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CHAMPIONS LEAGUE

Roma-Shakhtar, lunedì le conferenze stampa

La Roma giocherà oggi contro il Torino, ma subito dopo si penserà alla partita  con lo Shakhtar, in programma martedì allo Stadio Olimpico. Lunedì, naturalmente, Eusebio Di Francesco terrà la consueta conferenza stampa alle 14.30 con un calciatore il cui nome verrà comunicato in seguito. Al termine dell'incontro con i giornalisti, la squadra giallorossa svolgerà la rifinitura, con i consueti primi 15 minuti aperti alla stampa. Fonseca, tecnico degli ucraini, parlerà invece  alle 18 allo Stadio Olimpico, dove lo Shakhtar svolgerà la rifinitura subito dopo. 

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STADIO

Risentimento muscolare per Defrel. L’attaccante si ferma per la quarta volta in stagione

"Defrel ha qualche problemino da smaltire, speriamo di recuperarlo per la partita contro lo Shakhtar". La speranza è tutta di Eusebio Di Francesco – pronunciatosi oggi in conferenza stampa alla vigilia del match contro il Torino – ma anche dei tanti tifosi giallorossi, che di Gregoire – pur essendo a marzo – hanno visto poco e niente.

Trasferitosi in prestito dal Sassuolo alla Roma per 5 milioni con obbligo di riscatto a 15 più 3 di bonus, l'attaccante trova da subito spazio nelle rotazioni del mister (136' giocati nelle prime due di campionato) prima di imbattersi in una serie di infortuni fatale per la sua continuità di rendimento. Da settembre a oggi il francese raccoglie solo 282' in Serie A, per un ammontare totale di tre partite piene giocate.

Il primo stop: salta Milan e Napoli per infortunio al bicipite femorale, restando fuori dal gruppo per due settimane. Il secondo a fine ottobre: salta il Chelsea in casa. Il terzo: contusione al ginocchio che lo relega ai margini della squadra per quasi due mesi, escludendolo da sette incontri. Il quarto, quello attuale: risentimento muscolare, salta il Torino. Nessuna ricaduta per Defrel, assicurano. Ma una difficoltà a incidere nel lungo periodo che alla lunga potrebbe definirsi preoccupante.

R.C.

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Allenamenti

Trigoria, rifinitura in vista del Torino: out Defrel

Pomeriggio di rifinitura in casa giallorossa alla vigilia dell'impegno contro il Torino. La squadra di Eusebio Di Francesco è in sala video per studiare i granata. Al termine della visione dei filmati, il programma della sessione prevede un lavoro in palestra per poi passare sul campo, dove ci sarà spazio per la tattica. Tutti in gruppo tranne Defrel, Karsdorp e Luca Pellegrini. 

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NEWS

Di Francesco: “In testa solo il Torino. Schick sarà titolare, è cresciuto molto a livello mentale”

Alla vigilia del match di campionato contro il Torino, l’allenatore della Roma, Eusebio Di Francesco, ha parlato in conferenza stamparispondendo alle domande dei cronisti. Queste le sue parole: “Due parole in ricordo di Davide Astori. Oggi ho visto la cerimonia solenne e devo dire che è stata una grande emozione, grandissima, legata ad un ragazzo che ricordo da avversario, pulito, bello ed esemplare. Voglio abbracciare forte la sua famiglia con il ricordo di Davide che è stato veramente emozionante”.

Sarà l’occasione per vedere Schick dal primo minuto? 
Sicuramente sarà titolare della partita anche perché Defrel ha qualche problemino da smaltire e speriamo di recuperarlo per la partita contro lo Shakhtar. Non sarà nemmeno convocato per la gara contro il Torino. Patrik è l’unico attaccante a disposizione, giocherà dall’inizio.

Come è cambiato il Torino da Mihajlovic a Mazzarri? 
Non ha cambiato tantissimo il sistema di gioco, durante la gara ha proposto sia il 433 che il 4231 a seconda della situazione della partita. Devo dire che Mazzarri è molto più attento alla fase difensiva, il Torino con Mihajlovic era un po’ più aggressivo, veniva a prendere gli avversari ma devo dire che ha alternato un po’ le cose. Walter è un amico, con lui sono cresciuto tantissimo. Non ho bellissimi ricordi contro di lui, mi auguro di poterli sfatare in questa gara.

Che significato ha per il calcio italiano l’impresa della Juventus? Può essere un esempio o una motivazione in più per voi?
Noi ci dobbiamo ricordare che domani abbiamo una partita importantissima da non sbagliare. Vedo la testa e sento parlare già troppo di Shakhtar. Ti rispondo a questa domanda solo per la Juve ma per dire della mentalità. Sono duri a morire, è un po’ lo slogan della Juve di ieri, nella sofferenza ne sono venuti fuori. La resilienza di questa squadra è impressionante. Mi auguro che piano piano questa mentalità si diffonda in tutto il calcio italiano, a partire dalla mia squadra.

Come spiega la differenza di rendimento tra casa e trasferta? 
Ci sono numeri importanti a nostro sfavore in casa, dobbiamo cercare di cambiare rotta e sfatare il tabù Olimpico che adesso è diventato anche a livello mentale una preoccupazione andare ad affrontare delle partite in casa. Dipende da tanti fattori, non tutte le partite sono state uguali. Se prendiamo l’ultima col Milan abbiamo meritato di perdere, per l’approccio, nell’insieme generale per come abbiamo affrontato la gara. In altri casi avremmo meritato qualcosina in più. Quello che conta in questo momento è tornare alla vittoria. Facciamo tante valutazioni ma dobbiamo lavorare sulla testa, dobbiamo affrontare questa gara con la determinazione, la cattiveria e la determinazione che abbiamo avuto a Napoli.

Come sta De Rossi? Sia fisicamente che moralmente… 
Moralmente era un ragazzo, non dico distrutto, ma molto giù per quello che è accaduto a Davide con cui lui era molto legato. Dal punto di vista fisico invece è tornato ieri completamente a disposizione, può giocare dall’inizio. Non sto pensando allo Shakhtar, ve lo assicuro. E’ ok fisicamente.

Si è pentito dei troppi cambi fatti nella partita contro il Torino in Coppa? Domani che aria tira sotto quel punto di vista? 
Sicuramente ho cambiato un po’ troppo in quella gara lì, anche se la gara è stata fatta bene. Siamo andati in svantaggio, abbiamo preso gol su palla inattiva con troppa facilità con alcune disattenzioni dei miei calciatori. Effettivamente Il cambiare troppo non li ha aiutati e in questo senso mi sono pentito, la responsabilità è solo mia. Per questa gara ci saranno dei cambiamenti ma non in questo modo qua, valuterò, ci potranno essere cambi o magari cambierò solo i due squalificati. Stiamo facendo delle valutazioni, adesso abbiamo l’ultimo allenamento che per me è sempre importante per me perché mi dà la sensazione anche dell’aspetto fisico, delle risposte che mi danno i calciatori.

Dopo il Napoli è scattato qualcosa nella testa dei giocatori? 
Per me non è scattato niente, è solo un punto di partenza. Quella che ci è sempre mancata nell’ultimo periodo è la continuità, domani mi aspetto una risposta. Non mi accontento, non sono contento, col Napoli ero arrabbiato per il secondo gol subito. Figuriamoci se sto pensando ad una squadra che è già guarita, dobbiamo dare continuità di risultati e di prestazioni perché è attraverso le prestazioni, l’atteggiamento avuto a Napoli nei 90 o 85 minuti, ci possiamo togliere tante altre soddisfazioni.

Come ha visto El Shaarawy questa settimana? 
El Shaarawy è uno di quei calciatori che ha avuto un periodo un pochino particolare, non dico buio ma come lo hanno avuto tanti altri. Si sta allenando con tanta continuità e bene, potrebbe essere della partita. Domani se la giocherà con Perotti. E’ un di quelli che potrebbe giocare dall’inizio.

La Roma è meno solida difensivamente nell’ultimo periodo, è cambiato qualcosa? 
Sicuramente abbiamo concesso di più del solito nell’ultimo periodo. A Napoli abbiamo ribattuto colpo su colpo. Sono contento che riusciamo a segnare con maggiore continuità. Posso dare qualcosa di più agli avversari in fase difensiva, ma dobbiamo dare di più in fase offensiva. A Napoli ci sono stati errori, ma anche tante giocate di alta qualità del Napoli.

Pellegrini come sta? 
E’ recuperato, ieri si è allenato con la squadra e sarà a disposizione.

Quante volte abbiamo visto la Roma che gioca il suo calcio?
Io credo in una tipologia di calcio, bisogna essere aggressivi e non bisogna abbassarsi. Però non sempre ti puoi permettere di esprimere il tuo calcio. La mia squadra l’ha fatto non con continuità, l’ha fatto poche volte. A me piacerebbe spiegarvi realmente quello che è il mio calcio e le mie idee, non sempre riesci a trasmettere totalmente il tuo pensiero. Dobbiamo lavorare ancora tanto, sul campo e negli allenamenti. Dobbiamo condividere di più le mie idee. Non siamo arrivati al calcio che vorrei.

C’è la possibilità di vedere Jonathan Silva? 
Sicuramente non è pronto per giocare dall’inizio. Si sta allenando con continuità, viene da un infortunio lungo, il ginocchio è particolare, ci vuole un periodo di adattamento. Magari poterlo schierare a partita acquisita, vorrebbe dire aver fatto risultato.

Uno fra Strootman e Nainggolan può riposare? 
Non lo so, sto pensando al Torino, seriamente e sinceramente. Farò le mie valutazioni in base a quella che sarà la strada più opportuna per il Torino. Giochiamo venerdì e poi martedì, ci sono quattro giorni e si può recuperare. Le valutazioni saranno fatte dal punto di vista tecnico-tattico.

Se la sente di dire che Schick è al 100%? 
Al livello fisico sicuramente sì, è cresciuto moltissimo a livello mentale. Gli manca qualcosa durante la partita. Ha la dedizione nei confronti della squadra. Ricordiamoci che lui viene dalla Sampdoria, non ha fatto 38 partite su 40 con grande continuità. Si sta adattando a questa squadra, a questo ambiente. Vi assicuro che ha qualità importanti.

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NEWS

Astori, folla e commozione al funerale. Badelj: “Eri la nostra luce” (VIDEO)

GAZZETTA.IT – Una folla infinita e distrutta dal dolore ha reso l'ultimo saluto a Davide Astori a Firenze. Prima il passaggio del feretro davanti allo stadio Franchi, poi l'arrivo nella basilica di Santa Croce, che non poteva contenere tutte le persone arrivate sul posto e che hanno assistito alla cerimonia fuori dalla chiesa.

L'OMELIA — Molto toccante l'omelia del cardinale Betori: "La vita ci è tolta dalla morte come una rapina, in tempi e modi imprevedibili. La fragilità della vita ci pesa in modo insopportabile, a noi uomini e donne che vorremmo avere tutto sotto controllo, essere padroni assoluti di noi stessi, delle nostre scelte, delle nostre possibilità. Davide era un fiorentino, da sempre e per sempre. Questo affetto e questa sofferenza corali ci dicono di Davide la saldezza dei suoi legami familiari; la profondità dell'amore e del progetto di vita che lo ha legato per sempre a Francesca e, grazie a lei, la tenerezza del suo affetto paterno per la piccola Vittoria. Poi quel ruolo di capitano nella Viola che lo consacra per sempre alla storia di questa società".

IL SALUTO DI BADELJ — Spetta a Milan Badelj il compito di leggere il messaggio della Fiorentina: "Sei il fratello o il figlio che tutti avrebbero voluto avere. I tuoi genitori non hanno sbagliato nulla con te, neanche una virgola. Tu non sei come gli altri, tu sei il calcio, quello vero, quello puro dei bambini. Il nostro pensiero va a tua mamma e tuo papà, ai tuoi fratelli, a Francesca e alla Principessa Vichy. Sei stato un uomo con la u maiuscola e noi dovremo dirlo a lei. Tu sei luce per tutti noi"

IL FRATELLO — Ha preso la parola anche Marco Astori, fratello di Davide. "Non ci sono tante parole: dicevo sempre a lui che quando facevano le interviste diceva sempre le stesse cose, quindi faccio la stessa cosa anche io. In questi giorni ci avete dimostrato quanto volevate bene al mio Davide".

MEZZA SERIE A PRESENTE — Alla cerimonia, che si è conclusa intorno alle 12.30, erano presenti il ministro dello Sport Luca Lotti, il presidente del Coni Giovanni Malagò, il commissario straordinario della Figc Roberto Fabbricini e il suo vice Alessandro Costacurta e l'ex commissario tecnico Gian Piero Ventura. Arrivate poi le delegazioni delle squadre, tra queste l'Inter, rappresentata da Zanetti, il tecnico Spalletti, Ranocchia, Borja Valero e Vecino. Molto toccante l'arrivo della delegazione della Juventus, rappresentata da Chiellini, Rugani, Barzagli, Buffon, Benatia, Pjanic, De Sciglio e Allegri, arrivati direttamente da Londra e applauditi dalla folla.

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SERIE A TIM

Mazzarri: “Affrontiamo la Roma nel peggior momento, voglio un Torino tosto”

Walter Mazzarri, tecnico del Torino, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della partita contro la Roma. Queste le sue parole:

“Difficile parlare di calcio dopo che succedono certe tragedie. Ma bisogna fare il nostro lavoro e andare avanti. Mi sento solo di dare un abbraccio ai cari di Davide Astori. Ci stringiamo tutti intorno a loro. E’ l’unica cosa che oggi mi sento di dire. Ci avviciniamo ad una Roma che affrontiamo nel peggior momento. Sappiamo tutti quello che hanno fatto a Napoli. Sono curioso di vedere cosa saprà fare la mia squadra, su un campo così complicato, contro una squadra così forte. Noi eravamo proiettati al Crotone per avere delle risposte importanti dopo il bruttissimo primo tempo di Verona. Poi è successo quel che è successo. Ma le stesse risposte che volevo allora le voglio anche oggi”.

Come interpreterà la partita il Torino?
Si devono guardare tutti gli aspetti. E’ vero che abbiamo la possibilità di fare male a loro se interpretiamo al meglio certi movimenti, ma credo che la prima cosa sia giocare in modo equilibrato, stando compatti. Altrimenti a Napoli si è visto cosa sono in grado di fare.

Ljajic ha i novanta minuti nelle gambe?
Non gioca titolare da tanto. Finché non giocherà dall’inizio non si potrà avere la certezza su questo. Sicuramente in questo momento si sta allenando bene come tutti gli altri.

La difesa è ancora in emergenza.
Sì, perchè la squalifica di Burdisso è stata portata a questa gara, e non abbiamo recuperato nessun giocatore. Al di là di questo aspetto, bisogna essere bravi con centrocampo e attacco a non concedere spazi alla Roma, che ha doti tecniche e qualità particolari. non dobbiamo farli prendere coraggio.

E’ vero che è stato vicino alla Roma?
Penso solo al futuro. Il passato non conta. Se dovessi pensare a tutte le chiacchiere che ci sono state, non finirei più. Ora mi interessa solo cosa fa il Toro con la Roma, a Roma.

Come sta Niang?
Ieri ha provato la mascherina e ha fatto qualcosa di atletico. Oggi vedremo come reagisce con la mascherina. Ha avuto meno giorni rispetto a De Silvestri per abituarsi, anche se l’infortunio è stato pressochè lo stesso.

Cosa si aspetta dalla Roma?
Ci si difende in undici. Quindi la fase difensiva parte da centrocampisti e attaccanti, mi aspetto di vedere una squadra compatta. Poi certo, anche dal punto di vista offensivo abbiamo lavorato. Vedremo cosa succederà.

Ci si può aspettare Baselli a centrocampo domani?
Lo vedrete domani. Oggi devo fare ancora una verifica.

Come sta Belotti?
E’ supermotivato come tutti. Io voglio vedere risposte da lui ma da tutti. Voglio un Torino tosto, quadrato, che dia fastidio a tutti, anche alle grandi. Belotti rientra anche lui in questo discorso.

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SERIE A TIM

Roma-Torino, arbitra Maresca: i precedenti con i giallorossi

Sarà Fabio Maresca l'arbitro di Roma-Torino, in programma domani alle 20:45 allo Stadio Olimpico. Per il fischietto di Napoli sarà la terza gara in carriera con entrambe le squadre: non positivo il precedente di campionato per la Roma, che è stata diretta da lui in occasione dello 0-0 sul campo del Chievo, oltre che nei quarti di finale di Coppa Italia della scorsa stagione contro il Cesena, superati vincendo 2-1 contro i romagnoli con le reti di Dzeko, Garritano e Francesco Totti su calcio di rigore. 

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Rassegna stampa

Rebus centrocampo per Di Francesco

LEGGO (F.Balzani) – Niente buche, ma tanto traffico. Il centrocampo della Roma torna a pieno regime col recupero di De Rossi e Gonalons. In vista del doppio impegno casalingo con Torino e Shakhtar, quindi, Di Francesco sarà chiamato a dirigere sei giocatori a caccia di tre maglie evitando un turnover eccessivo (l’eliminazione in coppa Italia proprio col Toro insegna), ma cercando di far rifiatare qualche titolare oltre agli squalificati Fazio e Dzeko. Per questo De Rossi – che ieri si è presentato commosso alla camera ardente dell’amico Astori e oggi sarà presente al funerale – dovrebbe comunque accomodarsi in panchina nonostante sia tornato ad allenarsi in gruppo dopo la distorsione alla caviglia rimediata a Napoli. Al suo posto, in regia, dovrebbe rifare capolino Gonalons assente dal 6 gennaio per un problema al polpaccio.

A chiedere spazio, però, ci sono pure Pellegrini e Gerson. Almeno uno di loro potrebbe far rifiatare Strootman o Nainggolan visto che martedì servirà tutta la loro esperienza per battere (cercando di non subire gol) lo Shakhtar e qualificarsi ai preziosi quarti di Champions. Il brasiliano, ai microfoni di Sky, si candida così: «So che posso fare ancora di più, non solo per me ma anche per la squadra. Col Torino è una partita difficile, non so ancora se giocherò, sarà una decisione del tecnico. Gli alti e bassi? Il calcio è così. Abbiamo perso perché sbagliamo troppo e se si sbaglia troppo succede questo. Ora, però, abbiamo cambiato testa».

La pensa così pure Pellegrini intervistato dalla rivista ufficiale del club: «Quello di Napoli deve essere un punto di partenza, abbiamo ritrovato la strada giusta. Non è stato un periodo semplice, per la mancanza di risultati soprattutto. Questo gruppo però è pieno di giocatori forti, un allenatore che sa bene quello che vuole e grazie a questo siamo riusciti ad uscirne. Abbiamo vinto una partita importantissima ma non dobbiamo assolutamente fermarci qui».Pellegrini ha ricordato così Astori: «È molto semplice parlare di Davide, era un ragazzo talmente eccezionale. L’anno in cui abbiamo giocato insieme alla Roma io ero un ragazzo ancora della Primavera e lui mi è stato molto vicino con consigli e supporto. Era uno di quelli che mi stava più dietro. Provo tantissimo dolore». A proposito di Pellegrini: Luca, il terzino ancora alle prese con l’infortunio al ginocchio e corteggiato da diversi club esteri e non, sta trattando il rinnovo fino al 2023 con la Roma. In questi giorni a Trigoria è stato avvistato il suo agente Mino Raiola.

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Astori, a Firenze l’ultimo saluto. Presente la delegazione della Roma

Oggi è il giorno dell'ultimo saluto a Davide Astori. Dopo l’affetto e la grande commozione manifestate dalla gente alla camera ardente, Astori riceve oggi gli elogi funebri nella Basilica di Santa Croce a Firenze. Oltre a dirigenti, calciatori e staff della Fiorentina, sono presenti molti tifosi e rappresentanti di società di calcio. Tutti nella città viola per stringersi attorno alla famiglia del difensore. Da Roma sono partiti Totti, De Rossi, Florenzi, Pellegrini, Nainggolan, Bruno Conti e Balzaretti.

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SERIE A TIM

Astori, Batistuta: “Morte inaccettabile. Vorrei essere a Firenze insieme alla mia gente”

«Sono dall'altra parte del mondo, ma vorrei essere a Firenze per dare l'ultimo saluto a Davide, insieme alla mia gente. Quando a Reconquista è arrivata la terribile notizia del decesso del nostro capitano, ho avuto la stessa vostra reazione: sono rimasto choccato, senza parole. Per la morte con c'è mai risposta, ma stavolta è stata pazzesca». Lo scrive Gabriel Omar Batistuta in una lettera diffusa tramite l'agenzia di stampa dopo la morte di Davide Astori.

«Un calciatore che muore dormendo – ha aggiunto – è qualcosa di incredibile, inspiegabile, inaccettabile. Un trauma che colpisce una comunità, in particolare il nostro mondo». «Non conoscevo di persona Davide – scrive ancora Batistuta -, ma i miei amici fiorentini mi avevano sempre presentato uno splendido ritratto di lui. In campo parlavano classe e bravura, fuori lo spessore era ancora più alto. Mi raccontano che fosse sempre impegnato sul fronte della solidarietà e della beneficenza. Nello spogliatoio un leader silenzioso, ma determinato. Davide era un esempio assoluto».

Secondo Batistuta «La Fiorentina aveva fatto bene ad affidargli la fascia perché Davide prima di tutto era un uomo vero. E per me questo nella vita resta l'elemento decisivo. Ho sempre pensato che la storia viola avesse un solo capitano, il mio fraterno amico Giancarlo Antognoni. D'ora in poi ne avrà due, per sempre. Cerchiamo di onorare al meglio la memoria di Davide e soffochiamo di affetto Francesca, Vittoria e i suoi familiari. Un abbraccio a tutta la Fiorentina e un bacione a Firenze».