FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – La Roma ha terminato il ritiro in Portogallo con una bella vittoria per 3-0 contro gli olandesi del Waalwijk. Mourinho nel primo tempo ha cambiato veste tattica: 4-2-3-1 dall’inizio come non si vedeva da Roma-Cagliari del 16 gennaio. I giallorossi nella prima frazione di gara hanno giocato con maggior fluidità e dopo 20 minuti Abraham ed El Shaarawy hanno messo la firma sul match. I tifosi romanisti hanno visto tutto quello che nell’ultima parte di stagione è stato impossibile osservare: coraggio, coinvolgimento di molti uomini nella manovra offensiva, determinazione, aggressività in fase di non possesso e pressing alto.
Nella ripresa, Mou è tornato alla consueta difesa a 3 e Zaniolo al 47′ ha chiuso la partita firmando il 3-0 su assist di Abraham. Finalmente un po’ di luce. La Roma con il 4-2-3-1 nella gara di ieri ha mostrato maggior prolificità offensiva e, numeri alla mano, non è un caso.
I numeri della Roma con il 4-2-3-1: media di oltre 2 gol fatti a partita

Mourinho è arrivato nella Capitale pensando di schierare la Roma con il 4-2-3-1. Nel corso della passata stagione, però, il tecnico portoghese data la poca compattezza difensiva, ha deciso di cambiare volto alla squadra ed è passato al 3-4-1-2.
La Roma con la difesa a 3, soprattutto nell’ultimo periodo, non riesce a creare occasioni da gol e la sterilità della squadra è diventata preoccupante. Nell’amichevole di ieri contro il Waalwijk, infatti, Mourinho, nel primo tempo, ha cambiato veste tattica passando nuovamente al 4-2-3-1 e la squadra è stata costantemente pericolosa segnando anche 2 reti in 20 minuti. Numeri alla mano, non è un caso, infatti, la Roma con questo modulo segna molto di più rispetto a quando Mou schiera i giallorossi con la difesa a 3: 39 gol fatti in 19 partite (media di 2,05). In Serie A con questa veste tattica, i giallorossi hanno disputato 13 match e hanno realizzato 23 reti (1,77).
Il numero dei gol fatti cala drasticamente quando la Roma gioca con la difesa a 3: 83 reti realizzate in 56 gare (1,48). In Serie A i dati sono peggiori: 55 gol fatti in 40 partite (1,375). Nel campionato in corso i numeri calano ancora: 18 reti in 15 match (1,2). Se la squadra giallorossa dovesse continuare con questa media gol finirebbe la stagione con 45 o 46 reti fatte in Serie A (a 20 squadre solo nel 1946-47 la Roma ha fatto peggio con 41 gol realizzati).
I gol subiti dalla Roma con il 4-2-3-1 e la difesa a 3: ecco i numeri

La solidità difensiva è una prerogativa per Josè Mourinho. Questo motivo, infatti, ha portato il tecnico portoghese a cambiare modulo la scorsa stagione. I numeri, però, evidenziano come non ci sia una differenza abissale tra la media dei gol subiti dalla Roma con il 4-2-3-1 e la difesa a 3. Dati alla mano, i giallorossi con la prima veste tattica, in tutte le competizioni hanno incassato 26 gol in 19 partite (1,37). I numeri, però, sono alterati dalla sconfitta per 6-1 contro il Bodo. In Serie A, i giallorossi con il 4-2-3-1 hanno subito 16 reti in 13 gare (1,23).
La media dei gol subiti cala leggermente quando Mourinho ha schierato la Roma con la difesa a 3: in 56 gare ha incassato 56 reti (1). In Serie A i numeri dei giallorossi sono molto simili: 41 gol subiti in 40 partite (1,025). In sintesi la differenza tra le reti subite quando la Roma di Mou ha giocato con il 4-2-3-1 non è abissale rispetto a quando il tecnico portoghese ha schierato i giallorossi con 3 difensori centrali. Invece, la divergenza con i gol fatti è significativa: in Serie A, si passa da una media di 1,77 (67 reti in 38 partite) a 1,375 (52 gol in 38 gare).
La strada intrapresa nell’amichevole di ieri contro gli olandesi del Waalwijk è quella giusta per ovviare alla sterilità offensiva. Mou, però, dovrà studiare delle strategie per non far sbilanciare la squadra e far sì che la maggior prolificità non comporti un maggior numero di gol subiti. Considerando che per il tecnico portoghese la solidità difensiva è un prerogativa del suo calcio non bisogna preoccuparsi.