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Roma, Mkhitaryan si presenta: “Qui per vincere, non ho paura della pressione”

A Trigoria è il giorno della conferenza stampa di presentazione di Henrikh Mkhitaryan. Ecco parole del nuovo numero 77 della Roma:

“Sono felice di essere qui, non ho passato un periodo semplice. Per me parte una nuova avventura, so quali sono gli obiettivi e farò il meglio per raggiungerli. Lo spogliatoio ha un ambiente bello ed ho parlato col mister, ci sono tutte le condizioni per rendere al meglio“.

In quale ruolo pensi di poter essere più utile nella Roma di Fonseca?
Posso giocare in ogni posizione d’attacco, l’importante è aiutare la squadra, non ci sono differenze se giochi a destra o sinistra. La mia qualità sta nel partire dalla fascia ed accentrarmi. Metterò a disposizione le mie qualità per aiutare la squadra.

Hai incontrato alcuni tuoi compagni come avversari in Nazionale. Vi siete parlati?
Ho rivisto oggi alcuni compagni che sono stati avversari. Ho parlato nel match contro l’Italia con Alessandro Florenzi ed abbiamo parlato di Roma e della gara contro l’Italia. Anche con Edin abbiamo parlato un po’ di tutto, ora la nazionale è alle spalle ed è importante concentrarci sulla prossima gara.

Nelle ultime stagioni di Premier hai avuto una media gol bassa. Che cosa ti manca per fare il salto di qualità a livello realizzativo?
Con l’Armenia gioco dietro la punta, ho più spazio e posso arretrare o finalizzare il lavoro della squadra. All’Arsenal ed al Manchester partivo in una posizione più arretrata, tra centrocampo e attacco. Il mio obiettivo è quello di fare più gol e assist possibile.

Sei sbocciato nello Shakhtar Donetsk. Che pensi dello stile di gioco di Fonseca?
L’ho seguito in Champions ed in campionato, non ho analizzato nel dettaglio, ma aveva uno gioco offensivo, senza paura ed ha vinto partite contro grandi squadre. Spero che possa fare lo stesso qui alla Roma.

Ti sono arrivati messaggi dei tifosi della Roma dopo la gara con l’Armenia? Ti mettono pressione? Perché hai deciso di venire alla Roma?
Ho ricevuto diversi messaggi dopo la Nazionale. Erano contenti delle mie prestazioni, ma ora voglio concentrarmi sulla Roma che è una nuova esperienza. Non mollerò mai, lotterò fino alla fine per i nuovi obiettivi. Non ho paura della pressione, sono abituato agli occhi puntati su di te ed ogni minimo errore viene criticato. Se accetti di giocare a calcio sai che fanno parte di questo, a 30 anni so come comportarmi ed accetto quello che viene. La Roma è stata una grande occasione, ho accettato subito senza pensarci e senza parlare di soldi. Voglio godermi il calcio e giocare.

Hai l’ambizione di voler tornare in Premier League? L’Italia può essere il tuo futuro?
Ho lasciato l’Inghilterra, appartiene al passato e non voglio più parlarne. Sono alla Roma e voglio giocare la Serie A. Non ho fatto un passo indietro, è un grande calcio in un grande club. Era il momento per me di cambiare aria, si è presentata questa occasione e l’ho colta al volo. Per un calciatore è importante provare piacere nel giocare a calcio, negli ultimi mesi all’Arsenal non lo provavo più ed ho colto al volo questa occasione.

Ti piace la Var? Magari il suo compagno non sarebbe stato espulso contro l’Italia…
Ci sono situazioni in cui può essere utile, altre in cui non lo è perché uccide il ritmo del gioco, lo rende pesante. A volta festeggi un gol, poi viene annullato, oppure segni e non sai se esultare. Le emozioni non sono le stesse. Nella partita contro l’Italia se ci fosse stato sarebbe cambiato. In alcune situazioni mi sento inglese ed altre volte in cui mi sento italiano.

Perché l’Arsenal ha deciso di lasciarti andare l’ultimo giorno di mercato?
E’ una domanda difficile, non sono nella dirigenza e non so perché abbiano deciso di lasciarmi andare. Era un mio desiderio ed avevo deciso di cambiare. Sapevo che la Roma avrebbe giocato tante partite e volevo venire qui, oggi grazie al direttore sportivo ho avuto la possibilità di venire qui.

Non hai partecipato alla finale a Baku per problemi di geopolitica. Credi che avrai problemi nella trasferta di Istanbul?
Non ci sarà alcun problema, ci ho già giocato diverse volte. Non è la stessa cosa con Baku. Quella con la Turchia è una vecchia storia, ormai alle spalle. In Turchia non ho mai avuto alcun problema.

Ti servirà un periodo di adattamento per rendere al meglio nel nostro campionato?
Ero molto giovane in Germania e Inghilterra, ora non avrò problemi ad adattarmi, i miei compagni mi aiuteranno a farlo con il campionato e con la città. Dipenderà da me, è evidente che per il momento sarò qui una stagione e dovrò farlo molto velocemente.

Sei a disposizione per la prossima partita? Hai già parlato con Fonseca?
Ho parlato anche con il mister di diverse cose. Non so ancora se giocherò, non ho fatto nemmeno un allenamento con la squadra che farò domani. La decisione spetterà a lui, io farò il meglio, lavorerò duro. Sono qui per vincere e non per perdere tempo.

L’Europa League è alla portata di questo gruppo?
La stagione è appena iniziata, sono sicuro che potremo raggiungere i nostri obiettivi, tutti hanno grandi ambizioni e sono qui per vincere. Si viene ricordati per le vittorie, ho sempre voluto vincere titoli e sono sicuro che le mia ambizioni e quelle della Roma coincidono. Piano piano avremo idee più chiare delle prospettive.

Che cosa ti hanno insegnato i tuoi allenatori precedenti? Che pensi ti lascerà Fonseca?
Sono tutti diversi e con filosofie diverse. Uno molto offensivo ed un altro molto difensivo. Ho trent’anni ma voglio imparare ogni giorno ed ogni minuto. Spero di imparare l’italiano e di poter parlare con voi e comunicare con i compagni. Imparerò molto dal mister.

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Petrachi: “Dzeko la nostra prima scelta da sempre, a Roma il vento sta cambiando”

A Trigoria è il giorno della conferenza stampa di presentazione di Henrikh Mkhitaryan. A margine, anche il direttore sportivo della Roma, Gianluca Petrachi, ha risposto alle domande dei cronisti presenti. Ecco le sue parole:

“Siamo qui per presentare Miki, come vuole esser chiamato. Siamo molto contenti ed orgogliosi di aver portato un altro giocatore di spessore internazionale. La sua esperienza e la sua capacità, anche la sua intelligenza, possa aumentare la qualità della Roma. Gli garantiremo sostegno, motivazione e voglia di giocare a calcio. L’affetto ed il calore che ogni calciatore sente di dover avere, la Roma e la sua tifoseria gli farà sentire tutto il calore“.

I giocatori arrivati in prestito possono non dare una continuità tecnica al progetto?
Bisogna adattarsi alle esigenze. A 48 ore dalla fine del calciomercato era difficile impostare un discorso, l’idea è quella di fare investimenti importanti anche sui calciatori giovani. Prima sono stati investiti soldi importanti per giocatori, per i quali conveniva prenderli in prestito e valutare le caratteristiche. O si facevano investimenti su dei giovani o si facevano delle scelte come per Miki. Mi era stato detto ‘no’ al prestito, ma dovevo comprarlo. Il top player ha costi importanti, ingaggi alti e noi dobbiamo stare attenti al bilancio. Quando potevamo prenderlo in prestito, il ragazzo ha rinunciato a dei soldi per venire qui, vuole investire su se stesso. Noi abbiamo un budget di un certo tipo e questo deve consentirci di prendere certi calciatori. Su di lui e Smalling abbiamo fatto due operazioni furbe, vedremo se avremo la forza di tenere due giocatori così e cercare di aumentare il tasso qualitativo. E’ un’esigenza di quel momento per seguire un certo tipo di strategia.

Cosa non ha funzionato nelle trattative per Higuain e Icardi? Quando avete deciso di rinnovare Dzeko?
Dzeko era il centravanti della Roma e mi sarebbe piaciuto tanto poterlo trattenere. La mia strategia non l’ho raccontata a nessuno, ma ho avuto sempre la speranza di poterlo trattenere, le situazioni dell’anno precedente hanno pesato nell’umore dell’allenatore. Qui il vento stava cambiando, la Roma stava cambiando ed ho cercato di farglielo capire. Ho cercato di dirgli che non sarebbe stato così importante all’Inter rispetto alla Roma. Se lo avessero voluto avrebbero pagato il mio prezzo, da noi sarebbe stato il punto di riferimento. Sono felice che abbia capito, ringrazio l’agente che ci ha aiutato a far riflettere il ragazzo. Le alternative erano alternative, ma la nostra scelta è sempre stata su Edin.

Che cosa state facendo per porre fine al problema degli infortuni?
Sono delle valutazioni oggettive che sto facendo. Posso dirvi che lo scorso anno, nel Torino, ho avuto pochi infortuni a livello muscolare. Quando cambi ambiente devi capire. Nelle grandi squadre tanti atleti hanno i personal trainer, è un aspetto che va valutato e sto cercando di capire chi ce l’ha, che tipo di lavori fanno. C’è da dire che esiste anche la casualità, si è scottati dai 50 problemi muscolari dello scorso anno e la tensione è altissima. Spinazzola e Pastore hanno sempre avuto questo tipo di infortuni. Zappacosta mi ha stupito, si è fatto male nel pre-gara e non si era fatto nulla prima. Under è molto esplosivo, mi ha raccontato che si è stirato facendo un colpo di tacco improvviso. La mia attenzione è su questa problematica, cercheremo di togliere alibi. I ragazzi si sono lamentati della durezza dei campi di allenamento ed ho chiesto di fare un intervento importante sul campo principale ed è un alibi che voglio togliere e mi auguro che da oggi in poi si possa migliorare.

Questa è la sua Roma? Ha raggiunto tutti i suoi obiettivi? E’ una Roma da Champions League e che vuole ottenere subito i risultati?
Credo di averci messo l’anima in questo mercato. Ho messo tutto quello che avevo dentro di me con una logica calcistica, ho cercato di fare una piccola rivoluzione, era necessario. Nell’anno zero serve tempo, anche se nel calcio non c’è. Io sono convinto, insieme alla società, di aver creato qualcosa su cui far rinascere l’orgoglio romanista. Ho creato un gruppo importante, gli infelici sono andati via, il mercato in uscita è stato importantissimo. Abbiamo fatto dei rinnovi ai giovani importanti come Under e Zaniolo, a delle cifre congrue. Qui si è cercato di esagerare nella valutazione economica e sto cercando di far amalgamare una squadra, sulle basi sono stati inseriti altri giocatori. C’è un allenatore che vuole portare la sua idea, la sua cultura del lavoro. Non vorrei parlare più del calciomercato, ma del Sassuolo. Ci manca qualche punto in classifica, col Genoa potevamo prendere i tre punti. Nei risultati c’è un po’ di sconforto, ma sono molto ottimista e fiducioso, vedo l’impegno e come si allenano. Vedo finalmente il senso di appartenenza, la voglia di stare a cena insieme, c’è unità di intenti, prima c’era disgregazione. Io non posso garantire se è da Champions League, non faccio il veggente né i tarocchi, ma è una squadra tosta, che partita dopo partita dimostrerà il proprio valore.

Alcuni allenatori guardano il monte ingaggi per capire in quale posizione può arrivare la squadra. La Roma ha il terzo monte ingaggi. Dove può operare ancora per abbassarlo ancora?
Non ho visto l’indagine della Gazzetta, ma c’è qualche incongruenza, non so se siamo terzi in lista, gli ingaggi veri non vengono riportati in tutta la sua naturalezza. Non perché voglia smentire la Gazzetta dello Sport, ma da quello che ho visto io ci sono alcuni errori sulle altre squadre. Sicuramente il fatturato di una squadra di calcio relativo al monte ingaggi ha determinato un posto di prestigio in Champions League. Il monte ingaggi è molto alto, bisogna tornare ad avere dei valori giusti e ci si basa sul fatto che il fuoriclasse deve saper portare la croce e dare qualità alla squadra. La Roma migliorerà nel corso del tempo, faremo equilibrare le cose.

E’ stata una strategia quella di aspettare? Hai un rimpianto per questo calciomercato?
La chiusura del mercato inglese è stato un vantaggio, un mese fa mi era stato chiesto tanto e non ero nella condizione di poterlo fare, ho aspettato di poter fare altre valutazioni. Potevo prendere un ragazzo brasiliano, ma doveva esser preso alle nostre condizioni. A quel punto ho sentito Raiola e gli ho detto che non avrei preso più un esterno, se ci fosse stata la possibilità di prendere Miki in prestito lo avrei fatto. Mi ha detto che sarebbe stato difficile ma ci avrebbe provato. Io gli ho detto che lui è più adatto alla Serie A che alla Premier League. Puntare su di lui era anche per metterlo in condizione di giocare. Sicuramente c’è stata della strategia. L’attesa per gli ultimi due acquisti è stata una cosa voluta. Non ho rimpianti, sono riuscito a fare quello che avevo in testa, due ragazzi non hanno accettato di andare a giocare in prestito e sono rimasti. Abbiamo tante partite, l’Europa League e la Coppa Italia, magari avranno modo di smentirmi e che facciano bene. In entrata non ho rimpianti, siamo usciti bene tutti quanti. Tutto ciò che ho fatto è stato sincronizzato con la società, Fienga decide e tutto è stato fatto con l’approvazione di Pallotta che mi ha messo nella condizione di farmi prendere quei giocatori. Ringrazio la Roma di avermi messo nelle condizioni di fare quello che era doveroso fare.

A che punto è il lavoro di Fonseca?
Ho avuto un confronto con il mister ed abbiamo parlato di questo argomento. Deve continuare a portare avanti il proprio credo e la mentalità innovativa. Cambiare una mentalità italiana di chiudersi e ripartire in contropiede. Deve insistere senza avere perplessità o dubbi, dal momento in cui arriverà il risultato i calciatori si convinceranno che quel modo di fare calcio, mantenendo equilibrio, che è quello che ci sta mancando un pochino. Sono convinto che questo tipo di mentalità possa portare ad avere quel coraggio che ti porta un risultato importante. Serve un po’ di fortuna, ma dal momento in cui partiamo confido molto nella forza della squadra che può fare calcio in maniera coraggiosa.

E’ stato molto difficile per lei gestire la situazione lasciata dalla gestione precedente?
E’ stato un grande problema, per ogni entrata dovevo pensare ad un’uscita. Non è stato semplice, alcuni giocatori, forti della ricchezza del contratto, fanno resistenza. Prima di lasciare Roma ci si pensa mille volte, fai fatica a spostare i calciatori. Il fatto di dire in faccia ai calciatori la verità e sono sempre stato chiaro, soprattutto con quelli in uscita. Meglio andar via che fare comparse, era più giusto andassero a giocare. Ci sono riuscito all’80%, è rimasto qualche residuo, ma ci sta in una rosa ampia. Sono contento di come sia andata la campagna acquisti e cessioni.

La Roma ha tenuto testa alla Juventus in questo mercato…
Sono orgoglioso di aver mantenuto la promessa dicendo che la Roma non sarebbe stata la succursale di nessuno. Citavi Marotta e Paratici, oggi nessuno può venire a Roma per fare il prepotente e prendere calciatori. Oggi sono consapevoli che se vogliono un giocatore ci sono dei tempi e dei modi. Io spero che questa cosa venga sempre mantenuta e rispettata.

Che ruolo ha avuto Baldini in questo mercato?
Non ha mai intralciato il mio lavoro, ero stato chiaro prima di arrivare alla Roma sul rispetto dei ruoli. Circa un mese fa fu lui a dirmi che c’era un problema nell’Arsenal, con Miki poteva spostarsi. Io gli ho detto che potevo farlo ma non volevo spendere troppo. Lui me l’ha data solamente come notizia, questa è la collaborazione di cui parlavo. Io gli ho detto che non potevo farlo, ma poi mi son sentito con Raiola. Ho sempre tenuto sotto traccia tutto. Con certi agenti c’è la forza di non far uscire le notizie, credo che l'acquisto di Miki sia uscito la sera di domenica, Raiola non voleva dirlo nemmeno. Ritornando al discorso di prima, non ho avuto grandi problemi con Franco, abbiamo rispettato le distanze e sono contento di come sia stato bilanciato il lavoro. Poi se Franco ha un contatto diretto con Pallotta va bene, ma di Smalling, per esempio, non ne era a conoscenza. Non ho avuto tempo di raccontargliela. Sono molto contento di come sia andato il lavoro di squadra.

Qualcosa si era rotto tra la Roma e Schick? Cos’è successo?
A volte alcune cose funzionano oppure no. Non discuto il livello tecnico del calciatore, che ha enormi potenzialità. Le aspettative e la forza d’urto con cui era arrivato aveva creato sogni nella tifoseria. Era un giocatore quasi soffiato alla Juventus, pagato 40 milioni. Ha infranto i sogni dei tifosi e se avesse fatto cose strabilianti sarebbe stato un po’ marchiato. Aveva bisogno di confrontarsi con un altro tipo di campionato, nella speranza che possa venire fuori la sua capacità tecnica. Molto dipenderà dalla sua voglia, quando metterà il sangue e la passione per uno step in più. Mi auguro che si ritrovi calcisticamente e metta in mostra quello che in Nazionale riesce a fare. Rimane un patrimonio della Roma perché è in prestito con diritto di riscatto, che è stato un po’ cambiato negli ultimi giorni di mercato. Sono convinto che Schick possa fare bene, togliendosi il peso della responsabilità. E’ un augurio per il professionista e per il giocatore.

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Mkhitaryan, domani a Trigoria la presentazione ufficiale

Protagonista della vittoria dell'Armenia sulla Bosnia, Henrikh Mkhitaryan si preparara ad iniziare la sua nuova avventura in giallorosso. Domani a Trigoria, alle 12, il giocatore verrà presentato ufficialmente alla stampa. Accanto a lui è prevista la presenza del direttore sportivo, Gianluca Petrachi.  

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Roma, in Qatar si possono fare ancora acquisti: ipotesi Pastore

Il mercato di Serie A in entrata si è chiuso esattamente da una settimana ma i prossimi giorni potrebbero riservare importanti sorprese sul fronte delle uscite: come noto, il mercato in Qatar chiude esattamente il 30 settembre e sono diversi i giocatori che potrebbero lasciare il nostro campionato per cercare fortuna in quello qatariota.

Come riporta Calciomercato.it, è il caso di Pastore: il centrocampista della Roma, potrebbe lasciare la capitale dopo non essere mai riuscito ad indicedere dopo il suo trasferimento dal PSG. Insieme a lui anche Mario Mandzukic, il grande escluso della Juventus dalla lista UEFA diramata qualche giorno fa da Sarri: i bianconeri considerano l'attaccante croato ormai fuori dal progetto tecnico e hanno cercato durante la finestra estiva di trovargli una nuova sistemazione. Anche Borja Valero, centrocampista spagnolo dell'Inter, è stato accostato a diverse squadre del Qatar. Se nessun affare verrà concretizzato entro 21 giorni, queste trattative potrebbero comunque rimanere in piedi in vista della sessione invernale di mercato che aprirà a gennaio.

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Roma, da oggi i biglietti per le gare all’Olimpico fino a dicembre

Come da comunicato da parte della Roma, a partire da lunedì 9 settembre alle ore 12:00 è possibile acquistare i biglietti per le rimanenti gare interne di Serie A del 2019.

Ecco le partite nel dettaglio:

   ROMA-CAGLIARI   –  domenica 6 ottobre 2019 15:00
   ROMA-MILAN         –  domenica 27 ottobre 2019 18:00
   ROMA-NAPOLI       –  sabato 2 novembre 2019 15:00
   ROMA-BRESCIA     –  domenica 24 novembre 2019 15:00
   ROMA-SPAL            –  domenica 15 dicembre 2019 18:00

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Calciomercato

Roma, Bouah verso il rinnovo: previsto incontro con Petrachi

Con la Roma pronta ad adottare una nuova strategia per gestire i giocatori del settore giovanile giallorosso, come spiegato recentemente da Morgan De Sanctis in conferenza stampa, nelle prossime settimane è in programma un appuntamento tra il ds Petrachi e l'agente di Devid Bouah per discutere un nuovo rinnovo di contratto. Il terzino classe 2001 aveva firmato a gennaio fino al 2021 a cifre superiori ai nuovi parametri stabiliti dalla società. Le parti, scrive oggi Il Tempo, cercheranno un punto di incontro per prolungare l'avventura di Bouah in giallorosso.

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[VIDEO] – De Sanctis: “Sul mercato abbiamo fatto tutto nella maniera migliore. Infortuni? Non siamo preoccupati”

A margine della conferenza stampa di presentazione di Chris Smalling, anche Morgan De Sanctis, braccio destro del ds Petrachi, ha risposto ad alcune domande. Queste le sue parole:

“Oggi presentiamo Chris Smalling, difensore dal profilo altissimo. Nelle ultime nove stagioni nel Manchester United ha giocato più di 300 partite con questo club prestigioso. Siamo convinti che ci darà un gran contributo all’assetto difensivo, ma anche all’equilibrio e alla mentalità di squadra che spero ci porterà più in alto possibile”.

Siete preoccupati degli infortuni? Avete fatto delle analisi?
Lo scorso anno abbiamo avuto problemi sugli infortuni in un numero non regolare. Le cose non sono iniziate nel verso giusto, ma io vorrei allontanare qualsiasi tipo di alibi. Ho sentito parlare di Trigoria, dei campi di allenamento. E’ stata fatta una ristrutturazione dello staff medico, ci aspettiamo meno infortuni dello scorso anno, siamo in condizione di offrire ai giocatori tutte le opzioni per allenarsi e per recuperare bene. Aspettiamo un tempo più lungo per essere preoccupati, ora non ci sono le condizioni per preoccuparsi. In relazione agli infortuni e non solo vorrei che venisse portata più avanti una cultura della responsabilità più che dell’alibi. E’ necessario riguardo gli infortuni e i risultati sportivi. Siamo attenti a questo sotto ogni punto di vista e lo saremo per tutta la stagione.

Smalling è in prestito secco. Può essere richiesto un riscatto con il Manchester United?
Noi abbiamo inserito quattro giocatori con questa formula, Mkhitaryan, Zappacosta, Kalinic e Smalling. Il momento della carriera ed il profilo dei calciatori, la necessità che aveva la Roma e la loro, ci fanno stare tranquilli che sono operazioni ben fatte. Durante la stagione, più avanti verranno fatte le valutazioni del caso, ma siamo convinti che con la tipologia di giocatori arrivati con questa formula, possiamo confidare che sia stato fatto tutto nella maniera migliore per tutti.

Prendere giocatori in prestito secco è un cambio di filosofia? La Roma di solito prendeva giocatori per poi fare trading…
Riguardo la certezza di aver fatto buone operazioni, nell’interesse di tutti, ribadisco il concetto. Su alcune cose come la filosofica è più giusto che parli Petrachi che può dettagliarla bene. Riguarda particolarmente un livello alto di prima squadra che non posso assolutamente permettermi di affrontare. Sono quattro in totale i prestiti e tre sono dalla Premier, in Premier ci sono opportunità importanti, perché lì ci sono grandi calciatori, questo è il ragionamento. Si ragiona lì senza escludere altri campionati, è la qualità del giocatore che arriva che deve soddisfare la Roma.

Baldini ha avuto un ruolo negli ultimi calciatori presi in Premier League?
Trovo la domanda abbastanza maliziosa, risponderà Petrachi la prossima settimana. Mi permetto di dire che è maliziosa ma mi permetto di dire che sono arrivati grandi giocatori, la provenienza è relativa perché dalla Spagna è arrivato un altro grande calciatore come Kalinic. Mi fermo perché a questa domanda risponderà più volentieri il direttore sportivo.

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Smalling: “Roma, sono l’uomo giusto. Subito sintonia con Fonseca”

Giorno di presentazione per Chris Smalling, difensore in prestito alla Roma dal Manchester United. Queste le sue parole:

Quali differenze pensi di trovare tra la Premier League ed il calcio italiano?
Giocare come difensore in Serie A è sempre stato un obiettivo, poter abbinare i punti di forza della Premier League con quelli della Serie A è sicuramente un’opportunità di crescita per me.

Hai già parlato con Fonseca prima di venire qui. Che impressioni ti ha fatto?
Ho parlato con lui prima di arrivare e mi ha spiegato cosa voleva da me e cosa voleva dalla squadra. C’è subito stata sintonia, eravamo d’accordo su diversi punti. Dopo i primi allenamenti ho capito che vuole una squadra che pressa, difensori aggressivi, pronti e rapidi a controllare la profondità alle loro spalle. E’ stata una gran bella settimana.

Il calcio rischioso di Fonseca dà più responsabilità ad un difensore centrale? E’ un rischio maggiore?
Sì, con questo tipo di calcio c’è più responsabilità sui difensori centrali in particolare, ma mi piace giocare alto. Il mister vuole una difesa che pressa alto e io sono il tipo di calciatore a cui piace essere aggressivo e giocare in anticipo, è un tipo di calcio adatto a mostrare le mie qualità.

La Roma ha le qualità per arrivare in fondo all’Europa League?
La Roma ha tutte le possibilità di vincere questa competizione, parte tra le favorite. Per me sarebbe bellissimo vincerla per la seconda volta in Italia.

Arrivi qui in prestito, lo spirito è quello di rilanciarti e provare un’altra esperienza o di rimanere alla Roma?
E’ un’opportunità stimolante alla quale ero molto interessato, non vedevo l’ora di arrivare e di iniziare. Ora voglio concentrarmi sulla prossima partita, capire i metodi di allenamento del mister. A fine stagione vedremo, se tutto sarà andato per il meglio e se il club sarà soddisfatto, per me sarebbe un piacere restare in questo club anche a lungo termine.

Che idea ti sei fatto del problema razzismo in Italia?
Il razzismo è un fenomeno inaccettabile che va estirpato ma non riguarda solo l’Italia ma tutto il mondo. Occorre cambiare le cose, un cambio generazionale, che i giovani imparino a comportarsi in modo diverso. È triste che ancora oggi accadano queste cose.

Di solito i giovani accettano di muoversi in prestito annuale. Cos’è successo al Manchester da spingerti a venire in prestito qui? Perché hai scelto proprio Roma?
Non sono più giovane, ma mi piacciono le nuove sfide. Ho passato degli anni bellissimi al Manchester United ma avevo l’occasione di provare un nuovo campionato e di approdare in un grande club. Non mi piace avere rimpianti, è una bella sfida, anche qui le aspettative sono alte. Ora ho l’occasione di dimostrare al nuovo club che hanno riposto la fiducia nella persona giusta.

Hai pensato ad uno staff personale a Roma? Cosa ti ha convinto di più di Roma? Hai avuto qualche dubbio prima di venire qui?
No, quando ho parlato con il club sapevano quali erano le mie attività nel sociale ed il mio stile di vita. Mi ha subito messo in contatto col nutrizionista e mi ha fatto parlare con lo chef, non ho avuto alcuna preoccupazione a riguardo. E’ un’occasione molto stimolante, non vedevo l’ora, sono felice che il club mi abbia messo nelle migliori condizioni. Non ho avuto dubbi, ho sempre sentito parlare benissimo della Roma e non vedo l’ora di assaporarla direttamente.

Non è usuale che un calciatore della Premier League voglia venire in Italia… C’è un compagno che ti ha impressionato in allenamento?
E’ vero, non ci sono molti calciatori che vanno all’estero dalla Premier. Io ho voluto provarla in un grande club, non mi piace avere rimpianti, volevo fare questa esperienza. La prossima settimana, dopo la sosta, sarà l’occasione migliore per conoscere meglio i miei compagni e per capire meglio la routine ed i metodi di allenamento del mister.

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Armenia-Italia, Florenzi e Mkhitaryan in campo dal primo minuto

Stasera avversari, domani compagni di squadra. FlorenziMkhitaryan si ritrovano contro nella sfida tra Armenia e Italia, valida per le qualificazioni a Euro 2020. In panchina, a disposizione di Roberto Mancini, figurano anche Lorenzo Pellegrini e Gianluca Mancini. Tutti e quattro, da martedì, si ritroveranno a Trigoria per il primo allenamento del fantasista armeno agli ordini di Paulo Fonseca.   

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Cies, la Roma figura nella Top 20 europea per investimenti sul mercato: 11a. Giallorossi settimi per incassi

Chiusa la sessione estiva di calciomercato, Il Cies (l'Osservatorio calcistico) pubblica il 47° rapporto finanziario sui trasferimenti dei 5 maggiori campionati europei. Tenendo, appunto, in considerazione i 5 principali campionati (Inghilterra, Spagna, Italia, Germania e Francia), l’ammontare complessivo degli investimenti nell’anno 2019 è stato di 6,622 miliardi di euro: un record che supera di circa il 10% quello precedente, stabilito nel 2017. Il primato spetta alla Premier League (1,908 miliardi) seguita da Liga (1,503 miliardi), Serie A (1,5 miliardi), Bundesliga (880 milioni) e Ligue 1 (830 milioni). Il conto comprende tutti i costi dei trasferimenti, compresi i bonus e gli oneri per i prestiti.

Considerando il periodo dal 2010 al 2019 è il Manchester City il club ad aver investito di più sul mercato con 1,638 miliardi di euro davanti a Barcellona (1,525 miliardi), Chelsea (1,428 miliardi), Paris Saint-Germain (1,392 miliardi) e uventus (1,272 miliardi di euro). In questa speciale classifica, la Roma si colloca 11a con investimenti pari a 895 milioni di euro, dietro all'Inter 10a con 968 milioni di euro. Tra le italiane c'è spazio anche per il Milan 13esimo (853 milioni) e per il Napoli che con i suoi 693 milioni investiti si posiziona 19esimo. Nella finestra compresa tra il 2010 e il 2019, è il Monaco il club ad aver incassato di più (1,029 miliardi di euro), davanti a Chelsea (868) e Juve (787), settima la Roma (726 milioni), 19° il Genoa(472).

Nel 2019, invece, è l'Atletico Madrid la squadra che ha speso di più con i suoi 329 milioni di euro. A seguire Real Madrid (324 milioni), Barcellona (256), Inter (212), Juventus (186) e Milan (183). Non figura in questa classifica la Roma, ma completa il quadro delle italiane il Napoli, 20esimo, con 115 milioni investiti.

I club della serie A, nel 2019, hanno registrato sul mercato un saldo negativo di 430 milioni di euro: peggio ha fatto solo la Premier (-762 milioni), male anche Liga (-367 milioni) e Bundesliga (-157 milioni), in attivo solo le società francesi (+152 milioni). La Ligue 1 è anche l'unico campionato col segno più dal 2010 al 2019: +359 milioni di euro il saldo. In negativo la Premier (-6,488 miliardi), come la Serie A (-1,218 miliardi), la Liga (-800 milioni) e la Bundesliga (-758).