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Interviste

Ranieri: “A Londra un barlume di luce. Voglio una Roma aggressiva che gioca per vincere. Pellegrini? Staccata la spina, si resetta e tornerà”

CONFERENZA STAMPA – Le parole di Claudio Ranieri a due giorni da Roma-Atalanta:

Darete continuità al risveglio di Londra? Rivedremo la stessa tipologia di squadra contro l’Atalanta?
“Sicuramente, valgono entrambe le ipotesi (ride ndr). L’Atalanta, ne ho già parlato di recente con Sacchi e Capello in meeting di fine anno scorso, è l’orgoglio del nostro calcio. Affronteremo la terza squadra che ha la stessa filosofia: attaccare sempre, andare sempre in verticale. Il Napoli con Conte è al quarto mese, il Tottenham sono due anni che lavora su quei principi. L’Atalanta è una macchina perfetta. Complimenti al presidente Percassi che nei primi anni parlava di salvezza e intanto scalava sempre di più la classifica, giocano per vincere sempre, è una squadra quasi perfetta. Noi abbiamo visto un barlume di luce, ho rivisto giocatori volere intensamente qualcosa di positivo. In questo momento noi dobbiamo rendere i nostri tifosi orgogliosi di quello che riusciamo a fare, non stiamo bene come vorrei perchè non è possibile in 10 giorni avere tutto e subito. Le note negative che c’erano state a Napoli, al di là degli errori che si commettono, sono stati in parte superati, avevo chiesto loro di rispondere colpo su colpo. Col Tottenham abbiamo visto errori sulle preventive, ma abbiamo tirato in porta spesso, c’hanno annullato tre gol. Poi possiamo vincere o perdere, ma dobbiamo avere questa visione. L’Atalanta dal 24 settembre, ultima sconfitta col Como, ha fatto 10 vinte e 2 pari, facendo 35 gol. Ragazzi è una macchina da guerra. E’ prima per gol fatti e occasioni da gol, terza per verticalizzazioni, seconda per cross e prima per recuperi palla. Ti mangia. Ecco, io non voglio che la Roma sia mangiata dall’Atalanta. Voglio vedere una grande partita, li stimolerò a fare questa prestazione davanti ai nostri tifosi che nell’ultima casalinga sono andati via prima, vorrei che restassero fino alla fine soddisfatti di aver visto una squadra che ha dato tutto. Al di là dei sistemi di gioco, non contano niente, è tutto mobile”

Dopo la gara di Londra i tifosi si sono rivisti nella Roma che ha lottato fino alla fine. Quanto è importante che loro risentano questa identità?
“E’ importantissimo, i giocatori sanno che siamo noi a dover far innamorare di nuovo i nostri tifosi. Loro capiscono quando tu dai il massimo o non lo dai”

Saelemaekers recuperato, giocatore chiave perchè può giocare in più ruoli. Qual è la sua posizione perfetta?
“Noi allenatori andiamo sempre alla ricerca di giocatori che sappiano interpretare più situazioni. Lui ama molto giocare alto sul centro-sinistra, ma mi ha detto che sa farlo anche a destra. Lo vedo proiettato in avanti ma tutti devono aiutare la squadra. A Dovbyk ho chiesto di non tornare troppo indietro ma ha fatto un recupero strepitoso all’80’ che mi ha fatto tanto piacere. Alexis sta bene, non ha ancora i 90 minuti, ma si è vista la sua qualità il suo piglio in quel passaggio finale. Stiamo tornando quelli che conosciamo”

Chiedo al Ranieri futuro dirigente: è un modello Atalanta quello che vuole seguire la Roma nei prossimi anni, partendo dalla base di quest’anno?
“L’ultima domanda che fai è paracula, fino al modello Atalanta mi è piaciuto. Noi ci rapportiamo sempre alla nostra visione, adesso tutti i tennisti devono essere Sinner, l’Atalanta è un modello di vertice, che va preso come modello perchè no, ma ognuno ha le sue qualità, caratteristiche, necessità. Hanno saputo lavorare, costruire giorno per giorno, dalla base, Gasperini stesso all’inizio andò male, poi è sbocciato, ha creato gioco, giocatori che poi non hanno reso quando sono andati via da lì, bisogna levarsi il cappello e fare complimenti a tutta la società, dal padre Percassi, al figlio che è stato mio giocatore nel Chelsea”

C’è una base per costruire questo progetto?
“Sicuramente abbiamo dei giocatori di valore, cercheremo di riportarli alla loro bellezza, poi sarà il prossimo allenatore a decidere su chi puntare. Roma non è stata fatta in una giornata, noi siamo romani allora dateci un po’ di tempo”

Siete così diversi come allenatori con Gasperini? Meritavate di vincere di più?
“Io ho fatto il mio, sono super contento, ognuno sa in che momento storico è arrivato nelle squadre in cui ho allenato, ho sempre fatto il massimo. Ci sono tanti allenatori che tentano di emulare Gasperini, io appartengo alla categoria degli allenatori che cerca di valorizzare i giocatori, non ho un sistema definito. A qualcuno a volte chiedo un extra lavoro perchè c’è necessità che giochi in un posto leggermente diverso”

Dybala e Pellegrini? 
“Dybala lo valuto allenamento dopo allenamento. Il ragazzo può cadere in alcune problematiche, devo essere pronto a comprenderle. L’ho fatto uscire a Londra perchè avevo bisogno di un giocatore che mi pressasse e lo chiudesse lì nella sua area di rigore. Non ho problemi a dire che quando si è acceso ha fatto assist meravigliosi come quello per El Shaarawy, il tiro in diagonale con gran parata di Forster. Soulè non ha fatto quelle cose splendide che sa fare Dybala in questo momento, ma mi ha dato tanta corsa, tanta pressione. Pellegrini? Gli ho detto stai correndo come un pazzo, senti il peso di questa situazione, voglio che tu ti diverta, adesso stacchiamo la corrente, ti resetti, e poi tornerai ai tuoi livelli. Quanto tempo? Dipende quando riuscirà ad uscire da questa situazione, negli allenamenti sta migliorando, già è tornato a segnare tanto in allenamento, sta cominciando quel percorso di ricrescita. E’ un ragazzo molto sensibile, molto introverso, soffre più di tutti per questa situazione. Ho letto che le colpe della cacciata di De Rossi sono le sue, non è vero per niente. Nè Mancini, Nè Cristante o Pellegrini hanno mandato via Daniele, anzi. Hanno fatto i pazzi per farlo restare, la gente deve sapere la verità. Ho avuto due fenomeni a far gol da centrocampista nella mia carriera: Lampard e Pellegrini. Lo critichiamo tanto, ma quanti gol fa questo ragazzo da centrocampista”.

Dovbyk come sta? 1 gol nelle ultime 8, c’è un problema fisico o di collettivo?
“Ha avuto quei piccoli problemi al ginocchio, ma ora non lo avverte più, è un buon segno. Sappiamo come va servito questo ragazzo e non lo stiamo aiutando. Lui è il nostro bomber, ho parlato alla squadra, ho fatto vedere video per servirlo meglio, va aiutato di più, altrimenti inutile avere un giocatore così”

Meno passaggi indietro, tante verticalizzazioni. Ha lavorato su questo aspetto?
“Io sono tifoso del calcio, al di là della Roma, amo quando le squadre provano a fare gol, attaccano. In questi 4-5 mesi, ho visto una marea di partite con palla dietro, palla dietro, palla al portiere, mi addormentavo. Da bambino giocavo a palla canestro, ogni 30 secondi dovevi far canestro. A Londra è stata una partita piena di azioni, la gente penso si sia divertita, potevamo vincere o perdere. Voglio che la gente venga a vederci dicendo ‘oh finalmente proviamo a vincere’. In Spagna nel 97′ al primo allenamento ho fermato tutto e ho esclamato ‘la porta sta dall’altra parte’. Andiamo dritti di là, ho lavorato tanto su questo aspetto, con Cuper il Valencia dopo che sono andato via con i bimbi che ho cresciuto, sono arrivati due volte in finale di Champions”.

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APPROFONDIMENTI

Roma-Atalanta, ecco la macchina quasi perfetta di Gasperini: raffica di gol e pressing a tutto campo

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – Lunedì alle 20:45, la Roma ospiterà l’Atalanta per la 14° giornata di Serie A. I giallorossi, reduci dal pareggio in casa del Tottenham (2-2), hanno bisogno di punti anche in campionato: la zona retrocessione dista appena 3 lunghezze. Ranieri, soddisfatto dalla prova dei suoi in terra inglese, spera di vedere nuovamente una squadra sicura di sé: ”Mi auguro che questa partita faccia capire ai ragazzi che ci siamo e possiamo dire la nostra anche quest’anno”.

Lunedì sarà difficile per la Roma racimolare punti perché di fronte a sé troverà una macchina quasi perfetta costruita da Gian Piero Gasperini. Il tecnico piemontese, al 9° anno sulla panchina bergamasca, ha cambiato la dimensione dell’Atalanta: da squadra periferica a club centrale in Italia e in Europa. Insomma un capolavoro.

Atalanta, macchina da gol e pressing a tutto campo

22.4.2021 Roma vs Atalanta (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Gasperini (Foto Gino Mancini)

L’Atalanta, da due mesi, sta dominando qualsiasi avversario abbia cercato di ostacolarla. La formazione di Gasperini, infatti, non perde da 66 giorni ed è reduce da 10 vittorie e 2 pareggi nelle ultime 12 gare. Solo Celtic (0-0) e Bologna (1-1) hanno limitato la Dea. Una macchina quasi perfetta in cui ogni ingranaggio ha una funzione ben precisa: da Hien a De Roon per arrivare al tridente formato da De Ketelaere, Lookman e Retegui. Una cooperativa del gol: 13 marcatori diversi e addirittura 24 reti nelle ultime 7 partite con una media pazzesca (3,42). L’Atalanta, in stagione, ha segnato minimo 3 gol al 42% degli avversari che ha affrontato: Lecce (4), Fiorentina (3), Shakhtar (3), Genoa (5), Verona (6), Napoli (3), Parma (3) e Young Boys (6).

A guidare l’attacco della formazione di Gasperini c’è Retegui con 14 reti, ovvero, il 31% di quelle segnate dai bergamaschi (45). Numeri che sono il frutto di un dominio a tutto campo: dal pressing ai palloni recuperati in ogni zolla del rettangolo verde di gioco. Le fasce rimangono il punto forte dell’Atalanta: 45 cambi di gioco (3° in Serie A) e 9 assist provenienti dagli esterni lo testimoniano.

La Roma, per arginare la Dea, dovrà riproporre l’aggressività vista in campo contro il Tottenham poiché i nerazzurri sono la squadra che ha recuperato più palloni in campionato (586) e sono 3° per passaggi concessi all’avversario prima di un intervento difensivo (10,33). Ranieri lo sa ed è pronto a sorprendere tutti con un piano gara preciso che possa ingabbiare il talento dei calciatori di Gasperini.

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Rassegna stampa

E Claudio si è già dato un altro obiettivo: recuperare anche Pellegrini e Dovbyk

Forse il segreto è nel soprannome che gli affibbiarono in Inghilterra. Sì, perché Tinkerman può essere letto in due modi: pasticcione o aggiustatutto. Per carità, non è un pareggio raccolto all’ultimo respiro con un gol del peggiore in campo per distacco che può raccontare di una Roma rinata. Ranieri, però, è già riuscito in un’impresa: ridare un’anima alla squadra. Come scrive Il Messaggero, la risalita giallorossa passa dal fatto che secondo Sir Claudio i migliori devono giocare. Così è stato per Hummels e Dybala.

Ranieri ha in mente di fare anche per Dovbyk e Pellegrini. Due casi diversi che rischiano, se già non lo sono soprattutto pensando al capitano, di trasformarsi in un casino. Il centravanti s’è fermato a Verona, un gol nelle ultime 9 gare. Lorenzo invece in questa stagione non è mai partito. Problemi fisici e tattici per l’ucraino, di autostima per il Capitano che viene vissuto ora dalla piazza come un peso.

Dovbyk non è Lukaku: continuare ad aspettarsi che faccia salire la squadra spalle alla porta è un errore. Artem va cercato in profondità. Difficilmente sarà un trascinatore ma questo non vuol dire che non possa essere allo stesso modo letale. Ha un grande limite (utilizza soltanto il mancino) ma una forza fisica che va sfruttata. Quando parte in profondità è come un treno ad alta velocità: non lo fermi.

Ed è qui che entra in gioco Pellegrini. Perché al di là del momentaccio prolungato che sta vivendo, è l’uomo in rosa che sa regalare più assist. Sì, in proporzione addirittura più di Dybala se si pensa che l’argentino a 31 anni ne ha dispensati 64 mentre Lorenzo ben 57 a 28. Ma bisogna stare bene.

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Rassegna stampa

Il piano di Ranieri è chiaro: sempre più Joya in campo

Più Dybala. Il piano di Ranieri è ormai chiaro, liquido. Dopo il test positivo del Tottenham Stadium, la conferma del leader tecnico contro l’Atalanta appare scontata. E per un pezzo lungo di partita, non soltanto un tempo. Come scrive il Corriere dello Sport, forse non novanta minuti, ancora, ma 65-70 sì. A Londra la Joya sarebbe rimasta volentieri in campo anche dopo l’intervallo perché si stava divertendo. Ma Ranieri ha preferito evitare sforzi per averlo fresco e determinante contro l’Atalanta.

La Roma viene da tre sconfitte consecutive in Serie A e non infila il poker della negatività da 16 anni mentre la Dea scoppia di salute con il vento di sette vittorie di fila in campionato. Martedì ha polverizzato lo Young Boys sul campo sintetico, dove l’Inter aveva faticato molto, e quindi arriva a battezzare l’esordio di Ranieri all’Olimpico con il vantaggio di 48 ore di riposo in più.

Non è un dettaglio nel calcio professionistico anche se il posticipo al lunedì ossigena le speranze della Roma, rientrata a Trigoria subito dopo la trasferta inglese. Il gruppo si è fermato a dormire nel centro sportivo proprio per conservare più energie possibile. Ieri la squadra ha fatto lavoro di scarico ma oggi e domani potrà allenarsi con maggiore intensità per preparare a dovere la sfida. Ranieri dovrebbe insistere sulla difesa a 3 con Mancini, Hummesl e Ndicka. Sulle fasce ci saranno ancora Celik e Angelino, nel mezzo dando per scontata la presenza di Koné, potrebbe partire titolare Cristante al posto di Paredes che è piuttosto stanco. Per il resto insieme a Dybala e Dovbyk o giocherà El Shaarawy o un centrocampista in più.

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NEWS

Mykhailenko (ex all. di Dovbyk): ”Artem ha le qualità per diventare capocannoniere anche in Serie A”

Dmitriy Mykhailenko, allenatore di Dovbyk ai tempi del Dnipro, ha rilasciato un’intervista SportWeek. Di seguito le sue parole sul centravanti della Roma.

“Sono stato io il primo a dargli fiducia, lo motivavo, dicendogli che avrebbe segnato almeno due gol in ogni partita. Il resto c’era già, mi bastavano i risultati che otteneva in allenamento per esserne sicuro. Ricordo che ero appena arrivato al Dnipro e cercavo un centravanti…proprio come lui. Così lo chiamai e gli promisi che in un anno sarebbe diventato capocannoniere. Scherzando più volte mi ha chiesto se ci credessi sul serio. E la risposta è sempre stata assolutamente sì”.

Sull’aspetto mentale: “Ha una grande dote e cioè il sapere essere calmo, è lucido nelle scelte proprio perché sa aspettare il momento giusto. Sa segnare in ogni modo, ho sempre pensato che fosse un attaccante incredibile. Bastava solo dargli fiducia, cosa che ho fatto, perché le qualità c’erano già. Deve solo migliorare nella partecipazione al gioco ma il tempo è dalla sua parte”.

Sull’Ucraina: “Artem è molto legato al nostro Paese, si informa su quello che accade. Cerca di dare supporto anche da lontano, è difficile per tutti”

Sulla Roma: “Dovbyk ha solo bisogno di tempo per abituarsi alla Serie A e ai giallorossi. Poi renderà tutti felici. Ha le qualità per diventare capocannoniere anche in Italia. Nella speranza che la squadra crei tante occasioni, al resto penserà lui. Può fare 15 o 20 gol, presto lo verrò a trovare. Spero di portargli fortuna”.

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Le Voci di Retesport

Di Livio a RS: ”Grande Roma. Dybala e Hummels ancora non stanno bene”

Angelo Di Livio è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.

Dybala? Non ho mai detto che è scarso a giocare a calcio ma solo che, per i suoi infortuni, era un malato immaginario. Ieri ha fatto un tiro in porta, ha innescato l’azione del 2-1 del Tottenham: non sta ancora bene. Una prestazione complessivamente da 6.

Di Livio su TottenhamRoma.

La Roma mi è piaciuta molto gran bella prestazione: ha saputo reagire. Ho visto calciatori che, alla lunga, sono usciti fuori: ottima prova di Celik, non mi è dispiaciuto El Shaarawy. Hummels ha giocato 70 minuti penosi: macchinoso, ha sbagliato quasi tutto poi, verso la fine, si è ripreso. Il tedesco ancora deve raggiungere la migliore condizione. La Roma è stata anche un po’ fortunata: il vento sta cambiando.

Saelemaekers? Ranieri deve assolutamente recuperarlo.

Svilar? Ha salvato un paio di situazioni.

Dovbyk? Lo vedo un po’ molle: a volte parte già battuto prima di andare a contrasto con gli avversari.

Koné? Ha fatto molto bene deve migliorare sul tiro ma calma con i paragoni. È stato un grande acquisto.

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Le Voci di Retesport

Graziani a RS: ”Guai a pensare che la Roma sia già guarita. Pellegrini? Credo sia a fine ciclo”

Ciccio Graziani è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.

La partita di ieri ha risollevato un po’ il morale: la Roma non meritava di perdere la partita. Ha giocato una buonissima partita che ci lascia sperare per il prosieguo della stagione ma guai a pensare che la squadra sia già guarita: è il momento di lasciare lavorare Ranieri che potrebbe essere il chirurgo giusto per questi calciatori.

Graziani sui Friedkin.

La società è rimasta in vacanza, l’assenza dei Friekdin continua a preoccuparmi. Questa squadra ha bisogno di una famiglia alle spalle che al momento non c’è.

Dybala? Ancora non sta bene e non sta dando una grande mano.

Koné? Straordinario.

Prosegue Graziani.

Ranieri deve trovare un blocco di 8 titolari e altri 2-3 calciatori che dovranno ruotare intorno alla squadra.

Pellegrini? Credo sia a fine ciclo ormai è diventato un capro espiatorio. Vorrei vederlo da mezzala: il ruolo in cui rende meglio.

Atalanta? Spero che possano giocare quasi tutti i calciatori che hanno pareggiato contro il Tottenham. C’è tutto il tempo per poter recuperare.

Dovbyk? Gli serve il gol per sbloccarsi. Fa prestazioni altalenanti che prima ti fanno pensare ”Sì è un grande attaccante” e poi altre in cui ti chiedi: ”È un centravanti da Roma?”. Complessivamente è un ni.

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Interviste

Totti: ”Ritorno a Roma? Ranieri avrà voce in capitolo, non ci siamo sentiti”

Francesco Totti, a margine delle finali del World Legends Padel Tour a Dubai, ha parlato di Del Piero come presidente della Figc, di Ranieri e quindi della Roma. Di seguito le dichiarazioni dell’ex capitano giallorosso ai microfoni di Sportmediaset e Sky.

Totti a Sportmediaset.

“Vedrei bene Del Piero come presidente della Federcalcio. Sappiamo tutti che è personaggio significativo, vediamo cosa succederà. Sono contento per lui se dovesse decidere di fare questo importante passo. Naturalmente mi piacerebbe che figure che capiscono di calcio entrino a far parte di istituzioni così rilevanti.

Totti a Sky Sport.

Ranieri?
“Tutti conosciamo l’importanza di questo allenatore. Al di là di essere romano e romanista, trasmette tante cose positive.

Tornerai alla Roma?
“Sarà lui il prossimo anno il dirigente della Roma, avrà quindi voce in capitolo e gestirà chi chiamare.

Vi siete sentiti?
“Ancora no”

Due giorni fa De Rossi ha definito Totti il giocatore più forte e affascinante con cui ha giocato…
“Io e Daniele abbiamo una stima e amicizia diverse da tante altre. De Rossi è uno dei più grandi giocatori della storia della Roma’: Infine sul possibile ritorno nel mondo del calcio: “Vediamo, valutiamo, abbiamo tempo’.

Sulla Roma.

“Piano piano credo che ci risolleveremo. Ieri c’è stata una bella partita a Londra. Penso che possa tornare a essere una grande Roma”.

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APPROFONDIMENTI

Roma, qualcuno cloni Koné: dominante in casa del Tottenham

IL PERSONAGGIO (di Nicolas Terriaca) – Manu Koné forse sta ancora rincorrendo i calciatori del Tottenham. Il classe 2001 è stato il migliore in campo nel pareggio maturato in casa degli Spurs (2-2).

Deschamps gli ha affidato le chiavi del centrocampo francese e, a settembre, dopo la prima convocazione, si era espresso sulle qualità dell’ex Borussia Mönchengladbach: ”Credo che in termini di presenza, volume, capacità di organizzare il gioco, proiettarsi in avanti, è tra i centrocampisti francesi più bravi”.

Koné, un dominio totale contro il Tottenham

Manu Koné, proprio grazie alle caratteristiche citate dal ct della Francia, ha fatto innamorare i tifosi della Roma. Il calciatore tanto voluto da De Rossi, contro il Tottenham, ha percorso 11,583 km (nessuno meglio tra i giallorossi): presente in ogni zona del campo è stato l’uomo in più dei capitolini.

Una fisicità dominante a cui ha abbinato tanta freddezza con il pallone fra i piedi: una prestazione mastodontica certificata dai numeri. Koné ha recuperato addirittura 11 palloni (nessuno meglio): spesso ha sradicato la sfera nella metà campo avversaria e ha permesso ai compagni di mantenere un baricentro alto per schiacciare il Tottenham.

A tale preponderanza fisica ha abbinato intelligenza in fase di possesso: 87% di passaggi riusciti e 1° calciatore della Roma, insieme a Paredes, per cambi di gioco (3). Il centrocampista francese è stato il 2° tra le file dei giallorossi per palloni intercettati (3), posizionandosi, in molte occasioni, nella zolla giusta del campo per anticipare le giocate degli avversari.

Una prestazione eccezionale ma non perfetta a causa dell’occasione sfumata nel secondo tempo a pochi metri dalla porta. I cambi di passo di Koné hanno aiutato la Roma a rispondere colpo su colpo alle azioni del Tottenham, come chiesto da Ranieri. Il centrocampista francese, infatti, è stato il calciatore giallorosso che ha percorso più campo con il pallone tra i piedi (213,96 metri), soprattutto in fase di transizione verso l’area di rigore avversaria (101,49 metri).

Tutto quello che mancava alla squadra giallorossa. Qualcuno nella Roma cloni Manu Koné: indispensabile.

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Paredes, qualità e garra contro il Tottenham: ecco i numeri dell’argentino

IL PERSONAGGIO (di Nicolas Terriaca) – Leandro Paredes dopo 56 giorni è tornato a dirigere il centrocampo della Roma. Claudio Ranieri gli ha affidato le chiavi del reparto in una delle partite più difficili della stagione in casa del Tottenham. Il centrocampista argentino, scomparso dai radar giallorossi con Juric, è stato uno dei protagonisti del pareggio (2-2) acciuffato in extremis contro la formazione di Postecoglou.

Al termine della partita, Paredes ha parlato del cambio di allenatore: ”Per me è cambiato tutto con Ranieri. Vengo da due mesi difficili, dove ho sofferto tanto il momento mio, il momento della squadra, della società, di tutti”. Il centrocampista argentino, infatti, ha disputato appena il 22,96% dei minuti stagionali ma con Sir Claudio potrebbe trovare più spazio. Contro il Tottenham, il classe 94′ è stato tra i migliori in campo: 88,5% di passaggi riusciti, 1° per giocatori contrastati (8) e contrasti vinti (6). Fosforo e cambi di gioco hanno aiutato Ranieri ad attuare alla perfezione il piano gara preparato in settimana.

Il rapporto con il mister è stato molto molto buono dall’inizio. Mi auguro vada sempre meglio. Mi auguro di migliorare ancora come squadra, abbiamo giocatori forti, e lo faremo”. Una prestazione che ha ridato autostima e fiducia ai calciatori della Roma, Paredes compreso. Il centrocampista argentino è stato colui che ha fatto percorrere più metri al pallone mediante i passaggi (1084), nessun ha fatto meglio neanche tra le file del Tottenham. Insomma aggressività nei duelli e qualità con la sfera tra i piedi: tutto quello che era mancato ai giallorossi sino a ieri.