Quando José Mourinho alla fine dice: “Nello spogliatoio ho spiegato ai ragazzi che mi fa più piacere una vittoria del genere che un successo per 5-0“, si capisce come Tammy Abraham stavolta vada santificato, scrive Massimo Cecchini su La Gazzetta dello Sport. Ormai per il centravanti – giunto all’8° gol stagionale e al quarto in questo mese e col nuovo modulo – i segnali d’indispensabilitàlievitano. E non solo in fase offensiva, come chiarisce anche lo stesso Special One. “Nel finale aveva i crampi, ma gli ho chiesto uno sforzo in più perché mi serviva la sua fisicità soprattutto sulle palle inattive. Mi dispiace solo che aspettava di calciare quel rigore, ma non gli è stata data l’opportunità perché c’era un fuorigioco dieci minuti prima…“, graffia ironico. “Come ho sempre detto amo questo club – dice Abraham a fine partita – perché fin dal primo giorno mi sono sentito subito a casa. Non c’è niente di più bello che segnare davanti a questo pubblico. Prima del rigore stavo palleggiando, visto che era un momento delicato e tutto stava andando per le lunghe. Sono rimasto concentrato e ho giocato col pallone per dimostrare che non ero nervoso“.
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Mourinho esalta Abraham: “Segna e sa soffrire, dà tutto per la squadra”