Categorie
SOCIAL ROMA

Florenzi compie 27 anni. Gli auguri della Serie A

Tramite il proprio profilo Twitter, la Lega Serie A ha fatto i suoi auguri ad Alessandro Florenzi, che oggi compie 27 anni. Arrivano anche gli auguri della Roma con un video pubblicato su Facebook. Giornata di compleanni in casa Roma: è anche quello di ElioCapradossi, che compie 22 anni e di Mirko Antonucci, che compie 19 anni. 

Categorie
CHAMPIONS LEAGUE

Roma-Shakhtar Donetsk, arbitra Undiano Mallenco: bilancio positivo con i giallorossi

Ecco la designazione arbitrale per il match di ritorno degli ottavi di finale di Champions League tra Roma e Shakhtar Donetsk, in programma martedì alle 20:45 allo Stadio Olimpico.

Arbitro: Alberto Undiano Mallenco (ESP)
Assistenti: Roberto Alonso (ESP) – Juan Yuste (ESP)
Arbitri addizionali d'area: Juan Martinez Munuera (ESP) – José María Sanchez Martinez (ESP)
Quarto ufficiale: Raúl Cabanero (ESP)

Undiano Mallenco ha già diretto la Roma in tre occasioni: la prima nella fase a gironi della Coppa UEFA 2005/2006, quando i giallorossi impattarono per 1-1 con lo StrasburgoDue vittorie per i giallorossi, invece, in Champions League: 3-1 a Bordeauxnella fase a gironi del 2008/2009 (con l’espulsione di Henrique per i padroni di casa) e 3-2 all’Olimpico contro il Bayern Monaco nella fase a gironi del 2010/2011, con il rigore decisivo trasformato da Francesco Totti dopo le reti di Borriello e De Rossi che rimontarono la doppietta di Mario Gomez.

Categorie
NEWS

Iturbe: “A Roma ho accusato la pressione, non c’ero con la testa”

L'attaccante argentino naturalizzato paraguaiano, classe '93, Juan Manuel Iturbe Arévalos del Club Tijuana ha rilasciato la seguenti dichiarazioni in esclusiva ai microfoni di Voce Giallorossa: 
 

Iturbe, come procede la sua esperienza calcistica in Messico?
«Bene. Diciamo che non è stato facile per me perché è un calcio nuovo, un po' simile a quello del sudamerica. Una delle difficoltà che ho incontrato qui è stata quella di giocare in altitudine. Per il resto, invece, bene. Mi è piaciuto moltissimo il Club Tijuana perché una società che non fa mancare niente ai suoi atleti, che devono pensare unicamente a giocare».

Martedì prossimo la Roma affronterà gli ucraini dello Shakhtar all'Olimpico. Come vede la partita e pensa che i giallorossi possano, nonostante la sconfitta per 2-1 in trasferta dell'andata, approdare ai quarti di finale di Champions?
«Per la Roma, contro lo Shakhtar, sarà dura. Gli ucraini giocano bene e hanno dei calciatori che possono mettere in difficoltà i giallorossi. A mio avviso, però, la Roma ha giocatori forti, che possono farle vincere questa partita casalinga. Mi aspetto uno Stadio Olimpico pieno, che darà stimoli importanti a chi scenderà in campo. Per me, i giallorossi possono andare ai quarti di finale».

Cosa pensa non sia funzionato durante la sua esperienza con la maglia della Roma caratterizzata da 68 presenze e 5 reti?
«Non è stato facile, per me, arrivare alla Roma. Ero uno dei giocatori più felici quando mi hanno comprato, sinceramente. Ero felice e volevo dimostrare quello che potevo fare. A mio parere, però, mi hanno messo in difficoltà i tanti infortuni. Non è stato un periodo facile per me. Se ti ricordi, avevo iniziato bene, avevamo giocato la Champions e avevo iniziato con un gol (AS Roma vs PFK CSKA 5-1, 17 settembre 2014). Poi, dopo la partita giocata allo Juventus Stadium (Juventus FC vs AS Roma 3-2, 18 ottobre 2014), mi sono fatto male e, da lì in poi, è stato difficile per me rimettermi in forma. Personalmente credo che, anche di testa, non stavo particolarmente bene per la troppa pressione che c'era sulla squadra. Avevamo un gruppo forte e ci si aspettava che vincessimo qualcosa, ma, purtroppo, non è accaduto. Come ti ho già detto, credo che non fosse affatto facile e, secondo me, quella pressione mi ha messo un po' in difficoltà perché, con la testa, non c'ero. La mia voglia di dimostrare non mi ha fatto essere me stesso, non mi ha fatto stare sereno e, per questo, credo di non aver dato ciò che avrei potuto dare».

In conclusione, le chiedo come ha appreso la tragica notizia della scomparsa del suo ex compagno con la maglia della Roma, Davide Astori, e se ha un ricordo particolare di lui che le piacerebbe ricordare?
«È stata dura per me. Svegliarmi ed apprendere la notizia che lui è venuto a mancare, mi ha scioccato talmente tanto che mi sono quasi messo a piangere. Lui, sinceramente, era un ragazzo d'oro. Ho giocato insieme a lui una sola stagione e ricordo che era il primo a consigliarti ed insegnarti quello che devi fare. Sinceramente, lo ripeto, è stata dura. Io, come ti ho detto, mi sveglio sempre presto per vedere le partite del calcio italiano. Quella mattina, mi sono svegliato ed è stato molto triste apprendere quella notizia. Lui è stato una persona bravissima e tutti quelli che lo hanno conosciuto non possono che parlarne bene. Il ricordo che ho di lui è legato al gol segnato al derby (SS Lazio vs AS Roma 1-2, 25 maggio 2015) perché è stato il primo a venirmi ad abbracciare durante i festeggiamenti. Quando riguardo quella foto, mi metto a piangere ripensando alla grande persona che è stata Davide Astori».

Categorie
Tifosi

Gruppo Roma: “Vogliono smembrare la Curva, ma noi non resteremo inermi”

La Curva Sud torna a parlare e lo fa attraverso il Gruppo Roma, espone un comunicato circa la situazione in curva. Ecco quanto scritto dal tifo organizzato giallorosso:

"Ci troviamo costretti a scrivere queste righe per far conoscere a tutti la situazione che
continua a protrarsi da troppo tempo in Curva Sud e quello che si cela dietro ogni partita
giocata all' Olimpico. Anche ieri sera ci siamo messi ai nostri posti e ci siamo impegnati
come sempre nell’ incitare la nostra Poma, consapevoli che arriveranno sistematicamente
altre multe ed altre diffide per i lanciacori, visto che i famosi “palchetti” o “torrette" (tanto
annunciati con articoli sui giornali nei giorni scorsi) non c'erano e forse non ci saranno
mai! Nel frattempo siamo arrivati a circa € 6.000 di multe pagate e documentabili.
DOVE VOGLIONO ARRIVARE? A CHI GIOVA QUESTA SITUAZIONE?
CHI VUOLE UCCIDERE NELL' ANIMA LA CURVA SUD? E PERCHE’?
Una situazione paradossale, dove da una parte si chiamano all'appello i propri
tifosi per una partita delicata come quella contro lo Shakhtar e dall'altra non si
vogliono mettere in condizione gli stessi di poter organizzare il tifo per essere di
supporto alla squadra. Situazione ancora più paradossale se rapportata a moltissimi
stadi Europei, dove da molto tempo le nostre istituzioni, i media e tutti gli addetti
ai lavori del mondo del calcio guardano come modelli da seguire, ma che
poi "stranamente" vanno in direzione opposta alla nostra. Come per esempio le
“Standing Area", che all'estero si fanno sempre più strada al fine di valorizzare
maggiormente i settori popolari, da sempre il cuore pulsante del tifo calcistico.
Crediamo fermamente in quello che facciamo, rientra nel nostro ordine naturale
delle cose; entrare e metterci nei nostri soliti posti, tifare Roma come si fa da 40
anni a prescindere dal risultato, dalle condizioni climatiche ed ora dalle multe.
Lo abbiamo sempre fatto e continueremo a farlo! Vogliono smembrare la Curva,
indebolirla, toglierle la voce, ma noi non assisteremo inermi a questa mattanza,
anzi canteremo ancora più forte!
NON SMETTEREMO MAI DI LOTTARE PER IL NOSTRO AMORE!!!"

Categorie
Allenamenti

Trigoria, carico per chi ha giocato ieri, tattica e partitella per il resto del gruppo. Individuale per Defrel

La Roma è subito scesa in campo questa mattina per iniziare la preparazione in vista del ritorno degli ottavi di finale di Champions League contro lo Shakhtar Donetsk. Lavoro di scarico per chi ha giocato contro il Torino, mentre hanno effettuato individuale Defrel, Luca Pellegrini e Karsdorp. Il resto del gruppo invece, dopo l'avvio in palestra, ha svolto attivazione muscolare sul campo, esercitandosi poi sulla rapidità con una serie di allunghi. A seguire Eusebio Di Francesco ha diretto un'esercitazione tattica, concludendo l'allenamento con una partita a campo ridotto.

Categorie
Rassegna stampa

Roma-Torino 3-0, le pagelle dei quotidiani

CORRIERE DELLA SERA (L.Valdiserri)

Alisson 6,5; Florenzi 7, Manolas 7,5, Juan Jesus 5,5, Kolarov 6,5; Nainggolan 6,5, De Rossi 7, Strootman 6; Cengiz Under 6,5, Schick 5,5, El Shaarawy 5,5. Subentrati: Gerson sv, Pellegrini 6,5, Gonalons sv. Allenatore: Di Francesco 7.

LA GAZZETTA DELLO SPORT (M.Cecchini)

Alisson 6,5; Florenzi 7, Manolas 7, Juan Jesus 6,5, Kolarov 6; Nainggolan 7, De Rossi 7, Strootman 6; Cengiz Under 6, Schick 5, El Shaarawy 5,5. Subentrati: Gerson 6, Pellegrini 6,5, Gonalons sv. Allenatore: Di Francesco 6,5.

IL MESSAGGERO (A.Angeloni)

Alisson 7,5; Florenzi 7, Manolas 7,5, Jesus 6,5, Kolarov 6,5; Nainggolan 7, De Rossi 7,5, Strootman 6; Under 6,5, Schick 5,5, El Shaarawy 5,5. Subentrati: Gerson 6, Pellegrini 6,5, Gonalons sv. Allenatore: Di Francesco 6,5.

LA REPUBBLICA (F.Bocca)

Alisson 7; Florenzi 6,5, Manolas 7, Jesus 6, Kolarov 6; Nainggolan 7, De Rossi 6,5, Strootman 5,5; Under 5, Schick 5, El Shaarawy 5. Subentrati: Gerson sv, Pellegrini 6, Gonalons sv. Allenatore: Di Francesco.

IL TEMPO (A.Austini)

Alisson 7; Florenzi 6.5, Manolas 7, Jesus 6, Kolarov 5.5; Nainggolan 7, De Rossi 6.5, Strootman 5.5; Under 6.5, Schick 5.5, El Shaarawy 5.5. Subentrati: Gerson sv, Pellegrini 6,5, Gonalons sv. Allenatore: Di Francesco 6.

LA STAMPA (M.De Santis) 

Alisson 7; Florenzi 6,5, Manolas 7, Jesus 6, Kolarov 6; Nainggolan 6, De Rossi 6,5, Strootman 5,5; Under 6, Schick 5, El Shaarawy 5. Subentrati: Gerson sv, Pellegrini 6, Gonalons sv. Allenatore: Di Francesco 6.

IL GIORNALE (F.Malerba)

Alisson 7; Florenzi 7, Manolas 7, Juan Jesus 6, Kolarov 6,5; Nainggolan 6, De Rossi 6, Strootman 5,5; Ünder 6, Schick 5, El Shaarawy 5,5. Subentrati: Gerson 6, Pellegrini 6,5, Gonalons sv. Allenatore: Di Francesco 6,5.

CORRIERE DELLO SPORT (G.D’Ubaldo)

Alisson 7; Florenzi 7, Manolas 7.5, Juan Jesus 7, Kolarov 7; Nainggolan 6, De Rossi 7, Strootman 6; Under 6, Schick 5.5, El Shaarawy 5.5.
Subentrati: Gerson 6, Pellegrini 7, Gonalons s.v. Allenatore: Di Francesco 7.

Categorie
Rassegna stampa

Roma, un tris da Champions

Il Messaggero (U.Trani) – Adesso, cioè martedì sera, la Champions: la Roma non fa la stupida, dando la priorità al campionato, supera il Torino (3-0) e si tiene stretto il 3° posto che vale per il presente e per il futuro. Obiettivo, dunque, centrato ritrovando il successo all’Olimpico, dove ha raccolto gli stessi punti che in trasferta (28), giocando però nella Capitale 2 gare in più. La prestazione è ancora a metà: i giallorossi hanno scelto la ripresa per andare a dama. Mezza prova non basterà, però, nel ritorno degli ottavi contro lo Shakhtar che si presenta qui in vantaggio (2-1 all’andata).

ALTO RISCHIO – Il ricordo di Astori si prende l’Olimpico, con le immagini del giocatore in giallorosso riprodotte sui maxischermi, accompagnate dai cori del pubblico, e le note delle canzone Le Rondini di Dalla durante il minuto di silenzio con i protagonisti abbracciati e mischiati al centro del campo (sulle maglie patch commemorativa con la scritta Ciao Davide). Dalla commozione all’agonismo, in pochi secondi. La Roma e il Torino, schierate a specchio con il 4-3-3, non si comportano però allo stesso modo. Di Francesco non smentisce quanto detto alla vigilia: guardo alla zona Champions e non ancora alla partita contro lo Shakhtar. Confermata, dunque, la mini rotazione, limitata a 3 cambi dopo il successo del San Paolo: Jesus e Schick per sostituire gli squalificati Fazio e Dzeko, ai quali ha aggiunto El Shaarawy per Perotti. Mazzarri, invece, ha meno scelta, dovendo contare addirittura 6 assenti: Burdisso, Obi, Ljajic, Lyanco, Molinaro, Bonifazi. I granata, almeno nel primo tempo, sembrano interpretare meglio lo spartito. Sono svelti ad abbassarsi, sistemandosi con il 4-1-4-1, solido per il sacrificio di Iago Falque e Berenguer, e soprattutto, con Rincon a schermare la difesa, sono meno lunghi dei giallorossi che, frenetici nell’impostazione e lenti in copertura, diventano vulnerabili ad ogni ripartenza. Davanti Schick fatica a incidere, sia nella finalizzazione che nella manovra. Più intraprendente Under. Ma decisivi sono Manolas e soprattutto Alisson: merito loro se all’intervallo il punteggio è ancora sullo 0-0. Il difensore salva su Belotti e soprattutto il portiere su Iago Falque e Acquah, interventi che certificheranno il 15° clean sheet stagionale (12° in campionato).

TESTA A POSTO – La Roma, però, non è quella che ha umiliato il Napoli. Non recita da squadra. Come fa, invece, il Torino nei primi 45 minuti, spavaldo e al tempo stesso equilibrato. La ripresa dei giallorossi, nell’interpretazione, è migliore. L’aggressività è finalmente di gruppo e non più individuale. Under si accende a destra e trova la collaborazione di Florenzi, preciso quando pennella il cross per il colpo di testa di Manolas che firma il vantaggio e si inginocchia davanti alla panchina di Di Francesco, con gli indici puntati al cielo, per dedicare la rete ad Astori. E’ la svolta. Mentalmente la Roma si sblocca. Sirigu respinge su Kolarov, liberato da Schick. Mazzarri interviene, ma non riesce a evitare il primo ko contro il collega: Niang, con la maschera, per Iago Falque e a seguire Barreca per De Silvestri ed Edera per Acquah. Florenzi spreca su appoggio di Nainggolan che, di testa, consegna poi la palla del bis a De Rossi che festeggia il 1° gol stagionale (l’ultimo il 28 maggio al Genoa) nella settimana per lui più angosciante. Turnover in corsa: Gerson per Under, Pellegrini per De Rossi e Gonalonsper Strootman. Il 3 a 0, nel recupero, è di Pellegrini, ancora su appoggio di Nainggolan. I giocatori restano in campo e ricevono la carica della Sud per la Champions.

Categorie
Rassegna stampa

Daniele, la difficile notte e quel primo gol illuminato da Davide

La Gazzetta dello Sport (A.Pugliese) – Forse era scritto nel cielo perché proprio lì, nel cielo, è volato via anche un pezzo del suo cuore. Di certo non è casuale che il suo primo gol stagionale sia arrivato proprio ieri, sei giorni dopo la tragedia immensa della scomparsa di Astori. Perché lui, Daniele De Rossidi Davide era amico vero, profondo, sincero. Proprio come sincera e vera è stata la sua commozione anche all’inizio, guardando quelle immagini di Astori che passavano struggenti sui megaschermi dell’Olimpico. Lì il volto di De Rossi è stato solcato da qualche lacrima che affondava le radici nel cuore, perché poi contro il dolore non c’è vittoria che tenga, non c’è gol che conti e non c’è gioia che guarisca le ferite. No, quel gol ieri non è stato casuale (l’ultimo di Daniele risaliva al 28 maggio scorso, Roma-Genoa 3-2) e forse anche per questo Daniele non l’ha voluto festeggiare, perché era un filo lungo e sottile con quell’anima amica volata via troppo presto.

IL DOLORE DEL CUORE – Non è stata una settimana facile per De Rossi e del resto non poteva esserlo. Troppo profondo il dolore, troppo sanguinante la ferita. Daniele, però, ha messo da parte un po’ tutto, compresa la sofferenza. E alla fine ha dato la disponibilità a Di Francesco per giocare una gara che non poteva essere normale. Le partite così del resto le disegnano i campioni, quelli forti in campo e fuori. Daniele lo è e ieri aveva solo voglia di giocare. Nonostante una caviglia, la sinistra, uscita malconcia dalla guerra agonistica di Napoli e nonostante un cartellino giallo arrivato quasi subito che lo costringerà a saltare per squalifica la trasferta di Crotone. Lì De Rossi probabilmente doveva ancora calibrare i giri, più quelli del cuore che delle gambe. Poi è riuscito a sciogliersi e a giocare una partita importante per gestione della palla, recuperi (da applausi un tackle a campo aperto su Berenguer che ha infiammato l’Olimpico) e coperture difensive. Fino al gol, appunto, che non ha voluto festeggiare per rispetto. Di Davide, ovviamente, l’amico al fianco del quale è voluto restare fino in fondo, quasi paralizzato mercoledì per due ore vicino al feretro. «Felice per il suo gol, Daniele se lo meritava – racconta Di Francesco –. Anche giovedì si è alzato alle sei di mattina per partecipare al funerale di Davide. Ci teneva a giocare, è la prima cosa che mi ha detto. E sono contento sia andata così».

LA DEDICA – Che poi Astori sia rimasto nel cuore un po’ di tutti i compagni avuti nella Roma lo aveva dimostrato anche Kostas Manolas, dedicandogli simbolicamente il gol in ginocchio, con le dita rivolte al cielo. «Non era facile giocare questa partita, siamo tutti molto tristi per quello che è successo – dice il difensore greco –. Ma siamo professionisti, dobbiamo andare avanti. Astori era un ragazzo splendido, sempre col sorriso sulle labbra. Ci mancherà, il gol è tutto per lui». Del resto, le immagini di inizio partita avevano proiettato un po’ tutti con la testa ed il cuore ad Astori. Non solo De Rossi, anche se poi Daniele è quello che ha sofferto di più. Il gol non cancella il dolore, ma aiuterà di certo un guerriero del cuore.

Categorie
Allenamenti

Trigoria, domani alle 11 la ripresa in vista dello Shakhtar

In vista del ritorno degli ottavi di finale di Champions League contro lo Shakhtar Donetsk, la Roma riprenderà gli allenamenti domani mattina alle ore 11.

Categorie
NEWS

Di Francesco: “Superato uno scoglio ma serve equilibrio. Schick? Deve ancora dimostrare le sue qualità”

Eusebio Di Francesco , allenatore della Roma, ha parlato nel post partita di Roma-Torino a Premium Sport :

"Non abbiamo disputato un buon primo tempo per nostro demerito, eravamo macchinosi nella manovra. Nella ripresa ho alzato Nainggolan che ci ha garantito più verticalità, sentivo che i ragazzi soffrissero il fatto di non vincere all'Olimpico e ci stavamo complicando da soli il match. Shakhtar Donetsk? Sono un'ottima squadra, ma noi abbiamo superato questo piccolo scoglio dell'Olimpico, oggi abbiamo avuto tanti angoli ma li sfruttiamo poco per quelle che sono le nostre qualità, sarà una partita importante dove abbiamo bisogno del pubblico che sarà determinante. Schick? Non ha fatto bene nel primo tempo, non è stato servito, tende ad aprirsi troppo e a lavorare meno dentro. Va aspettato come Ünder, Patrick ha qualità ma ancora le non ha dimostrate del tutto, ma chi lo conosce sa che le ha. Cosa mi lascia la partita di oggi in vista dello Shakhtar Donetsk? Il concetto di squadra deve essere lo stesso, serve equilibrio, cosa che non abbiamo avuto nel primo tempo e con lo Shakhtar serve, loro sono una squadra brasiliana in pratica ma possiamo metterli in difficoltà, poi ora cominciamo a ritrovare i gol, ne abbiamo fatti 7 in 2 gare e questo dà fiducia. Nella ripresa mi sono messo 4-2-3-1, ho messo Radja a ridosso dell'attaccante e siamo stati più aggressivi, abbiamo puntato la linea difensiva ma dovevamo farlo nel primo tempo ma non è stato fatto, quindi ho cambiato qualcosa nel chip come ho detto loro all'intervallo. Rammarico per i punti persi? Qua c'è un grande difetto, cioè pensare a quello che avremmo potuto fare. Non dobbiamo guardare troppo dietro, guardiamo avanti e proviamo a crescere con questi giovani che stanno migliorando, non c'è rammarico, tutto insegna e tutto ci fa migliorare. Alisson? Ora mi è stato chiesto di valorizzarlo e gli facciamo tirare più in porta (ride, ndr). Ogni tanto concediamo qualche tiro, così s'impegna!".