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‘A tavola con il Nobile’, la Contrada di Poggiolo vince l’edizione 2026

(Adnkronos) – Con la ricetta “Zuppa di piccione in crosta” la Contrada di Poggiolo si è aggiudicata la ventiquattresima edizione del premio enogastronomico 'A Tavola con il Nobile', il concorso promosso dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano in collaborazione con il Magistrato delle Contrade della città che si è concluso domenica 23 agosto con la premiazione delle migliori ricette preparate dalle otto Contrade del Bravìo delle Botti (corsa per le vie del centro storico di Montepulciano, quest’anno il 30 agosto). Il tema di questa edizione è stato dedicato al poeta e scienziato Francesco Redi, in occasione dei festeggiamenti dai 400 anni dalla sua nascita: “La cucina al coccio e a fuoco lento: la Manna di Montepulciano – Omaggio a Francesco Redi”, declinata nelle seconde portate.  “Questa iniziativa conferma quanto sia importante, per Montepulciano, creare sinergie solide tra le diverse realtà del territorio – ha aggiunto Susanna Crociani, vicepresidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano – il lavoro condiviso con il Magistrato delle Contrade permette di valorizzare non solo il nostro vino, ma anche la storia, le tradizioni e la partecipazione della comunità”.  Sul podio, al secondo posto la Contrada di Voltaia con la ricetta “Ogni coccio per la coda è il re” che si aggiudicata anche il premio speciale della giuria per l’attinenza al tema proposto. Al terzo posto la contrada di San Donato con “Ossobuco di Chianina al coccio”. “A Tavola con il Nobile è nato con l'obiettivo di salvaguardare e valorizzare il patrimonio gastronomico di Montepulciano, facendo emergere il legame profondo tra il Vino Nobile, le Contrade e la cultura del territorio – ha dichiarato Bruno Gambacorta, presidente della giuria e ideatore del premio 'A Tavola con il Nobile' – in ventiquattro edizioni abbiamo recuperato e tramandato centinaia di ricette della tradizione locale, un risultato che dimostra come la cucina possa essere uno straordinario strumento di memoria, identità, confronto e condivisione tra le generazioni”.   "Il tempo dentro il coccio. La cucina, il gesto, la memoria". Grazie all’analisi di una delle giurate del Premio, Anna Maria Pellegrino, membro dell’Accademia Italiana della Cucina, si è esaltato il valore culturale della cucina tradizionale e sul significato simbolico del coccio come strumento che educa alla lentezza e all’attesa. Attraverso un percorso che intreccia antropologia, storia e tradizioni locali, il sapere gastronomico si è tramandato nel tempo non solo attraverso le ricette, ma soprattutto grazie ai gesti, all’esperienza e alla memoria collettiva. Nel contesto di Montepulciano, il coccio diventa così emblema del legame profondo tra territorio, comunità e identità culturale, ricordando che la tradizione resta viva quando sa dialogare con il presente e rinnovarsi senza perdere il proprio significato.  'A tavola con il Nobile' è la sfida ai fornelli ideata dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano con il giornalista del Tg2 Bruno Gambacorta. Una giuria composta da giornalisti ed esperti valuta il piatto che meglio si accosta al Vino Nobile di Montepulciano. Un premio che negli anni ha dato la possibilità di recuperare circa 240 ricette della tradizione, riportando alla luce il lavoro delle massaie e tramandando la tradizione gastronomica di un tempo. Numerose le pubblicazioni che raccolgono le ricette di 'A Tavola con il Nobile' che negli anni ha assunto un peso antropologico e sociale tanto da attirare l’attenzione di studi sulle tradizioni popolari del territorio. Questo l'albo d’oro del premio: Collazzi (cinque vittorie), Talosa (cinque vittorie), Voltaia (quattro vittorie), San Donato (tre vittorie), Gracciano (due vittorie), Cagnano (due vittorie), Poggiolo (due vittorie) e Coste (una volta in ex-aequo).  Il Bravìo delle Botti è la sfida tra le otto contrade del paese, Cagnano, Collazzi, Le Coste, Gracciano, Poggiolo, San Donato, Talosa e Voltaia, dislocate tutte lungo il centro storico facendo rotolare delle botti di circa 80 Kg ciascuna, lungo un percorso in salita di oltre un chilometro. Le botti sono spinte da due atletici “spingitori”, mentre il percorso della gara si snoda tra le suggestive vie del centro storico della città poliziana fino all’arrivo situato sul sagrato del Duomo in Piazza Grande. La corsa si correrà nel 2026 domenica 30 agosto e per tutta la settimana le contrade saranno aperte per far assaggiare anche i piatti in gara, i quali saranno accompagnati a serate suggestive che ripercorreranno i 52 anni di una manifestazione che è la storia di Montepulciano, con le sue tradizioni e le sue peculiarità. 
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Lazio, Lotito scrive ai tifosi: “La nostra fede attraversa le generazioni”

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Claudio Lotito scrive una lettera ai tifosi della Lazio. Oggi, lunedì 24 agosto, a poche ore dall'esordio in campionato, con i biancocelesti che sfideranno il Bologna nella prima giornata di Serie A, il presidente ha voluto inviare una lettera a cuore aperto al proprio popolo: "Un gesto di cuore per una fede biancoceleste", si intitola così la lettera pubblicata sul sito ufficiale della Lazio.  "Scrivo con il cuore colmo di emozione e con un profondo senso di appartenenza ai colori biancocelesti, che per me non rappresentano soltanto una squadra, ma una vera fede, un legame che attraversa le generazioni e che vive dentro le famiglie come un sentimento autentico, sincero e indelebile".  "La fotografia che accompagna questa mia lettera racchiude tutto questo: l’amore per la Lazio, la tenerezza di un legame familiare, la bellezza di un’attesa condivisa, la purezza di una passione che nasce fin da piccoli e che si trasforma in un ricordo da custodire per sempre", ha spiegato il senatore, allegando al comunicato una foto di due bambini, uno vestito con la maglia della Lazio. "È l’immagine di ciò che davvero conta: l’affetto, l’identità, la fede, il sentirsi parte di una storia più grande. In ogni famiglia ci sono sacrifici, fatica, doveri e responsabilità che accompagnano il cammino di ogni giorno. Eppure, nonostante tutto, resta sempre un pensiero capace di unire e di dare forza: la propria squadra del cuore, la propria fede, i propri colori. Forza Lazio!". 
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Maxi sequestro a Malpensa, bloccato viaggiatore con 605 carte da collezione Pokémon e One Piece: valgono 27mila euro

(Adnkronos) – Maxi sequestro all'aeroporto di Milano Malpensa dove i funzionari dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e i militari della Guardia di Finanza hanno bloccato un viaggiatore in arrivo da Tokyo con ben 605 carte da collezione Pokémon e One Piece dal valore complessivo di 27mila euro senza che fossero state dichiarate alla dogana. Il controllo – riporta il comunicato ufficiale dell'Agenzia – è avvenuto al varco "nulla da dichiarare" dell'area arrivi extra Schengen del principale scalo lombardo. Alla richiesta del personale di indicare eventuali merci soggette a dichiarazione doganale, il viaggiatore ha risposto di non trasportare beni soggetti a dichiarazione. La successiva ispezione dei bagagli, tra cui una valigia, un trolley e uno zaino, ha invece consentito di rinvenire, tra gli effetti personali, il bottino.  Non essendo il viaggiatore in possesso di documentazione attestante il valore della merce, il personale ha così proceduto a una ricognizione degli esemplari, dalla quale è emerso un valore commerciale di oltre 27mila euro, di gran lunga eccedente la franchigia di 430 euro prevista per i viaggiatori in arrivo per via aerea da Paesi terzi. I diritti doganali evasi ammontano a circa 6.900 euro, tra dazio e imposta sul valore aggiunto (IVA). La merce è stata sottoposta a sequestro amministrativo finalizzato alla confisca ed è stata contestata la relativa violazione. 
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Temptation Island, Sabrina Soussi minacciata e aggredita: cosa è successo

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Sabrina Soussi, protagonista dell'ultima edizione di Temptation Island, ha raccontato sui social di essere stata minacciata e aggredita fisicamente da un hater dopo la sua esperienza nel docu-reality di Canale 5.  La giovane aveva partecipato al programma insieme all'ormai ex fidanzato Giovanni Grazioso, attirando diverse critiche sui social. Tuttavia, Sabrina ha però raccontato che gli attacchi nei suoi confronti sarebbero andati ben oltre le critiche legate alla sua partecipazione al programma di Filippo Bisciglia. "Non voglio passare per quella che cerca compassione o fare la vittima, voglio semplicemente raccontare quello che è successo davvero", ha spiegato.  La giovane ha ammesso di non conoscere il motivo dell'aggressione e, soprattutto, di non sapere chi possa esserci dietro il gesto: "È assurdo pensare che delle persone possano covare così tanto odio verso di me da arrivare a minacciarmi e aggredirmi, senza conoscermi realmente".  Per questo motivo Sabrina ha deciso di condividere la sua preoccupazione sui social "vi farò vedere anche gli screenshot delle minacce, perché voglio che possiate vedere con i vostri occhi quello che è successo", ha continuato. Poi, ha rassicurato i follower dicendo di aver ricevuto solo "qualche graffio, non mi hanno fatto nulla di grave". 
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Morta la mamma del disturbatore tv Gabriele Paolini: il figlio presenta una denuncia per malasanità

(Adnkronos) – Si è spenta, nella notte di ieri, all'ospedale Pertini di Roma, la cantante lirica Bice Bochicchio, 92 anni, madre di Gabriele Paolini, il noto 'disturbatore televisivo'. Ne ha dato notizia lo stesso Paolini.  Per il decesso della madre – 'mamma Bice', come la chiamava il figlio sui social – Paolini ha presentato una denuncia per malasanità contro la casa di cura romana dove la mamma aveva fatto la riabilitazione dopo un ictus e da cui era stata dimessa a fine luglio, a parere del figlio con un'infezione non controllata.  
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Pierluigi Pardo difende Alessandro Vescini dopo la gaffe su Dazn: “Polemica surreale”

(Adnkronos) – "Prendersela con Alessandro Vescini sarebbe come prendersela con Jack Nicholson che per girare la scena di 'Here's Johnny' pare abbia impiegato 60 tentativi". Comincia così il messaggio condiviso sui social da Pierluigi Pardo, intervenuto, per difendere l'inviato di DAZN dopo le polemiche seguite alla sua gaffe in occasione della prima giornata di Serie A.  Prima di Udinese-Como, Vescini infatti si era 'ingarbugliato' durante il suo intervento e, non rendendosi conto di essere in diretta, aveva chiesto al cameraman di ricominciare da capo. Il video della gaffe è stato condiviso sui social e da quel momento sono volate critiche nei confronti del giornalista.    Pardo ha così deciso di prendere le sue difese spiegando anche i meccanismi dietro un quaslasi collegamento televisivo: "Se registri un finto live sai che potrebbe andare o non andare in onda e che se non ti piace puoi decidere di fermarti. A me in carriera è successo centinaia di volte. Chi lo insulta sul piano professionale dimostra di non essere particolarmente acuto".   Il giornalista ha poi aggiunto: "Ora, capisco che la gente non sia tenuta a conoscere i meccanismi della tv ma pensare che uno in diretta si fermi da solo fa abbastanza ridere. Ovviamente c'è stato un errore nel mandare in onda quella clip, una gaffe evidente, ma prendersela con lui è surreale. Poi, certo, io e Ale siamo tra quelli che a volte sbagliano, non siamo brillanti, geni del public speaking e formidabili conduttori come quelli che criticano", ha detto Pardo ironizzando su se stesso e sul collega, "ma ci stiamo allenando… un abbraccio amici, facciamoci una risata qualche volta". 
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Ranucci, Selvaggia Lucarelli: “Dovrebbe lasciare Report da solo”

(Adnkronos) – "Ranucci dovrebbe lasciare spontaneamente il programma, perché è ormai troppo ingombrante per Report". E' l'opinione che Selvaggia Lucarelli esprime su Instagram in relazione alla vicenda che coinvolge Sigfrido Ranucci. Il conduttore di Report è stato vittima di un attentato che, secondo le indagini, avrebbe come mandante il suo amico Valter Lavitola. Il faccendiere è in carcere. "Al di là di ciò che si pensi sul caso Ranucci, è evidente che la sua conduzione sia un problema per tutta la squadra di inviati. Immaginate i suoi giornalisti che fanno domande su collusioni, amicizie pericolose, frequentazioni, strani link tra potere e criminalità. Immaginate qualunque domanda. Non serve un genio per capire che ogni risposta sarebbe una provocazione sul conduttore della serie 'perché non guardate in casa vostra?'", scrive Lucarelli. "E non importa se sia una replica legittima o strumentale, l’argomento diventerebbe uno scudo. Cosa che Report non può permettersi. Per questo Ranucci (che lo sa bene) dovrebbe lasciare spontaneamente il programma, perché è ormai troppo ingombrante per Report e renderebbe difficile lavorare alla sua redazione", aggiunge la giornalista. "Ovviamente non lo fa perché per la sua auto narrazione, quella del martire, la cacciata è molto più efficace e funzionale. Lìidea della conduzione 'a rotazione' è una scemenza. I programmi hanno bisogno di volti, di riconoscibilità. Ranucci non è insostituibile, nessuno lo è", conclude. 
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Volenterosi a Kiev, Meloni a Zelensky: “Fermo sostegno dell’Italia a sovranità e integrità dell’Ucraina”

(Adnkronos) – La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha partecipato oggi in videocollegamento alla riunione dei leader della Coalizione dei volenterosi, svoltasi in concomitanza con il 35esimo anniversario dell'Indipendenza dell’Ucraina.  Nel suo intervento, si legge in una nota di Palazzo Chigi, Meloni "ha rinnovato al Presidente Volodymyr Zelensky e al popolo ucraino le più sentite congratulazioni a nome del Governo italiano per la ricorrenza nazionale", ribadendo "il fermo sostegno dell'Italia alla sovranità, all'integrità territoriale e all’indipendenza dell'Ucraina". La premier "ha inoltre espresso profonda vicinanza per le sofferenze causate dai continui attacchi russi contro le infrastrutture civili". Meloni "ha anche confermato l'impegno italiano sul fronte umanitario in vista della stagione invernale, che proseguirà con l'invio di ulteriori generatori destinati in particolare a sostenere la resilienza della popolazione ucraina e a garantire la tenuta della rete energetica", si legge sempre nella nota di Palazzo Chigi.  Durante il la video-call della Coalizione dei 'Volenterosi', i leader "hanno concordato sulla necessità di rafforzare l'efficacia del regime sanzionatorio e contrastare ogni tentativo di elusione, al fine di indebolire ulteriormente la macchina bellica di Mosca", continua il comunicato. In conclusione, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni "ha riaffermato la determinazione dell'Italia a operare al fianco dei partner internazionali per favorire un percorso negoziale verso una pace giusta e duratura". 
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Venezia 83, il cinema torna a fare i conti con il potere, la memoria e le ferite del presente

(Adnkronos) – Dal 2 al 12 settembre la Mostra internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia si presenta come un grande atlante delle inquietudini contemporanee. Basta attraversare i titoli del Concorso per accorgersi che, al di là delle lingue, dei generi e delle generazioni dei registi, molte delle storie tornano a interrogare la stessa domanda: che cosa resta dell’individuo quando la Storia, il potere, la famiglia o il lavoro entrano nella sua vita e ne cambiano irreversibilmente la direzione? E' significativo che ad aprire la Mostra sia "Ink" di Danny Boyle. La nascita del potere mediatico di Rupert Murdoch e la trasformazione del "Sun" in un tabloid capace di sfidare l’establishment non sono soltanto materia per un film sulla stampa britannica. Sono il racconto di una mutazione del linguaggio pubblico, della progressiva trasformazione dell’informazione in spettacolo e della conquista di un potere che, attraverso scandalo, irriverenza e provocazione, avrebbe contribuito a ridisegnare la società contemporanea. Boyle, regista da sempre attratto dall’energia febbrile dei fenomeni collettivi, sembra così collocare subito il concorso dentro una delle sue questioni centrali: chi decide ciò che una società deve vedere, sapere e desiderare? 
In "Primetime" Lance Oppenheim porta invece al centro il potere della televisione. Il suo primo film di finzione ricostruisce la vicenda del giornalista Chris Hansen e del programma "To Catch a Predator", trasformando una storia televisiva in una riflessione sul confine fra denuncia e spettacolarizzazione. Anche qui ritorna la questione già sollevata da Boyle: quando la realtà viene trasformata in spettacolo, chi controlla il dispositivo finisce per avere un potere enorme sulle emozioni e sul giudizio del pubblico.  Un film appena entrato nel Concorso porta questa riflessione direttamente dentro il conflitto contemporaneo. È "Naza" di Yuval Abraham e Rachel Szor, due dei quattro registi di "No Other Land", il documentario che ha vinto l'Oscar nel 2025. Prodotto da The Guardian e James Wilson, con Jonathan Glazer come produttore esecutivo, è stato girato di notte sui tetti di Tel Aviv: "Naza" osserva da una prospettiva ravvicinata i sistemi che sono alla base della calcolata uccisione di massa di civili palestinesi a Gaza. L'ingresso del film, ultimo titolo a completare il Concorso dell'83/a Mostra, accentua così una delle linee più forti della selezione: il rapporto fra individuo, potere e dispositivi che trasformano la realtà in immagini, informazione e infine giudizio. 
Il potere ritorna, in forme molto diverse, in "Dau" del regista che ha rinunciato alla cittadinanza russa Ilya Khrzhanovsky, progetto radicale costruito sulla ricostruzione di un istituto sovietico e sulla figura del fisico Lev Landau. Qui la Storia diventa quasi un ambiente fisico: un sistema chiuso nel quale la scienza, la vita privata e l'autorità politica finiscono per confondersi. La pressione esercitata dal potere sulla ricerca scientifica e la trasformazione della conoscenza in strumento militare riportano inevitabilmente al Novecento, ma parlano anche del presente, quando la libertà della ricerca torna a essere una questione politica. 
"Nelson San" di Shinya Tsukamoto affronta una guerra attraverso le sue conseguenze. Il protagonista, veterano afroamericano del Vietnam, torna a casa con ferite che non sono soltanto fisiche. Il film guarda alla violenza dalla prospettiva di chi l'ha esercitata e ne è rimasto prigioniero. È un rovesciamento importante: non la guerra raccontata soltanto attraverso le vittime, ma attraverso la coscienza di chi è stato trasformato in uno strumento della guerra.  La memoria, però, è soprattutto una responsabilità individuale. In "Ritorno a Buenos Aires" Marco Bechis torna sul terreno di "Garage Olimpo" e racconta il viaggio di un uomo sopravvissuto alla dittatura argentina che decide di testimoniare contro i propri sequestratori. Mariano Guerra non è un eroe che torna per ottenere una rivincita. È un sopravvissuto che deve confrontarsi con il peso stesso della sopravvivenza. La Storia, in questo caso, non è alle spalle: continua a vivere nel corpo e nella coscienza di chi l'ha attraversata. Anche il passato di "Kvinde Ukendt" torna a presentare il conto. Nella Danimarca del dopoguerra, una giovane donna che ha avuto una relazione con un soldato tedesco durante l'occupazione tenta di costruirsi una nuova identità. Il film di May el-Toukhy mette così in scena uno dei meccanismi più antichi della Storia: la necessità, dopo una catastrofe collettiva, di stabilire chi siano i colpevoli, chi gli innocenti e soprattutto chi abbia diritto a ricominciare. Se la Storia pesa sui singoli, la famiglia resta il luogo nel quale quelle ferite diventano più intime. È il caso de "Il fuoco che ti porti dentro" di Edoardo De Angelis, tratto dal romanzo di Antonio Franchini. Una madre e un figlio, una cena di Natale, anni di incomprensioni che riemergono improvvisamente. La famiglia non appare come rifugio ma come il luogo nel quale l'amore e il conflitto sono più difficili da separare. Vanessa Scalera e Lino Musella portano in scena un rapporto in cui il passato non è mai davvero passato.  La famiglia è anche il terreno emotivo di "Company" di Casey Affleck, costruito come una storia dentro la storia dentro un'altra storia. Attraverso generazioni diverse, il film attraversa dolore, vendetta, perdono e compassione. È un racconto che sembra suggerire come i traumi possano essere trasmessi, ma anche interrotti: a volte basta un gesto minimo, una forma inattesa di cura, per spezzare una catena che sembrava destinata a continuare. 
Su un terreno diverso si muove "Succederà questa notte" di Nanni Moretti, che torna ai legami sentimentali e familiari attraverso l'incontro fra due persone destinate a cercarsi e perdersi nel corso degli anni. L'amore diventa una forma di memoria: qualcosa che cambia insieme alle persone che lo vivono. È una delle possibili risposte al tema della Mostra: il tempo non cancella necessariamente ciò che è stato, ma lo trasforma. La stessa frattura attraversa "The Echo Chamber" di Andrea Pallaoro, nato dall'ultima sceneggiatura di Bernardo Bertolucci. Qui amore, cura, dipendenza e controllo finiscono per diventare quasi indistinguibili. È la relazione sentimentale osservata nel punto in cui il desiderio di essere vicini può trasformarsi nel bisogno di possedere l'altro. 
E proprio il tempo sembra essere al centro di "Look Back" di Hirokazu Kore-eda, adattamento del manga di Tatsuki Fujimoto. Due adolescenti, diversissime per carattere, si incontrano attraverso il disegno e costruiscono insieme un sogno professionale. Il viaggio lungo tredici anni è un coming-of-age ma anche una riflessione sull'amicizia, sulla creatività e sulla perdita. Ancora una volta il cinema sembra chiedersi che cosa rimanga di noi mentre diventiamo adulti.  
La coppia è invece il campo di battaglia di "Ga-neung-han Sa-rang" di Lee Chang-dong. Due matrimoni, due realtà sociali differenti, un documentario che mette in contatto persone apparentemente lontane e finisce per far emergere desideri e insoddisfazioni nascoste. Come spesso nel cinema di Lee Chang-dong, la quotidianità è soltanto la superficie sotto la quale si muove qualcosa di più inquieto: la distanza tra la vita che abbiamo scelto e quella che immaginiamo possibile. 
Anche "Bunker" di Florian Zeller parte da una coppia e da una situazione apparentemente ordinaria per spingerla verso una metafora più ampia. Un progetto per un rifugio antiatomico, commissionato da un miliardario, entra nella vita di due professionisti e ne altera l'equilibrio. Il bunker è naturalmente una costruzione fisica, ma anche mentale: la fantasia di poterci proteggere da un mondo diventato imprevedibile. Il lavoro, altro grande tema del concorso, trova in Stéphane Brizé un interprete ormai riconoscibile. "Un bon petit soldat" prosegue la sua lunga esplorazione del rapporto tra individuo e sistema economico. Carla, dirigente delle risorse umane, dovrebbe garantire il benessere dei dipendenti e contemporaneamente rispettare gli obiettivi di rendimento imposti dall'azienda. Quando scopre una gestione tossica, la contraddizione diventa personale. La domanda non è più soltanto quanto sia disumano il sistema, ma quanto possa resistere un individuo che ne fa parte e che, proprio grazie al proprio ruolo, contribuisce a farlo funzionare. Il titolo del film, "Un bon petit soldat", assume così un'ambiguità significativa. Il soldato non è necessariamente chi obbedisce con entusiasmo: può essere anche chi continua a eseguire gli ordini pur sapendo che qualcosa non funziona.  Il cinema di Venezia 83 non sembra dunque particolarmente interessato alle risposte. Preferisce mettere i personaggi davanti alle proprie contraddizioni. È quello che accade anche in "Kami Nour (A Bit of Light)" di Ali Asgari, dove un medico iraniano, travolto dalla repressione e dalla perdita di fiducia nel futuro, decide di morire. Ma l'ultimo giorno trascorso con la famiglia incrina quella decisione. La vicenda individuale diventa metafora di un Paese sospeso nella paura di un conflitto. È una delle immagini più forti del concorso: l'individuo che prova a sottrarsi alla Storia e scopre che la Storia è già entrata nella sua casa. Persino i film che sembrano orientati verso il grottesco o la commedia partecipano a questa stessa inquietudine. "Buck­ing Fastard" di Werner Herzog, con le sorelle Kate e Rooney Mara al centro di una vicenda ispirata alle celebri sorelle Chaplin, promette un'escursione nel territorio dell'eccesso, della simbiosi e dell'identità condivisa. Herzog, che alla Mostra è stato protagonista di una lunga storia culminata nel Leone d'oro alla carriera, torna così a osservare l'essere umano nella sua dimensione più imprevedibile.  
Con "Un peu avant minuit", Nicolas Pariser guarda invece a una generazione adulta costretta a fare i conti con ciò che è diventata. Un ex scrittore promettente, oggi insegnante, la separazione dalla compagna, la morte di un padre mai conosciuto, una figlia impegnata politicamente: la crisi privata diventa il modo per interrogare una generazione e le sue promesse mancate. Più oscuro è il territorio de "L'estranea" di Paolo Strippoli, thriller psicologico costruito sul segreto di una famiglia dell'imprenditoria barese. Una donna torna dalla figlia e porta con sé la verità su un patto stretto molti anni prima con un'estranea. Il passato, ancora una volta, non chiede semplicemente di essere ricordato: pretende un prezzo. E se il passato può distruggere una famiglia, può anche diventare la materia stessa dell'amicizia e della crescita. (di Paolo Martini) 
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Meteo, in arrivo la quinta ondata di caldo del 2026: “Fiammata africana breve ma intensa, attenzione ai temporali violenti”

(Adnkronos) – Chi pensava che il caldo estremo – soprattutto al Nord – fosse ormai un ricordo, dovrà ricredersi. E' infatti in arrivo già nelle prossime ore una nuova fiammata africana che porterà temperature ancora una volta oltre la media stagionale, soprattutto al Sud. Sarà breve ma molto intensa, e durerà fino a domenica 29 agosto. Lo spiega all'Adnkronos Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile rapporti con i media de iLMeteo.it.  
Ci sarà una nuova fiammata africana nei prossimi giorni? Se sì, dove sarà più intensa e quanto durerà?
 "Sì, già dalle prossime ore è prevista un’importante espansione dell’anticiclone africano verso nord, dall’Algeria raggiungerà con un’Heat Dome (una Cupola di Calore) dapprima il Sud e poi anche il Centro Italia. Per Heat Dome si intende un vasto campo di alta pressione all'interno del quale l’aria viene compressa verso il basso scaldandosi: la fiammata africana sarà più intensa al Sud, nel Lazio e sul Medio Adriatico".  
Si sta sentendo parlare di settima ondata di calore della stagione. E' corretto?
 "No, ad essere precisi abbiamo registrato ad oggi 4 ondate di caldo, la prima a fine maggio, la seconda dal 17 giugno per un paio di settimane, la terza dal 9 luglio al 21 luglio e la quarta dal 28 luglio al 17 agosto circa. Si tratta dunque della quinta ondata di calore del 2026". 
Nei giorni scorsi accanto alle alte temperature ci sono stati anche violenti temporali. Succederà anche nel corso di questa settimana?
 "Sì. Durante questa settimana avremo due fasi temporalesche: la prima fino a martedì pomeriggio, la seconda venerdì 28 luglio". 
Quali sono le regioni più a rischio?
 "Durante la prima fase temporalesca saranno a rischio quasi tutte le regioni centro settentrionali ma si tratterà di una veloce passata, dapprima al Nord e in Toscana poi su Umbria, Lazio, Marche e dal pomeriggio anche sulla Campania. La seconda fase di tuoni e fulmini è prevista venerdì 28 luglio sulle Alpi e localmente sulla Pianura Padana con fenomeni anche violenti". 
Fino a quando dureranno queste temperature così alte?
 "Fino a sabato 29 agosto, poi da domenica 30 le temperature inizieranno a scendere: sarà un’ondata di calore breve, ma molto intensa; per alcune zone del Centro-Sud (Marche, Abruzzo e quasi tutto il meridione) potrebbe essere l’ondata di caldo più forte della stagione". 
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