Categorie
STADIO

Stadio, la Roma prepara il piano B

Il vicepresidente della Roma, Mauro Baldissoni, ha incontrato, per la seconda volta in pochi giorni, il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino. A scriverlo è Fernando Magliaro de Il Tempo. Al centro dell’incontro l’offerta avanzata dal sindaco di ospitare la costruzione dello Stadio della Roma. La prima è stata una sorta di visita di “cortesia” mentre in quella di ieri si sono acquisite informazioni sui terreni. Fiumicino per ora è un piano di riserva, non un’opzione valida. In caso di trasferimento del progetto sul litorale, gli 80 milioni spesi fino ad oggi andrebbero buttati e dovrebbe essere rifatta tutta la parte di ingegneria e statica.

Categorie
NEWS

Malagò: “Questa Roma è un grande punto interrogativo”

Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha rilasciato una lunga intervista sulle colonne di Tuttosport. Questo un estratto riguardante i passaggi sulla Roma:

Il suo idolo da ragazzo?
Ho cominciato con Coppi, poi Mennea e Totti.

Molti pensano che il suo sogno segreto sia un giorno diventare presidente della Roma…
Non conosco un tifoso di calcio che non sogni di diventare il presidente della sua squadra.

Le piace questa Roma?
Onestamente, e non ce la faccio ad essere diplomatico, è tutto un grande punto interrogativo.

E dunque?
Diciamo che serve tanta fede.

Intanto c’è questa annosa questione dello Stadio della Roma. La giunta alemanno aveva detto sì, la giunta Marino aveva detto sì, la giunta Raggi ha detto sì. almeno in questo caso si può dire che l’intoppo non sia in politica, anzi.
Io, come Presidente del Coni che a sua volta è proprietario dell’Olimpico, dovrei essere contrario per non perdere un cliente da 4 milioni di euro all’anno. Invece no. Ho detto mille volte che sono favorevole e che mi auguro che la Roma, così come la Lazio, abbia il suo stadio. Mi sembra che il problema, giustamente, non sia politico ma sia nelle procedure.

Una definizione per alcuni personaggi. James Pallotta?
Businessman.

Categorie
Calciomercato

Higuain-Manolas, il prezzo è giusto

A parte le specificità del mestiere, Gonzalo Higuain e Kostas Manolas hanno qualcosa in comune che sta invogliando i club a uno scambio di casacche: ci vogliono 36 milioni per portare via alla Roma il difensore greco, che ha una clausola per liberarsi. Caso strano, la stessa cifra chiede la Juventus per l’attaccante argentino, che poi è il prezzo fissato un anno fa con il Milan per il diritto di riscatto. Come scrive La Gazzetta dello Sport, l’idea c’è, i contatti pure e il grande scambio tra Roma e Juventus può decollare perché fa comodo a entrambe, anche per esigenze di bilancio.

L’interesse della Signora per Manolas – che piace anche a Napoli e Milan – non è storia recente. La Juve lo considera valido tecnicamente (anche se caratterialmente non facile da gestire nelle dinamiche di spogliatoio) e a Sarri piace come profilo. In più il prezzo è invitante, perché i 36 milioni della clausola (33 andranno alla Roma, i restanti 3 al giocatore) sono ben più abbordabili delle cifre che girano per altri difensori (vedi gli 80 milioni per De Ligt e i 50,60 per Marquinhos). Manolas, che dopo le fatiche con la Grecia è volato nella sua Naxos, gradirebbe la nuova destinazione e anche un ritocco dell’ingaggio (il suo procuratore, Mino Raiola, spara alto: 6 milioni annui).

I giallorossi non possono opporsi di fronte al pagamento della clausola, ma hanno già messo in conto l'uscita di Manolas che garantirebbe una plusvalenza alta (pagato 13 milioni nel 2014) e necessaria. In più rilancerebbero l'attacco con un nome forte, Higuain, che arriva da una stagione non esaltante ma porta in dote una valanga di gol. La Roma è l’unico grande club italiano che ha bisogno di una punta, visto che Dzeko è destinato a vestire nerazzurro. Anche se per filosofia non è il profilo ideale (a Trigoria si prediligono i giovani ai giocatori over 30) e ha un ingaggio alto (9,5 milioni) per altre due stagioni, si tratta comunque di un nome che può risultare gradito alla tifoseria. Tutto diventerebbe più facile se la Juventus, pur di chiudere il discorso Pipita, decidesse di contribuire all’ingaggio dell’argentino, alleggerendo così i giallorossi. Oppure si tratterebbe di spalmarlo in più stagioni. Le premesse per il grande scambio dell’estate ci sono, ma i tempi certamente non saranno brevi. 

Categorie
Rassegna stampa

Roma, Totti detta le sue condizioni

IL MESSAGGERO (U.Trani) – «In questo momento vengono dette e scritte tante parole, cercando di ipotizzare i miei pensieri e le mie scelte. A breve il mio punto di vista nella giusta sede». Su Twitter, a metà pomeriggio, qualche parola di Totti. Il messaggio è alla piazza e soprattutto alla Roma. Garantisce che farà chiarezza. E correttamente inizierà con chi dovrebbe essere il suo interlocutore. Se servirà, poi spiegherà pure ai tifosi. Deve, però, intervenire per non essere usato. Capita di questi tempi, e non solo a lui, attorno al pianeta giallorosso. C'è chi ne interpreta il ruolo per interposta (e conosciuta) persona. E c'è qualche ventriloquo che, anche per iscritto, racconta come l'ex capitano vive i giorni dell'ennesima rifondazione decisa dalla proprietà Usa. Meglio, dunque, essere diretti. E definitivi. In un senso o nell'altro. Francesco, una volta per tutte, proverà a dettare le sue condizioni. Ecco perché non ha ancora risposto all'offerta ricevuta il mese scorso: gli piace il ruolo di dt. Ma l'etichetta non gli basta. Vuole essere operativo e non lo è. E, se la situazione non cambia, si chiamerà fuori.

POSIZIONE SCOMODA – Totti, e lo sanno bene i suoi cari nemici, è solo spettatore della nuova restaurazione. Oggi come ieri. E come ha detto in pubblico De Rossi nel giorno dell'addio alla Roma, ammettendo che l'ex compagno, da dirigente, «incide poco». Daniele ha vissuto accanto a Francesco che, da quando ha cambiato mestiere, ha solo suggerito Ranieri, bloccando il tentativo di Baldini di portare Paulo Sousa. L'unico intervento, in 2 anni, per respingere l'ingerenza del suggeritore di Pallotta. Ma, prima e dopo, niente. Nella programmazione della prossima stagione, non ha scelto né il ds né l'allenatore. Ha proposto a vuoto. Petrachi e Fonseca sono indicazioni di Baldini, sposate da Fienga e accettate da Pallotta. La Roma è cosa loro. L'ex capitano assiste e, spesso, non capisce. A Madrid, la scorsa settimana, fu tagliato fuori dall'incontro con Fonseca, al quale hanno partecipato Fienga e Petrachi. L'allenatore, prima di spostarsi in Spagna, ha fatto però sosta a Londra per ricevere la benedizione del Papa di Reggello. Questa è la Roma di altri. Non di Totti, assente nonostante lo abbiano attirato con il ruolo di responsabile dell'area tecnica.

RUOLO DI FACCIATA – Il futuro (?) dt ufficialmente non ha partecipato al vertice perché la sua presenza avrebbe dato troppo nell'occhio. Non quella del ds che, in teoria, è ancora a libro paga del Torino… Meglio esportare, intanto, il ceo che nel giorno del saluto a De Rossi è stato sincero: «Io non so di calcio, sto studiando». Ecco perché vorrebbe accanto Francesco: ha chiesto la sua promozione a Pallotta. E l'ha ottenuta. Il presidente, nella lettera ai tifosi, ha ringraziato ed elogiato proprio Totti: «Sono stato testimone di quanto stia proseguendo la maturazione di Francesco come dirigente. La sua maturità, le sue intuizioni e la sua competenza, nel confronto con me e con Guido riguardo un potenziale candidato alla panchina, sono state più utili dei consigli di chiunque altro».

SOLITO TEATRO – Ma sempre nella lettera di Pallotta, pure la consacrazione di Baldini. «Franco è chiaramente un mio consigliere e confidente da molto tempo Con discrezione ha sempre permesso alla società di incassare molti soldi». Negli ultimi tre summit all'estero Baldini sempre presente, mai Totti (coinvolto, in ritardo, solo nel terzo e chiamatosi fuori perché scavalcato ultimamente dall'Inghilterra su ogni decisione): a Lontra (ottobre), a Boston (marzo) e di nuovo nella City (mercoledì). La proprietà Usa premia Francesco con la medaglia al petto di direttore tecnico. Ma poi lo tratta da ministro senza portafoglio. Da figurante. Pure sul mercato, dove opera Petrachi con la supervisione di chi detta ogni strategia da Londra (è il motivo del no di Campos). Totti, dopo la telefonata di ieri, cercherà di incontrare Fienga nelle prossime ore. Non intende mettere la faccia su quanto non gli appartiene. Ancora di più essere il testimonial dell'austerity. Non ha mai chiesto l'aumento dell'ingaggio nè la testa grigia di Baldini. Nessuno gliel'ha offerta, cosi come non ha mai creduto a quanto messo in giro da Franco: pronto a fare un passo indietro. E magari una pedalata in più.

Categorie
RUBRICHE

Retesport 24

I pensieri di giornata dei conduttori e degli opinionisti di Retesport: 

 

FERRAZZA: "Si pensa che una squadra di giovani sia più gestibile e malleabile, mentre sono i senatori, quelli di esperienza, a fare da collante, a fare gruppo. i giovani tendono all'anarchia"

CENTO: “Coraggio e bel gioco? Fonseca ora non poteva prendere impegni diversi coi tifosi”

PICCHERI: “Nella Roma c’è qualcosa di anomalo. Totti vicino al ‘no’ per il ruolo di dt, si dovrà rendere conto del suo addio”

MAGNI: “E’ troppo comodo far passare il messaggio che sia Totti a non volere la Roma e non viceversa”

CRISTOFORI: “In un modo o nell’altro si faccia chiarezza sui ruoli. La Roma non può partire da questo equivoco”

TRANI: “Ad ora il mercato della Roma sa di mediocrità. Paradossale la situazione Totti”

ANGELONI: “Totti dovrebbe andar via prima di domani”

FRANCI: “Totti potrebbe avere un ruolo, e fare bene, in Nazionale”

VALDISERRI: "Totti potrebbe fare un percorso fuor dalla Roma per avviare la formazione da dirigente"

MAIDA: "Era nell'aria la situazione di Totti"

MADEDDU: "La Roma non può permettersi di perdere Totti, ma Totti non può permettersi di rimanere  a guardare Baldini"

CERVONE: "Spero che Pinzolo serva per creare un gruppo forte, anche se non ci credo per nulla, non ho fiducia sul mercato"

DELVECCHIO: "Nella Roma vedo troppe cose nell'ombra. Mi piacerebbe ci fosse più trasparenza"

INFASCELLI: "Spero che Totti rimanga a prescindere dal ruolo, mi farebbe male iniziare la stagione senza di lui"

ASPRI: "Credo che la situazione societaria sia in stallo sotto tutti gli aspetti. Difficile immaginare un futuro senza affanni"

DE ANGELIS: "Aspetto con ansia e timore il pensiero di Totti"

BIOTTI: "In troppi si permettono di dire a Totti ciò che dovrebbe fare, considerarlo patrimonio dell'umanità non significa che ne debba essere ostaggio"

CECCHINI: "Totti ha capito che è arrivato il momento di parlare, vedremo"

CATALANI: "La Roma non ha una società da troppi anni"

Categorie
NEWS

Totti: “Troppe parole su di me, a breve vi dirò la mia nella giusta sede”

Il futuro di Francesco Totti nella Roma lascia molti dubbi. Dopo tanto silenzio, arrivano le parole della leggenda romanista, attraverso i suoi social: "In questo momento vengono dette e scritte tante parole, cercando di ipotizzare i miei pensieri e le mie scelte. A breve il mio punto di vista nella giusta sede…"

Categorie
Calciomercato

Nainggolan esclude il ritorno: “Sono sereno a Milano, ho un contratto e penso solo all’Inter”

Radja Nainggolan ha escluso un clamoroso scenario di mercato, che lo vedrebbe lontano dall'Inter dopo un solo anno. Il centrocampista belga, ancora molto legato alla Roma, ha voluto chiarire a Sky Sport che non ci sono possibilità di un suo ritorno in giallorosso, negando anche la possibilità che lasci Milano in estate: “Sono sereno a Milano, ho un contratto e non penso ad altro se non a questo club”.

Categorie
Rassegna stampa

Il dubbio di Totti: pronto il rifiuto al ruolo di direttore tecnico

Come non bastasse l'affaire De Rossi, la Roma rischia di ritrovarsi con un'altra bomba mediatico-sportiva che può esplodere da un momento all'altro, frantumando anche un altro bel mazzetto di certezze per il futuro, di quelle poche che il disastro di questa stagione (Pallotta dixit) ha lasciato intatte: come scrive Il Romanista oggi in edicola, Francesco Totti è intenzionato a rifiutare la proposta di diventare direttore tecnico al fianco di Petrachi, con lo spiacevolissimo corollario dell'inevitabile prospettiva di dover lasciare a breve la società.

L'ex capitano a quanto pare non è convinto della prospettiva professionale che gli è stata offerta: si tratta di un ruolo da direttore tecnico con specifiche competenze di orientamento degli indirizzi sportivi della squadra al fianco del direttore sportivo (attualmente in pectore) Gianluca Petrachi. La proposta economica non può essere certo il vulnus su cui si regge la diffidenza di TottiUno dei nodi che andrebbe sicuramente sciolto qualora invece Totti accettasse sarebbe il suo rapporto non più idilliaco con il principale consulente del presidente Pallotta, Franco Baldini. Ci risulta però che Fienga abbia messo sul piatto (della proposta) anche la testa ("grigia", direbbe Ranieri) del consigliere (disponibile peraltro all'ennesimo passo indietro anche a dispetto della volontà di Pallotta, che ai suoi "consigli" pare non voler rinunciare), ma a quanto pare Totti non ritiene neanche quello l'ostacolo maggiore. O almeno questo è ciò che ha fatto capire a Fienga.

Probabilmente si tratta più della percezione di non poter realmente incidere nel destino della società come aveva fatto magari da giocatore, del timore di non essere in grado di operare con la giusta forza andando sempre nella direzione corretta, forse anche per la paura di sbagliare qualcosa, magari disperdendo quel patrimonio di credibilità costruito in tanti anni di gloria che nessuno mai ha realmente potuto mettere in discussione. E se Francesco crede questo è probabilmente perché non ravvisa storicamente questo momento della società come il migliore possibile, anzi, forse ha un'opinione negativa del lavoro che si sta portando avanti.

Conclude Il Romanista che Totti agli incontri di Londra era stato invitato eccome da Pallotta e ha motivato il suo rifiuto a Fienga che, deluso soprattutto per il rapporto personale nato tra i due, inevitabilmente ha dovuto condividere con il presidente il disagio per una situazione adesso difficile da ricomporre. Entro pochi giorni Totti darà la sua risposta definitiva.

Categorie
Rassegna stampa

Difesa: la rivoluzione è al centro. Olsen via, sfida tra Lopez e Lopes

Antonio Mirante è stato esemplare nel finale di stagione, ma la Roma vuole un titolare «vero», uno su cui fare maggiore affidamento per tutto il corso della stagione, scrive La Gazzetta dello Sport. Così il portiere appena rientrato dall’avventura azzurra tornerà a fare il secondo, con la garanzia di poter essere chiamato in causa in ogni frangente in cui ce ne sarà bisogno. Andrà invece via Robin Olsen. Tra i nomi seguiti dai dirigenti giallorossi ci sono lo spagnolo Pau Lopez, 24 anni, portiere del Betis Siviglia e il portoghese Anthony Lopes (28enne del Lione). La rivoluzione della difesa prenderà però piede soprattutto tra i centrali. Dove sono a rischio tre dei quattro che la Roma ha in rosa. Manolas perché può partire per esigenze di bilancio e non solo. Fazio e Marcano, invece, perché non sembrano proprio adatti al gioco di Paulo Fonseca. Tra i giocatori che potrebbero invece arrivare c’è Matheus Guedes, 19 anni, centrale di 195 centimetri del Santos, mancino. Un altro nome buono può essere quello di Lyanco (su cui sembrano esserci anche Psv e Zenit), anche se qui il Torino sembra volere 25 milioni. Infine Denis Vavro, il centrale slovacco del Copenaghen che vale circa 10-12 milioni.

Categorie
Rassegna stampa

Da Dzeko a Manolas fino a Olsen: la ripartenza è senza spina dorsale

IL MESSAGGERO (S.Carina) – Calendario alla mano, tra un paio di settimane si riparte. Forse è meglio così, con Fonseca che avrà modo di conoscere la squadra in anticipo, dovendo affrontare già il 25 luglio il primo impegno ufficiale rappresentato dai preliminari di Europa League. Se in questa prima fase il tecnico portoghese potrà usufruire anche di calciatori di cui non è certa la permanenza a Trigoria (Defrel su tutti), già è stato avvisato che non potrà contare sulla spina dorsale che ha caratterizzato l'ultimo anno e non solo. Olsen, Manolas, De Rossi e Dzeko: portiere, centrale difensivo, mediano e centravanti. La rivoluzione di Petrachi parte proprio da qui.

A EDIN…PIACE – Con Daniele la Roma ha già voltato pagina. E a breve lo farà anche con gli altri tre. Che il bosniaco abbia un accordo con l'Inter è ormai il segreto di Pulcinella. Anche se reduce da una stagione sottotono, con Edin se ne va un grande attaccante. Per informazioni, se non bastano gli 87 gol in giallorosso, chiedere informazioni alla nazionale azzurra e al difensore Mancini in particolare, portato a spasso l'altra sera dal centravanti. Per un addio ormai chiaro da un paio di mesi, non poteva mancare l'indizio social. Stavolta sono addirittura due. Potenza di Instagram: 1) Un like del bosniaco a quattro cuori, due neri e altrettanti azzurri, messi da un tifoso interista sotto una sua foto che lo ritrae a Portofino; 2) Perisic, amico di Dzeko, taggato in una conversazione sotto il medesimo post da un altro tifoso interista che commentava «il prossimo anno insieme», ha lasciato anche lui il like di approvazione. Va soltanto trovata l'intesa tra i due club, dove peserà anche un incrocio di plusvalenze (Edin ora ha un valore contabile di 4,6 milioni).

KOSTAS IN ATTESA – Manolas sarà l'altro sacrificato. La clausola rescissoria permette al greco di accasarsi dove vuole. In Italia sono due i club che lo cercano: Napoli e Juventus. Non è quindi un caso che ieri il suo agente Raiola abbia avuto colloqui con entrambi i club. Kostas preferirebbe trasferirsi a Torino, dove ad attenderlo c'è Sarri che lo avrebbe voluto in azzurro già un paio di stagioni fa. A salutare a breve sarà anche Olsen. L'avventura dello svedese è prossima ai titoli di coda. La Roma ha accolto con un sorriso le ultime prestazioni in nazionale del portiere, visto che il valore del suo cartellino (8,5 + 3,5 di bonus) è precipitato dopo l'anno in giallorosso, dove Robin ha perso anche il posto di titolare a favore di Mirante. Trovargli una squadra non sarà semplice. Baldini sta cercando un acquirente sul mercato inglese: il Watford ha chiesto informazioni. A meno che a Petrachi non riesca la mossa del gatto maculato di sabatiniana memoria, rispedendo il portiere al Copenaghen come parziale contropartita per il difensore Vavro. A proposito di addii, saluta anche Balzaretti che ripartirà dalla Spal.