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Vincono 50 milioni alla lotteria e… finanziano la scuola del paese: la storia (anonima) dalla Francia

(Adnkronos) – Una vincita da 50 milioni di euro può far svoltare la vita di chiunque. Per una fortunata coppia francese, una parte di quella fortuna è diventata negli anni un modo concreto per aiutare la propria comunità. La storia risale al 2009, quando i due vincitori dell’EuroMillions hanno iniziato a sostenere economicamente – dopo il gran colpo di fortuna – il piccolo comune di Saint-Michel, nella Charente, contribuendo alle spese dell'istituto e della mensa scolastica. In che modo? Il paese, che conta circa 3mila abitanti, beneficia da anni di una donazione annuale di 80mila euro. Una cifra importante, che di solito viene utilizzata per garantire i pasti agli alunni della scuola locale. Per le famiglie, il contributo rappresenta oggi un significativo risparmio: in media, quasi 300 euro all’anno per ogni bambino. Il sostegno della famiglia misteriosa non si ferma però alla mensa. In occasione dei nuovi lavori di riqualificazione della scuola primaria École primaire Louis Pasteur, la somma è stata destinata anche alla ristrutturazione dell’edificio. Grazie al finanziamento sarà possibile intervenire sull’isolamento acustico e installare un moderno sistema di climatizzazione, migliorando le condizioni degli studenti e del personale della scuola. A distanza di anni, dunque, una straordinaria vincita alla lotteria continua ad avere effetti molto concreti sulla vita quotidiana di un’intera comunità. Non soltanto una fortuna personale, ma una parte di ricchezza trasformata in servizi, pasti e spazi scolastici migliori per le nuove generazioni. 
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Arrestato 16enne in Norvegia: “Preparava attentato in una scuola materna”

(Adnkronos) – Un ragazzo di 16 anni, residente nella regione di Vestfold, a sud di Oslo, è stato arrestato perché sospettato di preparare un attentato terroristico. Lo ha reso noto la polizia del Paese scandinavo, precisando che il giovane è stato arrestato all'inizio di giugno, sebbene la notizia sia stata resa pubblica solo oggi. Secondo la procuratrice Lisa Dalhaug, gli investigatori erano intervenuti dopo aver ricevuto una segnalazione da "una persona anonima all'estero" che aveva segnalato "minacce inquietanti" da parte del giovane su diverse piattaforme social. Il 16enne è stato successivamente identificato e arrestato. Stando a quanto riferito dal quotidiano norvegese Aftenposten, il ragazzo avrebbe pianificato un attacco contro una scuola materna, armato di asce e coltelli. La procuratrice, tuttavia, non ha confermato quest'indiscrezione. "Ha parlato di diversi obiettivi", ha dichiarato Dalhaug, aggiungendo di non voler specificare per il momento quali fossero. Secondo gli elementi raccolti finora, il ragazzo avrebbe agito da solo nella pianificazione. Dalhaug ha sottolineato che si tratta di un "reato molto grave" e che quindi il giovane rischia "una lunga pena detentiva".  
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Dawson’s Creek, Busy Philipps: “Ho scoperto di avere un tumore al cervello il giorno dopo la morte di James Van Der Beek”

(Adnkronos) – "Sono grata di essere viva, mi sento la persona più fortunata del mondo". Così l'attrice Busy Philipps, famosa per aver fatto parte del cast di numerose serie tv tra cui Dawson's Creek, ha raccontato al magazine People di aver sconfitto un tumore al cervello, che ha scoperto esattamente il giorno dopo la morte dell'ex collega e protagonista dello show, James Van der Beek, scomparso a 48 anni a causa di un cancro al colon. Una data, per lei, molto significativa.  Philipps, 47 anni, ha spiegato di aver scoperto, nello specifico, un oligodendroglioma di grado 2, individuato il 12 febbraio durante una risonanza magnetica effettuata con una tecnologia di ultima generazione e "di controllo". Si tratta di una forma rara di tumore cerebrale, ma non c'erano sintomi specifici.  Quando gli esami hanno evidenziato una lesione cerebrale, l'attrice ha reagito inizialmente con messaggi scherzosi indirizzati alle sue amiche, ma ulteriori accertamenti – e la conferma della patologia – hanno lasciato Philipps "con il fiato corto". A quel punto l'attrice ha deciso di parlare della situazione anche alle sue due figlie, Birdie, 18 anni, e Cricket, 13. E alla fine, il 2 marzo, si è sottoposta ad una operazione chirurgica, durata in totale cinque ore, al termine della quale la massa, che misurava 2,6 centimetri, era stata rimossa. La diagnosi precoce è stata fondamentale per l'attrice. La neuro-oncologa Alexandra Miller ha spiegato infatti che, senza quell'individuazione tempestiva, il tumore avrebbe potuto raggiungere dimensioni due o tre volte superiori, rendendo più difficile asportarlo.  Ad aprile, è tornata in ospedale dopo aver contratto un'infezione da stafilococco e si è resa necessaria una seconda operazione per eliminarla. "Sono stati i sei mesi più strani della mia vita", ha concluso Philipps.  
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‘Emily in Paris’, la sesta e ultima stagione dal 24 dicembre su Netflix

(Adnkronos) –
La sesta e ultima stagione di 'Emily in Paris' è attualmente in produzione in Francia e arriverà su Netflix il 24 dicembre. Il creatore e showrunner Darren Star ha dichiarato: "Volevo che l’ultima stagione di Emily in Paris fosse la più grande di sempre. In questa stagione abbiamo visitato diverse location e la Grecia era una delle destinazioni che volevamo davvero mostrare in modo spettacolare. È questo il bello dell’Europa: basta poco per ritrovarsi in un altro luogo straordinario, un’altra cultura, un’altra avventura. Volevo che il pubblico potesse viaggiare insieme a Emily". Tra nuove ambizioni e nuovi amori, Emily si troverà ad affrontare scelte decisive che metteranno alla prova la sua lealtà. Ma quando conflitti professionali inaspettati e relazioni in continua evoluzione la costringono a riconsiderare dove risieda davvero il suo futuro, dovrà compiere un’ultima scelta tra la sua carriera, il suo cuore e la vita che ha costruito a Parigi. 
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Carburanti, caccia alle risorse per la proroga del taglio delle accise: banche nel mirino della Lega

(Adnkronos) – E' caccia alle risorse per la nuova proroga del taglio delle accise sul diesel. Il confronto tecnico e politico, a quanto si apprende, si intensifica in vista del Consiglio dei ministri di stasera alle 18 chiamato a varare un decreto legge per rinnovare lo sconto di 17,1 centesimi sul gasolio in scadenza oggi. Ma la coperta è corta: l'extra-gettito di agosto sarà noto i primi di settembre quindi per finanziare l'intervento servirebbero tagli equivalenti, da qui l'esigenza di un passaggio in Cdm invece di un decreto ministeriale interno del Mef.  
L'ipotesi sarebbe di un taglio 'ponte' fino a domenica 6 settembre al massimo, che potrebbe poi eventualmente essere rinnovato per dm con le risorse dell'Iva aggiuntiva di agosto, presumibilmente più alte di quelle di luglio per effetto dell'esodo e del contro-esodo estivo.  Intanto, simulazioni alla mano, se a luglio la proroga di due giorni è costata 20 milioni (10 milioni al giorno), ne consegue che per replicare la misura per 11 giorni servirebbero 110 milioni circa. L'ultimo taglio di agosto da 250 milioni circa venne finanziato con tagli ministeriali, gran parte dei quali in capo al Tesoro. Ma al di là delle misure 'tampone', con il conflitto in Iran che non accenna a placarsi, il tema delle risorse per finanziare le misure contro il caro-greggio è destinato a dominare il dibattito dei prossimi mesi in vista della manovra, con la Lega che torna a chiedere un contributo dalle banche.  Ieri ha rilanciato la proposta il vice premier Matteo Salvini, oggi è toccato al presidente della commissione Attività produttive della Camera, Alberto Gusmeroli. “La proposta di Matteo Salvini è chiara e di buon senso: chiedere un contributo a un settore, come quello bancario, che ha registrato utili straordinari, per ridurre il peso delle accise sui carburanti", afferma. "La priorità della Lega è tutelare famiglie e imprese senza mettere ancora una volta le mani nelle tasche dei cittadini. Chi ha beneficiato di profitti eccezionali – scandisce – può fare la propria parte. Se qualcuno nella maggioranza ritiene invece che le banche vadano tutelate più dei cittadini, è giusto che lo dica con chiarezza”.  
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Carburanti, botta e risposta nel governo. Lega contraria a nuove tasse, Forza Italia assicura: “Con noi non ci saranno”

(Adnkronos) – È scontro tra Forza Italia e Lega sulla proposta di tassare gli extraprofitti delle banche per finanziare una riduzione delle accise sui carburanti. Dopo le parole del senatore leghista Claudio Borghi, che ha chiesto a Tajani di chiarire le proprie priorità, sostenendo che per la Lega l'unica opzione da escludere sia quella di "tassare i cittadini", arriva la replica di Raffaele Nevi, portavoce nazionale di Forza Italia. "Borghi può dormire sonni tranquilli. Fin quando ci saremo noi, come ha più volte ripetuto il nostro segretario Tajani, non ci saranno mai tasse, su nessuno", dice all'Adnkronos Nevi, interpellato sulle parole di Borghi. "Le tasse generano sempre problemi e indeboliscono a cittadini, imprese e complessivamente impediscono al Paese di crescere", osserva Nevi. "Certamente noi non accetteremo mai patrimoniali e non tasseremo nessuno seguendo l’esempio spagnolo. Quello è il modello che segue la Schlein". "Noi proponiamo un altro modello che si basa sul dialogo", prosegue l'esponente di Forza Italia. "Dialogando in modo costruttivo e mettendo al centro l’interesse nazionale, con chi ha disponibilità si possono ricavare risorse molto più significative rispetto a quelle che si otterrebbero imponendo tasse che, come è già avvenuto durante i governi della sinistra, hanno solo generato fuga di capitali e contenziosi", conclude. 
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Meta, processo su dipendenza da social: accordo per oltre 16 miliardi di dollari

(Adnkronos) –
Meta ha raggiunto un accordo extragiudiziale con alcuni Stati americani, nell'ambito della causa avviata contro il gruppo californiano accusato di aver favorito la
dipendenza dei minori dai propri social network
, impegnandosi a versare oltre 16 miliardi di dollari. La società madre di Facebook e Instagram ha inoltre accettato di apportare modifiche significative alla configurazione dei propri prodotti destinati agli utenti più giovani, secondo quanto emerge da un documento depositato mercoledì agli atti, che dovrà ancora essere ratificato da un giudice federale di Oakland (California). 
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Malaria in aeroporto in Germania, gli esperti: “Campanello d’allarme, ma il rischio resta contenuto”

(Adnkronos) – Allerta all’aeroporto di Francoforte, uno dei maggiori hub europei, dove un dipendente è morto e altri cinque sono risultati positivi alla malaria. A riportarlo è il quotidiano Bild, dopo aver parlato con un portavoce di Fraport, la società che gestisce lo scalo. Tutti i casi riguardano personale aeroportuale.  Per Matteo Bassetti, infettivologo e professore di Malattie infettive all'Università di Genova, il caso di Francoforte, spiega all'Adnkronos Salute, "è un campanello d'allarme: bisogna sorvegliare i voli a rischio e prestare attenzione ai passeggeri sintomatici, sia quelli provenienti da Paesi endemici sia quelli semplicemente transitati".  La malaria aeroportuale "è una forma che conosciamo: attraverso gli aerei e i bagagli provenienti da Paesi, dove la patologia è endemica, può arrivare anche la zanzara Anopheles e restare nell'area dell'aeroporto, contagiando lavoratori o passeggeri".  Esiste anche la cosiddetta "malaria da bagagli": "Difficile che la zanzara possa riprodursi, ma in condizioni favorevoli può vivere per un tempo determinato e colpire, come accaduto nello scalo di Francoforte".  La malaria aeroportuale è un fenomeno raro, ma conosciuto: negli anni si sono verificati casi sporadici anche in Paesi non endemici, Italia compresa. Secondo Massimo Andreoni, professore emerito dell'Università degli Studi di Roma Tor Vergata, membro del Collegio dei probiviri della Simit (Società italiana di malattie infettive e tropicali) e del Consiglio superiore di sanità, il rischio attuale resta molto basso. La malaria aeroportuale è, dice all'Adnkronos Salute, "un rischio noto da anni, anche se si tratta di un fenomeno raro".  Il caso di Francoforte "ci ricorda quanto sia importante mantenere efficace il monitoraggio negli aeroporti. Con l'aumento dei voli internazionali può accadere che arrivino anche zanzare infette, trasportate accidentalmente dagli aerei, che potrebbero determinare singoli casi o, più raramente, piccoli focolai epidemici”. In Italia "il pericolo rimane limitato". Sono presenti alcune specie di Anopheles, "tra cui la Labranchiae, che può trasmettere il plasmodium, il parassita responsabile della malaria". La presenza di queste zanzare "significa che, in caso di arrivo di una zanzara infetta, non si può escludere del tutto la possibilità di una trasmissione locale". Eventuali focolai sarebbero, comunque, “circoscritti alle aree in prossimità dei grandi aeroporti e porti internazionali”. Andreoni sottolinea che le Anopheles "non sono generalmente in grado di percorrere grandi distanze autonomamente: possono spostarsi per alcune centinaia di metri". Il rischio resta, quindi, "prevalentemente circoscritto alle aree vicine al luogo in cui dovesse arrivare una zanzara infetta, a meno che l’insetto non venga trasportato accidentalmente all'interno di bagagli, valigie o altri materiali".  È "sicuramente un evento raro" il focolaio di malaria, registrato all'aeroporto di Francoforte, "ma bisogna comunque prestare attenzione e vigilare", osserva parlando con l'Adnkronos Salute Gianni Rezza, docente straordinario di Igiene all’Università Vita‑Salute San Raffaele.  Questo tipo di infezione, spiega Rezza, "viene definito 'malaria aeroportuale' perché dovuto alla puntura di una o più zanzare 'importate' da Paesi endemici attraverso i viaggi aerei". In casi ancora più rari, aggiunge, la malaria può essere trasmessa da una zanzara che fuoriesce da una valigia, ipotesi collegata ai casi di "malaria criptica", ovvero infezioni che insorgono in persone che vivono in aree non malariche e non hanno viaggiato. In Italia, ricorda l'epidemiologo, "nel corso degli anni sono stati identificati una decina di casi criptici, ma mai un cluster aeroportuale come quello segnalato in Germania". Per il futuro, conclude Rezza, "i cambiamenti climatici e la globalizzazione di uomini e vettori potrebbero aumentare il rischio di circolazione dei plasmodi malarici, ma per ora quello di Francoforte appare come un fenomeno isolato". 
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Pier Silvio Berlusconi si gode le vacanze in Corsica con Silvia Toffanin e i figli

(Adnkronos) –
Pier Silvio Berlusconi si gode qualche momento di relax in Corsica, con la compagna Silvia Toffanin e i figli Lorenzo Mattia (16 anni) e Sofia Valentina (10), dopo quello che, sul piano professionale, è stato un anno d’oro per il presidente di MFE-MediaForEurope, il più grande gruppo media europeo. Le foto mostrano Pier Silvio mentre si dedica alla famiglia e allo sport e ritrova la semplicità della quotidianità con la compagna. I due sono legati dal 2001 e, dopo oltre 25 anni, mostrano la stessa complicità degli inizi: sorridono insieme, si scambiano baci appassionati e praticano il Sup, una passione che li accomuna.  Gli ultimi dodici mesi hanno segnato un passaggio importante nella carriera di Pier Silvio. Mfe ha accelerato il suo progetto europeo, rafforzando la propria presenza tra Italia, Spagna, Germania, Portogallo, Austria e Svizzera. A luglio è stata ridisegnata l’organizzazione internazionale del gruppo ed è proseguito il percorso verso la nascita di Mediaset Italia. All’espansione europea si sono aggiunti i risultati della televisione, con una stagione ricca di soddisfazioni. A luglio è arrivato anche un riconoscimento personale: Pier Silvio Berlusconi ha conquistato il primo posto nella classifica Top Manager Reputation, risultando il manager con la migliore reputazione online in Italia.  Un momento particolarmente positivo anche per Silvia Toffanin. A settembre festeggerà 20 anni alla guida di Verissimo, che tornerà su Canale 5 il sabato e la domenica. Per lei ci sarà anche il ritorno in prima serata con This Is Me. Al lavoro e ai risultati professionali si affianca così la dimensione più privata di Pier Silvio: quella del tempo trascorso con la famiglia, in attesa della nuova stagione lavorativa. 
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Elezioni Fifa, Figc ritira sostegno a Infantino: “Al lavoro per un calcio fondato sul merito”

(Adnkronos) – La Figc ritira il sostegno a Gianni Infantino per le elezioni Fifa del 2027. "La Federazione Italiana Giuoco Calcio – si legge in una nota – ha deciso di ritirare il sostegno alla candidatura di Gianni Infantino per le elezioni alla presidenza della Fifa in programma a marzo 2027. Questa scelta intende esprimere in maniera chiara e trasparente la posizione della Figc, in piena condivisione con la Uefa e con il suo presidente Aleksander Čeferin, rispetto alle recenti iniziative promosse dal presidente della Fifa in materia di governance e sviluppo delle competizioni internazionali". Il presidente della Figc Giovanni Malagò ha spiegato: "Continueremo a lavorare al fianco della Uefa e delle altre federazioni europee per promuovere un’idea di calcio fondata su merito, solidarietà, sostenibilità e centralità dei tifosi. Ci riconosciamo in un modello di confronto, di ascolto e di corresponsabilità che ha fino ad ora consentito al calcio di crescere, innovare e al tempo stesso difendere i propri principi fondanti". 
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