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A Trigoria col Barone

#100Liedholm – Il ricordo di Fabio Maccheroni

I ‘grandi giornalisti’ che il sabato venivano a Trigoria per ‘l’intervista pre match’ lo chiamavano Nils. I giovani come me, si limitavano a ‘mister’, confidenziale ma con grande rispetto. A rimettere le cose a posto era Liedholm stesso che trattava tutti allo stesso modo. Sembrava che tutti avessero lo stesso diritto a una risposta, a un paradosso o sfottò, che era il suo terreno preferito. Poteva dirti che Pruzzo si toccava la caviglia perché ‘altri tempi… io una volta jocai con cavilia fraturata ‘, si senza g o doppia t, ma soprattutto con piglio serio, al punto che finiva anche nel pezzo che usciva sul giornale come ‘paradosso’ alla Liddas, ma forse voleva solo dire ‘dai che non ha niente’. Molto di quello che succedeva lasciandoti in ansia (da tifoso, o da addetto ai lavori in cerca di notizie), finiva in un ‘niente di serio’. Tranne la superstizione , di cui si parlava poco con lui, forse perché per lui era l’unica vera cosa seria. Il resto? Nela è terzino sinistro titolare in nazionale? ‘Giusto, può giocare a sinistra, destra o in panchina’. Un sorriso e poi si andava a mangiare contenti perché non si era fermato con Tancredi : tre tiri, alla terza parata vai in doccia’… la terza non arrivava mai, soprattutto di sera, con i cronisti che gelavano a Trigoria aspettando la fine… e soprattutto lui che arrivava con lo zuccotto giallorosso e una dispettosa gocciolina di sudore sul naso per dire ,magari , che Sorbi è ‘un piccolo Rivera’.

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