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Di Francesco: “Stiamo crescendo ma non dobbiamo smettere. Non voglio giocatori sul podio, qui devono sentirsi tutti titolari”

Tutte le dichiarazioni di Eusebio Di Francesco al termine della partita tra Roma e Juventus allo stadio Olimpico.

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DI FRANCESCO A SKY

Che cos’ha più delle altre la Juventus? 
Sicuramente la mentalità costruita negli anni. E’ una società alle spalle importante, solida, che riesce sempre a rimanere unita e compatta anche nei momenti di difficoltà. Credo sia determinante, riescono a lavare i panni in casa nelle difficoltà ed è il percorso di crescita che devono fare le squadre, devono prendere come esempio questa mentalità, questa rabbia e voglia di vincere le partite. Ogni fallo entravano in campo con tutta la panchina, è la mentalità a volte un po’ eccessiva di fare le cose insieme, in ogni situazione, anche sbagliando ma facendola insieme.

Per la Roma obiettivi centrati e una nuova mentalità… 
Credo che anche stasera la squadra le cose migliori le ha fatte in questo senso. Magari non è stata lucida nell’andare a concretizzare le tante palle rubate nella metà campo avversaria ma anche un certo predominio del gioco. Stiamo crescendo ma non dobbiamo smettere. Avevamo tanti giovani alla prima esperienza a questi livelli, qualcosina in più si poteva fare in campionato. Peccato per stasera, se non fossimo rimasti in dieci avremmo potuto fare qualcosa di più. Non ci ha più permesso di ripartire ed essere aggressivi in contropiede.

Possiamo pensare di non partire già battuti in Europa il prossimo anno? 
Abbiamo fatto un passaggio di crescita generale. Le partite si giocano fino alla fine ed è bellissimo, condivido fino alla fine e mi piace. E’ un cambiamento, come quello delle seconde squadre. Non significa più andare di là e dire “quello che succede succede”.

Cosa bisogna fare per colmare il gap con la Juventus? 
Migliorare la rosa, cercando di andare a prendere qualcosina dove siamo meno forti, nel far crescere la mentalità. Ma la spregiudicatezza e il desiderio di fare la partita sono basilari, la forza sta nel farlo all’interno. Noi dobbiamo crescere a Trigoria, dando regole ben precise e facendole rispettare. Non pensando che i giocatori più bravi debbano mettersi sul podio e gli altri a guardare, ma facendo sentire tutti titolari. Qui noi abbiamo cercato di proporre questo tipo di idea.

Pensi di avere un nucleo di giocatori e staff per far fare quel salto di qualità? 
Dobbiamo staccarci da questa realtà che a volte non è reale, ci si deprime con troppa facilità e ci si esalta a due partite vinte. Bisogna trattare vittorie e sconfitte allo stesso modo, si può fare e credo che nel nucleo sia cambiata tanto la mentalità. Spesso ci si guarda un po’ troppo dietro, invece bisogna pensare a cosa si può ancora fare in campo.

La tua crescita è stata straordinaria nel corso della stagione… 
Grazie, credo che per me sia stata un’esperienza passata anche per degli errori che sono fondamentali per crescere e migliorare, per toccare i tasti giusti. Sento che c’è maggiore convinzione nel modo di parlare, quando si viene nelle interviste e si parla una lingua comune lo vedo positivo. Poi bisogna accompagnare con i fatti, alcuni ci sono stati, siamo sulla strada giusta ma non basta. L’allenatore deve stare sempre sul pezzo, senza trascurare nulla. Alessandro (Del Piero, ndr) è già avanti come idea.

Rinnova con la Roma?
E’ l’ultimo dei miei pensieri, sono convinto che troveremo un accordo. Il mio desiderio principale è continuare qui a Roma, sono convinto che ci sia il desiderio da parte di tutte e due di continuare.

Ha fatto guadagnare tanto a Pallotta, si faccia dare tanti soldi… 
Magari rinforzeremo di più la squadra (ride, ndr).

DI FRANCESCO IN CONFERENZA STAMPA

La Roma ha cercato con maggior convinzione la vittoria…
Sì poi quando una squadra vuol gestire la palla e tu sei in inferiorità numerica fai fatica a riprenderla e a ripartire. Il pensiero nostro era quello di rubare palla quando loro affondavano e di ripartire. Loro però hanno voluto gestire la palla e quando sei in 10 è difficile perché non riesci a dare le stesse pressioni che avevamo fatto benissimo nel primo tempo, rubando molti palloni nella metà campo avversaria. Lì siamo stati imprecisi nell’ultimo passaggio, nella qualità e nella scelta finale. La squadra mi è piaciuta, abbiamo recuperato 18 palloni dall’altra parte, ma con un pensiero unico, di squadra, che però alla fine non ha portato al risultato che volevo.

La Roma ha fatto più tiri ma meno gol della Juve. Questo è il gap maggiore?
Sicuramente sì e qualcosina anche su una squadra che prende sempre meno gol negli ultimi campionati, c’è un motivo. Solitamente la miglior difesa vince i campionati. In questo momento siamo la seconda miglior difesa, insieme a altre squadre, siamo mancati a livello realizzativo. Se avessimo avuto quei 10 gol in più, non dico tanto, avremmo sicuramente molti punti in più. Secondo me è fondamentale perché abbiamo creato tanto ma concretizzato poco.

Che stagione è stata?
Non ci sono state solo difficoltà in campionato, ci sono stati momenti in cui la squadra era esaltante dal punto di vista del gioco. Abbiamo fatto delle grandi prestazioni ma c’è stato un periodo in cui siamo scesi sotto tutti i punti di vista. Dovevamo essere bravi a capire che era un momento difficile, tra fine dicembre e gennaio. Questo a noi ci è servito come insegnamento ma secondo me abbiamo fatto anche cose molto importanti. La Roma da molto tempo non viveva serate importanti come quelle che abbiamo vissuto questa stagione e per me è un motivo di grande orgoglio e soddisfazione ma vi assicuro che non mi fa accontentare perché il desiderio adesso è di dare continuità e migliorare il percorso di crescita.

In quel periodo avete pagato il richiamo di preparazione?
Richiami di preparazione non li abbiamo mai fatti. Penso che quando hai una settimana di sosta sei riposato. Magari avessimo avuto un richiamo di preparazione perché eravamo obbligati a far riposare i giocatori. Abbiamo fatto anche delle buone partite portando a casa pochi punti. Siamo stati poco cinici rispetto ad altre squadre, avendo difficoltà.

Voi pensate che la Juve non hai mai avuto un calo fisiologico? 
Sì, ma alla fine ha sempre portato a casa i risultati. Questa è la differenza, nel momento in cui ci rendiamo conto che fisicamente non siamo al top andremo meno a prendere gli avversari nella metà campo loro e saremo più intelligenti in alcune partite. Chi non fa non sbaglia e allora sbagliando poi si cerca di imparare. Si immaginava tutto questo cosi presto? Come farà a migliorarsi? Migliorarsi o meno credo che nel mio modo di esprimermi si debba partire sempre in maniera positiva e costruttiva. Se dovessi dire di accontentarmi di quello che abbiamo già fatto, torneremo alla mentalità di sempre. Nella stagione ci sono momenti di difficoltà ma si deve fare meglio. Non ho mai sentito una allenatore dire di voler far peggio dell’anno prima. Sassuolo per me è stato un grande momento di crescita e sono ben felice di tornarci domenica. Loro si sono già salvati mentre noi siamo tornati in champions ma abbiamo l’ambizione di mantenere il terzo posto. Se lo faccio è perché mi sento pronto dopo aver fatto la gavetta, perché non ci sono arrivato perché mi ha regalato qualcosa qualcuno.

DI FRANCESCO ALLA RAI

Avete cercato di vincere ma non ci siete riusciti… 
E’ mentalità, abbiamo provato a vincere fino a quando non siamo rimasti in dieci. Non abbiamo concesso nulla la Juventus come occasioni, poi magari anche loro non hanno voluto forzare.

Come si colma il gap con la Juventus? 
Bisogna cercare di migliorare la squadra per competere con tutti e non solo con loro. In sede di mercato faremo delle valutazioni, anche in base a ciò che faranno le altre, perché anche il Napoli ad esempio ha fatto un grande campionato e cercherà di migliorarsi.

Se le avessero detto prima che la Roma sarebbe arrivata terza e avrebbe disputato una semifinale di Champions League sarebbe stato contento?
Siamo sicuramente felici della stagione fatta. Però non ci dobbiamo accontentare, e cercare di andare avanti anche il prossimo anno con la crescita a livello di mentalità. Personalmente sono soddisfatto ma avevo fatto la bocca alla finale di Champions, lavoreremo per migliorare quanto fatto quest’anno.

E’ reale questa distanza dalla Juventus? 
Secondo me potevamo essere più vicini. Ma siamo passati dagli errori che ci hanno fatto crescere. C’è stato un momento della stagione in cui ne abbiamo commessi troppi e dovevamo aggrapparci più al risultato come magari fanno anche loro. Auguriamoci che dopo questo risultato abbiano la crisi del settimo anno (ride, ndr).

C’è chi sostiene che lei si ispiri più a Zeman, altri invece dicono a Sacchi, chi sbaglia? 
Entrambi, perché possiamo dire che io mi trovo a metà. Zeman è stato un maestro nella mentalità e nell’atteggiamento nell’affrontare le partite cioè andare sempre ad aggredire l’avversario cercando di fare la partita. Non mi sento ne Zemaniano ne Sacchiano, io dico sempre che mi sento Di Franceschiano.

Quanto conta l’allenatore nelle scelte di mercato? 
Conta tantissimo, tutte le scelte che faremo le valuteremo insieme. Nelle trattative però non mi piace entrarci, ci sono dei ruoli da rispettare e la società mi conosce in questo senso. Poi con la società siamo molto in sintonia, loro conoscono le mie idee e sanno di quali giocatori ho bisogno.

Vuole dire qualcosa a suo figlio Federico (in studio, ndr)… 
Magari prenderemo Federico che sta seduto un po’ troppo in panchina ultimamente però magari farà meglio il prossimo anno.

DI FRANCESCO A MEDIASET

Stasera fa festa anche la Roma… 
Sì, in Champions abbiamo fato grandi cose, ma siamo cresciuti attraverso gli errori, anche stasera in undici mi sono piaciuti. E’ mancata un po’ la qualità in alcune situazioni, ma sono soddisfatto della mentalità presa dalla squadra.

Che errori avete commesso? 
A volte te ne accorgi troppo tardi, a marzo non ci hanno aiutato tante cose. Sono passaggi di crescita, non guardiamo dietro ma avanti. Abbiamo un identità, un pensiero ed abbiamo portato avanti la Roma. Con questa mentalità possiamo toglierci grandi soddisfazioni.

Anche lei ha fatto bene… 
Non so perché mi aspettassero al varco, perché io sono sempre educato. Il pregiudizio mi dà fastidio, manco mi hanno mai visto. Per poter parlare e giudicare bisogna vedere, ho cercato di lavorare dentro la testa e dentro Trigoria.

Però siete andati bene… 
Quando ci sono capacità nei momenti buoni devi essere propositivo e non accontentarsi.

Che serve alla Roma per diventare l’anti Juventus? 
Migliorare sapendo che la Juventus ha sempre dominato questo campionato. Hanno fatto qualcosa di straordinario e per batterli devi fare qualcosa di extra. L’ambizione ed il desiderio di competere è un dovere, abbiamo dimostrato di poterlo fare in Europa e rifarlo anche in Italia.

DI FRANCESCO A ROMA TV

Soddisfatto della stagione fino adesso? 
Sì, ma si poteva fare meglio in un momento topico del campionato, nel periodo di gennaio e febbraio, abbiamo avuto un calo. Poi si sono fatte grandi cose, anche in Champions, ma manca ancora una partita. Bisogna ragionare in prospettiva Sassuolo per poi trarre un bilancio.

Sono reali i punti di distanza con Napoli e Juve? 
Ci sono, anche se abbiamo dimostrato di poter fare meglio e poter abbattere il gap. Siamo passati da momenti buoni e meno buoni, per competere serve maggiore continuità che è quella che ci è mancata nella fase centrale del campionato.

La mentalità può essere allenata o sono cose dentro i giocatori? 
Può essere migliorare costantemente col lavoro, a volte prima a volte più tardi. Bisogna rinforzare il nostro pensiero all’interno di Trigoria, lo dico perché credo molto in questo. Nel percorso che abbiamo fatto si è vista una crescita, sia nei ragazzi, sia nella società, sia nel mio pensiero. Siamo cresciuti e dobbiamo mantenere questa attenzione e migliorarla.

Oggi si poteva fare di più? 
Secondo me abbiamo fatto benissimo nel primo tempo anche nell’andare ad aggredire, rubando palloni importanti. Siamo mancati nell’ultimo passaggio, nell’attaccare con maggiore determinazione la porta. Credo che sia stato un po’ il nostro campionato, siamo mancati qua. Abbiamo una delle migliori difese, ma quei 10-12 gol in più avrebbero limato il gap che c’è tra noi e loro e ci avrebbero fatto comodo.

Florenzi dietro la barriera è una sua invenzione? 
Sì, è una scelta voluta perché quando si calcia una punizione da vicino può passare anche sotto la barriera. Se la calcia bassa il portiere rischia di non arrivarci, come successo con Politano e Handanovic.

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Roma-Juventus 0-0. All’Olimpico un punto per uno non fa male a nessuno

Una Roma già sazia della certezza di disputare la prossima Champions League ospita una Juventus in cerca del punto decisivo per festeggiare il 7° Scudetto consecutivo. Domina il primo tempo la squadra di Di Francesco, soffrendo poco e niente ma non riuscendo a concretizzare le occasioni capitate dopo un pressing asfissiante che non ha mai permesso ai bianconeri di ragionare. Più equilibrato l'inizio della seconda frazione di gioco, fino almeno al momento dell'espulsione di Radja Nainggolan per doppia ammonizione: il Ninja paga due interventi fallosi in pochi minuti su Dybala. In inferiorità numerica la formazione capitolina è costretta ad abbassarsi, perdendo il controllo del pallone ed iniziando a soffrire il palleggio juventino. Crolla il ritmo del match ed inizia la girandola dei cambi: la Roma cerca soprattutto di non perdere, la Juventus non fa nulla di particolare per cercare di vincere. Così i giallorossi quest'anno non riescono a rovinare la festa al club di Agnelli.

IL TABELLINO DEL MATCH

ROMA (4-3-3): 1 Alisson; 24 Florenzi, 20 Fazio, 5 Jesus, 11 Kolarov; 4 Nainggolan, 16 De Rossi (81′ Strootman), 7 Lo. Pellegrini (72′ Gonalons); 17 Under (81′ Schick), 9 Dzeko, 92 El Shaarawy.
A disp.: 28 Skorupski, 18 Lobont, 44 Manolas, 13 Capradossi, 3 Lu. Pellegrini, 33 Silva, 21 Gonalons, 6 Strootman, 30 Gerson, 48 Antonucci, 14 Schick, 8 Perotti
All.: Di Francesco

JUVENTUS (4-2-3-1): 23 Szczesny; 2 De Sciglio, 24 Rugani, 15 Barzagli, 12 Alex Sandro; 14 Matuidi, 5 Pjanic; 33 Bernardeschi (67′ Douglas Costa), 10 Dybala, 17 Mandzukic (81′ Bentancur); 9 Higuain.
A disp.: 1 Buffon, 16 Pinsoglio, 3 Chiellini, 26 Lichtsteiner, 4 Benatia, 21 Howedes, 22 Asamoah, 6 Khedira, 8 Marchisio, 27 Sturaro, 30 Bentancur, 11 Douglas Costa.
All.: Allegri

Arbitro: Tagliavento (Terni)
Assistenti: Passeri – Costanzo
IV Uomo: Rocchi
VAR: Giacomelli
AVAR: Valeriani

Marcatori: –
Ammonizioni: Pjanic (J), Alex Sandro (J), Nainggolan (R)
Espulsioni: Nainggolan (R)

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Pagelle

Roma-Juventus 0-0, le pagelle del match. Fazio granitico, Pellegrini è un motorino

Finisce 0-0 all'Olimpico: la Juventus festeggia, la Roma mette un altro mattoncino fra se e la Lazio per la corsa al terzo posto. Pesa nella bilancia del match l'espulsione di Nainggolan a metà del secondo tempo, ma la prestazione generale della squadra resta sicuramente positiva.

Alisson: 6 – Sufficienza d'ufficio per il portiere giallorosso, inoperoso per larga parte del match. Puntuale in un paio d'uscite nel primo tempo.

Florenzi: 6 – Partita attenta del terzino, attento più alla sostanza che a spingere verso la porta avversaria. Belle le combinazioni con Under: il loro feeling è una tra le note più positive della serata.

Fazio: 6,5 – Prestazione solida del centrale argentino, sempre elegante in anticipo e mai spaventato di dover concedere la profondità nelle fasi di grande pressione della Roma.

Jesus: 6,5 – Non fa rimpiangere Manolas, mettendoci quel pizzico di aggressività che si richiede in certe occasioni. Una piacevole conferma in questa stagione.

Kolarov: 6,5 – Tanta qualità e tanta spinta sulla sinistra, cala col passare dei minuti anche a causa dell'inferiorità numeri: pesano sulle gambe le tante partite stagionali.

Nainggolan: 5 – Gioca una partita positiva, soprattutto nel primo tempo, recuperando un paio di palloni pericolosi in pressione sull'amico Pijanic. Cala di rendimento nella seconda frazione di gioco, fino all'espulsione al 68': un'ingenuità che da un calciatore come lui non ci si aspetta.

De Rossi: 6,5 – Chiusura pazzesca su una ripartenza pericolosa della Juve che da sola potrebbe bastare nel giudicarlo: sempre presente, abbina la solità quantità a qualche verticalizzazione che purtroppo non trova maggior fortuna. (dal 80') Strootman: sv. – Non ha tempo per incidere, ma può festeggiare le 100 presenze in giallorosso.

Lo. Pellegrini: 6,5 – Tanta quantità nella partita del ragazzo del vivaio giallorosso. Poco lucido nell'ultimo passaggio, macchia con qualche errore di misura una prestazione che sarebbe potuta essere sicuramente più preziosa. (dal 71') Gonalons: 5,5 – Entra in un momento difficile del match, non riuscendo a far cambiare marcia alla squadra.

Ünder: 6,5 – Parte in sordina il turco, ma va in crescendo fino al momento dell'ormai consueto cambio nella ripresa. Da segnalare un tunnel su Alex Sandro, un paio di colpi pregiati nella ripresa e tanta copertura in supporto a Florenzi. (dal 80') Schick: – sv.

Dzeko: 6 – Gara difficile per il bosniaco, che nel primo tempo giganteggia nella metà campo bianconera con colpi davvero importanti. Il voto finale è una media fra il 7 della prima frazione e il 5 della seconda, dove cala vistosamente.

El Shaarawy: 6 – Alcuni buoni spunti, ma non riesce mai a saltare l'uomo come vorrebbe. Timbra il cartellino ma nulla più.

Di Francesco: 6,5 – Festeggia le 50 panchine con la Roma alla prima stagione: da questo dato si capisce che stagione lunga sia stata per la sua squadra. Imbriglia bene una Juventus stanca e sazia dai festeggiamenti della Coppa Italia, consapevole di avere lo Scudetto in tasca. Peccato per l'espulsione di Nainggolan, ma i suoi hanno dato l'impressione di aver finito la benzina nell'ultima mezzora.

Luca Loghi

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Roma-Juventus, Jesus: “Dobbiamo blindare il terzo posto vincendo. Vogliamo solo vincere”

Tutte le dichiarazioni del difensore giallorosso Juan Jesus in occasione di Roma-Juventus, valevole per la 37^ giornata di Serie A:

PRE GARA

JESUS A ROMA TV

“Dobbiamo blindare il terzo posto vincendo. Siamo a casa e dobbiamo mantenere la regola di casa, cioè vincere. Siamo pronti a tutto. Dybala e Higuain sono due giocatori fortissimi ma la Juventus non è solo loro due, Pjanic e anche altri sono forti. Siamo pronti per difendere, per attaccare e vincere”.

JESUS A SKY

Siete pronti per vincere?
“Giocheremo alla grande, l’importante è vincere. Dobbiamo essere concentrati perché la gara è difficile. Dybala e Higuain? Saremo pronti, non ci sono solo loro. Anche la nostra squadra è pronta ad affrontare la partita e faremo bene”.

JESUS A JTV

Che gara ti aspetti? 
“Una gara difficile, Roma-Juve è sempre una bellissima partita da giocare. Saremo pronti ad affrontare una Juve tosta ma siamo a casa e dobbiamo fare il nostro dovere che è vincere”.

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Roma-Juventus, Monchi: “Mercato? Ora possiamo prendere le decisioni che vogliamo con tranquillità. Io e Di Francesco pensiamo sempre insieme”

Le parole del ds giallorosso Monchi in occasione del match della 37^ giornata di Serie A tra Roma e Juventus:

PRE PARTITA

MONCHI A PREMIUM

"La missione della Roma è continuare così, abbiamo fatto questa stagione della maturità, dobbiamo continuare su questa strada. Per me sarebbe una mancanza di rispetto dire che l'anno prossimo lotteremo solo noi e la Juventus, pensiamo a noi stessi, sappiamo che strada vogliamo intraprendere. Ci manca ancora qualcosa che dobbiamo gestire. Mercato? Quando sono arrivato avevo la pressione del Fair Play Finanziario, ora abbiamo più tranquillità e possiamo prendere le decisione che vogliamo. Io credo che il mercato serva per comprare e vendere, dobbiamo decidere al momento cosa fare. Dove rinforzare la squadra? Sì, delle idee le abbiamo ma dobbiamo vederci con il mister. È tanto tempo che lavoriamo per trovare i giocatori funzionali che porteranno alla Roma un po' di più per continuare questa crescita. Io e Di Francesco pensiamo sempre insieme, siamo la stessa persona".

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Roma-Juventus, Szczęsny: “Vogliamo chiudere il campionato stasera, un orgoglio aver indossato la maglia giallorossa”

Tutte le dichiarazioni di Wojciech Szczęsny in occasione di Roma-Juventus, valida per la 37^ giornata di Serie A.

PRE PARTITA

SZCZESNY A JTV
“Sarà una gara difficile, loro sono una squadra forte e poi il pubblico è veramente bravissimo. Però noi abbiamo la possibilità di chiudere il campionato e lo vogliamo fare stasera. Anche loro hanno bisogno di un punto per il terzo posto ma entrambi giocheremo per i tre punti”.

SZCZESNY A SKY SPORT
“È stato un grande orgoglio indossare la maglia della Roma, stasera indosso quella della Juve e devo farlo bene. La partita è difficile, abbiamo bisogno di un punto ma vogliamo fare bene. Sarà una partita molto dura”.

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Roma-Juventus, le formazioni ufficiali: c’è Under, Allegri sceglie Mandzukic

Tutto pronto allo stadio Olimpico per il posticipo della 37^ giornata di Serie A: Roma e Juventus si affrontano per la matematica certenza del raggiungimento dei propri obiettivi, ovvero il terzo posto in classifica e lo Scudetto. Ecco le scelte dei due allenatori, in virtù delle assenze e della condizione di forma precaria di molti elementi:

FORMAZIONI UFFICIALI

ROMA (4-3-3): 1 Alisson; 24 Florenzi, 20 Fazio, 5 Jesus, 11 Kolarov; 4 Nainggolan, 16 De Rossi, 7 Lo. Pellegrini; 17 Under, 9 Dzeko, 92 El Shaarawy.
A disp.: 28 Skorupski, 18 Lobont, 44 Manolas, 13 Capradossi, 3 Lu. Pellegrini, 33 Silva, 21 Gonalons, 6 Strootman, 30 Gerson, 48 Antonucci, 14 Schick, 8 Perotti
All.: Di Francesco

JUVENTUS (4-2-3-1): 23 Szczesny; 2 De Sciglio, 24 Rugani, 15 Barzagli, 12 Alex Sandro; 14 Matuidi, 5 Pjanic; 33 Bernardeschi, 10 Dybala, 17 Mandzukic; 9 Higuain.
A disp.: 1 Buffon, 16 Pinsoglio, 3 Chiellini, 26 Lichtsteiner, 4 Benatia, 21 Howedes, 22 Asamoah, 6 Khedira , 8 Marchisio, 27 Sturaro, 30 Bentancur, 11 Douglas Costa.
All.: Allegri

Arbitro: Tagliavento (Terni)
Assistenti: Passeri – Costanzo
IV Uomo: Rocchi
VAR: Giacomelli
AVAR: Valeriani

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Roma-Juventus, le probabili formazioni

Si chiude la stagione all’Olimpico della Roma con la sfida contro la Juventus. Di seguito le probabili formazioni dei quotidiani:

IL MESSAGGERO

Alisson; Florenzi, Fazio, Jesus, Kolarov; Pellegrini, De Rossi, Nainggolan; Under, Dzeko, El Shaarawy.

LA GAZZETTA DELLO SPORT

Alisson; Florenzi, Fazio, Jesus, Kolarov; Nainggolan, De Rossi, Pellegrini; Under, Dzeko, El Shaarawy.

LA REPUBBLICA

Alisson; Florenzi, Fazio, Jesus, Kolarov; Nainggolan, De Rossi, Strootman; Under, Dzeko, El Shaarawy.

CORRIERE DELLA SERA

Alisson; Florenzi, Fazio, Jesus, Kolarov; Pellegrini, De Rossi, Nainggolan; Under, Dzeko, El Shaarawy.

CORRIERE DELLO SPORT

Alisson; Florenzi, Fazio, Jesus, Kolarov; Pellegrini, De Rossi, Nainggolan; Under, Dzeko, El Shaarawy.

LA STAMPA

Alisson; Florenzi, Fazio, Jesus, Kolarov; Strootman, De Rossi, Nainggolan; Under, Dzeko, El Shaarawy.

IL GIORNALE

Alisson; Florenzi, Fazio, Jesus, Kolarov; Strootman, De Rossi, Nainggolan; Under, Dzeko, El Shaarawy.

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Roma-Juventus, i convocati di Di Francesco: presenti sia Manolas che Perotti

Eusebio Di Francesco, dopo la rifinitura del sabato, ha comunicato la lista dei convocati in vista di Roma-Juventus. Tra i 23 giallorossi a disposizione del mister anche Manolas e Perotti oltre a Strootman. Ecco l'elenco completo:

Alisson Becker
Bogdan Lobont
Lukasz Skorupski

Luca Pellegrini
Juan Jesus
Aleksandar Kolarov
Elio Capradossi
Federico Fazio
Alessandro Florenzi
Jonathan Silva
Kostas Manolas

Radja Nainggolan
Kevin Strootman
Lorenzo Pellegrini
Daniele De Rossi
Maxime Gonalons
Gerson

Diego Perotti
Edin Dzeko
Patrik Schick
Cengiz Under
Mirko Antonucci
Stephan El Shaarawy

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Les Herbiers, Pichot: “Tifo Roma dal 2009, ascolto l’inno prima di ogni gara. L’ascesa di Alisson è enorme, è tra i primi 5 al mondo”

Il portiere Matthieu Pichot, calciatore de Les Herbiers, fresca finalista della Coppa di Francia persa 2-1 con il PSG, è stato intervistato dal sito ufficiale della Roma visto la sua fede giallorossa. Queste le sue parole:

Dove nasce il tuo amore per la Roma? 
"È del 2009. Sono andato in vacanza a Roma e mi sono innamorato della città, e naturalmente del club, Roma è per me l'unico club della Città Eterna. Scopri un museo all'aperto e la Roma è quell'immagine, con alcuni giocatori che rimangono fedeli per tutta la loro carriera. Non ho mai avuto la passione per nessun club in Francia. Per dirti, in finale contro il PSG, non ho nemmeno chiesto ai giocatori una maglia, per me è la Roma, guardo ogni partita".

Sei mai stato all'Olimpico? 
"Due volte, a Roma-Cagliari non ricordo l'anno, e per il derby dell'anno scorso, sempre in Curva Sud, e c'era la mia famiglia al derby. Il match era alle 13, c'era un tale fervore… È un pubblico di appassionati. Si dice che sono un po' pazzo, ma quando sono lì, mi sento normale (ride, ndr)".

Ascolti l'inno della Roma prima delle partite. Da quanto lo fai? 
"L'ho fatto una volta prima di una partita, e abbiamo vinto. Da allora l'ho ascoltato ogni volta, prima di entrare in campo per il riscaldamento, mi trascende, sono più concentrato dopo averlo fatto. Mi fa sentire bene e quando senti questo inno, la pressione del palcoscenico in cui sto, sparisce".

Cosa pensi della stagione della Roma? 
“Stanno vivendo una grande stagione. All'inizio c'erano dei dubbi perché Spalletti se n'era andato, proprio come Francesco Totti. Sarebbe dovuta essere una stagione di transizione ma hanno fatto un ottimo lavoro. Sono piacevolmente sorpreso dalla squadra e dal percorso in Champions League. Nessuno ci avrebbe immaginati fin qui”.

Da professionista e anche appassionato di calcio, ti fai prendere dalla passione in campo o ti calmi pensando ai tifosi sugli spalti? 
"La passione spesso prende il sopravvento, ma mi metto anche nei loro panni e riesco a calmarmi (ride, ndr)".

Ti manca Totti in campo? 
“Ricordo la sua ultima partita come se fosse ieri, è stato fantastico e molto emozionante, scatena le passioni, ma il fatto che sia presente con il gruppo, sia in casa che in trasferta, è importante per il club".

Tu sei il portiere dei Les Herbiers, come valuti Alisson? 
“Non è stata facile per lui la scorsa stagione perché Szczęsny ha avuto un ottimo anno. Ma si era già fatto un nome nelle partite di coppa e si è confermato in questa stagione. La sua ascesa è enorme, e ha fatto dimenticare Szczęsny. Fa parte dei migliori 5 al mondo”.

Non abbiamo nessuna influenza sul club, ma se la Roma ti offrisse un lavoro? 
“È il sogno supremo, vengo senza problemi (ride, ndr)".

Un undici ideale della Roma da quando la segui? 
“Alisson; Panucci, Manolas, Mexes, Kolarov; Nainggolan, De Rossi, Pjanic; Totti; Salah, Dzeko”.