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Rassegna stampa

Di Francesco: “La Roma deve ripartire dal senso di appartenenza”

Eusebio Di Francesco, a pochi giorni dall’inizio del ritiro di Trigoria, ha rilasciato una lunga intervista a Il Centro, quotidiano abruzzese:

Di Francesco, riparte dal terzo posto in classifica, dalla semifinale di Champions e, soprattutto, dopo aver riconquistato il pubblico giallorosso.

"Mi fa piacere, anzi sono orgoglioso di andare in giro e di ricevere il grazie della gente. Significa aver riportato entusiasmo e senso di appartenenza. Che devono essere un punto di ripartenza. Vogliamo fare meglio, anche se sappiamo che ci sono anche gli avversari. Si può migliorare attraverso gli atteggiamenti, il lavoro e la mentalità".

La lotta scudetto?

"Vogliamo esserci anche noi, vogliamo essere ancora più protagonisti e infastidire chi ci ha preceduto in classifica".

La Juventus è in evoluzione e si sta rinnovando. Pensa ci siano i margini per una spallata ai campioni d'Italia?

"Ma lo fa rimanendo sempre al vertice perché al di sopra di tutto e di tutti c'è la Juve. C'è un lavoro di squadra. Un po' quello che predico io alla Roma: bisogna badare al noi più che all'io".

Pensa che Cristiano Ronaldo possa arrivare alla Juve?

"Non lo so, ma il fatto stesso che se ne parli è un bene per il nostro movimento, visto che spesso si dice che i grandi campioni non scelgono l'Italia".

Buffon ha detto: «I giallorossi la scorsa stagione mi sono piaciuti molto, soprattutto i messaggi dell'allenatore».

"Sono complimenti che mi aveva già fatto personalmente e detto da chi è abituato a vincere sono ancora più gratificanti".

È soddisfatto del mercato della Roma?

"Non è ancora terminato, anche se va detto che il nostro ds Monchi si è portato avanti con il lavoro. Si è mosso con velocità. Forse, occorrerà sfoltire la rosa, stiamo facendo delle valutazioni e altre ne faremo durante il ritiro per prendere altre decisioni".

Su Nainggolan all'Inter.

"È stata fatta una scelta condivisa. Con Radja ho un ottimo rapporto, ci siamo sentiti anche di recente. Gli faccio i migliori auguri a livello personale".

Su Javier Pastore.

"È uno dei pochi nuovi con cui ho parlato e mi ha regalato sensazioni positive. Viene per fare la mezzala, ma la sua duttilità è importante anche per apportare varianti tattiche alla squadra. Ha delle caratteristiche che prima non c'erano nel nostro organico. Qualità e fantasia destinate ad accrescere la nostra forza penetrativa, specialmente contro quelle squadre che si chiudono".

Nelle immagini dei festeggiamenti del terzo gol della Roma al Barcellona, in Champions, lei non c'è mai…

"Sono un freddo, certe sfide si vincono con i dettagli. Magari te ne sfugge uno e salta tutto. In quel momento volevo trasmettere delle indicazioni, ma, soprattutto, invitare la squadra a restare concentrata".

La partita più bella della passata stagione?

"Quella con il Barça ha regalato grandi emozioni. Ma penso anche all'importanza della vittoria di Napoli o, sul piano estetico e tattico, alla sfida di Londra di Champions contro il Chelsea".

Sacchi e Capello l'hanno riempita di elogi, ma Capello ha detto che deve migliorare nella lettura della partita.

"Ci sta, è una critica costruttiva che accetto e che spinge a migliorarmi".

Due giocatori per ogni ruolo nella sua Roma, giusto?

"Oggi ce n'è qualcuno in più in rosa. Comunque, in linea di massima, quella è la filosofia anche se qualche elemento in più, specialmente in difesa e in attacco può far comodo durante la stagione".

Il primo anno a Roma non è stato tutto rose e fiori.

"Sono andato sempre avanti per la mia strada e, soprattutto, nell'interesse supremo della Roma. Al di sopra di tutto. Certo, ci sono delle pressioni a Roma. Io, per quello che mi è possibile, cerco di staccare. Di leggere i giornali, di vedere le televisioni e di ascoltare le radio il meno possibile, nel bene e nel male. Ma anche rispettando il lavoro di chi sta dall'altra parte della barricata".

Come si prepara una conferenza stampa prepartita?

"Ho la fortuna di avere dei validi addetti stampa. E certi temi vengono concordati. Alcuni messaggi che vengono inviati all'esterno sono gli stessi che ripeto quotidianamente alla squadra. Non si può procedere in due direzioni".

La giornata tipo di Di Francesco durante la stagione?

"Sveglia presto. Alle 8 sono già a Trigoria, a meno che non vado ad accompagnare mio figlio a scuola. Resto fino alle ore 16 e poi a casa, dove cerco di staccare. Magari leggo (l'ultimo libro riguarda la psicologia di gruppo, ndr) o vado a cena fuori".

Ritiro a Trigoria, una novità.

"Abbiamo un'organizzazione e delle strutture all'interno del centro sportivo che fanno paura. Ci sono stati tanti cambiamenti, la società ha rinnovato e rinfrescato camere e strutture. Senza contare i campi di allenamento. E poi ci sarà la trasferta negli States".

È stata dura conquistare la gestione dello spogliatoio Roma?

"Non più di tanto. Si parte dalle regole. Che sono fondamentali in un gruppo. Ma le regole se le danno tutti, il difficile è farle rispettare per rendersi credibile agli occhi degli interlocutori. Poi, viene il discorso tecnico e tattico. Non è più come un tempo che l'allenatore ordinava di fare un esercizio e tu lo facevi. Ora il calciatore ti chiede conto di quello che fa e perché lo fa. Per ottenere dei risultati devi partire da queste basi".

I suoi genitori che cosa le dicono?

"A casa non mi piace parlare di calcio. A volte accade che si rivolgano ai miei collaboratori per sapere qualcosa. E comunque di solito mi chiedono: "Che cosa ti prepariamo da mangiare?".

Suo figlio Federico dal Bologna al Sassuolo.

"Non è ancora ufficiale, ma questa mattina mi ha inviato una foto dello stadio Ricci di Sassuolo dove ho lavorato per tanti anni. È voluto andare via per trovare nuovi stimoli. Il Sassuolo lo voleva già quando c'ero io, ma essendoci io non poteva esserci lui".

Che cosa gli dice?

"Di fare gol, deve imparare a inquadrare meglio la porta. E comunque di calcio deve parlare con il suo allenatore".

Sta vedendo il Mondiale?

"In maniera molto distaccata. Quasi da tifoso. E non mi sembra che stia offrendo grandi novità sul piano tecnico e tattico. C'è grande equilibrio, un livellamento verso l'alto di quelle nazionali che un tempo venivano definite cuscinetto. Le squadre del Nord Europa si caratterizzano per fisicità, una caratteristica prioritaria in campo internazionale".

Chi l'ha impressionata di più?

"Forsberg della Svezia, Milenkovic della Croazia (in realtà è della Serbia, ndr) e Willian del Brasile».

Messi e Cristiano Ronaldo fuori, c'è un cambio generazionale con i vari Mbappé e Neymar?

"In prospettiva sarà inevitabile, ma penso che Messi e Cristiano Ronaldo siano ancora i più forti".

E il "suo" Pescara?

"Spero che faccia un campionato di medio-alta classifica e che torni presto a entusiasmare i tifosi. Gli auguro tutto il bene possibile".

In prospettiva pensa alla Nazionale?

"No, penso alla Roma. Anche se guidare la Nazionale è un onore".

 

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SERIE A TIM

Campagna abbonamenti, esaurita anche la Curva Sud laterale

Prosegue a gonfie vele la campagna abbonamenti della Roma. Nello spazio di 72 ore, infatti, sono andati esauriti tutti i posti a disposizione in Curva Sud. Dopo il sold out registrato per la parte centrale è ormai esaurita anche la parte laterale del settore più caldo della tifoseria giallorossa. L'obiettivo di abbattere il muro delle 22 mila tessere staccate la stagione scorsa è ormai piuttosto vicino

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NEWS

Monchi: “I grandi trionfi nascono dai piccoli dettagli” (FOTO)

I grandi trionfi nascono dai piccoli dettagli". Questo il senso della lezione tenuta questa mattina da Monchi alla ISDE Law Business School di Madrid. Il direttore sportivo della Roma, ha illustrato agli studenti i segreti del successo: "In una squadra bisogna ridurre al massimo il fattore fortuna". 

 

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NEWS

[FOTO] – Tra Villa Stuart e Trigoria, per Karsdorp è tempo di visite e prime sgambate

Voglia di ricominciare e dimostrare il proprio valore, per Rick Karsdorp, tra i primi ad affacciarsi nella stagione 2018/19. L'olandese questa mattina si è presentato intorno alle 13 a Villa Stuart per svolgere le visite mediche ed ottonere l'idoneità sportiva: il resto del gruppo si radunerà questa domenica, qualcuno si presenterà presso la clinica già venerdì, ma l'ex Feyenoord ha voluto anticipare i tempi, tornando a calcare i campi di Trigoria già da due giorni. L’olandese, operato due volte lo scorso anno, ha lasciato Villa Stuart intorno alle ore 16.00. Con lui anche Gregoire Defrel.

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Esclusive

Alisson, per le offerte speciali appuntamento a dopo il Mondiale

Alisson: ad oggi niente di nuovo sotto il sole. Alla Roma, attualmente, non sono pervenute offerte dal Chelsea, tutto è rimandato a dopo il Mondiale di Russia. Oggi l'agente del calciatore, Ze Maria Neis ha dichiarato che  "Alisson è concentrato al 100% sul Brasile e nei prossimi giorni non accadrà nulla". Tutto fermo, come dicevamo, per ora.

Perché dopo Russia 2018 o comunque dopo la fine dell'avventura brasiliana i contatti per il numero uno giallorosso riprenderanno e partiranno dalla richiesta che la Roma ha già fissato per il calciatore. La valutazione è 70 milioni complessivi, da lì non si scende.

La pista che porterebbe Alisson alla corte di Abramovich e Sarri appare ad oggi la più logica, visto che il belga Thibaut Courtois, attuale portiere dei Bleus sta prendendo la strada di Madrid, sponda Real. Ma nel mercato, si sa, le logiche possono cambiare dal un momento all'altro. 

Giorgio De Angelis

 

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Calciomercato

Ronaldo-Juve, ecco perché si può. Il punto di Mirko Calemme

In diretta su retesport nella trasmissione condotta da Massimiliano Magni e Alessandro Cristofori è intervenuto il corrispondente italiano di As, Mirko Calemme. Sotto riportiamo un breve estratto, qui il podcast con il suo intervento integrale.

"La trattativa non è solo una suggestione e sono molti i motivi per cui potrebbe andare in porto. Il primo è che Ronaldo è in rotta col Real e vorrebbe una nuova sfida; il secondo è che la Juventus ha recapitato a Florentino Perez un'offerta da 100 milioni e il presidente dei Blancos sa che non potrà più vendere Cr7 a quella cifra. Inoltre – aggiunge il giornalista – Ronaldo ha già giocato in Inghilterra e ha vinto, in Spagna ha ottenuto tutto e non ritiene la Francia un campionato in cui misurarsi. Il Real Madrid così potrebbe incassare una somma considerevole e investirla su Neymar. C'è poi un discorso sponsor: infatti tramite il marchio Jeep-Fca a Ronaldo potrebbe essere garantito lo stipendio che chiede".  

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Allenamenti

Trigoria: In campo Karsdorp, Defrel, De Rossi, El Shaarawy, Bianda e Coric

Riprendono gli allenamenti al centro sportivo Fulvio Bernardini. Si allunga la lista dei presenti che hanno deciso di anticipare il rientro dalle vacanze per tirarsi a lucido in vista del raduno del 9 luglio. A Trigoria, a correre e sudare lavorando sulla mobilità e sulla forza, rispondono all'appello Karsdorp, Defrel, De Rossi, El Shaarawy, Bianda e Coric. 

Un bel segnale, sintomo che la voglia di Roma non riguarda solo i tifosi, ma anche i protagonisti in campo, sopratutto chi come Defrel e karsdorp non ha avuto possibilità di dimostrare il proprio valore nella scorsa stagione, ma anche chi come El Shaarawy vuole consacrarsi o chi, ed è il caso di Bianda e Coric, vuole dimostrare di essere da Roma. Diverso il discorso per Capitan De Rossi, che vuole dare l'esempio e non sentire il peso dei suoi (quasi) 35 anni. 

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NEWS

Manolas: “A Roma sto bene, so che sarei importante anche a Barcellona”

Kostas Manolas è diventato ormai una certezza della Roma, nonostante le continue tentazioni di mercato delle scorse estati. Il difensore greco si è raccontato in una lunga intervista a Sport24:

IL RAPPORTO CON LA GRECIA

"In Grecia non mi amano? Ho giocato la Coppa del Mondo, siamo andati alla semifinale di Champions League, ho fatto gol decisivi con la Roma e l’Olympiacos in queste competizioni. Non riesco a capire cos’altro fare per avere successo in Grecia. Perché se vedi gli italiani venire a Naxos, sentirai quello che dicono e capirai. Vieni a Roma quando sono fuori e capirai l’amore e il rispetto del mondo. Nella Roma sono molto contento. Ho fatto un ottimo anno, ma personalmente non mi interesso di ciò che dicono i giornali. Ho firmato un contratto soddisfacente, sono molto felice a Roma, mia moglie e i miei figli stanno bene. E questo è molto importante". 

SUL FUTURO DA CAPITANO

"Non ci ho pensato perché ce ne sono molti prima di me. Posso fare il leader, ma non ho mai pensato di mettere una fascia. In nazionale potrei farlo. Torosidis e Papastathopoulos sono davanti a me e sono a posto. Non l’ho chiesto, e non lo chiederò mai. Non mi interessa il ruolo del leader. Sono interessato ad essere un leader nel campo. Questo è quello che conta. Quando finisce una partita, il tuo compagno di squadra si congratula con te. Pensi che a Totti che indossava la fascia importasse? Non gli importava affatto".

IL RAPPORTO CON LA SOCIETÀ

"Ho capito di essere importante dovevo rinnovare il mio contratto. L’ho capito da una conversazione che ho fatto con Totti e Monchi. Ho voluto parlare con Totti perché abbiamo un bel rapporto. Abbiamo parlato e ho capito che sono importante per questo gruppo. Non so se volessero vendermi. Mi hanno mostrato fin dall’inizio la volontà che rimanessi. Si sono fidati di me. Poi, quando ho firmato il contratto, Totti è venuto e mi ha dato un calcio affettuoso. 

I TIFOSI ROMANISTI

I tifosi qui sono qualcosa che non avevo mai visto prima. Non ho mai visto un tale amore per una squadra. Quando la squadra non va bene, la situazione può esplodere. Ma se le cose vanno bene puoi diventare Dio. È il calcio. Ecco perché ti ho detto che lo specchio è il campo. L’unico che non mentirà mai. Come amore per la squadra, gli italiani non hanno pari. Ma come atmosfera, Karaiskakis è inarrivabile. Tu entri in Karaiskakis e ti vengono i brividi. Quando senti i tifosi dimentichi tutto. Per spiegarti mi sento un po’… come fare l’amore. Mi sento così. Quando mi applaudono ad ogni azione e ad ogni dribbling, mi sento così. Mi dà il 50% in più. Non sento più nulla e mi libero dallo stress".

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Esclusive

[PODCAST] – Assist, infortuni e la Tour Eiffel. Valentina Clemente : “Roma, che colpo! Vi racconto Pastore”

Intervenuta ai microfoni di Rete Sport, Valentina Clemente ha dipinto i tratti del neo acquisto giallorosso Javier Pastore. Da corripondente a Parigi per il Corriere dello Sport e Mediaset Premium, la giornalista italiana ha seguito nella sua avventura al Paris Saint Germain l'argentino in questi sette anni di permanenza in Francia. Ecco le sue parole 

PASTORE E IL PSG – "Javier è stato il primo grande giocatore preso dal PSG, ha rappresentato un simbolo del cambiamento, facendosi apprezzare dai tifosi nonostante alcune difficoltà fisiche e sul campo. In tantissimi lo hanno salutato con tristezza per questo. Lui avrebbe voluto chiudere la carriera in Francia, ma poi son cambiate tante cose, tra cui il tecnico. Alla fine di un lungo amore è arrivato un addio dolce. Un problema al polpaccio negli ultimi anni lo ha spesso minato nella continuità, ma nell'ultima stagione ha ritrovato brillantezza. Molte critiche sono state rivolte anche allo staff medico dei francesi: hanno difficoltà a gestire i recuperi, con ricadute frequenti. Basta prendere ad esempio la situazione legata a Marco Verratti. Al Psg, essendoci sempre molti arrivi importanti, capita spesso poi che i tecnici non utilizzino i calciatori nei propri ruoli preferiti. Non è sempre facile gestire un gruppo importante e per Pastore in particolare la situazione è stata difficile".

PASTORE E LA ROMA – "Affronterà il prossimo campionato con uno spirito diverso, grazie proprio alla fiducia ritrovata nella scorsa stagione. Pastore a livello estetico e di capacità di tagliare le difese resta un fuoriclasse. I suoi assist restano negli occhi in un calcio sempre più asettico. Quasi sempre in campo è riuscito a fare la differenza in serate importanti al Parco dei Principi. In tutta la storia del PSG è il terzo uomo assist di sempre. Il giocatore c'è, ha bisogno solo di fiducia e costanza. Con Di Francesco avrà terreno fertile per fare bene, lo trovo molto concentrato su questa nuova avventura, sa perfettamente quanto è importante a livello personale. Può fare la mezzala anche in Serie A, non solo in Francia. Problemi in zona gol? Ultimamente ha affermato quanto sia importante andare a rete oltre a fare assist. Fa parte di un processo di maturazione dell'atleta legato anche alla reputazione che si porta dietro, ora saprà fare meglio. Pastore a Roma troverà una situazione più semplice, arriva con un ruolo differente. Se si metterà al servizio della squadra potrà esaltarsi, trovando quell'equilibrio che manca al PSG anche nel rapporto con i propri compagni di squadra".

MONDIALI – "Questo è un Mondiale che ci riserva emozioni anche con le squadre meno attese. Me lo sto godendo senza l'ansia del risultato finale visto che l'Italia non c'è, giusto per guardare agli aspetti positivi della situazione. Seguo la Francia e sono stata contenta della vittoria dell'Uruguay, anche se mi dispiacerà nel caso Cavani non sarà della partita vista la sfida stratosferica che si sarebbe creato con Mbappè dall'altro lato. Non mi fa impazzire il gioco della nazionale transalpina, penso che un altro allenatore rispetto a Dechamps potrebbe dare di più se guardiamo al gioco. Però la sua bravura è stata quella di riuscire a trovare un equilibrio nello spogliatoio, di aver creato un gruppo. Ha gestito diversi casi umani, ma ha portato in Russia la rosa che poteva dare meno problemi così da evitare di perdere le redini. Qui sanno bene di cosa stiamo parlando visto il precedente del 2010. Tra l'altro ci sono numerosi giovani pronti ad esplodere".

AREOLA – "Notizia di oggi è che alla Uefa è stato riaperto il fascicolo del fair play finanziaro del PSG, che verrà rianalizzato nonostante le ultime cessioni. Si rivedranno i conti e prima di ogni considerazione per quanto riguarda il mercato dei parigini bisogna ricordarlo. Tuchel vorrebbe mantenere Areola in porta nonostante l'arrivo di Buffon, è una sicurezza cresciuta dentro il vivaio del club ma bisognerà capire cosa succederà. Il calciatore fa parte della scuderia di Raiola e non va sottovalutata la cosa. Il giocatore cerca continuità in campo e potrebbe spingere per la cessione. La sua dote principale è la sicurezza, è sulla strada giusta per essere un ottimo portiere".

RONALDO JUVE – "Ronaldo e Neymar nella stessa squadra, coi problemi del FFP, è una situazione che difficilmente si verificherà. Situazione che spingerebbe il brasiliano proprio al Real Madrid. Al momento però sia da Torino che dalla Spagna arrivano conferme per l'operazione che lo porterebbe in bianconero".

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Calciomercato

[FOTO] – Jesus, l’agente tuona: “Destinazioni creative, è della Roma”

Niente Zenit San Pietroburgo o Torino per Juan Jesus. Il difensore brasiliano, accostato a queste due squadre negli ultimi mesi, è stato considerato frequentemente come uno dei possibili partenti dalla rosa che stanno allestendo Eusebio Di Francesco e Monchi. Ci tiene a smorzare le voci di un possibile trasferimento l'agente del calciatore, Roberto Calenda, intervenuto nel dibattito con un duro post su Twitter. Questo il contenuto: "Leggo e sento di destinazioni fantasiose e creative per Juan Jesus. Giusto per essere chiari: il giocatore è della Roma con reciproca soddisfazione. Non ci sono al momento comunicazioni diverse e non c'è la volontà di cambiare. Il resto sono speculazioni". Ferma quindi la volontà del calciatore di restare nella Capitale, con la società giallorossa che non avrebbe mai manifestato la possibilità di considerarlo in uscita.