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Ranieri: ”Celik ha la febbre. Derby partita a sé, non conta la classifica. Pellegrini? Soffre i tifosi”

Claudio Ranieri, a 2 giorni da Roma-Lazio, ha parlato in conferenza stampa.

Sono tutti a disposizione, a parte Cristante? E cosa rappresenta per lei il derby, in questo momento?

“Sono recuperati tutti, tranne Celik che ha la febbre e vediamo se domani avrà sfebbrato. Il derby per me rappresenta la stracittadina, è una partita clou, che uno sente ancora di più. La classifica parla chiaro, loro hanno fatto un girone d’andata stratosferico, eccezionale, giocano molto bene, in velocità, con pochi tocchi. Sono una squadra temibilissima… Dall’altra parte il derby è il derby e fa sempre storia a sé”.

Il mese di dicembre cosa vi ha detto? E poi: un suo ricordo da tifoso di un derby? Qual è il suo derby?

“Da ragazzo andavo in Curva Sud. Trequarti era romanista, un quarto laziale. Tutti aspettavano Dante, il capotifoso, con lui iniziavano i cori. Ricordo i cori. C’erano gli sfottò, non c’era tutto quello che poi è successo nel corso degli anni. Sul mese di dicembre, ci ha fatto capire che siamo squadra, è un mese che ci ha ricompattato, abbiamo dei difetti e lavoriamo per eliminarli, ancora non siamo al cento per cento sotto questo aspetto, però abbiamo rimesso la nave in navigazione. Dove potrà arrivare, onestamente, è difficile da dire. Si può solo garantire di dare il massimo in ogni frangente, in ogni partita”.

Nel derby di domenica la Roma gioca solo per la sfida cittadina, vale più per i tifosi che per la squadra. Questo fatto la tranquillizza o no?

“E se vale solo per i tifosi, allora vale anche per me. Per cui no, non mi tranquillizza, mi dà l’emozione di sempre. Il derby è il derby. Come dall’altra parte ci tengono e vogliono vincere la gara, così da questa parte ci teniamo e vogliamo vincere la gara. Per voi che scrivete, avete vissuto altro tipo di stracittadine, ma il derby è il derby: si azzera tutto. Si gioca sempre con determinazione e voglia di far bene. L’agitazione non è una buona motivazione. La motivazione è nella consapevolezza della forza dell’avversario, della tua forza e cercare di fare quello che si può per vincere”.

Domenica potrebbero esserci diversi debuttanti nel derby. È un vantaggio o uno svantaggio?

“Credo sempre che il vantaggio sia mettere dei giocatori che stiano bene fisicamente, che facciano reparto e squadra. L’importante è che stiano bene fisicamente, moralmente, che siano in connessione l’uno con l’altro. È quella la mia ricerca”.

Lei ha sempre parole di grande affetto per Pellegrini: le ha avute anche nella recente intervista alla Gazzetta dello Sport. Perché non lo fa giocare? È un motivo tecnico?

“È solo una considerazione psicologica. Tecnicamente, come dico sempre, è uno dei migliori centrocampisti in Europa. Sono pochi i centrocampisti che fanno gol e chi li ha dovrebbe tenerseli stretti. Lui soffre questo fatto dei tifosi. Io devo tener presente se un giocatore se ne fa carico o se gli scivolano via. Lui si carica tutti i problemi, è questo il suo peccato. Dovrebbe giocare con naturalezza, come era abituato a fare. Solo così può tornare il giocatore che è. Si porta dei macigni dietro. Se fa mezzo errore lui, viene caricato di negatività e responsabilità. Se lo fa il beniamino del pubblico, non succede niente. Devo tener presente questo. Il giorno che lo vedrò sereno, lo metterò in campo. Come non ho avuto problemi a metterlo a San Siro, dove stava per fare gol. È quello che dico, lui ha la capacità di entrare in area e fare gol al momento giusto”.

Sta pensando a qualcosa di particolare sulle corsie esterne?
“La squadra di Baroni ha trovato il suo bandolo della matassa. Sono bravi sugli esterni, sono bravi centralmente, giocano in velocità, ripartono ogni volta mille all’ora. Tengo in considerazione tutto. Come sono convinto che Baroni terrà in considerazione le qualità della Roma”.

Analogie con il derby del novembre 2010?

“No, nella gestione del gruppo i derby si caricano da soli. Sono i tifosi che te lo fanno vivere nelle loro manifestazioni. Noi abbiamo aperto il Tre Fontane per dare il buon anno, la gente l’ha sentita come uno stimolo per il derby. Noi lo abbiamo fatto per i nostri tifosi e per le famiglie. Non dovevano darci un di più: in ogni partita ci trasmettono il loro calore. Comunque, sì, loro sono lassù, sono in Champions League, è logico che loro abbiano la consapevolezza di volerci arrivare. Vogliono restare lassù. Forse sono retorico, ma ogni derby è a sé. Non conta la classifica, non conta nulla. Dopo il fischio dell’arbitro, ci saranno diverse partite nella partita”.

Conterà la sua esperienza nel derby?
“Non credo che sia determinante, lui mette il pilota automatico, la Lazio va con il pilota automatico, bisogna riconoscerlo. Sentirà la bellezza del derby da allenatore. C’è una responsabilità diversa da giocatore ad allenatore, ma tutto qua. Lui gioca con il pilota automatico”.

Nelle ultime settimane sembra ci sia un riavvicinamento dei tifosi: per lei è già pace fatta?
“Siamo tutti uniti: proprietà, massaggiatori, magazzinieri, staff medico, per fare bene. Anche i tifosi stanno facendo la loro parte. Abbiamo fatto Pace? La Roma non si discute e si ama e io continuerò ad amarla nel bene e nel male. Ricordo da bambino che il presidente fece la colletta e i tifosi diventarono soci vitalizi. I Friedkin ci hanno messo tanti soldi, sarebbe ora di dargli qualche soddisfazione”.

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Roma-Lazio, dal 2000 il vantaggio in classifica si annulla: numeri e precedenti

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – Domenica 5 gennaio alle 20:45, Roma e Lazio si affronteranno per il derby numero 161 in Serie A. La distanza in classifica tra le due squadre è siderale: 15 punti a favore dei biancocelesti, mai così tanti negli anni duemila. La stracittadina, però, esce fuori da ogni logica e spesso la formazione nettamente sfavorita ha sovvertito i pronostici. Baroni, malgrado abbia giocato con la maglia della Roma nella stagione 1986-87, non ha mai vissuto l’atmosfera di una partita diversa dalle altre perché la Lazio stava accarezzando l’idea di retrocedere in Serie C.

Ranieri, invece, non è un esordiente e conosce le dinamiche di una gara speciale: Il derby esce fuori da ogni concetto: il derby è il derby. È una gara che si prepara da sola. L’allenatore deve fare l’equilibratore, è una partita che sentono in tantissimi, dobbiamo stare sereni. Sarà una sfida difficile, la Lazio è in un momento splendido: gioca bene, crea tanto, sta dove si merita. Sa essere compatta, ha creato problemi a tutti”.

Derby della Capitale, negli anni 2000 la Lazio ha vinto solo 3 partite quando si è presentata avanti alla Roma in classifica

Campionato di calcio serie A 2021/2022 Roma vs Lazio

Il derby è una partita a sé che non si fa influenzare da classifica e pronostici. Un concetto suffragato dai precedenti tra Roma e Lazio. Dalla stagione 2000-01 a oggi, in Serie A, le due squadre si sono affrontate in 48 occasioni: 21 successi per i giallorossi, 14 pareggi e 13 vittorie per i biancocelesti. La Lazio, esclusa la prossima gara, si è presentata 18 volte alla stracittadina avanti in classifica alla Roma ma i risultati non hanno rispettato le attese: appena 3 trionfi e tante delusioni. I giallorossi, infatti, hanno ottenuto addirittura 8 successi e 7 pareggi con risultati anche roboanti: dal 3-0 con Mourinho in panchina allo 0-2 della stagione 2010-11 in cui la formazione di Reja aveva 10 punti in più della Roma guidata proprio da Ranieri. Insomma anche Sir Claudio non è nuovo a sorprese.

I PRECEDENTI DALLA STAGIONE 2000-01 IN CUI LA LAZIO SI È PRESENTATA AL DERBY AVANTI ALLA ROMA

Lazio-Roma 1-0 (49 a 47)

Roma-Lazio 3-0 (48 a 49)

Roma-Lazio 2-0 (61 a 68)/

Roma-Lazio 1-1 (38 a 46)

Lazio-Roma 1-1 (3 a 1)

Roma-Lazio 3-1 (8 a 12)

Roma-Lazio 2-1 (28 a 31)

Lazio-Roma 0-2 (28 a 29)

Roma-Lazio 1-1 (47 a 50)

Lazio-Roma 3-2 (19 a 17)

Roma-Lazio 1-2 (38 a 45)

Roma-Lazio 2-0 (46 a 51)

Lazio-Roma 0-2 (22 a 12)

Roma-Lazio 1-0 (11 a 22)

Roma-Lazio 1-1 (8 a 13)

Roma-Lazio 0-0 (40 a 41)

Roma-Lazio 1-1 (31 a 41)

Lazio-Roma 2-2 (13 a 12)

Derby di Roma: dalla stagione 2000-01 la squadra sfavorita ha vinto più gare dell’avversario

15.5.2021 Roma vs Lazio (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Mkhitaryan Dzeko esultanza (Foto Gino Mancini)

La Roma si presenta al derby contro la Lazio da sfavorita. La classifica non lascia spazio a interpretazioni: i biancocelesti (35), dopo 18 partite, hanno quasi doppiato i giallorossi (20). La stracittadina, però, a differenza delle altre partite, va oltre ogni aspetto razionale e vive solo di emozioni. Dalla stagione 2000-01, infatti, l’equilibrio ha regnato sovrano anche quando tra le due formazioni c’erano almeno 10 punti di distanza: 5 vittorie per la sfavorita, 4 pareggi e altrettanti successi per la squadra avanti in classifica.

Complessivamente, sempre nello stesso arco temporale, i precedenti confermano che il derby di Roma non vive di logica ed è irrazionale. La formazione che si è presentata alla stracittadina con meno punti, in 47 gare di Serie A, ha raccolto 18 vittorie, 13 pareggi e 16 sconfitte. Ai giallorossi è capitato di perdere anche quando si sono presentati con 27 punti di vantaggio.

Roma-Lazio, in programma domenica, ha un solo pronostico logico ma il derby è irragionevole.

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Roma, a dicembre c’è stata la reazione: gennaio dovrà essere il mese delle conferme

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – La Roma ha concluso il proprio 2024 a San Siro: 1-1 contro il Milan. Un anno solare contraddistinto da confusione e instabilità. Il 14 novembre il club giallorosso ha comunicato la fine dell’era Juric che ha scaraventato la squadra a 5 punti dall’ultimo posto: ”L’AS Roma è lieta di annunciare che Claudio Ranieri è il nuovo Responsabile Tecnico della Prima Squadra. Al termine della stagione assumerà un ruolo dirigenziale senior: sarà consulente della Proprietà per tutte le questioni sportive del club. La ricerca del nuovo allenatore continuerà nei prossimi mesi e Claudio avrà voce in capitolo anche in questa decisione”.

Un raggio di luce in un tunnel. Il tecnico di Testaccio ha cercato di risollevare le sorti sportive della Roma: 4 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte. Ranieri in questo ultimo mese dell’anno ha sollecitato i calciatori: Dicembre ci dirà la Roma chi è e che cosa vuole fare: è il mese della verità”. Qual è stato il messaggio di risposta della squadra?

Dicembre romanista, media punti 1,857: mai così bene in stagione

Ranieri aveva chiesto una reazione alla squadra: Adesso inizia il campionato: dicembre ci dirà chi siamo e dove vogliamo andare. Non ci sono partite facili”. La risposta dei calciatori c’è stata: più luci che ombre ma ancora troppo poco per sperare in una rinascita nel corso della stagione corrente. La Roma, comunque, ha mostrato il miglior volto di sé: 4 vittorie (Lecce 4-1, Braga 3-0, Sampdoria 4-1 e Parma 5-0) un pareggio (Milan 1-1) e 2 sconfitte (Atalanta 0-2, Como 2-0) corredate da 17 gol fatti, 7 subiti e una media punti pari a 1,857.

Un rendimento da migliorare ma da cui ripartire nel 2025, l’anno della ricostruzione giallorossa. La differenza rispetto alle prestazioni di novembre è eloquente: 0 successi, 2 pari (Union SG 1-1 e Tottenham 2-2) e 3 ko (Verona 3-2, Bologna 2-3, Napoli 1-0). Una media punti imbarazzante (0,4) che ha preoccupato fortemente i tifosi che hanno visto avvicinarsi il fantasma della zona retrocessione.

A ottobre le performance della squadra di Juric sono state altamente mediocri con la sconfitta in casa dell’Elfsborg (1-0) e la disfatta di Firenze (5-1) che hanno anticipato quello che sarebbe stato il futuro con il croato sulla panchina: un disastro. Il mese si è chiuso con la vittoria all’Olimpico contro il Torino: 2 successi, un pareggio, 3 sconfitte e una media punti pari a 1,166.

Settembre, iniziato con lo 0-0 in casa della Juventus, sembrava inaugurare una ripartenza con De Rossi, dopo un inizio difficile, invece, con il pareggio di Genova (1-1) ecco lo scossone: fuori DDR e dentro Ivan Juric. Un’illusione durata circa 135 minuti: 3-0 contro l’Udinese e 1-1 con l’Athletic Bilbao. Il 29 settembre è arrivata la vittoria immeritata con il Venezia (2-1) che è stato il preludio di un era buia. Il mese si è chiuso con 2 successi, 3 pareggi e una media pari a 1,8.

Ad Agosto la Roma ha disputato appena 2 gare contro Cagliari (0-0) ed Empoli (1-2): un inizio di stagione traumatico (media 0,5). Insomma i giallorossi a dicembre hanno mostrato la propria miglior versione ma, dati i precedenti, sono rimandati a gennaio per confermare la reazione avuta. La prima partita sarà subito determinante: Roma-Lazio.

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Ranieri: ”Pareggio giusto. Derby? Esce fuori da ogni concetto”

Claudio Ranieri, dopo il pareggio contro il Milan (1-1), ha parlato ai microfoni di DAZN. Di seguito le dichiarazioni del tecnico della Roma.

Una delle migliori prestazioni della Roma in trasferta.

Sì concordo. Tutto quello che ci hanno fatto loro nel primo tempo glielo abbiamo fatto noi nella ripresa. Tutte e due le squadre non sono riuscite a fare gol ed è incredibile. La partita è stata bella, vibrante in cui tutte e due le squadre hanno tentato di vincere. Credo che il pareggio, oltre a essere un risultato giusto, abbia fatto divertire entrambe le tifoserie.

Avete sempre reagito dal punto di vista fisico. I cambi e la posizione di Celik?
Ho cambiato per paura della seconda ammonizione, volevo giocare la partita 11 contro 11. Con Celik eravamo a 3, con Saelemaekers quinto a destra e Angelino a sinistra. Quando avevamo palla doveva allargarsi e spingere.

Cosa ha fatto a Dybala? ha fatto una partita totale
Dybala aiuta tutta la squadra e ora si sta allenando con continuità, cosa che prima non riusciva a fare. Quando Paulo sta così, ci rende felici, è bello pagare il biglietto per vedere questo tipo di campione.

Come preparate il derby?
Adesso recuperiamo le energie perse. La Lazio sta facendo un campionato molto bello, Baroni sta facendo un ottimo lavoro, per cui, complimenti a loro. Il derby esce fuori da ogni concetto.

Mister ti vedo spossato, sembra che hai corso anche te…
L’ho fatto (ride, ndr).

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Roma, 16 gol nelle ultime 4 gare casalinghe: lo stesso numero di reti segnate in trasferta dal 25 aprile

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – La Roma ha travolto il Parma (5-0) e si è allontanata, momentaneamente, dalla zona retrocessione che dista 5 lunghezze. Ranieri, al termine del match, ha tenuto sugli attenti la squadra: ”C’è una Roma in casa e una fuori e questo non può, non deve avvenire. Dobbiamo svegliarci e fare bene sia in casa, sia fuori”.

I giallorossi, allo stadio Olimpico, hanno raccolto il 78,9% dei punti, ovvero 15 su 19. In casa i capitolini hanno avuto lo stesso rendimento della Juventus che, però, in classifica, è a 12 lunghezze di distanza. La differenza è nelle performance in trasferta. Lontano dallo stadio Olimpico, la Roma, infatti, non ha mai vinto in stagione e si è sgretolata contro avversarsi alla portata: Cagliari (1-1), Genoa (1-1), Monza (1-1), Verona (3-2) Como (2-0), in campionato, ed Elfsborg (1-0) e Union SG (1-1) in Europa League.

Ranieri cerca la svolta anche in trasferta: appena 5 successi nel 2024

Ranieri cerca una svolta, la stessa che c’è stata di fronte alla propria tifoseria. La formazione giallorossa, nelle ultime 4 partite casalinghe, ha ottenuto altrettante vittorie e ha segnato addirittura 16 gol: Lecce (4-1), Braga (3-0), Sampdoria (4-1) e Parma (5-0). Avversari non di altissimo livello ma contro i quali, in trasferta, i capitolini sono sempre andati in difficoltà. La Roma fatica ad avere un’identità credibile lontano dallo stadio Olimpico, si frantuma alle prime difficoltà, tranne rare occasioni, come a Londra (2-2), alla guida di Claudio Ranieri. Un tabù da sfatare il prima possibile, anche per tutto l’amore che i tifosi, soprattutto quelli che hanno seguito la squadra in trasferta, hanno trasmesso a una formazione che ha offerto quasi solo prestazioni ignobili.

I dati non lasciano spazio a interpretazioni: la Roma, tra le mura avverse, dal 25 aprile 2024, ha segnato lo stesso numero di gol (16) che ha realizzato nelle ultime 4 gare casalinghe. La media è quella di una rete a match (16). Per trovare, in trasferta, la medesima quantità di vittorie ottenute allo stadio Olimpico nelle 4 gare più recenti (4) bisogna tornare indietro di 22 partite. Se i giallorossi non dovessero ottenere i 3 punti a San Siro contro il Milan chiuderebbero l’anno solare con appena 5 successi lontano dallo stadio Olimpico.

Un rendimento che definire mediocre è un complimento. Ecco perché Ranieri ha chiesto alla squadra di svegliarsi.

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Ranieri: ”Hummels e Paredes due monumenti. A gennaio cercheremo di migliorare la Roma”

Claudio Ranieri in vista di Roma-Parma, in programma domenica alle 12:30, ha parlato in conferenza stampa. Di seguito le dichiarazioni del tecnico giallorosso.

Hummels come sta? I Friedkin hanno comprato l’Everton, avete parlato di una sinergia per il prossimo mercato?

A parte Cristante, Hummels è rientrato. Ha fatto il primo pseudo allenamento e vedremo domani che disponibilità mi darà. Ancora non lo so, dipende da quanto sia debilitato. Dopo la rifinitura, ci parlerò. Dell’Everton non ne abbiamo parlato, a dire il vero, ma adesso guarderò l’Everton con altri occhi, naturalmente”

Domenica arriva il Parma: come lo affronterete?

”Affrontiamolo con la determinazione che ci ha sempre contraddistinto da quando sono arrivato io. Non voglio vedere il secondo tempo di Como che mi ha scioccato. Non riesco a nascondere le delusioni.
È una squadra vivace, verticale, una delle squadre che ha perso meno palloni nella propria metà campo perché proprio non ci gioca. Va subito in verticale, a volte fanno un 4-2-4 con tanti movimenti, per cui, dovremo essere attenti e preparati su prime e seconde palle”

Perché Ndicka rende più sul centro sinistra che al centro?
“Evidentemente si trova più a suo agio, lì crea anche una superiorità numerica importante. L’ho voluto mettere nuovamente la e non bloccato centralmente”.

Hummels e Paredes sono due giocatori imprescindibili per lei. Mancano dei leader? Cercherete giocatori a gennaio con queste caratteristiche per trascinare la Roma fuori da questa zona critica?
“Sono due monumenti per me. Io cerco il massimo da tutti, il massimo del carattere, della determinazione, tutto. Naturalmente è un bagaglio che noi uomini abbiamo o non abbiamo. Io come allenatore posso portarti al tuo 100% che magari è il 50% di un’altra persona, che a me non sta bene, ma se tu non ne hai io non posso tirartelo fuori. Quello che cercheremo di fare è portare a Roma giocatori da Roma, non sarà facile ve lo dico perché non lo è d’estate, figurarsi a gennaio. Giocatori che possano avere un futuro a Roma, cercheremo di fare il meglio per la Roma e per permetterle di riavvicinarsi ad alti livelli”

Quanti difensori servono alla Roma per gennaio?
“Non l’ho contati (ride ndr). Celik può fare benissimo anche il braccetto, pure se è un nome bruttissimo. Vediamo, se c’è qualcosa per migliorare, miglioreremo. Ma non voglio prendere in giro nessuno, tantomeno me stesso. Poi si sbaglia sempre: chi fa sbaglia”

A giugno diventerà dirigente senior: è categorica questa situazione o se le dovessero chiedere di restare un altro anno ci penserebbe?
“Non ci abbiamo pensato a questa possibilità, io darò il meglio per far venire a Roma un buonissimo allenatore. Qualsiasi cosa mi chiederà la proprietà cercherò sempre di portarla in porto nel miglior modo possibile”

Sul modo di servire Dovbyk, mercoledì sono arrivati i cross. E poi sul rientro di Balzaretti
“I cross per Dovbyk sono necessari è la sua forza e dobbiamo sfruttarlo in questa maniera. Chiunque giochi è importante che arrivino questi palloni e arrivino sugli esterni calciatori che sappiano crossare. Balzaretti lo conosco da una vita naturalmente quando prendiamo qualcuno è perché ne abbiamo parlato insieme. Sono molto contento perché è una persona seria e molto preparata.

Ha parlato con Dybala in queste ore? C’è una valutazione anche legata alle voci?
“Penso al 90% al campo e a quello che mi aspetta. Dobbiamo fare una grande partita: sarà piena di gol.

Perché ogni allenatore che arriva qui inizia a giocare a 4 e poi passa a 3?
“Non mi sono mai innamorato dei sistemi di gioco, perché quelli ad essere vincenti sono i giocatori. Cerco di dare un equilibrio alla squadra che si sente più protetta giocando a 3, per proteggerla maggiormente dovrei giocare con 3 centrocampisti però poi perdiamo qualcosa avanti in brillantezza. È fluido il discorso, basta alzare o abbassare un quinto e si trasforma”

La situazione di mercato sarà legata al futuro allenatore o alla situazione attuale?
“Dal momento che non abbiamo il nuovo allenatore cercheremo di prendere giocatori buoni per la Roma di adesso e del futuro”

La situazione di Zalewski: l’intenzione della società è quella di puntare su di lui? Con Balzaretti il quadro dirigenziale è completo?
“Di completo non c’è mai nulla, c’è sempre da migliorare. Per quanto riguarda il futuro di Zalewski non ci sto pensando perché se ne occupa, nella pratica, Ghisolfi. Lo vedo molto più libero di pensiero quando gioca con la sua Nazionale: lo vorrei così anche nella Roma perché per me è un buon calciatore”

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Roma-Parma: domani alle 13 Ranieri parlerà in conferenza stampa

La Roma domenica alle 12:30 ospiterà allo stadio Olimpico il Parma di Fabio Pecchia per la 17° giornata di Serie A. In vista della gara, domani alle 13:00 Ranieri parlerà in conferenza stampa.

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Ranieri: ”Dybala? Voglio solo giocatori che siano contenti. Percepito il contrario? No per niente”

Claudio Ranieri, alla vigilia di RomaSampdoria di Coppa Italia, ha rilasciato un’intervista a Sportmediaset. Di seguito le dichiarazioni del tecnico giallorosso.

La Coppa Italia è un’occasione per riscattarsi?

Sicuramente abbiamo fatto un secondo tempo non accettabile per essere la Roma. Alla Coppa Italia, che abbiamo vinto 9 volte, ci teniamo: ci tengono i nostri tifosi, ci tengo io e ci tengono i ragazzi. Adesso, però, pensiamo alla Sampdoria che ha cambiato allenatore e tutti vorranno mettersi in mostra. Sarà una partita da prendere con le molle: dobbiamo essere pronti e tenaci.

Dopo Como la proprietà ha manifestato l’intenzione di accelerare la rivoluzione della sua Roma?

Mi fa piacere che allora parlano: dite sempre che non lo fanno. Non commento, quello che ci diciamo io e la proprietà rimane tra di noi. Saremo vigili con gli occhi aperti portando dei calciatori che sono da Roma e che migliorino quelli che abbiamo sennò prendere per prendere per lavare la faccia ai nostri tifosi non ci tengo. Se si può migliorare si migliora altrimenti si va avanti così.

Il contatto tra l’entourage di Dybala e il Galatasaray rientra in questo scenario?

Non lo so, ognuno fa il suo gioco e fa il suo lavoro. A me fa piacere averlo e metterlo in campo, quando sta bene, però, se ha altre priorità bisogna anche essere d’accordo in due, Se il ragazzo non vuole restare e c’è una possibilità… Voglio solo giocatori che siano contenti di stare qua.

Lei non ha percepito questo da Dybala?

No, per niente.

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Ranieri e la cooperativa del gol: 9 calciatori diversi in rete ma 2 assenti illustri

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – La Roma comincia a respirare da sola senza alcun supporto esterno. Ranieri era stato chiaro: ”Questa squadra è come un malato che sta in terapia intensiva. Bisogna dargli ossigeno, forza, determinazione, autostima, perché i ragazzi hanno perso autostima”. I giallorossi, per la prima volta in stagione, sono riusciti a vincere 2 partite consecutive segnando addirittura 7 reti, lo stesso numero di gol fatti nelle 6 gare precedenti.

Lecce e Sporting Braga hanno subito i benefici che la cura Ranieri sta portando alle prestazioni dei capitolini, finalmente brillanti in campo. La Roma trasmette la sensazione di essere squadra, mai accaduto in stagione. Anche i numeri lo testimoniano: nelle ultime 5 partite, ovvero da quando è arrivato Ranieri, hanno segnato addirittura 9 calciatori diversi. La lista è lunga: Ndicka, Hummels, Saelemaekers, Mancini, Pisilli, Koné, Pellegrini, Saud ed Hermoso. Ci sono due assenti illustri: Paulo Dybala e Artem Dovbyk. L’argentino non segna da 43 giorni mentre l’ucraino non scaraventa il pallone in rete dal 3 novembre, più di un mese.

Ranieri, dopo 2 partite, a Como, potrebbe schierarli nuovamente insieme con la speranza che possano sbloccarsi entrambi per vedere una Roma sempre più competitiva.

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Da Pellegrini a Soulé, ecco gli esclusi di Ranieri che aspettano un’occasione

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – Claudio Ranieri sta cercando di dare un’identità alla Roma. Il tecnico di Testaccio è ripartito dalla difesa a 3 e da alcuni calciatori che precedentemente sedevano in panchina: Hummels e Paredes su tutti. Una ventata di aria fresca per rivitalizzare una squadra amorfa priva di personalità.

Sir Claudio ha cambiato alcune gerarchie e ha affidato le chiavi del centrocampo alla coppia formata da Paredes e Koné: ”In questo momento io vedo che la squadra con loro si muove bene: non vedo perché cambiare”. Il minutaggio è cambiato notevolmente rispetto all’era Juric: l’argentino è passato dal 15% al 75% e l’ex Borussia Mönchengladbach dal 72,2% al 100%.

Se alcuni calciatori trovano più spazio inevitabilmente altri finiscono maggiormente in panchina. La lista è lunga: Soulé (54 minuti, 25,6 mln), Pellegrini (45′), Zalewski (45′), Baldanzi (45′, 10mln) e Le Fée (0′, 23mln). Il futuro è un’incognita per alcuni. Quasi 60 milioni investiti sul mercato (bonus esclusi) tra lo scorso gennaio e la sessione estiva, alla ricerca di una valorizzazione. Le opzioni sono 2 per Le Fée, Soulé e Baldanzi: o si prosegue il percorso insieme altrimenti la cessione in prestito è dietro l’angolo.

Discorso diverso per Zalewski e Pellegrini. L’esterno polacco è in scadenza di contratto motivo per cui a gennaio potrebbe già accordarsi con un altro club con cui potrebbe iniziare la nuova esperienza a giugno. Il capitano della Roma, invece, è legato ai giallorossi fino al 2026 ma, al termine della stagione, insieme alla società, dovrà riflettere sul percorso migliore da intraprendere: rinnovo o cessione a titolo definitivo.

Il futuro di questa lunga lista di calciatori è legato al presente e alle scelte di Ranieri. Soulé, Pellegrini, Zalewski, Baldanzi e Le Fée aspettano un’occasione per mostrare le proprie qualità e far cambiare idea al proprio allenatore che, al momento, ha preferito lasciarli spesso in panchina per dare spazio ad altri calciatori. Chi riuscirà a imporsi?