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BigMama bloccata a Dubai: “Noi siamo ancora qui”

(Adnkronos) – "Noi siamo ancora qui". Poche parole quelle postate sui social da BigMama da giorni bloccata a Dubai come diversi altri italiani per la chiusura degli spazi aerei a seguito dell'attacco di Usa e Israele all'Iran e la risposta di Teheran che ha preso di mira anche gli Emirati Arabi Uniti. Giorni fa l'artista aveva lanciato, in lacrime, una richiesta di aiuto sui social: "Sentiamo i missili sulla testa, stasera vi chiedo di darci una mano perché stiamo vivendo un incubo. Siamo tantissimi italiani in questa situazione quindi dovete cercare di muovere tutte le forze possibili". BigMama aveva raccontato di essere "partita dall'aeroporto di Malè quando il nostro volo è stato dirottato nel deserto nei pressi di Dubai. Siamo stati portati in hotel e adesso ci dicono che dobbiamo restare qui facendo attenzione". "Noi continuiamo a sentire i missili sulla testa – aveva spiegato – Io sono terrorizzata, siamo tante persone qui. Occhi su di noi, vogliamo tornare a casa. Non ho mai chiesto niente ma ho troppa paura. Voglio solo tornare a casa". 
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Iran, Sanchez risponde a Trump: “No alla guerra, non saremo complici per paura di rappresaglie”

(Adnkronos) – "No alla guerra!". Così il premier spagnolo Pedro Sanchez risponde alle critiche di Donald Trump, che ha incolpato Madrid per il rifiuto di concedere l'utilizzo delle basi militari in Andalusia per la guerra contro l'Iran.  "Siamo contrari a questo disastro", ha continuato in un discorso il capo del governo spagnolo, aggiungendo che questa posizione è condivisa da "molti altri governi" e da "milioni di cittadini in tutta Europa, Nord America e Medio Oriente che non vogliono più guerre o più incertezza nel futuro". "Non saremo complici per paura di rappresaglie", ha aggiunto. Trump ha colto ieri l'occasione di un punto stampa con il Cancelliere tedesco Merz per 'bacchettare' in diretta quei Paesi europei che hanno apertamente rifiutato di offrire sostegno all'operazione Usa o 'rei' di non collaborare abbastanza nelle prime fasi dei raid. Nel mirino del tycoon sono finiti così la Spagna ma anche la Gran Bretagna, con una stoccata in particolare al premier Keir Starmer. Nei primi giorni dell'operazioni militare contro l'Iran, alcuni Paesi "sono stati d'aiuto, altri no", le parole di Trump, che ha iniziato dagli elogi prima di passare alla 'lista nera': "La Germania è stata ottima. Altri sono stati molti bravi. Il capo della Nato, Mark Rutte, penso sia fantastico" ma "altri europei sono stati terribili…". Ed è così che, davanti ai giornalisti, il leader Usa ha quindi annunciato lo stop agli scambi commerciali con la Spagna, il cui "terribile" governo di Pedro Sanchez ha rifiutato di consentire agli aerei statunitensi di utilizzare le sue basi per attaccare l'Iran e si è opposto all'aumento dei fondi per la difesa nell'ambito della Nato. "La Spagna si è comportata in modo terribile. Ho detto a Bessent di interrompere il commercio con la Spagna. Non vogliamo avere nulla a che fare con loro", l'attacco di Trump.  
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Catania, aggressione del branco contro giovanissimi: misure per sei minori

(Adnkronos) – Nella prima mattinata, la Polizia di Stato ha dato esecuzione a un’ordinanza cautelare emessa dal gip del Tribunale per i Minorenni di Catania nei confronti di 6 minori, ritenuti responsabili di lesioni personali pluriaggravate per futili motivi, con uso di un tirapugni. I fatti risalgono alla notte del 3 gennaio scorso quando un gruppo di minori, seguendo la tipica logica del branco, aveva individuato e aggredito due coetanei nei pressi di Piazza Stesicoro a Catania, zona abitualmente frequentata da giovanissimi. Le due vittime hanno riportato lesioni guaribili rispettivamente in 41 e 10 giorni; una di esse ha subito la frattura della zona orbitaria e lacerazioni alla retina, con rischio di danni permanenti alla vista, rendendo necessari delicati interventi chirurgici.  Le indagini, condotte dalla III e IV Sezione Investigativa della Squadra Mobile attraverso testimonianze, analisi di immagini e video e monitoraggio comparativo dei social network, hanno permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico di sei degli otto indagati complessivi, tutti incensurati. A seguito dell’interrogatorio preventivo, quattro di loro sono stati portati in comunità e due sottoposti alla permanenza in casa. In parallelo, il Questore di Catania, a seguito di istruttoria curata dalla Divisione Polizia Anticrimine, ha emesso otto Daspo Willy nei confronti dei minori e un ammonimento a carico del minore sotto i 14 anni, non imputabile, che aveva utilizzato il tirapugni durante l’aggressione. 
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Figlio e successore di Khamenei “curato per mesi in Uk per impotenza”: il documento degli 007 Usa

(Adnkronos) –
Mojtaba Khamenei, il figlio 56enne dell'ayatollah ucciso nei raid Usa-Israele e suo successore come nuova Guida Suprema dell'Iran, sarebbe stato curato ripetutamente per impotenza negli ospedali del Regno Unito. A rivelarlo è un documento segreto dell'intelligence statunitense riportato dal Daily Mail. Secondo una informativa inviata dal Dipartimento di Stato all'ambasciata statunitense a Londra nel 2008, e successivamente diffuso da WikiLeaks, Mojtaba sarebbe stato sottoposto a pressioni dalla sua famiglia affinché producesse degli eredi. Ci sarebbero volute quattro visite nel Paese, inclusa un'ultima della durata di ben due mesi, per avere un figlio – poi chiamato "Ali" in onore del nonno del bambino, l'allora Guida Suprema. Secondo l'intelligence statunitense, Mojtaba si è sposato relativamente tardi, nel 2004. E questo sarebbe dovuto "presumibilmente a un problema di impotenza trattato e infine risolto durante tre lunghe visite nel Regno Unito". Secondo quanto riporta la testata Uk, queste visite sarebbero state effettuate presso gli ospedali Wellington e Cromwell di Londra. "La sua famiglia si aspettava che Mojtaba avesse figli in tempi rapidi, ma ha avuto bisogno di una quarta visita nel Regno Unito per cure mediche", si legge ancora nel documento, che recita: "Dopo un soggiorno di due mesi, sua moglie è rimasta incinta. Tornato in Iran, è nato un bambino sano, chiamato Ali in onore del nonno paterno".  
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Mps, Luigi Lovaglio fuori dalla lista: attesa per il Cda

(Adnkronos) – Luigi Lovaglio non comparirebbe nell’elenco dei nomi indicati dal comitato nomine al consiglio di amministrazione in vista del rinnovo del board dell’istituto. Grande attesa per il Cda di oggi pomeriggio di Mps che potrebbe escluderlo: il board infatti dovrà approvare l’elenco con almeno 10 voti favorevoli su 14 e potrebbe anche indicare il possibile successore dell’attuale manager. Tra i profili considerati per la guida operativa figurano, come anticipato da Adnkronos nei giorni scorsi, il banchiere ed ex ministro Corrado Passera, l’amministratore delegato di Acea Fabrizio Palermo e Carlo Vivaldi, ex Unicredit. Sempre come anticipato dall'Adnkronos, la posizione del presidente Nicola Maione non dovrebbe invece subire cambiamenti: la casella non risulterebbe al momento in discussione. Stando a quanto si apprende scelta di non includere Lovaglio a pesare sulla decisione sarebbero state non solo le possibili criticità legate all’inchiesta della Procura di Milano sulla tentata scalata a Mediobanca, ma anche la presentazione del Piano industriale che non ha convinto il mercato (di Andrea Persili)  
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Fine dell’inverno, tornano sole e caldo in anticipo: le previsioni meteo

(Adnkronos) – E' un netto anticipo di primavera sull'Italia, con l’alta pressione che porterà i termometri a toccare i 20 gradi da Nord a Sud dopo mesi di piogge incessanti e freddo. Occhio però alla nebbia che dominerà sulla Pianura Padana e alle nubi che interesseranno le regioni del Centro ancora per qualche ora. Sono queste le previsioni meteo degli esperti per la giornata di oggi, mercoledì 4 marzo, e per i giorni a venire. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, ci spiega la dinamica atmosferica che sta alla base di questo anticipo di Primavera: "l'anticiclone ha eretto un vero e proprio scudo sul Mediterraneo centrale. Le perturbazioni atlantiche in arrivo da ovest sbattono letteralmente contro questo 'muro' di alta pressione e sono costrette a deviare la loro traiettoria, scendendo verso l’Algeria per poi dissolversi nel nulla." Se diamo uno sguardo alla climatologia della prima decade di marzo, ci rendiamo conto della portata di questa anomalia. Storicamente, l'inizio di marzo (il famoso "marzo pazzerello") è ancora un periodo di transizione, dove i colpi di coda invernali e le gelate tardive sono la norma, con temperature massime che in media dovrebbero aggirarsi intorno ai 12-14°C. Toccare i 20°C su scala quasi nazionale in questa fase dell'anno rappresenta uno scarto termico notevole, che ci proietta direttamente nel mese di aprile. Tuttavia, alta pressione in inverno e inizio primavera non è sempre sinonimo di cieli azzurri. Bisognerà prestare molta attenzione alla nebbia, che tornerà a fare la voce grossa sulla Pianura Padana e sulle coste del Centro-Nord adriatico, riducendo la visibilità e mantenendo i cieli grigi nelle prime ore del giorno. Inoltre nubi di origine marittima interesseranno ancora le regioni centrali nelle prossime ore. Da giovedì il cielo sarà più limpido, seppur a tratti offuscato dalla “sabbia del deserto” (non lavate l’automobile!) mentre da venerdì e per il weekend avremo qualche piovasco nordafricano su Sardegna, Sicilia e Appennino Meridionale. Infine, la tendenza per tutto il mese di marzo sembra tracciata: avremo temperature costantemente sopra la media del periodo, sebbene nella seconda metà del mese potremmo assistere al ritorno di qualche pioggia in più.  Un 2026 anomalo, con sette settimane torrenziali da Capodanno al 20 febbraio poi, improvvisamente, la fine dell’Inverno e l’arrivo di condizioni meteo pasquali con un mese di anticipo. 
Mercoledì 4. Al Nord: nubi basse in pianura, sole in montagna; nebbia notturne. Al Centro: cielo spesso coperto; isolati piovaschi possibili su Toscana, Lazio e Appennini centrali. Al Sud: parzialmente nuvoloso, clima mite; piovaschi fino al mattino in Sardegna. 
Giovedì 5. Al Nord: bel tempo e sole al Nordest salvo nebbie, molte nubi altrove. Al Centro: poco nuvoloso ovunque. Al Sud: si copre su Sardegna e Sicilia, sole altrove. 
Venerdì 6. Al Nord: nubi sparse e mite. Al Centro: nubi sparse, più coperto sulle coste tirreniche. Al Sud: piogge su Sardegna e Sicilia. 
Weekend. In prevalenza soleggiato e termicamente gradevole su quasi tutta la Penisola, ma con un po' di instabilità e qualche rovescio concentrato su Sardegna, Sicilia e Calabria. 
Prossima Settimana. Un ciclone in arrivo dalla Spagna proverà a farsi strada, ma non sfonderà il muro anticiclonico: al massimo avremo qualche rovescio sparso limitato ai nostri settori più occidentali.  
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Stefano Cucchi, il caso depistaggi arriva in Cassazione. La sorella Ilaria: “Tutti responsabili di anni di processi a vuoto”

(Adnkronos) – “Tutte le persone coinvolte, a vario titolo, in questo processo, il cosiddetto ‘Cucchi Ter’, e condannate in due gradi di giudizio (o, in qualche caso, salvate grazie alla prescrizione), tutte sono per me ugualmente responsabili di anni di processi a vuoto”. A dirlo all’Adnkronos Ilaria Cucchi a poche ore dall’udienza in Cassazione del processo sui depistaggi seguiti al pestaggio e alla morte di suo fratello Stefano, il 31enne romano, arrestato il 15 ottobre del 2009 e deceduto sette giorni dopo all'ospedale Sandro Pertini.  Lo scorso giugno la Corte di Appello di Roma ha confermato la condanna a un anno e tre mesi per Lorenzo Sabatino, a due anni e mezzo per un altro carabiniere, Luca De Cianni, e riconosciuto l’intervenuta prescrizione per il generale Alessandro Casarsa, per Francesco Cavallo e Luciano Soligo. Con la decisione era stata ridotta la pena a 10 mesi per Francesco di Sano, assolti invece Massimiliano Colombo Labriola e Tiziano Testarmata. Oggi i supremi giudici della Quinta sezione dovranno decidere sui ricorsi presentati da sei carabinieri. “Ciascuno di loro è stato corresponsabile della malattia e della morte dei genitori di mio fratello, Stefano Cucchi. E soprattutto – sottolinea Ilaria Cucchi – ciascuno di loro ha creduto di potersi prendere gioco della giustizia. E di tutti noi”.  
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Terremoto a Catania, forte scossa 4.5: avvertita anche ad Augusta

(Adnkronos) – Momenti di paura, oggi 4 marzo poco dopo le 7.05 a Catania, quando la popolazione ha avvertito una forte scossa di terremoto. Il sisma è stato avvertito anche in diversi paesi etnei e anche ad Augusta. Secondo la localizzazione automatica dell'Ingv il terremoto è stato di magnitudo 4.5. L'Ingv fissa l'ipocentro del sisma sull'Etna, in una zona a nord-ovest di Ragalna, a una profondità di circa 3.8 chilometri. Al momento non si hanno notizie di danni a cose o persone. 
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Chi l’ha visto?, stasera mercoledì 4 marzo: la morte di Gessica Disertore

(Adnkronos) –
Stasera, mercoledì 4 marzo, torna 'Chi l'ha visto?' in onda alle 21.20 su Rai 3. Federica Sciarelli tratterà il caso di Gessica Disertore, la giovane lavorava come chef su una nave da crociera ed era felice di questa esperienza. Ma i genitori ricevono una telefonata con la notizia che si è suicidata. Per i familiari non è possibile e si oppongono alla richiesta di archiviazione. Si scopre che Gessica ha ingerito una quantità di fentanyl tale che sarebbe rimasta sedata e senza forze. Se non aveva la possibilità di muoversi, che cosa c’è dietro la sua morte? E poi Garlasco: ogni consulente presenta la sua relazione e viene riscritta la scena del crimine. Ma una cosa è certa: nei primi giorni la mamma di Chiara Poggi si schiera dalla parte di Alberto Stasi, consola lui e sua madre per telefono. E poi? Cosa succede? Perché smette di difenderlo?  Infine il caso dell’agente Cinturrino e dell’omicidio di Rogoredo: 'Chi l’ha visto?' ha mandato in onda un audio che precede le immagini dell’assistente capo che prende i soldi dalla cover del cellulare di un ragazzo tunisino fermato. E in tanti telespettatori hanno sentito la parola “droga”. Il video e l’audio ripulito sarà trasmesso dalla trasmissione. Chi ha detto: “Mettila da parte”? E a cosa si riferiva? 
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Giornata contro l’obesità, in Italia ne soffrono 6 milioni di adulti

(Adnkronos) – Oggi, 4 marzo, è il World Obesity Day, la giornata contro l'obesità, una delle principali emergenze di sanità pubblica a livello globale e nazionale. Come segno concreto di vicinanza ai pazienti con obesità e di impegno nella lotta allo stigma che ancora oggi colpisce chi convive con la patologia, i palazzi delle istituzioni si illumineranno di blu. È l'iniziativa promossa da Amici Obesi in adesione alla campagna globale della World Obesity Federation.   L'obesità rappresenta una delle principali emergenze di sanità pubblica a livello globale e nazionale, ricorda l'associazione in una nota. In Italia si stimano circa 6 milioni di adulti con obesità (pari a circa l'11-12% della popolazione adulta), una malattia che richiede un approccio integrato, continuità di cura e politiche sanitarie capaci di garantire percorsi di cura adeguati. 
Il 17% dei pazienti seguiti dai Servizi di Salute mentale soffre di obesità, contro il 10% della popolazione generale italiana. E il divario è ancora più marcato nei giovani dai 18 ai 34 anni: 13,7% vs 5,5%, un dato quasi triplo. Sono i risultati preliminari della prima indagine sistematica sul rischio di obesità fra le persone con problemi di salute mentale, condotta dalla Società italiana di neuropsicofarmacologia – Sinpf coinvolgendo circa 2mila utenti dei Servizi di Salute mentale in diverse regioni (Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Liguria, Piemonte, Toscana e Puglia) e confrontando i numeri raccolti con quelli della popolazione generale rilevati dall'Istituto superiore di sanità (Passi 2023-24). I dati – presentati al Congresso nazionale della Sinpf che si è svolto a fine gennaio a Milano – vengono resi noti oggi in vista della Giornata mondiale dell'obesità in calendario il 4 marzo. La ricerca è in corso e intende approfondire anche altri aspetti del problema, "ma se il dato generale fosse esteso all'intera platea nazionale – calcola la società scientifica – si parlerebbe di oltre 150mila pazienti con obesità nei Servizi di Salute mentale, su circa 900mila. "L'obesità rappresenta una delle principali malattie croniche del nostro tempo e colpisce in modo particolarmente significativo le persone con disturbi mentali – spiegano Claudio Mencacci e Matteo Balestrieri, presidenti Sinpf – Numerosi studi dimostrano che chi vive con disturbi depressivi, bipolari o schizofrenia presenta un rischio doppio di sovrappeso e obesità rispetto alla popolazione generale. Questo spiega l'importanza di questa ricerca, che già in queste fasi preliminari traccia un quadro molto chiaro anche nel panorama italiano". Virginio Salvi, direttore del Dipartimento di Salute mentale dell'Asst di Crema, che ha condotto l'indagine, precisa che "l'impatto non è solo metabolico. Nelle persone con disturbi mentali l'obesità contribuisce in modo rilevante all'aumento del rischio di malattie cardiovascolari e diabete, con una conseguente riduzione dell'aspettativa di vita. Si stima che chi soffre di gravi disturbi psichiatrici possa avere un'aspettativa di vita ridotta di 10-20 anni, anche per l'aumentata mortalità cardio e cerebrovascolare". Gli studi clinici indicano inoltre che l'obesità può incidere negativamente sul funzionamento mentale, peggiorando le funzioni cognitive e influenzando il decorso di alcuni disturbi. Le cause di questo legame fra obesità e disturbi mentali "sono molteplici – illustra Salvi – Se alcuni farmaci psicotropi possono favorire l'aumento di peso, un ruolo rilevante è giocato dalla sedentarietà, dalle difficoltà socioeconomiche che orientano verso alimentazioni meno salutari e dall'alimentazione disregolata in risposta a emozioni negative. A ciò si aggiunge una maggiore vulnerabilità genetica, che contribuisce alla più alta prevalenza di obesità anche tra adolescenti con disturbi psicotici e bipolari rispetto ai coetanei sani". Per gli esperti della Sinpf i dati della ricerca indicano già "con chiarezza la necessità di superare la frammentazione tra salute mentale e salute fisica. Le due dimensioni si influenzano reciprocamente e richiedono percorsi di cura integrati, capaci di affrontare la persona nella sua globalità".  "L'obesità non è una colpa, ma una malattia complessa e multifattoriale, eppure troppe persone continuano a subirne le conseguenze anche sul piano sociale, rinunciando spesso a prendersi cura della propria salute per vergogna, discriminazione o per la mancanza di adeguate tutele", afferma Iris Zani, presidente dell'associazione che in occasione della Giornata mondiale dell'obesità chiede "con forza" che "si renda pienamente operativa la legge" sull'obesità approvata il 1° ottobre 2025, "garantendo l'inserimento e l'aggiornamento delle prestazioni nei Lea, assicurando percorsi di presa in carico strutturati e omogenei su tutto il territorio nazionale e superando le profonde disuguaglianze regionali nell'accesso alle cure. Servono investimenti, formazione degli operatori sanitari, prevenzione e sensibilizzazione per una lotta concreta allo stigma", è l'appello di Amici Obesi. "Siamo felici di constatare che molte istituzioni hanno già risposto con entusiasmo, accogliendo il nostro invito – sottolinea Zani – La sera del 4 marzo speriamo di vedere il Paese illuminarsi, come segno concreto di attenzione e impegno istituzionale nei confronti dei pazienti con obesità".  Nelle intenzioni di Amici Obesi l'iniziativa vuole essere "un segnale forte che riconosce l'impegno distintivo dell'Italia nell'affrontare questa patologia, culminato con l'approvazione della prima legge nazionale dedicata all'obesità". Ma allo stesso tempo vuole ricordare a tutti che "tanto resta ancora da fare". L'associazione si dice "al fianco delle istituzioni per garantire il pieno riconoscimento dei diritti delle persone con obesità e promuovere un sistema sanitario inclusivo, in grado di supportarle senza giudizio lungo tutto il percorso di cura". 
—salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)