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Zaniolo sogna di giocare in Europa

(Il Corriere dello Sport – J. Aliprandi) – Intervento riuscito, adesso i pensieri di Zaniolo sono totalmente rivolti al ritorno in campo. Ieri mattina il talento della Roma è stato sottoposto a un intervento non invasivo per risolvere l'ipertrofia dei turbinati, la struttura del naso che svolge una funzione primaria nel filtraggio dell’aria attraverso le narici, e migliorare la respirazione. Nessun problema, il ragazzo è entrato nella clinica alle 7 ed è uscito intorno alle 14 accompagnato dalla madre e dalla fidanzata. «Da adesso, giuro, faccio i buchi in campo. Ci vediamo tra poco!», il suo messaggio sui social dopo l’intervento. Dovrà restare fermo per due-tre giorni, poi tornerà a Trigoria aspettando il via libera per allenarsi completamente con il gruppo. L’ok dovrebbe arrivare per la fine della prossima settimana, quando la squadra sarà impegnata a ultimare i preparativi per la ripresa del campionato contro la Sampdoria. Ovviamente Nicolò non ci sarà, dovrà aspettare circa un mese prima di poter scendere di nuovo in campo per una partita ufficiale: probabilmente potrà farlo il 15 luglio, quando la Roma sarà impegnata all’Olimpico contro il Verona. Da lì in poi Zaniolo sarà il valore aggiunto per Fonseca, in campionato e chissà, magari anche in Europa League. Perché il club giallorosso spera che la Uefa il prossimo 17 giugno possa decidere di riaprire le liste per inserire o cambiare giocatori rientrati dall’infortunio o che potrebbero fermarsi prima della ripresa della competizione. Logicamente la Roma aveva escluso Zaniolo (ma anche Zappacosta) dalla lista consegnata lo scorso 4 febbraio, quando ancora il Coronavirus non impensieriva l’Europa e nessuno immaginava l’interruzione della stagione per oltre tre mesi. Dalla lista consegnata a febbraio alle gare che si giocheranno ad agosto passeranno sei mesi: ecco quindi possibile una nuova apertura, naturalmente potendo inserire solo i giocatori registrati in squadra nella stagione 2019-2020. Nulla è ancora certo, ma la Uefa ci sta pensando dagli inizi di maggio: per la Roma sarebbe l’opportunità di riavere il talento giallorosso dovendo però sacrificare un elemento già inserito. Ogni decisione sarà presa a ridosso dell'eventuale comunicazione, valutando la condizione di ogni singolo giocatore in rosa. L’importante per la Roma è ritrovare il miglior Zaniolo per la fondamentale ricorsa al quarto posto che garantirebbe introiti e scongiurerebbe partenze clamorose per sistemare il bilancio. Come quella proprio di Nicolò, finito ulteriormente al centro delle voci di mercato dopo le dichiarazioni di Petrachi che hanno spaventato, e non poco, gran parte della tifoseria giallorossa.   

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Kalinic, tanti gol e lo sconto per restare giallorosso

(La Gazzetta dello Sport – C. Zucchelli) – Secondo qualche maligno da social Dzeko vorrebbe la conferma Kalinic  così da avere poca concorrenza, in realtà il bosniaco è uno sponsor dell’attaccante croato ed è convinto possa dare una mano alla Roma, forse l’unico a pensarlo da sempre, insieme a Petrachi, scrive Chiara Zucchelli su La Gazzetta dello Sport.

Anche quand’era a disposizione, non è mai stato una vera alternativa al bosniaco per Fonseca e la strada con i giallorossi sembrava spenta e il ritorno a Madrid già deciso. Le parole di Petrachi di qualche giorno fa però aprono uno spiraglio, seppur minimo, per la permanenza a Trigoria. Il croato dovrebbe fare due mesi e mezzo di altissimo livello, almeno 7-8 gol: fare in due mesi più di quello fatto in due anni. Per sperare nella conferma a Trigoria dovrebbe fare un’estate ad altissimo livello ma anche ridursi l’ingaggio: troppi 3 milioni per un giocatore di 32 anni, oltretutto non titolare.

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Gioielli in uscita, Under sul mercato. Si punta all’estero

(La Repubblica – F. Ferrazza) – Per salvare i suoi gioielli, la Roma cerca di monetizzare il più possibile le eventuali cessioni di altri giocatori in rosa. Su tutti, quella di Cengiz Under, giocatore che sembra avere molto mercato, in Italia e all’estero. Per questo, scrive Francesca Ferrazza su La Repubblica, la Roma ha rifiutato la proposta di scambio della Juventus con uno tra Rugani e Romero; i giallorossi valutano il turco circa 30 milioni e una sua cessione farebbe quindi incassare importanti soldi freschi al club. Con il ritorno di Zaniolo e l’acquisto a gennaio di Carles Perez, il sacrificio dell’esterno d’attacco non sarebbe poi nemmeno troppo sanguinoso. Sul ragazzo, corteggiato da club tedeschi (Lipsia e Bayern) e della Premier (Tottenham e Arsenal), è piombato anche il Napoli, che già a gennaio aveva manifestato un interessamento.

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Pellegrini è un re di denari, ma nel futuro c’è la Roma

(La Gazzetta dello Sport – M. Cecchini) – E’ da due giorni che l’universo romanista, grazie alla sincerità del d.s. Petrachi,ha capito che Lorenzo Pellegrini è probabile che resti in maglia giallorossa, scrive Massimo Cecchini su La Gazzetta dello Sport, ma innanzitutto per libera scelta.

L’appello al romanismo, infatti, è qualcosa che travalica clausole e bilanci, e che prescinde anche dal rinnovo di contratto, nonostante la clausola rescissoria da 30 milioni sia sempre una spada di damocle pendente. Le parole del ds caricano di responsabilità il giocatore.

L’impressione è che – proprio per romanismo connaturato – Lorenzo resterà alla Roma, che per lui ha disegnato un percorso pronto a fargli vestire presto la fascia da capitano. Concetto ribadito anche all’agente del giocatore, Pocetta, ieri a Trigoria, che si è un po’ lamentato del fatto che le parole di Petrachi caricassero di responsabilità il suo assistito, seguito sempre da Psg e Dortmund.

Con tutta probabilità tanti dei compagni attuali non li ritroverà nella prossima stagione. Pastore, ad esempio, sembra corteggiato dai Los Angeles Galaxy, mentre Cetin piace al Galatasaray e al Levante, con la Roma che non chiede meno di 8-10 milioni secondo formule da stabilire. Comunque, senza voler essere presa per la gola, la dirigenza sta cercando di piazzare Schick, Florenzi, Under e Gonalons, mentre Pedro sembra essere sempre più vicino, nonostante la corte in Liga.

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Zaniolo, intervento riuscito: “Ora non mi fermo più!”

Intervento terminato e perfettamente riuscito, Nicolò Zaniolo ha già la testa in campo. Il talento giallorosso questa mattina è stato sottoposto a un intervento non invasivo per risolvere l'ipertrofia dei turbinati, la struttura del naso che svolge una funzione primaria nel filtraggio dell’aria attraverso le narici, e migliorare la respirazione. Niente più ostruzione e la necessità di respirare a bocca aperta, Zaniolo potrà farlo senza difficoltà con il naso.  

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Parlano gli ex: “Zaniolo è il futuro di questo club, non bisogna venderlo”

( Il Corriere Dello Sport – G. Marota, J. Aliprandi) – L’intero popolo giallorosso ha adottato Zaniolo a figlio prediletto. “Vorremo tenerlo, ma il calciomercato ti mette davanti a tante difficoltà…” ha detto Gianluca Petrachi. Giuseppe Giannini è sicuro: “Ora va lasciato sereno. Non dovrà farsi distrarre dalle voci o dalle aspettative, ma pensare a ritrovare la convinzione e la sicurezza. E’ un gioiello, la speranza di tutti è non vederlo partire. Per Michael KonselZaniolo è “Un nuovo giovane Totti. Un giocatore diverso dagli altri, speciale. Lui ha qualcosa di Francesco, sia in campo che fuori. Ha quel carisma che piace ai tifosi, quella sintonia che pochi riescono ad avere con l’ambiente giallorosso. Proprio per questo Petrachi non può cederlo, non deve cederlo. Zaniolo è il cuore pulsante della squadra come lo erano da giovani Totti e Giannini: rappresenta una nuova speranza“. “Anche se dovesse trovarsi in difficoltà, la Roma non deve cederlo. Bisogna puntarci forte per il futuro” dice Aldair. Rizzitelli: “La Roma deve ripartire da lui, assolutamente. Teniamocelo stretto“, Toni: “E’ tra i più forti in circolazione, un patrimonio della Roma e della Nazionale”.

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Fonseca insiste, vuole Pedro

(Il Corriere dello Sport – R. Maida) – Fonseca insiste per Pedro Rodriguez: è lui, nel rapporto qualità/prezzo, il giocatore che gli serve per completare l’attacco. La Roma è convinta di poterlo accontentare, grazie a un intermediario di fiducia che da settimane ha affiancato Petrachi nell’opera di persuasione. Ci sono tutte le premesse perché l’affare vada in porto, con un contratto di due stagioni e opzione per la terza. Ma serve pazienza, almeno qualche settimana, perché la Roma deve prima vendere giocatori e aumentare la liquiditàFonseca è appunto convinto che con un calciatore esperto la squadra possa salire di livello, per questo ha dato il via libera alle cessioni di alcuni giovani(Under in particolare, Kluivert gli piace di più) nella speranza di allenare giocatori abituati alle tensioni delle grandi partite.

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Tutti i dubbi di Petrachi

(Il Messaggero – S. Carina) – Petrachi torna a parlare. Sceglie come palcoscenico Sky, crogiolandosi sull’identikit che s’è costruito su misura (“Uomo scomodo in questo ambiente perché non vado a prendere il caffè con nessuno“) che gli permette, scrive Stefano Carina su Il Messaggero, di accodarsi a chi giustifica da anni l’ultimo successo datato ormai 2008 con il famigerato ambiente: “Se qui non si vince qualcosa da 20 anni (in realtà sono 12, ndc) è anche per questo motivo e non mi riferisco ai tifosi“.

I destinatari dei suoi strali sono i media. Come se da critiche più o meno accentuate dipendessero i -126,4 a bilancio, i – 280,5 d’indebitamento, il quinto posto in classifica, gli appena 19 milioni di plusvalenze rispetto ai 76 dello scorso anno, i 30 milioni spesi a gennaio conoscendo la situazione economica del club (acuita dalla pandemia ma a dicembre era già -87).

“Che il mio tempo qui sia finito, dovranno essere Pallotta e Fienga a dirmelo. Al momento ho la fiducia della società” dice il ds.

Precisazione temporale da non sottovalutare. Non a caso su di lui c’è un interessamento della Fiorentina che vorrebbe ristrutturare l’organigramma societario confermando Pradè e dirottando Joe Barone su altri compiti.

Tornando alla Roma, Petrachi non convince su Zaniolo: “Faremo di tutto per trattenerlo. Credo che la linea sia quella, poi il calciomercato mette davanti a tante difficoltà“.

Su Pellegrini scarica sul calciatore, in virtù della clausola, la decisione se restare o meno (“È molto legato alla Roma, se non ha voglia di andare, non andrà”), quando sarebbe interessante chiedergli perché non viene proposto il rinnovo e tolta la clausola proprio per anticipare sirene esterne.

Dopo indicazioni sparse sul mercato (“Kean non l’abbiamo mai puntato“, “Faremo di tutto per tenere Mkhitaryan e Smalling“, “Florenzi ha due offerte“, “Non prenderemo né Rugani, né Mandragora“, “Se il Lipsia non prende Schick potremmo avere offerte migliori“) il congedo è sui rapporti Roma-Juventus: “Non sento Paratici da gennaio“. Probabile.

Venerdì infatti i primi colloqui con il ds bianconero (che vuole Under) li ha effettuati il ceo Fienga.

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Un anno di Fonseca dalla A alla Z. Dzeko, l’inno e la famiglia: il suo mondo giallorosso

(La Gazzetta dello Sport – C. Zucchelli) – L’undici giugno di un anno fa Fonseca è diventato l’allenatore della Roma, scrive Chiara Zucchelli su “La Gazzetta dello Sport”. Dodici mesi dopo, ecco il suo mondo dalla A alla Z.

Arbitro: dopo la sfuriata con Massa si è scusato, ma quel giorno di ottobre è entrato nel cuore dei romanisti.

Bambini: Martin, il suo terzo figlio, è il cocco di papà. Ma pure gli altri, un ragazzo e una ragazza, occupano il posto principale nel cuore.

Centrali: Smalling ha trovato un allenatore che in pochi mesi è diventato un riferimento.

Dzeko: lo ha voluto dal primo giorno. Il capitano della Roma ma soprattutto il capitano di Fonseca.

Estate: la sua stagione preferita. Appena ha qualche ora libera vola in spiaggia.

Friedkin e Fienga: uno è il proprietario che doveva arrivare, l’altro il Ceo con cui si rapporta ogni giorno.

Gianicolo: la parte di Roma che preferisce per passeggiare nei giorni di relax.

Henrikh: Mkhitaryan quando è stato bene è stato un punto fermo. E vorrebbe fosse così anche l’anno prossimo.

Inno: in “Roma Roma Roma” ha dato qualche prova di essere un bravo cantante.

Lazio: dopo il derby di andata ha cambiato tatticamente la Roma. Lì meritava di perdere, al ritorno di vincere.

Mancini: la sua grande intuizione in emergenza. Lo spostamento a centrocampo esperimento riuscitissimo.

Nicolò: contava di aver perso Zaniolo per tutto il girone di ritorno, si giocherà il finale di stagione insieme a lui. Per Paulo è fondamentale.

Outfit: Fonseca è un appassionato di moda.

Pastore-Petrachi: con il d.s. discute, ma è la persona a lui più vicina. Pastore era la sua scommessa, vinta fino a novembre.

Quattro-2-3-1: il modulo di riferimento, che col tempo ha provato a cambiare e altro cambierà.

Regole: Fonseca esige rispetto di poche ma chiare regole.

Shakhtar: la squadra con cui si è mostrato al grande calcio europeo.

Team: i suoi collaboratori hanno un ruolo chiave. Delega, ascolta, si fida, ma prende la decisione finale.

Under: il giocatore che aveva scelto per la fascia destra ma che poi ha perso il post da titolare.

Vittorie: si è dato 2-3 anni per riuscirci.

Zorro: il travestimento famoso. I tifosi sperano che prima o poi scelga una maschera per festeggiare qualcosa di importante.

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Caccia al tesoretto. Sì, l’Europa League può regalare la svolta alla Roma

(La Gazzetta dello Sport – A. Pugliese) –  Tra le famose quattro direttrici individuate per sistemare i conti giallorossinell’ultima relazione (quella di preparazione all’Assemblea degli azionisti del 29 giugno prossimo), la prima dice esattamente così: “Far conto sui flussi finanziari generati dall’attività ordinaria, compresi gli eventuali flussi di cassa operativi netti conseguiti nel corso della partecipazione all’Europa League, nonché all’eventuale partecipazione alle competizioni europee nella prossima stagione“. Ecco, proprio in questo passaggio c’è un piccolo tesoretto da andare ad inseguire a breve, scrive Andrea Pugliese su La Gazzetta dello Sport.

Appena sarà finito il campionato, appena torneranno le coppe europee. Con la Roma che in quel caldo agosto si andrà a giocare almeno 62,4 milioni di euro.

Finora la Roma da questa Europa League ha portato a casa 19,75 milioni di euro così distribuiti: 6,75 di bonus Uefa relativi all’arrivo agli ottavi di finale, 3,8 di incasso al botteghino (le quattro partite giocate in casa all’Olimpico), i 3 già acquisiti dal ranking storico e i 6,22 garantiti dal market pool. Da qui alla fine, invece, dai bonus Uefa possono arrivare altri 12,4 milioni: 1,5 per la qualificazione ai quarti di finale, 2,4 per l’arrivo alle semifinali, 4,5 in caso di finale e ulteriori 4 per l’eventuale vincente del trofeo. A secondo di quanto la Roma si spingerà avanti crescerà anche la quota relativa al market pool, che però è impossibile quantificare con esattezza (potrebbe aggirarsi intorno ai 5 milioni) perché dipende anche dal percorso dell’altra italiana, l’Inter di Antonio Conte.

Una Roma capace di alzare il trofeo garantirebbe maggiore valore al brand giallorosso, permettendo anche l’avvicinamento di nuovi sponsor al club. Ecco perché il doppio confronto con il Siviglia (sempre che si giochi sulle due partite e non con gare secche) assume già da ora un’importanza altissima. Vincere, oltre che permettere al club di gioire sul piano sportivo, garantirebbe anche l’accesso a quella Champions League che è da sempre il vero obiettivo della Roma. Raggiungibile in campionato solo superando in classifica l’Atalanta (raggiungerla non basterebbe, visto lo scontro diretto a sfavore).