Prima un presunto mal di gola, poi un’indisposizione. Sono queste le motivazioni comunicate dall’ufficio stampa romanista per giustificare l’assenza di Gasperini dinanzi ai microfoni delle tv e in sala stampa, dopo la vittoria contro il Lecce che ha spezzato il mese nerissimo di risultati dei giallorossi tra campionato ed Europa League.
La notizia di ieri è che Gasp, dopo aver salutato sorridente e soddisfatto tutti i suoi ragazzi in campo (smentendo le voci di frizioni con alcuni componenti della squadra) è entrato poi negli spogliatoi molto nervoso e ha deciso di non parlare, lasciando subito l’Olimpico.
Una situazione che deve essere risolta come sottolineato da Il Messaggero, il Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport. Perché si può arrivare alla fine della stagione ma immaginarne un’altra così è veramente molto difficile.
Le frizioni tra il tecnico da un lato e il tandem Ranieri-Massara dall’altra nella riunione di venerdì sono passate in secondo piano. All’allenatore è stato chiesto di dare tutto nelle prossime partite, che la squadra c’è nonostante le difficoltà in attacco e gli è stato ribadito di tenere un profilo a livello di comunicazione più basso. E allora, forse, questo silenzio si spiega così.
FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – La Roma prosegue a scalare la classifica in Serie A. La vittoria di Udine ha proiettato i giallorossi a 7 punti dal 5° posto occupato dalla Juventus che, al momento, è sinonimo di Champions League, dato il ranking e il rendimento delle italiane in Europa. Al Bluenergy Stadium, però, la formazione capitolina ha subito un gol ingenuo sugli sviluppi di un calcio piazzato. Non è la prima volta che accade, infatti, anche nella gara precedente contro il Genoa, la rete di Masini è nata direttamente da calcio d’angolo. ‘‘Siamo fatti così, siamo fatti male. Evidentemente non siamo furbi, intelligenti, scaltri e facciamo degli errori veramente incredibili”.
La Roma per crescere deve eliminare al più presto alcune disattenzioni in fase difensiva. Contropiedi e calci piazzati, anche con Ranieri, rappresentano le situazioni di gioco che mettono maggiormente in difficoltà la formazione giallorossa. ”Credo sia un problema di attenzione. Poi quando giochiamo, sono i ragazzi che se lo devono ricordare: le preventive ormai le fanno tutti. Quando spingiamo, lo facciamo con troppi uomini. Vogliamo tutti partecipare all’azione offensiva. Proprio non riescono a capire che se ci sono cinque che attaccano, due devono stare almeno come sentinelle. E poi, ci sono i difensori. Invece, attacchiamo tutti, su tutta l’ampiezza del campo”.
Sir Claudio è consapevole dei difetti che hanno e che potrebbero continuare a ingabbiare la squadra nella discontinuità e quindi nella mediocrità. La Roma, in Serie A, ha subito 14 gol su 28 (50%), sugli sviluppi di calci piazzati e contropiedi. Due situazioni di gioco su cui Ranieri ancora non è riuscito a trovare la medicina giusta per guarire la squadra. I capitolini, in 10 gare di campionato con il tecnico di Testaccio, infatti, hanno incassato 6 reti dalle medesime dinamiche.
I marcatori sono stati: Zaniolo (calcio d’angolo), Nico Paz (contropiede), Reijnders (contropiede), Dallinga (contropiede), Masini (calcio d’angolo) e Lucca (calcio di punizione).
Roma-Atalanta 0-2: gol di ZanioloComo-Roma 2-0: gol di Nico PazMilan-Roma 1-1: gol ReijndersMilan-Roma 1-1: gol Reijnders (parte 2)Bologna-Roma 2-2: gol Dallinga Roma-Genoa 3-1: gol Masini Udinese-Roma 1-2: gol di Lucca
Disattenzioni che hanno procurato anche due rigori segnati da Krstović e Ferguson. Insomma 8 gol subiti su 11 (72,72%) sono figli di errori gravi. Sir Claudio deve correre ai ripari perché l’Eintracht Francoforte, prossimo avversario in Europa League, è la squadra della Bundesliga che ha segnato più reti in contropiede (8). In aggiunta anche sui piazzati è una formazione che risulta particolarmente efficace: 9 gol in campionato, meglio solo Stoccarda (11) e Wolfsburg (14).
IL PERSONAGGIO (di Nicolas Terriaca) – Anche questa sera alle 18:45 in casa dell’AZ Alkmaar, molto probabilmente Claudio Ranieri affiderà la fascia sinistra ad Angelino. Il terzino spagnolo è inamovibile: ”Gioca sempre bene, è un punto di riferimento importante: non l’ho mai tolto”.
Il classe 97′ ha giocato 27 partite su 28 ed è il 3° calciatore della rosa giallorossa che ha disputato più minuti: addirittura 2342, alle spalle di Ndicka (2430) e Svilar (2430). Angelino in questa stagione ha servito 4 assist ed è ancora alla ricerca del primo gol con la maglia della Roma, anche se in più occasioni ci è andato vicino. L’ex Lipsia, dopo Dybala (32), è il calciatore giallorosso che ha servito il numero maggiore di passaggi fondamentali (29) a testimonianza della qualità che riesce a dare alla manovra offensiva, frutto di una tecnica sopraffina.
Angelino, considerando i difensori del campionato italiano che hanno tentato almeno 50 cross, è tra i più precisi e quindi potenzialmente efficaci: 31,14%, meglio hanno fatto solo Ruggeri (31,5%), Gallo (31,7%), Kamara (32,69%) e Tavares (34,1%). Alle spalle del terzino spagnolo ci sono anche calciatori come Di Marco (28,1%), Theo Hernandez (21%) e Bellanova (20,4%).
Il numero 3 giallorosso non ha un’alternativa valida, al netto di chi potrebbe essere adattato come El Shaarawy e Zalewski. L’investimento su Dahl, al momento, è stato un buco nell’acqua tant’è che il club è alla ricerca di una soluzione per cederlo in prestito nei prossimi giorni. Se il mercato non porterà un terzino sinistro capace di giocare anche da quinto, Angelino difficilmente riuscirà a rifiatare e sarà chiamato a un tour de force fino al termine della stagione. Suona l’allarme a Trigoria, spetterà a Ghisolfi trovare la contromisura tecnica adatta…
Paulo Dybala sta sorprendendo tutti, forse anche se stesso. Dopo mesi di difficoltà, paure e qualche eccessiva polemica sulle sue condizioni fisiche, l’argentino appare letteralmente rigenerato.
L’argentino infatti 8 partite di fila da titolare non le aveva mai giocate con la Roma in campionato. Bisogna tornare al 2018, alla Juve di Allegri, per contare certi numeri di affidabilità. Ora però può migliorarsi facendo 9 a Udine, domenica prossima, se Ranieri lo utilizzerà due giorni e mezzo dopo un’altra trasferta importante: ad Alkmaar in Europa League.
Ranieri e Ghisolfi si stanno impegnando per proporre un ulteriore prolungamento fino al 2027 con stipendio spalmato. L’accordo consentirebbe ai Friedkin di risparmiare circa 5 milioni lordi, che in epoca di fair play finanziario non sono dettagli. Lo riferisce il Corriere dello Sport.
IL PERSONAGGIO (di Nicolas Terriaca) – Matias Soulé è la stella cadente del mercato della Roma. Una luce abbagliante durata pochi secondi, ovvero, il tempo di atterrare a Fiumicino, tra l’entusiasmo dei tifosi. Un’operazione chiusa con la Juventus sulla base di 25,6 milioni, pagabili in quattro esercizi, oltre a premi variabili fino a un massimo di 4 milioni
L’esterno argentino, nell’idea della società, avrebbe dovuto sostituire il partente Paulo Dybala che, invece, è rimasto nella Capitale e ha allontanato le sirene arabe che volevano persuaderlo ricoprendolo di soldi. Il classe 2003 non è riuscito ad imporsi in una stagione contraddistinta dalla confusione: 3 allenatori, disordine tattico e risultati scadenti.
Ranieri, parzialmente, lo ha bocciato: “Avrà un futuro roseo alla Roma. È bravo ma a me piacciono i giocatori pratici ed è questo che gli chiedo. Lui tocca 10 palloni e voglio che siano qualcosa di importante per la squadra. Non posso pensare che quando prende la palla lui comincia a toccarla 3-4-5 volte e poi alla fine non succede nulla”.Insomma tutto fumo e niente arrosto.
Soulé, fantasia e concretezza da abbinare per Sir Claudio: primo per dribbling ma nessuna grande occasione creata
Foto Fraioli
Matias Soulé, con la maglia della Roma, ha giocato appena 813 minuti,di cui 547 in Serie A, corredati da una sola rete in casa del Verona. L’ala argentina, dall’arrivo di Claudio Ranieri, è scomparso dal campo ma il tecnico di testaccio crede nelle qualità dell’ex Frosinone: ”Credo molto in questo ragazzo è un giocatore per il futuro della Roma. Sta migliorando nell’essere più pratico e toccare meno la palla: sicuramente resta qui perché credo in lui e avrà le sue opportunità per far vedere che sta migliorando”.
Soulé, malgrado abbia giocato poco in campionato, è il calciatore della Roma che ha tentato (32) ed effettuato più dribbling (13). Tanta fantasia ma poca concretezza come ha detto Ranieri: 0 grandi occasioni create. L’argentino ha le qualità per poter tornare incisivo e determinante come ai tempi di Frosinone: Ranieri è fiducioso anche se in Serie A lo ha fatto giocare appena 23 minuti.
FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – La Roma è alla ricerca di rinforzi sul mercato. Dopo la disfatta di Como, il club giallorosso ha annunciato una rivoluzione di cui al momento non vi è traccia. L’unica operazione ufficializzata dai capitolini è stata la cessione di Enzo Le Fée, manifesto dell’operato di Ghisolfi, al Sunderland in prestito con obbligo di riscatto a 24 milioni in caso di promozione in Premier League.
Ranieri ha fatto capire che la squadra necessita di nuovi calciatori per colmare alcune carenze strutturali: ”Con 2-3 innesti sarei felice. Frattesi? Onestamente non si possono spendere tutti quei soldi. Dobbiamo coprire tutto”. Insomma la rosa della Roma ha più un problema da risolvere. Il tecnico di Testaccio, con le sue scelte, sta svelando le gerarchie: chi è centrale nel progetto di rilancio e chi è sempre più marginale.
Ranieri, solo 14 calciatori con almeno il 30% dei minuti giocati: ecco i 9 desaparecidos
Venerdì contro il Genoa, inizierà il nuovo tour de force della Roma che sarà impegnata quasi ogni 3 giorni. I giallorossi torneranno nuovamente protagonisti in Europa League e il 5 febbraio dovranno affrontare il Milan a San Siro con la speranza di accedere alla semifinale di Coppa Italia. Per gestire al meglio le tanta partite in programma, Ranieri dovrà affidarsi a quasi tutta la rosa, concetto al momento estraneo dalle parti di Trogoria. ”C’è un grande lavoro da fare e lo stiamo facendo, sappiamo che ci sono delle difficoltà e a gennaio dobbiamo trovare giocatori da Roma, ma non è detto che si trovino. Cerchiamo giocatori che ci diano un qualcosa in più”. Parola di Sir Claudio.
Ranieri ha trovato un nucleo di calciatori con cui dare un’identità alla Roma e spera di rilanciarla verso obiettivi più ambiziosi di un amaro e mediocre galleggiamento in classifica. I numeri sono chiari: Ndicka 990 minuti (100%), Svilar 900′ (90,9%), Angelino 900′ (90,9%), Koné 855′ (86,3%), Mancini 837′ (84,5), Dovbyk 750′ (75,7%), Paredes 689′ (69,5%), Dybala 679′ (68,5%), Hummels 667′ (67,3%), e Saelemaekers 558′ (56,3%) sono le certezze del tecnico giallorosso. In aggiunta, Celik 476′ (48%), Pisilli 416′ (42%), ElShaarawy 414′ (41,8%) e Pellegrini 358′ (36,1%) rappresentano le soluzioni con cui risolvere alcuni problemi dall’inizio o a gara in corso. Appena 14 calciatori, un numero esiguo per una squadra che partecipa a 3 competizioni.
Ranieri, al momento, ancora non si fida di ben 9 componenti della rosa della Roma: Saud 233′ (23,5%), Zalewski 213′ (21,5%), Hermoso 207′ (22,9%), Cristante 172′ (17,3%, a causa dell’infortunio alla caviglia), Soulé 171′ (17,2%), Baldanzi 159′ (16%), Ryan 90′ (9,9%), Shomurodov 64′ (6,4%) e Dahl 33′(3,3%). Una bocciatura parziale anche del mercato concluso in estate, dato che ci sono ben 5 calciatori arrivati entro settembre a cui va aggiunto Le Fée, già allontanato dalla Capitale.
Tra giovani da rinvigorire e nuovi innesti, Ranieri ha bisogno di risorse calcistiche aggiuntive per poter perseguire il suo obiettivo: ridare dignità e ambizione alla Roma.
FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – La Roma all’ultimo respiro, in casa del Bologna, ha evitato la 9° sconfitta in campionato: 2-2 e gol di Dovbyk su calcio di rigore al 98°. I giallorossi continuano a non vincere in trasferta: appena 6 punti in 10 gare, solo il Venezia ha fatto peggio in Serie A.
Ranieri, parzialmente soddisfatto della prestazione dei suoi calciatori, vuole maggior ritmo: ”La cosa che non mi è piaciuta, soprattutto nel primo tempo, è che non abbiamo giocato con velocità, eravamo troppo lenti con tante palle indietro. Dobbiamo migliorare nella trasmissione della palla, nel ritmo che a me piace più rock”.
La Roma, infatti, è stata più lenta e prevedibile del solito con il pallone fra i piedi, soprattutto rispetto al Bologna che ha mostrato maggior energia in campo. I numeri certificano una velocità diversa tra le due squadre: il pallone, tra i piedi dei calciatori rossoblù, ha viaggiato a 31,25 km, 3,85 in più rispetto a quanto fatto dai giallorossi (27,4 km). Anche in conduzione, a livello di rapidità, la squadra di Italiano è stata superiore ai capitolini: 10,04 km vs 7,27 km.
La Roma ha mantenuto il 46% di possesso palla, soprattutto nella propria metà campo tant’è che i calciatori che hanno toccato più volte il pallone sono stati Svilar (66) e Ndicka (65). Un altro dato che certifica un atteggiamento poco propenso al dominio della partita sono i passaggi nell’ultimo terzo di campo: 141 quelli del Bologna e appena 47 quelli dei giallorossi. Ranieri, dopo la vittoria nel derby (2-0), forse si aspettava qualcosa in più: sicuramente una Roma a ritmo rock che non c’è stata.
La Roma prosegue ad allenarsi a Trigoria in vista del match in programma domenica alle 18:00 contro il Bologna. Out Cristante che come dichiarato da Ranieri in conferenza stampa domani tornerà a correre sul campo. Il tecnico giallorosso ha chiesto ritmo e intensità ai suoi calciatori e vuole concentrazione: ”Oggi è venerdì, prepariamo corpo e mente. Pensate da allenatore”.
FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – Claudio Ranieri sta rianimando la Roma, una squadra che aveva perso anima e identità. Sir Claudio, al termine della stagione, inizierà il suo percorso da dirigente senior e supporterà il nuovo allenatore, che sceglierà nelle prossime settimane, a meno che la decisione non l’abbia già presa.
Il tecnico di Testaccio ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport in cui ha parlato del modo in cui vede il calcio e quindi, indirettamente, ha fornito qualche indicazione. Ho girato il mondo, allenato dappertutto, da noi c’è sempre stata troppa tattica, giocatori ingabbiati, talenti frenati e spettacolo depresso. D’accordo sull’organizzazione difensiva, sulla personalizzazione dei compiti, ma poi in campo ci vanno i loro. Che devono sentirsi bene e giocare con naturalezza, come sanno”.
Concetti espressi a più riprese da un allenatore accostato alla Roma: Massimiliano Allegri. L’ex tecnico della Juventus ha le idee chiare: ”Il calcio è uno spettacolo, e lo spettacolo lo fanno gli artisti. Qui vogliono spoetizzare il calcio, soffocare la creatività: è questo l’errore più grande che stiamo facendo. Bisogna tornare a lavorare di più sui singoli e meno sulla tattica e sugli schemi. Oggi ci sono molti giocatori che sono polli da allevamento e questo non è un bene per il calcio. Bisogna abituare i giovani a pensare, ad avere ambizioni, senza togliergli creatività e inventiva”.
Ranieri ha ribadito il suo pensiero sul calcio, lo stesso di Massimiliano Allegri: ‘‘Alla tattica si è dato troppo peso, troppo. Il calcio è semplice, spesso sono gli allenatori e i calciatori a complicarlo: non ha regole universali conta prendere il meglio del gruppo che hai”. Il tecnico toscano è famoso per essersi contrapposto a chi fa prevalere schemi e tattica ai singoli. ”Il calcio è molto semplice: bisogna fare due cose, la fase offensiva e quella difensiva, e bisogna farle bene tutte e due. Ai campioni non devi insegnare niente. Tattica, schemi in Italia sono tutte putt*nate”.
Ha parlato Ranieri ma, se non si fosse a conoscenza di chi ha rilasciato determinate dichiarazioni al Corriere dello Sport, molti le avrebbero addebitate ad Allegri. La visione del calcio sembra la medesima, e questo può aiutare a stilare un programma insieme. La Roma si sta ristrutturando anche a livello societario, con l’arrivo del Ceo Antonello, diversi innesti nel proprio scouting e voci che accostano Sartori come nuovo ds: chissà se questa è un’altra indicazione. ‘‘Senza un club che ti protegge e ti aiuta a lavorare in serenità, i risultati non arriveranno mai. Non si vive dei limiti del passato”. Parole firmate Massimiliano Allegri.
Ranieri sicuramente potrebbe trasmettere tranquillità al tecnico toscano proteggendolo con uno scudo comunicativo. Sir Claudio vuole una Roma ambiziosa: ”Sono tornato per rimetterla in moto e porre delle basi solide, la Roma deve tornare a lottare per qualcosa di importante, per lo scudetto. È finito il tempo della Rometta, ora c’è la Roma, i Friedkin sono abituati a pensare in grande”.
Per aspirare a una squadra competitiva c’è bisogno anche di un allenatore esperto e capace di gestire le pressioni dell’alta classifica. Juric, ad esempio, non si è rivelato adatto all’ambiente giallorosso e al rapportarsi con calciatori di livello come Hummels. Il profilo di Allegri sembra soddisfare anche la richiesta di una Roma ambiziosa:”Se c’è qualcosa che dico ai ragazzi prima delle gare? Che bisogna vincere. L’unica cosa che conta quando scendiamo in campo è quella di vincere ogni partita”. Ecco la filosofia del tecnico toscano: quella di cui necessita un club che vuole tornare a lottare per lo scudetto.
FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – La Roma era una squadra malata che, mutuando le parole di Ranieri, stava in terapia intensiva e necessitava di ossigeno, forza, determinazione e autostima. Sir Claudio ha trovato la cura giusta e i risultati della guarigione corrente sono sotto gli occhi di tutti: 5 vittorie, un pareggio e una sconfitta nelle ultime 7 partite. I giallorossi hanno annientato calcisticamente: Lecce (4-1), Braga (3-0), Sampdoria (4-1) e Parma (5-0).
I segnali della ripresa si sono palesati nel derby di domenica contro la Lazio: in appena 18 minuti, la Roma, infatti, ha chiuso la stracittadina con le reti di Pellegrini e Saelemaekers. Nel secondo tempo sacrificio, applicazione in fase difensiva e determinazione hanno permesso di archiviare il 2-0. Nel mezzo, la ricaduta di Como (2-0) e il pareggio di San Siro in casa del Milan (1-1). Per guarire definitivamente, la squadra giallorossa dovrà tornare a vincere anche lontano dallo stadio Olimpico.
Roma, i numeri della cura Ranieri: la percentuale di vittorie è passata dal 21% al 50%
Il 23 ottobre, 76 giorni fa, Juric palesava le carenze psicologiche della squadra: ‘‘In questo momento la Roma non ha una mentalità vincente. Se delle ultime 17 partite ne abbiamo vinte tre, due con me e una con De Rossi, vuol dire che il nostro livello non è da Roma”. Il tecnico croato, invece, di rappresentare la cura è stato il virus che giorno dopo giorno ha peggiorato le condizioni di ogni calciatore. Dopo le dichiarazioni fatte alla vigilia della gara contro la Dinamo Kiev, Juric è rimasto sulla panchina giallorossa per altri 37 giorni: 2 successi, un pareggio e 3 sconfitte. Insomma la medicina che ora ha trovato Ranieri, in quel momento, era sconosciuta.
Sir Claudio ha trasmesso tranquillità e ha fatto tornare la Roma una squadra con un’identità chiara. I numeri non lasciano spazio a interpretazioni: la percentuale di vittorie è passata dal 21% al 50%. Nelle 19 gare precedenti, i successi della formazione giallorossa erano stati appena 4: uno in meno di quelli raccolti nelle ultime 7 gare.
”Adesso siamo squadra, ognuno sa quello che deve fare e come aiutarsi uno con l’altro. Riescono a tenere le distanze, che sono importantissime. Dobbiamo continuare così”. La strada verso la rinascita sportiva della Roma sembra tracciata ora bisogna solo percorrerla. La prossima tappa sarà a Bologna.