Attilio Gregori, ex portiere della Roma ad inizio anni 80′ e tecnico del Monterotondo Scalo promosso di recente in Serie D, è intervenuto ai microfoni di Rete Sport. Queste le sue dichiarazioni:
Sulla promozione col Monterotondo Scalo: “E’ stata una battaglia incredibile, abbiamo giocato in tre mesi tre partite in una settimana, un campionato anomalo condizionato purtroppo dal Covid, come in tutte le categorie, siamo stati tre mesi sott’acqua ma abbiamo fatto un percorso straordinario”
Sulla vittoria della Coppa Italia dell’86’ contro la Samp: “Fu una serata straordinaria, il gol di Cerezo nel finale, ricordi indelebili. Ho ancora i filmati di quelle sfide, erano i miei primi passi tra i professionisti e nella Roma, nella squadra dove sono cresciuto. Sono emozioni che ti restano dentro e quando ci penso ho grande nostalgia di quel periodo. Eriksson scelse me come portiere della Coppa Italia, per tutta la competizione, Tancredi tra l’altro partì per i Mondiali, insieme ad altri calciatori, giocai la fase finale, tutte le sei ultime partite della Coppa Italia e vinsi da titolare quella Coppa”
Sulla Nazionale azzurra: “Penso possa arrivare fino alla fine, non ha grandi campioni, ma una grandissima identità e un gioco identifica un gruppo che ha una mentalità offensiva. L’Italia di Mancini si difende in avanti e gioca per vincere”
Su Gollini e il futuro portiere giallorosso: “E’ un portiere normale, regolare. Dopo Alisson è difficile trovare un grande portiere di quel livello. Ci sono tanti bravi giovani, punterei su Musso dell’Udinese per costruire un progetto. Donnarumma è cresciuto molto in questi ultimi tempi, non pensavo potesse avere questa evoluzione”
Su Mourinho: “Arriva in una piazza particolare, che non vince da tanto tempo, che vuole tornare a competere per i vertici. Non sarà un’avventura agevole, non so se questa Roma sia adatta al Mourinho degli ultimi anni, che si è tramutato più in un gestore di gruppi. Non ho dubbi sul valore del portoghese, ma ha smesso di essere allenatore di campo da diverso tempo, la Roma dovrà esser bravissima a prendere giocatori funzionali al suo stile di calcio”