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Cristante: “Il gioco di Di Francesco mi piace, possiamo fare bene”

La giornata di ritiro riprende con l'intervista di Roma TV a Bryan Cristante. Il centrocampista giallorosso ha raccontato questa prima settimana da romanista, parlando anche del suo rapporto con Di Francesco:

Mi ricordo che quando ti sei trasferito in Portogallo, si è parlato di grande errore del Milan. Come hai vissuto questo passaggio? Ti è pesato essere indicato come astro nascente del centrocampo italiano? Ti sei portato dietro questa cosa?
Per fortuna non troppo, ho sempre cercato di dare poco peso e guardare poco alle parole fuori dal campo. Sono riuscito abbastanza a non dare troppo peso a queste parole e pensare solo alla mia crescita calcistica.

La tua esperienza all’estero come ti fa guardare a ragazzi come Kluivert e Coric?
Hanno fatto una grandissima scelta. Andare in una società come la Roma, che nel mio caso era il Benfica, uno dei top club europei come è la Roma, ti aiuta a crescere sia in campo che fuori. Ti ritrovi in un’altra nazione con grandi campioni in squadra. Devi crescere molto più velocemente. Secondo me hanno fatto la scelta giusta.

Ti aspettavi questo impatto con la Roma?
Ho trovato un ottimo gruppo, tutti bravi ragazzi e grandi campioni. Sono alla mano, hanno voglia di lavorare e di far inserire i nuovi giovani. Qui a Trigoria si lavora benissimo, il centro sportivo è nuovo e ha tutti i comfort. C’è tutto per fare bene.

L’ultima è stata la stagione della tua consacrazione. Cosa è scattato in Cristante?
Penso sia stato un anno che arrivava nel momento giusto. Dopo i vari passaggi, ero maturo al punto giusto. Ho trovato una piazza che mi ha dato la possibilità di esprimermi al mio meglio. Per un mix di cose è nata questa stagione.

Pregi e difetti di Cristante calciatore?
Pregi: il fisico, la corsa, l’inserimento. Sono un centrocampista offensivo. Difetti: nel calcio il bello è che si può sempre migliorare in tutto, non ci si può mai adagiare e fermarsi. Se si ha una dote si può migliorare, se si ha un difetto si può limare. Col lavoro e con il campo si può sistemare tutto.

Mi sembra che tu sia tagliato per il tipo di gioco di Di Francesco.
Mi sono trovato subito bene con le richieste del mister, parto in buona posizione. Fa un gioco che mi piace e che sono abituato a giocare. Ora bisogna aspettare l’inizio del campionato e dare tutto in partita.

Su Roma.
È una città grandissima, sappiamo le pressioni che ci sono. Abbiamo un’ottima squadra, possiamo fare benissimo quest’anno.

A centrocampo c’è molta competizione. Si va da De Rossi, Strootman e Pastore, fino a Lorenzo Pellegrini e Coric. Come vivi questa competizione?
Quando si arriva in grandi club è normale che ci sia competizione, nessuna sorpresa. Ci sono tante partite, ci sarà la possibilità per tutti per fare bene.

Nelle partitelle hai trovato un ambiente un po’ frizzantino…
L’ambiente giusto. Se non sono così, non si riesce a lavorare bene e non ci si allena. 

Questa mattina vi aspettano dei test intensi.
Mi sa che il problema era più ieri che oggi, dopo te lo dico… (ride, ndr). Stiamo lavorando bene, stiamo correndo tanto come è normale che sia nel ritiro. È giusto buttare un po’ di benzina, lo stiamo facendo nel modo giusto.

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Trigoria, il resoconto dell’allenamento del pomeriggio. Si lavora sulla circolazione di palla, Perotti domina nella partitella

Torna a lavorare la Roma, dopo il giorno di riposo concesso da mister Di Francesco. Ritmi alti stamattina allenamento, con una seduta basata unicamente sulla parte atletica e con esercizi sulla corsa e circuiti di resistenza. Nel pomeriggio la squadra scende sul campo Testaccio per l'allenamento del pomeriggio.

Da Trigoria
Giorgio De Angelis

LA CRONACA DELLA SEDUTA

Ore 19.00 – Termina l'allenamento del pomeriggio al Fulvio Bernardini.

Ore 18.52 – Nel giro di un minuto prima pareggia il computo delle reti Coric, ma poi è Perotti a riportare in vantaggio la propria squadra. Ancora l'argentino e Defrel fissano il risultato sul 4-1.

Ore 18.45 – Inizia la partitella finale a campo ridotto, con le porte al limite delle aree di rigore. Subito gol di Pastore che di piatto destro la piazza sull'angolino basso alla sinistra di Mirante. Bianda, Santon e Karsdorp out in panchina.

Ore 18.37 – Il mister chiama un pressing a Pastore e si complimenta con lui per averlo eseguito nel modo corretto. Lui da mezzala sinistra non deve pressare il terzino destro ma andare sul centrale di centrocampo quando gli avversari tentato di iniziare azione dalla fascia destra.

Ore 18.30 – Presenti anche Balzaretti e Massara a bordocampo.

Ore 18.29 – Riprende l’esercizio con Riccardi e Defrel che lasciano il posto a Dzeko e Pastore.

Ore 18.28 – Termina questa parte di allenamento, breve pausa per rinfrescarsi per i calciatori.

Ore 18.20 – Manolas viene medicato a bordo campo dopo un duro intervento di Luca Pellegrini. Pochi minuti dopo torna in campo, nulla di grave per il greco.

Ore 18.16 – Ora sono De Rossi, Dzeko e Pastore che svolgono un lavoro individuale.

Ore 18.00 – Ha inizio una partitella a campo ridotto. Il fratino viene assegnato a Florenzi, Marcano, Manolas, Pellegrini Luca, Cristante, De Rossi, Pastore, Ünder,  Dzeko, El Shaarawy, mentre tra i rossi giocano Bianda, Jesus, Santon, Pellegrini Lorenzo, Gonalons, Strootman, Perotti, Schick e Kluivert. Lavorano a parte, Defrel, Coric e Riccardi, mentre Karsdorp assiste all'allenamento dalla panchina.

Ore 17.57 – I portieri continuano a lavorare col preparatore Savorni. La squadra si dedica ad esercizi per la circolazione di palla, provando gli uno-due con gli ostacoli.

Ore 17.48 – Inizia anche a piovere sui campi di Trigoria.

Ore 17.46 – Assenti dal campo Capradossi, Antonucci, Gerson, Verde e Karsdorp.

Ore 17.43 – Si inizia con un esercizio sulla circolazione del pallone con delle sagome in mezzo al campo che fanno da ostacolo.

Ore 17.42 – La squadra scende in campo per l'allenamento del pomeriggio. Inizialmente previsto sul Campo B, è stato poi spostato su campo Testaccio.

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Gonalons: “Devo ringraziare Di Francesco per la fiducia, ora sono più pronto. Pastore è straordinario”

Nel settimo giorno di ritiro a Trigoria, è Maxime Gonalons a comparire davanti ai microfoni della tv del club per le impressioni di una settimana di lavoro e di un Mondiale appena vinto dalla sua Francia. Queste le parole subito prima dell'allenamento pomeridiano:

Come state vivendo questo ritiro?
Ora capisco meglio l’italiano, ma è un po’ difficile ancora, meglio parlare francese (ride, ndr). Siamo felici di ricominciare la stagione con i vecchi e nuovi compagni. Abbiamo trascorso una settimana di lavoro duro e allenamenti intensi per poter vivere nuovi momenti esaltanti per migliorare la posizione in classifica dello scorso anno e, perché no, arrivare in finale di Champions League.

Hai sentito qualche tuo ex compagno che ha giocato con la Francia ieri?
Sì, conosco quasi tutti i componenti della rosa. Ieri abbiamo vissuto una giornata esaltante, siamo felicissimi, ho visto la partita con Defrel. È giusto che tutti i francesi possano goderne con la speranza che si possa vincere ancora anche in futuro.

Come è cresciuta così tanto la Francia dopo tutte le polemiche che ci sono state?
È vero, tutti i club hanno settori giovanili buoni, è questo il segreto. Ci sono giocatori straordinari e promettenti sia in campo che fuori, con la giusta mentalità. E’ questa la forza insieme all’allenatore, che è molto esperto. Non ha espresso sempre un gioco straordinario, ma ha dimostrato carattere e reso orgogliosi i francesi che ne avevano bisogno.

Come valuti il tuo primo anno in giallorosso?
Sapevo che il primo anno sarebbe stato molto difficile per diverse ragioni. Innanzitutto, lasciavo il Lione dopo 17 anni, un club in cui conoscevo tutti. La scorsa stagione ho appreso un po’ di cose, mi sono conosciuto meglio, avuto maggior consapevolezza di me stesso. L’anno prossimo spero che andrà meglio, già nel finale di stagione mi sentivo meglio e con il passare dei mesi, dopo l’adattamento alla nuova cultura, una nuova lingua mi sentivo bene settimana dopo settimana. Quest’anno sono determinato per fare una buona stagione, dopo le vacanze che mi servivano per riposarmi.

Ti dispiace essere arrivato a Lione dopo gli anni delle vittorie? Il calcio italiano è così diverso da quello francese?
Sì, facevo parte del club ma ero più piccolo. Mi accontento di aver giocato grandi sfide, anche internazionali e di aver lottato contro una grande squadra come PSG. Oggi sono qui a Roma in un campionato che ho imparato a conoscere, simile a quello francese, tattico e fisico, anche se qui l’aspetto tattico è predominante. Adesso ho conosciuto questo calcio e lo conosco molto meglio.

Il mister ha sempre espresso grande stima nei confronti delle tue qualità…
Il mister adora la verticalità, cercare il passaggio in avanti. Al Lione il calcio era diverso, basato sul possesso palla. Qui il mister ci chiede il recupero palla e verticalizzare il prima possibile. Io cerco di recuperare palloni e su questo sono cresciuto grazie al mister ed alla sua fiducia e quella della società che adesso sta a me ricambiare.

Non provi molto il tiro per motivi di ruolo o psicologico?
Sì, probabilmente devo migliorare sotto l’aspetto della finalizzazione, anche con il colpo di testa che è la mia specialità. E’ chiaro che la mia posizione poi non mi avvantaggia è lontana dalla porta.

Che rapporto avevi con Pastore quando giocavi contro il PSG a Lione?
Pastore è un giocatore che fa male in campo con la sua classe ed il modo di muoversi in campo. L’ho affrontato molte volte ed è straordinario. Sono contento che si sia unito a noi ci potrà dare tanto per qualità ed esperienza, oltre alla persona che è.

Hai mai pensato di mollare a fine anno?
No. Sono un giocatore che per esprimersi al meglio ha bisogno di giocare. Mi era capitato anche con altri allenatori di passare per queste fasi, sapevo che quando sono arrivato qui c’era il capitano della mia squadra nel ruolo. Era il mio primo anno, ho provato a dare il massimo ma so che devo dare di più. So che il mio è un ruolo delicato e devo cercare di fare meno errori possibili.

Avete preso in giro Coric alla fine della finale?
Abbiamo scherzato io, Defrel e Bianda con Coric è una finale c’è chi vince e chi perde, l’importante è che abbiamo vinto.

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Mal d’Olimpico? La svolta arriva dal mercato: tutti i numeri

FORTINO OLIMPICO – "Credo che con gli acquisti abbiamo cercato di avere cose diverse. Volevamo avere più soluzioni. Abbiamo perso sette partite all’Olimpico, qualcosa non è andato bene, per me è stato il problema più grande dell’anno scorso". Sottolinea la paternità delle scelte fatte durante la campagna acquisti, Monchi. La conferenza stampa di presentazione di Bryan Cristante è il pretesto per analizzare il centrocampo della Roma che verrà: come esternato dal ds giallorosso, saranno molteplici le possibilità a disposizione di Eusebio Di Francesco nel suo secondo anno di gestione, maggiori alle frecce nella faretra dello scorso campionato. Soluzioni che portano in dote numeri, qualità, ma soprattutto gol ed assist. Nella passata Serie A sono state 6 le sconfitte casalinghe, che diventano 7 se si considera l'eliminazione in Coppa Italia contro il Torino. Giusto allora domandarsi quale potrà essere l'impatto dei nuovi arrivati sul rendimento interno.

MAGGIORI SOLUZIONI – Ed è qui che arriva la sorpresa. Tutti i principali calciatori giunti a Trigoria, infatti, hanno fatto del rendimento nelle gare in casa il loro cavallo di battaglia nella scorsa stagione. Javier Pastore ha siglato tutte le sue 5 reti con la maglia del PSG al Parco dei Principi, aggiungendoci ben 5 assist vincenti su 6 totali, il tutto spalmato in 7 gare nelle quali i francesi hanno sempre vinto. Discorso simile per Justin Kluivert, visto che oltre il 50% delle sue realizzazioni con l'Ajax 17/18 sono arrivate all'Amsterdam ArenA (6 su 11), a cui vanno sommati 2 assist decisivi: anche in questo caso, 5 vittorie in altrettante gare dei lancieri in cui il figlio d'arte ha lasciato il segno. Mai perdente anche Bryan Cristante nelle gare interne con la sua Atalanta: 5 gol e 2 assist spalmati in 6 gare nella scorsa stagione all'Atleti Azzurri d'Italia. Numeri che si confermano analizzando le prestazioni di Ante Coric alla Dinamo Zagabria: in 5 gare, tutte vinte poi dai croati, ha timbrato il cartellino con 4 reti e 2 assist. Se finora si è parlato del reparto offensivo, giustificando così la prolificità delle statistiche, ancor più evidente è l'impatto, nei match in casa del Porto, avuto nella scorsa Primeira Liga da Ivan Marcano: lo spagnolo si è reso protagonista di 4 realizzazioni e di un assist vincente tra le mura amiche dello Estádio do Dragão, portando sempre alla vittoria la propria squadra. Difficile che una tale incidenza nei match casalinghi da parte di tutti questi giocatori possa rappresentare un caso nelle scelte estive di Monchi: unito alla considerazione dei tempi brevi con la quale le operazioni si sono concluse, questo dato restituisce l'idea di un calciomercato volto a fornire ad Eusebio Di Francesco tutto il potenziale necessario a sovvertire il record negativo registrato lo scorso anno all'Olimpico. Una chicca finale: per Davide Santon si registra un solo assist vincente nella Serie A conclusa dall'Inter al 4° posto, superfluo a questo punto aggiungere dove.

Luca Loghi

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Calciomercato

[UFFICIALE] – Roma, Bruno Peres passa al San Paolo con la formula del prestito con diritto di riscatto

Nonostante si alleni con la sua nuova squadra già da tempo ormai, oggi è diventato ufficiale il passaggio di Bruno Peres al San Paolo. La formula è quella del prestito con diritto di riscatto. Ecco il comunicato del club giallorosso:

La Roma rende noto di aver sottoscritto con il San Paolo il contratto per la cessione a titolo temporaneo, fino al 31 dicembre 2019, dei diritti alle prestazioni sportive di Bruno Da Silva Peres. Il contratto prevede inoltre il diritto di opzione, in favore del club brasiliano, per l’acquisizione a titolo definitivo del giocatore. Il difensore è arrivato in giallorosso dal Torino nell’estate del 2016, collezionando 69 presenze e due reti nelle sue due stagioni nella capitale.

Le cifre dell'affare sono rese note invece da gianlucadimarzio.com: il club brasiliano verserà nella casse giallorosse 1.4 milioni di euro, con un’opzione di riscatto già fissato a 6. Il ds Monchi si è inoltre riservato il 20% di un’eventuale futura rivendita.

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GIOVANILI

Alberto De Rossi: “Dobbiamo essere la seconda squadra della Roma: Riccardi e Antonucci l’esempio da seguire”

Alberto De Rossi, allenatore della Primavera della Roma, si è espresso sulla prossima stagione dei baby giallorossi ai microfoni della tv di casa, definendo gli obiettivi e descrivendo il lavoro da fare durante la preparazione atletica. All'apertura dell'allenamento ha partecipato anche il tecnico Di Francesco, per il quale il settore giovanile sembra essere rivestire un ruolo molto importante, cosa che la convocazione di Antonucci e Riccardi per il ritiro di Trigoria sottolinea. 

Inizia un nuovo anno…
"Come succede ai ragazzi, succede anche a noi dello staff. Non vediamo l’ora di ricominciare, questo è il nostro lavoro, ma non è un lavoro vero e proprio. Dopo venti giorni bisogna ricominciare. E’ un grande piacere, soprattutto lavorare qui nella Roma, dove c’è tanto materiale e organizzazione, una grande programmazione, sono un fortunato rispetto a tanti miei colleghi".

Quali sono gli obiettivi di questa stagione?
"Il principale lo posso sintetizzare: quando abbiamo cominciato stamattina la stagione, il mister Di Francesco ha dato il benvenuto ai ragazzi e ha dato le linee guida che questa squadra deve perseguire tenacemente, deve essere la seconda squadra della prima squadra. L’obiettivo primario, forse unico, è portare giocatori in prima squadra. E’ un obiettivo difficile, ma ci siamo riusciti più volte".

Gli stimoli personali?
"La voglia di fare questo lavoro con i giovani all’aria aperta non ha eguali. Io mi guardo intorno e penso questo. Gli stimoli vengono proprio dalla categoria, dai continui cambiamenti di questa categoria, c’è un via vai di giocatori, cambi anche 20 giocatori. E’ uno stimolo forte, c’è tanta curiosità di vedere i ragazzi nuovi che può portarti anche delle difficoltà, poi c’è l’aspetto tattico".

E’ cambiato molto il gruppo?
"Sì, molto, hanno appena vinto il campionato italiano questi allievi nazionali e li abbiamo accolti con piacere. E’ da anni che si parla di questo gruppo di 2001, ne avevamo già 4 di giocatori che giocavano sotto età. La soddisfazione enorme è vedere un ragazzo, un prodotto, che si approccia in prima squadra. Siamo molto molto soddisfatti di Riccardi".

Come cambia l’approccio dei ragazzi in questo salto alla Primavera?
"Da adesso in poi cambia tutto, cambiano le strategie di chi vi gira intorno, diventa a tutti gli effetti un posto di lavoro. Si cerca anche la cosa più piccola, il particolare più capillare, per arrivare dove è difficile arrivare. Loro hanno già meritato di arrivare fino a qui, poi l’altro step sta a loro. Noi possiamo aiutarli ogni ora del giorno, ma sta a loro con le prestazioni. Basti vedere Antonucci e Riccardi e noi abbiamo riproposto queste situazioni stamattina sperando che le sfruttino da esempio".

Che cosa ha raccontato la stagione passata?
"E’ qualche anno che faccio questo lavoro, tanti anni a livello Primavera. Abbiamo vinto tutti insieme tante cose e tanti giocatori sono andati in prima squadra. L’anno scorso, dove non abbiamo vinto nulla, è stata una delle più soddisfacenti per me. Siamo partiti un po’ così, c’era da amalgamare un po’ il tutto, perché nella squadra avevamo tante fasce d’età. Abbiamo incontrato grande difficoltà con lo staff, ma per me è stato il lavoro migliore da quando alleno. La ciliegina è stata la convocazione di Riccardi con la prima squadra per il ritiro, che chiude il cerchio della stagione precedente".

Oggi come avete cominciato?
"Sono entrato alle 7.15, anche se avevamo già organizzato tutto con lo staff. Il primo giorno è molto impegnativo e faticoso, qualche difficoltà si crea anche non volendo, i ragazzi hanno preso il materiale e hanno fatto pesa e altezza e li abbiamo riuniti con le prime indicazioni. E’ venuto il mister, poi Massara e Tarantino per dare delle linee guida che i ragazzi già conoscono ma che è meglio sottolineare ad inizio stagione. Io ho detto tre cose, perché i ragazzi poi iniziano a non avere grande attenzione. Tre cose a livello comportamentale e poi la parte tecnico-tattica la affronteremo quando andremo in ritiro a Borgo Valsugana. A inizio stagione è fondamentale prendere peso e altezza, poi facciamo i paragoni".

Che cosa vi aspetta in questo ritiro?
"Questa settimana di lavoro è in preparazione della successiva. Andremo dal 22 luglio al 2 agosto a Borgo Valsugana in ritiro vero e proprio. Faremo sempre due sedute al giorno, ci sono già tre amichevoli organizzate e soprattutto ci conosceremo. E’ un posto dove c’è tantissimo e tutto quello che noi cerchiamo. L’ostello è attaccato al campo, ha piscina, palestra e ruscello, meraviglioso. Per noi è perfetto, è il massimo, sono quattro anni che andiamo e ci troviamo benissimo per strutture, ubicazione e gentilezza del signor Michele, che ci fa trovare tutto. E’ importante stare insieme e conoscerci perché anche quest’anno abbiamo molti giocatori nuovi".

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Obrigado “La Molisana”, la Roma cambia pasta

La Roma cambia pasta, nel vero senso della parola. Domani alle ore 12.00 a Trigoria, verrà presentata la partnership con "La Molisana". Alla conferenza prenderanno parte il capitano Daniele De Rossi e il dg della Roma Mauro Baldissoni, oltre all'ad  de "La Molisana" Giuseppe Ferro con la direttrice marketing Rossella Ferro. 

Parafrasando un vecchio spot di una pasta rivale, che vedeva protagonista il Divino Paulo Roberto Falcao: "Obrigado La Molisana". 

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Beccaccioli: “Di Francesco mi chiede tante informazioni, è un lavoro appagante”

Il video analyst della Roma Simone Beccaccioli è intervenuto su Roma tv per spiegare il ruolo e l'importanza dell'analisi video nel calcio odierno.

Il suo lavoro?
Il mio lavoro con Di Francesco è quello di dare più informazioni possibili alla squadra sulle avversarie e sulle partite, tutto prevalentemente tramite video. Sono informazioni anche a livello statistico per sviluppare gli allenamenti o pensare a qualcosa di nuovo. Sono talmente tante le informazioni che si possono raccogliere da una partita che adesso il mio lavoro è scremarle per arrivare alle più importanti. Con un allenatore così curioso come il mister è un lavoro molto appagante: mi chiede tante informazioni. Si è creata un’intesa inaspettata visto che è passato solo un anno: parliamo su tutto, anche per quanto riguarda il mercato e un giocatore da valutare. Non sono più l’uomo dei video ma un collaboratore a tutti gli effetti.

Il video analyst è la base del suo lavoro. 
L’analisi video diventa un allenamento importante, viste le oltre cinquanta partite che la Roma gioca in un stagione. Come la parte fisica, anche questo è un allenamento vero e proprio, soprattutto quando non si può scendere in campo.

Come si diventa video analyst?
Prima avendo la passione per questo gioco. Quando ero bambino vedevo tanto calcio, poi dopo una carriera non brillantissima da giocatore, ho studiato come gli allenatori e applicandone le conoscenze informatiche si è arrivati a questo lavoro, sempre più ricercato. Adesso c’è grande concorrenza.

Serve per questo lavoro aver giocato a calcio?
Sì, ma anche la passione. Ho avuto la fortuna di giocare per poco tempo anche qui a Trigoria.

Quante indicazioni che lei dà le rivede nel lavoro quotidiano?
Non è tangibile nel quotidiano, sono informazioni e analisi sulla base delle indicazioni del mister. Ho trascorso un periodo solo per capire quello che voleva Di Francesco: quando propongo qualcosa deve sempre essere inerente alle indicazioni dello staff. Non devo far perdere tempo al mister. Di Francesco conosce benissimo il calcio e le varie categorie, questo mi aiuta per capire quello che vuole.

Cosa successe tra lei e Kolarov prima della gara del Qarabag, quando giocò sulla fascia un giocatore diverso da quello che vi aspettavate?
Ci ha colto un po’ spiazzati, e abbiamo visto subito il video del giocatore inserito in campo. Durante il riscaldamento allora ho colto l’occasione per mostrargli qualche dettaglio del giocatore poco conosciuto.

Quando sente parlare di calcio al bar?
Posso anche pensare “Che ne sanno…”. Però l’ardore con cui dicono le cose e quanto ci credo è davvero bello. Quello che dicono loro non è poi detto che sia sbagliato. Delle Siamo anche un popolo di video analyst.

Rapporto con Monchi?
C’è rapporto e una grande stima, perché poco dopo il suo arrivo mi chiese di rimanere altri tre anni alla Roma. Parliamo spesso, mi chiede cose importanti.

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[VIDEO] – Trigoria, il resoconto dell’allenamento mattutino nel settimo giorno di ritiro

Si è conclusa da poco la seduta mattutina della Roma. Eusebio Di Francesco ha insistito particolarmente sulla parte atletica, con fondo e ripetute. In conclusione la squadra si è spostata in palestra e piscina. Ecco il resoconto dell'allenamento di oggi: 

Ore 11.00 – Ancora sul campo i portieri che con Savorani eseguonesercizi con palla medica.

Ore 10.40 – I ragazzi lasciano il campo per andare in palestra e verso le piscine per svolgere lavoro defaticante ed esercizi di stretching.

Ore 10.37 – I giocatori che hanno finito l'esercizio spronano i compagni ancora impegnati nel percorso a non mollare.

Ore 10.32 – I giocatori sono muniti di gps per analizzare i dati dell'allenamento prima di iniziare il percorso di 900 m di corsa con passo più sostenuto, aumentando di intensità. Juan Jesus scherza: "Chiamate l'ambulanza!". Il primo a partire è stato il Capitano Daniele De Rossi. 

Ore 10.21 – Inizia la "piramide inversa", ovvero ripetute con minutaggio decrescente. Iniziano a eseguire la fase da 3 minuti.

Ore 10.11 – L'ultima fase della "piramide" da 4 minuti è in corsa controllata, colta a mantenere stabili alcuni parametri fisici, come il battito cardiaco per minuto.

Ore 10.10 – Il ds Monchi a colloquio col tecnico Di Francesco, assiste alla seduta.

Ore 10.04 – Ripetute a "piramide" , scatti su distanza e tempo crescente: 300 m, 500 m, 750 m e 1, 2, 3, 4 minuti.

Ore 9.59 – Squadra divisa in 5 gruppi sul campo B del "Fulvio Bernardini".

Gruppo1: De Rossi, Dzeko, Perotti, Marcano, Pastore;

Gruppo 2: Florenzi, Manolas, Strootman, Juan Jesus, Santon;

Gruppo 3: El Shaarawy, Kluivert, Cristante, Gonalons, Schick;

Gruppo 4: Lorenzo Pellegrini, Under, Defrel, Antonucci, Karsdorp;

Gruppo 5: Riccardi, Luca Pellegrini, Coric, Bianda.

Ore 9.50 – Inizia il lavoro atletico. Ogni giocatore ha un cronometro per misurare il tempo. Lavoro individuale per GersonCapradossi e Verde.

Ore 9.46 – Presente anche Gonalons che ha superato i problemi intestinali degli ultimi giorni.

Ore 9.42 – Scendono in campo i giocatori, il primo ad arrivare è Manolas. I portieri si trovano già sul terreno di gioco al lavoro con il preparatore Savorani.

 

 

 

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De Rossi: “Ronaldo? Nulla è già scritto in campionato e in Champions”

La seconda settimana di ritiro a Trigoria si apre con le parole del Capitano Daniele De Rossi,c he ha parlato a Roma Tv:

Vedere Tonetto con noi, ti fa sentire più vecchio?
Lui è parecchi anni che lo fa. Ma basta vedere Riccardi del 2001 e mia figlia del 2005 per farmi sentire vecchio, ti fa effetto. Anche un semplice contrasto è diverso…

Il tuo 18esimo ritiro, quali emozioni suscita?
Il ritiro in sè, le corse, lo stare lontano della famiglia non fanno mai piacere. Però più invecchi più cerchi di godertela. Ti godi ogni singolo minuto in maniera più intenso. Tutto quello che devi fare lo fai, che magari da giovane tra playstation e social non fai.

Sei cambiato negli ultimi due anni?
Negli ultimi anni diversi momenti mi hanno cambiato, tra cui l'incontro con Antonio Conte, a livello atletico e perchè è uno che ti dice le cose faccia. Ti fa rendere conto che stavi calando, quindi cominci a lavorare in maniera diversa. A 35 non è detto che devi andare più piano, guardiamo Lebron James che negli ultimi anni ad un'età come la mia, fa campionati migliori".

Tonetto si vanta di averti fatto scoprire la palestra… 
Nell’ultimo anno in cui c’era ha avuto tanti problemi, vedevi il travaglio di un giocatore che voleva fare il calciatore e non ci riusciva. Il riscaldamento è la cosa più importante, da giovane entravo in campo e calciavo come un matto, adesso ho bisogno del riscaldamento.

I 25enni di adesso non fanno quello che facevi tu.. 
Gli atleti fanno tanta prevenzione, sono lavori importanti. I giovani a volte scimmiottano quello che fanno gli altri, in quest caso è positivo.

Com'è questo ritiro in cui siete quasi tutti presenti? Molto diverso da quello dello scorso anno?
Come situazione è migliorata, anche se poi l'anno scorso abbiamo fatto qualcosa di incredibile. Stiamo ripetendo quanto fatto anche l'anno scorso in ritiro, perchè molti sono nuovi. Per noi poi stare qui a Roma è un miracolo, abbiamo tutto, dal fisioterapista ai macchinari, fino alla tua camera. Anche andare negli USA è affascinante, ma Trigoria è diventata bellissima.

Oggi è un giorno importante, è il giorno di CR7, tu cosa ne pensi?
È un beneficio per la Serie A, ma soprattutto per la Juve, puntano a qualcosa di più in alto. La Juve ha già un po' ammazzato il campionato, perchè già era considerata la più forte, con l'acquisto di Ronaldo ha alzato ulteriormente l'asticella. Poi le partite vanno giocate, e non tutto è scritto. Lo sa anche Allegri e la società. Non è scritto che vinceranno la Champions, e non è scritto che vinceranno il campionato.

I nuovi acquisti?
Pastore mi piace, conosco Sirigu e Verratti e me ne avevano parlato bene. Una persona per bene ed educata. Poi è un giocatore forte, avrà bisogno di tempo, di recuperare il ritmo italiano. Al PSG ammazzavano sempre il campionato, e questo è meno allenante. Dovrà essere bravo a riprendere i ritmi dell'Italia.

Quanto è complicato passare da un calcio fatto di possesso palla ad uno così diverso come quello della Roma?
Cambia tanto, con il mister si ricerca la profondità il verticale. Non la teniamo, siamo sempre in affanno, in realtà non è proprio così. Poi conta la qualità del giocatore, che capisce quando fare la giocata; e la qualità del mister, che capisce i momenti di un giocatore.

Pellegrini ha crossato contro il Latina?
Sisi, ci ha tenuto subito a dirlo (ride, ndr).