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Us Open, Paolini vince e una tifosa le regala… soldi

(Adnkronos) – Momento curioso agli Us Open 2026 per Jasmine Paolini. Oggi, mercoledì 2 settembre, la tennista azzurra ha battuto la connazionale Lucrezia Stefanini nel secondo turno dello Slam americano in due set. E, dopo il successo, un divertente episodio è diventato virale sui social. Cos'è successo? La toscana ha salutato i tifosi presenti a New York dopo la vittoria e una sua sostenitrice l'ha fermata per scambiare due chiacchiere e regalarle… dei soldi. Come mostra un video che in queste ore sta circolando sui social, la donna ha messo una banconota nelle mani di Jasmine, spiegando come potesse essere di buon auspicio per il suo torneo.   La reazione dell'azzurra? Jasmine, sorpresa, ha guardato e girato la banconota. Poi, sorridendo, ha ringraziato per il pensiero. Adesso avrà un portafortuna in più per tentare l'assalto al titolo a New York. 
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Droni esplosivi a Lipsia, Ischinger: “Se è un atto di guerra, chiamiamolo atto di guerra”

(Adnkronos) – “Non mi piace davvero l’espressione guerra ibrida”. Wolfgang Ischinger, presidente della Munich Security Conference ed ex ambasciatore tedesco a Washington e Londra, commenta durante un incontro con la stampa a Roma, rispondendo a una domanda dell’Adnkronos, il caso dei droni esplosivi all’aeroporto di Lipsia-Halle, all’indomani della decisione del governo tedesco di attribuirne formalmente la responsabilità alla Russia. “Quando parliamo di guerra ibrida temo che l'opinione pubblica, a parte chi segue da vicino questi temi, non abbia idea di cosa stiamo parlando. Sa che cos’è un veicolo ibrido, metà elettrico e metà a benzina. Ma che cos’è una guerra ibrida? Non è facile spiegarlo”. Meglio, secondo il presidente della Msc, usare parole più precise. “Dobbiamo chiamare le cose con il loro nome. Se è un atto di guerra, dovremmo chiamarlo un atto di guerra. Se è terrorismo di Stato, dovremmo chiamarlo terrorismo di Stato. Se è sabotaggio nel senso tradizionale, chiamiamolo sabotaggio”. Il caso di Lipsia risale al 4 agosto, quando un drone equipaggiato con circa 600 grammi di esplosivo venne trovato nell’area di sicurezza dell’aeroporto, nelle vicinanze di un Antonov cargo ucraino. L’ordigno non esplose per il mancato funzionamento del sistema di innesco. Nei giorni successivi l’indagine si è allargata ad altri apparecchi: il 14 agosto un drone è stato rinvenuto in un campo a Kabelsketal, a ridosso dello scalo, insieme a tracce di quello che gli investigatori ritengono essere Rdx, un esplosivo di impiego militare. Ischinger lo aveva commentato nelle scorse settimane. Se fosse stata dimostrata la responsabilità di Mosca, aveva spiegato a Welt Tv, la Germania avrebbe dovuto concludere che “la Russia sta compiendo atti di guerra contro di noi”. Con quel piccolo drone, aveva avvertito, “avrebbe potuto verificarsi una terribile tragedia”. L'ex diplomatico, che guida la Munich Security Conference e che oggi era a Roma per guidare la tavola rotonda dedicata alla difesa europea, aveva chiesto regole più nette su chi abbia in Germania il potere di individuare, sorvegliare e neutralizzare droni ostili. La svolta è arrivata ieri. Il governo tedesco ha attribuito l’operazione ad attori statali russi sulla base delle indagini di polizia e delle informazioni di intelligence. Configurazione dei droni, esplosivi e tecniche di innesco presenterebbero caratteristiche già riscontrate in altre operazioni attribuite a Mosca e nel conflitto in Ucraina.  Berlino ha quindi convocato l’ambasciatore russo e annunciato una serie di misure diplomatiche e di sicurezza. Tra queste, la chiusura del consolato generale russo di Bonn dal 18 settembre e la rescissione dell’accordo relativo alla Russian House di Berlino. Il governo intende inoltre promuovere nuove sanzioni europee contro persone coinvolte in operazioni di sabotaggio, rafforzare i controlli e aumentare la pressione sulla cosiddetta flotta ombra russa. Mosca ha respinto le accuse, definendole infondate e parlando di una nuova escalation nelle relazioni con Berlino. Sulla risposta decisa da Berlino il giudizio di Ischinger è positivo. “Dobbiamo aumentare il prezzo che Mosca paga per la sua guerra". Le decisioni annunciate ieri “non sono andate troppo oltre” e allo stesso tempo non sono state troppo deboli: “Le considero appropriate”. Il messaggio deve essere che “non permetteremo che questo accada ancora”. La questione, però, non può essere affrontata soltanto su scala nazionale. “La vera sfida non è che la Germania reagisca a quanto è accaduto a Lipsia. La prossima settimana potrebbe succedere in Italia, in Norvegia o in un altro Paese Nato”. Da qui la richiesta di una risposta comune, possibilmente anche con Washington. “Dovremmo avere un approccio coordinato”, in modo che, se un episodio analogo avviene in Europa, “il nostro alleato americano accetti di reagire e non lo ignori soltanto perché non è avvenuto negli Stati Uniti”. L’obiettivo è far capire a Mosca che operazioni di questo tipo “avranno un costo, sempre più alto”. Anche le sanzioni tradizionali, da sole, non sembrano sufficienti. “Funzionano”, ma “apparentemente non dissuadono la Russia dal compiere questi cosiddetti atti ibridi”. Servono quindi altri strumenti capaci di imporre costi politici, finanziari o di altro genere senza produrre un’escalation incontrollata. Tra i terreni indicati da Ischinger c’è la flotta ombra russa, attiva nel Baltico, nel Mare del Nord e nel Mediterraneo, sulla quale i Paesi europei potrebbero esercitare controlli più stringenti sul rispetto delle norme ambientali, assicurative e di navigazione. “Dobbiamo esercitare più deterrenza, e deterrenza è l’opposto di escalation”.  
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Generazione città sane, al via laboratorio nazionale con giovani protagonisti

(Adnkronos) – Coinvolgere una nuova generazione di giovani competenze nella costruzione di città più sane, inclusive e attente alla qualità della vita. È l’obiettivo di ‘Generazione città sane’, il nuovo progetto nazionale promosso dalla Rete italiana città sane – Organizzazione mondiale della sanità (Oms), rivolto a studenti universitari, laureandi e neolaureati interessati ai temi della salute urbana. Da ottobre 2026 a gennaio 2027 – informa una nota – i giovani selezionati parteciperanno a un laboratorio nazionale di apprendimento e confronto con amministratori, esperti, università e stakeholder. Il percorso porterà alla realizzazione dei primi ‘Quaderni per le città sane’, documenti pratici e divulgativi che metteranno a disposizione dei Comuni idee, strumenti, esempi e indicatori utili per le politiche locali. Le candidature potranno essere presentate entro il 15 settembre 2026. Il progetto – spiegano i promotori – parte da un principio sempre più centrale nelle politiche di salute pubblica: il benessere delle persone non dipende soltanto dall'accesso ai servizi sanitari. Le caratteristiche degli ambienti nei quali si vive, si studia e si lavora, la possibilità di muoversi e praticare attività fisica, la qualità degli spazi pubblici, le relazioni sociali, le condizioni ambientali e l'accessibilità dei servizi possono incidere sulla salute e sulle disuguaglianze. Le città rappresentano quindi uno dei luoghi nei quali la prevenzione può tradursi in interventi concreti e quotidiani. “Con Generazione città sane vogliamo mettere in relazione le energie e le competenze dei giovani con i bisogni reali delle nostre città – afferma Lamberto Bertolé, presidente della Rete italiana città sane Oms – Le amministrazioni locali hanno un ruolo importante nella promozione della salute, perché molte decisioni che incidono sulla qualità della vita delle persone passano proprio dalle politiche urbane. Allo stesso tempo abbiamo bisogno di nuove competenze e di punti di vista capaci di leggere le trasformazioni sociali, ambientali e demografiche in corso. Questo progetto nasce per creare un ponte tra questi due mondi: offrire ai giovani un’esperienza concreta e mettere a disposizione dei Comuni idee e strumenti nuovi, semplici e applicabili nei territori”. “Con questo progetto vogliamo fare un passo ulteriore: costruire strumenti concreti a supporto delle politiche locali – spiega Francesco Caroli, coordinatore nazionale della Rete italiana città sane Oms – I Quaderni per le città sane serviranno a tradurre i temi della salute urbana in indicazioni semplici, esempi utili e proposte operative per i Comuni”. La prima edizione – si legge nella nota – avrà carattere sperimentale. In base alle candidature ricevute saranno attivate almeno 2 coppie di lavoro, fino a un massimo di una per ciascuno degli ambiti tematici selezionati. Saranno formate da giovani con competenze e provenienze territoriali complementari, con l’obiettivo di favorire anche il confronto tra realtà diverse del Paese.  Sono 6 gli ambiti tematici sui quali sarà possibile presentare la propria candidatura. Il primo riguarda città attive, movimento e prevenzione, con particolare attenzione alla possibilità di favorire stili di vita più attivi attraverso parchi, percorsi pedonali, impianti sportivi, servizi di quartiere e iniziative di prossimità. Il secondo è dedicato a relazioni, solitudine e comunità e punta ad approfondire gli strumenti a disposizione dei Comuni per contrastare l’isolamento e le fragilità relazionali e rafforzare reti sociali e partecipazione. Un terzo filone sarà dedicato a spazi pubblici, prossimità e qualità della vita urbana, con un focus sul ruolo di piazze, biblioteche, parchi, centri civici, scuole e altri luoghi di aggregazione. Il quarto riguarderà dati, fragilità e disuguaglianze urbane e analizzerà come informazioni sociali, demografiche, ambientali e territoriali possano aiutare le amministrazioni a individuare i bisogni e definire le priorità di intervento. Gli altri due ambiti saranno: ambiente urbano, One Health e convivenza, dedicato alla relazione tra salute umana, ambiente, animali e biodiversità e, infine, comunicazione pubblica, fiducia e salute, che approfondirà linguaggi, campagne di prevenzione, comunicazione digitale, contrasto alla disinformazione e strumenti utili a rafforzare il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. Il percorso si svolgerà prevalentemente da remoto, tra ottobre 2026 e gennaio 2027. I partecipanti prenderanno parte a un momento iniziale dedicato alla Rete e ai principi della salute urbana, a laboratori tematici con esperti e amministratori e ad attività di ricerca applicata. Ogni coppia lavorerà poi alla produzione di un Quaderno operativo per i Comuni. Non si tratterà di un elaborato accademico, ma di un documento breve, accessibile e concreto, pensato per supportare gli amministratori locali nelle scelte e nelle politiche di salute urbana. I risultati saranno presentati pubblicamente nel febbraio 2027, in occasione del Meeting nazionale della Rete italiana città sane – Oms. Il progetto – precisano gli organizzatori – è aperto a studenti universitari, laureandi, neolaureati e giovani provenienti da percorsi diversi: dall’urbanistica all’architettura, dalle scienze sociali alle politiche pubbliche, dall’economia alla statistica e alla data science, dalla comunicazione alla salute pubblica, fino a medicina, professioni sanitarie, scienze motorie, psicologia, scienze ambientali, welfare e innovazione sociale. Non è richiesta una specializzazione già compiuta: saranno valutati soprattutto motivazione, curiosità, capacità di scrittura e interesse per il ruolo dei Comuni nella promozione della salute. Per ciascun giovane selezionato è previsto un riconoscimento economico di 500 euro. Al termine del percorso, alla coppia che avrà realizzato il lavoro ritenuto più significativo sarà assegnato un ulteriore premio di 500 euro per ciascun componente. Le candidature dovranno essere inviate entro il 15 settembre 2026 all’indirizzo segreteria@retecittasane.it, con oggetto ‘Candidatura generazione città sane’. Dovranno contenere nome e cognome, città e territorio di provenienza, percorso di studi, ambito tematico scelto, una breve motivazione, eventuali esperienze coerenti con il progetto, disponibilità a partecipare alle attività da ottobre 2026 a gennaio 2027 e curriculum vitae. 
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Gp Monza, la promessa di Hamilton e Leclerc: “Qui per vincere”

(Adnkronos) – "Monza è sempre una gara veloce, lo scorso anno non avevamo la macchina per vincere. Quest'anno…". Lewis Hamilton fa sognare i tifosi della Ferrari a Milano, in vista del Gp di Monza del prossimo weekend. Oggi, mercoledì 2 settembre, il campione britannico ha incontrato – insieme a Charles Leclerc – migliaia di sostenitori della Rossa a Milano, durante l'evento 'Drive to Monza' in Piazza Duomo. Una marea rossa che ha dato una spinta in più al Cavallino verso il Gran Premio d'Italia. "Guardo avanti perché abbiamo un obiettivo, riportare la Ferrari al vertice. Spero che in questo weekend si possa lottare per la vittoria" ha detto Hamilton, accendendo le speranze dei tifosi. Stesse aspettative per Leclerc: "Grazie ragazzi per l'amore che ci date, faremo di tutto per rendervi felici in questo weekend. Superare Schumi per numero di vittorie in Ferrari? Lui è leggenda e rappresenta per tutti qualcosa di speciale. Mi faceva sognare da piccolo, sarà per sempre una leggenda".  
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A L’Aquila Palazzo Farinosi Branconi torna protagonista della vita culturale

(Adnkronos) – Palazzo Farinosi Branconi torna a vivere e si apre alla città come nuovo Polo Culturale dell’Aquila de La Galleria Bper. Nel cuore del centro storico, uno degli edifici più rappresentativi della storia civile e artistica aquilana rinasce dopo un articolato intervento di recupero, restauro e rifunzionalizzazione e diventa un luogo dedicato alla cultura, alla conoscenza e alla partecipazione. L’inaugurazione si è svolta oggi alla presenza dei vertici di Bper, del Sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, del Vicepresidente della Regione Abruzzo, Emanuele Imprudente, del Presidente dell’Associazione Civita, Gianni Letta, del Presidente della Fondazione Carispaq, Fabrizio Marinelli, del Rettore dell’Università dell’Aquila, Fabio Graziosi. Il nuovo Polo Culturale nasce nell’anno in cui L’Aquila è Capitale italiana della Cultura 2026 e rappresenta una nuova tappa del progetto con cui BPER sta trasformando parte del proprio patrimonio storico, artistico e architettonico in un sistema di luoghi aperti alle comunità. “Siamo orgogliosi di riconsegnare uno degli edifici più rappresentativi della città alla sua comunità, dopo un importante intervento di recupero, restauro e rifunzionalizzazione, unitamente a un percorso espositivo che mette in dialogo il patrimonio artistico della Banca con la storia del territorio abruzzese – ha dichiarato Fabio Cerchiai, Presidente di Bper. È un esempio concreto di come BPER interpreti il proprio rapporto con i territori, attraverso la presenza e il sostegno alle comunità e la valorizzazione di ciò che la nostra storia ci ha consegnato. All’Aquila questo assume un significato particolare, perché la città recupera un luogo della propria memoria e una parte importante della collezione della Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila torna nei luoghi in cui si è formata e viene nuovamente messa a disposizione della città.  BPER sostiene la cultura nella convinzione che questa generi valore quando viene condivisa con le persone e diventi occasione di conoscenza, incontro e partecipazione e, come banca vicina ai territori, si prende cura del loro sviluppo, anche valorizzando il patrimonio storico, artistico e culturale che attraversa le località in cui opera, mettendolo al servizio di chi quei luoghi li vive ogni giorno. Il nuovo Polo Culturale nasce proprio per essere un luogo aperto e vivo, capace di custodire la memoria, valorizzare l’identità del territorio e creare nuove opportunità”. Il Sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, ha dichiarato: “Un palazzo ritrovato, un nuovo spazio di cultura nel cuore dell’Aquila. L’apertura del Polo Culturale di Palazzo Farinosi Branconi assume un valore ancora più significativo nell’anno in cui la città è Capitale italiana della Cultura. Uno dei gioielli architettonici del nostro centro storico, recuperato dopo il sisma, torna a vivere e viene restituito alla comunità come luogo di cultura, conoscenza e partecipazione. Un presidio importante che arricchisce l’offerta culturale della città e testimonia come la ricostruzione significhi non solo recuperare il nostro patrimonio, ma valorizzarlo e renderlo parte della nuova L’Aquila. Ringrazio Bper per aver creduto e investito in questo progetto”. Il Vicepresidente della Regione Abruzzo, Emanuele Imprudente, ha affermato: “La Regione Abruzzo guarda con particolare orgoglio a questa giornata, perché Palazzo Farinosi Branconi appartiene anche alla memoria della nostra comunità regionale. Prima del terremoto del 2009, infatti, il Palazzo ha ospitato la Presidenza della Giunta regionale: è stato dunque uno dei luoghi nei quali si è scritta la storia istituzionale dell’Abruzzo e si è consolidato il rapporto quotidiano tra la Regione e la sua città capoluogo. Oggi, a diciassette anni dal sisma, vederlo tornato a essere parte della vita culturale dell’Aquila rappresenta un’immagine potente della ricostruzione. Per questo rivolgo un sincero ringraziamento a Bper, che ha creduto nel valore di Palazzo Farinosi Branconi e ha scelto di metterlo a disposizione della collettività come spazio aperto e accessibile, insieme a un patrimonio artistico di straordinario valore. È un investimento nella cultura, nell’identità e nel futuro dell’Aquila e dell’intero Abruzzo".  Il Presidente della Fondazione Carispaq, Fabrizio Marinelli, ha affermato: “La restituzione alla città di Palazzo Farinosi Branconi, rinato dopo le ferite del sisma e oggi sede del nuovo Polo Museale di Bper, assume un valore che va ben oltre il pur importante recupero di uno dei luoghi storici dell’Aquila. È il segno concreto di un legame profondo con il territorio e di una storia condivisa che unisce Bper alla Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila e alla Fondazione Carispaq, che di quella storia rappresenta la continuità istituzionale. Particolarmente significativo è che proprio in queste sale tornino a essere riunite, valorizzate e rese fruibili le opere raccolte dalla Cassa di Risparmio nel corso di oltre centocinquant’anni: un patrimonio che appartiene alla storia culturale della nostra comunità e che oggi viene restituito alla sua piena fruizione pubblica. L’apertura di questo museo rappresenta, in questo senso, un autentico gesto di generosità di Bper, di cui la Fondazione è storico azionista, verso L’Aquila e un lascito destinato a durare nel tempo, tanto più prezioso nell’anno in cui la città è Capitale Italiana della Cultura. La Fondazione –ha concluso Marinelli – ha creduto fin dall’inizio nel valore di questa iniziativa, contribuendo ad attivare, attraverso il Protocollo d’intesa con Bper e l’Università degli Studi dell’Aquila, una sinergia tra istituzioni capace di coniugare tutela e valorizzazione del patrimonio, ricerca scientifica, formazione e coinvolgimento delle nuove generazioni. È un modello di collaborazione che rafforza il sistema culturale cittadino e consegna all’Aquila non soltanto un nuovo museo, ma un luogo vivo di conoscenza, identità e futuro”. “La restituzione alla città di Palazzo Farinosi Branconi – ha aggiunto il Rettore dell’Università dell’Aquila, Fabio Graziosi – rappresenta un altro importante passo nel percorso di rinascita del centro storico dell’Aquila. Un edificio di straordinario valore torna a vivere aprendosi alla comunità e diventando un luogo nel quale patrimonio, conoscenza e cultura possono incontrarsi. L’Università dell’Aquila è particolarmente lieta di aver contribuito alla costruzione di questo progetto anche sul piano scientifico, grazie al lavoro dei colleghi Michele Maccherini e Luca Pezzuto, curatori del percorso espositivo, e alle attività di ricerca sviluppate sul Palazzo e sulle opere della collezione. È un esempio concreto di come le competenze dell’Ateneo possano concorrere alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio culturale della città e del territorio. Guardiamo con grande interesse anche alle opportunità che l’apertura di questo nuovo Polo Culturale potrà offrire sul terreno della ricerca e della formazione, rafforzando ulteriormente il rapporto tra Università e città. Palazzo Farinosi Branconi rappresenta così molto bene l’idea di una ricostruzione che non si limita a recuperare il nostro patrimonio storico, ma lo restituisce alla comunità come spazio vivo, capace di generare nuove occasioni di conoscenza, cultura e partecipazione”. Il progetto rappresenta un esempio di collaborazione tra pubblico e privato nel quale la tutela del patrimonio si intreccia con la rigenerazione di un luogo identitario e con la costruzione di nuove opportunità culturali per il territorio. Il percorso di recupero, avviato dopo i gravi danni provocati dal terremoto del 2009, ha portato BPER a modificare la destinazione originariamente prevista per il Palazzo, scegliendo nel 2023 di trasformarlo in uno spazio museale aperto alla collettività.  “Per Bper questo progetto rappresenta un modo concreto di confermare la vicinanza all’Abruzzo e alla città dell’Aquila, attraverso un’iniziativa che unisce la nostra presenza sul territorio alla valorizzazione della sua identità culturale – ha affermato Luigi Zanti, Direttore Regionale Marche Abruzzo di Bper. La scelta di aprire qui un Polo de La Galleria BPER nasce infatti dalla volontà di creare un luogo capace di restituire alla comunità una parte importante della propria storia e, allo stesso tempo, di offrire nuove occasionioni di incontro e conoscenza. L’Aquila è una città che ha saputo trasformare il percorso della ricostruzione in una straordinaria opportunità di rilancio e apertura verso il futuro. Essere qui, nell’anno in cui è Capitale italiana della Cultura, ha per noi un significato particolare: significa accompagnare questo percorso mettendo a disposizione della città non soltanto le opere della nostra collezione, ma un luogo aperto, accessibile e pensato per dialogare con le persone, le scuole e le realtà del territorio”. “Con il Polo Culturale dell’Aquila prende forma un’idea di valorizzazione precisa, ha dichiarato Sabrina Bianchi, Responsabile Patrimonio Culturale La Galleria Bper. La collezione, l’architettura di Palazzo Farinosi Branconi e la storia artistica del territorio costruiscono qui un unico racconto, fatto di contributi e competenze diverse nel rispetto dell’identità e delle caratteristiche originarie. È questo il principio che guida il sistema dei Poli Culturali Bper: custodire un patrimonio significa studiarlo, metterlo in connessione con le persone e i territori e creare le condizioni perché continui a produrre conoscenza”. Da domani, giovedì 3 settembre, Palazzo Farinosi Branconi sarà aperto al pubblico con il percorso permanente “Scrigno di memorie. Paesaggi, colore e tradizione: cinque secoli di arte del Meridione”, che riunisce opere provenienti da diversi nuclei della Corporate Collection Bper e restituisce alla città una parte significativa della storica raccolta della Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila.  Il percorso attraversa cinque secoli, dalla fine del Quattrocento ai primi decenni del Novecento e mette in evidenza le relazioni artistiche che nei secoli hanno collegato l’Abruzzo con le Marche, l’Umbria, Roma, Napoli e il Mezzogiorno. Le opere sono presentate in dialogo con gli ambienti storici del Palazzo, con i suoi affreschi, i soffitti lignei e gli apparati decorativi, creando una narrazione nella quale edificio, collezione e territorio diventano parte di un unico racconto. Il nuovo Polo Culturale dell’Aquila entra così nel Sistema dei Poli Culturali Bper, coordinato da La Galleria Bper, che rende accessibile e valorizza la Corporate Collection attraverso esposizioni, attività di ricerca, programmi educativi e iniziative rivolte alle comunità. Dopo Modena e L’Aquila, il sistema si completerà con l’apertura del Polo Culturale di Ferrara, prevista per ottobre. Il Polo dell’Aquila sarà uno spazio aperto a cittadini, scuole, famiglie, studiosi e visitatori, con visite guidate, attività educative e programmi di approfondimento. La proposta didattica, gratuita e dedicata alle scuole di ogni ordine e grado, accompagnerà la visita alle opere con attività partecipative e inclusive, mettendo in relazione arte, architettura, storia e territorio. 
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Omicidio Gabriele Vaccaro: arrestato 17enne a Pavia

(Adnkronos) – Un diciassettenne, appartenente al gruppo che lo scorso aprile aveva aggredito e ucciso il 25enne Gabriele
Vaccaro in un parcheggio di Pavia, è stato arrestato dagli agenti della Squadra Mobile in quanto ritenuto gravemente indiziato di concorso morale e materiale nell'omicidio aggravato.  Secondo quanto ricostruito durante le indagini, il giovane non solo avrebbe preso parte agli scontri, muovendosi a stretta distanza dall'autore materiale, ma lo avrebbe anche schermato con il proprio corpo durante la lite, per poi fuggire insieme a lui dandogli i propri abiti per eludere i controlli delle forze dell'ordine, oltre a vantarsi successivamente dell'accaduto.  Al termine delle formalità di rito negli uffici della Squadra Mobile, il diciassettenne è stato associato al carcere minorile Cesare Beccaria di Milano a disposizione dell'autorità giudiziaria minorile, mentre proseguono gli accertamenti e le valutazioni sulle posizioni degli altri soggetti maggiorenni coinvolti nella vicenda. 
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Blue Green Economy Award 2026, il 16 settembre a Napoli la cerimonia di premiazione

(Adnkronos) – Il prossimo 16 settembre, presso il Salone Margherita di Napoli, si terrà la cerimonia di premiazione del Blue Green Economy Award 2026. Giunto alla sua terza edizione, il riconoscimento è promosso dall'Associazione For Human Community, nell'ambito del network Comunicazione Italiana, ed è dedicato alle imprese e alle organizzazioni che si distinguono per progetti e iniziative nei campi della sostenibilità ambientale, sociale ed economica e della Blue Economy.  Il premio si conferma un punto di riferimento per la valorizzazione delle buone pratiche Esg: l'edizione 2026 ha registrato 238 candidature ammesse – dato che conferma la crescita costante del riconoscimento, con 198 candidature nel 2024 e oltre 220 nel 2025 – di cui la giuria ha selezionato 42 finaliste distribuite in tre categorie e tre classi dimensionali. Nel corso della cerimonia saranno premiate nove aziende, una per ciascuna categoria e classe dimensionale, alle quali verrà assegnato il Trifoglio d'Oro.  Verranno inoltre conferiti i Premi Speciali nelle categorie Blue Economy, Benessere & Sport, Innovazione & Intelligenza Artificiale e Startup, oltre alle Menzioni Speciali 2026. La serata si aprirà alle ore 18 con i saluti di apertura a cura di Tullia Cautiello, Presidente dell'Associazione For Human Community, Fabrizio Cataldi, Co-founder dell'Associazione For Human Community, e Adriano Solidoro, professore associato di Organizzazione e Management all'Università degli Studi di Milano-Bicocca, in veste di Presidente della Giuria. La serata sarà condotta da Marco Frittella, giornalista, saggista, ex conduttore televisivo RAI e direttore di “Make Different Magazine”. Il Lysandre String Quartet si esibirà nel corso della serata. La serata si concluderà con la “dinner community” con tutti i partecipanti. 
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Guerra ibrida, che cos’è e cosa dovrebbe succedere per far scattare un conflitto

(Adnkronos) – Quali sono i limiti della guerra ibrida? Cosa possono fare l’Europa e la Nato contro la Russia? Quanto siamo andati vicini, con il drone russo potenzialmente letale all’aeroporto di Lipsia, allo scoppio di un conflitto? La denuncia della Germania sull’episodio del 4 agosto, attribuito interamente alla Russia, apre una fase nuova delle schermaglie ibride usate dalla Russia per destabilizzare le democrazie occidentali. Una strategia non nuova, ma che sta diventando sempre più aggressiva, spiega all’Adnkronos Alessandro Marrone, esperto dell’Istituto affari internazionali. La “guerra ibrida” combina strumenti militari e non militari; include cyberattacchi, disinformazione e guerra cognitiva, sabotaggi, uso di droni e attività marittime “ombra”. La finalità è testare difese, individuare vulnerabilità e tempi decisionali, intimidire istituzioni e opinione pubblica, erodere fiducia e coesione politica mantenendo l’opacità e la negabilità del coinvolgimento diretto del Cremlino. Coinvolgimento che stavolta la Germania ha confermato. Cosa mancherebbe allora per una risposta militare vera e propria? “Probabilmente presenza militare ostile e vittime”, riassume Marrone. “Il Trattato del 1949 della Nato definisce il caso di un attacco armato tradizionale, ma gli aggiornamenti strategici recenti includono attacchi cibernetici e spaziali come potenziali casi da Articolo 5 se con gravi conseguenze – spiega – La vulnerabilità dei satelliti, ad esempio, impatta forze armate, aviazione civile e sistemi finanziari”. Ma per attivare la difesa collettiva prevista all’articolo 5 del Trattato Nordatlantico, oltre alle condizioni di letalità che in questo caso non si sono verificate, serve anche la volontà politica dei Paesi Membri del Consiglio, che di norma si attiene a un calcolo di proporzionalità. Con delle vittime a Lipsia ci sarebbe stata una discussione formale nell’Alleanza, ma le decisioni sarebbero comunque passate da una valutazione condivisa. L'obiettivo della Russia con la guerra ibrida è proprio logorare l'Occidente rimanendo sotto la soglia del conflitto convenzionale, sapendo che la Nato non ha interesse a innescare un'escalation incontrollabile. Marrone ricorda che gli ingressi di droni in Polonia e altrove hanno portato a convocazioni del Consiglio Nord Atlantico ai sensi dell’Articolo 4 e a rafforzamenti sul fianco Est, ma l’attribuzione è più complessa quando i droni partono da navi “ombra” o operatori interni. “Sicuramente il caso di Lipsia segna un aumento della gravità della minaccia russa e ha prodotto una risposta politica e solidarietà Ue-Nato – aggiunge – Il trend indica un aumento di frequenza e qualità degli incidenti”. Secondo un rapporto di luglio dell’International Institute for Strategic Studies, tra agosto 2024 e febbraio 2026 sono stati accertati 144 casi di intrusioni di droni nello spazio aereo europeo. Episodi vicino ad aeroporti hanno interrotto traffico con decine di migliaia di passeggeri, probabilmente raccogliendo informazioni di intelligence e testando le reazioni occidentali. Secondo l’istituto "l’attuale architettura europea di contrasto ai droni non è ancora all'altezza della minaccia, nonostante la Nato, l'Unione europea e i governi nazionali stiano dedicando maggiore attenzione al problema: il rilevamento è disomogeneo, le autorità legali sono frammentate, le opzioni di risposta sono spesso sproporzionate e l'attribuzione delle responsabilità rimane troppo lenta per garantire una deterrenza tempestiva". Marrone sottolinea che la minaccia russa passa anche dal mare, con flotte "ombra" e sabotaggi sottomarini. “Navi civili con documenti falsificati possono contrabbandare petrolio russo, possono lanciare droni verso coste del Baltico/Mare del Nord, possono creare incidenti a infrastrutture sottomarine (gasdotti, oleodotti, cavi Internet/elettrici), mantenendo l’attribuzione opaca. Le marine europee hanno già fermato e sanzionato unità sospette in zone critiche", sottolinea. Intanto ci sono gli attacchi cibernetici h24: malware, furti di dati, DDoS e altro. "L’Italia ha registrato un aumento tra i più elevati nel G7 negli ultimi due anni", ricorda Marrone, mentre "disinformazione e propaganda di lungo periodo inquinano il dibattito, generano percezioni infondate e teorie complottiste, oscurando le responsabilità russe".  Intanto nella Nato si discute di "quanto, quando, dove ridurre la presenza militare americana, con compensazione europea, canadese e turca per mantenere deterrenza complessiva stabile”, dice Marrone. Sarà cruciale “superare annunci estemporanei e adottare un approccio strutturato e graduale evita segnali di ritiro disordinato; non è un ritiro totale, ma riduzione coordinata. La somma delle capacità deve restare sufficiente a dissuadere l’escalation russa”. 
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Fine vita, il Veneto approva la legge sul suicidio assistito. Zaia: “Decisione complessa e profonda”

(Adnkronos) – Il Consiglio regionale del Veneto, dopo due giorni di discussione, ha approvato oggi, con 32 voti favorevoli, 14 contrari e 5 astenuti, il progetto di legge d’iniziativa popolare n. 1 sulle procedure di assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito, relatore, il presidente della Quinta commissione consiliare, Manuela Lanzarin (Lega-LV). I lavori d’aula erano stati sospesi ieri, nel tardo pomeriggio e sono ripresi stamattina con la conclusione della discussione generale e l'esame degli emendamenti.  La legge era stata rinviata in Commissione nella seduta del 16 gennaio 2024 della scorsa legislatura, dopo il mancato via libera ai primi articoli, è stata ripresentata in quella attuale e ha superato, con modifiche, il nuovo esame dell’assemblea legislativa. Gli emendamenti hanno tenuto conto dei rilievi della Corte costituzionale e di ulteriori proposte dell’esecutivo veneto. “L’approvazione della legge sul fine vita rappresenta un risultato importante e un atto di responsabilità del Consiglio regionale del Veneto. È stata una discussione complessa e profonda, che ha coinvolto le coscienze prima ancora delle appartenenze politiche. Oggi il Parlamento dei Veneti ha scelto di non voltarsi dall’altra parte e di dare una risposta concreta a persone che vivono condizioni di sofferenza estrema. Personalmente sono orgoglioso di una politica regionale che, su un tema così delicato, ha saputo mostrare il volto migliore delle istituzioni: ascoltare, approfondire, confrontarsi con serietà e, infine, assumersi fino in fondo la responsabilità di decidere e di indicare una strada”: ha detto il Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, commentando l’approvazione da parte dell’Assemblea legislativa della proposta di legge sul suicidio medicalmente assistito. "Voglio ringraziare tutti i consiglieri regionali – prosegue Zaia – chi ha votato a favore, chi si è espresso contro e chi ha manifestato dubbi o sensibilità differenti. Oltre dieci ore di dibattito, precedute da mesi di studio e approfondimento, hanno dato vita a un confronto serio, rispettoso e di alto livello. Su un tema così delicato, anche la capacità di ascoltare le ragioni degli altri rappresenta un patrimonio per l’istituzione. Il mio ringraziamento non può che andare anche ai cittadini e alle associazioni che da posizioni diverse hanno arricchito proposte e discussione”. “Voglio sottolineare che oggi abbiamo approvato una legge per i pazienti e per le loro famiglie, ma anche per i medici e per tutti gli operatori sanitari – aggiunge il Presidente -. Da molto tempo ripeto che sono anche loro a trovarsi ogni giorno davanti a situazioni umane e professionali di straordinaria complessità, spesso in quell’area di confine nella quale medicina, sofferenza, volontà del paziente ed etica si incontrano. Da oggi abbiamo dato anche a loro uno strumento in più, un quadro più chiaro entro il quale affrontare decisioni difficilissime senza essere lasciati soli. Lo abbiamo detto fin dall’inizio – ricorda Zaia -: questa legge non introduce il fine vita e non crea un diritto nuovo. Il perimetro è stato tracciato dalla Corte costituzionale. Il Veneto ha scelto di fare la propria parte, organizzando meglio le procedure ed esercitando pienamente i doveri che spettano a un’istituzione che ha la responsabilità della sanità pubblica”. “Credo che oggi emerga anche un tratto importante della politica veneta – sottolinea Zaia – Il Consiglio ha saputo prendere una proposta di legge di iniziativa popolare, studiarla nel merito, emendarla e migliorarla, senza snaturarne l’impianto, fino ad arrivare a un provvedimento maturo. È questo il compito della buona politica: raccogliere una domanda che arriva dai cittadini e trasformarla, attraverso il lavoro legislativo, in una risposta solida e concretamente applicabile. È stato un percorso lungo e non semplice e, proprio per questo, il risultato raggiunto assume ancora maggiore significato. Il Veneto – conclude il Presidente – ha dimostrato che anche sulle questioni più profonde e divisive si può discutere senza rinunciare alle proprie convinzioni, ma mettendo al centro le persone. Pazienti, famiglie, medici e operatori sanitari da oggi possono contare su un quadro più chiaro. È questo, prima di tutto, il significato della decisione assunta oggi dal Consiglio regionale”.  
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Vicenzaoro September al via venerdì, più internazionale e competitiva

(Adnkronos) – Vicenzaoro September 2026 aprirà venerdì mattina con una doppia crescita sul fronte internazionale. Tra i 1.300 brand espositori provenienti da 40 Paesi, cresce la componente estera, che in questa edizione si attesta al 45% del totale con provenienze europee maggiori da Germania, Belgio, Spagna, Francia, Grecia e Gran Bretagna, mentre quelle extraeuropee vedono ai primi posti Turchia, Hong Kong, Tailandia, India e Stati Uniti d’America. New entry da Corea del Sud, Ucraina e Uzbekistan. Cresce anche la delegazione di buyer ospitati. Sono 910, il 33% in più rispetto ai 605 del settembre dello scorso anno. La delegazione estera da 73 Paesi, grazie alla partnership con ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale e Ice Agenzia, vede in fiera 700 buyer che conoscono profondamente le aziende espositrici di Vicenzaoro e i mercati esteri di riferimento. Le rappresentanze maggiori provengono da Stati Uniti, Regno Unito, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita a pari merito, Cina e Spagna; 210, infine, i buyer italiani. "Una domanda internazionale che si allarga per provenienze e consistenza e che conferma la capacità di Vicenzaoro di attrarre operatori dai principali mercati mondiali. Da questa edizione noi rispondiamo a questa domanda con un riordino delle aree espositive, grazie al nuovo Padiglione 2. Dall’alto di gamma, al packaging, alle gemme, alle tecnologie, alla manifattura orafa: tutta la filiera è ora sotto lo stesso tetto e il Jewellery Boutique Show è oggi ancora più competitivo", sottolinea Matteo Farsura, a capo delle fiere orafe di Ieg.  Alle 11, la manifestazione verrà aperta con la cerimonia inaugurale condotta da Marino Smiderle, direttore de 'Il Giornale di Vicenza', alla quale sono stati invitati: Maurizio Ermeti, presidente di Italian Exhibition Group; Giacomo Possamai, sindaco di Vicenza; Andrea Nardin, presidente della Provincia di Vicenza; Maria Cristina Squarcialupi, presidente Federorafi Confindustria in rappresentanza di tutte le associazioni nazionali del settore orafo; Fabrizio Lobasso, vicedirettore generale per la crescita e la promozione delle esportazioni e direttore centrale per il Sistema Italia e gli investimenti del ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale; Matteo Zoppas, presidente Ice Agenzia; Mara Bizzotto, sottosegretario di Stato al ministero delle Imprese e del Made in Italy; Marco Zecchinato, assessore alla Cooperazione interregionale, Governo del territorio e Infrastrutture della Regione Veneto.    Sono 170 i brand espositori al T.Gold, salone b2b parallelo che debutta nell’edizione di settembre. Le tecnologie, con il 60% di aziende italiane, entrano nel perimetro della fiera, nel Padiglione 4 che precedentemente ospitava la manifattura orafa italiana e internazionale, ora di casa nel nuovo Padiglione 2. Questa edizione di T.Gold è accompagnata dal Jewellery Technology Forum che avrà come tema portante Design. Print. Transform con focus la manifattura additiva nell’industria del gioiello (lunedì 7).    Congiuntura industriale, sentiment delle imprese e analisi dei distretti produttivi, sono i tre pilastri dell’evento che Confindustria Federorafi presenta al pubblico, sabato 5. Alle analisi delle economiste Daniela Corsini, Stefania Trenti e Sara Giusti di Intesa Sanpaolo, si affianca una tavola rotonda con quattro aziende rappresentative di ciascuno dei distretti produttivi di Vicenza, Arezzo, Valenza e Torre del Greco e con le conclusioni della presidente Federorafi Maria Cristina Squarcialupi. Modera Laura Biason di Federorafi. Un ponte sul Giappone farà conoscere meglio la perla Akoya con Preziosa Magazine; allo zaffiro Padparadscha è dedicato il Gem Talk dell’Istituto Gemmologico Italiano. Mentre Assogemme porta a Vicenzaoro una voce tra le più autorevoli della lavorazione del corallo di Torre Del Greco: Enzo Liverino. Trendvision, l’osservatorio indipendente di Vicenzaoro diretto da Paola De Luca, sabato presenterà il nuovo The Jewellery Trendbook 2028+ e farà entrare i partecipanti nella “macchina” che analizza i trend di consumo e stile per produrre ogni anno il nuovo volume sulle tendenze del settore. Il programma completo degli eventi è in homepage del sito vicenzaoro.com.   I nomi chiave dell’industry e del retail internazionale, un calendario di interventi che tocca ogni aspetto della produzione e della tutela del cliente. Vicenzaoro ospita il Congresso del centenario di CIBJO, la Confederazione Mondiale della Gioielleria presieduta da Gaetano Cavalieri. Tra i nomi di rilievo, ospite dell’evento di apertura del congresso, venerdì pomeriggio, c’è Gareth Penny, già Ceo di De Beers e oggi presidente del fondo Ninety-One che gestisce asset per 250 miliardi di dollari. E ancora, Cyrille Vigneron già presidente e Ceo di Cartier e oggi chairman di Fondazione Cartier.  
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