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Nuovo direttore sportivo, casting aperto

Il casting per il ruolo di direttore sportivo della Roma è aperto e, come è naturale che sia, coinvolge nomi di primo piano nel panorama nazionale e internazionale, come riporta il Corriere della Sera.

Si va da Paratici, confermato però da Andrea Agnelli alla Juventus subito dopo l’esonero di Sarri, a Pradè (Fiorentina), passando per Giuntoli (Napoli) e per il “solito” Andrea Berta, bresciano dell’Atletico Madrid, ma senza escludere soluzioni esotiche come Nico Burdisso e Victor Orta, attuale d.s. del Leeds fresco di promozione in Premier League – l’uomo che ha scelto Bielsa – ma soprattutto ex collaboratore di Monchi nella sua prima esperienza al Siviglia.

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Le scelte della Roma in mano ai quattro uomini di Houston

Il nuovo proprietario della Roma Dan Friedkin ha una caratteristica che lo rende profondamente diverso dal suo predecessore James Pallotta: ama scegliere in prima persona. Fino a oggi, si è avvalso dei consigli di molti. Poi, però, usa la propria testa. Ogni incontro per il futuro della Roma, aveva un roster di partecipanti asciutto e inderogabile. Dan, il figlio Ryan, il braccio destro Marc Watts ed Eric Williamson, il vice presidente della sezione sviluppo del Friedkin Group. Il business Roma è in mano al quadrumvirato di Houston, loro decidono, gli altri eseguono, scrive Pinci su La Repubblica.

Friedkin ha avviato una serie di contatti istituzionali, incontrando prima del lockdown Andrea Agnelli, presidente della Juve ma, soprattutto, dell’Associazione dei club europei, e stabilito un contatto diretto con il presidente del Coni, Giovanni Malagò. Ha incontrato Umberto Gandini, ex ad romanista, per parlare del club (e magari sondarlo per un ruolo) e persino Radovan Vitek che ha in mano il business dello stadio con un accordo di massima per rilevare l’area di Tor di Valle. L’unica certezza per ora è il primo acquisto: Pedro Rodriguez. Ha lasciato il Chelsea e ha firmato un pre accordo con i giallorossi.

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La rivoluzione a Trigoria può attendere: società bloccata fino al closing

Nemmeno il tempo di tirare una linea e tracciare un bilancio della stagione appena conclusa che tra poco più di due settimane (il 27), la Roma si ritroverà a Trigoria.

Nel frattempo il club, aspettando il closing (fissato il 17), vede inevitabilmente la propria operatività girare al minimo, scrive Stefano Carina su Il Messaggero.

Senza ds, la questione allenatore e il mercato in entrata è in stand-by. Stesso discorso per quello in uscita, considerato la priorità.

Fare le rivoluzioni, del resto, costa. Soprattutto quando si va ad intaccare un apparato dirigenziale folto come quello giallorosso. Tolto Fienga (che ha il contratto in scadenza), le altre cariche godono quasi tutte di accordi con scadenza nel 2022. Zubiria, figura inizialmente voluta da Pallotta (che non a caso il presidente nell’intervista concessa al sito del club a giugno, ha deciso di menzionare alla pari del Ceo e di Fonseca), ha addirittura un contratto a tempo indeterminato. E se può esser fatta un’eccezione per il ds al quale verrà assegnato il nuovo corso (Petrachi non sarà reintegrato), difficile immaginare un azzeramento immediato della classe dirigenziale. Lo stesso Cavallo, braccio destro del ds salentino, ameno di sorprese rimarrà essendosi fatto apprezzare da Fienga nel lavoro di scouting che gli è stato assegnato in questa prima stagione romana.

Il vicepresidente Baldissoni, dato da più parti in uscita, ha un accordo per altri due anni. Fienga – che invece viene considerato il trait d’union tra la vecchia e la nuova proprietà – ancora pochi giorni e sarà senza contratto. Con ciò non vuol dire che non entreranno uomini di Friedkin. Già nel nuovo cda sono previste novità: le new entry più papabili sono quelle Watts – l’uomo dei conti del magnate texano –Williamson, amministratore della nuova newco costituita a Londra, e Walker, direttore delle strategie. Al momento, l’unico fuori dal club è Baldini: il contratto di consulenza che lo legava ad una delle società di Pallotta è scaduto a giugno.

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Roma, tentazione De Rossi

Il tempo, non il vento, gonfia la vela giallorossa di Fonseca. Più si allontana la figuraccia di Duisburg e più si avvicina il giorno del raduno precampionato. Il conto alla rovescia, – 17 dall’appuntamento a Trigoria, mette al sicuro il tecnico, confermato soprattutto dal vuoto di potere che regna sul pianeta Roma, scrive Ugo Trani su Il Messaggero.

La sua posizione, però, sarà analizzata a fondo dal ceo Fienga, contrario al ribaltone, e dal suo staff, dove qualcuno, dopo l’addio di Pallotta, vota per l’esonero.

Proposte ai collaboratori di Friedkin ne vengono girate quotidianamente. L’allenatore, insomma, entra in ogni conference call tra la Capitale e Houston. Ed è legato al ds, priorità della proprietà entrante. Il prescelto avrebbe voglia di indicare la guida tecnica.

Così è ipotizzabile il gioco delle coppie. De Sanctis, rimasto per il momento a Trigoria dopo la separazione da Baldini che lo ha fatto passare come testa di legno nel post Petrachi, ha feeling con il portoghese e quindi, se resterà accanto al nuovo responsabile del mercato, spingerà per dargli ancora fiducia.

Il tandem di alto profilo è la suggestione del tandem Paratici-Sarri. Nessuna apertura, però, è arrivata da Paratici: tentato, ma ancora fedele. L’allenatore, invece, sarebbe disponibile. Piazza e società ideali per prendersi subito la rivincita. Affascina la gente e chi fa il suggeritore, dalla Capitale, di FriedkinDe Rossi in panchina e Totti responsabile dell’area tecnica. Come ds, conoscendosi da anni, ok pure De Sanctis. Oppure chi ha già lavorato con gli ex capitani, ad esempio Pradè.

La Roma vorrebbe imitare la Juve, panchina a Pirlo, e non dovrebbe avere alcun dubbio: in giallorosso e in azzurro, De Rossi è stato sempre considerato dai compagni l’allenatore in campo. Più del suo grande amico Andrea.

E, per la panchima, c’è pure qualche big nell’elenco. Di Spalletti si è parlato (e ne discuterà ancora): la pista non è da scartare. Piace all’interessato e alla piazza. Pochettino è la proposta del mediatore che si agita nel weekend quando la concorrenza diminuisce. Sul ds, invece, aumenta: Giuntoli si sente messo all’angolo e sminuto da De Laurentis: lascerebbe subito il Napoli. Bertadell’Atletico Madrid aspetta la fine della Champions per decidere se lasciare la Spagna.

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Roma-Pastore, la nuova strada: no alla rescissione, sì all’operazione all’anca

Arrivano novità sul versante Roma-Pastore: come riporta Chiara Zucchelli de La Gazzetta dello Sport, non ci sarà nessuna rescissione contrattuale, ma è prevista un'operazione a Barcellona per risolvere una volta per tutte il problema all'anca. La società rimarrà vicino all'argentino in questi momenti, per cercare di recuperarlo e farlo tornare a giocare a tutti gli effetti. I problemi fisici hanno infatti martoriato El Flaco durante questi anni, per questo c'è bisogno di trovare una soluzione significativa. Anche perché, nei giorni scorsi, si era addirittura parlare della possibilità di chiudere la carriera. Ricordiamo che, questa problematica, ha costretto Paulo Fonseco ad escluderlo dalla lista Europa League.

 

 

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Spadafora: “Stiamo progettando l’apertura graduale degli eventi sportivi al pubblico”

Vincenzo Spadafora, Ministro dello Sport, si è espresso, sulla propria pagina Facebook, sull'ipotesi di riaprire gli stadi italia con l'inizio della prossima stagione calcistica: "Questa mattina ho convocato il tavolo tecnico per la ripartenza dello Sport. Sappiamo tutti quanto conti la presenza dei tifosi, sia in termini sociali che economici, per tutte le discipline e tutte le categorie. Così come è importante garantire l’ attività motoria e sportiva nelle palestre scolastiche, per tutelare il diritto alla salute e al benessere dei più giovani e la ripartenza delle attività pomeridiane delle associazioni e delle società sportive"

Ha poi proseguito: "Stiamo lavorando al fine di prevedere, nella massima sicurezza e nel rigoroso rispetto di Linee guida e Protocolli specifici, l’apertura graduale degli eventi al pubblico, secondo formule simili a quelle previste al momento per gli eventi culturali. All’inizio della prossima settimana, verranno presentati al Comitato Tecnico Scientifico i Protocolli necessari e già nel prossimo Dpcm, inoltre, potrebbe trovare spazio la possibilità per i Presidenti delle Regioni di valutare la presenza di un numero contingentato di spettatori per singoli eventi".

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SOCIAL – Roma, senti Villar: “Siamo in debito con i tifosi. Il prossimo anno…”

La sconfitta contro il Siviglia non ha solo chiuso la stagione della Roma, ma ha lasciato un contenitore pieno di delusione e rammarcio. Prova a rialzare la testa Gonzalo Villar che, sul proprio account Instagram, ha pubblicato una foto con scritto: "Non abbiamo potuto continuare in Europa League come ci sarebbe piaciuto. Siamo in debito verso i nostri tifosi. Non vi preoccupate che il prossimo anno daremo tutto per fare una stagione indimenticabile. Forza Roma!".

Le parole del giovane calciatore spagnolo devono essere sicuramente una base da cui ripartire a tutti gli effetti e non solo frasi di circostanza. I giallorossi, come anticipato, si ritroveranno a Trigoria tra due settimane per preparare la stagione.

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Roma, parla l’agente di Veretout: “È una vergogna, con il Napoli non c’è nulla”

La presenza di Jordan Veretout di ieri a Napoli, per andare a visitare la scuola calcio ASD Micri – che svolge un'attività collaborativa con l'agenzia del procuratore Mario Giuffredi – ha fatto discutere e nemmeno poco. Il francese era infatti squalificato e, non potendo giocare la gara contro il Siviglia, si è occupato di "faccende personali". Per scansare ed eliminare le voci di calciomercato, soprattuto quelle relative alla presunta cena con Mario Giuntoli, ds del Napoli, Giuffredi è stato intercettato da Forzaroma.info, ed ha messo i puntini sulle i riguardo alcune situazioni: “Con il Napoli non c’è nulla. La storia che hanno montato è una vergogna. Veretout sta bene alla Roma e vuole restare ai giallorossi. Non c’è stato nessun incontro con Giuntoli. Io sono di Napoli e quindi capita che i miei assistiti vengano a trovarmi. Jordan doveva ritirare una macchina da tre mesi e ha approfittato della squalifica per venire a prenderla. Non c’è altro dietro. A cena non abbiamo visto nessuno. Se un giorno dovessimo decidere di andare via dalla Roma parleremo prima con loro. I giallorossi si sono comportati sempre bene”. 

 

 

 

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Roma, il 27 agosto si riprende: i giallorossi avranno due settimane di stop

Si è conclusa ufficialmente ieri la stagione della Roma. L'eliminazione in Europa League contro il Siviglia è stata ed è tutt'ora dolorosa calcisticamente parlando, ma non c'è troppo tempo per piangersi addosso e per rammaricarsi. Già, infatti, i giallorossi avranno due settimane di relax, per poi tornare a Trigoria il 27 agosto al fine di programmare la nuova annata che dovrebbe iniziare il 19 settembre. Una volta arrivati al centro sportivo Fulvio Bernardini i calciatori verranno sottoposti a un ciclo di tamponi, ma non alle consuete visite mediche necessarie per l'idoneità sportiva. Il club le ha già fatte svolgere ai propri giocatori in occasione della ripresa del campionato, e dunque saranno valide anche per i nuovi impegni.Il primo allenamento è previsto per il 28 agosto; il 29 i nazionali lasceranno la capitale per raggiungere le proprie Nazionali.

 

 

 

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Totti più De Rossi, Dan prova a rialzare le due bandiere

Per un motivo o per un altro, se ne sono andati, allontanati (De Rossi, non gli è stato rinnovato il contratto da calciatore e non ha accettato un ruolo da dirigente) o costretti all’allontanamento (Totti, è stato per più di un anno dirigente, fino a dimettersi, sfinito dal rapporto con Pallotta e non solo), scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero.

Oggi, con il vento che tira da un’altra parte, c’è (meglio ci sarà) la possibilità (o per qualcuno la sola speranza) che entrambi possano tornare nel loro luogo naturale, Trigoria.

Non è affatto scontato, perché sia Francesco sia Daniele stanno camminando per conto proprio in questo momento. È chiaro che le porte della Roma tornano ad aprirsi per entrambi e, con la nuova proprietà, lì davanti ci sarà qualcuno che li faccia rientrare, capendo fin da subito l’importanza dei simboli in una città come Roma e in una tifoseria come quella della Roma.

Queste due vecchie bandiere avranno sempre significato per gli appassionati romanisti, che va oltre le loro gesta sportive. Tutti e due hanno un punto in comune: le divergenze con il vecchio presidente, Jim Pallotta. Senza di lui tutto può cambiare, tutto può tornare ad essere come una volta. I Friedkin, Dan e Ryan, padre e figlio, sono pronti a riportare a Trigoria entrambi, un progetto ambizioso («felice di far parte della famiglia Roma. Famiglia non company», il tweet di Ryan, che fa capire come ci sia – per ora almeno – la voglia di valorizzare un sentimento), che ha in questo momento delle criticità.

La differenza sta nel modo di interpretare l’impresa tra Pallotta, il passato e Friedkin, il presente. Jim aveva la visione da investitore puro, una gestione più fredda, ed inevitabilmente si è messo contro i personaggi più pesanti, quelli che piacciono e piacevano alla gente. Una gestione manageriale, che fondava le basi su professionalità fredde non necessariamente romane, non ex calciatori. Friedkin ha una visione dell’azienda ad ampio respiro, tant’è che non si occupa solo di macchine, ma spazia dal cinema al turismo. Roma può unire tutto. Roma è il marchio da esporre e da abbinare a delle immagini forti, che appartengono, appunto, ai colori giallorossi quindi alla Città Eterna. La parola d’ordine: ripristinare il senso di appartenenza, che nell’ultimo periodo è venuto a mancare.

Totti potrebbe fare l’uomo immagine, il dirigente di riferimento, quello che attira lo sponsor, l’amichevole prestigiosa, lo spot, il video, il click etc. E questo Firedkin lo sa. Non dovranno esistere gelosie, non dovranno esserci coloro che contavano le ore in cui l’ex capitano stava a Trigoria o quelle in cui giocava a paddle. De Rossi potrebbe tornare un giorno solo con un ruolo tecnico, da allenatore. O partendo dalle giovanili, come gli ha proposto il Bologna, o come tecnico della ripartenza.

I Friedkin ci lavoreranno. Ma le due bandiere, non da molto ammainate, potranno, forse, essere risollevate.