Rick Karsdorp è sul mercato ma partirà solo alle condizioni della Roma. Al momento non sono pervenute offerte a titolo definitivo, ma solo due ipotesi di prestito secco. Per questo la società ha bloccato il trasferimento dell’olandese che comunque non intende restare nella capitale dopo lo scontro con Mourinho.
A chiarire la posizione dell’olandese è Tiago Pinto ai microfoni de la Gazzetta dello Sport: “«Dopo la partita col Sassuolo e le parole di Mourinho, il giocatore a livello disciplinare ha commesso una grave scorrettezza non presentandosi all’allenamento e rifiutando di partecipare alla tournée in Giappone. Abbiamo evitato altre polemiche cercando di lavorare internamente e con l’entourage del giocatore. Ricky è tornato, si è allenato e ha giocato. Purtroppo in questa settimana qualcuno ha voluto fare il fenomeno, bruciando un po’ il lavoro che era stato fatto».
Si riferisce al legale del calciatore?
«Non so se è ancora il legale del calciatore… Ma è andato a caccia di fama, facendo il protagonista invece di continuare a lavorare per risolvere i problemi. Lo stesso è accaduto con la Fifpro, un’istituzione che ha steso un comunicato senza aver mai parlato una volta con la Roma. Karsdorp non è mai stato fuori rosa, nonostante non si sia presentato due volte».
Detto del calciatore, la Roma però questo caso se l’è creato da sola: un vero autogol.
«Il nostro tecnico non ha usato giri di parole, ma dopo le partite subentra una parte emozionale non sempre facile da controllare. Ci sono tanti altri esempi, anche recenti, in top club della Premier. Queste cose succedono spesso nel calcio. Molti però hanno dimenticato che la miglior versione di Karsdorp c’è stata con Mourinho, che in 18 mesi lo ha impiegato 60 volte da titolare. Accettiamo le critiche, ma non posso permettere che un giocatore approfitti della situazione per danneggiare la Roma».
Karsdorp è sul mercato? E in caso di cessione verrà sostituito?
«Sì è sul mercato, ma non andrà mai via a zero. Se partirà, dovremo trovare un modo per mantenere la squadra equilibrata, non necessariamente acquistando un terzino. Con Celik, Zalewski, Vina, Spinazzola, El Shaarawy, le fasce sono comunque coperte. Questa intervista mi permette di spiegare come è difficile fare mercato dentro i paletti del FFP con cui dovremo fare i conti nei prossimi quattro anni. All’interno del settlement agreement, uno dei parametri da rispettare è il transfer balance: in pratica in tutte le sessioni di mercato i costi dei calciatori della lista A, quelli che sono iscritti in Uefa, non possono essere superiori ai costi della lista A della stagione precedente. Per costi si intendono il contratto del calciatore, il 100% dei bonus, il trasferimento, la commissione, l’ammortamento».