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Rosi a RS: “Brava la Roma a tenere Gasperini che è uno dei migliori allenatori in Italia”

Aleandro Rosi, ex terzino della Roma, allenato a Genova da Gasperini, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.

Tanti tuoi ex compagni sono diventati allenatori…

Aquilani ha cominciato prima di De Rossi, su per giù insieme Chivu. Aberto ormai è un veterano sono tanti anni che allena, se Commisso fosse rimasto presidente della Fiorentina probabilmente avrebbe allenato la prima squadra: diventerà tra i migliori allenatori in italiani.

Verona-Roma? Non alimentiamo fuoco, meno si parla meglio è (ride ndr). La partita è fondamentale, il mister e il popolo romano lo sanno: andranno al Bentegodi con la mentalità giusta per portare a casa i 3 punti. Sarebbe straordinario al primo anno.

Gasperini? La società è rimasta sui suoi passi anche dopo un momento di burrasca. Ci vuole tempo, basta guardare l’Arsenal di Arteta che dopo diverse stagioni in cui non ha vinto nulla ora ha portato lo scudetto a Londra. La Roma è stata brava a tenere il mister, il 4° posto sarebbe un’ottima base di partenza per lavorare in maniera più serena: entrano più soldi e c’è la possibilità di convincere calciatori più forti. Bisogna prendere come esempio queste realtà fuori dall’Italia in cui si dà continuità all’allenatore.

Malen? Lui è un attaccante svelto, veloce e completo. In Premier League, comunque, era una riserva in una squadra di media-alta classifica. Bisogna valutare tutte le situazioni, in Italia è fortissimo e insieme a Lautaro è uno dei migliori.

Priorità sul mercato? Sicuramente sugli esterni. Servono giocatori che saltano l’uomo: negli anni Gomez, Lookman con Gasperini hanno fatto la differenza, per cui, partirei da qui. Poi se va Koné c’è da fare qualcosa a centrocampo. Gasperini nel primo anno ha tastato il terreno senza poter incidere come voleva nella prossima stagione non ci saranno vie di mezzo. È una bravissima persona che crede tanto nel lavoro ed è molto fedele ai suoi principi.

Rosi ha concluso sul rapporto che si è creato tra Gasperini e i tifosi della Roma.

Non è facilissimo entrare nel cuore dei tifosi della Roma perché si passa da essere i migliori ai peggiori in poco tempo. Mi fa tanto piacere che Gasperini sia riuscito a instaurare un rapporto importante con il tifo giallorosso, ha il fuoco di un giovanissimo: è uno dei migliori allenatori più forti in Italia.

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Gasperini: “Derby? Abbiamo più motivazioni della Lazio. La presenza di Ryan è fondamentale”

Gian Piero Gasperini, alla vigilia di Roma-Lazio, ha parlato in conferenza stampa. Di seguito le dichiarazioni del tecnico giallorosso.

Che opinione si è fatto sul caos calendari?

“Ma, allora, è chiaro che noi siamo così motivati, così dentro a questa rincorsa, a questa possibilità di giocare per il quarto posto, che se siamo quelli meno accreditati a rispondere, perché avremmo giocato in qualunque ora e in qualunque giorno. Però, effettivamente, insomma, non è stato un esempio di grande programmazione. Soprattutto dispiace per i tifosi, dispiace per anche quelli delle altre città, perché bene o male qui abbiamo un derby, però le altre città si devono spostare delle tifoserie, si devono muovere, quindi questo ha creato, anche per le squadre stesse che devono spostarsi, sicuramente un disagio. Il fatto di giocare cinque partite contemporaneamente, questo lo trovo molto bello, anche emozionante un po’ per tutti. Che poi se arrivi a giocare a mezzogiorno della domenica forse non è il massimo”.

Dove sta l’insidia in partite del genere?

“L’insidia è comunque che la Lazio è comunque un’ottima squadra. È chiaro che loro in questo momento hanno finito la stagione, l’unica motivazione forte è quella di cercare di impedire alla Roma di raggiungere il massimo del traguardo. Noi abbiamo motivazioni molto più vere, molto più forti, molto più legate al risultato, però questo non toglie la difficoltà della gara perché un derby è sempre difficile da giocare per tutti e perché, come ho detto, credo che comunque la Lazio sia un’ottima squadra”.

Quanto è fiducioso sul rinnovo di Dybala?

“Intanto, è importante che entrambe le parti, sia la proprietà sia il giocatore, abbiano questa idea. Io la trovo molto positiva e quando c’è la volontà da entrambe le parti poi dopo si può trovare la soluzione”.

Si sente al centro del progetto Roma nella visione della Roma del futuro?

“Al centro del progetto Roma c’è la Società, in assoluto, perché è un progetto molto più ampio, è molto più completo, a partire dallo stadio, a partire dal futuro, dalla continuità che può dare questa Società, non solo negli investimenti, ma anche soprattutto nella programmazione. Io mi occupo della parte tecnica e quindi ho le mie responsabilità, sono limitate a quelle della costruzione migliore possibile di questa squadra, di cercare di renderla più soddisfacente possibile per la società e per i tifosi, e cercare di raggiungere il meglio del traguardo possibile e di migliorarla il più possibile. Quindi il mio ruolo è questo”.

Quanto è importante la presenza della società?

“La presenza è fondamentale perché quando c’è la presenza della Proprietà, tutto quanto funziona meglio. C’è meno gente che riporta le cose, c’è molta più possibilità di avere dei rapporti diretti senza intermediari che anche involontariamente o volontariamente cambiano un po’ le opinioni. Poi quello che ritengo fondamentale è che con la proprietà le decisioni sono veramente veloci e la possibilità, io quello che spero, mi auguro veramente che Ryan (Friedkin, ndr) in questi giorni, come è già successo, riesca ad avere anche, oltre che la velocità magari con gli agenti dei giocatori, magari per quelle che possono essere le trattative, ma anche un rapporto di conoscenza con questa squadra, con questi giocatori che per questa Proprietà e per questa Società stanno veramente dando il massimo. Indipendentemente da quello che poi sarà il futuro di un giocatore o di un altro, però la conoscenza diretta è importante sia per la proprietà sia per il calciatore stesso. È qualcosa che comunque lega, accomuna e che dà ancora un valore maggiore perché si vive anche di questi valori. Quello che rappresentano anche certi giocatori del passato è un qualcosa che le Società di calcio si portano dietro e che trasmettono. E che la Proprietà presente qui può assaporare ancora meglio e può legarla ancora di più”.

Crede che voi allenatori dobbiate in qualche modo far sentire la vostra voce come ha anche fatto Sarri?

“No, io penso che il calcio sia bello invece giocarlo dai, adesso poi al di là, insomma anche Sarri aveva anche le sue motivazioni giustificate, però il calcio poi è bello quando si gioca, quando c’è lo stadio pieno e quando si giocano le partite. Togliamo un po’ di, un po’ di pressioni negative, incominciamo a divertirci un po’ anche nelle partite per quanto almeno soprattutto noi per quanto ci riguarda ci giochiamo molto, no? Però torniamo sempre al fatto che lo stadio pieno e la partita di calcio deve essere uno spettacolo. Questo molto spesso, cioè anche quando trovi lo stadio pieno come anche è lo spettacolo a volte più bello della partita, cerchiamo anche magari di far diventare le partite piacevoli per la gente”.

Lei crede negli uomini derby? A questo proposito, come sta Pellegrini?

“È una considerazione perché, sì, ci credo che alcuni giocatori, ma in tutte le squadre che sono nati e cresciuti in una squadra di appartenenza, devono giocare dei derby, li sentono in modo particolare diverso, che ad esempio magari un giocatore che al primo anno arriva, magari da fuori, e che ha meno percezione di quello che è, soprattutto il contorno, la gente, di quanto emozione partecipa ad un derby. Sì, effettivamente, emotivamente ci sono dei giocatori che sentono molto di più. Questo a volte li porta a emotivamente non fare delle buone prestazioni, altre volte li porta ad esaltarsi. Sicuramente Pellegrini tra quelli che nei derby è stato determinante spesso. Come sta? Lorenzo arriva purtroppo da un infortunio, si è allenato tutta la settimana, oggi valutiamo, però è chiaro che se lui è a posto e sta bene, o dall’inizio o a gara in corso, è un giocatore sul quale faccio molto affidamento”.

I tifosi della Lazio non entreranno, dentro lo stadio ne sono attesi circa mille. Volevo capire questa cosa qui e lei come si approccia, se questa cosa qui in qualche modo influenzerà anche la partita.

“Noi in questo momento giochiamo contro noi stessi, poi domani c’è la Lazio, ho già detto un’ottima squadra, potrebbe essere un’altra squadra. Noi abbiamo un traguardo da poter raggiungere, che fino a qualche tempo fa sembrava molto più difficile e quindi la concentrazione nostra domani è in campo e su quello dobbiamo ragionare perché sappiamo che vincere domani sarebbe importante. E quindi dobbiamo avere forte questa attenzione alla gara, a giocare la partita, sappiamo che è un derby, ma noi per noi è una partita veramente da cercare di vincere per raggiungere il massimo”.

Lei un paio di settimane fa ha detto, se si seguiranno le mie idee, bene, altrimenti meglio cercare qualcos’altro. Ecco, in questi confronti diretti che ha avuto in questi giorni, ha la sensazione che le sue idee verranno seguite, come sperava?

“La Società è qua, è presente, sta facendo molto e chiaramente adesso siamo nel momento del campionato, ci sono due giornate, ci arriviamo avendo la certezza dell’Europa League e questo è comunque un bel traguardo. Abbiamo lasciato dietro squadre importanti come il Bologna che ha fatto la Champions, come l’Atalanta che ha fatto la Champions, come la Lazio stessa. Siamo ancora lì a giocarcela, siamo a pari punti col Milan, a un punto dalla Juventus, tre punti dal Napoli, a due giornate alla fine, quindi abbiamo anche, se vogliamo, insomma la considerazione che abbiamo fatto, che abbiamo già raggiunto un bel traguardo, però direi che questo non ci deve togliere fame, non ci deve togliere la voglia di provare a fare ancora di più in queste due giornate”.

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Calciomercato

Rinnovo Dybala, in giornata incontro tra il club e l’agente: la situazione

Il futuro di Paulo Dybala è tutto da decidere. La stella argentina spera di rimanere alla Roma, dato che ha il contratto in scadenza il 30 giugno, ma il club ancora non si è mosso in maniera concreta per un’eventuale permanenza nella Capitale. Come riporta Gianluca Di Marzio, però, dopo che Gian Piero Gasperini è sceso in campo in prima persona per confermare lo zoccolo duro della squadra oggi ci sarà un nuovo incontro tra l’agente dell’ex Juventus, Carlos Novel, e la dirigenza giallorossa.

Per il momento, non si sta trattando dei termini del nuovo contratto, ma sarà il secondo incontro in pochi giorni dopo quello dello scorso martedì. Intanto, l’attaccante argentino si prepara per il derby.

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Derby, la Roma si schiera con i tifosi: “Lavoriamo per giocare di domenica” (COMUNICATO)

La Curva Sud ha fatto sapere che se il derby della Capitale si giocherà lunedì alle 20:45 non si presenterà allo stadio Olimpico. In attesa della nota ufficiale del TAR, la Roma ha comunicato che sta lavorando incessantemente in ogni sede opportuna, affinché la gara possa essere disputata domenica. Di seguito la nota della società giallorossa.

L’AS Roma – pur nel doveroso rispetto delle decisioni che verranno prese dalle Istituzioni competenti e preposte per legge – comprende pienamente il legittimo disappunto espresso dai propri tifosi in queste ore.
Sappiamo bene quanto sacrificio, passione e organizzazione personale comporti seguire la squadra per gli abbonati, ma anche e soprattutto e per chi vive lo Stadio come momento integrante della propria vita. Per questo motivo il Club sta lavorando incessantemente in ogni sede opportuna, affinché la gara possa essere disputata domenica, nella convinzione che debbano essere tutelati i diritti di ogni cittadino, tifoso e abbonato giallorosso.

La Roma ha sempre riconosciuto nel proprio pubblico un patrimonio unico di appartenenza, responsabilità ed amore per questi colori. È proprio nei momenti più complessi e difficili che il senso di appartenenza, che da sempre lega squadra e tifosi, assume un valore ancora più profondo.

Qualunque sarà la decisione finale, il Club continuerà a difendere strenuamente la passione dei propri sostenitori, con rispetto e determinazione, certo della maturità e dell’attaccamento che il popolo romanista ha sempre dimostrato e che è e sarà sempre motivo di orgoglio unico per tutta la AS Roma.

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Esclusiva RS – Scarchilli: “Malen? Mi ha sorpreso il ruolo, lo cercammo quando Mou voleva un esterno”

Alessio Scarchilli, ex calciatore della Roma e per anni collaboratore della società in diversi settori, dal reparto media allo scouting, è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.

Luis Enrique? Ho avuto la fortuna di lavorarci insieme, di conoscerne la bontà calcistica e umana. Purtroppo a Roma non siamo stati bravi a tenercelo, avrebbe potuto impostare un ottimo lavoro poi ci sono i momenti e tante condizioni che possono cambiare gli equilibri.

Corsa Champions? La Roma è stata brava a sfruttare l’ultimo turno favorevole battendo la Fiorentina e archiviando la gara dopo pochi minuti. L’obiettivo è fare 9 punti e sperare che le avversarie cadano ancora. Per la squadra di Gasperini è importante non avere rimpianti e fare il massimo.

Malen? Il ruolo in cui sta giocando mi ha sorpreso. Noi addetti ai lavori lo conoscevamo più come esterno che come centravanti. In passato, quando ero alla Roma e lui voleva andare via dal Borussia Dortmund, non riuscimmo a prenderlo. Mourinho cercava un attaccante esterno ma non ci furono le condizioni. Sul potenziale non ci sono dubbi, è un calciatore che sa fare tutto: lega il gioco e fa gol.

Wesley? L’ho visto nell’Under 17 del Flamengo e ai tempi si poteva prendere con molto meno potendo quindi pensare a una plusvalenza maggiore in ottica futura. Da direttore si cerca di spendere il minimo e ottenere il massimo.

La Roma è in ritardo sulla programmazione? Sappiamo che si lavora in anticipo, io non sono all’interno, quello che vedo da fuori è che il disguido tra Gasperini, Ranieri e Massara, non aiuta certo la programmazione in vista della prossima stagione. Ho avuto un’educazione sportiva in cui l’allenatore sceglie il ds che deve supportarlo soddisfacendo le sue richieste, nei limiti, facendo un lavoro anche per il club creando del valore. La Roma potrebbe trovarsi in ritardo, fare la Champions però cambia le prospettive di tutti i club coinvolti nella corsa all’Europa.

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Gasperini: “Koné e Dybala disponibili. La presenza dei Friedkin è un segnale per il futuro”

Gian Piero Gasperini, alla vigilia di Roma-Fiorentina, ha parlato in conferenza stampa. Di seguito le dichiarazioni del tecnico giallorosso.

Come stanno Koné e Dybala in vista della Fiorentina? E quanto è importante la presenza della Proprietà per la programmazione?

“Koné è recuperato, Dybala aveva già recuperato la scorsa settimana e ha fatto uno spezzone in partita. In questi giorni è andata anche meglio, quindi sono disponibili entrambi per domani. La presenza di Corbin Friedkin è sicuramente un segnale: la proprietà comincia a muoversi non solo per il finale di campionato, che è la priorità adesso, ma anche in prospettiva futura”.

Questa stagione è stata di transizione? E quando si inizierà a costruire il futuro?

“In questo momento ci sono due binari. Uno è quello della stagione, che è ancora viva e molto attiva. Domani sera giochiamo una partita molto importante contro la Fiorentina, una squadra che arriva da una striscia positiva, credo di sette risultati utili, e che si è tirata fuori da una situazione di classifica difficile. È una squadra di valore, che magari ha avuto delle difficoltà ma resta competitiva. Noi siamo assolutamente concentrati su questa gara, perché a quattro giornate dalla fine siamo ancora dentro. Dobbiamo anche guardare i risultati delle altre, ma la classifica la conosciamo tutti e l’attenzione deve restare su questo finale. Il comportamento della squadra è stato eccezionale fin dall’inizio e vogliamo continuare così nelle ultime quattro partite, che saranno tutte importanti, con anche il derby in mezzo. Poi è chiaro che si parlerà del futuro, ma questo non è il momento. Non per evitare il discorso, ma perché siamo ancora pienamente dentro la stagione. Quando sarà il momento, cercherò di essere il più chiaro possibile, anche nei confronti dei tifosi, che giustamente vogliono capire quali saranno i programmi”.

La Roma è in ritardo sulla programmazione rispetto alle altre squadre?

“È chiaro che in queste settimane c’è stato uno sviluppo particolare e bisogna dare atto alla Società che probabilmente ha accusato una grossa delusione che non si aspettava, dovendo poi prendere una strada diversa rispetto a quella immaginata inizialmente. Non credo però che le altre squadre abbiano già fatto tutto in questo momento. Anche chi parte un po’ dopo può comunque rientrare nei tempi. È chiaro che la proprietà dovrà avere il tempo e la chiarezza necessari per affrontare le scelte, ma ha anche le capacità e le possibilità per farlo nel modo migliore”.

È possibile ricucire il rapporto con Massara e continuare insieme? Sullo scudetto della Femminile.

“In questo momento torno alla partita con la Fiorentina. Come ho detto, ci sono due binari: uno riguarda la stagione attuale, e quindi una gara molto importante come quella di domani. Per il resto, ci sarà tempo per parlarne nei modi e nei momenti giusti. Sarà soprattutto la società a esprimersi su questi aspetti. Un binario è visibile ed è quello del campo, l’altro richiede tempo perché riguarda la prossima stagione. Non è il caso adesso di entrare nei dettagli, anche se poi sarà necessario fare chiarezza su quello che si vorrà costruire. Lo scudetto della Femminile è stato bello, fantastico. Dobbiamo prendere esempio da loro: magari lo Scudetto per noi è ancora lontano, ma l’obiettivo deve essere quello di diventare una squadra brava e competitiva come la loro. Complimenti”.

Ha avuto modo di confrontarsi con la Proprietà per il futuro? È previsto un incontro?

“Dovrebbe essere così, mi auguro che sia così. In questo momento però l’attenzione resta sulle partite e sul campionato, ed è giusto che sia così. Quando sarà il momento di parlare del futuro, lo faremo. Sembra che ci si stia avvicinando a quel momento, ma quando accadrà dovrà essere tutto il più chiaro e trasparente possibile”.

Che idea si è fatto del livello della Champions League, dopo la partita tra PSG e Bayern Monaco, e quanto è distante il calcio italiano?

“Mi sono divertito molto, è stata una partita che mi è piaciuta. Poi è chiaro che si possono vedere anche gli errori, che sicuramente ci sono, ma si possono osservare anche i tanti gesti tecnici di grande qualità fatti dai giocatori. Dipende sempre da cosa si vuole guardare. Personalmente l’ho trovata molto piacevole e credo che chiunque l’abbia vista l’abbia apprezzata. Per quanto riguarda le squadre italiane, non stiamo vivendo un grande momento nelle coppe, probabilmente uno dei peggiori degli ultimi anni. Questo però deve essere uno stimolo a reagire, non ad abbattersi. Se la Nazionale e i club fanno fatica anche contro avversari non solo di primissimo livello, significa che qualcosa va rivisto e che probabilmente bisogna cambiare qualcosa nel modo di lavorare. Una delle cose diverse è come si costruisca una squadra, probabilmente, no? Può essere anche quello un segnale che possiamo pensarci un attimo. Beh, insomma, è difficile, è chiaro che è abbinato, tu puoi vedere delle giocate straordinarie, dei gol straordinari, come abbiamo visto, sono parallele alla qualità dei giocatori, difficile diversamente, però insomma, lì siamo veramente al top del calcio mondiale. Poi però, insomma, c’è anche tutte altre gerarchie che si possono rincorrere”.

Come valuta il rendimento dei giocatori in scadenza e quanto incidono nel finale di stagione?

“Questa è stata una stagione particolare, con tanti giocatori in scadenza e diversi in prestito. Non era facile, in queste condizioni, arrivare a quattro giornate dalla fine con una partecipazione così forte, restando competitivi e ancora in corsa. Era una situazione rischiosa. Di questo devo dare grande merito ai giocatori, che hanno mostrato una professionalità e un attaccamento straordinari. La risposta vista a Bologna, per esempio, è significativa. Posso solo ringraziare questi ragazzi, che con le prestazioni hanno dimostrato di essere dalla parte della squadra, della Roma, con l’obiettivo di ottenere il massimo possibile. Questo va riconosciuto, perché non esistono solo i valori tecnici o atletici: ci sono anche valori morali molto forti, che sono fondamentali in una squadra di calcio. Questa è la base su cui costruire. Poi, se riesci ad aggiungere anche giocatori di alto livello per alzare ulteriormente la qualità, allora hai fatto davvero centro”.

La Roma fatica nei finali di partita: è un problema fisico o di caratteristiche?

“Se guardiamo quei numeri, probabilmente in altri siamo molto avanti. Il fatto di essere quinti in classifica lo dimostra: significa che in diversi aspetti la squadra sta facendo bene. È vero però che nei finali di gara spesso non siamo riusciti a ottenere punti che magari altre squadre, anche dirette concorrenti, hanno portato a casa in quelle situazioni. Questo è un aspetto da tenere in considerazione e su cui bisogna lavorare per migliorare”.

Wesley è ormai un esterno sinistro o può tornare a destra?

“È un giocatore che ha avuto un’evoluzione importante. Sa giocare sia a destra sia a sinistra, anche se naturalmente è un destro. Questo rafforza un concetto: quando hai giocatori forti, li metti in campo e poi trovi la posizione più adatta. Dipende anche dalle situazioni. In questo periodo avevamo a disposizione Celik, mentre Angelino praticamente non lo abbiamo mai avuto e questa è stata una perdita importante. Wesley resta un giocatore di valore e questa è la cosa principale”.

È soddisfatto dei progressi individuali della squadra? E vede margini di ulteriore crescita?

“Tutti possono avere margine, non solo i più giovani. È chiaro che chi ha fatto meno campionati può sembrare avere più possibilità di crescita, ma in realtà si può migliorare a qualsiasi età, acquisendo sempre qualcosa in più. Sì, sono soddisfatto. Tutti hanno lavorato bene finora, nessuno è stato trascurato. Tutti hanno avuto l’opportunità di giocare più volte e di dare il proprio contributo, anche chi ha trovato meno spazio. Il comportamento della squadra, sia in allenamento che in partita, è stato sempre impeccabile: non ci sono stati problemi o casi. Sono stati tutti molto professionali, esemplari, e di questo posso solo ringraziarli. Il fatto che siamo ancora qui a giocarci tutto a poche giornate dalla fine è merito loro”.

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Gasperini: “So come alzare il livello della Roma. Se ho delle responsabilità tecniche è giusto che io venga accontentato”

Gian Piero Gasperini, in conferenza stampa, ha commentato la vittoria contro il Bologna (0-2) grazie ai gol di Malen ed El Ayanoui. Il tecnico di Grugliasco sul primo tempo e i singoli, da Malen a Pisilli: “Primo tempo molto bene anche dal punto di vista difensivo. Poi uno come Malen migliora la qualità del gioco, ma anche la presenza di Soulé. Pisilli ha dimostrato la sua duttilità. Nel secondo tempo abbiamo accusato la fatica, forse perché era la prima volta che giocavamo di pomeriggio”.

Il tecnico giallorosso ha dichiarato di non aver mai avuto dubbi su Malen: “Difficile aspettarsi i numeri. Sapevo fosse un giocatore ideale e non c’era nessun dubbio neanche sul ruolo. Lo conoscevo già e lo avevo visto nell’amichevole ad agosto, è meglio vedere i giocatori dal vivo. Ero convinto che facesse al caso nostro”.

L’allenatore di Grugliasco ha elogiato El Aynaoui autore del gol dello 0-2: “Ha fatto un’ottima gara. Nel mese di novembre aveva fatto bene poi è andato in Coppa d’Africa ed è arrivato fino in finale e l’ha pagata a livello fisico ed emotivo. Ci è voluto un po’ di tempo ma ho sempre detto che è un ragazzo sano. Ha sempre lavorato con tranquillità e ha fatto un’ottima partita”.

Gian Piero Gasperini ha parlato degli infortuni avuti in stagione: “Speriamo di recuperare Koné, quando arrivi al finale del campionato le ammonizioni si accumulano ed è normale. Abbiamo avuto delle assenze prolungate di giocatori importanti. Wesley, Soulé, Dybala e Koné sono giocatori forti. Non sono mancati solamente per una partita, Dybala non giocava dal 25 gennaio, Soulé è stato fuori per 40 giorni, altri non li abbiamo più visti. Non è la normalità. Wesley è stato anche sfortunato con l’espulsione a Como e non c’era col Lecce poi si è mezzo infortunato in Brasile”

Il tecnico giallorosso ha elogiato l’atteggiamento dei calciatori durante la stagione: “La squadra non ha mai mollato ed ha sempre giocato ottime partite anche con Atalanta e Juve. Abbiamo pagato quella doppia trasferta di Genoa e Como, non c’è stata tanta fortuna. Quello di Wesley era un infortunio minimo. Il problema sono stati gli altri che non erano muscolari come Ferguson, Angeliño, Soulé e Dybala”.

Gasperini sul mercato in vista dell’estate: “Ne parleremo la prossima stagione. Le dinamiche di mercato non sono facili ma io ho delle idee su come alzare il livello della Roma e la forza. Se ho delle responsabilità tecniche è giusto che io venga accontentato”.

Il tecnico giallorosso ha concluso con un pensiero rispondendo a una domanda legata ad ambizioni diverse in cado di arrivo in estate di Malen: “Difficile fare questi paragoni. Sarei stato contento di non aver infortuni lunghi ma non siamo mica morti (ride, ndc). Mancano ancora quattro partite. Aspettiamo fine maggio”.

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Gasperini: “La società è potente, la ringrazio per la fiducia. Dobbiamo credere di poter vincere ogni partita”

Gian Piero Gasperini, al termine di Bologna-Roma (0-2), ha parlato ai microfoni di DAZN. Di seguito le sue dichiarazioni.

“Dobbiamo credere di poter vincere ogni partita. Siamo nella condizione di fare un primo tempo come oggi, nel secondo abbiamo fatto un po’ di fatica. Dobbiamo migliorare in questo per la prossima gara”.

Il tecnico giallorosso sulla squadra che non ha mai sbagliato atteggiamento: “Non è stato difficile sono tutti ragazzi che si allenano bene dall’inizio dell’anno che mi hanno sempre seguito. Sono mesi che li ringrazio, hanno voglia di fare prestazioni come quella di oggi. Quando abbiamo la possibilità di recuperare qualche calciatore in più siamo più competitivi”.

Gian Piero Gasperini ha fatto i complimenti alla squadra e Malen autore di una grande prestazione: “Sì la settimana fuori di Trigoria era movimentata ma dentro come tutto l’anno no. Malen ha alzato il livello del gioco, purtroppo abbiamo avuto le assenze di Soulé e Dybala. Quello che non siamo riusciti ad avere nel girone di ritorno per un periodo cercheremo di recuperarlo nelle ultime partite”.

Il tecnico di Grugliasco ha elogiato la prestazione di El Ayanoui: ”Lui ha fatto molto bene il girone d’andata fino a dicembre poi è andato in coppa d’Africa. Sicuramente questa competizione con il Marocco, che è arrivato in finale e le polemiche, l’ha pagata. Ho sempre detto che è un ragazzo sano e positivo. L’abbiamo aspettato più a lungo per le energie spese in coppa. Oggi ha fatto veramente una bella gara”.

L’allenatore giallorosso ha concluso sottolineando la fiducia che il club ha riposto in lui: “Al centro della Roma ci sono i tifosi e la società. Io sono un professionista e mi occuperò della parte tecnica e lì mi prendo delle responsabilità. Ringrazio la società che dal primo giorno mi ha sempre dimostrato grande fiducia e voglia di lavorare per la Roma. Io mi devo preoccupare di questo e non di altre cose. Questa è una società potente che potrà fare grandi cose, spero di dare il mio contributo sul piano tecnico”.

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Gasperini: “Mai mancata la fiducia della società. Ranieri? Non partecipo a questa macchina del fango. Con Massara poco feeling tecnico”

Gian Piero Gasperini, alla vigilia di Bologna-Roma, ha parlato in conferenza stampa. Di seguito le sue dichiarazioni.

Quali sono le sue considerazioni sul comunicato della Roma riguardo la fine del rapporto con Claudio Ranieri e il suo ruolo come nuovo allenatore?

“Evidenzio due cose. La prima è che la fiducia da parte della società non mi è mai mancata. Fin dal primo giorno, fin dal nostro primo incontro, ho sempre sentito il loro sostegno e la loro fiducia. Questo è fondamentale per lavorare al meglio. La seconda cosa che mi sembra molto importante nel comunicato è che la Roma è davanti a tutto. Queste sono le due linee”.

C’è qualcosa delle parole di Ranieri nei giorni passati che l’ha più toccata, magari più ferita, qualcosa che l’ha lasciata più dispiaciuta?

“No, dispiaciuto no, non ho mai avuto questa sensazione di questa situazione molto dura, molto forte, ma non c’era mai stata una cosa del genere, assolutamente, né in altri incontri né personalmente. Questa sicuramente è l’unica cosa, mi ha sorpreso molto”.

Lei in passato ha detto che dentro Trigoria bisogna crescere e migliorare. Si aspetta un salto di qualità da questo punto di vista?

“Da che punto di vista? Io non ho fatto nulla. La situazione è successa come è successa, ma non l’ho fatta io. Non mi mettere sullo stesso piano, non ho fatto nessuna situazione contro nessuno, contro nessuno”.

La mia domanda era diversa, però: qualche mese fa, lei ha detto che dentro Trigoria bisognava crescere. Cosa si aspetta da questo punto di vista?

“Ho detto “Dentro Trigoria” perché Trigoria è il centro dove si fa calcio, dove si deve fare calcio, e dove spero si faccia calcio. Io cerco solamente di fare calcio. Tutte le altre questioni, io sono fuori e non le affronto, non ne parlo. L’unico obiettivo per me è fare calcio qua dentro, stop. Tutto il resto delle altre componenti mi sembra a un livello superiore. Mi riferisco alla presenza di uno stadio sempre pieno di tifosi, alla città che ci segue, ma anche a voi che seguite con passione.

Però vorrei che anche voi finalmente tornaste a parlare di calcio. Io di altro non parlo, non so più come dirlo, e non voglio essere coinvolto in queste discussioni. Io sono stato tirato dentro, ma quello che voglio fare è parlare di calcio. Spero che anche voi, e tutta la gente, torniate a parlare di gioco, di squadre, di risultati, di giocatori, di quello che si può fare per dare soddisfazione a questa passione che c’è”.

Domani probabilmente tornerà a disposizione Dybala, può confermarcelo? C’è la possibilità di vederlo anche dall’inizio?

“Dall’inizio mi sembra molto difficile. Paulo ha ricominciato a lavorare questa settimana dopo oltre 80 giorni, quasi 90. Quindi, no, dall’inizio lo escludo. Per uno che rientra dopo così tanti mesi, non è facile partire subito. Speriamo, mi auguro, che possa entrare a gara in corso. Però ormai siamo sulla via, è più una questione di abitudine e fiducia, la sua nel giocare. Non è una questione di condizione, ma proprio di calciare, di tirare, di contrastare. È normale dopo essere stati fermi così tanto”.

Le prossime cinque partite, quelle che ci aspettano fino alla fine del campionato, orienteranno anche il futuro di Dybala?

“Intanto, orienteranno molto il finale di campionato della Roma. Il fatto di averlo a disposizione sicuramente ci dà maggiore valore, perché, come accennato prima, lui e Malen hanno giocato insieme solo una volta. Saremo tutti più soddisfatti e curiosi di vederli giocare insieme, magari anche con qualcun altro, non è detto, ma questa è la cosa più importante. Poi, parlare di futuro oggi è davvero difficile. Ci sono cinque partite e non sono poche.

A volte si tende già a parlare come se fossimo alla fine del campionato, ma cinque partite sono una bella striscia, sono 15 punti e sono tutti da giocare. In questo momento cerco di mantenere altissima la concentrazione della squadra sulla partita di domani e sulle prossime partite. Abbiamo un impegno che non possiamo sbagliare e dobbiamo affrontare tutte e cinque le gare con la massima determinazione e con la massima volontà di fare più punti possibili”.

Come si è arrivati al punto di una conferenza stampa di qualche mese fa con sorrisi insieme a Claudio Ranieri, a non nominarlo mai, fino a essere cacciato dalla Roma. Come si è arrivati a questo punto?

“Le vicende sono state quelle un po’ sotto gli occhi di tutti, fine. Non è una cosa che mi sento di commentare. Io sono stato fuori. Non partecipo a questa macchina del fango che giornalmente ormai è attivissima, gira a diecimila giri al giorno. Continuo a lavorare sulla squadra e a cercare di fare bene domani”.

In Italia è possibile per un allenatore assumere il ruolo di manager all’inglese? Ed eventualmente a lei piacerebbe questo ruolo?

“Io credo che più che mai ci sia bisogno di lavorare di squadra. Se chiediamo alla squadra di distinguersi per la capacità dei giocatori, di adattarsi a ruoli, di giocare insieme, di raggiungere i traguardi insieme, di lavorare insieme per i risultati e per il bene comune della squadra, più che mai, anche in sede di mercato, l’allenatore deve fare il suo ruolo, ma deve essere complementare con il direttore sportivo. Quando iniziano a esserci, oggi credo, rispetto al passato, situazioni che bisogna saper affrontare insieme, con le caratteristiche giuste.

Arrivo a pensare che il direttore sportivo e l’allenatore dovrebbero essere responsabili insieme, nel bene e nel male, dei risultati e della formazione di una squadra. Quindi quasi dovrebbero viaggiare in coppia. Molto spesso, soprattutto in passato, è successo che magari i direttori sportivi parlavano con l’allenatore, poi andavano a telefonare a un altro allenatore dietro e gli dicevano “attento, sei pronto”. E c’era un disguido incredibile, oppure che l’allenatore doveva essere quello che allenava la squadra e il direttore sportivo il dirigente che faceva il suo lavoro. Credo che oggi sia molto diverso. Anche con le proprietà, che devono essere coinvolte, perché i numeri sono veramente tanti e le decisioni sono molto importanti. La capacità di fare squadra è determinante. Bisogna capire le esigenze del mercato, le difficoltà che i direttori sportivi incontrano sul mercato, e i direttori sportivi devono capire le esigenze degli allenatori per costruire delle squadre e arrivare a ciò che chiedono, con l’obiettivo unico di migliorare la squadra”.

Con Massara siete complementari? Siete una coppia, visto che si parla anche della possibile uscita dell’attuale direttore sportivo?

“Questo io non lo so. Su Ricky posso dirvi che è una bravissima persona, posso dire che sotto l’aspetto tecnico non siamo riusciti ad avere un, come dire, un collante, un feeling, probabilmente, però sempre e solo riferiti alla squadra. Non c’è mai stato niente di personale, sempre solo riferiti a quelle che erano le richieste, magari per giocare un po’ diverso da quello che si poteva pensare, ma sempre richieste in questo senso professionali, mai personali. Il suo futuro? Questo lo decide la società, non sono io a decidere”.

Quest’anno le è mancato un po’ parlare di calcio?

“Sì, avrei voluto parlare molto di più di calcio, starei tutta la giornata a parlare di calcio. Quindi anche con voi: tante volte ci si ferma. Quando si parla di calcio, fa sempre piacere. È una deformazione ormai, però in quello è anche molto più piacevole, no? Ci si tolgono tanti veleni, tante cose. Io lo ritengo fondamentale, questo, confrontarsi continuamente. Ci si capisce, ci si conosce anche magari di più. Non sono interessato ad altre cose, a situazioni diverse. Io non devo mettere uomini, non devo mettere altre situazioni. Devo semplicemente parlare di calcio e confrontarmi per cercare di migliorare la squadra”.

La Champions League non è stato un obiettivo che le ha chiesto la proprietà, ma che ha fissato lei insieme alla squadra anche per un discorso di ambizione. Adesso però c’è una sorta di obiettivo minimo che la società le ha chiesto, che può essere l’Europa League, visto anche gli scenari in vista della Coppa Italia.

“No, non c’è, però pensiamo ancora. Guardiamo ancora avanti, poi quando non riusciremo più a guardare avanti ci accontenteremo di altre cose”.

Avete già iniziato a parlare con la proprietà della prossima stagione? E poi, sente che è arrivato il momento per la Roma di fare filotto?

“Farlo sarebbe buono. Se si vincesse, si è ancora in tempo probabilmente. Però è chiaro che man mano che passano le giornate i margini di errore diminuiscono, non si può sbagliare sotto questo aspetto. Sul resto no, perché siamo impegnati ancora in questo campionato e dobbiamo essere impegnati fino al 24 maggio e quindi però è anche vero che quando riterrà opportuno la società bisognerà poi pensare al futuro”.

Pensa che questo poco feeling tecnico con il ds abbia rallentato la crescita della squadra in questo primo anno, se l’ha rallentata?

“Io ho sempre rispetto per il lavoro. Non è che non fossi contento dell’operato del direttore sportivo, ho sempre lasciato grande libertà. Ho sempre detto: “L’hai visto? Io certi giocatori non li conosco; l’hai visti, ti piacciono, prendili”. Quindi non c’è mai stata una chiusura su nessuno. Ho sempre cercato di vedere le mie caratteristiche, ma questa è una cosa che sapete da luglio-agosto. Ho detto, da quando sono arrivato il primo giorno: “Rinforziamoci davanti, che questa è una squadra forte”. Non mi sembra una richiesta straordinaria, mi sembra abbastanza comune per un allenatore nuovo, appena arrivato, che magari ha un modo diverso di giocare e che fa una richiesta del genere.

Su tutto il resto non ho mai messo veti o cose simili, assolutamente. Quando si dice condivisi, sì, ma non era una cosa così importante, o meglio, lo era, ma ero in grado di dire: “Se l’hai visto, ti piace, prendilo”. Non ho mai negato a nessuno il suo lavoro. Su quello ho sempre cercato di insistere, perché ritenevo che questa squadra fosse in una bella situazione, se riuscivamo a completare il reparto. Poi non è che non sia stato fatto, ma lì era il punto focale della mia richiesta. È così difficile da capire, così complicato, che può creare tutta questa situazione?”.

Per quanto riguarda la fase difensiva, aveva parlato di errori grossolani e anomalie: è passato un mese, è riuscito a capire se effettivamente è migliorato qualcosa o se nella partita contro l’Atalanta ha visto più o meno le stesse lacune?

“No, la squadra è stata straordinaria, si è vista nel complesso del campionato. Poi abbiamo avuto un periodo in cui farci gol era veramente difficile, eravamo una delle migliori difese. Abbiamo avuto un altro periodo, ma nell’arco del campionato ci sta. Globalmente, se valuto le 33 partite che abbiamo giocato, io penso che il rendimento difensivo sia stato di assoluto livello”.

La situazione di Sancho: come è andata?

“Non si poteva fare perché giustamente la proprietà non voleva. Giustamente. Punto”

Le ultime due partite con il Bologna sono state purtroppo decisive in maniera negativa per la stagione della Roma. Le chiedo se nel preparare quella di domani ha preso come riferimento le difficoltà di quelle due partite, se c’è qualcosa di quelle due partite che le è rimasta un po’ in sospeso, magari anche degli errori della Roma.

“No, la squadra ha fatto tante cose buone, certo qualche errore, ma tante cose buone. Globalmente, le due partite sono state due ottime partite. Credo che nelle due partite abbiamo fatto probabilmente anche di più. Abbiamo perso ai supplementari in un momento in cui la squadra aveva fatto una partita molto buona, sia al ritorno sia all’andata, in rimonta. Ci siamo dovuti sempre trovare e dover rimontare, anche nel ritorno, prima dall’1-0, poi dopo sul 3-1. La prestazione per me è stata, sono state due prestazioni veramente di livello e buone. Poi ai supplementari c’è stato il gol, e ci sta, perché sono due partite equilibrate. Il Bologna è un’ottima squadra, organizzata, con una panchina importante, abituata perché l’anno scorso faceva la Champions. E anche in quella partita sono stati indubbiamente bravi. Però io credo che quella Roma abbia fatto due partite molto forti, come è stata molto forte anche la partita con l’Atalanta. Quindi, se vado alle ultime prestazioni, compresa quella dell’ultima che abbiamo giocato, credo che questa squadra mi abbia dato soddisfazione”.

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