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Ucraina, la minaccia di Zelensky: “I cieli della Russia non sono più sicuri”. Putin: “Terrorista”

(Adnkronos) – "Vogliamo avvertire ogni compagnia aerea, lo spazio aereo in Russia non è sicuro: è lo spazio dei nostri droni". L'Ucraina è pronta a colpire. Il presidente Volodymyr Zelensky, nel suo consueto messaggio di fine giornata, sembra annunciare un salto di qualità nelle offensive. "Minaccia dice che non è sicuro volare in Russia? Sono dichiarazioni terroristiche", la risposta a stretto giro da Vladimir Putin. "Gli ucraini dicono che vogliono trattare, ma se ha detto una cosa del genere, di base è terrorismo di stato. E non possono esserci trattative con i terroristi", dice il presidente russo rispondendo alle domande dei giornalisti a Bishek, in Kirghizistan, dopo il vertice della Shanghai Cooperation Organisation (SCO). Gli attacchi della Russia contro Kiev continueranno ma, secondo Putin, l'obiettivo non è colpire la leadership ucraina: "Non stiamo conducendo attacchi di questo perché abbiamo bisogno di alcune persone con cui parlare, sempre se vogliono perseguire la pace. I colloqui, in questo momento, sono congelati". La guerra prosegue: "Intensificheremo le operazioni, ho dato ordine di colpire le infrastrutture energetiche".  "La Russia ha lanciato i primi missili e i primi droni, hanno attraversato il confine del nostro paese dallo spazio aereo russo. Questa escalation non può e non rimarrà confinata al territorio ucraino", esordisce Zelensky che si rivolge a "ogni compagnia aerea che utilizza lo spazio aereo russo" e a "chiunque utilizzi ancora i principali aeroporti della Russia: lo spazio aereo russo sta diventando completamente insicuro. L'Ucraina non minaccia l'aviazione civile in quanto tale, non minaccia nemmeno un singolo aereo civile. Ci saranno semplicemente droni nei cieli della Russia in una quantità e su una scala che deve essere tenutan considerazione. Sebbene le autorità russe non stiano informando adeguatamente le persone su questo, lo spazio aereo russo si chiuderà di fatto: la guerra che la Russia ha iniziato sta chiudendo i cieli della Russia".
 L'Ucraina, dice Zelensky, ha rispettato richieste di altri paesi e congelato azioni potenzialmente devastanti. Ora, si cambia. "Noi in Ucraina non vogliamo che vite innocenti vadano perdute. Per questo stiamo avvertendo i nostri partner: i giorni sicuri nei cieli della Russia sono finiti. È importante che questo venga compreso dagli ambasciatori dei paesi qui rappresentati in Ucraina, così come dagli ambasciatori che lavorano a Mosca. Ognuno di loro sa esattamente cosa significa la guerra della Russia per il nostro paese e il nostro popolo, e devono trasmettere queste informazioni alle loro capitali. È importante che anche le compagnie aeree che al momento volano verso aeroporti principalmente a Mosca, San Pietroburgo e altre destinazioni chiave in Russia lo sappiano", ribadisce. "Il Ministero degli Affari Esteri dell'Ucraina e le nostre altre istituzioni forniranno alle organizzazioni internazionali tutte le informazioni sui pericoli nello spazio aereo russo. Cieli invasi dai droni non sono adatti all'aviazione civile. L'Ucraina è un paese di pace. E rispettiamo sinceramente il fatto che i nostri partner vogliano contribuire a porre fine a questa guerra", dice.   "Quando gli americani ci hanno chiesto di sospendere gli attacchi su Mosca e San Pietroburgo il 25, 26 e 27 agosto, abbiamo soddisfatto la richiesta: non ci sono stati attacchi sulla Russia, mentre gli attacchi sull'Ucraina continuavano. Quando un'altra potenza globale ci ha chiesto di sospendere gli attacchi nella direzione di Vladivostok per un periodo di tempo specificato, abbiamo accettato di garantire anche quello. Nuovi incontri a Mosca sono ora in preparazione e terremo conto di ciò", dice prospettando un'altra fase dei negoziati, legata con ogni probabilità al viaggio di Steve Witkoff e Jared Kushner, inviati del presidente americano Donald Trump. L'Ucraina garantisce "sostegno sempre a ogni passo verso la pace, a ogni passo per impedire alla Russia di rendere questa guerra infinita. La guerra deve finire, e i leader hanno ragione a dirlo a Putin. Quindi, per il bene della diplomazia e dei negoziati, ogni volta che i nostri partner toccheranno questo argomento" con richieste " ci assicureremo che i cieli russi siano liberati dai droni per periodi di tempo definiti e lungo rotte specificate. La sicurezza tornerà nei cieli della Russia quando ci sarà un reale movimento verso la pace. Per ora, i cieli sulla Russia sono per i droni, non per l'aviazione civile", conclude. 
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“Siamo bersaglio di una guerra ibrida”, la Germania accusa la Russia per il drone esplosivo a Lipsia

(Adnkronos) – Il fallito attacco con un drone imbottito di esplosivo all'aeroporto di Lipsia "è stato condotto per conto della Russia". Per la prima volta dal 4 agosto scorso, data dell'incidente, il governo della Germania ha attribuito formalmente a Mosca la responsabilità dell'attentato, scatenando l'ira russa – con l'annuncio di rappresaglie -, ma anche raccogliendo la solidarietà di Unione europea e Nato. Che ora promettono una risposta alla guerra ibrida del Cremlino.   A spiegare le conclusioni cui è giunto l'esecutivo tedesco è stato il ministro dell'Interno Alexander Dobrindt, in conferenza stampa a Berlino con il ministro degli Esteri Johann Wadephul. Dobrindt ha parlato ai giornalisti delle indagini della Polizia, spiegando che le conclusioni dell'intelligence indicano una responsabilità russa. Il ministro ha aggiunto che la tecnologia trovata sul posto e l'interazione tra i singoli elementi sono da considerarsi di livello professionale e ha indicato un livello elevato di conoscenze tecniche e un lavoro considerevole dal punto di vista organizzativo nella pianificazione e nell'esecuzione dell'attacco. "L'esecuzione finale del tentato attacco può essere attribuita ad agenti di basso livello – ha affermato -. Lasciatemi essere chiaro. Non siamo in guerra, ma siamo quotidianamente bersaglio di una guerra ibrida".  Di conseguenza la Germania ha annunciato la chiusura del consolato russo a Bonn, l'ultimo russo nel Paese, e di un centro culturale russo a Berlino, ha quindi reso noto il ministro degli Esteri Wadephul. "Ho disposto le seguenti misure, d'accordo con il cancelliere federale Merz: il consolato generale della Russia a Bonn verrà chiuso il 18 settembre. Verrà rescisso il contratto per la 'Casa Russa' a Berlino", ha detto il capo della diplomazia tedesca.  Se queste sono le prime misure concrete dopo il fallito attentato, la Germania secondo Die Zeit avrebbe inoltre preso in considerazione di invocare l'articolo 4 della Nato, ma avrebbe poi deciso di non farlo. Il governo, spiega la testata tedesca, ha voluto evitare un'ulteriore escalation e preservare spazio per una risposta più forte se la Russia compirà altri attacchi. L’articolo 4 del Trattato Nord Atlantico costituisce il primo anello della catena di sicurezza collettiva dell’Alleanza. Il testo stabilisce che “le parti si consulteranno ogni volta che, nell’opinione di una di esse, l’integrità territoriale, l’indipendenza politica o la sicurezza di una delle parti fosse minacciata”. A differenza del più noto articolo 5, che scatta in caso di attacco armato diretto e considera l’aggressione contro un membro come un attacco a tutta l’Alleanza, l’articolo 4 funziona come “campanello d’allarme” quando un Paese alleato ritiene che la propria sicurezza sia a rischio. Non prevede risposte automatiche né obblighi militari immediati, ma attiva consultazioni immediate tra i partner attraverso il Consiglio Nord Atlantico, l’organo decisionale principale della Nato, per discutere insieme la situazione, valutare le minacce e decidere eventuali azioni collettive, che possono andare da misure diplomatiche fino a decisioni militari. Il Trattato non prevede alcun obbligo di passare prima dall’articolo 4 per attivare i meccanismi dell’articolo 5.  La Russia respinge le accuse. Vladimir Putin, dal vertice SCO di Bishek, è convinto che la Germania debba deviare l'attenzione dai problemi interni: "Il cancelliere Merz sta affrontando tempi difficili. Non gode della fiducia del suo popolo perché non protegge gli interessi nazionali. Sta vendendo gli interessi nazionali tedeschi, hanno commesso errori evidenti. La gente sta perdendo il lavoro, le condizioni di vita stanno peggiorando".  Da Mosca intanto arrivano messaggi minacciosi che preannunciano "una risposta adeguata" alle decisioni della Germania. A dirlo in termini espliciti è stata la portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova, che in dichiarazioni riportate dai media russi ha accusato Berlino di un'escalation "nelle relazioni con Mosca sulla base di un pretesto totalmente inventato e assurdo". La Russia ha promesso di rispondere "con la stessa moneta" alle decisioni della Germania, ha confermato Zakharova all'agenzia tedesca Dpa, precisando che la risposta sarà analoga a quelle arrivate in passato a sanzioni unilaterali e ingiuste. Mosca inoltre ritiene la Germania responsabile di coinvolgimento in attacchi contro i cittadini russi, ha detto ancora la portavoce del ministero degli Esteri. "Berlino sponsorizza il terrorismo", ha accusato Zakharova in riferimento alle consegne di armamenti e agli aiuti all'Ucraina, teatro del conflitto che va avanti dal febbraio 2024, innescato dall'invasione russa su vasta scala dell'Ucraina. Le misure annunciate dal governo tedesco avranno "conseguenze", ha poi ribadito l'ambasciatore russo in Germania, Sergey Nechayev. In una nota pubblicata sul canale Telegram dell'ambasciata, Nechayev ha definito l'accusa di Berlino "infondata, assurda e contraria al buon senso", aggiungendo che le sanzioni rappresentano "un'escalation senza precedenti nelle relazioni russo-tedesche e non saranno prive di conseguenze".  Solidarietà a Berlino arriva invece dai vertici Ue, dai Paesi europei e dalla Nato, uniti più che mai contro quelle che bollano come "intimidazioni", parte di una guerra ibrida condotta da Mosca con l'obiettivo di indebolire l'Unione. Sul fronte Ue, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha fatto sapere di aver "parlato con il cancelliere Merz per discutere dell'attacco ibrido all'aeroporto di Lipsia. Gli ho assicurato che l'Ue è pienamente solidale con la Germania di fronte a questo attacco da parte della Russia".   "Manterremo l'Ue unita nonostante questi atti gravi e in escalation. Il governo tedesco ha adottato misure forti. E il messaggio è chiaro: attacchi ibridi non resteranno senza una risposta chiara – ha spiegato ancora la presidente della Commissione europea -. Siamo uniti nella nostra determinazione a opporci all'aggressione russa. Dissuaderemo chiunque cerchi di compromettere la nostra libertà e sicurezza". "La Russia sta cercando di seminare sfiducia e paura nelle nostre società. Ma fallirà. E staremo accanto all'Ucraina per tutto il tempo che servirà", la conclusione di von der Leyen, confermando che oggi ne parlerà con il segretario generale della Nato, Mark Rutte. ''Quando uno di noi viene preso di mira, restiamo tutti uniti. La nostra piena solidarietà va alla Germania in seguito all'attacco ibrido russo a Lipsia e a tutti gli Stati membri dell'Ue che sono stati esposti ad attacchi simili'', le ha fatto eco su 'X' la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. ''Non ci lasceremo intimidire né dividere. L'Europa è unita, determinata e pronta a difendere la nostra sicurezza e il nostro stile di vita'', ha aggiunto.  Vicinanza anche da leader e ministri dei Paesi europei ed extra Ue, uniti al fianco della Germania. Tra gli altri l’Italia, che esprime "piena solidarietà" nelle parole della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. "La sicurezza dei nostri Alleati – ha detto la premier – è la sicurezza di tutti noi. I tentativi di intimidirci o di creare divisioni tra gli Alleati non avranno successo: le azioni ibride contro uno qualsiasi di noi sono motivo di preoccupazione per tutti noi e saranno affrontate con una risposta unitaria". "In momenti come questo, è essenziale rimanere saldi, continuare a lavorare in stretta collaborazione e mantenere una credibile postura di deterrenza a difesa della sicurezza dei nostri cittadini", la conclusione di Meloni. "Reagiremo sempre con grande serietà per impedire che ci possano essere influenze da parte della Federazione Russa", ha quindi dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, al suo arrivo a Wicklow, in Irlanda, per la riunione informale dei ministri degli Esteri Ue. "Quindi i rischi continuano a esserci. Risponderemo uniti e reagiremo rimanendo a fianco anche dei paesi che vengono colpiti direttamente", ha proseguito Tajani, ricordando che anche l'Italia ha subito "attacchi cibernetici diversi da quelli che sono stati a Lipsia". "E' inaccettabile che accadano cose come quelle che sono accadute in Germania e questo deve farci comprendere che l'unità dell'Europa è fondamentale", ha aggiunto Tajani. E ancora: "Questi attacchi e provocazioni servono anche a testare la reazione dell'Europa e l’unità dell'Europa. La migliore risposta e l’unità dell'Unione Europea, la solidarietà alla Germania non è mancata, non mancherà e la ribadiamo anche qui in occasione del Consiglio dei ministri degli esteri della Unione Europea". "Esprimo solidarietà anche al ministro Wadephul. Siamo a fianco della Germania, che può contare sulla vicinanza dell'Italia", ha aggiunto Tajani. 
L'obiettivo della Russia è "soprattutto quello di disunire l'Europa, così come un suo obiettivo è quello di influenzare le elezioni nei Paesi europei. Questo tentativo deve essere assolutamente respinto. Questo è il tipo di attacco che fanno i russi e noi dobbiamo essere uniti e impedire a Mosca di dividere l'Europa", ha continuato Tajani, avvertendo: "Le cose che sono accadute in Germania sono estremamente gravi, ma non credo che la Russia, al di là delle provocazioni, al di là di questi attacchi ibridi, possa fare qualcosa contro l'Europa. Comunque bisogna sempre vigilare, non sottovalutare i rischi, ma sappiamo bene che la Russia valuta la forza dell'Occidente. Non credo che a Mosca convenga attaccare l'Occidente perché ne uscirebbe sconfitta". A intervenire anche il presidente francese Emmanuel Macron: "La Germania – ha scritto su X – ha riconosciuto la responsabilità della Russia per i gravi incidenti avvenuti a Lipsia all'inizio di agosto. Questi attacchi ibridi si stanno moltiplicando in Europa e non possono rimanere impuniti. La Francia è pienamente solidale con la Germania e sostiene l'adozione di nuove sanzioni europee contro la Russia. Di fronte a questa escalation, dobbiamo essere uniti, determinati e rafforzare il nostro sostegno all'Ucraina. La Francia continuerà a fare la sua parte", ha aggiunto. Anche il Regno Unito "esprime piena solidarietà alla Germania in seguito all’atto di aggressione grave e irresponsabile della Russia a Lipsia. I tentativi della Russia di minare la nostra determinazione comune e la nostra volontà di sostenere l’Ucraina sono inutili e destinati a fallire", quanto si legge in una nota firmata dal premier britannico Andy Burnham. "Come ho chiarito la scorsa settimana a Kiev – sottolinea Burnham-, il nostro impegno a sostenere l’Ucraina contro l’invasione illegale russa è incrollabile. Le ferme misure adottate dal governo tedesco dimostrano che qualsiasi attacco di questo tipo riceverà una risposta chiara. Non vacilleremo nella nostra determinazione a dissuadere gli attacchi contro la nostra libertà e la nostra sicurezza". "Le aggressioni ibride rappresentano una sfida permanente per l'Europa. Il mio sostegno alla Germania di fronte alla minaccia ibrida russa. L'unità e la solidarietà dell'Europa sono vitali per proteggere i nostri cittadini e i nostri confini. Da sud a nord, da est a ovest. Uniti siamo più forti''. Così il ministro degli Esteri spagnolo Jose Manuel Albares su 'X'. ''Ho parlato con il cancelliere Merz per esprimere il sostegno del Canada alla Germania, in seguito all'attacco ibrido russo all'aeroporto di Lipsia. Attaccare un aereo cargo ucraino sul suolo tedesco è stato un tentativo vergognoso da parte della Russia di indebolire la nostra determinazione e la nostra difesa collettiva, e fallirà'', le parole sui social del primo ministro canadese Mark Carney. ''Il nostro sostegno all'Ucraina di fronte all'aggressione russa è incrollabile. Rimaniamo fermi nella nostra lotta per una pace giusta e duratura in tutto il continente'', ha aggiunto.  Sul fronte Nato, il segretario generale Mark Rutte ha fatto sapere di aver "parlato con il cancelliere tedesco Friedrich Merz. La Nato è pienamente solidale con la Germania dopo l'attacco ibrido russo a Lipsia del 14 agosto. Le prove sono chiare – ha aggiunto – Accolgo con favore le misure annunciate in risposta dalla Germania". "La Nato continuerà a rafforzare la capacità di deterrenza e difesa di tutti gli Alleati contro qualsiasi minaccia, comprese azioni maligne come quelle viste a Lipsia e altrove nell'Alleanza. I tentativi della Russia di intimidirci, di compromettere la nostra unità e la nostra volontà di sostenere l'Ucraina sono inutili e falliranno. E' incrollabile il nostro sostegno all'Ucraina, così come il nostro impegno ferreo per la difesa collettiva della Nato", le parole e la promessa del numero uno dell'Alleanza.   
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Mediterraneo bollente, quello del 2026 è stato il luglio più caldo dal 1993

(Adnkronos) –
Nell’area mediterranea, quello del 2026 è stato il luglio più caldo dal 1993, con una temperatura marina superficiale media di circa 27°C, riferisce il Consorzio Lamma-Cnr. Il 79% del Mediterraneo ha sperimentato per almeno un giorno un’ondata di calore marina 'forte' o superiore. Considerando un punto campione al largo della costa toscana, i dati indicano per questo mese una media di 27.7 °C, con un’anomalia di +3.9 °C rispetto a quella del 1991-2020, il valore più alto fra i 45 mesi di luglio della serie 1982–2026.  Il record di quest’anno va letto – spiega una nota – in una marcata tendenza di fondo, nella quale si inserisce la variabilità naturale, con un riscaldamento di circa +0.7 °C ogni dieci anni. Il 94% del bacino mediterraneo ha registrato valori superiori alla media del periodo 1993-2022 e nel settore occidentale le anomalie hanno raggiunto localmente circa +3°C. Le elaborazioni Lamma-Cnr fanno riferimento ai dati Copernicus Marine e ai dati satellitari del Climate Prediction Center Noaa (National Oceanic and Atmospheric Administrations – Noaa Oisst v2.1). A fine agosto, tuttavia, il quadro è diventato più articolato: il bollettino Mercator Ocean del 29 agosto segnala un’attenuazione dell’ondata marina tra Gibilterra e Baleari, condizioni più stabili in altre aree e nuovi nuclei severi presso il Canale di Sicilia e l’Adriatico – si legge – È quindi corretto parlare di un grande accumulo di calore e di anomalie ancora rilevanti, ma non di un Mediterraneo uniformemente 'bollente'. Il 22 agosto la temperatura giornaliera della superficie oceanica globale extra-polare ha inoltre raggiunto 21,10 °C, massimo della serie Era5 dal 1979. 
Il calore non riguarda soltanto la superficie del mare, ma anche i dati di profondità. Una prima elaborazione per il Mar Ligure mostra, rispetto al luglio 1993-2016, un'anomalia media di circa +1.7 °C nello strato compreso tra 0 e 70 metri, ancora vicina a +0.8 °C a 70 metri. “Questo calore in eccesso rappresenta una quantità di energia stimabile in 8.2 exajoule: come ordine di grandezza, circa 1.8 volte l'energia disponibile per i consumi finali dell'Italia nel 2024”, afferma Francesco Meneguzzo (ricercatore Cnr-Ibe e Commissario Consorzio Lamma-Cnr). “Energia che non si può tecnicamente recuperare e che non è stata accumulata nel solo 2026, ma è uno stock in eccesso rispetto alla climatologia – spiega – Una simile anomalia che interessa anche le acque profonde dura più a lungo di un sottile riscaldamento superficiale, anche se rimescolamento e scambi con l'atmosfera possono ridistribuirla o attenuarla nelle prossime settimane”. Il Consorzio spiega che "l’anomalia termica del mare può cedere più calore e vapore acqueo ai bassi strati dell'atmosfera, soprattutto quando vento e contrasto aria-mare favoriscono gli scambi, aumentando umidità ed energia disponibili". Ma "ciò non basta a generare automaticamente temporali più numerosi, stazionari o ripetuti o a localizzare un temporale intenso: per dare origine a nubi temporalesche serva una configurazione atmosferica capace di sollevare l'aria attraverso convezione, convergenza dei venti, trasporto di umidità, instabilità e interazione con i rilievi. Il mare può però amplificare gli episodi".  
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RTL 102.5 Power Hits, è ‘Sorry Scusa Lo Siento’ dei Pinguini Tattici Nucleari il tormentone dell’estate 2026: tutti i premi

(Adnkronos) – È 'Sorry Scusa Lo Siento' dei Pinguini Tattici Nucleari il tormentone dell'estate 2026. Il brano ha conquistato il primo posto a RTL 102.5 Power Hits Estate, la grande serata musicale andata in scena questa sera all’Arena di Verona. Oltre al premio principale, nel corso dell’evento sono stati assegnati anche gli altri riconoscimenti realizzati in collaborazione con FIMI, PMI e SIAE, oltre al premio dedicato all'album più venduto dell'ultimo anno.  A conquistare il premio principale è stato 'Sorry Scusa Lo Siento' dei Pinguini Tattici Nucleari, incoronato brano vincitore di RTL 102.5 Power Hits Estate 2026. Il riconoscimento premia il grande successo ottenuto dal brano durante l'estate e conferma i Pinguini Tattici Nucleari tra i protagonisti della musica italiana del 2026.  Il Premio “RTL 102.5 Power Hits Estate 2026 – FIMI” è stato assegnato a Samurai Jay per 'Ossessione' di Samurai Jay. Il singolo si è imposto come brano italiano più venduto nel periodo compreso tra il 29 maggio e il 27 agosto 2026, sulla base dei dati NIQ Italia.  Il Premio 'RTL 102.5 Power Hits Estate 2026 – PMI' è andato ad Angelina Mango e Marco Mengoni per 'Canto d’amore'. Il brano è risultato il singolo indipendente più suonato dalle radio nel periodo compreso tra il 31 maggio e il 28 agosto 2026.  Il riconoscimento 'RTL 102.5 Power Hits Estate 2026 – SIAE' è stato conquistato da Sal Da Vinci con “Rossetto e caffè”. Il brano è risultato quello, tra le produzioni pubblicate nel 2025 e nel 2026, più suonato negli eventi musicali in Italia dal 1° giugno al 28 agosto 2026.  
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Lega, il vecchio Carroccio ‘bussa’ alla porta di Salvini: quel simbolo registrato in Belgio nel 2020

(Adnkronos) – Il 'fantasma' della Lega Nord torna a bussare alla porta del Carroccio proprio mentre dentro la Lega di Matteo Salvini si riapre la sfida sulla linea politica e sull'identità del partito. Da un lato c'è il Comitato per il Congresso federale che punta a ottenere la convocazione dell'assemblea della 'Lega Nord per l'Indipendenza della Padania', dall'altro c'è un simbolo che continua a produrre effetti giuridici ben oltre i confini della politica italiana. "Lega Nord Padania", rileva l'Adnkronos, risulta infatti registrato presso l'Ufficio dei marchi Benelux (Boip): la domanda è stata presentata nel dicembre 2019 e la registrazione è del marzo 2020, con scadenza nel 2029. Il titolare indicato nei documenti è Marco Amorosetti, con indirizzo a Tournai, in Belgio. Il marchio riguarda servizi, legati al placement del personale e ai mandati, dunque non direttamente l'attività politica.  Un dettaglio apparentemente laterale che, secondo Gabriele Maestri, costituzionalista ed esperto di simboli, aiuta però a comprendere quanto sia complesso il rapporto tra simboli politici e disciplina dei marchi. "A guardare le carte, è una domanda di marchio presentata e accettata nel sistema Benelux, quindi in un ambito territoriale non confliggente con l'Italia. Tra l'altro, per classi di servizi legate al placement del personale, quindi un ambito piuttosto diverso da quello strettamente politico". "Certamente appare curioso che in alcuni Stati europei sia stato depositato e registrato un simbolo di partito di un altro Paese come marchio", osserva Maestri, gestore del sito isimbolidelladiscordia.it, ricordando che il cuore di quel simbolo, Alberto da Giussano, "è poi oggetto di altri tre marchi depositati da Matteo Salvini nel 2018 e registrati all'inizio del 2025", compresa la registrazione della semplice immagine del condottiero. Per l'esperto, proprio il caso del marchio belga mostra i rischi dell'uso dello strumento commerciale per tutelare simboli politici. "Questo dimostra una volta di più come registrare, voler pensare di tutelare i simboli politici attraverso la loro registrazione come marchi è semplicemente folle, perché poi possono crearsi conflitti anche solo ipotetici di questo tipo tra titolari in Paesi diversi". Ma il dossier del simbolo si intreccia con una partita più spinosa: quella sulla sopravvivenza giuridica della Lega Nord. Il Comitato per il Congresso, promosso tra gli altri dall'ex deputato leghista Gianluca Pini, punta infatti a ottenere la convocazione del congresso federale per rinnovare le cariche e riattivare politicamente il vecchio movimento. "Il simbolo ovviamente è soltanto il punto di arrivo. L'idea di base è far rivivere politicamente e nella pratica giuridica anche la Lega Nord, partito che esiste giuridicamente ma è politicamente ridotto ai minimi termini", spiega Maestri. Una partita che Pini aveva già tentato di giocare sul terreno giudiziario. "Già nel 2022 Pini aveva cercato di ottenere la convocazione del congresso rivolgendosi al Tribunale di Milano". Il ricorso, ricorda l'esperto, non era stato accolto. "Era stato respinto a luglio, soprattutto per ragioni formali". Secondo Maestri, infatti, "ci voleva un'azione di volontaria giurisdizione" e mancavano le condizioni previste dall'articolo 20 del Codice civile, in base al quale "un decimo degli associati può chiedere la convocazione di un organo e, in caso di inerzia, può ottenere l'autoconvocazione attraverso la richiesta al presidente del tribunale". All'epoca, osserva, Pini aveva ritenuto che gli iscritti alla Lega Nord fossero solo i sette che avevano rinnovato la tessera, mentre secondo la Lega Nord erano ancora soci ordinari militanti tutti gli ex iscritti storici.  Ora, però, lo scenario potrebbe essere diverso se si raggiungesse una partecipazione sufficientemente ampia. "Se adesso un numero consistente di persone, di iscritti, di soci ordinari militanti, sulla base delle norme del tesseramento e dell'iscrizione ancora presenti sul sito leganord.org si accordasse per chiedere la riattivazione del partito, raggiungendo il 10 per cento degli iscritti, allora il partito potrebbe tornare a vivere". Ed è qui che la vecchia Lega Nord potrebbe tornare a rappresentare un problema per l'attuale Carroccio. "Potenzialmente potrebbe anche decidere di revocare l'uso del simbolo alla Lega per Salvini Premier", arriva a ipotizzare Maestri. Una possibilità che riguarda però il simbolo e non il nome: "Certo non potrebbe revocare il nome Lega, perché considerato un nome generico, ma l'uso del simbolo di Alberto da Giussano sì". Un'ipotesi che lo stesso Maestri invita a considerare con prudenza. "È un percorso lungo che difficilmente non conoscerebbe ostacoli, ricorsi o altri atti giuridici". Ma, aggiunge, "è un percorso che potrebbe esistere vista la particolare condizione della Lega per Salvini Premier, che utilizza un simbolo messo a disposizione da un'altra associazione giuridicamente esistente ma politicamente non attiva". La partita, dunque, va ben oltre il mero ritorno nostalgico alla Lega Nord.  
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L’asse tra Houthi e al-Qaeda è il nuovo incubo di Washington

(Adnkronos) – Un'alleanza terroristica tra i miliziani yemeniti Houthi e al-Qaeda, tramite il gruppo affiliato di al-Shabab. Questo il ''nuovo grattacapo letale per Washington'', come scrive il 'Wall Street Journal'. Che ricostruisce il tentativo americano di rompere ''l'improbabile alleanza tra due implacabili nemici degli Stati Uniti''.   Da una parte i militanti di al-Shabab, legati ad al-Qaeda, e che combattono in Somalia da vent'anni, dall'altra gli Houthi che beneficiano di armi e addestramento da parte dei Pasdaran iraniani. Citando funzionari statunitensi, somali e yemeniti il Wsj spiega che lo scorso febbraio, due settimane prima di attaccare l'Iran, un raid aereo Usa ha ucciso l'uomo che faceva da tramite tra Houthi e al-Qaeda almeno dal 2023, il somalo Jibril "Monco" Yahya Ali. Ma per gli Stati Uniti, la morte di Jibril è arrivata troppo tardi per fermare la catena di eventi che lui stesso aveva contribuito a innescare.  Gli Houthi e al-Shabab erano nemici settari, sciiti i primi e sunniti i secondi, fino a quando Jibril non ha contribuito alla loro alleanza, che ora minaccia di destabilizzare ulteriormente il Medio Oriente e i mercati energetici di tutto il mondo. Due fonti americane a conoscenza dell'operazione hanno confermato che Jibril è stato ucciso da un attacco aereo statunitense, aveva 38 anni. "Al-Shabaab, la più grande e redditizia affiliata di Al-Qaeda, sta ottenendo accesso ad armi e addestramenti più sofisticati", ha dichiarato al Wall Street Journal il generale statunitense Dagvin Anderson, comandante delle forze americane in Africa. "Dall'altro lato, gli Houthi stanno estendendo la loro portata geografica, consolidando la loro presenza in un'area che potrebbe destabilizzare ulteriormente uno dei punti nevralgici dell'economia mondiale – ha aggiunto – Non si tratta solo di un problema regionale. Ha implicazioni globali".  Nemici comuni ora uniscono gli Houthi e al-Shabab. ''Odiano l’Occidente, odiano Israele'', ha detto Abdulaahi Mohamed Ali, ex capo dell’intelligence somala. Secondo una valutazione interna visionata dal Wall Street Journal, il Servizio antiterrorismo yemenita ha descritto Jibril come "una delle figure chiave nel rafforzamento dei legami tra gli Houthi e al-Shabab attraverso lo scambio di competenze e il coordinamento, in particolare nel facilitare il trasferimento di armi e attrezzature militari". Secondo Matt Bryden, ex funzionario delle Nazioni Unite che monitorava i flussi di armi verso la Somalia, Jibril si spostava clandestinamente tra la Somalia e lo Yemen, fungendo da collegamento tra al-Shabaab e il comando Houthi. ''Tradizionalmente, i rapporti tra gli Houthi e al-Shabab erano puramente transazionali", ha dichiarato Awes Yusuf Ahmed, consigliere per la sicurezza nazionale della Somalia. "Ciò non significa che, dopo la guerra tra Iran e Stati Uniti, non siano emersi nuovi fattori che possono rivestire un'importanza strategica", ha aggiunto.  Tra le aspirazioni degli Houthi c'è quella di ottenere l'aiuto di al-Shabaab per dispiegare radar per monitorare le navi nelle acque che condividono, scrive il Wsj.  
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Caldo record, oggi bollino rosso a Bari e Campobasso. Domani allerta massima anche a Roma e Palermo

(Adnkronos) – Il caldo non molla la presa sull'Italia. Oggi, mercoledì 2 settembre, è previsto il bollino rosso a Bari e Campobasso. Arancione a Palermo, Cagliari e Roma. Nei prossimi due giorni saranno 'libere' dal caldo e segnate perciò con il bollino verde: Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Genova, Milano, Torino, Trieste, Venezia, Verona e Viterbo.  Domani bollino rosso a Roma, Bari e Palermo. All'allerta 3 di queste tre città segue quella 2, prevista con il bollino arancione di Cagliari. In giallo 12 città (Ancona, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Frosinone, Latina, Messina, Napoli, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rieti).  Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, annuncia che all'orizzonte si profila la sesta ondata di calore africano. Prima che la nuova fornace si accenda, vivremo qualche giorno di modesta instabilità. Fino a mercoledì, qualche rovescio, concentrato sui rilievi, porterà un po' di respiro. La Capitale si troverà a combattere ancora con i suoi ostinati 36-37°C, confermandosi l'eccezione rovente della Penisola.  In Italia, entro il fine settimana le temperature schizzeranno fino a 8 gradi sopra la media del periodo. L'anomalia colpirà duramente anche il Nord: a Milano si prevedono picchi di 36°C, un valore che, se confermato, frantumerebbe il record storico per il mese di settembre.  
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“Accusavi Sinner e invece hanno beccato te”, Khachanov contro Kyrgios

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"Kyrgios twittava contro Sinner, alla fine hanno beccato lui". Karen Khachanov non è esattamente un estimatore di Nick Kyrgios. L'australiano è risultato positivo alla cocaina in un recente controllo, la sua carriera nel tennis pare al capolinea. Kyrgios, ai margini del circuito da un paio d'anni per problemi fisici, ora va incontro ad una squalifica per doping. Da Khachanov, numero 50 del ranking Atp, non arrivano messaggi di solidarietà. "Gli piaceva tirare merda sulla gente anche quando non giocava, sempre con quei tweet o cose del gneere. Ora gli è tornato indietro tutto", dice il russo in una chiacchierata con il podcast Firstandred. "Cosa c'è da dire? Raccogli quello che semini. Non posso dire di essere sorpreso o che sia dispiaciuto in maniera particolare. Mi sembra la logica evoluzione della situazione: lo hanno beccato per una sua scelta", dice Khachanov, che non dimentica la 'crociata' di Kyrgios contro Jannik Sinner, sospeso per 3 mesi un paio d'anni fa dopo la positività al clostebol per un caso di contaminazione. Kyrgios ha sempre accostato la parola doping alla vicenda dell'azzurro, invocando sanzioni severissime per il numero 1 del mondo. "L'anno scorso stava sempre a twittare su Sinner o su qualcun altro" dicendo che "non gioca in doppio con chi si dopa. E ora? Prima o poi torna tutto indietro…". 
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Mercato chiuso, l’Inter blinda Pio Esposito, la Roma si tiene Kone e la Juve punta su Sarr e Woltemade

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Si chiude il calciomercato in Italia e a fare notizia c'è il rinnovo di Pio Esposito con l'Inter. Il club nerazzurro ha voluto confermare la fiducia nel giovane bomber azzurro facendogli firmare un contratto fino al 2032. In tema di attaccanti è ufficiale il passaggio di Moise Kean dalla Fiorentina al Como con il contratto depositato, mentre i viola si assicurano Beto dall'Everton e Gnonto dal City, oltre a Pedro Gonçalves dallo Sporting Lisbona. Il Como ha preso anche il portiere del Chelsea Robert Sanchez. Per quanto riguarda la Juventus, Luciano Spalletti si è assicurato un altro attaccante e dopo aver ceduto Jonathan David all'Atletico Madrid, ha depositato il contratto di Nick Woltemade, che arriva in prestito secco dal Newcastle per 5 milioni di euro con i bianconeri che hanno ufficializzato l'arrivo di Pape Matar Sarr. E' saltato, invece, il trasferimento di Youssouf Fofana al Lione. Il centrocampista resta al Milan, come Manu Konè che resta alla Roma, vista l'opposizione della cessione al Chelsea, per 60 mln di euro, del tecnico giallorosso Gian Piero Gasperini che resta però senza attaccante esterno anche in questa sessione di mercato. Ultima giornata importante anche per la Lazio di Rino Gattuso che si assicura l'attaccante esterno, a titolo temporaneo con diritto di opzione per l’acquisto definitivo, Albert Gudmundsson dalla Fiorentina, dopo aver ceduto Boulaye Dia a favore del club francese Stade Rennais F.C e aver risolto il contratto con Samuel Gigot. L'Atalanta si assicura dopo Kessie anche Rowe dal Bologna in prestito oneroso con obbligo di riscatto (40 milioni complessivi) + 10% futura rivendita più il cartellino del giovane Cassa al Bologna (verrà girato in prestito al Catanzaro). Il Sassuolo si è assicurato dall'Atalanta in prestito con diritto di riscatto Kakari Ibrahim Sulemana, mentre il Torino ha preso dalla Fiorentina Rolando Mandragola e acquistato a titolo definitivo dal Verona l'esterno Rafik Belghali oltre a Daniel Santos Braganca dallo Sporting Lisbona. Nuovo attaccante per il Cagliari, che ha preso Mbala Nzola dalla Fiorentina.
 Ora si apre la caccia agli svincolati con le occasioni a parametro zero con grandi nomi, da Cavani ad El Shaarawy, fino ad James Rodriguez, Icardi e Benzema, ma anche Sterling, Brozovic, Sancho, Neto, Pogba e Alaba.  
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Orecchie di coniglio o polmone di cavallo? Lo snack ‘choc’ per i cani nel cuore di Cortina

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Meglio le orecchie di coniglio, la pelle della testa di manzo, il polmone del cavallo o il collo di pollo? Per chi ha un cane ed è abituato a comprare gli snack e gli spuntini per l'amico a 4 zampe, la scelta può rivelarsi semplice o addirittura scontata. Per chi non ha dimestichezza con le prelibatezze destinate all'animale domestico per eccellenza, il menù può risultare a dir poco curioso, soprattutto se il cibo è esposto in confezioni trasparenti che non lasciano spazio alla fantasia. A Cortina d'Ampezzo, basta fare un salto nella celebre Cooperativa, lo storico magazzino su Corso Italia. Nel cuore della Perla delle Dolomiti, l'attenzione alle esigenze dei turisti si allarga fino a soddisfare i gusti 'particolari' dei cani. Ecco quindi, in un reparto al piano ammezzato, la visione che – per forza – ruba l'occhio. 
Nelle giornate di vacanza si può offrire a Fido un bocconcino di polmone di cavallo, che nella busta somiglia vagamente a uno spezzatino. Si sale di livello con lo stomaco di pollo essiccato, alla modica cifra 10,20 euro per 250 grammi. La pelle di testa di manzo essiccato, dice chi se ne intende, è uno snack resistente e impegnativo: il cane può dedicarsi per ore a masticare i lembi, la spesa di 14 euro e spicci appare ragionevole. Ai bipedi non proprietari di cani – ma forse anche a qualche cinofilo convinto – non verrebbe mai in mente di comprare una confezione di orecchie pelose di coniglio. Eppure, a quanto pare, il prodotto 'tira': è uno snack che funziona da antistress e favorisce l'igiene dentale. Chissà se funzionano meglio i colli di pollo essiccati: 18,90 euro per 250 grammi, una vera leccornia. Forse. 
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