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Florentino Perez: “Totti? Gli telefonai per chiedergli di venire, mi disse che non poteva muoversi”

Florentino Perez, presidente del Real Madrid, è stato intervistato da Gazza Mondo, nuovo settimanale deLa Gazzetta dello Sport, dove ha parlato della trattativa con cui ha provato a portare Francesco Totti in Spagna. Queste le sue parole: "Totti è una delle leggende che tutti avrebbero voluto. Prima del 2006, all'inizio della mia presidenza, gli avevo telefonato per chiedergli di venire, ma lui mi disse che non poteva muoversi da Roma".

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Stadio della Roma, la nota ufficiale del Campidoglio sulla variante urbanistica

Continua l’iter amministrativo del progetto dello stadio di Tor di Valle. Il prossimo giovedì 12 aprile il progetto verrà pubblicato sulle edizioni locali dei principali quotidiani nazionali, integrato e adeguato cosi come approvato con determinazione della Regione Lazio del 22 dicembre 2017, che al suo interno comporta variante urbanistica.

Il provvedimento sarà inoltre depositato in formato digitale all’Albo Pretorio fino al 12 maggio 2018, ovvero 30 giorni dalla data di pubblicazione. Così in una nota il Campidoglio. Gli elaborati progettuali trasmessi dai proponenti e tutta la documentazione relativa alla Conferenza dei Servizi potranno essere visionati in formato digitale presso il Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica e sul portale di Roma Capitale.

Chiunque ne fosse interessato potrà presentare eventuali osservazioni relative alla variante urbanistica entro l’11 giugno 2018, ovvero a 60 giorni dalla pubblicazione dell’avviso. Le osservazioni dovranno essere trasmesse per raccomandata, via PEC (posta elettronica certificata) o consegnate all’Ufficio Protocollo del Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica di Roma Capitale.

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Falcao: “La mia Roma era più genuina. Quarti di Champions? Risultato importante”

Paulo Roberto Falcao, l’ottavo re di Roma, è stato intervistato dal quotidiano spagnolo AS. La storica bandiera giallorossa ha parlato della sfida di questa sera dello Stadio Olimpico tra Roma e Barcellona ma non solo: “Ho visto la Roma varie volte quest’anno e aver raggiunto i quarti di Champions è un risultato importante per la sua storia. Però è una squadra diversa dalla mia. Le circostanze economiche sono cambiate, ora girano molti più soldi di un tempo. Mi piace dire che la Roma in cui giocavo io era genuina. Aveva giocatori come Conti e Cerezo e attaccanti come Graziani e Pruzzo. Vincemmo lo Scudetto nel 1983 e l’anno dopo arrivammo in finale di Coppa dei Campioni contro il Liverpool. Quella volta non vincemmo perché ci furono vari problemi, non so se la città fosse pronta per un successo così. In fondo, quella era una società che non era mai arrivata a giocarsi una finale e poi di fronte c’era il Liverpool, una squadra forte, con qualità e maggiore esperienza rispetto a noi. Io poi non stavo bene, aveva avuto problemi al ginocchio e dopo aver parlato con Liedholm decisi di scendere in campo con delle infiltrazioni. I rigori? Non sono mai stato rigorista e non aveva avuto esperienze positive in passato. Non avrei potuto calciare per il dolore ma in ogni caso non lo avrei fatto. Il Barcellona? Una grandissima squadra; nell’ultima partita di Champions che ho visto mi ha sorpreso molto il loro schema tattico e lo schieramento 4-4-2 non abituale. Da allenatore mi interesso molto agli schemi e alla disposizione in campo e quella del Barcellona non si vede spesso. Poi chiaramente parliamo di una società che da anni è abituata a restare in cima. Un giocatore che mi somiglia? Non mi è mai piaciuto fare dei paragoni tra calciatori di epoche diverse, io ero uno che giocava da un’area all’altra. Ma Andres Iniesta mi sembra un centrocampista favoloso. È tra i migliori al mondo, anche se non somiglia affatto a me”.

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SOCIAL ROMA

Instagram, Ferguson a Roma e cena con Aldair (FOTO)

Dopo l'arrivo in mattinata del presidente della Roma James Pallotta, ieri lo hanno anticipato Sir Alex Ferguson e Stillitano, il cui arrivo era stato annunciato nella capitale insieme al numero uno giallorosso. Il presentatore radiofonico statunitense ha pubblicato su Instagram una foto che lo ritrae a cena a Roma ieri sera insieme proprio a Ferguson, Aldair e Marco Bianchi.

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Rassegna stampa

Champions League, Roma-Barcellona: le probabili formazioni dei quotidiani. Ipotesi difesa a 3

Questa sera la Roma proverà a ribaltare il 4-1 del Camp Nou. Di seguito le probabili formazioni dei quotidiani: 

CORRIERE DELLO SPORT

 Alisson; Manolas, Fazio, Kolarov; Florenzi, De Rossi, Strootman, El Shaarawy; Nainggolan; Dzeko, Schick.

LA GAZZETTA DELLO SPORT

Alisson; Manolas, Fazio, Kolarov; Florenzi, De Rossi, Strootman, El Shaarawy; Nainggolan; Dzeko, Schick.

IL TEMPO

Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Nainggolan, De Rossi, Strootman; Schick, Dzeko, El Shaarawy.

CORRIERE DELLA SERA

Alisson; Manolas, Fazio, Juan Jesus; Florenzi, De Rossi, Strootman, Kolarov; Nainggolan; Dzeko, Schick.

LA REPUBBLICA

 Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Strootman, De Rossi; Schick, Nainggolan, El Shaarawy; Dzeko.

IL MESSAGGERO 

Alisson; Manolas, Fazio, Kolarov; Florenzi, De Rossi, Strootman, El Shaarawy; Nainggolan; Dzeko, Schick.

LEGGO 

Alisson; Bruno Peres, Manolas, Fazio, Kolarov; Nainggolan, De Rossi, Strootman; Florenzi, Dzeko, Cengiz Under.

IL ROMANISTA

Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Nainggolan, De Rossi, Strootman; Cengiz Under, Dzeko, El Shaarawy.

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Luiss, Baldissoni all’evento Champions Impact: “I numeri del bilancio servono a portare risultati tangibili, cioè trofei” (FOTO)

Mauro Baldissoni, direttore generale della Roma, ha partecipato all’evento Champions Impact presso la sede dell’Università LUISS Guido Carli di Roma. Insieme al dirigente giallorosso presente anche Francesco Calvo,Chief Revenue Officer del Barcellona. L’incontro, organizzato in collaborazione con Italia Camp, è stato moderato dal COO della Roma Guido Fienga. Il direttore generale ha parlato in conferenza stampa. Queste le sue parole:

La Roma è un patrimonio quotidiano della città. I numeri del bilancio servono a portare risultati tangibili, cioè trofei. La ragione principale dell’investimento americano è l’identificazione con la città. Lo studio partiva da una considerazione: Roma era una delle cinque città più conosciute del mondo. La Roma fin dalla sua nascita si è identificata con la città. In tutti i documenti che abbiamo dalla fondazione in poi, tutti parlano dei colori della Roma e dicono che abbia “i colori di Roma”. È per vocazione, sin dalla nascita, una società rappresentante della città. Noi ragioniamo sempre in termini di Partnership, parliamo di condivisione. Abbiamo creato una struttura produttiva di spessore, che fa prodotti live, che vincoliamo attraverso i vari social. Siamo in dirittura di arrivo con alcune collaborazioni.

A lui si è aggiunto Calvo che ha detto:

“Alla base del Barcellona ci sono cinque valori. Umiltà, fatica, ambizione, rispetto e lavoro di squadra. Cerchiamo di formare individui e non solamente atleti, che sono una conseguenza. Nel Barcelona sono più importante le emozioni che trasmettiamo che la vittoria, questa è una conseguenza del bel gioco e dello spettacolo. L’impatto dei campioni nel campo e fuori? Noi abbiamo una grande fortuna, sono cresciuti tutti nel Barcellona: Pique, Messi, Iniesta e così via. Loro sono un esempio per i giovani, conoscono il peso e la storia del Club. Ci aiutano tanto a dare un esempio. Come si misura l’impatto di un campione? Anche qui siamo viziati: Messi ha fatto il Barcellona o il Barcellona ha fatto Messi? Nessuno può rispondere, è troppo difficile. I biglietti così costosi? Il Barcellona ha uno stadio di 90mila persone, per essere abbonato devi essere socio. 600 euro è il prezzo medio per i biglietti per tutte le gare di tutte le competizioni. Il prezzo per l’abbonamento è molto basso, se li mettessimo seguendo la media europea guadagneremmo, almeno, 50 milioni in più all’anno. Il prezzo alto è per il settore ospiti e sui posti rimanenti perché ci sono pochi biglietti e favoriamo chi è abbonato.

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Roma, torna Pallotta: “Fiducioso per stasera. Alisson? Non voglio venderlo” (VIDEO)

James Pallotta è tornato a Roma. Il numero uno giallorosso questa mattina è atterrato verso le 7:20 presso l’aeroporto di Ciampino a bordo di un volo privato, per poi dirigersi verso l’hotel De Russie in zona Piazza del Popolo. Il presidente romanista assisterà alla gara di ritorno dei quarti di finale di Champions League contro il Barcellona.

Di seguito le sue parole rilasciate ai cronisti fuori l'albergo romano:  

E’ fiducioso per stasera?
Sì, penso che all’andata abbiamo giocato molto bene, siamo stati sfortunati con gli autogol, c’erano tre rigori per noi: un fallo di mano, quello su Dzeko sicuramente e Pellegrini era sulla linea. Se fossimo andati sull’1-1 le cose sarebbero cambiate, siamo stati sfortunati sui gol e l’ultimo è arrivato in maniera stupida ma penso che abbiamo giocato bene.

Ha fiducia in Di Francesco e nella squadra? 
Sì, certo.

E’ soddisfatto per i risultati in Serie A? 
No, credo che dalla partita contro il Genoa di dicembre non abbiamo giocato bene come facevamo prima ma abbiamo avuto molti infortuni. Non sono felice per questo, a volte è dura giocare in Champions League e prepararsi subito dopo per il campionato, rende le cose più dure. Non penso che i giocatori siano felici così come nessun altro, se guardiamo a dov’eravamo fino alla partita col Genoa… Eravamo lassù. Abbiamo ancora 7 partite importanti, a partire da domenica.

Novità dal main sponsor?
Nei prossimi due mesi dovrebbero arrivare 3-4 annunci di questo genere, annunci importanti.

Lo stadio? 
Ho alcuni incontri su questo. In fin dei conti, se non si accelera su certi aspetti non avremo uno stadio e noi non saremo qui. I tifosi dovrebbero dire alle istituzioni di fare in fretta. E’ tutto molto vicino alla conclusione, se passa ancora tempo oltre giugno o luglio, servirà un altro anno e non avremo uno stadio. Non possiamo permettercelo, abbiamo già speso oltre 60 milioni di euro sullo stadio. Nessuno lo sa, una delle questioni è solo quello che spendiamo sul mercato, ma abbiamo speso quasi 70 milioni per lo stadio, seguendo l’iter e tutti i ritardi. Non puoi continuare a spendere soldi se non hai modo di rientrare in tempo, abbiamo bisogno dello stadio in tempi brevi.

Alisson resterà?
Sì, ha un contratto. Lo adoro, non voglio venderlo.

E’ tutto? bene! per l’intera settimana non vi vedrò più (ride, ndr)“.

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SOCIAL ROMA

Roma, oggi visita di Cassano a Trigoria (FOTO)

Sorpresa nel pomeriggio a Trigoria. L'ex giallorosso Antonio Cassano ha visitato il centro sportivo Fulvio Bernardini per salutare la squadra alla vigilia di Roma-Barcellona, intrattenendosi anche a scambiare qualche parola con Eusebio Di Francesco e Francesco Totti.

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CHAMPIONS LEAGUE

Roma-Barcellona, la rifinitura dei blaugrana: (FOTO e VIDEO)

Vigilia di Roma-Barcellona. Dopo le conferenze stampa di rito, il Barcellona questo pomeriggio è sceso sul prato dell’Olimpico per svolgere la rifinitura in vista della gara di Champions League di domani sera contro i giallorossi. Presente in gruppo anche Sergio Busquets, l'unico in dubbio per il match.

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Mancini: “L’Olimpico pieno dà una carica enorme. Ho scelto di rimanere in Italia per la Roma”

Amantino Mancini, ex calciatore in Italia di Roma ed Inter, torna a parlare ai microfoni della società giallorossa. Queste le sue parole:

Amantino quindi ha deciso cosa farà da grande?
“Sono giovane ho ancora 37 anni, ma ho deciso che voglio fare l’allenatore”.

Come mai allenatore?
“Ho fatto il corso allenatore Uefa A e sono stato promosso. Sono in attesa di fare il corso Uefa Pro.  Mi piace molto il ruolo di allenatore, ma bisogna essere molto preparati. Quando facevo il giocatore credevo fosse più difficile scendere in campo che sedere in panchina. Ora mi sto accorgendo che non è cosi. È molto più difficile comandare che essere comandato. L’allenatore è anche psicologo, padre, madre… non basta mettere bene tatticamente la squadra in campo”.

Dove le piacerebbe allenare?
“Non lo so, non ci ho pensato ancora, in Brasile ho già ricevuto offerte per andare ad allenare in B, ma prima voglio studiare come si deve. Con calma e senza fretta…”.

Intanto, ha l’occasione di venire all’Olimpico e ci sarà anche per il Barcellona. Che partita vedremo?
“Una gara aperta, sicuramente. La Roma ha bisogno di fare risultato, il Barcellona sa giocare e fa giocare i suoi avversari. La Roma non deve subire reti e fare gol il prima possibile. Se riesce ad andare in vantaggio presto, la squadra potrà affrontare tutto con più tranquillità”.

A cosa è dovuta l’infallibilità del Barca?
“Sono fortissimi nel palleggio, Messi poi lo conosciamo tutti. Hanno tante soluzioni offensive e risultano pericolosissimi”.

Come ha visto la Roma al Camp Nou?
“La Roma ha giocato benissimo, si vedeva che aveva studiato attentamente il suo avversario. Poi l’episodio del rigore su Dzeko ha condizionato tutta la partita. Comunque, la squadra ha giocato con personalità”.

La stessa personalità che servirà al ritorno?
“Beh, dovrà fare una gara diversa. Deve assolutamente vincere, quindi inevitabilmente creerà degli spazi. Deve fare un gioco più aggressivo dell’andata”.

L’Olimpico è sold out, che emozione si prova a scendere in campo con lo stadio gremito?
“Bellissimo. Giocare con l’Olimpico pieno dà una carica enorme. Ci sarà un ambiente pazzesco, ribaltare il risultato è difficile ma non è impossibile, bisognerà crederci”.

Qual è il suo giudizio su Di Francesco?
“Mi piace molto. È sincero, umano. Capisce di calcio. Ha fatto la sua Roma… e sta facendo bene”.

Di questa squadra chi l’ha colpita?
“Non conoscevo Cengiz, mi piace ed è un giocatore con grandi prospettive”.

Brasiliano come lei, Alisson lo conosce bene?
“In Brasile conoscevamo tutti le sue grandi potenzialità. Questo è il vero Alisson, ha avuto solo bisogno di tempo per ambientarsi”.

Mancini e la Champions… ci racconta la sua esperienza?
Già sentire quella musichetta ti dà la carica. È un privilegio averla potuta giocare. Dopo il Mondiale, è la competizione più importante”.

Lei è stato protagonista in UCL di una grande impresa, contro il Lione… Cosa ricorda di quella gara?
“In casa giocammo benissimo, ma non andammo oltre lo 0-0. Poi in trasferta non ci davano certo per favoriti,  loro erano uno squadrone in quel periodo. Ma vincemmo 2-0 e io feci un gran gol”.

Due coppe Italia, una Supercoppa… qual è il ricordo che le sta più a cuore?
“Impossibile scegliere un solo momento. Ricordo tutti i miei gol, ma certo il primo di tacco al derby, quello al Real Madrid e anche quello al Lione hanno un posto particolare. E poi le undici vittorie consecutive… grandissime emozioni”.

Insomma come mai ha scelto l’Italia?
“Per il calcio… e poi per la Roma”.