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Vertice volenterosi oggi a Kiev nei 35 anni dell’indipendenza: sostegno all’Ucraina e pressione sulla Russia

(Adnkronos) – L'Ucraina celebra oggi i 35 anni di indipendenza e proprio oggi la coalizione dei volenterosi ha deciso di riunirsi in formato ibrido a Kiev, per riaffermare il sostegno agli ucraini e discutere di come aumentare la pressione su Mosca per mettere fine alla guerra in corso dal 24 febbraio del 2022. Diversi leader parteciperanno di persona, come una fonte ben informata e un funzionario dell'Ue hanno confermato al Kyiv Independent, e saranno ospitati dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky. E' confermata la presenza del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa mentre, secondo quanto riferisce la Tass, sarebbe stata rinviata la prevista visita a Kiev e Mosca degli inviati del presidente americano Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner. La Tass cita una fonte secondo cui "è improbabile che la visita abbia luogo entro la fine di agosto". "Significa che ci sono ragioni per rinviarla", ha spiegato. In precedenza, la stessa fonte aveva riferito alla Tass che Witkoff e Kushner avrebbero potuto recarsi nelle capitali ucraina e russa entro la fine di agosto. Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha intanto dichiarato che il presidente Vladimir Putin è pronto a ricevere nuovamente gli emissari di Trump, sottolineando tuttavia che resta da vedere con quali proposte si presenteranno al Cremlino. Secondo il Kyiv Post alla riunione della coalizione dei volenterosi, presieduta da Francia e Gran Bretagna, parteciperanno da Kiev il presidente finlandese Alexander Stubb, il presidente lituano Gitanas Nauseda, la premier danese Mette Frederiksen, il primo ministro estone Kristen Michal, il primo ministro lettone Andris Kulbergs e il primo ministro norvegese Jonas Gahr Store. I leader delle sei nazioni nordiche e baltiche sono arrivati nella capitale ucraina già ieri, per partecipare alla cerimonia della bandiera e a un vertice NB8, oltre che per incontri bilaterali con Zelensky. 
Alla riunione di oggi parteciperà anche, per la prima volta, il neo premier britannico Andy Burnham, che nel caso in cui dovesse recarsi a Kiev compirebbe il primo viaggio in Ucraina da quando è succeduto a Keir Starmer. Comunque sia, la maggior parte dei leader parteciperà online da remoto. "Alla vigilia del 35esimo anniversario dell'indipendenza dell'Ucraina, il blu e il giallo brillano. Sono diventati i colori del coraggio, della resistenza e della determinazione. Questa sera, illuminano il nostro edificio. Un simbolo di incrollabile sostegno ai nostri coraggiosi vicini. Ai nostri fidati alleati. E al futuro membro dell'Ue", ha scritto ieri su X la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, che ha concluso il suo post con "Slava Ukraini". Ieri una bandiera dell'Ucraina lunga oltre 30 metri è stata srotolata davanti alla sede del Parlamento europeo, a Bruxelles, nel giorno della festa nazionale della bandiera ucraina. La manifestazione è stata organizzata dalla missione dell'Ucraina presso l'Unione Europea e ha riunito funzionari europei e diplomatici ucraini in vista della Giornata dell'Indipendenza dell'Ucraina, che ricorre oggi. Presente alla cerimonia, il vicepresidente del Parlamento europeo, Nicolae Stefanuta, ha chiesto un sostegno più forte e rapido all'integrazione dell'Ucraina nell'Unione europea (Ue). Stefanuta ha affermato che l'Ue dovrebbe mantenere lo slancio nel promuovere il processo di adesione dell'Ucraina, approfondendo al contempo l'integrazione del Paese nel mercato unico europeo. "Amici ucraini, non siete soli, il Parlamento europeo è sempre al vostro fianco", ha dichiarato Stefanuta sottolineando l'urgente necessità di fornire all'Ucraina ulteriori capacità di difesa aerea. Una necessità diventata "più urgente che mai", ha aggiunto, affermando che "con l'avvicinarsi dell'inverno, l'Europa deve fare tutto il possibile per proteggere la sicurezza e il benessere del popolo ucraino". 
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Vuelta di Spagna, oggi terza tappa: orario, percorso e dove vederla

(Adnkronos) – Primo vero appuntamento in salita per la Vuelta di Spagna 2026 che oggi, lunedì 24 agosto, affronterà la sua terza tappa. Per gran parte dei 174 chilometri in programma, il percorso si svilupperà su un terreno prevalentemente pianeggiante, ma la situazione cambierà nel finale. Negli ultimi 40 chilometri il gruppo dovrà affrontare due salite, che porteranno i corridori verso il traguardo di Font-Romeu. Un arrivo che potrebbe delineare i primi equilibri in classifica generale e offrire ai favoriti un'occasione per guadagnare terreno sui rivali. In maglia rossa c'è sempre Pogacar. Ecco orario, percorso e dove vedere la terza tappa della Vuelta.  
Qual è il percorso di oggi? La terza tappa della Vuelta 2026 prenderà il via da Gruissan, località del sud-est della Francia affacciata sul Mar Mediterraneo, per poi dirigersi verso i Pirenei orientali. Nel corso dei 174 chilometri previsti, il gruppo attraverserà diverse località, tra cui Perpignano, prima di affrontare un finale molto impegnativo. Al chilometro 138,4 inizierà la scalata del Col de Mont-Luis, salita di prima categoria lunga 19,4 chilometri e caratterizzata da una pendenza media del 4,8%. Una volta superato il primo ostacolo, i corridori affronteranno la salita verso Font-Romeu, classificata di seconda categoria: 9,9 chilometri al 5% di pendenza media. La diretta integrale della Vuelta di Spagna è su Eurosport 1 e in streaming su discovery+ e HBO Max, oltre che sui pacchetti che includono i canali Eurosport (Dazn, Timvision e Prime Video Channels). La tappa partirà alle 13:21 per finire intorno alle 17.30. 
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Trump, medici avvertono: “Suo peso rischio significativo per la salute”

(Adnkronos) – Il peso del presidente americano Donald Trump può rappresentare un fattore di rischio significativo per la sua salute. A sostenerlo sono alcuni medici interpellati dal Washington Post. Trump, 80 anni, pesava circa 108 chilogrammi durante la visita medica dello scorso maggio, circa 10 in più rispetto ai 97,5 indicati nella documentazione relativa al suo arresto in Georgia nell'agosto 2023. Considerando l'altezza dichiarata di circa 1,91 metri, il presidente è a meno di un chilogrammo dalla soglia oltre la quale, in base all'indice di massa corporea, verrebbe classificato come obeso, condizione nella quale era già rientrato nel 2019 e nel 2020. La stessa amministrazione ha riferito che Trump è ingrassato di circa 6,4 chilogrammi tra le ultime due visite mediche annuali. I medici della Casa Bianca gli hanno raccomandato di perdere peso, migliorare l'alimentazione e svolgere regolarmente attività fisica. "Sappiamo che l'obesità è un forte fattore di rischio per numerosi problemi di salute, oltre che per disabilità prematura e morte", ha spiegato Scott Kahan, direttore del National Center for Weight and Wellness.  
La Casa Bianca non ha risposto direttamente alle domande sul peso di Trump, rimarcandone invece l'energia, la resistenza fisica e le capacità cognitive. Il presidente, con una passione nota per i fast food e la scarsa propensione all'esercizio fisico intenso, ha più volte scherzato sulle proprie abitudini alimentari. "Forse il cibo spazzatura fa bene e l'altro cibo no – aveva detto a maggio – Conosco moltissime persone che non fanno altro che controllare il peso, questo e quello, e poi sono morte. E noi siamo ancora qui. Mi sento benissimo". Nel 2016 Trump, che allora pesava circa 107 chilogrammi, aveva dichiarato di voler perdere tra i 7 e i 9 chili. Durante il suo primo mandato il peso era però aumentato, arrivando a circa 111 chilogrammi nel 2020. Più recentemente la Casa Bianca ha negato che il presidente abbia assunto retatrutide, un farmaco sperimentale contro l'obesità, mentre lo stesso Trump ha affermato di non aver mai utilizzato farmaci Glp-1 per perdere peso. Gli esperti citati dal Post precisano comunque che l'indice di massa corporea, da solo, non è sufficiente a valutare lo stato di salute di una persona di 80 anni. Trump stesso ha recentemente ironizzato sulla possibilità di avvicinarsi al primato di William Howard Taft, il presidente più pesante della storia americana, che superava i 136 chilogrammi: "Era il nostro presidente più pesante e devo stare attento, perché non voglio battere il suo record". 
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In Usa avanza diabete di tipo 2 tra under 20, incidenza cresciuta 10 volte in due decenni

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Il diabete di tipo 2 non è più una malattia che colpisce solo le persone di mezza età o gli anziani, ma colpisce sempre di più anche i giovani. In Usa negli ultimi 20 anni la sua incidenza è crescita di 10 volte nella fascia d'età under 20. L'allarme per la diffusione precoce della patologia arriva da una nuova ricerca realizzata negli Stati Uniti che sarà presentata al congresso annuale dell'Associazione europea per lo studio del diabete (Easd) a Milano (28 settembre – 2 ottobre). Il lavoro evidenzia "un netto aumento dell'incidenza di nuovi casi di diabete di tipo 2 a partire dall'inizio del secolo, un trend che ha continuato ad accelerare negli ultimi anni". Lo studio è stato condotto da Tessa Crume della Colorado School of Public Health insieme ai suoi collaboratori. Negli Stati Uniti, l'incidenza del diabete di tipo 1 e di tipo 2 a insorgenza giovanile è in costante aumento da diversi decenni, comportando un significativo carico di morbilità e mortalità correlate alla malattia. In questo nuovo studio, gli autori hanno esaminato le tendenze a lungo termine del diabete di tipo 1 e di tipo 2 a insorgenza giovanile in Colorado (Usa) nel periodo compreso tra il 2002 e il 2023. Dal 2002, il Colorado Diabetes Registry conduce continua analisi annuali a livello di popolazione sull'incidenza del diabete tra i giovani di età inferiore ai 20 anni, coinvolgendo i sistemi sanitari dello Stato e utilizzando codici diagnostici, risultati di laboratorio e dati relativi ai farmaci. I partecipanti inclusi nello studio sono persone non appartenenti alle forze armate o istituti, residenti in Colorado al momento della diagnosi. I dati di popolazione utilizzati come denominatori sono stati ricavati dai censimenti. Per stimare le tendenze nel tempo è stato utilizzato un modello statistico: I tassi di incidenza sono stati calcolati per 100.000 giovani di età inferiore ai 20 anni per il diabete di tipo 1 e per 100.000 giovani di età compresa tra i 10 e i 19 anni per il diabete di tipo 2 (dato che i casi di diabete di tipo 2 nei bambini di età inferiore ai 10 anni sono estremamente rari). "Tra il 2002 e il 2023, a 8.094 bambini e adolescenti di età inferiore ai 20 anni è stato diagnosticato per la prima volta il diabete di tipo 1, mentre 1.560 giovani tra i 10 e i 19 anni hanno ricevuto una diagnosi di diabete di tipo 2 di nuova insorgenza. L'incidenza del diabete di tipo 1 – riporta lo studio – è aumentata lievemente, passando da 25,07 casi per 100.000 abitanti nel 2002 a 27,39 nel 2023. Si è osservato un andamento stabile dell'incidenza del diabete di tipo 1 nel periodo 2002-2014; seguito da un trend in crescita tra il 2015 e il 2023. Al contrario, l'incidenza del diabete di tipo 2 tra i giovani di età compresa tra i 10 e i 19 anni è aumentata di quasi dieci volte, passando da 2,37 casi per 100.000 abitanti nel 2002 a 22,30 nel 2023. L'incidenza del diabete di tipo 2 è cresciuta del 3,8% nell'intero periodo 2002-2023, con un incremento annuo del 2,92% tra il 2002 e il 2013 e un aumento ancora più marcato, pari al 4,72% annuo, tra il 2014 e il 2023". "Nell'arco di oltre due decenni a partire dall'inizio degli anni 2000, l'incidenza del diabete di tipo 2 di nuova insorgenza tra i giovani è aumentata di quasi dieci volte – sottolineano gli autori dello studio – a fronte di un lieve incremento dell'incidenza del diabete di tipo 1. Tali risultati documentano una popolazione crescente di giovani a rischio di complicanze legate al diabete nel corso della vita e sottolineano l'importanza di una sorveglianza costante e a lungo termine".  Secondo Tessa Crume, autrice principale del lavoro, "fino a una generazione fa, il diabete di tipo 2 negli adolescenti era così raro che molti pediatri potevano trascorrere gran parte della loro carriera senza mai vederne un caso; si trattava di una malattia dell'età adulta. In Colorado, abbiamo assistito a un aumento di quasi dieci volte dell'incidenza tra i giovani nell'arco di soli due decenni, e tale crescita sta accelerando anziché rallentare. Non si tratta di un'anomalia locale – avverte – nello studio statunitense 'Search for Diabetes in Youth', il diabete di tipo 2 tra i giovani sta aumentando a un ritmo più che doppio rispetto a quello di tipo 1 e, tra gli adolescenti più grandi, i nuovi casi di tipo 2 hanno già superato quelli di tipo 1. Il diabete di tipo 2 – una malattia che un tempo consideravamo esclusiva dell'adulto – sta ora superando la forma classica di diabete infantile: il tipo 1".  Gli autori spiegano che "l'aumento dei tassi di obesità tra i bambini rende ormai impossibile distinguere con certezza tra diabete di tipo 1 e di tipo 2 in un adolescente di nuova diagnosi; le due condizioni presentano quadri clinici sempre più sovrapponibili". Un adolescente con un Indice di massa corporeo elevato e iperglicemia potrebbe essere affetto sia da diabete di tipo 1 che di tipo 2. "Per distinguerli è necessario ricercare gli autoanticorpi specifici del diabete, indicatori del processo autoimmune tipico del tipo 1, e valutare la resistenza all'insulina, caratteristica del tipo 2. Poiché la classificazione determina la terapia – osservano gli autori dello studio – è fondamentale stabilire un percorso diagnostico che garantisca una diagnosi corretta". La riflessione della dottoressa Crume è che "i servizi necessari non devono limitarsi a gestire un numero crescente di giovani pazienti; devono garantire che ogni bambino con diabete di nuova insorgenza venga sottoposto agli opportuni esami metabolici e alla ricerca di autoanticorpi, anziché essere classificato sulla base di una semplice impressione clinica". "Vent'anni fa, un endocrinologo pediatrico avrebbe potuto mostrare perplessità di fronte a un adolescente con diabete di tipo 2; oggi, invece, si tratta di una condizione ormai frequente e in costante aumento nella pratica clinica. Lo stupore – prosegue Crume – persiste ancora nell'ambito della medicina di base e sul territorio, dove il diabete di tipo 2 infantile può essere sottovalutato o non diagnosticato a causa della convinzione, ormai superata, che si tratti di una malattia tipica dell'adulto. Il rischio reale, quindi, non è tanto lo shock dei medici, quanto piuttosto la possibilità che il diabete di un giovane passi inosservato o venga trattato in modo inadeguato". "Il pericolo è notevole, ed è proprio per questo che tali tendenze rivestono un'importanza cruciale. Il diabete di tipo 2 insorto in giovane età è una malattia più aggressiva rispetto alla stessa diagnosi formulata in un adulto di mezza età. Le cellule pancreatiche produttrici di insulina subiscono un deterioramento più rapido, il controllo della glicemia risulta più complesso e le complicanze a carico di reni, occhi, nervi e cuore possono manifestarsi nel giro di pochi anni anziché nell'arco di decenni. Un ragazzo a cui viene diagnosticata la malattia a 14 anni rischia di dover affrontare tali complicanze già nella prima età adulta; inoltre, il diabete di tipo 2 a insorgenza giovanile è associato a una riduzione dell'aspettativa di vita", conclude Crume.  
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Ucraina-Russia, Zelensky: “Da tregua a zona franca, c’è piano con Usa per fine guerra”

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L'Ucraina ha elaborato, con gli Stati Uniti e i suoi alleati in Europa, un piano per mettere fine alla guerra con la Russia. E che prevede un cessate il fuoco, il ritiro delle truppe russe dall'Ucraina e una zona economica franca. Lo ha dichiarato ai giornalisti il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, secondo quanto riporta il sito di Ukrinform.  ''Insieme a Jared (Kushner – ndr) e Steve (Witkoff – ndr), abbiamo concordato di mettere tutte queste discussioni in un unico documento'' che delinea ''quali sono le reali possibilità di porre fine alla guerra'', ha detto Zelensky. ''Gli americani vogliono discuterne con noi e con i russi. In breve, c'è un'idea per un cessate il fuoco: questa è la cosa principale'', ha spiegato il presidente ucraino. ''La seconda parte riguarda ciò che gli americani hanno proposto in merito a una zona economica franca. In altre parole, noi e i russi facciamo passi indietro uguali, creando una zona cuscinetto chiamata zona economica franca sotto una qualche forma di amministrazione'', ha aggiunto il presidente ucraino facendo riferimento a ''una terza parte'' responsabile della zona.  ''Si tratta di idee condivise con americani ed europei, nonché il risultato di discussioni concluse tra americani, noi e russi. A mio avviso, c'è qualcosa di realistico in queste proposte – ha osservato Zelensky – A quanto ne sappiamo, ci sono diverse altre idee da parte degli americani. Vogliono trovare il momento giusto per condividerle. Noi le stiamo aspettando''. L'Ucraina si aspetta dall'Unione europea 30 miliardi di euro per finanziare la difesa del Paese dall'invasione russa, ha detto Zelensky ai giornalisti a Kiev, spiegando che i fondi saranno "necessari per la difesa dell'intero Paese". Secondo Zelensky, nel bilancio della difesa ucraino c'è attualmente un deficit di circa 23 miliardi di euro, di cui circa 17 miliardi necessari per pagare gli stipendi dei militari, gli indennizzi alle famiglie dei caduti e altre spese. Ulteriori risorse servono inoltre per finanziare la produzione di droni. "È necessaria una somma considerevole. Sto lavorando con francesi e tedeschi su questo tema", ha affermato. 
Zelensky ha inoltre fatto il punto sulla situazione sul campo, sostenendo che dall'inizio dell'anno le forze ucraine hanno riconquistato 820 chilometri quadrati di territorio occupato dalla Russia, compresa quasi tutta la regione di Dnipropetrovsk. Il presidente ha riconosciuto allo stesso tempo che Mosca ha compiuto avanzate, conquistando nello stesso periodo altri 990 chilometri quadrati di territorio ucraino, ma si è detto fiducioso che Kiev riuscirà a recuperarne ancora entro la fine dell'anno. 
La Russia, ha detto Zelensky parlando con i giornalisti, citato dal Kyiv Independent, starebbe preparando una nuova mobilitazione di circa 300mila uomini dopo le elezioni per la Duma di Stato previste a settembre, cercando però di risparmiare le principali città per limitare le reazioni della popolazione. Secondo il leader ucraino, Mosca aspetterà la conclusione del voto prima di procedere e i nuovi mobilitati si aggiungeranno alle reclute già nelle forze armate russe. Potrebbero essere impiegati per rafforzare l'offensiva contro le città della cosiddetta "cintura fortificata" nella regione di Donetsk oppure per creare nuove minacce su altri fronti, compreso il confine settentrionale dell'Ucraina. "Stanno pianificando una sorta di 'mobilitazione periferica'", ha dichiarato Zelensky, secondo cui il Cremlino cercherà di concentrare il reclutamento lontano dai grandi centri abitati, in particolare Mosca e San Pietroburgo. "Da quanto comprendiamo, non avverrà nelle città centrali. Ma non credo che riusciranno a nasconderlo", ha aggiunto. Dall'inizio dell'invasione su vasta scala dell'Ucraina, Mosca ha fatto ricorso a una mobilitazione forzata su larga scala una sola volta, nell'autunno del 2022, una decisione che provocò la fuga dalla Russia di centinaia di migliaia di persone. Da allora il Cremlino ha puntato soprattutto sul reclutamento volontario, offrendo consistenti incentivi economici a chi firma un contratto con le forze armate. La Russia sta conducendo in modo discreto esercitazioni in tutto il Paese per verificare la capacità dell'apparato militare di gestire un'eventuale nuova mobilitazione di massa, dalla sistemazione delle reclute alla loro alimentazione e al rifornimento di armi ed equipaggiamenti. Lo riporta il Wall Street Journal, citando funzionari dell'intelligence occidentale. In una delle esercitazioni, condotta a luglio, ufficiali militari sono volati da San Pietroburgo nell'exclave di Kaliningrad per supervisionare concretamente la pianificazione di una possibile mobilitazione dei residenti della regione, comprese le procedure necessarie per ospitare, nutrire e armare i nuovi soldati. Test analoghi sarebbero in corso in tutto il Paese "nel caso in cui venga presa la decisione" di procedere. Il Cremlino non avrebbe tuttavia ancora deciso di ordinare una nuova mobilitazione e, secondo le fonti occidentali, difficilmente lo farà prima delle elezioni parlamentari previste alla fine di settembre. A spingere Mosca a valutare questa possibilità sarebbero le difficoltà nel reclutare abbastanza volontari per compensare le perdite subite sul campo, mentre il presidente Vladimir Putin continua a puntare alla conquista dell'intero Donbass. A differenza della caotica mobilitazione del settembre 2022, che provocò la fuga dalla Russia di centinaia di migliaia di uomini, il Cremlino dispone oggi di un registro elettronico degli uomini in età militare che consentirebbe di procedere in maniera più graduale, convocando piccoli gruppi in diverse fasi e riducendo così il rischio di panico. Nelle ultime settimane, tuttavia, le indiscrezioni su una possibile nuova chiamata alle armi dopo le elezioni hanno già alimentato timori tra i russi, con un aumento delle ricerche online sulle modalità per lasciare rapidamente il Paese. 
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Alcaraz, accoglienza da brividi agli Us Open: Carlos si emoziona al ritorno in campo

(Adnkronos) –
Carlos Alcaraz è tornato a respirare l’atmosfera del tennis giocato agli Us Open e il pubblico di Flushing Meadows lo ha accolto con un lungo applauso oggi, domenica 23 agosto. Il fuoriclasse spagnolo è sceso in campo per il primo allenamento a New York in vista dell'ultimo Slam della stagione, ricevendo l’affetto di centinaia di tifosi presenti sugli spalti, che Carlos ha voluto ringraziare con un selfie-ricordo. Un momento significativo per il murciano, che torna in campo emozionato dopo oltre quattro mesi di stop a causa dell’infortunio al polso destro che lo aveva fermato a Barcellona. Il campione spagnolo ha svolto una sessione di allenamento di circa due ore, sorridente e concentrato durante il lavoro sul cemento americano. New York, del resto, ha un legame speciale con Alcaraz: qui ha conquistato il suo primo titolo Slam nel 2022 e lo scorso anno ha trionfato ancora, battendo Sinner in finale. Ora è tornato per tentare il back to back, anche grazie all'aiuto del pubblico americano. 
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Inps, Santangelo: “A Meeting Rimini non solo presenza istituzionale, nascono idee e progetti”

(Adnkronos) – "La presenza dell’Inps al Meeting di Rimini non è soltanto una testimonianza istituzionale, ma rappresenta ogni anno un’occasione per offrire servizi ai cittadini, confrontarsi e lanciare nuove idee e progettualità". Lo ha dichiarato Salvatore Santangelo, capo Ufficio Stampa dell’Inps, intervenendo durante la conferenza stampa del presidente dell’Istituto, Gabriele Fava, dedicata al bilancio del Progetto Giovani. "Anche quest’anno – ha spiegato Santangelo – lo stand dell’Inps, grazie alla Direzione centrale Comunicazione e ai colleghi delle sedi territoriali dell'Emilia Romagna, offre servizi di informazione e consulenza a cittadini e utenti. Ma il Meeting è soprattutto un luogo nel quale l’Istituto può sperimentare e mettere a disposizione nuove iniziative". "Due anni fa abbiamo presentato nuovi strumenti per consentire ai giovani, e non solo, di esplorare il proprio futuro previdenziale e acquisire maggiore consapevolezza rispetto al passaggio dalla vita lavorativa alla quiescenza. Lo scorso anno, su impulso del presidente Fava, abbiamo portato al Meeting il confronto con le realtà europee che si occupano di previdenza e welfare: da quella esperienza è nata una progettualità importante, che ha contribuito alla nascita della Direzione centrale Relazioni internazionali". "Quest’anno – ha proseguito – il presidente ha veicolato nuove idee e proposte per affrontare sfide decisive per il Paese, a partire dalla denatalità e dalla necessità di garantire alle nuove generazioni un futuro previdenziale dignitoso". "La conferenza stampa di oggi rappresenta inoltre un esercizio di trasparenza: abbiamo voluto confrontarci con la stampa e tracciare un bilancio delle attività realizzate, verificando concretamente i risultati raggiunti. È un metodo che risponde alla linea indicata dal presidente Fava fin dall’inizio del suo mandato: rendere l’Inps un’Istituzione sempre più aperta, capace di ascoltare, innovare e indicare nuove strade", ha concluso Santangelo. 
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‘Plessi per Adnkronos’ nel 50esimo dell’agenzia, forza della natura diventa energia dell’informazione

(Adnkronos) – Le forze della natura come metafora dell’immediatezza, dell’energia e della capacità di propagazione dell’informazione. E' attorno a questo incontro tra materia, tecnologia e comunicazione che si sviluppava l’omaggio realizzato dal maestro Fabrizio Plessi per celebrare i cinquant’anni di Adnkronos, l’agenzia di stampa fondata nel 1963 (GUARDA).
 Nel novembre 2013, il Palazzo dell’Informazione in piazza Mastai a Roma ha aperto le porte al pubblico per "Plessi per Adnkronos", una mostra nata per accompagnare il cinquantenario dell’agenzia attraverso il linguaggio dell’arte elettronica. Un progetto nel quale l’artista, amico dell'editore Giuseppe Marra, aveva tradotto in immagini e movimento alcuni dei concetti che appartengono da sempre al mondo dell’informazione: energia, velocità, trasformazione, memoria e diffusione. Artista di fama internazionale e tra i protagonisti della ricerca nell’arte elettronica, Plessi per celebrare Adnkronos aveva scelto di mettere in relazione la potenza degli elementi naturali con la forza immateriale della comunicazione. Il senso dell’intervento è racchiuso nelle parole con cui Plessi sintetizzò il progetto: “Adnkronos è fondamentale per accendere e diffondere le nostre emozioni, le nostre memorie, le nostre radici, le nostre coscienze, origini e passioni”. La mostra comprendeva tre installazioni, otto disegni preparatori e sei video-opere realizzate espressamente dall’artista per il cinquantenario dell’agenzia. Le sei videoinstallazioni rappresentavano il cuore tecnologico del progetto: immagini in movimento attraverso cui gli elementi naturali diventavano simboli di un flusso continuo, proprio come quello delle notizie che attraversano quotidianamente il sistema dell’informazione. L’acqua, il fuoco e le altre forze della natura non erano dunque semplicemente soggetti estetici, ma diventavano metafore di un processo: "L'informazione nasce, si muove, si trasforma e raggiunge rapidamente luoghi e persone", raccontava il videoartista. La materia di Plessi, apparentemente primordiale, entrava così in dialogo con la tecnologia e con la contemporaneità, restituendo una rappresentazione visiva dell'energia che alimenta la comunicazione. Era un rapporto particolarmente significativo per un’agenzia di stampa, la cui identità si fonda sulla capacità di intercettare gli avvenimenti e trasformarli in notizia. Un’attività che, come l’acqua o il fuoco nelle opere di Plessi, non è mai statica: è movimento, propagazione, trasformazione. “Raccontare i fatti. Questo era il programma di chi cinquanta anni fa fondò l’Adnkronos. Questa è la realtà che ha accompagnato l’agenzia in questi decenni e che tutt’oggi la contraddistingue”, spiegava Giuseppe Marra presentando l’iniziativa. Cinquant’anni rappresentavano allora un traguardo importante, ma anche un punto di ripartenza. “Tante cose sono cambiate in questo mezzo secolo che ci separa dal luglio 1963”, osservava Marra, sottolineando tuttavia come fossero rimaste immutate “la voglia di raccontare e la capacità di comprendere e anticipare i grandi e i piccoli mutamenti sociali”. E' proprio in questa continuità tra passato e futuro che la scelta di Plessi assumeva il suo significato più profondo. La sua arte, fondata sull’incontro tra elementi naturali e tecnologie elettroniche, diventava una sorta di specchio della trasformazione attraversata dall’informazione: dai modelli tradizionali della comunicazione fino alla dimensione digitale e immediata della contemporaneità. La mostra "Plessi per Adnkronos" diventò così più di una celebrazione. Era il dialogo tra due linguaggi apparentemente diversi – quello dell’arte e quello dell’informazione – accomunati dalla stessa tensione verso il presente. Da una parte l’artista cattura e trasforma l’energia degli elementi; dall’altra l’agenzia raccoglie, elabora e diffonde l’energia degli avvenimenti. E proprio come le forze della natura, anche l’informazione non si arresta: attraversa il tempo, cambia forma, genera nuove connessioni. Nel progetto di Plessi, questa energia diventava visibile. 
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Spalletti: “Kolo Muani non gioca da due anni, un motivo ci sarà. Deve fare gol”

(Adnkronos) –
Luciano Spalletti sorride per la vittoria all'esordio contro il Frosinone, ma manda subito un messaggio alla Juventus e a Kolo Muani, il suo nuovo attaccante: "Ce lo siamo andati a prendere – dice il tecnico ai microfoni di Dazn – l'abbiamo coccolato e sappiamo qual è il suo valore, ma si deve rendere conto che è due anni che non gioca e un motivo ci sarà". L'allenatore toscano fa riferimento alle diverse occasioni da gol sciupate dal francese nella partita contro i ciociari al 'Benito Stirpe': "A volte si crede di essere di un livello eccezionale e poi invece hai lasciato qualcosa da parte e lo devi andare a riprendere. Kolo sa tener palla, andare nello spazio ed è forte fisicamente, ma queste son partite in cui c'è bisogno che porti a casa dei gol". Qualche considerazione anche sul lavoro generale della squadra: "La squadra ha fatto vedere un'identità, ma in alcuni momenti siamo un po' leggeri e non bravi a metterci quella determinazione. Può succedere, soprattutto all'inizio, si vedrà di lavorarci".  
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Torino-Milan, tocco di mano di Vlasic e rigore non dato ai rossoneri? Cos’è successo

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Caso Var destinato a far discutere all'inizio del secondo tempo di Torino-Milan, partita della prima giornata di Serie A oggi, domenica 23 agosto. Al minuto 59', i rossoneri reclamano un rigore per un tocco di mano di Vlasic in area granata, dopo il cross di Cisse. Gli uomini di Amorim protestano e l'episodio (che dalle immagini tv appare abbastanza chiaro) viene rivisto al Var, con comunicazione finale a Zufferli della regolarità dell'azione. Dunque, nessun rigore per i rossoneri, che continuano poi a protestare per l'episodio dubbio. Pochi minuti dopo, la squadra di Amorim sferra l'uno-due con Cisse e Rabiot e si porta sul 2-0. 
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