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Pinto: “Orgogliosi di aver acquistato Vina e Shomurodov”. Entro 48 ore il GM andrà a Milano per l’ultima fase di mercato

NEWS RSTiago Pinto oggi ha schivato le domande, perché il mercato della Roma non è ancora concluso. La priorità è l’acquisto di un centrocampista, ma gli esuberi e alcuni calciatori della rosa al momento a disposizione di Mourinho – su tutti Diawara – sta bloccando le operazioni in entrata. Per questo come riferisce Marco Juric nel corso del pomeriggio di Rete Sport, il GM giallorosso partirà entro 48 ore per Milano, dove svilupperà le ultime trattative della finestra estiva, con la speranza di riuscire a piazzare almeno un colpo in entrata.

Il portoghese oggi ha presentato così Vina e Shomurodov: Fare la conferenza stampa dopo due-tre settimana dal loro arrivo è meglio, perchè li conoscete già. Per me è un orgoglio averli presi alla Roma, sono due profili in linea con il progetto. Sono giovani e con prospettive future e ambizioni di vincere. Vina lo conosco da molto tempo, a 23 anni ha già vinto 5 titoli e viene da una stagione importante. In futuro può giocare anche insieme a Spinazzola, non è giusto dire che è solo il sostituto. Lo abbiamo preso con l’idea che possano giocare insieme. Eldo invece ha fatto una bella stagione in Italia, le sua caratteristiche possono essere importanti per il gioco che vuole il mister. C’è stato un grande lavoro tra tutto lo staff per portarli a Roma, è importante scegliere i calciatori tutti insieme.”

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VINA: “Posso giocare anche come difensore centrale. Per vincere serve fame e costanza” AUDIO

CONFERENZA STAMPA – Queste le dichiarazioni di Matias Vina in sala stampa:

Qui a Roma non si vince da tanto, tu che sei abituato alla vittoria hai consigli da dare alla Roma per tornare a farlo?
“E’ vero sono giovane ma ho avuto la fortuna di vincere abbastanza, ho imparato abbastanza, spero di farlo anche qui, l’obiettivo è vivere partita dopo partita, senza opporsi nessun risultato o nessuna meta da raggiungere”

Ci può svelare qualcosa della trattativa? E’ stata una trattativa improvvisa o è nata già prima dell’infortunio di Spinazzola?
“No sinceramente quando stavo al Palmeiras mi hanno comunicato l’interesse della Roma e ho avuto modo di parlare anche con mister Mourinho, a quel punto ho iniziato ad allenarmi a parte in Brasile, poi sono arrivato qui e ho dovuto sostenere la quarantena, ora sono molto felice di essere integrato con la Roma”

Come cambia il modo di giocare in Italia rispetto al Sud America? C’è più attenzione alla fase difensiva?
“Cambia abbastanza, soprattutto sul piano tattico, mentre sul piano fisico e difensivo non tanto, soprattutto per chi arriva dall’Uruguay dove il calcio è molto fisico. Sono due anni che mi alleno con i compagni della Nazionale che vanno ad un grande ritmo e l’aggressività è maggiore. Mi sto rapidamente abituando alle idee del mister e sto acquisendo una certa intesa con i compagni”

Pinto ha detto che sei stato acquistato per giocare anche con Spinazzola. Ti senti pronto a giocare anche difensore centrale? E’ una cosa di cui hai parlato con Mourinho?
“Non lo avevo letto, comunque pur sentendomi un laterale esterno e sentendomi più a mio agio lì, non avrei problemi a giocare anche da centrale difensivo”

Che effetto ti ha fatto conoscere i tifosi della Roma? Cosa potranno darvi?
“Li ho conosciuti domenica, sono abituato a curve così in Sud America, abbiamo sentito tantissimo il loro supporto, possono aiutarci molto in questa stagione a rendere oltre le nostre capacità. Era parecchio tempo che giocavamo senza pubblico, è stato un effetto bellissimo ritrovare i tifosi”

Contro il Trabzonspor hai spinto tanto nel primo tempo, meno nel secondo. E’ una richiesta di Mourinho? Il mister ti chiede di lavorare di più in fase difensiva piuttosto che in fase di spinta?
“In Turchia sono state le circostanze della partita a determinare la possibilità per me di attaccare di più o di meno, di solito è sempre così. Per quanto mi riguarda dobbiamo continuare ad allenarci, devo abituarmi ad un calcio diverso sul piano tattico, trovare il giusto equilibrio tra la fase di spinta e quella difensiva”

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SHOMURODOV: “Quando è arrivata la chiamata della Roma di Mou non c’ho pensato due volte. Coppia con Abraham fattibile” – AUDIO

CONFERENZA STAMPA – Queste le parole di Eldor Shomurodov in sala stampa:

Perchè soltanto a 26 anni sei arrivato nel grande calcio, viste le tue qualità mostrate col Genoa e con la Roma in queste prime sfide?
“Dare una giustificazione alla sua domanda è un po’ difficile, forse dipende dal fatto che ogni anno mi sono posto degli obiettivi per migliorarmi sempre, non penso sia importante l’età, ma aver raggiunto oggi la Roma e sono felice a 27 anni, non vedo l’ora di mostrare le mie qualità nelle prossime sfide e vincere qualcosa per la Roma e con la Roma”

Qual è il tuo ruolo preferito? Come ti vedi in coppia con Abraham?
“Nella fase offensiva sia che giochi più largo o più al centro, per me, non ci sono differenze, mi sento bene in entrambe le due zone e mi sento bene nella fase difensiva richiesta qui alla Roma. Se mi verrà chiesto di giocare insieme a Tammy, lo faremo e daremo una mano alla squadra, altrimenti aspetterò. L’importante è aiutare la Roma quando chiamati in causa”

Tiago Pinto ha insistito nel presentarvi dicendo che la ricerca degli acquisti fatti risieda anche nella scelta di giocatori che hanno grande fame di vincere. E’ così per te? Quali sono stati i tuoi principali punti di riferimento qui a Roma?
“Prima di arrivare in top club come la Roma ero concentrato principalmente a migliorare me stesso, ora devo pensare soprattutto al bene della mia squadra, della Roma. Al di là che giochi bene o male, noi dobbiamo raggiungere la vittoria di un trofeo. La colonna portante di quello che voglio fare alla Roma è questo: dare una mano alla squadra, portare dei trofei”

Il tuo rapporto con Mourinho? Ha avuto un ruolo importante per il tuo arrivo a Roma?
“Ci siamo incontrati due anni fa a Mosca, quando è arrivata la notizia dell’interesse della Roma per me ho detto subito sì, ero contento di arrivare qui in primis per la Roma, che ritengo un top club, che ha grandi obiettivi ed è una grande piazza. Poi ovviamente c’è anche Mourinho, uno dei migliori allenatori al mondo e sono felice di poter crescere con lui”

Ti aspettavi di essere subito così importante per la Roma? In cosa pensi di dover crescere di più?
“Appena sono arrivato volevo far vedere subito di cosa sono capace, quello che di buono posso regalare alla Roma e a questa città. Ho fatto forse più di quanto mi aspettassi nel mio inizio, ma devo lavorare tanto per dare il mio contributo e migliorare”

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Fonseca: “Due anni fantastici alla Roma, nella capitale sono molto amato”

Bilancio positivo per Paulo Fonseca nei sue due anni alla Roma. Il tecnico portoghese si è raccontato al canale portoghese Sic giudicando positiva la sua parentesi in giallorosso: “Ho creato un rapporto molto forte con il club e i tifosi. Sono molto amato a Roma, tanto che sto pensando alla possibilità di vivere lì. A livello professionale, sono stati due anni fantastici. Abbiamo lasciato un segno importante, abbiamo lanciato giocatori giovani, abbiamo raggiunto la semifinale di Europa League. Abbiamo costruito qualcosa in circostanze molto difficili. Ho vissuto forse i 2 anni più difficili della storia recente della Roma: cambio di proprietà, nessun direttore sportivo… È stato un periodo di transizione che ha richiesto molto tempo e ovviamente, con l’arrivo dei nuovi proprietari, ho capito chiaramente che c’era anche la possibilità di non continuare”

Sull’arrivo di Tiago Pinto“Tiago è una delle persone più oneste che abbia mai incontrato nel calcio, e anche un grande professionista. Parlavamo sempre su come si stavano sviluppando le cose”. Sull’arrivo di Mourinho“José è stato gentile da parlare con me prima e spiegarmi la situazione. Io sono stato sempre dentro il processo, niente veniva fatto alle mie spalle. Tiago ha sempre avuto un rapporto straordinario con me, di grande sincerità, e sapevo quello che stava per accadere.” Sul futuro“Ho ricevuto contatti e proposte concrete. Mi piace molto la Serie A e la sua esigenza tattica, ma in questo momento ho deciso che era giusto fermarmi, riprendere energie e trovare il progetto ideale”.

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ESCLUSIVA – Gualtieri: “Tifosi presi in giro, il nuovo stadio va progettato seriamente”

Il candidato sindaco di Roma Roberto Gualtieri è intervenuto in esclusiva sulle frequenze di Retesport e Radio Roma Capitale.

Presentazione della parte sportiva del suo programma.
”Per noi lo sport è un diritto fondamentale e che va garantito a tutti i cittadini. Presentiamo un programma molto ambizioso, per un rafforzamento sulla delega assessorile. Tra le tante iniziative proponiamo il miglioramento degli spazi sportivi scolastici, aperture di nuove palestre per garantire l’accesso sportivo a tutti. Vogliamo fare un salto di qualità sullo sport, pezzo determinante della cittadinanza. In tutti i quartieri bisogna poter praticare lo sport”.

Sullo stadio della Roma.
”Continuiamo a lavorare sulle nostre impostazioni. La campagna elettorale ha spinto altri candidati a lanciarsi in modo spericolato in proposte urbanistiche sullo stadio. Bisogna costruire un progetto stadio fatto bene, invito i candidati alla serietà su questo tema delicato e già sbagliato una volta. Meglio trattenersi dall’impulso generoso sulle varie soluzioni dello stadio tra luogo e tempo di costruzione. Non si possono prendere più in giro i tifosi, bisogna preparare bene il progetto. Da sindaco rapidamente andrei a studiare le carte, poi individuare il luogo e partire con tutte le procedure”.

La Roma di Mourinho?
”Una bella Roma, buona la prima. Ma bisogna tenere i piedi per terra. Siamo partiti molto bene, sono contento di vedere un Abraham davvero forte. Un grande lavoro di Mourinho sulla squadra“.

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Roma, Coric saluta ancora: ufficiale il prestito allo Zurigo

Nuovo trasferimento per Ante Coric. Il centrocampista croato dopo il prestito nella scorsa stagione prima al VVV-Venlo, poi all’Olimpia Lubiana è pronto a cominciare una nuova avventura in Svizzera. È ufficiale il suo trasferimento in prestito con diritto di riscatto allo Zurigo. l giocatore croato ha faticato a imporsi dopo aver fatto molto bene nei suoi primi tempi alla Dinamo Zagabria. Nella Capitale non ha avuto tanta fortuna cominciando un giro di prestiti partito dall’Almeria.

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SONDAGGIO – Vorreste vedere Veretout trequartista centrale al posto di Pellegrini?

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Mourinho: “I giocatori devono cantare con i tifosi”

Mourinho spinge il club dei Friedkin a cambiare il prepartita. L’idea è intrigante (basta vedere il filmato del piccolo Mattia Spinazzola, 3 anni, come si unisce al coro), ma, come riporta Il Messaggero, i protocolli anti Covid non agevolano la possibile iniziativa: le squadre entrano in campo separatamente e gli altoparlanti trasmettono l’inno della Lega Serie A. La Roma dovrebbe entrare con qualche minuto d’anticipo. Lo Special One nel post partita di Roma-Fiorentinaaveva espresso la sua opinione in merito ai microfoni di Roma Tv+: “È un peccato che quando la gente canta l’inno i giocatori non siano ancora in campo, perché penso che ci sarebbe più emozione per i ragazzi. Io ero in panchina ad aspettare ed è veramente bellissimo. Lo sapevo già da avversario, immagina adesso che sono sulla panchina della Roma”.

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Cercasi regista: ecco il piano per sognare

Mourinho lo ha detto fino a stancarsi: “Manca qualcosa”. Un centrocampista centrale. Un leader insomma. Possibilmente fisico, scrive Il Messaggero. Il messaggio lanciato contro la Fiorentina è stato inequivocabile: il giovane Darboe è finito in tribuna al fianco dell’infortunato Smalling; i due registiVillar e Diawara 90 minuti di panchina. Nel finale è entrato Bove. Lo spagnolo non è considerato pronto per quel ruolo, stesso discorso vale per Diawara che Mourinho ha provato nelle partite estive. Molto chiaro il discorso: solo con Cristante e Veretout è difficile. L’obiettivo di Pinto è quello di accontentare Mourinho, ma prima ci deve essere un’uscita. Se da un lato c’è la necessità di abbassare il monte ingaggi, dall’altra anche quella di fare spazio nel reparto. Diawara, fino ad ora, non ha trovato alcuna destinazione gradita, né i Wolves né il Torino dove è tramontata prima di nascere l’idea di uno scambio con Mandragora. In ambiente di mercato è circolato il nome di Pjanic, ma da Trigoria smentiscono. Lui aspetta la Juventus. Allora il nome più in auge rimane quello di Zakaria che è più mediano che regista. Tale ruolo lo ricopre Douglas Luiz dell’Aston Villa col contratto in scadenza nel 2023 e che costa sui 30 milioni. Operazione difficilissima, onerosa ma che rappresenterebbe l’ideale. C’è poi Anguissa che è un profilo simile a Zakaria. Da quando ha detto che vuole andare via da titolare fisso è passato panchinaro giocando 77 minuti in 4 partite. Più defilato Koopmeiners. Capitolo cessioni: a Fazio è stata recapitata un’offerta del Genoa per un biennale (formula 1+1). Per Olsen lo Sheffield preme. Nzonzi e Pastore chiedono una buonuscita.

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La prima impresa di Mourinho: la squadra ha un’etica nuova

José Mourinho sa essere bifronte, come in queste prime campagne, scrive Il Messaggero. Così se tutta Italia lo aspettava coi denti digrignanti, da quando è qui gli piace mostrarsi come uomo dal dolcissimo sorriso. Si fa concavo e convesso con ogni interlocutore: finora ha elogiato tutti tranne i giardinieri dell’Olimpico, ha un che persino di adorabile, trasmette inopinate sensazioni di umiltà. Poi però guardi la sua Roma e ci intuisci dietro un lavoro di quelli tosti e incarogniti. José in pubblico sempre in tenero Giacomo, ma in privato ha già ribaltato tutta una mentalità, un’estetica, un disegno di vita. Si nota una squadra con una linfa diversa dentro, con un rigore e un’etica nuova. E’ come se nella Roma fosse stato impiantato un fil di ferro, e quel filo rappresenta il lavoro di Mourinho bifronte, temibile, pronto a tutto. Ma c’è anche l’aspetto tattico. Piena di giocatori che cambiano mansioni: Pellegrini seconda punta con palla agli altri, poi centrocampista con palla alla Roma; Micki e Zaniolo esterni, poi di là trequartisti fiancheggiatori del centravanti. I terzini, poi, che stanno stretti e bassi ma dopo diventano ali del 3-2-5 in fase di possesso. Ora gli serve un uomo di personalità e di muscoli, un africano (ha adorato personalità come Eto’o, Drogba, Makelele, Essien, Obi Mikel, Diarra), o uno come Matic.