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Udinese-Roma: convocato Under, out Juan Jesus

Cengiz Under torna a disposizione di Fonseca. Il turco è tra i convocati di Fonseca per la partita contro l’Udinese. Ancora out Mkhitaryan, che comunque, ha assicurato il tecnico, tornerà a breve. Questa la lista completa:

PORTIERI: Pau Lopez, Fuzato, Mirante.
DIFENSORI: Smalling, Kolarov, Cetin, Santon, Fazio, Mancini, Florenzi, Spinazzola, Calafiori.
CENTROCAMPISTI: Perotti, Veretout, Zaniolo, Pastore.
ATTACCANTI: Dzeko, Under, Antonucci, Kluivert.

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Udinese-Roma: “Dimenticare il Milan, a Udine sarà dura. Under c’è, ma non è pronto per giocare titolare”

Il tecnico della Roma, Paulo Fonseca, presenta la gara di domani contro l'Udinese. Queste le sue parole:

Under è tornato in gruppo. E’ pronto per domani?
Sì lo è, si è allenato con la squadra gli ultimi giorni ed è pronto.

L’Udinese è reduce dai 7 gol contro l’Atalanta. Che avversario è?
Non abbiamo rivisto quella partita, che è diversa. L’Udinese è forte, hanno subito sei gol prima di questa gara. E’ una squadra forte, che difende compatta e bene. In contropiede sono fortissimi con i giocatori veloci e forti fisicamente. Mi aspetto una partita molto difficile.

Come nasce l’intuizione di Mancini mediano?
Io ho pensato che in questa situazione di emergenza avevamo bisogno di un calciatore aggressivo in quella posizione, ma anche uno col passo forte. Mancini è forte nella costruzione, era la miglior soluzione in questo momento.

Florenzi è un calciatore completo, ma non è nel suo momento migliore. Che cosa gli sta mancando per tornare ai massimi livelli?
Florenzi è il nostro capitano, è un bravissimo giocatore e si allena sempre forte. Nelle ultime due partite io ho pensato ad altre soluzioni per la squadra. Non ha giocato, ma giocherà in futuro sicuramente, non è un problema, solamente un’opzione.

In difesa ha tante scelte. Kolarov può riposare?
No (ride, ndr).

Quali sono le condizioni di Mkhitaryan?
Sta crescendo, migliorando. E’ un processo lento e ci vogliono un po’ di giorni. Penso che non sia così lontano il suo rientro.

Che cosa aggiunge il rientro di Under? Che soluzioni in più ha?
Under è pronto, ma non per giocare dall’inizio. La sua condizione fisica non è al meglio. Lui può giocare in diverse posizioni, largo o stretto. E’ veloce, che ha profondità e può essere importante in molti momenti della partita. Come è normale non è pronto per giocare 90 minuti.

Pastore viene da una serie di partite consecutive e Perotti ha giocato molto. Possono riposare?
No, qui nessuno può riposare (ride, ndr). Non sto pensando a cambiare, la squadra ha fatto una buona partita sia contro il Borussia che contro il Milan. Non credo che cambierò molto.

La Roma ha fatto due gol su calcio d’angolo ed è pericolosa su punizione. E’ uno schema che state provando o è una casualità?
Non è una casualità. Abbiamo giocatori forti di testa in questo momento, come Mancini, Smalling, Fazio e Dzeko. E’ un momento della partita che dobbiamo valorizzare, penso che dovremo continuare a farlo. Abbiamo giocatori fortissimi su palla ferma.

Che tipo di lavoro ha dovuto fare sulla testa della squadra?
Noi dobbiamo essere una squadra ambiziosa, non l’ho vista contro la Sampdoria. Ne ho parlato con tutti perché è importante la mentalità e giocare per vincere. Chi gioca in questo club non deve pensarla diversamente. Adesso è importante che loro capiscano che è necessario lottare, correre ed avere l’ambizione di vincere sempre. E’ la cosa più importante per me.

Qual è il pericolo più grande in questo momento al di là degli infortuni?
Non solamente in questo momento, ma sempre. Bisogna pensare che è importante vincere sempre. Il passato è passato e dobbiamo pensare alla prossima partita con l’Udinese. E’ vero che io sento la squadra che gioca insieme, ma non abbiamo vinto niente. E’ pericoloso pensare che vincere contro il Milan è normale, dobbiamo pensare con ambizione, non come se avessimo fatto già tutto, perché non è vero.

Può fare una valutazione sulla Serie A?
Il campionato è troppo difficile. Tutti hanno qualità, le ultime possono vincere con le prime, è sempre molto difficile vincere qui le partite. E’ vero che abbiamo una squadra forte, ma è molto difficile vincere. Bisogna giocare sempre al limite, ogni partita è una storia diversa. Dobbiamo lavorare molto sulla tattica perché giochiamo contro moduli diversi. E’ molto difficile vincere qui una partita.

L’Udinese è molto bloccata. Ha paura di una gara molto chiusa con la necessità di aprirla come Sampdoria-Roma?
Mi aspetto un gioco completamente diverso rispetto al Milan. Mi aspetto una squadra compatta, corta e aggressiva. E’ difficile giocare se non abbiamo spazio. La partita con l’Udinese è difficile. Che possiamo fare? Lottare e correre e poi abbiamo la parte tattica che abbiamo preparato per essere efficaci.

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Udinese, Tudor: “Contro la Roma sapremo riscattare il 7-1 subito dall’Atalanta”

I ragazzi sono dispiaciuti e arrabbiati dopo il 7-1 subito dall'Atalanta e sono pronti a fare una bella prova". Così Igor Tudor, tecnico dell’Udinese, in conferenza stampa alla vigilia del match contro la Roma. "Abbiamo parlato di quanto accaduto, parlarne fa bene. Dopo quel secondo tempo non ci sono spiegazioni valide. Prendo quel secondo tempo contro l’Atalanta come un episodio. I ragazzi sapranno riscattarsi già contro la Roma“.

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La Roma tira: 150 milioni e new entry

L’assemblea dei soci ha approvato l’aumento di capitale di 150 milioni. Intanto prosegue la marcia di avvicinamento alla Roma del The Friedkin Group, che sta per cominciare la due diligence sui conti del club di Pallotta, un primo approccio per poter capire se fare un’offerta oppure entrare inizialmente come investitore. La compagnia texana è guidata da Dan Friedkin, che ha costruito un impero con la Gulf States Toyota, distributrice delle auto giapponesi in 5 stati americani con oltre 150 rivenditori: patrimonio personale stimato intorno ai 4.2 miliardi di euro. Secondo Forbes, Friedkin farà seguire la due diligence direttamente dall’Italia visto che l’86.5% del club è in mano a società italiane. Pallotta valuta la Roma 700/800 milioni, compreso il progetto stadio approvato. Friedkin è interessato, Pallotta cerca nuovi investitori ma la sua posizione potrebbe anche cambiare se il progetto a Tor di Valle dovesse saltare. Questo uno stralcio del pezzo del  Corriere dello Sport. 

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Paulo, mister coraggio

IL MESSAGGERO (A. ANGELONI) – Ha traballato, appena un po', ma alla fine non ha perso la testa, questo va detto. Paulo Fonseca nell'ultimo periodo è apparso molto provato, in difficoltà per ciò che stava accadendo alla squadra, tra qualche pareggio inaspettato, i tanti infortuni e la sensazione, ormai vinto dalla sfortuna, di non poterne uscirne. I bravi allenatori, si va dicendo, si vedono nelle difficoltà, sono quelli che trovano la soluzione. Quando ti mancano tutti, o quasi, i centrocampisti, o pensi di affidarti a qualche svincolato/stagionato (sic) o il centrocampista te lo fai in casa. Lui ha creato Mancini e su di lui ha ridisegnato la squadra in un 4-1-4-1; un po' di anni fa Spalletti, sempre in periodo di grande emergenza, ha tirato fuori dal cilindro Totti centravanti e Perrotta trequartista, ma soprattutto quella bella Roma del 4-2-3-1 del 2005. Oggi, Fonseca, ha la forza di andare avanti con quelli che ha e il coraggio di rinunciare a uno tra Rodwell e Buchel, che non verranno tesserati.

AZZARDO Quel coraggio che sarebbe dovuto arrivare dai calciatori, tanto invocato dall'allenatore portoghese, è arrivato da Fonseca stesso, che ha saputo lavorare pure sulla testa della squadra, specie dopo la deprimente partita di Genova contro la Sampdoria. Lì è stato toccato il fondo: zero gioco, zero anima, zero di tutto. Paura, altro che coraggio. «Giocando così non si va da nessuna parte», disse al gruppo il giorno successivo alla sfida di Marassi, Paulo. Per rivedere un calcio logico ci voleva prima di tutto lo spirito, l'anima, il sentirsi squadra, al di là di chi in quel momento non c'era. E in questo si è appoggiato ai leader dello spogliatoio, a Dzeko, che sta facendo gli straordinari (gioca con la maschera e specie a Genova a rischiato molto), a Veretout, che cresce di partita in partita, sempre più con consapevolezze da leader, a Kolarov, pure lui sta scaricando il polmone, ma dovrà andare avanti ancora. La Roma ha ricominciato un campionato, con un abito diverso. Sia nella partita contro il Mönchengladbach sia in quella con il Milan, già si sono notate le differenze. L'altra sera si è rivisto pure un buon calcio, con molte occasioni in più create rispetto alla sfida di coppa. Nella fase più critica, Fonseca ha dato una mano pure ad altri calciatori, che sembravano persi. Pastore, ad esempio, almeno quello visto con il Milan, oggi sembra un altro. E' un giocatore, contestualizzato in un gruppo. Javier va gestito, ma potrebbe diventare una risorsa in più quando rientreranno tutti, mentre adesso è da considerare quasi un elemento indispensabile. Pure a Trigoria – dopo un anno di dubbi – hanno cominciato a sorridere, ripensando all'ingente investimento fatto su di lui. Ovvio, l'argentino ha mostrato nei mesi precedenti una certa fragilità muscolare, che non lascia tranquilli. Lui ha fatto sapere di aver trovato in Fonseca l'allenatore giusto per risorgere. Il tecnico sta coinvolgendo tutti, vedi il continuo ricorrere ad Antonucci, Santon e nell'ultima partita pure all'esordiente Cetin.

PSICOLOGO Fonseca è stato psicologo ma non solo: ha pian piano sistemato tatticamente la difesa, che appare più solida con Smalling ormai guida del reparto. Adesso si tratta di dare continuità ai risultati, e in questo serve ancora più sacrificio da parte dei calciatori. Udine e poi Roma-Napoli, sei punti per dire di aver passato con successo la brutta nottata. Ciò che sta succedendo alla Roma e quello che si avverte in molti calciatori, si capisce dalle parole di Gianluca Mancini rilasciate a Dazn. «Il senso di appartenenza è grande e noi giocatori dobbiamo dimostrarlo, bisogna appartenere alla maglia per cui giochi, quella per cui la domenica vai in campo per fare risultato. Bisogna dare il massimo di te stesso per fare bene. La pressione ci deve essere ma deve essere positiva, una pressione per aiutarti a migliorare. Il salto è stato grande, perché Bergamo è più piccola di Roma. Avverto questa differenza, ma la vivo serenamente». Ora si vede, non solo in lui.

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Assemblea degli azionisti: approvato l’aumento di capitale da 150 milioni. Fienga: “Pallotta non vende. Stadio? Non so indicare i tempi, ma siamo ottimisti”.

È stato approvato l’aumento di capitale di 150 milioni di euro nell’ultima assemblea degli azionisti della Roma che si è tenuta oggi pomeriggio a Trigoria. Presenti sia il vicepresidente Mauro Baldissoni, sia l’amministratore delegato Guido Fienga, che hanno risposto alle domande degli azionisti presenti. 

Fienga ha risposto anche alle domande riguardo il possibile interessamento del gruppo Friedkin: "L’azionista (Pallotta, ndc) al proprio interno ha sempre analizzato la possibilità di rafforzare la propria posizione se questo aggiunge valore al progetto della Roma. La due diligence, però, viene fatta sull’equity dell’azionista stesso, il club, dunque, non ha avuto contatti con l’investitore. Il presidente Pallotta continua a confermarci la volontà di seguire lo sviluppo della società». E a proposito di crescita, Fienga spiega la strategia che seguirà il club nei prossimi mesi: «Il business plan da quando c'è la proprietà americana, ha l’obiettivo di aumentare la competitività della rosa in relazione alla crescita del fatturato. L’idea di intervenire sul mercato più di quanto riusciamo a coprire è perché crediamo di riuscire a valorizzare i calciatori. Dissento sull’idea che questo abbia indebolito la squadra nel tempo perché i risultati non dicono questo. Certamente può non dare stabilità, ma sta nella dinamica tipica di uno sviluppo del genere, soprattutto se gestita in concomitanza dei paletti del FFP. I nostri ricavi da un punto di vista commerciale sono cresciuti. Quelli da sponsorizzazione hanno fatto progressi importanti. Lo sforzo sta continuando anche per nuovi partner che prendano il posto di altri a cui abbiamo rinunciato per decreti legislativi. Tutti gli sponsor che si sono affiancati a noi negli ultimi due anni sono marchi internazionali e questo conferisce valore al brand Roma. La strategia è quella, ma accompagnata da una nostra azione che prevede una crescita di ricavi propri per compensare a una minore attività di mercato e raggiungere l’equilibrio patrimoniale".

Uno dei punti analizzati dall'amministrazione delegato è stato quello relativo agli addii di Totti e De Rossi: "La società ha subito le loro scelte, non le ha prodotte. Da un punto di vista manageriale è doveroso lavorare sullo sviluppo della società con le persone ingaggiate. Totti è sicuramente è uno dei giocatori più importanti della storia della Roma, continua a essere uno dei nostri eroi, gli vogliamo bene, ma non fa più parte del gruppo della Roma e non possiamo tenerne conto. Rispettiamo la sua scelta. Se un giorno si volesse riavvicinare…".

Sui ricavi commerciali: commerciali invece e la maglia firmata Nike: "Siamo abbondantemente sopra il Milan che sulla parte tecnica ha 13 milioni. La Roma ha compiuto passi importanti nel mercato italiano e siamo secondi dopo la Juventus. Lo sponsor Nike è un contratto che ha un’estensione di 10 anni, riteniamo che abbia un valore superiore e questo ci spinge a rinegoziare".

Chiusura sul progetto stadio Tor di Valle: "Si continua a lavorare sul documento di convenzione urbanistica, non so dare dei tempi, abbiamo registrato un positivo intento ad arrivare ad una conclusione a breve. Si stanno esaurendo le tematiche da discutere, restiamo ottimisti che in tempi relativamente brevi si potrà concludere l’iter amministrativo".

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Gianluca Mancini: “Fonseca? Vuole intensità negli allenamenti come Gasperini, ma la sua idea di calcio mi entusiasma”

Gianluca Mancini, difensore della Roma, ha parlato ai microfoni di Dazn. Queste le sue parole:

Hai qualche scaramanzia prima di entrare in campo?
Niente di particolare, metto solo prima il parastinco destro dove è scritto il nome della mia compagna e poi il sinistro.

Fonseca vuole recuperare subito il pallone così come accadeva nell’Atalanta…
L’intensità negli allenamenti è simile, poi cambiano il modulo e le scalate però l’idea di Fonseca mi entusiasma. L’intensità fa da padrone nel calcio di oggi.

Hai contro Lukaku, come ti comporti, gli dai corpo?
No, vive di quello, è forte fisicamente, cerchi di rubargli il tempo il prima possibile, senza farlo girare.

Il più difficile da marcatore è il calciatore più piccolino come Mertens o Insigne?
Sì, bisogna concentrarsi tutta la settimana, pensare durante gli allenamenti che un tuo compagno di squadra sia uno di loro e rimanere concentrati per tutta la partita. Bisogna cercare l’anticipo solo quando sei sicuro, preferisco affrontare gli attaccanti più grossi, sull’aspetto fisico me la posso giocare così come di testa. Gli attaccanti più piccoli danno più fastidio.

Quanto tempo passate in camera?
Molto tempo. Se giochiamo in casa, ci alleniamo, pranziamo, abbiamo qualche ora libera, torniamo per cena e restiamo tutta la sera fino alla partita in camera. La viviamo bene, abbiamo tv, playstation, leggiamo libri.

Cosa leggi?
Come comportarsi con le persone, a volte sono istintivo.

Leggi i giornali?
No, pochi, non leggo i social. Posto qualcosa dopo la partita ma sono timido, anche se non sembra. Non amo fare interviste di solito.

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Retesport 24

I pensieri di giornata dei conduttori e degli opinionisti di Retesport: 

 

CRISTOFORI: “Finalmente una Roma romanista. Oltre ai tre punti è fondamentale lasciarsi alle spalle il grigiore e il piattume degli ultimi tempi”

ANGELONI:  "La spiegazione tattica su Florenzi è convincente, ma vuol dire che oltre a Cetin gli preferisce anche Santon"

TRANI: "Non ho mai avuto dubbi sulla vittoria, mi sarei aspettato anche due gol di scarto"

ZUCCHELLI: “Sicuramente Pastore sta meglio dal punto di vista fisico, ma è la testa che in questo momento ha fatto clic”

MIZZONI: se fossi la società, per Zaniolo in futuro tenterei uno sforzo, anche enorme. I tifosi della Roma meritano di godersi la fortuna di aver trovato un patrimonio senza la paura che sia l’ultima stagione

CENTO: La roma sta diventando un gruppo vero

DI CARO: "La Roma ha corso fino al novantesimo, un segnale davvero incoraggiante"

MAIDA: "Se Pastore è questo la Roma si ritrova un giocatore dal talento eccezionale"

MADEDDU: “Il bacio di Zaniolo allo stemma fa innamorare. Quello che sarà lo vedremo, intanto godiamocelo”

BIOTTI: “Per me la migliore delle notizie è la crescita di Pastore. Non è mai stata in dubbio la qualità, finalmente vediamo tenuta atletica e fiducia”

PIACENTINI: “Credo che contro il Milan sia scoccata una scintilla tra Fonseca, la squadra e il pubblico. Ad oggi Florenzi, se fossero tutti a disposizione, non sarebbe titolare”

CERVONE: "Ieri la Roma ha vinto soprattutto per la determinazione con cui ha giocato"

DE ANGELIS: “Più della Curva Sud, più Pastore, più di Zaniolo, mi ha esaltato l’esordio “ignorante” di Cetin”

ALIPRANDI: “Molto bravo Mancini a ricoprire il ruolo di centrocampista, ma spero di rivederlo presto in difesa, nel suo ruolo naturale. Zaniolo mostruoso, ora voglio vedere il suo primo gol in trasferta proprio a Udine”

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Roma, controlli a Villa Stuart: Diawara tornerà a fine novembre; Pellegrini out fino a dicembre

Mattinata di visite di controllo per Lorenzo Pellegrini e Amadou Diawara a Villa Stuart. Il centrocampista romano tornerà a correre la settimana prossima, programmando il ritorno in campo tra la fine di novembre e i primi giorni di dicembre, magari per Inter-Roma, che si disputerà il 6 dicembre a San Siro.

Tempi più brevi, invece, per Diawara: il calciatore guineano punta a tornare a disposizione dopo la sosta del 17 novembre. Previsto il suo reintegro tra i convocati per Roma-Brescia, in programma il 24 novembre allo Stadio Olimpico.

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Mister Guidi: “Mancini giocava a centrocampo, Zaniolo era esuberante. Vi racconto come li ho allenati da giovani”

Federico Guidi, il tecnico che ha allenato Mancini nelle giovanili della Fiorentina, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport. Queste le sue dichiarazioni.

Il giovane Mancini giocava a centrocampo?
“Gianluca nasce centrocampista centrale. Con me ha lo scudetto Giovanissimi Nazionali e giocava centrocampista. Negli Allievi decidemmo di arretrarlo perché aveva maggiore facilità di arrivare nel calcio che conta. Molti sono i meriti di Gianluca come difensore centrale, ma mantenendo sempre l’impostazione da centrocampista che fa partire l’azione. Credo tuttavia che sia una situazione tampone in attesa del ritorno degli infortunati”. 

Avete arretrato Mancini per facilitare il suo inserimento in prima squadra?
“Quando lavoravo nel settore giovanile avevo la missione di portare i ragazzi nel calcio che conta e quindi cercavo di capire le qualità dei ragazzi e le loro prospettive. Gianluca aveva furore agonistico, ma anche le qualità da difensore: aveva poi poco dinamismo per fare il centrocampista, se non quello di contenimento”. 

Può essere un jolly per il centrocampo?
“Nel calcio moderno se un calciatore riesce a ricoprire più spazi possibili sicuramente ha maggiore possibilità di giocare e far bene”. 

Il Mancini uomo?
“Gianluca è sempre stato un ragazzo che fa del grande carattere e della personalità le sue qualità migliori. Non si è mai abbattuto, neanche davanti alle difficoltà, in allenamento ha sempre lottato come se fosse una partita di campionato e questo lo ha portato a una crescita esponenziale. Del suo carattere ha fatto un punto di forza per fare bene, oltre naturalmente alle sue qualità indiscusse da difensore”.

Differenze tra difesa a tre e a quattro?
“Ha interpretato entrambi i modi di difendere. Gli schemi di Gasperini e Fonseca sono diversi ma lui si è adatto ad entrambi. Nel duello non ha paura di nessuno, anzi, si esalta. Poi ha attenzione e le qualità giuste per giocare con Smalling. Gianluca nel duello individuale è molto forte: ha tempo nel contrasto e nei duelli aerei: l’inglese può essere il suo compagno ideale”. 

Zaniolo?
“Lo ho incrociato per poco tempo, solamente in un ritiro estivo, ma lo conosco bene perché ha fatto tutte le trafile del settore giovanile della Fiorentina. È sempre stato di grande livello, è tra i migliori 1999 della Fiorentina. Leggeva spazi già da piccolo, aveva doti tecniche davvero eccezionali. Era un carattere molto particolare, un ragazzino esuberante, ma adesso è uno dei grandi talenti del panorama europeo. È cresciuto fisicamente e qualitativamente. Se continua questa maturazione sarà destinato a regalare grandi soddisfazioni”. 

Perché secondo lei l’Inter lo ha lasciato andare? Chi sarà il nuovo Zaniolo?
“Le dinamiche del mercato portano a fare scelte molto dolorose per creare patrimoni e plusvalenze. In pochi si potevano aspettare un impatto così immediato e devastante di Zaniolo in Serie A. Il prossimo nome? Mi piace Bouah, un ragazzo molto sfortunato. Nicolò Fagioli della Juventus è un altro gran bel prospetto”. 

Alessio Riccardi era finito al centro di una presunta trattativa con la Juventus. È rimasto a Trigoria ma non trova spazio in prima squadra.
“Io sono innamorato di Riccardi. L’ho avuto nell’Under 19 azzurra sotto età, ne ho apprezzato le abilità tecniche ma anche l’umiltà e lo spirito di sacrificio. Alessio sta terminando la sua maturazione, non è semplice entrare nella Roma. Lui è un precoce: ha giocato sempre sotto età facendo vedere abilità che non sono comuni. Quest’anno credo finirà il suo percorso nel settore giovanile, per poi cominciare quello tra i professionisti. Ha la capacità e l’intelligenza di poter fare più ruoli”.