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Stadio, il Comune fa causa alla Roma. La mossa dei legali di Gualtieri complica i piani futuri del club

Preannunciato nella delibera con cui il Campidoglio ha salutato Tor di Valle e spiegato di essere pronta a tutelarsi in vista di eventuali contenziosi, l’ultima mossa dell’amministrazione capitolina – scrive La Repubblica – ha l’effetto di mettere formalmente uno contro l’altro il Comune e l’As Roma con una richiesta di risarcimento danni di 331 milioni. La notizia arriva a poco più di due settimane dalla stretta di mano tra il sindaco Roberto Gualtieri e Dan Friedkin, presidente dei giallorossi, all’Olimpico prima di Roma-Inter. Secondo le norme Anac, ora che il contenzioso è avviato, le parti non possono più sedersi a trattare. A causa ormai avviata, serve un nuovo contenitore societario. Un altro soggetto che non sia il club per permettere alla dirigenza di Trigoria di riavviare le trattative con Roma Capitale per il post Tor di Valle. Una complicazione in più nella rincorsa al nuovo stadio.  Intanto gli avvocati affilano le penne. Roma, Cpi ed Eurnova si preparano a rispondere al ricorso del Comune. I legali di Vitek, come si dice per i corridoi dell’avvocatura capitolina, stanno già preparando la difesa.

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Il Comune passa all’attacco e chiede i danni alla Roma: “331 milioni per la figuraccia”

L’epopea dello stadio a Tor di Valle si chiude con una maxi-richiesta di risarcimento dell’amministrazione capitolina. Come scrive La Repubblica, una causa nella causa in cui, oltre alle due società che nel corso di un iter lungo più di 7 anni hanno parlato (senza fortuna) con palazzo Senatorio per realizzare la nuovo impianto dei giallorossi, adesso entra anche la Roma. Già, perché il Comune chiede 331 milioni di euro di danni al club giallorosso oltre che ai suoi due ex partner, Euronova e Cpi.  Nel conteggio c’è di tutto: i soldi per la figuraccia internazionale incassata da Roma Capitale, quelli dovuti per i dirigenti e i funzionari che hanno lavorato a vuoto, le opere pubbliche che la città ha perso. Il controricorso firmato dall’avvocatura capitolina è stato depositato al Tar del Lazio lunedì ed è unj’accuse lungo 30 pagine. Ecco, allora, la conta dei danni. Il primo è quello d’immagine: la «rilevanza ultranazionale» assunta nel tempo dal progetto di Tor di Valle unita alla mancata realizzazione dell’opera valgono 32,7 milioni di euro secondo l’avvocatura capitolina. La cifra è calcolata in base ai 23,8 milioni di risultati prodotti da Google immettendo la chiave di ricerca «lo stadio della Roma non si farà». Segue il danno per le ore perse dai dipendenti capitolini: quelle dei manager valgono dai 56 ai 63 euro, quelle dei funzionari 22 euro e quelle degli impiegati 11 euro. Il totale fa quasi 2 milioni di euro. Al capitolo opere pubbliche arriva la posta più pesante: il risarcimento sale di 276 milioni di euro in un sol colpo.

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Mourinho: “Fossi stato a casa, avrei cambiato canale”

Non era la Roma di Bergamo, troppo diverse le due prestazioni per essere figlie della stessa squadra. Ed il primo ad ammetterlo è proprio Mourinho, come riporta La Gazzetta dello Sport: «Con l’Atalanta abbiamo avuto coraggio di giocare, la voglia di pressare e di vincere i duelli – dice l’allenatore della Roma –. Il rammarico è non aver visto lo stesso atteggiamento anche con la Samp. Ma è stata una partita orribile, se fossi stato a casa avrei cambiato canale subito: la squadra che voleva vincere, non ha giocato bene e quella che non voleva perdere non ha giocato quasi per niente».  E sarebbe stata una vittoria pesante. «Ed invece la nostra è una classifica normalissima. Abraham? Sta male, il problema è la caviglia, ho visto solo il sangue». continua Mou.

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Roma-Sampdoria 1-1, le pagelle dei quotidiani

LA REPUBBLICA  
Rui Patricio 5,5; Mancini 6, Smalling 5,5, Ibanez 5,5; Karsdorp 6, Veretout 6,5, Cristante 6, Mkhitaryan 6,5, Vina 5,5; Zaniolo 6, Abraham 6. Subentrati: Felix 5,5, Shomurodov 7, El Shaarawy 5. Allenatore: Mourinho 5,5.

IL TEMPO 
Rui Patricio 6; Mancini 6, Smalling 5,5, Ibanez 5,5; Karsdorp 5,5, Veretout 6, Cristante 5,5, Mkhitaryan 6,5, Vina 5,5; Zaniolo 6, Abraham 6. Subentrati: Felix 5,5, Shomurodov 6,5, El Shaarawy 5. Allenatore: Mourinho 5,5.

LA GAZZETTA DELLO SPORT 
Rui Patricio 6; Mancini 6, Smalling 6,5, Ibanez 6; Karsdorp 6,5, Veretout 6, Cristante 6, Mkhitaryan 5,5, Vina 6; Zaniolo 6, Abraham 5,5. Subentrati: Felix 5,5, Shomurodov 6,5, El Shaarawy 6. Allenatore: Mourinho 6.

CORRIERE DELLO SPORT 
Rui Patricio 6; Mancini 6, Smalling 6, Ibanez 5,5; Karsdorp 6, Veretout 5,5, Cristante 6, Mkhitaryan 5, Vina 5,5; Zaniolo 6, Abraham 6. Subentrati: Felix 5,5, Shomurodov 6,5, El Shaarawy 5,5. Allenatore: Mourinho 5,5.

IL MESSAGGERO 
Rui Patricio 6; Mancini 6, Smalling 6,5, Ibanez 5,5; Karsdorp 6,5, Veretout 5,5, Cristante 6, Mkhitaryan 5,5, Vina 5,5; Zaniolo 5,5, Abraham 6. Subentrati: Felix 5,5, Shomurodov 6,5, El Shaarawy 6. Allenatore: Mourinho 6.

CORRIERE DELLA SERA 
Rui Patricio 6; Mancini 6, Smalling 6, Ibanez 5; Karsdorp 6,5, Veretout 5,5, Cristante 6, Mkhitaryan 6,5, Vina 5,5; Zaniolo 6,5, Abraham 5,5. Subentrati: Felix 5, Shomurodov 7, El Shaarawy 5. Allenatore: Mourinho 6.

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Mourinho, passo indietro: “Una partita bruttissima”

 Il volto di Mourinho al 90’ è la fotografia della delusione che si respira a fine partita. José è rammaricato. Come scrive il Messaggero, avrebbe voluto chiudere l’anno a -4 dalla Champions per poi rituffarsi nel 2022 con entusiasmo da vendere nel doppio confronto con Milan e Juventus.

Rimane invece a -6, superato (anche) dalla Juve, ed inevitabilmente mastica amaro: “Non abbiamo giocato bene, meritavamo di vincere soprattutto per il secondo tempo. Prima dell’1-0 e dopo l’1-1 abbiamo giocato con intensità e creato situazioni di dominio. Ma per me è stata una partita bruttissima.La squadra che voleva vincere non ha giocato bene e la squadra che non voleva vincere ha fatto il suo gioco e va via felice con il punto“.

A sorprendere, è stato soprattutto il primo tempo giocato al piccolo trotto: “Stanchi? Magari è normale che sia così. All’inizio ho visto una squadra lenta con la palla e senza, con mancanza di concentrazione, abbiamo perso troppi palloni, anche per mancanza di qualità. Solo Zaniolo giocava con reattività e intensità. Nella ripresa invece non ho avvertito questa stanchezza. Ripeto: meritavamo più di un punto ma abbiamo giocato male».

Avendo ancora negli occhi la prova diBergamo, il parallelo vien da sé: “Con l’Atalanta abbiamo avuto coraggio di giocare, la voglia di pressare e vincere tutti i livelli, di giocare veloce – spiega José – il rammarico è non aver visto questo tipo di atteggiamento contro la Sampdoria. Non voglio essere troppo critico con i miei ma non abbiamo giocato bene. Abraham? Sta male, il problema è alla caviglia destra. Ho visto solo il sangue, niente più“.

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Frenata Roma

La Roma schiacciasassi di Bergamo scompare e la Samp si conferma ancora bestia nera di Mourinho, scrive Leggo. Il pari con i blucerchiati di ieri rallenta la corsa dei giallorossi al quarto posto e la porta a -2 dalla Juve. Una partita di tanti vorrei ma non posso da parte di Abraham e compagni aperta proprio con l’errore sotto porta dell’inglese dopo appena due minuti. Da quel momento la Roma ha attaccato senza troppa convinzione fornendo anche il fianco alla Samp a fine primo tempo. A inizio ripresa a complicare la serata è arrivato l’infortunio di Abraham costretto a uscire per una distorsione alla caviglia (da valutare in queste ore ma in serata lui ha detto: “Mi fa un po’ male ma col Milan ci saró“). La Roma ha faticato a trovare spazi anche a causa dell’atteggiamento difensivo degli ospiti. Mou ha inserito Shomurodov ed ElSha, e proprio l’ubzeko ha sfruttato un rimpallo in area e fatto esplodere i 50 mila dell’Olimpico. Una goduria durata poco visto che 8 minuti dopo è stato Gabbiadini a zittire tutti sfruttando una dormita della difesa. Nel finale tra parate di Falcone e poca lucidità è arrivato il triplice fischio. “Non eravamo quelli di Bergamo – dice Mourinho – e abbiamo giocato male ma meritavamo di vincere. La partita è stata bruttissima perché la squadra che voleva vincere non ha giocato bene, per niente. E quella che non voleva vincere ha fatto la sua partita e non ci ha permesso di giocare“.

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Roma, pari tra i rimpianti. Mourinho finisce in Gabbia

La Roma s’inceppa sulla diga della Samp. L’effetto Bergamo arriva all’Olimpico soltanto sugli spalti che tagliano un’altra volta il traguardo del tutto esaurito possibile, al 75 per cento della capienza. Per il resto la banda di Mou non riesce a ripetere il capolavoro in casa Atalanta e si porta a casa un 1-1 pieno di rimpianti, scrive La Gazzetta dello Sport. La partita è ruvida, i tempi all’inizio li dà la Samp, che prima pressa alto, poi prova ad addormentare il match. E quando nel secondo tempo, Mourinho dà l’idea della mossa da scacco matto, con il doppio cambio che porta dentro la mischia Shomurodov ed El Shaarawy, dando un’impronta decisamente più offensiva alla squadra e giungendo al gol proprio con l’uzbeko, la banda di D’Aversa, che per la verità sembrava essersi smarrita in mezzo alla fiammata di entusiasmo giallorosso, ha il merito di non rassegnarsi alla trama della partita, riuscendo a cambiarla anche quando il finale sembra già scritto. Con la firma di un ispiratissimo Manolo Gabbiadini, al suo quinto centro di fila.

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Abraham, rabbia e paura: caviglia ko, ora gli esami

Di Abraham ho visto solo il sangue sulla caviglia, non camminava bene, non sembrava grave ma di sicuro non sta bene”. Mourinho, scrive Il Corriere della Sera, ha perso Tammy Abraham dopo pochi secondi del secondo tempo per un problema alla caviglia destra. L’attaccante inglese ha preso una botta nel corso del primo tempo e già durante l’intervallo sembrava destinato al cambio, poi ha provato a stringere i denti ed è rientrato in campo.

Al primo tentativo di scatto, però, ha avvertito dolore e ha chiesto il cambio, tra gli applausi dell’Olimpico. Il numero 9 ha sfogato tutta la sua frustrazione tirando un pugno contro il sostegno della panchina, poi è rimasto seduto con i compagni fino al fischio finale.

Nelle prossime ore l’inglese farà dei controlli, ma la speranza del tecnico portoghese è di averlo a disposizione per la ripresa del campionato, il 6 gennaio a Milano contro il Milan. Per quella data Mourinho avrà a disposizione anche Pellegrini, assente dalla gara col Torino dello scorso 28 novembre.

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La casa stregata: Mou e la Roma frenano ancora

Se tutte le strade portano a Roma, la Roma ha un problema. Sembra paradossale, scrive Repubblica, eppure l’Olimpico — carico di 50 mila persone che hanno preferito il campionato alle ultime corse dello shopping — da feudo accogliente sta diventando una trappola. L’1-1 con la Sampdoria è già l’ennesima occasione persa per la squadra di Mourinho, che avrebbe potuto ridurre a 4 punti il distacco dall’Atalanta quarta e invece deve accontentarsi di mantenere il sesto posto con la Fiorentina. Al giro di boa, bilancio obbligato di ogni stagione, la squadra ha 5 punti meno di un anno fa, e dopo aver speso 90 milioni sul mercato non può che essere una delusione.

La classifica è normale, ma noi abbiamo giocato per vincere, loro no, una partita brutta“, la sentenza di Mourinho. Rimontato, dopo il vantaggio, da Gabbiadini, da un mese diventato infallibile: quinto gol nelle ultime cinque partite. Una regolarità che sbatte in faccia alla Roma ciò che le manca: un attaccante che sia una certezza. Ieri l’aveva portata in vantaggio Shomurodov, un gol pescato da quella panchina di cui Mourinho si è spesso lamentato, dopo che Abraham, il più continuo, aveva lasciato il campo per un colpo alla caviglia.

Zaniolo ha prodotto tanto senza però colpire, il giovane Felix ha sciupato un’occasione eccellente per riprendersi la vetrina, sparando addosso al portiere Falcone, riserva della Samp, romano e già visto tra le braccia di Carlo Verdone nel film Viaggi di nozze, 25 anni fa.

A questo punto Mourinho deve cercare seriamente di capire cosa succede quando la Roma varca la porta di casa: forse tutte quelle aspettative sotto forma di voci e cori intimidiscono la squadra, forse è solo una questione di qualità, nel senso che più di questo l’organico non permette.

Certo, da due mesi l’Olimpico è stregato, la squadra ha vinto solo 2 delle ultime 6 partite in campionato e ha fatto poco meglio — 3 su 8 — contando anche le coppe. Un problema da risolvere, visto che nel primo mese del nuovo anno giocherà 4 gare su 5 a Roma, tre di campionato e una di Coppa Italia. Insomma, il futuro passa per l’Olimpico. E, se oggi il governo dovesse introdurre l’obbligo di tamponi per entrare allo stadio, a gennaio in questa casa fredda la Roma rischierebbe di ritrovarsi quasi da sola.

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APPROFONDIMENTI

Roma-Sampdoria 1-1, le pagelle del Prof. Moroni

PREMESSA: L’Oste, cioè la Sampdoria, esiste e il conto bisogna farlo con lui. la Roma ha messo del suo, perdendo quella grande concentrazione che aveva avuto sabato. Ma l’impegno psicofisico è forte. Lo dimostrano i pareggi di altre “grandi”.

PAGELLE:

Rui Patricio 6: Nessuna colpa sul gol e un paio di interventi sicuri.

Mancini 6: Vita difficile, perché la Samp ha 2 punte di esperienza e classe.

Smalling 6,5: Fa partire l’azione del gol, salva su un corner un minuto prima del pareggio; lui c’è.

Ibanez 6: fatica, ma si fa rispettare; sul gol salta ma il Askilsen non è il suo uomo.

Karsdorp 5,5: Il solito: stessa birra, minore lucidità e, poi, dalla sua parte c’è Augello che lo impegna molto.

Veretout 6: Intercetta, copre e si propone in avanti a destra ma con pochi risultati.

Cristante 6: Oggi si è preso la parte più faticosa e responsabile…come al solito.

Mkhitaryan 7: Ancora una volta il migliore per corsa, recuperi e giocate deliziose; anche se un po’ meno di altre volte.

Vina 5: Gli manca un acuto, gli manca un gol, gli manca l’invenzione.

Zaniolo 6: Scalpita, sgomma, ma non quaglia e gli arbitri non lo tutelano.

Tammy 5,5: Combatte fin che può; esce senza aver inciso.

Felix 5: E’ molto inesperto e si vede; parte forte e veloce anche stasera, ma scompare pian piano.

Shomurodov 6,5: E’ un fatto statistico: a un certo punto il gol arriva. E non solo il gol.

Mourinho: E’ lo stesso allenatore di sabato. Ma i suoi uomini non lo sono per logorio da impegni ravvicinati. Come tutti i romanisti passa un natale buono, anche se poteva essere ottimo. Ma la vita è lunga e il girone di ritorno pure.