Ha fatto sogghignare anche Ryan Friedkin, passato in quattro giri d’orologio dal senso di un fallimento al massimo della goduria. Sarebbe stato uno dei peggiori in campo, se non avesse arpionato quel passaggio un po’ morbido di Dybala e usato la mole per spazzare via il malcapitato Touba e disegnare la parabola della vittoria.
Come scrive il Corriere dello Sport, in un tiro, in una giocata, in un urlo, Romelu Lukaku si è messo alle spalle una delle settimane più antipatiche della carriera. E che sia passato dai fischietti di San Siro all’abbraccio della sua gente, sotto alla Curva Sud e senza la maglia gettata chissà dove, sa tanto di liberazione. I grandi centravanti, i campionissimi, sono quelli che un allenatore non toglie mai dal gioco perché anche nella partita più negativa possono estrarre dal repertorio un pezzo di bravura. Questione di esperienza, di profumi. (…)