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Trigoria: Rensch torna in gruppo. Presenti Dybala e Wesley

La Roma prosegue ad allenarsi a Trigoria in vista della partita contro il Bologna, in programma sabato alle ore 18 allo Stadio Dall’Ara. Buone notizie dalla seduta odierna per Gasperini: Devyne Rensch ha smaltito la contrattura accusata nel match terminato 1-1 con l’Atalanta e si è allenato in gruppo. Presenti anche Dybala e Wesley. Il brasiliano finalmente tornerà titolare e si riprenderà la fascia sinistra.

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Rensch, nessuna lesione: punta la gara con il Bologna

Sospiro di sollievo in casa Roma. Come riporta Il Tempo, oggi Devyne Rensch si è sottoposto ai consueti esami strumentali per capire l’entità del problema accusato al flessore nel secondo tempo della gara contro l’Atalanta: esclusa qualsiasi lesione. Per il classe 2003 si tratta solo di una piccola contrattura. Rensch punta ad essere disponibile già in vista della prossima gara di campionato in casa del Bologna.

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Gasperini: ”Parole Ranieri? Non me le aspettavo, zero alibi. Non sono una brutta persona…”

Gian Piero Gasperini, alla vigilia di Roma-Atalanta, ha parlato in conferenza stampa. Di seguito le dichiarazioni del tecnico giallorosso.

Introduzione di mister Gasperini

“Allora, c’è stata questa intervista di venerdì scorso che ha creato tutta questa situazione in settimana. Per me è stata veramente una sorpresa incredibile, perché non c’è stato mai, dico mai, un tono diverso tra me e Ranieri, sia nelle conferenze che facevamo magari con altra gente, oppure nei rapporti tra noi due. Quindi è stata una cosa veramente inaspettata. E dico che in tanti mesi non avevo mai avuto questa sensazione, questi toni da parte sua. Da quel momento in poi mi sono solamente preoccupato, primo di non rispondere, secondo di cercare di, anche se involontariamente sono coinvolto, non creare nessun tipo di danno, nessun tipo di difficoltà alla squadra, principalmente, e anche nel rispetto del pubblico.

C’erano 60.000 persone, ce ne saranno magari 60.000, forse anche di più domani, che vengono allo stadio per vedere la partita, una partita importante, di livello, dove noi abbiamo ancora delle chance per poterci giocare. E credo che la cosa importante sia questa. E quindi gradirei veramente che parlassimo di questo, anche perché non sono intervenuto durante tutta la settimana, non è arrivato da tutti, avrei voluto cercare di impedire tutto questo, ma è stato impossibile da parte mia. E quindi da oggi vorrei veramente che parlassimo di calcio, del rispetto per una partita che alla trentatreesima giornata, una partita dopo tante giornate, dopo un campionato, un percorso che abbiamo giocato insieme, che possiamo, e credo, e mi auguro che sia una bellissima partita”.

Quanto è stata complicata questa settimana?

“È evidente che, mio malgrado, ho subito tutto questo impatto mediatico che c’è stato. Se devo dire, per me e per la squadra, per la partita di domani non deve esserci alibi. Noi abbiamo la testa di giocare una gara, come ho detto prima, dopo trentatré giornate, cioè la 33esima è domani, e quindi siamo in un percorso vicino a quello che sarà il finale. È una partita importantissima per tutte e due le squadre, più per noi, sicuramente. E noi la concentrazione l’abbiamo cercata di spostarla solo ed esclusivamente sul piano tecnico, sul piano della gara, e nel tentativo, per me, fondamentale di non creare né alibi né di arrecare danno alla squadra, danno alla gente, in nessun tipo. Questo è stato l’unico mio obiettivo. Adesso andiamo a giocare la partita finalmente domani e potremo confrontarci per questo traguardo”.

Tra gli assenti della partita con l’Atalanta ci sarà Wesley. C’è stata qualche incomprensione recente con il reparto medico?

“Sì, che a volte è motivo anche di confronto e discussione interna, che è abbastanza normale. Cioè, in questo caso Wesley si sente di poter giocare, perché ha grande generosità, ha voglia di poter giocare, effettua sprint, scatti, tiri, però magari la parte medica considera, giustamente, non lo so questo, che invece ci siano dei rischi o non voglia rischiare. E su questo a volte si innescano anche delle discussioni, si innescano delle problematiche. Di lì a fare tutto un altro tipo di discussione, ci passa. È così, Wesley ha una voglia incredibile di partecipare a questa gara e magari da parte si frena. Adesso vedremo, vedremo anche domani, però l’indicazione, se del medico, l’indicazione di no, io non posso fare nulla. Cioè io mi sono sempre tenuto alle indicazioni mediche, non ho mai forzato. Certo, sì, posso dire cerchiamo di, ma rientra nella dialettica normale, cercando di avere un po’ di coraggio, ma non posso andare a forzare delle situazioni. Tutti gli allenatori dipendono dall’ok medico prima di poter utilizzare un giocatore”.

Questa situazione che si è creata dopo le parole di Ranieri può destabilizzare la squadra?

“Zero. Zero. Zero. Dobbiamo giocare la partita, è una partita importante, nessun alibi, anzi semmai un po’ di benzina in più, un po’ di propellenti in più, credo anche che la gente lo capisca e quindi sosterrà ancora più forte la squadra”.

Lei si sente più vicino o più lontano a restare allenatore della Roma l’anno prossimo?

“Lei continua a parlare di altre cose, io parlo di partita. Non voglio creare nessun tipo di problema, con queste domande lei crea dei problemi. Quindi faccia una domanda sulla squadra o sulla partita di domani. Io qui sull’altra cosa ho chiuso. Se le fa piacere, parliamo di calcio. E io le ho risposto, se mi vuole fare una domanda di calcio sulla partita di domani, le rispondo. Se mi vuole continuare su queste situazioni, ho chiuso”.

Quali scelte intende fare domani?

“Sulle scelte insomma sono quelle, sono quelle a parte i giocatori che sono fuori, che sono in recupero, non è cambiato niente rispetto alla settimana scorsa, se non che abbiamo perso Pellegrini, questo è veramente stato un peccato, anche la natura dell’infortunio che ha subito. Quindi la rosa è ben definita, su quello, e la probabile formazione, c’è il problema di Pisilli, che ha avuto all’inizio settimana una distorsione alla caviglia, che però sembra aver recuperato abbastanza bene, dobbiamo valutare oggi, ma le alternative sono quelle, le alternative tecniche non è che ci discostiamo molto da quello”.

La partita contro l’Atalanta sarà fondamentale per la Champions. Lei ha più volte ribadito che l’obiettivo Champions non le era stato chiesto a inizio stagione e anche la dirigenza lo ha confermato. Da uomo di calcio navigato, lei ritiene che l’approdo o no verso quell’obiettivo possa orientare alcune decisioni che dovranno essere prese a fine anno?

“La società in questo è stata sempre molto chiara e devo dire lo è stato anche Ranieri nell’elencare gli obiettivi di quest’anno. Io ho sempre invece pensato che con molto poco, sarebbe stato possibile, e lo penso ancora perché se siamo ancora lì adesso, e quindi ho sempre spinto in quella direzione per cercare di raggiungere possibilmente l’obiettivo subito. Lo consideravo da subito, da quando sono arrivato, lo consideravo a maggior ragione a gennaio, ma ho sempre spinto in questa direzione per cercare di migliorare la squadra, non per motivi personali, e perché ho sempre creduto che fosse possibile. E ancora oggi, nonostante tutte le defezioni insomma che abbiamo avuto, purtroppo in questi mesi, perché da fine dicembre in poi abbiamo avuto tutta una serie di defezioni importanti. Fino a quel periodo c’è stato uno standard continuo di squadra, di prestazioni e di componenti di squadra, non abbiamo mai avuto fino all’andata delle defezioni così continue e così lunghe. Ci sono stati infortuni di Bailey, Ferguson, Dovbyk, però riuscivamo a compensare. A un certo punto, insomma, da gennaio in poi, si è aggiunto Soulé, si è aggiunto El Shaarwy, Dybala soprattutto, è arrivato Malen. Però ho sempre pensato nella mia testa che noi, anche così, ma con un po’ di idee in più, avremmo avuto ancora più chance. Ma questo rientra nella dialettica dei confronti che ci si fa in qualunque azienda. E ripeto, non sono mai stati dei toni con Ranieri. Mai stati dei toni così aggressivi come con Ranieri.

Adesso siamo qui e giochiamo, giochiamo ancora, nonostante tutto siamo convinti. Domani è una partita che, se riusciamo a battere una squadra forte, una squadra molto forte, che probabilmente, non solo perché è diretta concorrente con noi, ma anche distacco dalla Juventus, distacco dal Como. Anche per loro forse è l’ultima chance, forse non basta neanche. Ma è una squadra che poi ha un passato dietro, cioè, è una squadra che l’anno scorso è arrivata terza, una squadra forte, con una grande rosa, una squadra che ha fatto la Champions. È un ostacolo duro. Quando ero all’Atalanta consideravo sempre la Roma, un limite, no? Cioè, se noi partiamo da Roma, sicuramente siamo in Europa, probabilmente siamo in Champions. La vedevo sempre in questo modo. Ora che sono da questa parte dico, se noi battiamo l’Atalanta, l’Atalanta è una squadra Champions, è una delle squadre più forti in assoluto. Se noi battiamo l’Atalanta, siamo autorizzati a giocare in Champions, meritiamo di giocare la Champions. Paradossalmente adesso sono da questo lato. Ci sono poi l’Inter, la Juve, il Milan, Napoli, che sono sempre state un passo un po’ più avanti. Però questo è il parametro che io mi sono sempre creato. Con l’Atalanta domani è così. È una squadra che fa la Champions da anni, una squadra che è costruita con una rosa importante, senza ritornare poi al passato, e quindi la vedo, la vedo in questo modo per la Roma”.

Le chiedo secondo lei quanto manca alla Roma e cosa la preoccupa di più eventualmente come programmazione futura.

«Ho detto che esiste questa differenza, ho detto che ho sempre lavorato per cercare di migliorare la mia squadra, ho sempre spinto, ho sempre motivato nel tentativo di migliorare la mia squadra per quelli che sono i miei ideali di calcio. Sono stato chiamato qua per sviluppare una squadra per quelle che chiaramente sono le mie idee di calcio, quindi ho sempre spinto in una direzione di certi tipi di giocatori e questo è sempre stato il mio intendimento, senza altri scopi. La mia intenzione è sempre stata quella di cercare di migliorare la squadra per raggiungere subito, se possibile, non aspettare niente, se possibile subito. Se non ci fossero stati tutti questi infortuni sarebbe stata sicuramente, probabilmente più agevole, però ci proviamo lo stesso. Per me l’obiettivo rimane quello».

Cosa pensa di questa Atalanta e di Palladino? Nella partita di andata c’era stata qualche frizione con la panchina avversaria.

“Raffaele l’ho conosciuto quando aveva 17 anni. Andai a vederlo in una partita di Serie C e poi dopo l’ho allenato prima in Primavera, con la quale abbiamo vinto Viareggio, poi dopo l’ho allenato negli anni a Genova e poi, quando ho iniziato a fare l’allenatore a Primavera. Credo di essere stato a lungo un riferimento anche per lui, ma le tensioni della gara sono normali, ognuno tira per la sua squadra, questo mi sembra evidente, poi quando finisce la partita è diverso. Il calcio è calcio, ma è anche giusto che sia così. Io avevo degli amici quando giocavo ci davamo di quelle legnate durante la partita, poi andavamo a cena insieme. Magari ti fai i peggiori insulti, purtroppo l’agonismo è fatto anche di queste situazioni, ma poi deve rientrare tutto nelle leggi dello sport. Sono venuto via da Bergamo che avevo ancora un anno di contratto, con una società che voleva assolutamente allungare il contratto, dove io consideravo che il ciclo si era chiuso perché ritenevo che non fosse più possibile fare da parte mia di più di quello che avevamo fatto. Era giusto che ci fosse qualcun altro.

Avrei mantenuto e rispettato il mio contratto, ma avevo già detto da mesi che non avrei più rinnovato. Sono venuto a Roma perché ho visto una possibilità per me straordinaria e, ripeto, sono contento di questa scelta che ho fatto. Sicuramente a Bergamo è stata una storia lunga, nove anni. Io mediamente sono stato otto anni a Genova e nove anni all’Atalanta, vuol dire che forse non sono proprio una persona così brutta… (ride, ndr). Quindi lavorare con me tanti anni, certo che in nove anni a volte succedono dei punti di vista diversi, però sempre nei limiti delle cose. Probabilmente succede anche tra marito e moglie, non è solo tra chi. Quando si sta insieme tanti anni, si possono tirare fuori 3, 4 episodi, 5 episodi, magari così di scontro. E quanti ne tiriamo fuori di quelli positivi? 50? 150? Si potrebbero tirarne fuori a centinaia. Poi ho fatto questa scelta e sono contento di averla fatta perché la proprietà non era più dei Percassi. La considerazione sull’allenatore non era più la stessa, ma questo senza nessun tipo di problema. Constato questo, ho cambiato e ho cambiato dopo la fine del campionato, quando la società m’ha dato la possibilità di trattare con altre squadre, sennò io andavo avanti ancora un anno”.

Si sente di poter alzare l’asticella?

“Sono venuto con quello spirito. Poi dopo si vedrà anche quest’anno, adesso intanto continuiamo così e siamo lì a giocarci queste ultime sei partite. Io sono venuto con quello spirito, con quella convinzione. Quando ho avuto modo di conoscere questa proprietà, ho detto, ho fatto una scelta anche rispetto ad altre cose e ho scelto perché ritenevo Roma una piazza che, se riesci a fare bene a Roma, hai una gratificazione importantissima. Quindi sono venuto con questo spirito”.

Contro la squadra di Palladino sarà più fattibile rubare palla dall’alto o una costruzione dal basso?

“Queste sono sicuramente due squadre molto simili in questo. Certo, ci sono dei dettagli all’andata, ci sono delle cose all’inizio che per noi erano state molto buone. Dopo abbiamo sofferto molto la loro pressione, soprattutto la loro voglia in quel momento di vincere. Quindi sono due squadre molto equilibrate, lo dice anche la classifica, anche se noi siamo davanti. Sono due squadre che si conoscono, sicuramente. So benissimo che quei ragazzi hanno un nucleo straordinario che garantisce sempre grande competitività, però io sono anche con i miei ragazzi, che hanno avuto uno spirito tutto l’anno strepitoso. Io credo che domani sia veramente una bella partita, una partita molto difficile per entrambe, molto equilibrata. Ecco, questo, mi piace parlare di questo, parlare di questo tipo di scontro. Quindi mi auguro, anzi sono convinto che avremo anche la gente che darà una mano ai nostri giocatori ancora di più per cercare di, perché è una partita non decisiva, cioè decisiva se la perdi, ma se la vinci ti permette di alzare veramente le aspettative. Abbiamo questo obiettivo che non è quello dichiarato, ma è quello che abbiamo sempre voluto io e tutta quanta la squadra, e ce lo giochiamo. Insieme, insieme ai tifosi che devono pensare alla partita. Mi dispiace di questo perché la gente dovrebbe pensare a sostenere la propria squadra per questa partita”.

C’è un qualcosa che ruberebbe dall’Atalanta, rispetto a quanto ha trovato a Roma?

“A Roma c’è tutto, soprattutto nella squadra e anche nell’ambiente esterno c’è veramente tutto per poter far bene, magari con altre caratteristiche. A Bergamo io ho potuto fare bene perché il contesto intorno a me era molto compatto. Il lavoro della società è stato straordinario, chiaramente, e una tifoseria, essendo una sola squadra in una città piccola, compatta, unita a quella che è la squadra e a quella che è la società, questo ha creato un clima ideale. Soprattutto la capacità di aver costruito una squadra forte nel tempo, per tanti anni, una prima squadra dove non c’erano solo dei giovani e dei ragazzi che sono stati valorizzati e hanno venduti per merito della società a delle cifre importantissime che hanno reso questa società ricchissima.

Pensate solo quest’anno, le vendite di Lookman, Retegui, Ruggeri, cosa hanno portato oltre le rendite della Champions. È diventata una società ricchissima, ma la capacità anche di questa società di operare, di costruire insieme a me una squadra, dove c’era però dei giovani, c’era Gomez, c’era Zapata, c’era Ilicic, c’era De Roon, è arrivato a un certo punto Kolasinac, cioè c’è un nucleo molto forte che è andato avanti per anni. E poi è stato sostituito poi da Ederson, integrato da Lookman, Scamacca, cioè è cambiata molto, ma c’è stato sempre un nucleofortissimo non solo di ragazzini e di giovani, ma una squadra forte, che poteva anche poi cambiare con degli introiti per la società straordinaria nel vendere, pensate a Romero, pensate, ma veramente tanti, e reinvestire, facendo utili. L’anomalia dell’Atalanta è stata che per nove anni ha giocato in Europa con le migliori squadre italiane e europee, facendo utili. Questa era la vera anomalia. Facendo utili tutti gli anni, e questa è stata la cosa straordinaria, ma non solo per Gasperini, chiaramente molto per merito di una società capacissima a operare in sintonia con l’allenatore. Poi la proprietà è cambiata, forse anche perché non c’era più il papà con il quale ero più legato (il mister si commuove e lascia la sala stampa, ndr)”.

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Trigoria: Mancini in gruppo. Wesley ancora a parte

La Roma prosegue a lavorare a Trigoria in vista della partita contro l’Atalanta in programma sabato alle 20:45. Buone notizie per Gianluca Mancini che anche oggi si è allenato con il gruppo. Wesley, invece, va verso il forfait: il brasiliano ha svolto una seduta individuale a 2 giorni dalla gara contro la formazione di Palladino. Dybala, Dovbyk e Konè proseguono nel loro lavoro personalizzato per smaltire i rispettivi infortuni. Domani prevista una seduta pomeridiana.

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Friedkin vuole Ranieri più operativo e vicino al club: il punto

Momento difficile a Trigoria, un tutti contro tutti da Gasperini sino a Claudio Ranieri. Prima di Roma-Pisa il consulente dei Friedkin ha creato una profonda frattura, prendendo le distanze dal tecnico. Come scrive Repubblica, l’allenatore giallorosso non ha un buon rapporto neanche con il direttore sportivo Massara. Insomma si pensava fosse più gestibile. Sir Claudio ha già fatto capire che sarebbe pronto a farsi da parte, nei prossimi giorni incontrerà Gasperini per un confronto.

La famiglia Friedkin comunque punta molto su Ranieri tanto da volerlo più operativo e vicino al club. I texani sono disposti a discutere di un nuovo contratto ma l’ultima parola spetterà all’attuale Senior Advisor che ha tanti cattivi pensieri…

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Infortunio Pellegrini, c’è lesione: out circa un mese

Ennesimo infortunio in casa Roma. La risonanza magnetica effettuata stamattina da Lorenzo Pellegrini ha evidenziato una lesione di secondo grado. I tempi di recupero sono stimati intorno le 4 settimane.

Il numero 7 giallorosso quindi salterà le prossime partite contro Atalanta, Bologna e Fiorentina. Da capire se riuscirà a recuperare per la trasferta di Parma o più probabile per il derby contro la Lazio in programma nel fine settimana del 16-17 maggio.

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Gasperini: ”Ranieri? Mai stati screzi, ci si vedrà prossima settimana. Ottima reazione della squadra”

Gian Piero Gasperini, al termine di Roma-Pisa (3-0), ha parlato ai microfoni di Sky Sport. Di seguito le sue dichiarazioni.

C’è stata la reazione dopo Milano: è soddisfatto della prestazione?

“Indubbiamente sì. Poi la partita si è messa bene subito dopo tre minuti. Non sono mai facili le partite in Serie A. Un’ottima reazione, non era facile, siamo lì, questi sono tre punti molto buoni per la classifica”.

In chiave futura dov’è il punto di incontro con la dirigenza? Ranieri nel prepartita ha affrontato tanti temi e ha parlato anche della sua Atalanta, parlando del miglioramento dei giovani.

“Sull’Atalanta sarebbe meglio non pronunciarsi con i giovani e i meno giovani. Sono stati fatti risultati. Sicuramente con Ranieri ci si vedrà la prossima settimana. Non ci sono mai stati screzi con lui”.

Che effetto le fanno queste parole?

“Sono molto contento per il 3-0 stasera, è una bella vittoria, una bella classifica. Ora vediamo cosa faranno la Juventus e il Como”.Ha dribblato bene il tema.”Non ce la fate, quando dribblo vado via. Io sono molto attento alla prestazione sulla partita. Siamo a sei turni dalla fine del campionato”.

Malen è tra i giocatori che più ha migliorato in carriera? Con lei è diventato un numero 9 come non mai.

“Malen solo per le squadre in cui ha giocato era un giocatore di valore. Quando vai in certi club così giovane, è perché hai dei mezzi. Il fatto di giocare centravanti è stato un motivo per convincerlo, lui voleva giocare in quel ruolo. Così è andata bene a tutti e due. Io ero stra convinto come mi è successo anche altre volte in carriera. Questi sono giocatori forti, non è che mi invento niente, cerco di far emergere il meglio di loro. Ma sono anche contento di Pisilli e degli altri che hanno fatto un bel percorso finora. Hermoso, anche. Non solo i giovanissimi”.

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Gasperini: ”Il mio target per il futuro sono Malen e Wesley, non prendere 30 calciatori in 2 mercati”

Gian Piero Gasperini, alla vigilia di Roma-Pisa, ha parlato in conferenza stampa. Di seguito le dichiarazioni del tecnico giallorosso.

Come stano Dybala, Wesley e Konè? Tutti questi infortuni quanto penalizzano la difesa?

“Mancini recupera già la prossima settimana, mi auguro anche Konè e Wesley, che sono già avviati e i loro problemi meno gravi. Dybala va bene, si allena ma è più imprevedibile, penso 1-2 settimane. Gli infortuni sono stati penalizzanti da fine dicembre, sono stati lunghissimi. Quando salti 1-2 settimane rientra nella normalità, invece noi abbiamo avuti infortuni lunghissimi come Ferguson, Bailey, Dovbyk, Dybala, Soulè, Angelino, faccio fatico a ricordarli tutti. È stata un’annata difficile sotto questo aspetto, Angelino in un mood, Ferguson la caviglia, Dybala il ginocchio, Soulè la pubalgia. Abbiamo avuto pochissimi problemi muscolari, Hermoso stesso ha avuto qualcosa di particolare. Chiaro poi c’è qualche acciacco come Mancini, che ha avuto anche una frattura al naso. Abbiamo avuto un calo dovuto anche a questa continua emergenza, prima in attacco poi in difesa. A parte domenica con l’Inter, questa è una squadra che reagisce e ha sempre giocato nelle difficoltà e lo faremo in queste 7 partite”.

Come la squadra sta assorbendo questo momento?

“In questo momento non pensiamo al futuro. Il secondo tempo di Milano non deve succedere, c’è stato un crollo di umore. Questa è una squadra che ha la coscienza a posto per come ha lavorato e interpretato le partite da inizio stagione. Sono ragazzi seri e motivati, sappiamo che domani sarà una partita difficile nonostante il Pisa sia quasi retrocesso, hanno fatto ottime gare. Adesso dobbiamo fare più come risultati, non abbiamo tanti margini di errore. Le gare di Serie A sono molto complicate, sappiamo che se vinciamo domani a qualcuna ci avviciniamo, dipende dai risultati”.

Ci sono novità sui giocatori in scadenza? Pellegrini può restare?

“Questa situazione esiste da inizio anno, non si è affrontata prima quindi è rimasta uguale, non è una novità. Sono ragazzi seri, ora è imprevedibile dire cosa succederà, dipende dalla volontà di tutti. Chi è in scadenza o chi è in prestito, chi potenzialmente potrebbe essere sul mercato per il bilancio. In questo momento questo non ci riguarda. Pellegrini dopo Milano ci ha messo la faccia, so che devo molto a questi ragazzi per come hanno interpretato la stagione, non cambio opinione dopo una sconfitta. Sono riconoscente e insieme loro voglio concludere bene la stagione. Abbiamo un traguardo difficile, nessuno ci aveva accreditato ad inizio stagione per i primi 4 posti. Noi vogliamo raggiungerlo. Poi quello che succederà tra un mese è imprevedibile. Anche se fossero le ultime partite che giocheremo insieme lo faremo al massimo. Non si potrà dire che non ci avremo provato”.

Cosa è mancato a giocatori come El Aynaoui, Ghilardi, Zaragoza e Vaz?

“Non lo so, questo lo dica lei. Io faccio delle scelte. Ghilardi ha giocato tanto, Vaz ha giocato più che al Marsiglia. Non manca nulla, hanno giocato tutti. Se lei vuole che giochi Vaz al posto di Malen o Ghilardi al posto di Ndicka va bene. Cè una squadra che gioca con continuità, altri che sono entrati e stanno crescendo”

In cosa non è da quarto posto questa squadra, secondo lei? Nella qualità di alcuni giocatori titolari, nelle alternative oppure semplicemente perché nell’ultimo periodo ha perso tanti giocatori?

“Sicuramente tutte le flessioni che abbiamo avuto sono state molto pesanti. Da un certo punto del campionato in poi, indubbiamente hanno pesato. Questo non significa che noi non abbiamo provato sempre a cercare di stare più in alto possibile. Da quando eravamo molto in alto, quando siamo scivolati un po’ sotto, adesso continuando. Poi sulla discussione di qual è il valore, se un giocatore deve giocare titolare o deve farla a meno, se la squadra può vincere lo scudetto, può arrivare terza, seconda, quarta, degli avversari, il paragone con gli avversari, è liberissimo ognuno di fare le proprie valutazioni. La mia valutazione è che questa è una squadra che l’abbiamo messa noi tra i quattro. Noi il traguardo l’abbiamo messo. Al di là degli avversari, che sono sicuramente di valore, noi ci siamo imposti quel traguardo lì. Lo vogliamo raggiungere, se poi non ci riusciamo, avremo fatto il massimo. Quindi il traguardo l’abbiamo messo noi. Poi se ci sono stati gli infortuni, se la squadra non è completa, se tutta quella serie di condizioni, ognuno è libero di fare le proprie valutazioni. Il traguardo l’abbiamo messo”.

Lei ha ripetuto il concetto dell’importanza di mantenere un certo nucleo di questa squadra, che va rinforzata ma non va smantellata. Contemporaneamente però è emersa una volontà differente da parte del club, che ha lasciato intendere il fatto che diversi giocatori che sono qui da molto tempo potrebbero essere invece oggetto di discussione per il futuro. Esiste questa differenza di vedute?

“Non so, io penso a giocare sette partite e ottenere il gruppo più forte possibile, lavoro nella direzione di cercare di raggiungere al massimo questo traguardo. Quelli sono discorsi che verranno fatti nelle sedi opportune, eventualmente, da chi li farà. Io le dico che in questo momento noi abbiamo sette partite da fare. Abbiamo ancora, e poi indipendentemente dai traguardi, più o meno, noi fino all’ultima partita che giocheremo a Verona il 24 maggio, noi saremo sempre persone serie. Questo è il nostro dovere”.

Alcuni ci chiedono: perché in certe partite Gasperini non cambia il modo di intendere la squadra.

“Allora, fino a dieci minuti del secondo tempo, abbiamo fatto un’ottima gara, a Milano, non c’era nessun presupposto tecnico. In dieci minuti abbiamo preso tre gol e la partita è andata in una direzione che non era mai andata durante il campionato. Quindi sotto quell’aspetto lì, io credo che noi abbiamo sempre fatto delle ottime gare, poi ne abbiamo perse alcune di troppo, molto spesso per episodi, abbiamo vinto tante partite, abbiamo vinto 18 partite. E perché credo che la strada sia quella di vincere le partite, poi sarebbe bello non perdere, pareggiare quelle che non riesci a fare tue. Però la Roma sotto quell’aspetto è quella. Quello è il mio modo di interpretare il calcio, quello è il mio modo di, che non per caso a raggiungere degli obiettivi”.

Volevo proporre un gioco, forse anche stupido, però la Roma raggiunge quello che è l’obiettivo Gasperini resta, la Roma non raggiunge quell’obiettivo, Gasperini non resta. Le dà fastidio un po’ questo modo di pensare magari che se si arriva a quell’obiettivo allora si può continuare, altrimenti si deve cambiare?

“Ma chi lo dice questo? Se lo fa la dirigenza, ha senso se lo fa. Però non so chi… Io sono per il libero pensiero. Tutte le persone, soprattutto quelle appassionate, i tifosi sono veramente importanti e libere di fare ogni tipo di pensiero. È una forma di pensiero, se può valere anche quello, se arrivi bene, sennò vai fuori. Non lo so dire che la Proprietà non mi aveva mai detto di andare in Champions quest’anno, l’ho detto io. Quindi, però va bene”.

Siamo a sette partite dalla fine della sua prima stagione da allenatore della Roma. A che punto è il suo processo?

“Io penso che un unico obiettivo sia sempre cercare di migliorare le squadre, di farle sempre più forti. Quando le squadre sono più forti e quindi hanno più possibilità di fare risultati, si aggiusta tutto, funziona tutto. Funziona tutto benissimo. Quindi l’unica cosa a cui penso io è quella. Come cercare di fare le squadre sempre più forti. Quando fai quello, nel calcio funziona tutto quanto”.

Contro il Pisa possiamo aspettarci una titolarità da parte di El Aynaoui?

“Ultimamente non ha giocato molto, dopo la Coppa d’Africa no, secondo me ha avuto delle difficoltà, si toccava. Però è un ragazzo sano, come ho detto tante volte, un ragazzo che in un certo periodo prima della Coppa d’Africa stava facendo molto anche bene e ha giocato anche con grande continuità. Ultimamente, nelle partite in cui è entrato o ha giocato dall’inizio, ha avuto sicuramente un rendimento non lo stesso di qualche tempo fa, però, come ho detto prima, è un ragazzo sano, quindi ci conto che possa far bene ancora”.

C’è qualche calciatore che lei reputa indispensabile?

“Penso che, come ho detto prima, le squadre, per cercare sempre di migliorare, non prima di pensare di privarti di quello che hai, devi capire quello che metti. Poi, questo è sempre il punto focale, no? Tutti quanti vorremmo, non so, Messi, Ronaldo, chi per lui, però poi dopo, devi sempre capire questo. E l’obiettivo è quello di migliorare le squadre di volta in volta. Mi sembra che la Roma, ho visto su Transfermarkt, quindi una cosa semplice, negli ultimi due anni sono arrivati 30 giocatori. Di cui, forse 4 o 5 stanno giocando in questo momento, forse meno. Se chiedi a me, ma penso di non dar colpa a nessuno, ma una mia idea, forse c’è bisogno di target magari meno questo e magari più quello. Anche perché Roma ha visto giocatori importanti e squadre importanti, quindi il pubblico li conosce quelli forti, li ha visti. Forse sono più propenso a quel tipo di idea che a prendere 30 giocatori, però questa è un’idea mia. Può essere anche non condivisibile, non è un problema”.

Qual è il target di giocatori che si augura di trovare sul mercato?

“Questa qui è una scelta che deve fare la società, ma ci sono tanti modi. Uno di andare su giocatori magari con dei contratti molto alti, come è successo, e che magari la proprietà non ha più intenzione di fare questo. L’altro di andare su giocatori giovanissimi, che però non so se una piazza come Roma può recepire. Se metti tanti giovani dentro il campo probabilmente abbassi anche le ambizioni della squadra. Altro ancora, l’ideale è il target, ma è questo, in questi target giusti, costi, stipendi, è facile? No, è possibile forse, se è quello il target lavori su quello. E cerchi di, poi, se ne trovi 10, bravo, se ne trovi 2, metti 2. Io la vedo così, come situazione. Poi bisogna realizzarle le cose. Però prima bisogna capire la strada, questo credo sia la cosa più importante. Allora, io oggi veramente ho voluto proprio cercare di chiarirvi il più possibile, così adesso poi le sette partite mi lasciate stare su questi argomenti. Poi io di fuori di queste conferenze, con voi non parlo, e lo sapete. Perché avete tutti il mio numero di telefonino, però se guardate non c’è un mio messaggio e non c’è una mia telefonata. Forse dai primi giorni che sono arrivato qua, che ci siamo conosciuti, punto e basta. Quindi, non ho altre notizie da darvi, ve l’ho detto tutte oggi, e dopo ci rivediamo la settimana prossima, che c’è un’altra bella partita. Basta, ho voluto cercare di essere più chiaro possibile anche per togliere tutte queste dicerie e spero di aver detto di essere stato abbastanza chiaro. Ora, per me esiste il Pisa domani, se giochiamo e riusciamo a vincere una partita. Domani sera siamo un po’ più felici”.

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Roma, torna il vecchio stemma: le anticipazioni per il kit allenamento 2026-2027 (FOTO)

Novità e anticipazioni in vista della stagione del centenario della Roma. Il club giallorosso con un comunicato, al termine del passato campionato, ha annunciato un rientro progressivo del vecchio stemma con la sigla ASR.

Il sito specializzato Esvaphane ha svelato la maglia che la squadra indosserà in allenamento nel corso della prossima stagione: colore grigio, con strisce giallo e rosse e il ritorno dello stemma storico.

💥 LEAKED 💥

🐂 AS Roma 26-27 Training Range

🔜 The first official products with the new AS Roma logo. pic.twitter.com/hzo8ZAEyDp— esvaphane (@esvaphane) April 8, 2026

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Roma-Pisa: domani alle 13:30 Gasperini parlerà in conferenza stampa

La Roma venerdì alle 20:45 ospiterà il Pisa allo stadio Olimpico, match valido per la 32° giornata di Serie A. In vista della gara, domani alle 13:30, Gasperini parlerà in conferenza stampa.