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Mercato Roma, Politano-Spinazzola: è fatta. Arriva Ibanez, Jesus verso Firenze e Cetin all’Hellas

Si è sbloccata la trattativa che ha tenutto tutti col fiato sospeso: Spinazzola andrà all'Inter (senza ulteriori controlli medici) e Politano tornerà alla Roma. Cambia leggermente, ma in modo sostanziale la formula: prestito con obbligo di riscatto (30 milioni) al ragiungimento di 15 presenze.

Tutto è bene quel che finisce bene dunque, sopratutto per i due calciatori, che hanno provato la spiacevole sensazione di sentirsi come due pacchi postali bloccati dal ripensamento di Giuseppe Marotta, che nel frattempo ha chiuso l'operazione Ashley Young con il Manchester United.

Il ds giallorosso Gianluca Petrachi non si è fermato qui: Juan Jesus ha raggiunto l'accordo con la Fiorentina e andrà via a titolo definitivo per una cifra di 6 milioni di euro; Mert Cetin si accaserà in prestito secco all'Hellas Verona per giocare e crescere.

Infine, la Roma batte al fotofinish il Bologna di Walter Sabatini e strappa l'accordo con Roger Ibanez dell'Atalanta. Ai nerazzurri 2 milioni per il prestito e 8 per il riscatto (obbligatorio). Il calciatore, brasiliano classe '98, è stato convinto da un'offerta economicamente migliore e dalle cessioni dei difensori concorrenti che gli consentiranno di giocare con buona continuità. 

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Mercato Roma, superata la concorrenza del Bologna per Ibanez

Ore decisive sul fronte Ibanez. La Roma pare aver superato la concorrenza del Bologna, strappando un accordo con l'Atalanta sulla base di 10 milioni complessivi, 2 per il prestito e 8 per il riscatto. 

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Zaniolo, parla il professor Mariani: “La riabilitazione medica dura 3 mesi, poi si passa alla fase atletica. Difficile fare previsioni”

Il professor Mariani, ai microfoni di Sky, fa il punto in merito all'intervento chirurgico eseguito lunedì al ginocchio destro di Nicoló Zaniolo. Queste le sue parole:

Che tipo di operazione è stata?
La ricostruzione del legamento crociato, con associate riparazioni meniscali. Oggi si tende a riparare il menisco, il suo menisco esterno era rotto ed è stato riparato.

Qual è la tecnica che usa nell’autotrapianto?
È una tecnica che uso dal 1993 con i professionisti, utilizzando il tendine della rotula e non mi ha mai deluso.

Nel ’93 operò Aldair che dopo giocò fino ai 40 anni.
Esatto, il vecchio Pluto e dopo fece anche i Mondiali.

Come ha trovato Zaniolo dopo l’infortunio ed oggi che è stato dimesso?
Domenica aveva gli occhi lucidi, è stato un bel colpo per lui. Oggi era sereno e interagiva con gli altri giocatori che ha trovato nel reparto di fisioterapia, con cui ha scherzato e giocato. È motivato e pronto ad intraprendere questa fase di terapia.

C’è una differenza nel recupero tra un ventenne ed un trentenne?
Oggi come oggi, la differenza è poca. Il recupero è più o meno uguale.

Il suo protocollo di recupero dura quattro mesi?
C’è un po’ di confusione in questo. Io distinguo il protocollo in due fasi: la fase medica, dove io controllo e seguo l’atleta, poi c’è una fase atletica. Un conto è il ritorno all’attività sportiva, un conto è la performance. Il mio protocollo finisce a tre mesi, il mio scopo è ridare un giocatore alla società in perfette condizioni, con alcuni dettagli da sistemare. Come fossi un meccanico, che dà al cliente una macchina riparata e quasi pronta. Dopo ci deve essere il collaudo della macchina, quindi devono esserci i preparatori e lo staff medico della squadra che gli danno quel qualcosa in più che manca per recuperare alla perfezione. Quanto duri poi il periodo di riatletizzazione dipende dal giocatore, dalla sua struttura fisica e muscolare e da tanti altri fattori dove io non intervengo e non faccio previsioni.

Ha trovato similitudini o differenze con Totti?
No, forse Totti aveva un atteggiamento più ironico da romano, Zaniolo non ha questo umorismo romanesco. Ha indubbiamente dimostrato un coraggio incredibile e non vedeva l’ora di operarsi.

Un chirurgo come lei, che opera un patrimonio del calcio italiano, ha paura?
Le vedi queste rughe (ride, ndr), sono quelle paure a cui ti riferisci. È ovvio, non siamo macchine, sono un uomo.

C’è un calciatore che ha operato che poi l’ha stupita?
Sì, ce ne sono tanti. Ognuno ha delle sue caratteristiche, alcuni pazienti sono rimasti nel cuore. Un giocatore di Serie B, Improta (del Benevento, ndr) che aveva avuto una lesione gravissima, con rottura del tendine e ogni tanto ci risentiamo. Oltre a lui, tanti altri, dovrò cominciare a scrivere le memorie forse (ride, ndr).

Il rischio di voler tornare prima, può incidere sulle ricadute?
Il discorso delle ricadute è un discorso complesso, non è legato all’entità del recupero. L’intervento dà stabilità, quella è e quella rimane, quello che poi è necessario in questo periodo di tempo apparentemente lungo è il recupero di meccanismi neuro-motori, che in campo evitano certi stress e sollecitazioni o ridurli. La rieducazione è importante per evitare delle ricadute. Come si è rotto una volta, può riaccadere ancora.

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Villa Stuart, Zaniolo lascia la clinica [VIDEO]

Questa mattina alle 11.30, dopo la seduta di fisioterapia, Nicolò Zaniolo ha abbandonato la clinica. Il giovane centrocampista è uscito dal retro, accompagnato dal papà Igor e la mamma Francesca. Il giocatore comincerà le terapie, mentre tra un mese esatto ci sarà il primo incontro con il professor Mariani, che valuterà il percorso di guarigione. 

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LIVE | Scambio Spinazzola-Politano: la Roma non autorizza i test fisici ad Appiano per il terzino

Sembrava ormai cosa fatta. Lo scambio Spinazzola-Politano però non ha ancora trovato la propria chiusura definitiva. Manca infatti l’ok dell’Inter al terzino, che in passato ha avuto fin troppi infortuni. 

10.20 – La Roma, secondo quanto appreso dalla nostra redazione, non ha autorizzato i test fisici supplementari per Spinazzola. Possibile rientro nella Cpaitale per il terzino.

8.30 – Come riporta La Gazzetta dello Sport, c’è grande tensione fra Roma e Milano, al centro della discussione una sessione di test fisici per il difensore esterno da sostenere ad Appiano e la formula dell’affare. I due club avevano un accordo di massima siglato dai ds Petrachi Ausilio per un’operazione intorno ai 27 milioni. Ieri Marotta ha provato a cambiare, proponendo alla Roma un doppio prestito con diritto di riscatto sulle stesse cifre. La società giallorossa ha respinto con forza al mittente l’offerta, già convinta di poter aggregare Politano al gruppo per la Coppa Italia. La versione ufficiale è che non c’è stato tempo per completare l’iter dei test fisici e sarà necessario un altro giorno ad Appiano Gentile. Il club nerazzurro definisce di routine la procedura e smentisce che ci siano problemi sulla formula della trattativa. A Roma invece vedono i test come un pretesto per ritardare la chiusura e ritornare all’attacco sul cambio della formula.

8.05 – Come riporta Leggo, Matteo Politano è praticamente un nuovo giocatore della Roma anche se per l’ufficialità bisognerà attendere oggi causa Spinazzola. Per il terzino, contropartita secca nello scambio, l’Inter ha chiesto un supplemento di visite mediche ad Appiano Gentile. Evidentemente non convincono i troppi infortuni muscolari. Una piccola grana che non dovrebbe pregiudicare il buon esito dell’affare. Politano vestirà la maglia numero 25 e domenica a Genova dovrebbe scendere in campo dal primo minuto.

 

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Parma-Roma, le probabili formazioni: Under largo a destra, Kalinic al posto di Dzeko e Cristante per far rifiatare Veretout

Stasera al Tardini la Roma sfida il Parma negli ottavi di finale di Coppa Italia. Ecco le probabili formazioni dei quotidiani: 

LA GAZZETTA DELLO SPORT (4-2-3-1)

Pau Lopez; Florenzi, Smalling, Mancini, Kolarov; Cristante, Diawara; Under, Pellegrini, Perotti; Kalinic.

IL CORRIERE DELLO SPORT (4-2-3-1)

Pau Lopez; Florenzi, Smalling, Mancini, Kolarov; Cristante, Diawara; Under, Pellegrini, Perotti; Kalinic.

TUTTOSPORT (4-2-3-1)

Pau Lopez; Florenzi, Smalling, Mancini, Kolarov; Cristante, Diawara; Under, Pellegrini, Perotti; Kalinic.

IL MESSAGGERO (4-2-3-1)

Pau Lopez; Florenzi, Smalling, Mancini, Kolarov; Cristante, Diawara; Under, Pellegrini, Perotti; Kalinic.

IL CORRIERE DELLA SERA (4-2-3-1)

Pau Lopez; Florenzi, Smalling, Mancini, Kolarov; Cristante, Diawara; Under, Pellegrini, Perotti; Kalinic.

LA REPUBBLICA (4-2-3-1)

Mirante; Florenzi, Smalling, Mancini, Kolarov; Cristante, Diawara; Under, Pellegrini, Perotti; Kalinic.

IL TEMPO (4-2-3-1)

Mirante; Florenzi, Smalling, Mancini, Kolarov; Cristante, Diawara; Under, Pellegrini, Perotti; Kalinic.

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Rassegna stampa

Parma-Roma, Cristante e Kalinic dal primo minuto: le scelte di Fonseca

Questa sera la Roma scenderà in campo alle 21.15 al Tardini di Parma, per cercare di strappare il pass per i quarti di finale di Coppa Italia. Sono 19 i giocatori che Fonseca ha convocato per il match. Rientri importanti per Kluivert e Santon che partiranno dalla panchina. Il terzino, riferisce Il Messaggero, soprattutto sarà utile domenica a Genova quando Florenzi e Kolarov saranno squalificati. In mediana Cristante farà rifiatare Veretout, apparso stanco nelle ultime uscite. Davanti ci sarà Kalinic che oggi “festeggia” un anno senza gol. L’ultimo il 16 gennaio 2019 in Coppa del Re contro il Girona.

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Barisic è troppo costoso, le alternative sono: Sosa, Benito e un ritorno di Anocic

La Roma non si sta muovendo solamente sul fronte Spinazzola-Politano. Secondo La Gazzetta dello Sport, per la difesa è stato offerto lo svizzero Loris Benito del Bordeaux, mentre è troppo costoso Barisic dei Glasgow Rangers. Si segue anche il 21enne croato dello StoccardaBorna Sosa, che ha un valore intorno ai 6 milioni. Oltre al possibile ritorno di Anocic (ora la Cibalia). In mediana invece è concreta la pista che porta a Gonzalo Villar dell’Elche, il cui cartellino è parzialmente controllato dal Valencia. Per l’attacco la Roma sta seguendo Olivier Jurgens del Verona.

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Montini: “Politano voleva tornare alla Roma, è casa sua”

Mattia Montini, ex compagno di Politano nelle giovanili e giocatore della Dinamo Bucarest, è intervenuto oggi a Rete Sport: "Un grande in bocca al lupo a Politano, sono sicuro che lui abbia spinto il club per tornare a casa, a Roma. Sono molto felice del suo ritorno..Abbiamo giocato in quella Primavera campione d'Italia che era davvero forte… Politano non era neanche titolare in quella squadra ma era sempre decisivo quando entrava in campo. E' un ragazzo che tutti dovrebbero prendere d'esempio perché è partito dalla Serie C. Ha fatto sempre meglio arrivando alla Roma. A volte i ragazzi fanno scelte sbagliate, lui le ha fatte sempre tutte giuste.E' un giocatore talentuoso, è migliorato negli anni sia fisicamente sia tecnicamente. Non sbaglia mai una giocata. La sua qualità maggiore è la testa: ogni anno ha sempre fatto qualcosa in più dell'anno precedente".
Infine la chiusura su Zaniolo: "In  bocca al lupo a Nicolò, ho visto la partita contro la Juventus e gli auguro tutto il meglio. È il miglior talento dell'Italia e sono sicuro tornerà più forte di prima!"

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Totti: “Tornare alla Roma con un’altra società e con un altro ruolo? Mai dire mai!”

Francesco Totti ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di DAZN. Queste le sue parole:

Qual è la caratteristica principale di una scuola calcio che nasce nel segno di Francesco Totti?
Bella domanda. La caratteristica penso l’unione, la compattezza di tutta la gente che vuole far crescere i giovani in un modo armonioso e giocoso.

Ti diverti qua?
Prima venivo di meno, adesso un po’ di più. Ho tutti i parenti qua.

Qual è la prima lezione che bisogna imparare su un campo di calcio?
La base è la tecnica e la coordinazione nel calciare la palla. Divertirsi è fondamentale perché è un gioco e se non c’è quello non ci può essere altro. Se non sei coordinato non puoi giocare.

Se un giorno tuo figlio facesse un cucchiaio cosa gli diresti?
Prima deve riuscirci perché non è facile. Dirlo è più facile, eseguirlo è diverso.

Quando avevi 8 mesi già passeggiavi con il pallone?
Si è vero. Camminavo a 8 mesi a Porto San Giorgio con il pallone.

Davvero non torneresti mai alla Roma con un altra proprietà e un altro ruolo?
Mai dire mai.

Perché il dirigente non te l’hanno fatto fare?
Perché ero ingombrante.

C’è mai stata una partita della Roma in cui ti saresti strappato i vestiti da dirigente per entrare in campo?
Una sola? Da fuori è tutto più facile, tutti siamo più forti e più bravi – “perché non ha fatto questo, perché non ha fatto quello” -, ma se sei stato anche dentro il campo sai che sono due cose diverse. Parecchie partite avevo voglia di spogliarmi, potevo ancora dire la mia. Soprattutto vedendo quello che ci sta in giro… (ride, ndc).

Se tu oggi fossi un procuratore e avessi un Totti a 25 anni, cosa faresti?
Non giocherebbe sicuramente alla Roma, già se lo sarebbero comprato.

Ti piacerebbe fare il procuratore?
E’ una parola vecchia. Preferisco dire scouting. Perlustro, vedo, riesco a trovare qualche giovane promettente. Io mi metto sempre in gioco, mi piace conoscere quello che c’è al di là. Il futuro sicuramente riserva cose positive: voglio vedere cosa riserva a me”.

Sin da bambino sei cresciuto col pallone tra i piedi.
Sì, a 8 mesi passeggiavo a Porto San Giorgio col Super Santos, è vero!

La Nazionale e l’Europeo del 2000.
Sembra che ho tirato solo rigori, però. Eseguire il cucchiaio è difficile. Prima di calciare il rigore devi già aver pensato dove vorresti tirarlo. Se pensi al cucchiaio vuol dire che hai una testa particolare, un po’ di follia ci vuole. Il pallone va colpito sotto, va accarezzato, come quando prendi la panna col gelato.

La carriera da dirigente.
Da calciatore ero più espansivo, ero più me stesso; da dirigente devi essere più pacato, stare attento a quello che dici, a contro chi dici… le parole sono fondamentali.

L’addio alla Roma.
Io ho sempre avuto la passione: quando c’è quella per un giocatore è tutto. Quando lo fai con la determinazione, con la voglia, con la spensieratezza, poi ti vengono cose che non avresti mai immaginato…. poi la fine deve arrivare. E’ arrivata un po’ inaspettata, ma giusta. Ora l’ho metabolizzata, ma c’ho messo due anni, perché non è stata una scelta mia.

Sulle scelte fatte.
Io non mi sono mai pentito delle decisioni anche se quando avevo 25 anni e mi chiamò il Real Madrid dei Galacticos avevo avuto un po’ un momento di disorientamento. Infatti quando oggi vedo qualcuno di quei giocatori del Real mi dicono: ma tu sei matto, hai rinunciato alla squadra più forte del mondo… vuol dire che la testa ogni tanto non ragiona, devi essere matto: ho fatto una scelta d’amore che non rinnego. Anzi è stata una doppia vittoria stare per 25 anni con la maglia della mia squadra del cuore.