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Il gioco si fa duro, più fatica: “Lavoro per la resistenza”

(LA GAZZETTA DELLO SPORT – C. ZUCCHELLI) – A quasi due mesi dall’ultima gara ufficiale (primo marzo a Cagliari) il programma di allenamento della Roma cambia, scrive Chiara Zucchelli su la Gazzetta dello SportE diventa più intenso rispetto a quello delle ultime settimane.

Cyclette sì, sedute video sì (anche con personal trainer privato, ma sempre col programma del club), mantenimento della condizione anche, ma soprattutto un lavoro quanto più possibile idoneo alla ripresa dell’attività.

Non solo: tra domani e mercoledì i giocatori riceveranno a casa i medici per completare visite e tamponi necessari prima del rientro a Trigoria.

Allenarsi con una bicicletta – ha sottolineato il preparatore della Roma, Nuno Romano – è completamente diverso da correre o dalle specificità di un allenamento sul campo, come tirare in porta, scattare, o fare azioni ad alta intensità che adesso bisogna cercare di replicare in un appartamento o in una casa o su una bici. Bisogna mantenere la capacità di resistere nel tempo svolgendo azioni ad alta intensità, non è semplice e bisogna lavorarci“.

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Zaniolo va veloce. Da Juve a Juve, il predestinato ora può sognare il grande ritorno

(LA GAZZETTA DELLO SPORT – M. CECCHINI) –  La partita contro la Juventus aveva sottratto alla Roma il giocatore più illuminato, Nicolò Zaniolo; sei mesi (e spiccioli) più tardi sempre una partita contro la Juventus, potrebbe riportarlo sul palcoscenico del calcio che conta, scrive Massimo Cecchini su La Gazzetta dello Sport.

Il ventenne giallorosso infatti, giovedì scorso – giunto presso la clinica Villa Stuart coperto e mascherato come da ordinanza governativa – è stato visitato presso dal professor Pierpaolo Mariani, il luminare che il 13 gennaio scorso – il giorno dopo l’infortunio occorsogli all’Olimpico – lo ha operato al ginocchio destro per la rottura del legamento crociato anteriore.

L’esito è stato più che positivo, come conferma lo stesso Mariani. “Il ginocchio è guarito, non ho nemmeno più bisogno di visitarlo, se tutto, come credo andrà nel migliore dei modi. Coronovirus permettendo, tornerà presto a disposizione dello staff tecnico della Roma, che lavorerà con lui nel modo che riterrà più opportuno“.

Mariani non si sbilancia, ma una previsione è d’obbligo. “Se il campionato ricominciasse a giugno, come in tanti sperano, so che l’ultima giornata si disputerebbe alla fine di luglio, e l’avversario sarebbe proprio la Juventus. Può essere che Nicolò per quel giorno possa essere in campo, magari anche solo per qualche minuto. IL ragazzo ha lavorato da solo in modo encomiabile“. Musica per le orecchie di Fonseca, ma anche del c.t. Mancini.

“Nicolò fa circa mezz’ora al giorno, alternando serie da un minuto: 13 km/h e 10 km/h, per poi fare cyclette – spiega suo padre Igor, che vive la sua quarantena in Liguria, ma segue quotidianamente il lavoro del figlio -. E questo è solo una parte del suo impegno. Infatti, lavora almeno tre ore al giorno. Qualche volta sono io che gli dico di prendersi una giornata di riposo, ma lui non sente ragioni: vuole recuperare il prima possibile“.

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Il Psg lo chiama ma Pellegrini vede solo giallorosso

(IL CORRIERE DELLO SPORT – R. MAIDA) – No panic: è tutto sotto controllo. Il direttore sportivo del Paris Saint-Germain Leonardo ha avuto mandato dal club di ringiovanire la rosa. Ha rastrellato i migliori talenti di tutta Europa imbattendosi anche il Lorenzo Pellegrini. L’operazione sarebbe conveniente vista la clausola da 30 milioni da pagare entro il 2022. Il classe 1996 però non ha nessuna intenzione di trasferirsi a Parigi e vuole restare nella Capitale. Sia lui che Zaniolo, salvo clamorose sorprese, rinnoveranno fino al 2025.

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Mkhitaryan, la carica dell’universale

(IL CORRIERE DELLO SPORT – J. ALIPRANDI) –  Per Fonseca l’armeno può essere l’arma in più per la parte finale di stagione, lui che ha dimostrato a più riprese la duttilità tattica oltre ovviamente alle innegabili qualità. Tredici partite in campionato, sei gol e tre assist: solo i guai muscolari lo hanno fermato nel corso della stagione, problemi che prima dello stop è sembrato essersi messo definitivamente alle spalle. Trequartista, esterno di sinistra, ma non solo: nel corso delle gare Mkhitaryan ha svariato anche in più zone del campo, ricoprendo anche la fascia destra (ci ha giocato nell'Arsenal) e, in emergenza, anche il ruolo di attaccante centrale: «Non ho problemi a giocare come trequartista, ala o punta», aveva detto l’armeno al termine di Verona-Roma, gara che aveva terminato proprio in avanti, al posto di Dzeko. Henrikh utile anche da centrocampista, ruolo che ha ricoperto a partita in corso contro il Torino (ma in alcune situazioni anche al Borussia Dortmund), quando Fonseca aveva provato il tutto per tutto per recuperare il risultato. Anche per la sua duttilità Fonseca ha chiesto a Petrachi uno sforzo per trattenerlo, una richiesta avallata anche dal giocatore che vorrebbe restare a Roma. 

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Roma, idea Thauvin: con lui fantasia sulla trequarti. E più assist e gol

(LA GAZZETTA DELLO SPORT – A. PUGLIESE) – Rispetto a Pedro e a Mertens ha lo svantaggio di non avere il contratto in scadenza a giugno e, quindi, di non liberarsi in estate a parametro zero. Il vantaggio, invece, è quello di essere più giovane di entrambi, il che lo fa rientrare perfettamente nei parametri che la Roma si è data per eventuali investimenti sul mercato. Ecco che da un po’ sul taccuino di Gianluca Petrachi è segnato ben in vista anche il nome di Florian Thauvin.

E’ un giocatore con una classe cristallina, capace di cambiare le sorti di una partita anche da solo. Tendenzialmente nel 4-2-3-1 di Fonseca andrebbe a giocare a destra, con la possibilità di rientrare e sfruttare le doti balistiche del suo piede sinistro. Esattamente come faceva nel Marsiglia di Rudi Garcia, la squadra dove ha reso sicuramente meglio, così tanto da convincere Didier Deschamps a convocarlo per il Mondiale di Russia 2018.

Il suo contratto va in scadenza a giugno 2021, il che vuol dire che Thauvin è destinato o a rinnovare o a partire. E considerando che il Marsiglia non naviga nell’oro e già prima dell’emergenza coronavirus aveva bisogno di vendere per non rischiare di restare impigliato nella rete del fair play finanziario, ecco lì che Thauvin sarà uno dei giocatori destinati a lasciare la squadra.

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Trattenere Smalling (quasi) ad ogni costo

(IL MESSAGGERO – S. CARINA) – La speranza di trattenere Smalling sta facendo spazio alla consapevolezza che determinate cifre,per un trentenne, sono difficilmente sostenibili.

Un’operazione che tra cartellino (almeno 20 milioni la richiesta del Manchester United) e contratto triennale al calciatore (da 3 milioni netti all’anno che lordi diventano 5,5) rischia di “pesare” sulle casse del club quasi 40 milioni (37). Per questo motivo a Trigoria stanno valutando delle alternative. Al momento il profilo che intriga maggiormente è quello del 33enne (compleanno festeggiato ieri) Vertonghen che a fine stagione si libererà dal Tottenham.

L’operazione non è semplice ma il profilo di Vertonghen, per ora, è quello che a Trigoria viene tenuto in maggiore considerazione, qualora lo United non dovesse scendere nella richiesta per Smalling.

Il filo conduttore che stanno seguendo a Trigoria è quantomai logico: se era stato messo in preventivo di spendere 15 milioni per il cartellino di Smalling, si potrebbe offrire lo stesso contratto triennale (particolare non da sottovalutare per un 33enne) di 3 milioni più bonus a Vertonghen, al quale poi abbinarci un premio alla firma. Che per quanto oneroso possa essere, non si avvicinerebbe mai a 15 milioni.

È chiaro che il tutto è subordinato all’accesso in Champions. Sia per garantire un palcoscenico internazionale al belga che per avere la liquidità necessaria per sostenere un’operazione del genere.

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Fazio: “Contro il Liverpool la mia peggior partita”

Federico Fazio, centrale argentino della Roma, ha parlato in una diretta Instagram con il profilo ufficiale del club giallorosso:

Ricordi le emozioni del tuo esordio alla Roma?
“Sì, era l’andata contro il Porto ai preliminari di Champions League. Non ero titolare, sono entrato nel secondo tempo e stavamo pareggiando 1-1 ed eravamo con un uomo in meno. E’ stato bello. La partita dopo era all’Olimpico contro l’Udinese, nella prima di campionato, ed abbiamo vinto 4-0. Perfetto”.

Il numero 20 ha un significato?
“No, quando arrivi in una squadra ci sono pochi numeri disponibili. Qualcuno che ancora deve andare via, altri che sono appena arrivati. C’erano pochi numeri, il 20 mi piace e mi è sempre piaciuto. Qui è diverso, perché ci sono anche i numeri alti. In Premier e nella Liga è dall’uno al venticinque. Avrei preso l’87, che è l’anno dove sono nato”.

Tuo fratello chiede chi vince sempre quando giocate a 21?
“Mio fratello piccolo vince di più, ma siamo vicini. Mariano e Fabrizio, che è il più piccolo. Chiedetegli chi vince alla PlayStation (ride, ndr)”.

Ti piace Tivoli?
“Ci sono stato e sono andato tante volte vicino Roma. Mi piace girare, i miei nonni erano italiani e mi piace vedere l’Italia, approfittando che sono qui. Tivoli, i Castelli e tanti altri posti. Mi piace girare”.

Juan Jesus critica i tuoi capelli.
“Devo sistemarli un po’, ma due settimane fa ero al top. Io li ho tagliati a mio padre e lui lo ha fatto a me”.

Con quale leggenda argentina ti sarebbe piaciuto giocare?
“Il mio idolo è Batistuta, da piccolo giocavo nel suo ruolo, mi piaceva tanto. Non sono riuscito a giocarci. Anche Riquelme era un idolo, tifo Boca ed ho avuto la fortuna di giocarci nel 2008 alle Olimpiadi. Era un sogno allenarmi con lui e giocarci”.

Qual è stato l’attaccante più difficile da marcare?
“Ho giocato una partita a Siviglia in Champions nel 2007 contro l’Arsenal. Noi avevamo una grandissima squadra, ma abbiamo perso 3-0. In quella partita erano ad un livello incredibile. Non è solamente un attaccante. Poi abbiamo vinto sempre, perché anche noi eravamo forti. Lì ho sentito che la squadra intera ti metteva in difficoltà, arrivavano da tutte le parti”.

Ti ricordi l’assist a Dzeko contro il Chelsea? Nasce lì o l’hai provato in allenamento?
“In allenamento si prova tutto, soprattutto ora che il calcio è molto studiato con la tattica. Si prova tutto, poi nella partita va fatto in un secondo. Anche se lo provi poi non è detto. Gioco con Edin e lo conosco bene. C’erano anche passaggi facili. Mi ricordo anche un altro per Negredo col Siviglia: situazione uguale, ma ha preso la traversa. Nessuno se lo ricorda, Edin invece l’ha presa bene”.

Il gol contro il Cagliari?
“Io so che la palla non l’ho presa con la mano. Poi dall’immagine non si vede bene, nessun angolo. Io sapevo di non averla presa con la mano. L’arbitro è stato lì a controllare per 5 minuti, poi ha detto che era regolare. Menomale che è andato bene”.

Bella la tua maglia.
“E’ quella del mio primo derby”.

Che emozione è segnare al derby?
“Quando segni tutto quello che hai dentro esce fuori. Farlo nel derby moltiplica le emozioni per cento”.

Chi cucina meglio l0asado tra te, Perotti e Pastore?
“Diego, perché lo fa spesso. Io non lo faccio tanto perché sono in un appartamento, lui lo fa bene. Devo fargli i complimenti, spero stia guardando così quando passa tutto questo fa una bella grigliata”.

Perotti si lamenta che non gli chiedi come sta.
“Lui è così, una prima donna”.

C’è un piatto che sai cucinare bene?
“Mi piace cucinare. Mi piace fare tutto. La pizza anche faccio. Mi piace tanto. Perotti vince sul secondo, io sul primo. Anche i dolci”.

Tornerai a Trapani?
“Sì, mio nonno era di là. Ci sono stato lo scorso anno in Sicilia. Mi piace molto”.

Hai un piatto preferito siciliano?
“Cous Cous. Lo faceva mio nonno ed è il piatto caratteristico, lo mangiavo da bambino. Anche i cannoli li facevano sempre”.

Quando hai capito che saresti potuto diventare un professionista?
“L’anno dell’esordio in Argentina, nel 2005, in Serie B. Dopo sono andato al Siviglia. Un anno prima dell’esordio forse, lo sai che sei più vicino. Quel periodo ero convinto, io avevo 17 anni”.

C’è un errore che ricordi con la maglia della Roma?
“La partita contro il Liverpool, l’andata. Perché avevamo fatto una Champions grandissima e poteva andare diversamente. Nel ritorno abbiamo fatto una gran partita, potevamo fare di più. Se ci fosse stata la VAR sarebbe stata un’altra partita”.

Speriamo di rivedervi in campo. Ci mancate.
“Speriamo di uscire presto da questa situazione. Ciao a tutti, un abbraccio”.

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Roma, le wags fanno gioco di squadra in quarantena

(GAZZETTA.IT – C. ZUCCHELLI) – Come ha detto Daniele De Rossi sorridendo a Sky qualche giorno fa: “Non ho mai sentito nessun giocatore parlar male della moglie in pubblico”. Vero, ma è vero anche che mai i giocatori avevano avuto le mogli come compagne di squadra. In tutto e per tutto. Le wags, infatti, in questa quarantena sono dovute diventare videomaker per filmare gli allenamenti, cuoche, più o meno provette, per aiutarli a mantenere un regime alimentare più stretto, e poi anche mamme, parrucchiere e tutto quello che ne consegue in una normalità così atipica.

C’è chi, come Chloe, compagna di Davide Santon, stava organizzando il matrimonio per maggio, ma ha dovuto rimandare tutto ai prossimi mesi. C’è chi, come Amra Dzeko, ha svolto in tutto e per tutto il ruolo di allenatrice (è anche una personal trainer professionista), concedendo a Edin l’uso della palestra che ha costruito in casa. È lei che pensa a un’alimentazione funzionale (che inizia con centrifugati la mattina e prevede alternanza di piatti italiani e internazionali), che lavora con il marito (anche se durante l’ora di tapis roulant si dedica alle serie tv, in questo momento “Vis a Vis”), che pubblica le foto del figlio con la maglia della Roma tanto per ribadire, senza polemica, il loro legame con la città ed è sempre lei che annuncia sui social la nuova gravidanza. È una bimba e, come due dei suoi tre fratelli, nascerà in autunno a Roma.

 

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Mercato Roma Siviglia ed Everton su Under

Non cala l'interesse di diverse squadre europee per l'attaccante della Roma Cengiz Under. Come riporta Estadio Deportivo, su di lui potrebbe tornare Monchi che lo ha portato nella capitale nel 2017. Il Siviglia potrebbe investire su di lui, sperando nell’esplosione che a Trigoria non c’è stata. A sfidare gli andalusi c’è l’Everton di Ancelotti, che da tempo ha messo Cengiz nel mirino e che potrebbe giocare la carta Kean per intavolare uno scambio. A inizio stagione Fonseca aveva deciso di puntare sull’ex Basaksehir, ma i tanti problemi fisici hanno fermato la sua crescita.

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Roma-Friedkin, silenzio d’oro

(IL CORRIERE DELLO SPORT – R. MAIDA) – Caccia ai partner. Mentre Petrachi deve cercare i giocatoriadatti alla Roma, la banca d’affari americana Goldman Sachs è già attiva da un anno per favorire l’ingresso di nuovi soci nella Roma. Il congelamento della trattativa con Friedkinobbliga la cordata americana a riattivare vecchi canali, aprendone possibilmente di nuovi. Non solo negli Stati Uniti ma anche in Medio Oriente, dove in passato si è parlato di un interessamento di un gruppo qatarino legato al Psg, e persino in Cina. Pallotta non vuole perdere tempo, avendo compreso che diversi soci (Starwood in testa) hanno fretta di uscire dal business Roma. Sul fronte Friedkin invece tutto tace, con i protagonisti della trattativa che non commentano le ultime indiscrezioni su una rottura definitiva delle negoziazioni. Il possibile acquirente preferisce allentare la tensione, per fare nuove valutazioni. In questo momento la Roma, comunque, non è la sua priorità.