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Vicenzaoro September al via venerdì, più internazionale e competitiva

(Adnkronos) – Vicenzaoro September 2026 aprirà venerdì mattina con una doppia crescita sul fronte internazionale. Tra i 1.300 brand espositori provenienti da 40 Paesi, cresce la componente estera, che in questa edizione si attesta al 45% del totale con provenienze europee maggiori da Germania, Belgio, Spagna, Francia, Grecia e Gran Bretagna, mentre quelle extraeuropee vedono ai primi posti Turchia, Hong Kong, Tailandia, India e Stati Uniti d’America. New entry da Corea del Sud, Ucraina e Uzbekistan. Cresce anche la delegazione di buyer ospitati. Sono 910, il 33% in più rispetto ai 605 del settembre dello scorso anno. La delegazione estera da 73 Paesi, grazie alla partnership con ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale e Ice Agenzia, vede in fiera 700 buyer che conoscono profondamente le aziende espositrici di Vicenzaoro e i mercati esteri di riferimento. Le rappresentanze maggiori provengono da Stati Uniti, Regno Unito, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita a pari merito, Cina e Spagna; 210, infine, i buyer italiani. "Una domanda internazionale che si allarga per provenienze e consistenza e che conferma la capacità di Vicenzaoro di attrarre operatori dai principali mercati mondiali. Da questa edizione noi rispondiamo a questa domanda con un riordino delle aree espositive, grazie al nuovo Padiglione 2. Dall’alto di gamma, al packaging, alle gemme, alle tecnologie, alla manifattura orafa: tutta la filiera è ora sotto lo stesso tetto e il Jewellery Boutique Show è oggi ancora più competitivo", sottolinea Matteo Farsura, a capo delle fiere orafe di Ieg.  Alle 11, la manifestazione verrà aperta con la cerimonia inaugurale condotta da Marino Smiderle, direttore de 'Il Giornale di Vicenza', alla quale sono stati invitati: Maurizio Ermeti, presidente di Italian Exhibition Group; Giacomo Possamai, sindaco di Vicenza; Andrea Nardin, presidente della Provincia di Vicenza; Maria Cristina Squarcialupi, presidente Federorafi Confindustria in rappresentanza di tutte le associazioni nazionali del settore orafo; Fabrizio Lobasso, vicedirettore generale per la crescita e la promozione delle esportazioni e direttore centrale per il Sistema Italia e gli investimenti del ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale; Matteo Zoppas, presidente Ice Agenzia; Mara Bizzotto, sottosegretario di Stato al ministero delle Imprese e del Made in Italy; Marco Zecchinato, assessore alla Cooperazione interregionale, Governo del territorio e Infrastrutture della Regione Veneto.    Sono 170 i brand espositori al T.Gold, salone b2b parallelo che debutta nell’edizione di settembre. Le tecnologie, con il 60% di aziende italiane, entrano nel perimetro della fiera, nel Padiglione 4 che precedentemente ospitava la manifattura orafa italiana e internazionale, ora di casa nel nuovo Padiglione 2. Questa edizione di T.Gold è accompagnata dal Jewellery Technology Forum che avrà come tema portante Design. Print. Transform con focus la manifattura additiva nell’industria del gioiello (lunedì 7).    Congiuntura industriale, sentiment delle imprese e analisi dei distretti produttivi, sono i tre pilastri dell’evento che Confindustria Federorafi presenta al pubblico, sabato 5. Alle analisi delle economiste Daniela Corsini, Stefania Trenti e Sara Giusti di Intesa Sanpaolo, si affianca una tavola rotonda con quattro aziende rappresentative di ciascuno dei distretti produttivi di Vicenza, Arezzo, Valenza e Torre del Greco e con le conclusioni della presidente Federorafi Maria Cristina Squarcialupi. Modera Laura Biason di Federorafi. Un ponte sul Giappone farà conoscere meglio la perla Akoya con Preziosa Magazine; allo zaffiro Padparadscha è dedicato il Gem Talk dell’Istituto Gemmologico Italiano. Mentre Assogemme porta a Vicenzaoro una voce tra le più autorevoli della lavorazione del corallo di Torre Del Greco: Enzo Liverino. Trendvision, l’osservatorio indipendente di Vicenzaoro diretto da Paola De Luca, sabato presenterà il nuovo The Jewellery Trendbook 2028+ e farà entrare i partecipanti nella “macchina” che analizza i trend di consumo e stile per produrre ogni anno il nuovo volume sulle tendenze del settore. Il programma completo degli eventi è in homepage del sito vicenzaoro.com.   I nomi chiave dell’industry e del retail internazionale, un calendario di interventi che tocca ogni aspetto della produzione e della tutela del cliente. Vicenzaoro ospita il Congresso del centenario di CIBJO, la Confederazione Mondiale della Gioielleria presieduta da Gaetano Cavalieri. Tra i nomi di rilievo, ospite dell’evento di apertura del congresso, venerdì pomeriggio, c’è Gareth Penny, già Ceo di De Beers e oggi presidente del fondo Ninety-One che gestisce asset per 250 miliardi di dollari. E ancora, Cyrille Vigneron già presidente e Ceo di Cartier e oggi chairman di Fondazione Cartier.  
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Turchia, Arabia e non solo: ecco dove il mercato è ancora aperto. Da Benzema a Pogba, è caccia agli svincolati di lusso

(Adnkronos) – Il sipario sulla sessione estiva del calciomercato è ormai calato nei principali campionati europei, ma non ovunque è ancora arrivato il momento di mettere la parola fine alle trattative. Se in Serie A, Premier League, Liga, Ligue 1 e Bundesliga le squadre hanno già completato le proprie rose, diversi club hanno ancora qualche giorno a disposizione per provare a piazzare gli ultimi colpi. Cosa può succedere ancora? Dall'Arabia Saudita al Brasile, passando per la Turchia, ecco tutte le situazioni aperte. Senza dimenticare il mercato degli svincolati, pronto a regalare sorprese… Tra i mercati ancora attivi in Europa spiccano quello turco e quello portoghese. In Turchia ci sarà tempo fino al 4 settembre per completare gli affari, mentre in Portogallo la deadline scatterà il giorno successivo, il 5 settembre. Due finestre che potrebbero regalare ancora qualche movimento interessante nelle prossime ore. Scadenze ancora più ravvicinate, invece, per altri campionati. Oggi è l’ultimo giorno utile per operare in Olanda e Norvegia, mentre domani, giovedì 3 settembre, toccherà a Belgio e Austria chiudere il proprio mercato estivo. Chi invece può permettersi di aspettare ancora è la Grecia. I club ellenici avranno tempo fino al 15 settembre per completare i movimenti. Grande attenzione, come sempre, per l’Arabia Saudita, dove il termine ultimo per effettuare operazioni è fissato al 6 settembre. Con diversi giorni ancora a disposizione, non è da escludere qualche movimento di rilievo. Più avanti nel calendario anche le deadline di Brasile e Messico. In entrambi i Paesi, le società potranno continuare a muoversi fino all’11 settembre. Come ogni anno, subito dopo la fine delle operazioni i pensieri vanno agli svincolati. Stavolta, il nome più chiacchierato è Mauro Icardi. Il profilo di sicuro più intrigante tra gli attaccanti ancora senza squadra. Diverse piste si sono già aperte per l’ex capitano dell’Inter: tra queste anche quella che porta alla Lazio, che ha fatto un tentativo senza però riuscire a convincere il giocatore. È finita prima del previsto l’avventura di Paul Pogba al Monaco. Lo scorso 19 agosto il francese e il club del Principato hanno risolto il contratto del giocatore, valido fino a giugno 2027, dopo l’ennesimo infortunio. Oggi, a 33 anni, Pogba è chiamato a trovare una nuova destinazione (anche se gli anni nei top club europei sembrano solo un ricordo). Dubbi sul futuro anche di Daniel Carvajal, che a maggio ha chiuso dopo 23 stagioni la sua straordinaria storia con il Real Madrid. Lo spagnolo, che ha messo in bacheca sei Champions League con i Blancos, potrebbe optare adesso per un'avventura esotica.  Dopo l’addio al Chelsea, Raheem Sterling ha provato invece a rilanciarsi al Feyenoord, dove è arrivato a febbraio con un contratto fino al termine della scorsa stagione. Il nuovo inizio non l'ha però riportato ai suoi livelli migliori. Oggi, a 31 anni, è svincolato e deve fare i conti anche con i problemi giudiziari legati a un incidente dello scorso maggio. Un quadro che non facilita la ricerca di una nuova squadra. 
Karim Benzema è l’ultimo grande nome ad aver fatto il suo ingresso nella lista. Il francese ha risolto il contratto con l’Al-Hilal il 31 agosto: nonostante i 38 anni, per lui restano ancora aperte le piste Arabia Saudita e Mls. Tra gli svincolati di lusso anche David Alaba (che ragiona su un'opzione in Mls o su un ritorno in Germania), Riyad Mahrez (che pensa a un'esperienza in Tuchia) e Marcelo Brozovic (per cui si prospetta l'ipotesi di un ritorno in Serie A dopo l'addio all'Al-Nassr). 
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Il leghista Morelli ‘reporter’ da Ceuta: “Abitanti per ora protetti dagli agenti, ma temono per quando resteranno soli…”

(Adnkronos) – Alessandro Morelli, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, senatore della Lega e soprattutto milanese doc, qualche giorno fa, come molti militanti del Carroccio, è stato a Ceuta, l'exclave spagnola presa d'assalto poco più di mese fa da migliaia di immigrati irregolari. Attraverso video sui social, l'esponente leghista ha documentato quello che ha visto: una "città militarizzata" e ancora piena di immigrati, in cui la normalità sembra essere lontana da tornare.  
Senatore, cosa ha visto in quei giorni passati a Ceuta? Dopo aver toccato con mano la situazione dell'exclave spagnola, pensa ancora che la decisione del governo Meloni di chiudere le frontiere con la Spagna sia stata una scelta giusta?
 "Ceuta, la Spagna, l'Europa sono state vittime di un'invasione, che ha riguardato più di 72mila clandestini, ora la situazione vede presenti 5-10mila clandestini ma su una popolazione di 83mila abitanti. E' una città militarizzata, ci sono forze dell'ordine, gendarmi con tanto di elmetto e tutto l'armamentario ogni cento metri, la situazione è ancora di altissima tensione, che viene tenuta sotto controllo solo per la presenza dei militari. Il governo ha fatto benissimo a bloccare Schengen con la Spagna. I numeri ci dimostrano che il controllo delle frontiere non è un vezzo ma un'assoluta necessità. 
Lei ha parlato anche con gli abitanti del posto, cosa le hanno detto?
 "A un mese dall'invasione, le principali preoccupazioni degli abitanti di Ceuta sono tre: fino a quando si può pensare che la città possa essere militarizzata, con tremila agenti? Ma soprattutto: quando verranno espulse le persone che non hanno diritto di rimanere e quando si tornerà alla normalità? Si immagini una grande stazione, come quella di Roma o Milano, letteralmente circondata da persone che non hanno niente da fare, a differenza delle nostre zone rosse, però, là non ti senti sicuro. Anche se ci sono i militari. Se poi vengono richiamati via…". 
Il governo fra due giorni taglierà il traguardo dell'esecutivo più longevo della storia della Repubblica, la presidente Giorgia Meloni festeggerà con una grande festa a Bari, lei parteciperà?
 "Io non sono stato invitato ma sono certo che sarà una grande momento per tutti. Il nostro momento di festa, come Lega, sarà sul pratone di Pontida, il 19 e 20 settembre. Il raduno del popolo del Carroccio, che si fa ogni anno, sarà sicuramente un momento nel quale Salvini e noi che facciamo parte del governo festeggeremo il traguardo, anche lanciando e rilanciando le nostre proposte per il prossimo anno e per gli anni che verranno". 
A proposito di Lega, la situazione non sembra delle più rosee all'interno del partito, nel Nord e soprattutto in Lombardia ci sono un po' di mal di pancia che mettono nel mirino Salvini. Lei che idea si è fatto?
 "Io penso che molto di quello che si legge, sono tesi costruite più nelle redazioni con qualcuno che le favorisce, chiaramente, che parlando con i militanti. Sono sbalordito di come stanno dando grande spazio alle polemiche interne, che molto spesso sono naturali, in una realtà complessa". 
Però Attilio Fontana e Massimiliano Romeo, rispettivamente il presidente della Lombardia e il segretario della Lega lombarda nonché capogruppo del Carroccio in Senato, sono usciti allo scoperto.
 "Fontana e Romeo sono due militanti che hanno il favore dei microfoni, delle telecamere, a differenza di migliaia di militanti che lavorano volontariamente ogni giorno, che si impegnano per la Lega, propongono, vanno per esempio a Ceuta a testimoniare cosa succede in Europa e cosa vuole fare la Lega per l'immigrazione clandestina". 
Rimanendo in Lombardia, e nello specifico a Milano, ieri Mario Calabresi si è fatto avanti per il centrosinistra come post-Sala. Nel centrodestra quando riuscirete a trovare un nome condiviso? Sarà un candidato politico o un civico?
 "Vedo che il primo a mettersi paura per la candidatura di Calabresi è stato Gabriele Albertini che, ricordo, deve ancora una Ferrari alla famiglia Maroni, perché quando si candidò contro di lui per la regione Lombardia avrebbe detto che se avesse perso gliel'avrebbe regalata. La famiglia la sta ancora aspettando… . Comunque, le previsione da Mago Otelma di Albertini è probabile che ci portino bene. Io ho segnalato da parecchi mesi che bisogna trovare un accordo sul nome perché il programma è già scritto, ovvero una città di buon senso che voglia crescere a favore dei cittadini e non valorizzare le due Milano che si sono create con l'amministrazione Sala, ovvero una Milano della Ztl e del caviale, che è quella del centro, e una Milano 'Forza Maranza' delle periferie". 
Tra poco inizierà la discussione in aula al Senato della legge elettorale. Lei che idea si è fatto: è effettivamente una priorità?
 "Sì, è una priorità, ma perché avere un governo, e festeggiarlo, così longevo ci fa rendere conto di quanto la stabilità permette di mettere solide base per una serie di progetti. L'auspicio del centrodestra con questa legge elettorale è quello di dare l'opportunità a tutti di governare per cinque anni".  
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Rimedio difende Adani: “Lui è vero, non finge. Insieme abbiamo battuto… Sinner”

(Adnkronos) –
Alberto Rimedio difende Lele Adani e 'punge'… Jannik Sinner. Il telecronista Rai, che proprio con l'ex difensore ha commentato gli ultimi Mondiali andati in scena in Stati Uniti, Messico e Canada, ha parlato in un'intervista a TG1 Talks, difendendo la 'sua' seconda voce dalle tante critiche piovutegli addosso per una telecronaca giudicata troppo parziale in favore, in particolare, dell'Argentina di Lionel Messi. "Quando invitavo a riordinare le idee, a riabbassare i toni in vista del gran finale, nelle ultime partite, non era per prendere le distanze da Lele con il quale c'è massima stima e c'è un grande feeling, ma è semplicemente l'esigenza un po' di bilanciare i due estremi", ha spiegato Rimedio, "quello che voglio dire di Lele è che intanto ha una straordinaria competenza calcistica, vi garantisco che non è un aspetto comune in tutti quanti i commentatori, non parlo soltanto di RAI: poi soprattutto lui ha una passione straordinaria per questo sport e non c'è alcuna finzione".  "Quando io sento delle critiche riferite a Lele, per le quali sostanzialmente si parla di un'esagerazione finalizzata a non so quale scopo, quello che io voglio sottolineare è che lui non finge. Ovviamente per saperlo bisognerebbe stare con lui. Noi abbiamo vissuto praticamente in simbiosi per 40 giorni circa, quelli durante i quali si è svolto il Mondiale, e quindi ho avuto la possibilità di conoscerlo ancora meglio. Non c'è alcuna finzione, lui è così", ha raccontato, prendendo come esempio la telecronaca della semifinale tra Argentina e Inghilterra: "Quella è stata la vera finale, con emozioni pazzesche: sono certo che avrebbe avuto quella reazione davanti a quella rimonta anche con un'altra nazionale. Lui è preso dalla passione. Non ci sono stati confronti tra noi, tifiamo per la partita di calcio. Il pubblico giovane si è riavvicinato alla Rai anche per merito di Lele, ha un successo strepitoso con i giovani". Rimedio rivendica poi il grande successo dei Mondiali, in termini di ascolti, capaci di battere persino Sinner: "Si parla tanto e giustamente del grande merito di Sinner. La finale di Wimbledon tra lui e Alcaraz, nel 2025, ha però fatto registrare 6 milioni di telespettatori. Se l'Italia avesse raggiunto la finale del campionato del mondo gli spettatori sarebbero stati almeno 20 milioni, Spagna-Argentina ne ha fatti ugualmente 12. Quindi la passione per il calcio è radicata, fa parte della cultura del nostro paese. Non si può dimenticare questo concetto, non è vero che il calcio in Italia abbia perso seguito".  
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Luigi Berlusconi è diventato papà per la terza volta, è nata Miriam Rosa

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Fiocco rosa in casa Berlusconi. Luigi, il figlio minore di Silvio Berlusconi e Veronica Lario, è diventato papà per la terza volta. La nascita della piccola, avuta dalla moglie Federica Fumagalli, risale alle scorso 6 agosto, ma la famiglia ha deciso di custodire la notizia nel massimo riserbo. A svelarlo è stato Chi, che ha pubblicato delle immagini che mostrano la famiglia al completo all'aeroporto di Olbia, in arrivo da Milano.  La neonata – si legge sul magazine – si chiama Miriam Rosa e il nome scelto sarebbe un omaggio alla famiglia. Miriam, infatti, è per la nonna Veronica Lario, che all'anagrafe si chiama Miriam Raffaella Bartolini. Rosa, invece, è stato scelto per celebrare la memoria della bisnonna paterna, Mamma Rosa.  
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Ranucci, Unirai: “Innocenzi non giornalista, perché faceva importanti inchieste a Report?”

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"Non risulta che Giulia Innocenzi sia iscritta all'albo dei giornalisti nell'elenco dei professionisti, né in quello dei pubblicisti". E' un passaggio della nota del sindacato Unirati-Figec in relazione alla vicenda Report, dopo la rimozione di Sigfrido Ranucci dalla conduzione del programma Rai. "Unirai-Figec in merito alla richiesta del collega Sigfrido Ranucci di intervenire sulle notizie riportate dal quotidiano Il Domani, relative ad un reportage della collega Giulia Presutti, ribadisce che il sindacato è intervenuto per stigmatizzare le parole offensive rivolte da Ranucci, che – lo ricordiamo – è vicedirettore e quindi un dirigente, alla collega, sua collaboratrice e, quindi, soggetto debole. Unirai difende la categoria", afferma Unirai. Al posto di Ranucci, la Rai ha nominato come conduttori Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi. "Ricordiamo, infatti, al collega vicedirettore Ranucci che è stato lui a scegliere la collega Presutti – autrice per l'Associazione di Beppe Giulietti, Articolo 21, e non iscritta a Unirai-Figec- come firma della grande squadra di Report. Ma da quando Presutti è stata designata alla conduzione di Report, da un momento all'altro, Ranucci, improvvisamente, non la ritiene più idonea. Forse il collega Ranucci avrebbe dovuto valutare meglio il lavoro della collega, ben prima di farla entrare nella sua squadra. E lo invitiamo a controllare i curricula di tutti i suoi collaboratori, che ha scelto personalmente per Report. Non risulta, infatti, che Giulia Innocenzi sia iscritta all'albo dei giornalisti nell'elenco dei professionisti, né in quello dei pubblicisti. Essere giornalista professionista è per esempio condizione indispensabile per partecipare ai concorsi Rai e per essere assunti. Come mai Ranucci ha affidato a una collega non professionista importanti inchieste? Come mai l'ha qualificata come giornalista sui siti e social Rai della sua trasmissione, quando non è iscritta all'Albo? Come mai Ranucci ha consentito che Giulia Innocenzi firmasse inchieste senza averne idoneità professionale e quindi responsabilità deontologiche? L'Ordine dei giornalisti non ritiene che sia questo un esercizio abusivo della professione?", chiede Unirai.  
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Imola, uomo trovato morto in casa ricoperto di sangue: arrestata la moglie

(Adnkronos) – I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Imola hanno arrestato una 78enne imolese per omicidio
aggravato. L’arresto è stato eseguito ieri sera, con l’intervento dei militari in un’abitazione di via Vincenzo Bellini, da cui era partita una richiesta di soccorso. In particolare, poco dopo le ore 14, la badante della coppia, 56enne italiana, aveva chiesto aiuto al 112, dicendo di aver trovato Francesco Mongardi, steso sul letto ortopedico, privo di conoscenza e ricoperto di sangue, a seguito di numerose ferite che aveva sul corpo: volto, collo e torace.  Nonostante il tentativo disperato della badante di rianimare l’uomo, all’arrivo dei sanitari ne veniva constatato il decesso. I Carabinieri, coordinati dal pubblico ministero di turno, della procura di Bologna, hanno avviato le indagini, mettendo in sicurezza la scena del crimine, in attesa dei rilievi tecnico-scientifici (dattiloscopici e biologici), condotti dai Carabinieri della Sezione Investigazioni Scientifiche del Nucleo Investigativo di Bologna.  A seguito degli sviluppi investigativi emersi nel corso delle indagini, la presunta responsabile è stata dichiarata in arresto e portato nella Casa circondariale–Rocco D’Amato di Bologna, a disposizione dell’autorità giudiziaria. 
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Malattia di Parkinson, Balsamo (Zambon): “Innovazione per qualità di vita”

(Adnkronos) – “L'approvazione Ema della nuova combinazione levodopa–carbidopa a rilascio modificato (Hopledo*) per il trattamento delle fluttuazioni motorie nella malattia di Parkinson rappresenta un ulteriore passo dell'impegno pluriennale di Zambon nelle neuroscienze e soprattutto punta a rispondere ai bisogni ancora senza risposta sulla gestione delle fluttuazioni motorie che si stima colpiscano circa l'80% dei pazienti con malattia di Parkinson entro 10 anni dall'esordio appunto della malattia”. Così Rossella Balsamo, Medical Affairs & Regulatory Zambon Italia e Svizzera, commenta il recente via libera dell’Agenzia europea dei medicinali alla terapie che “vuole supportare i pazienti in questa sfida quotidiana con la malattia, quella della gestione delle fluttuazioni motorie, per migliorare la loro qualità di vita”. La presenza delle fluttuazioni motorie “fa sì che i pazienti alternino periodi in cui i sintomi sono sotto controllo e altri periodi in cui, nonostante il trattamento, diventano improvvisamente più evidenti, con un impatto sulle attività quotidiane dei pazienti. I pazienti addirittura non riescono più a muoversi – spiega Balsamo – Ciò ovviamente incide pesantemente sulla qualità di vita delle persone, che sono infatti costrette a organizzare la propria giornata a seconda degli orari di assunzione delle varie terapie, ma anche in base ai periodi di ‘good on’, cioè a quei periodi in cui i sintomi sono sotto controllo”. È importante “per un'azienda che si occupa di innovazione scientifica – rimarca Balsamo – mettere a disposizione del paziente quell'innovazione” che “migliora la sua qualità di vita nelle sfide quotidiane che si trova a combattere nella gestione della malattia, ma anche dei caregiver, cioè delle persone che stanno accanto quotidianamente a questi pazienti”. 
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Da randagi a pattuglia anti-topi, famiglia di gatti diventa star in aeroporto cinese

(Adnkronos) –
Da randagi a pattuglia anti-topi. È la strana storia di una famiglia di gatti randagi, che è stata prima salvata e poi 'arruolata' dall’aeroporto di Lanzhou Zhongchuan, in Cina, tanto da diventare membri attivi di un vero e proprio "ufficio anti topi". Si tratta di tre felini di nome Sangbiao, Cuihua e la loro figlia Cuiguo, che hanno trovato una casa all'interno dell'aeroporta. La storia, riportata dal South China Morning Post, è iniziata quando i dipendenti dell'aeroporto hanno notato due gatti randagi aggirarsi nei dintorni e, in particolare, come la loro presenza sembrasse coincidere con una riduzione degli 'avvistamenti' di topi. Quindi hanno deciso di 'ingaggiare' i felini: a inizio 2026 i tre sono stati adottati dall'aeroporto, che ha lanciato un sondaggio sui social per scegliere i loro nomi. Sangbiao è stato sterilizzato e vaccinato, proprio come la 'compagna' Cuihua, che sei mesi più tardi ha dato alla luce la loro figlia Cuiguo. La loro nuova casa è stata costruita all'interno di uno dei gate d'imbarco, dove i passeggeri possono vedere i gatti attraverso uno spazio in vetro con ogni comfort e misura di sicurezza. Alcuni dipendenti si occupano di loro quotidianamente e i tre sono diventati una vera e propria attrazione per i passeggeri. Il loro turno di lavoro inizia la mattina presto. Ogni giorno un dipendente dell'aeroporto li porta e i gatti 'pattugliano' il territorio alla ricerca di topi. Una mansione che, stando ai report della struttura, svolgono egregiamente, tanto che l'aeroporto non ricorre più a prodotti chimici anti-topi.  
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Farmaci, neurologo Stocchi: “Con formulazione a rilascio modificato meno pastiglie per il Parkinson”

(Adnkronos) – “La nuova formulazione di levodopa-carbidopa a rilascio modificato ha un’ingegneria farmaceutica molto interessante, perché questa pillola è in grado di rilasciare una parte immediatamente, il 25% della levodopa, quindi il paziente ha l’effetto rapido della pasticca nel giro di mezz’ora, tre quarti d’ora”. L’altra parte della formulazione “è costituita da pellets che vengono rilasciati lentamente nel piccolo intestino: questo fa sì che il livello plasmatico del farmaco possa rimanere stabile anche per 4-5 ore. Quindi, il paziente che era costretto ad assumere levodopa ogni 2 ore, quindi da 5 a 7 volte al giorno, utilizzando questa formulazione a lento rilascio può assumerne 3 o 4 di dosi al giorno, ma soprattutto avere un livello plasmatico stabile, costante di farmaco e quindi con una riduzione significativa dei periodi di Off, dei periodi negativi”. Così Fabrizio Stocchi, professore ordinario di Neurologia presso l’Università San Raffaele di Roma e responsabile della ricerca clinica sui Disturbi del movimento e del Centro per Ricerca e Cura della Malattia di Parkinson, spiega l’innovazione presente nella nuova combinazione levodopa–carbidopa a rilascio modificato (Hopledo*) per il trattamento delle fluttuazioni motorie nella malattia di Parkinson che ha recentemente ottenuto l’approvazione dell’Ema-Agenzia europea dei medicinali . La levodopa “è il farmaco principale nella terapia della malattia di Parkinson – chiarisce Stocchi – Sostanzialmente tutti i pazienti assumono questo farmaco che è la base della terapia che poi viene implementata con altri farmaci, ma che comunque si basa proprio sulla levodopa. La carbidopa è l’altro farmaco presente nelle formulazioni e blocca il metabolismo periferico della levodopa. Le formulazioni presenti in commercio, ormai da sessant’anni, hanno una limitazione importante” dovuta a “un’emivita molto breve: le compresse in commercio di levodopa”, mantengono livelli plasmatici nel sangue che non superano le due ore e mezza più o meno – precisa l’esperto – Durante il corso della malattia il paziente è quindi costretto ad assumere le somministrazioni di levodopa sempre più frequentemente, fino ad arrivare ad assumere il farmaco, appunto, ogni due ore, due ore e mezza, massimo tre”. Questo comporta delle “problematiche per quanto riguarda proprio l’assunzione molto frequente del farmaco – rimarca Stocchi – ma anche i livelli plasmatici, che non sono stabili, perché tendono a variare andando a raggiungere dei picchi molto alti e poi livelli plasmatici bassi e insufficienti. Questo fa sì che il paziente mostri delle fluttuazioni dal punto di vista dei sintomi motori, ovvero alterni dei periodi buoni, che noi tecnicamente chiamiamo On, a quelli Off, cioè negativi e a sviluppare movimenti involontari”. 
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