Ugurcan Cakir del Trabzonspor è il nuovo obiettivo per la porta della Roma. Il classe ’96 potrebbe prendere il posto di Mile Svilar, il quale potrebbe partire in prestito. L’estremo difensore turco ha collezionato 44 presenze in questa stagione, mettendo a referto 18 reti inviolate e 62 gol subiti.
Nonostante il tentativo del Milan, la Roma conta di chiudere nelle prossime ore per Ndicka. Come riporta Sky Sport, nella giornata di oggi c’è stato un contatto proficuo tra la società giallorossa e gli agenti del calciatore per quanto riguarda il contratto.
Un altro particolare emerge dal Corriere dello Sport di questa mattina: la società giallorossa ha l’accordo con il calciatore e ha organizzato le visite mediche per la prossima settimana, in modo tale da blindare l’accordo con Ndicka.
Oggi pomeriggio Retesport trasmetterà in esterna dal centro Sapienza Sport di Tor di Quinto per l’importante appuntamento con “Padel e Salute”. Protagonista della manifestazione la salute, con visite gratuite e soprattutto la prevenzione.
Vi aspettiamo a partire dalle 14.00 alle 19:00
Retesport, al parti di Radio Roma Capitale e Radiosei sarà media partner dell’evento.
Il matrimonio tra El Shaarawy e la Roma continuerà. Come riporta Calciomercato.com, la società giallorossa avrebbe trovato un accordo con il numero 92 per il rinnovo di contratto. Tiago Pinto avrebbe offerto al Faraone un rinnovo pluriennale a cifre inferiori rispetto ai 3,5 milioni che percepisce attualmente. Nei prossimi giorni si attende l’annuncio ufficiale.
Villar tornerà nella Capitale poiché il Getafe ha deciso di non investire i 3,5 milioni per il diritto di riscatto. Il classe 98 ha rilasciato un’intervista a Cronache di Spogliatoio nella quale ha parlato dell’esperienza a Roma e del suo futuro. Di seguito le dichiarazioni del centrocampista spagnolo che in apertura ricorda l’ottima prestazione contro l’Inter (2-2) agli ordini di mister Fonseca.
“Non sapevo nemmeno che minuto fosse ma ero talmente sicuro di me stesso, in quel periodo, che sapevo di poter fare quella giocata. Con Fonseca giocavo sempre, avevo tanta fiducia in me stesso e sapevo che era ricambiata da allenatore e compagni. Quando ti senti così bene fisicamente e mentalmente puoi solo fare bene. A fine partita, dopo aver aperto Instagram, ho visto il messaggio di Álvaro Morata. Mi disse che stava guardando la partita insieme ai compagni della Juve e che ero piaciuto molto a tutti”.
Sul futuro? “Spero di poter tornare alla Roma, dove ho ancora un anno di contratto, e di giocarmi le mie carte, dimostrando il mio valore. Penso che, visti i tanti infortuni di quest’anno, avrei potuto dare una mano. Sarebbe un onore per me tornare a far parte di quel gruppo e poter giocare agli ordini di Mourinho, uno dei più grandi allenatori degli ultimi vent’anni. Fosse per me partirei ora per poter essere domani a Trigoria”.
Su Mourinho? “Per Mou nutro grande rispetto. Mi disse subito, dal primo giorno, che preferiva centrocampisti con doti diverse dalle mie. Io ho cercato in tutti i modi di farmi notare in allenamento ma purtroppo non è andata bene. Complessivamente la mia vita a Roma è durata il tempo di una stagione completa; nonostante ciò faccio sempre il tifo per loro, ho seguito tutte le partite, compresa la finale persa”.
Come hai deciso di partire per il prestito? “Quando rimani fuori per tanto tempo, nasce dentro di te una sorta di ansia di giocare; molto spesso, purtroppo, questa è una cosa negativa perché ti porta a essere insicuro e timoroso in campo. La serenità, quando si è in campo, è una degli aspetti principali, soprattutto per un giocatore come me che ama toccare tanto il pallone”.
La parentesi alla Samp? “È stata un’annata difficile. Avevamo un gruppo molto affiatato e stavamo molto bene insieme. I risultati però non sono mai arrivati e siamo entrati in una spirale negativa, dove tutto girava contro di noi. Inoltre non vedevamo un euro. Tutto questo mi ha fatto capire che, a volte, non dipende tutto dai giocatori in campo. Non eravamo liberi di testa e tutto ciò che ruotava attorno a noi aveva creato un ambiente negativo. Quando me ne sono andato ho chiesto scusa ai tifosi; sono un ragazzo onesto e so di non essere stato all’altezza della Samp. Loro invece sono stati incredibili e ci hanno sempre supportato, nonostante tutto. Ci tengo a mandargli un abbraccio e sono sicuro che torneranno presto in Serie A”.
Il presidente del Galatasaray – Dursun Ozbek – ha rilasciato un’intervista al quotidiano turco Sabah nella quale parla del futuro di Mauro Icardi. L’attaccante argentino è stato accostato alla Roma ma il suo futuro potrebbe tingersi di un giallorosso diverso rispetto a quello capitolino. Di seguito le dichiarazioni del presidente del Galatasaray.
”Non sarà un trasferimento facile… dopo le sue prestazioni qui, sono molte le squadre interessate, dall’Arabia all’Europa. Ci stiamo provando, e abbiamo avviato trattative con degli sponsor. Siamo in costante contatto. Anche Icardi vuole restare. I colloqui hanno subito un’accelerazione enorme”
TOP & FLOP ROMA 22/23′ – (a cura di Francesco Oddo Casano) – La stagione della Roma si è chiusa con la qualificazione in Europa League e con lo sguardo dunque rivolto al sogno di Dublino, dopo l’incubo di Budapest e la sconfitta ai rigori. La sensazione è che la formazione giallorossa, che sarà ancora guidata da Josè Mourinho, ci riproverà, sospinta anche dallo spirito di rivalsa per la cocente sconfitta contro il Siviglia. Il ‘come’ dipenderà dal mercato. Ora però è tempo di bilanci e di valutazioni anche sul singolo rendimento dei calciatori scesi in campo in questa stagione lunghissima e interrotta dalla pausa Mondiale.
PORTIERI
Rui Patricio 6- La sera di Tirana e quel doppio miracolo chiusero un primo anno assolutamente positivo per il lusitano. Tutti immaginavano che si ripetesse e invece ha mostrato più di qualche crepa. Alcuni errori pesanti, difficoltà a trovare regolarità di rendimento nella prima parte di campionato poi una lenta, ma inesorabile risalita verso uno standard di prestazioni anche abbastanza buone. Il picco, forse, nella parata decisiva contro il Feyenoord nella gara di ritorno all’Olimpico, quasi a chiudere un immaginifico cerchio. Nella somma tra quanto dato e quanto ‘tolto’, Rui alla fine è sostanzialmente in pari. Equilibrato
Svilar NG Ludogorets in apertura di stagione, poi le terrificanti prestazioni nella tournèe giapponese e un lungo periodo di apprendistato che aveva prodotto più di qualche dubbio sul serbo, non solo in seno alla tifoseria e agli osservatori esterni. Nel finale di stagione Mou, per dare fiato a Rui Patricio, lo ha ‘scongelato’ e riproposto in campo in tre occasioni con risultati più che accettabili. Troppo poco però per un giudizio assoluto sulle sue reali qualità. Rimandato
Foto Fraioli
DIFENSORI
Smalling 8 Si parte da lui per tornare a lui. Perchè la difesa della Roma ha un sapore con l’inglese in campo e un altro senza. Baluardo, leader, ‘respingitore’ umano di palloni, muro. Aggettivi e sostantivi per incensarne le qualità si sprecano. Chris ha guadagnato a suon di prove straordinarie un altro biennio in giallorosso. Decisivo anche in area avversaria, sostanzialmente: imprescindibile.
Mancini 7 Inizio non positivo, con qualche prestazione incolore e qualche errore gratuito che ha pesato sui risultati. Poi lo spirito e l’abnegazione alla causa lo hanno sospinto dopo il Mondiale, verso prestazioni sempre migliori. La rete dalla distanza contro la Juve e l’esultanza sotto la Sud hanno sugellato il rapporto con il pubblico, che oggi lo ritiene un assoluto beniamino. Ha ridotto sensibilmente il numero di ammonizioni gratuite, pur non perdendo il vizio a volte di cadere in eccessive proteste. Combattente
Ibanez 6 E’ la media perfetta tra alcune grandi partite da 8 e altre da film dell’orrore, dunque da 4. Il brasiliano ha mostrato segnali di grande crescita, legati soprattutto alla sua esplosività fisica. I due derby pesano come un macigno sul rendimento complessivo che in Europa invece è stato sostanzialmente perfetto, compresa la finale dove è risultato uno dei migliori in campo. Ha colpito diversi legni, compreso quello dal dischetto nella lotteria finale. Destinato a partire, non ha mai trovato la continuità mentale necessaria per il salto di qualità definitivo. Imperfetto
Kumbulla 5 Dispiace per il grave infortunio, ma la terza stagione romanista ricalca le due precedenti: tanti stop, pochi minuti in campo e la sensazione che seppur in un’età ancora relativamente giovane (classe 2000, 23 anni) fatichi a stare al passo delle richieste di Mou. Il gol con la Real Sociedad l’unica gioia di stagione, bruciata pochi giorni dopo dalla follia contro il Sassuolo che ha compromesso un’intera gara. Acerbo
Karsdorp 5,5 Prima traditore poi figliol prodigo. In mezzo altri due infortuni al ginocchio, vera croce esistenziale dell’olandese che da anni combatte con queste problematiche. Inizio di stagione shock con errori gravissimi in fase difensiva che sono costati anche punti importanti alla squadra. A Reggio Emilia, dopo diversi richiami pubblici e privati, il punto di rottura e la lite con lo Special One. In assenza di opzioni per il trasferimento, il tecnico lo ha pian piano riabilitato, comprendendo forse di aver esagerato e i risultati stavano arrivando prima del secondo stop al ginocchio. Ben voluto dal gruppo nonostante tutto. Cavallo pazzo
Celik 5,5 Altalenante, ma in crescita nel finale di stagione. Il turco ha faticato tantissimo a trovare continuità in maglia giallorossa, nonostante Mou gli abbia dato parecchia fiducia soprattutto nei primi mesi. Lo stop al collaterale lo ha frenato, forse, nel momento più importante poi la sparizione nei primi mesi del 2023 a causa di qualche prestazione negativa e la ricrescita nel finale. La miglior prova col Milan all’Olimpico. Può restare, ma non come titolare. Ondivago
Spinazzola 5 Era atteso alla stagione del rilancio dopo il prolungato periodo di rodaggio post rottura del tendine d’Achille, ma Spina – al netto dell’impegno profuso – non ha mai realmente convinto. Si ricordano 4-5 prove al suo livello, la migliore quella col Salisburgo all’Olimpico, 2 gol e 6 assist concentrati tutti nello stesso periodo, ma nel complesso sono troppe le partite nelle quali ha faticato a carburare, facendosi sorprendere in troppe occasioni in fase difensiva (Betis Siviglia, Napoli, Inter, Milan solo per citarne alcune). Se arriva un’offerta allettante può partire, per buona pace di tutti. Intermittente
Zalewski 6- Ha giocato tanto, a sinistra ma anche a destra, forse rischiando di snaturarsi ulteriormente, poiché già impiegato in un ruolo non del tutto confacente alle sue qualità migliori, cioè quelle offensive. Grazie alla fiducia di Mou e al finale sorprendente della scorsa stagione ha strappato anche il pass per i Mondiali e la manifestazione iridata ha indubbiamente inciso sul suo rendimento. Ci si aspettava legittimante un salto di qualità che non è arrivato. Ha chiuso benino la stagione, ma i numeri complessivi (2 gol e 1 assist in 47 gare!?!) sono piuttosto lontani da quelli (minimi) richiesti come standard ad un quinto di centrocampo. Fuori asse
Llorente 6,5 Arrivato in sordina a gennaio, sembrava un Maitland-Niles 2.0 e invece si è dimostrato utilissimo alla causa. Diverse le partite da titolare, quando Ibanez ha avuto necessità di fermarsi – soprattutto dopo l’ennesima follia nel derby – e complessivamente ottime le prestazioni, per un ragazzo che ha avuto l’intelligenza e la bravura di calarsi subito nel mood emotivo del gruppo. Conosceva Mou da ragazzino al Real, lo ha ritrovato da calciatore maturo. Se ci fosse la possibilità di trattenerlo a costo zero o in prestito, sarebbe un’ottima operazione. Sicurezza
Foto Fraioli
CENTROCAMPISTI
Matic 8 Dominus assoluto del centrocampo della Roma. Non stupisce il fatto che Mourinho lo abbia richiesto e ottenuto un minuto dopo l’addio di Mkhitaryan. Dopo anni di parziale riposo allo United, è tornato a giocare ogni tre giorni e all’inizio ha faticato un pochino a trovare il ritmo partita, poi di settimana in settimana, è apparso chiaro a tutti che ci fosse una Roma con Nemanja e una senza. Presenza fisica, leadership, l’idea che in campo nelle difficoltà la palla a Matic sia sempre una palla ben spesa. Comandante
Cristante 7 Ad inizio anno la solita storiella: “Bryan è il miglior dodicesimo possibile”. Poi leggi lo score e ti accorgi che non esce mai dalla formazione titolare. Vale per Mou come per i suoi predecessori. Non è appariscente quasi mai, ma è fondamentale per tutti, in primis i compagni. Se c’è da raddoppiare, rincorrere, saltare di testa, provare ad impostare, lanciare in profondità, Bryan c’è. Se c’è da difendere un compagno in difficoltà, ti giri e Bryan c’è. Rinnovo meritato, ma ancor di più la fiducia della stragrande maggioranza del pubblico romanista. Inesauribile
Pellegrini 7- E’ un altro dei pretoriani di Mourinho, nonostante anche in questa stagione abbia dovuto fare i conti con qualche problema fisico di troppo che ne ha limitato oltremodo rendimento e brillantezza. Rispetto ai picchi di qualità dello scorso anno, il Capitano ha faticato ad offrire continuità di giocate, ma il suo apporto – nelle more di un attacco asfittico – è risultato comunque decisivo nella somma dei numeri, dopo Dybala. Anche in questa stagione ampia doppia cifra tra gol e assist, piede fatato sui calci piazzati. Serve tanto riposo e un leggero reset anche sul piano tattico, perchè rispetto ad un anno fa, Mou gli ha chiesto maggior sacrificio in fase di non possesso e Lorenzo non si è mai tirato indietro. Leader
Bove 6,5 La grande sorpresa dell’anno è lui. Romano e romanista, qualità morali e attaccamento che gli hanno permesso di attendere con pazienza la chance per entrare finalmente nelle rotazioni dei big. Prima parte di stagione in naftalina, poi dopo il Mondiale un graduale ma inesorabile inserimento che lo ha portato a giocare da titolare due semifinali di Europa League, condite da un gol decisivo. Pronto per spiccare il volo. Cane malato
Camara 5,5 – Preso per mettere una toppa all’enorme falla dell’infortunio di Wijnaldum, il centrocampista dell’Olympiakos ha mostrato alcune buone qualità tra ottobre e novembre ma poi è totalmente sparito dai radar. La Roma e Mourinho sapevano già che non sarebbe stato riscattato e si è preferito puntare sui prodotti del settore giovanile. Nel finale è riemerso mostrando limiti tecnici evidenti. Di passaggio
Tahirovic 6- Quando Mou dice che a volte gioca da Bosniaco a volte da Svedese, ha completamente ragione. Il ragazzo ha talento, è cresciuto anche fisicamente e come lettura di spazi e tempi in campo, ma ha ancora tanto da imparare, soprattutto in termini di continuità e attenzione mentale durante la gara. Sarà ceduto per fare esperienza, ma una forma di controllo sul suo cartellino andrebbe mantenuta. Doppia anima
Wijnaldum 5 Molto è girato intorno all’olandese. L’esaltazione cittadina per il suo arrivo, il grave infortunio dopo 10 giorni dallo sbarco nella capitale, la lunga, lunghissima rincorsa verso il pieno recupero. Tornato in campo, a parte rari lampi, è apparso per lo più spaesato e decisamente distante dalla vis pugnandi del gruppo. In finale la prova forse più opaca, nella serata più importante della stagione e non solo. Tornerà a Parigi per buona pace di tutti, ma quanti rimpianti. Distante
Foto Fraioli
ATTACCANTI
Dybala 8,5 Magie, tiri a giro, gol decisivi, ma anche due maledetti infortuni che ne hanno ancora una volta condizionato il rendimento. E’ il pacchetto completo della Joya, valore assoluto e autentico della Roma 2.0 di Mou. Lo Special lo ha definito per larghi tratti della stagione ‘l’unica luce della squadra’ e per diverse settimane è sembrato così. Con l’argentino in campo la Roma ha costruito un campionato da vertice e raggiunto agevolmente le fasi finali di Europa League, senza di lui il tecnico ha dovuto fare una scelta. Il gol in finale e l’uscita di scena al 60′ lo specchio della sua stagione. Decisivo sì, ma purtroppo non del tutto affidabile. Chiude comunque con 18 sigilli, ad avercene di campioni così. Diamante
Abraham 4,5 Servirebbe uno psicanalista o forse un esorcista per comprendere dove sia finito il Tammy dello scorso anno. Da 27 gol e prestazioni convincenti, a volte da spellarsi le mani dagli applausi, l’inglese si è letteralmente incartato. Involuto, spento, arruffone e un terzo dei gol all’attivo rispetto ad un anno fa. Insomma, un disastro, di cui certamente anche Mou è rimasto sorpreso in negativo. Quella fame agonistica che lo sospingeva si è tramutata in una pancia piena che ne ha svilito ambizioni e qualità. L’infortunio al ginocchio il macigno finale su una stagione, decisamente, da dimenticare. Scomparso
Belotti 5 Arrivato al fotofinish del mercato dopo un’estate senza preparazione e soprattutto una dolorosa separazione (al veleno) con il mondo granata, il Gallo era per tutti l’ideale alter ego di Abraham, per definire una coppia di attaccanti affidabile in vista del doppio impegno. Al pari di Abraham però anche Belotti ha fatto una fatica micidiale a far gol. Appena 4 sigilli, zero in campionato. Nessuno peggio di lui nei top5 campionati europei in base alla media di minuti a disposizione. La differenza con l’inglese è stata senza dubbio sul piano dell’atteggiamento. Il Gallo non si è snaturato, lottando anche contro gli infortuni e giocando sulle fratture, ma bisogna ritrovare i gol. Senza cresta
El Shaarawy 7 Tuttofare, sull’esterno, come quinto, a volte anche terzino, poi seconda punta o trequartista. Il Faraone si è ripreso la Roma, con giocate, gol e prove da calciatore maturo. Mai una polemica, mai una parola fuori posto, apprezzatissimo dal tecnico per lo spirito di sacrificio e perchè in corsa ‘è uno dei pochi capaci di cambiare volto alle partite’. Ha meritato il prolungamento di contratto, è solo un problema di cifre. Prezioso
Volpato NG Un gol da tre punti a Verona e la sensazione che potesse sbocciare. Mourinho gli ha dato fiducia ma poi qualcosa si è rotto. Probabilmente il ragazzo italo-australiano non ha retto la pressione di dover dimostrare tutto il suo talento, anche entrando pochi minuti. Troverà la sua giusta dimensione altrove. Incompiuto
Solbakken 5,5 1 gol e 2 assist, troppo poco rispetto a quanto tutti a Trigoria si attendevano dal norvegese che ha pagato fortemente lo scotto del passaggio da un campionato periferico, quello Norvegese, alla Serie A. I mezzi fisici e tecnici ci sarebbero, forse necessitava di un passaggio intermedio. Preso a zero è una potenziale, buona, plusvalenza. Fumoso
La Roma vuole accelerare anche su Youri Tielemans, ma l’affare resta complesso. Non solo per le richieste economiche del calciatore, ma anche per l’elevata concorrenza. Come riferisce Andrea Pugliese su gazzetta.it, sul calciatore infatti ci sarebbe il forte pressing dell’Aston Villa e del Galatasaray.
ROMA SU TIELEMANS MA ASTON VILLA E GALA…
Pinto ha già preso contatti con Peter Smeets, agente del giocatore (rappresentato dalla Claes Agency), per capire l’eventuale sua disponibilità ad un trasferimento nella Capitale. L’operazione non è però semplice, perché Tielemans a parametro zero fa gol a parecchi club, tra cui l’Aston Villa di Emery, e lui in questo momento sembra intenzionato a voler rimanere in Inghilterra, nella Premier League. Sul giocatore, poi, nelle ultime ora è piombato anche il Galatasaray, che secondo i media turchi sarebbe pronto ad offrirgli un contratto quadriennale a 4 milioni di euro a stagione (al Leicester ne guadagnava 3 più eventuali bonus).
Cifre che la Roma non può pareggiare, ma con i giallorossi che possono offrire condizioni diverse a Tielemans: un progetto, la Serie A, un club che viene da due finali europee consecutive e la garanzia di José Mourinho, con cui Tielemans sarebbe felice di lavorare in futuro. Ecco perché i giallorossi non hanno mollato la presa e continuano a monitorare il giocatore da vicino
Carles Perez è uno dei calciatori in esubero che rientrerà a Trigoria dopo il prestito in Spagna. La sua stagione però con la maglia del Celta Vigo, club che Perez volle fortemente raggiungere la scorsa estata, è stata positiva e con un rendimento in crescendo: 5 gol e 6 assist in 2400 minuti complessivi.
Lo spagnolo insomma non ha nascosto la sua volontà di restare al Celta: “Innanzitutto dovrò tornare a Roma ma mi piacerebbe tornare qui al Celta Vigo. Vorrei restare ma non dipende da me”. Queste le dichiarazioni riportate da Marca.
Il Celta Vigo però non eserciterà l’opzione di acquisto da 10 milioni perchè ad un anno dalla scadenza del contratto vorrebbe risparmiare. Se ne parlerà già nei prossimi giorni. Su Perez prende corpo anche l’ipotesi Getafe.
NDICKA ROMA MILAN – Da giorni si parla in ambienti di mercato del possibile approdo in giallorosso di Evan Ndicka, forte centrale difensivo francese, che ieri ha salutato ufficialmente l’Eintracht Francoforte. Dopo Aouar è lui il secondo colpo a zero che a Trigoria vorrebbero chiudere a breve.
Un calciatore su cui la Roma e Mourinho hanno messo gli occhi da diversi mesi, viste anche alcune sue caratteristiche: piede mancino, oltre un metro e novanta, duttile, capace di giocare in una difesa a tre o a quattro, dotato anche di una buona propensione a far ripartire l’azione.
Ndicka, parola alla Roma ma il Milan tenta di soffiarlo a Pinto
Tiago Pinto (e Mou) ha incontrato più volte gli agenti del ragazzo a Trigoria (come emerso su Instagram qualche settimana fa, sul profilo dell’agenzia che cura gli interessi di Ndicka) e nelle ultime ore ha sferrato l’affondo decisivo: contratto quinquennale da circa 2 milioni di euro a stagione e una parola data dal giocatore che dovrebbe essere il preludio alla firma.
Il Milan però sta tentando un inserimento last minute: come riferito ieri sera da Gianluca Di Marzio a Sky e poi anche da Daniele Longo questa mattina su calciomercato.com, il club rossonero ha contattato gli agenti del calciatore e potrebbe proporre un contratto migliore, oltre che la prospettiva della Champions, a Ndicka. Possibili sviluppi già in giornata.