazione, da questo punto di vista si possono paragonare, quindi partendo da una preparazione generale del gruppo. Mentre su altri aspetti sono discipline decisamente lontane”.

Nel calcio il fattore fisico sta diventando sempre più preponderante. In questo senso, il ruolo del preparatore atletico assume un’importanza maggiore rispetto al passato?
“Non la metterei da questo punto di vista. Io penso che il ruolo degli staff diventi fondamentale. Non basta solo il preparatore che lavora sulla condizione della squadra. Faccio un esempio. Un allenatore che recepisce molto bene alcuni principi generali del lavoro atletico è molto più preparatore fisico di un preparatore fisico. Se tutte le situazioni tattiche sono proposte in forma analitica, a bassa intensità, il preparatore fisico può lavorare quanto vuoi, ma non si raggiungerà mai un obiettivo soddisfacente. Se un allenatore, invece, propone stimoli con concetti tecnici importanti, tattici importanti, ma anche in un contesto di impegno fisico, questo diventa determinante nella buona riuscita del lavoro”.

A proposto di tecnico, il suo rapporto con mister De Rossi nasce dalla sua esperienza in Nazionale tra il 2016 e il 2018?
“Sì, esattamente. Ci siamo conosciuti in quel periodo. C’è sempre stato un rapporto di stima reciproca tra noi. Da lì, poi, è nato poi il rapporto professionale”.

Da calciatore che atleta era Daniele?
“Io ho conosciuto Daniele nell’ultima parte. Come tutti i calciatori, ha avuto un’evoluzione nel corso della carriera. Era un atleta di alto livello, che conviveva con alcune situazioni fisiche. Era ben conscio e attento del suo status. Ho sempre conosciuto una persona molto responsabile”.

Passando al lavoro che state facendo in questi giorni a Trigoria, com’è allenarsi in questo centro sportivo?
“Allenarsi qui è fondamentale. La proprietà con i suoi investimenti ha messo a disposizione dei giocatori un centro davvero all’avanguardia, dove non manca nulla. La struttura è importante sia per il modo di lavoro, sia per i messaggi indiretti che mandi ai giocatori. Faccio un esempio, se hai una palestra molto ben attrezzata, significa che per te il lavoro in palestra è importante. Se tu hai una zona di recupero con piscine e altre strutture di primo livello, significa che per te la fase di recupero è importante. Qui c’è tutto, di questo siamo assolutamente soddisfatti”.

Diverse società di Serie A, ormai, preferiscono iniziare la pre-season nel proprio centro sportivo, piuttosto che scegliere una località di montagna.
“Su questo aspetto della montagna c’è un equivoco di base. Intanto, l’altura deve rispondere a requisiti precisi. L’altezza deve essere almeno di duemila metri. Poi, il periodo del soggiorno. Se soggiorni in montagna, in quel periodo, hai temporaneamente degli effetti fisiologici. Temporanei, però, che poi andranno a scemare, a sparire. Per noi, che abbiamo una competizione spalmata su dieci mesi è assolutamente insignificante questo. Secondo, andando fuori non avresti a disposizione tutte le strutture e l’organizzazione che hai in un centro come Trigoria. Terzo, la prima partita a Cagliari sarà il 18 di agosto. Non penso che farà fresco… La scelta di andare o non andare in ritiro è basata su altri principi”.

Quali?
“Noi andremo in Inghilterra, però prima di andare aspettiamo che buona parte dei giocatori si uniscano al nostro gruppo per iniziare un lavoro su tutti gli effettivi. Andare in qualsiasi posto, con 8-9 giocatori non ha molto senso. Ha senso spostarsi quando la maggioranza del gruppo è riunita”.

Sul fatto che a volte ci si alleni ad alte temperature, questo problema come lo si affronta?
“Si beve di più, semplicemente. Si cerca di raffreddarsi appena possibile, di recuperare dopo le sedute in ambienti condizionati, con tutti i comfort. Agli orari da noi decisi, non si tratta di temperature insostenibili”.

Quindi, sta smontando il mito della preparazione in montagna.
“Ripeto, il lavoro in altura ha senso quando devi preparare delle competizioni che si svolgono in un determinato periodo, a breve termine. Se si prepara una maratona, la partecipazione alle Olimpiadi, potrebbe avere senso andare in montagna. Nel calcio il lavoro fisico è molto più a lungo termine”.

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Il Verona su Shomurodov

La Roma oltre ad Abraham, deve piazzare anche Eldor Shomurodov, protagonista con l’Uzbekistan ai Giochi Olimpici.

L’attaccante, lo scorso anno a Cagliari, è finito nel mirino dell’Hellas Verona che ha avviato i primi contatti con gli agenti del calciatore.

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Abraham vuole il Milan e mette da parte la Premier: le ultime

Con l’arrivo di Dovbyk, la Roma ha intenzione di cedere Abraham ma continua a chiedere la stessa cifra: 25-30 milioni.

Sul centravanti inglese da settimane si parla dell’interesse concreto del Milan, che dopo aver perso l’opzione Zirkzee, ha acquistato Morata e vuole fare un altro centravanti.

I rossoneri però non sarebbero convinti del tutto del profilo del calciatore, o meglio delle sue attuali condizioni e quindi non sono disposti a mettere sul piatto la cifra richiesta dalla Roma. E’ stato offerto Jovic come parziale contropartita, che al momento non scalda molto i giallorossi.

L’attaccante però vuole il Milan e ha messo, per ora, da parte le opzioni inglesi della Premier.

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Toro, muro su Bellanova e no alla Roma

La Roma è tornata a bussare in casa Toro per Bellanova, ma la società granata per ora respinge il nuovo tentativo giallorosso. Sul calciatore, come riferisce Tuttosport, ci sarebbe anche l’interesse del Manchester United, ma Cairo appare irremovibile.

Dopo la cessione di Buongiorno, il Torino infatti non ha intenzione di cedere anche Bellanova e punta a valorizzarlo ancora in vista della prossima stagione.

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La Roma vuole chiudere oggi Dovbyk: Ghisolfi a colloquio col Girona

10:00 – La Roma vuole chiudere l’affare Dovbyk in giornata. In mattinata inizierà il vertice di mercato tra Roma e Girona, con il ds Ghisolfi che ha rinviato il rientro con il volo privato nella capitale proprio con l’intento di chiudere l’affare in giornata.

L’obiettivo della Roma è rientrare nella capitale con a bordo anche l’ucraino che intanto, segnalano dalla Spagna, è sceso in campo dall’inizio nell’amichevole casalinga contro il Tolosa.


9:00 – Secondo quanto riferito dal Corriere dello Sport, già ieri sera sarebbe stata definita un’intesa di massima: 32 milioni più 6 al Girona, con il15% su futura rivendita. La curiosità è che i Friedkin avrebbero assicurato al club spagnolo il pagamento cash dei 40 milioni originari, qualora poi non dovessero scattare i bonus.

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Esclusiva RS, Guastadisegno (Ag. Soulè): “Mati ha voluto la Roma a tutti i costi. Friedkin? Società seria e ambiziosa”

Martin Guastadisegno, agente di Matias Soulè, ha parlato ai microfoni di Retesport in esclusiva all’indomani dell’ufficialità dell’operazione e dell’ingaggio del calciatore:



Le prime impressioni di Soulè? L’accoglienza a Fiumicino?
“Bellissima esperienza, non mi sorprende conosco la tifoseria della Roma, è bello per lui, arrivare con tanto entusiasmo, ringraziamo tutti i tifosi della Roma, è contentissimo”

E’ l’ambeinte giusto?
“Abbiamo valutato tante possibilità sul mercato, quando abbiamo capito con Mati che la Juve doveva mandarlo via, avevano problema di soldi e di bilancio, dovevano vendere, abbiamo capito che tra le tante offerte ricevute, la Roma era la piazza perfetta, per il calcio che piace a lui, poi perchè è una squadra enorme, è la capitale del mondo, quando uno parla nel mondo dice Roma, non sbaglia, arriva ad una società con tanti argentini nella storia, Batistuta, Samuel e Balbo per dirne alcuni. Quando è arrivata la chiamata della Roma mi ha chiesto di fare di tuto per venire a Roma, non voleva sentire nessun’altra proposta, è molto preciso quando sceglie. Voglio ringraziare il Frosinone, Angelozzi e Di Francesco, due persone fondamentali che hanno puntato su di lui. Siamo contenti di tutto, voglio ringraziare anche la Juventus che ha ascoltato il ragazzo. Il ringraziamento più grande alla Roma, a Daniele De Rossi, alla Souloukou, a Ghisolfi che lo hanno voluto a tutti i costi. Ha tanto entusiasmo e voglia di dimostrare”

Come è nata l’operazione?
“E’ nata da prima che finisse il campionato, lui avrebbe il sogno di giocare nella Premier, che è il sogno un po’ di tutti, ma non andando a qualunque squadra, non voleva andare così a squadre senza progetti sportivi. Posso rivelare che ad aprile ha visto la partita col Leverkusen all’Olimpico, è uscito dallo stadio e mi ha detto sarebbe bellissimo giocare qui un giorno. Poi la situazione reale è nata successivamente, a fine maggio come possibilità vera. Le prime chiacchiere ci sono state, ma senza sviluppi. Poi la Roma si è riaffacciata con forza successivamente, quando gliel’ho detto, i suoi occhi sono cambiati e ha fatto di tutto per venire a Roma. La sua volontà è fondamentale, io curo gli interessi del calciatore, ma li voglio vedere contenti. Inizia questo bel percorso, ieri già i primi allenamenti, deve andare avanti e puntare alle cose importanti. E’ già concentrato, vuole dimostrare e ripagare la fiducia”.

La Roma si è informata su chi è Soulè dentro e fuori dal campo?
“Sì certo, a Frosinone ha fatto tanti lavori specifici, era sempre presente, ha sempre lavorato tantissimo anche oltre le ore normali di allenamento. Il padre di Mati è innamorato del calcio, forse più di Mati. A Mar del Plata quando viveva da piccolino, quando si faceva la doccia, giocava con una palla piccola e stava un’ora sotto l’acqua. E’ un grandissimo professionista e la Roma gli ha mostrato fiducia “

De Rossi?
“E’ stato fondamentale per l’accordo. Daniele lo ha chiamato, è una persona importantissima, gli ha spiegato il progetto sportivo, lo ha coinvolto. Poi la proprietà ha fatto uno sforzo incredibile, i Friedkin sono una proprietà straordinaria, umile, sempre disponibile con un progetto ambizioso e di una serietà incredibile. Il tifoso vuole vincere è normale e quindi si perde qualche sfumatura, ma per vincere serve un percorso lungo e serio. Sono sicuro che con una società così le vittorie arriveranno, sanno quanto pesi la squadra a Roma, perchè è la storia del calcio”

Dybala-Soulè?
“Paulo è molto felice, lo ha chiamato, è stato a disposizione sin da subito con Mati, anche gli altri, se lo stanno coccolando. L’esperienza è meravigliosa.

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Interviste

Soulè: “Roma per me è un sogno. Voluto fortemente dai Friedkin. Ringrazio i tifosi. Convinto dal gioco di De Rossi”

Matias Soulè ha rilasciato la sua prima intervista ufficiale ai microfoni della Roma:

Benvenuto alla Roma, Matias Soulé. Quali sono le tue prime impressioni in giallorosso? Sono veramente contento. Ringrazio la famiglia Friedkin, che mi ha portato qua, ha fatto di tutto per portarmi. È un sogno per me essere qua. Mi hanno voluto, come anche io ho voluto essere qui. Ringrazio poi la mia famiglia, è stata sempre vicino a me, la mia ragazza, tutti quelli che lavorano con me. Non vedo l’ora di cominciare”.

Ti ha sorpreso tutto l’entusiasmo che hai visto e ricevuto all’arrivo a Fiumicino? “È stato bellissimo, non me l’aspettavo. Sapevo che c’era un po’ di gente, però non così. Non me lo sarei mai immaginato in vita mia”.

È diventata virale una tua foto di un po’ di tempo fa con Paredes e Dybala. Ti chiedo, li hai sentiti? Cosa ti hanno detto? “Sì, li ho sentiti. Appena sono circolate le prime indiscrezioni che potevo venire, mi hanno parlato di tutto di qua. Di come si stava bene, anche io gli ho chiesto di tutto. Ogni giorno parlavamo di più, sempre di più con Paulo, e lui mi diceva: “Dai, ti aspetto qua. Ho il posto libero per te…”.

Le grandi attese sono anche grandi responsabilità: come vivi questo tipo di approccio? “Io, per fortuna, bene. Se sono più apprezzato, mi piace di più. Dovrò dimostrarlo in campo, ripagare la fiducia, anche dei tifosi che mi aspettavano ieri”.

Già 51 presenze in Serie A, quanto ti è stata utile l’esperienza fatta l’anno passata? “Veramente mi è servito tutto, ho imparato di tutto con mister Difra (Di Francesco, ndr), ringrazio il mister e Guido Angelozzi (ds del Frosinone, ndr). Senza di loro non sarei arrivato qua, non avrei avuto possibilità di giocare, mi hanno dato la fiducia dal primo giorno”.

Come ruolo, da giocatore offensivo, dove ti trovi più a tuo agio? “A destra, sottopunta, anche la mezzala, sono un giocatore che può fare diversi ruoli”.

Il gioco di De Rossi può esaltare un calciatore tecnico come te?
“Sì, ho valutato tutto prima di venire qui. Vedevo l’anno scorso la squadra come giocava, come l’ha cambiata da quando è arrivato. È stato veramente incredibile. Allenarmi con lui, che ha giocato anche in Argentina, che parla un po’ di argentino e capisce bene tutte le cose, veramente mi servirà tanto”.

Quando hai capito che saresti venuto alla Roma e quando hai detto sì alla Roma?
“Ci sono stati dei giorni che speravo arrivassero subito. Il mister, la società, quello che volevo di più era restare qua in Italia e venire alla Roma”.

Hai scelto il numero 18, che è un numero importante, qui è stato il primo numero di un altro argentino: Gabriel Batistuta. Una responsabilità in più?
“Sì, ho visto. Mi hanno mandato un messaggio, mi hanno detto che ce l’aveva lui. Io ho scelto questa perché era libera ed è lo stesso numero che ho avuto la scorsa stagione a Frosinone, era il numero di mia nonna”.

Hai condiviso molte foto della città di Roma. Che cosa significa per te vivere qui oggi?
“L’ho conosciuta lo scorso anno. Ero a Frosinone, vicino, ho amato tanto di questa città. Almeno una volta a settimana venivo sempre, adesso vivere qua sarà bellissimo. È una città che mi piace molto”.

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Roma, Soulè ora è ufficiale: ha scelto il 18. L’abbraccio con Dybala – FOTO

Matias Soulè è un nuovo calciatore della Roma. L’argentino ha firmato un contratto quinquennale con i giallorossi e già da oggi è a disposizione di De Rossi. Indosserà la maglia numero 18.

La nota ufficiale del club: “L’AS Roma è lieta di dare il benvenuto nella famiglia giallorossa a Matias Soulé. Argentino di Mar del Plata – classe 2003 – il talento proveniente dalla Juventus andrà a rinforzare il parco dei giocatori offensivi.

Mancino, di ruolo esterno, Soulé nell’ultimo campionato di Serie A ha realizzato 11 gol in 36 presenze. In generale, vanta già 51 partite nel massimo campionato italiano, contando anche l’esperienza in bianconero.

Con la nazionale del suo paese, invece, ha preso parte al Mondiale Under 20 svolto proprio in Argentina nel 2023.

In giallorosso indosserà il numero 18. Una maglia non banale, che nel 2000-01 – annata del terzo scudetto – appartenne ad un altro argentino senza particolare bisogno di presentazioni, Gabriel Omar Batistuta. E fino al 2006 fu di Antonio Cassano, fantasista imprevedibile con capacità balistica e di dribbling.

 
 
 
 
 
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Sul suo profilo Instagram, Dybala, ha pubblicato poco fa una foto dentro lo spogliatoio al fianco di Matias Soulè.

“Benvenuto fratello”, questa la didascalia allegata. L’argentino si spoglierà accanto alla Joya. Confermato il numero 18.