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Uova bianche o marroni, quali sono migliori? Ecco cosa dice la scienza

(Adnkronos) – Bianche, marroni, azzurre, verdi e persino maculate: quando si acquistano le uova, il colore del guscio può diventare un criterio di scelta, spesso accompagnato dalla convinzione che quelle scure siano più nutrienti o più 'naturali'. Ma la scienza ridimensiona questa differenza: il colore del guscio dipende principalmente dalla genetica e dalla razza della gallina e, da solo, non permette di stabilire la qualità nutrizionale dell'uovo. A ricordarlo è anche il Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti (USDA), secondo cui i livelli di nutrienti non sono significativamente diversi tra uova a guscio bianco e marrone e il colore è determinato dalla razza della gallina. In generale, secondo la Harvard School of Public Health, le galline con piumaggio leggero di solito depongono uova bianche, mentre quelle con piumaggio rossastro o marrone di solito depongono uova marroni. In generale, diverse linee genetiche di galline producono gusci di colore differente. Nelle uova marroni il pigmento principale è la protoporfirina IX, che viene depositata durante la formazione del guscio. Una revisione scientifica pubblicata su Poultry Science ha evidenziato come intensità e caratteristiche della colorazione possano essere influenzate, oltre che dalla genetica, anche dall'età della gallina, dall'alimentazione, dallo stress e dal sistema di allevamento. Il colore, dunque, non è un indicatore affidabile di freschezza, gusto o superiorità nutrizionale.  Più che chiedersi se sia 'migliore' l'uovo bianco o quello bruno, è quindi più utile guardare alla provenienza, al sistema di allevamento, all'alimentazione della gallina e alla freschezza del prodotto. Il Ministero della Salute raccomanda di controllare la data di scadenza e di evitare uova con il guscio incrinato. Anche la normativa europea stabilisce specifici requisiti di qualità per le uova di categoria A, tra cui guscio e cuticola normali, puliti e integri. In Italia è inoltre particolarmente utile leggere il codice stampato sul guscio e le indicazioni sulla confezione, che permettono di conoscere il sistema di allevamento e la provenienza del prodotto.  Qualunque sia il colore del guscio, l'uovo rimane un alimento ricco di nutrienti. Fornisce proteine di elevata qualità biologica e contiene, tra gli altri nutrienti, colina, biotina (vitamina B7), vitamina A, oltre a composti antiossidanti come luteina e zeaxantina. Il tuorlo, inoltre, è la parte dell'uovo in cui si concentrano gran parte delle vitamine e dei lipidi. Il suo colore, a differenza di quello del guscio, è influenzato soprattutto dall'alimentazione della gallina: una dieta ricca di pigmenti vegetali giallo-arancio può produrre un tuorlo più intenso. Anche in questo caso, quindi, una tonalità più scura non significa automaticamente un alimento più nutriente. 
L'uovo contiene anche colesterolo. La sua presenza non è un motivo sufficiente per considerare l'alimento 'cattivo' o da evitare in assoluto: il ruolo delle uova nell'alimentazione va valutato nel quadro complessivo della dieta e delle condizioni individuali. La normativa europea prevede che, fino alla vendita, le uova siano mantenute a una temperatura preferibilmente costante e adatta a preservarne le caratteristiche igieniche. A casa, invece, il Ministero della Salute indica il frigorifero tra le modalità di corretta conservazione degli alimenti e raccomanda di rispettare sempre le istruzioni riportate sulla confezione. Il frigorifero domestico dovrebbe avere una temperatura intorno ai 4-5 gradi. Meglio quindi conservarle nel loro contenitore e non trasferirle inutilmente nello sportello del frigorifero, dove la temperatura tende a essere meno stabile. 
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Ancona, inalano sostanze tossiche in cantiere: due operai in ospedale

(Adnkronos) –
Due operai sono rimasti intossicati dopo aver inalato sostanze tossiche in un cantiere ad Ancona. Secondo quanto ricostruito l’incidente si è verificato in seguito all’apertura di un solvente da utilizzare per i lavori di ristrutturazione di un palazzo.  I due operai in quel momento sono svenuti e, soccorsi, sono stati trasportati in codice rosso all’ospedale Torrette di Ancona dove le loro condizioni sono in miglioramento. Altri tre operai sono stati visitati per accertamenti. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri.  “Ancora una volta il lavoro torna a fare notizia per le ragioni peggiori. In pochi giorni si assiste sempre più spesso a una nuova, drammatica sequenza di incidenti mortali e di lavoratori gravemente feriti. E dobbiamo dirlo con chiarezza: non possiamo continuare a considerare queste tragedie delle semplici fatalità”. A dirlo, in un’intervista all’Adnkronos/Labitalia, il presidente nazionale dell’Anmil, Amedeo Bozzer.  “Dietro ogni incidente – sottolinea – ci sono persone, famiglie distrutte e, troppo spesso, responsabilità che devono essere accertate. E le vittime ci restituiscono, purtroppo, il ritratto di una piaga che attraversa l’intero Paese e colpisce lavoratori particolarmente esposti e vulnerabili: immigrati, over 50, giovani alle prime esperienze lavorative. A tutto questo si aggiungono i rischi legati alle temperature estreme di questa torrida estate, che rendono ancora più urgente garantire condizioni di lavoro realmente sicure”. “Come presidente nazionale dell’Anmil – afferma – sento il dovere di ribadire con forza che siamo di fronte a un’emergenza nazionale. Da oltre ottant’anni rappresentiamo le vittime degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali e i loro familiari. Diamo voce a chi vive sulla propria pelle le conseguenze di una sicurezza che, ancora oggi, troppo spesso resta soltanto sulla carta. Non possiamo limitarci al cordoglio ogni volta che un lavoratore perde la vita”. “E’ stata istituita – ricorda – la Giornata europea delle vittime del lavoro, che si è celebrata l’8 agosto, nell’anniversario della tragedia di Marcinelle. E l’11 ottobre, grazie all’impegno delle sedi Anmil su tutto il territorio, celebreremo la 76esima Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro. Sono momenti fondamentali per ricordare e per stare accanto alle famiglie. Ma noi non vogliamo soltanto commemorare le vittime. Vogliamo fermare quella lista di nomi. Per questo bisogna intervenire con decisione sulla prevenzione, sui controlli e sulla cultura della sicurezza, ma servono anche strumenti normativi adeguati alla gravità del fenomeno. E per questo Anmil chiede due interventi precisi: il riconoscimento dell’omicidio sul lavoro, affinché le morti provocate da gravi violazioni delle norme di sicurezza abbiano una specifica rilevanza penale, e l’istituzione di una Procura nazionale del lavoro, che possa svolgere le indagini in maniera più celere e con strumenti e personale qualificati”.  “Ma il nostro impegno – avverte – non si esaurisce nelle proposte legislative. Ogni giorno Anmil è presente sul territorio con una rete capillare di sedi. Assistiamo lavoratori e famiglie nei momenti più difficili, offrendo tutela, consulenza e vicinanza. Siamo al loro fianco nel difficile percorso per il riconoscimento dei diritti, nella riabilitazione e nel reinserimento nella vita sociale e lavorativa. E proprio perché abbiamo vissuto sulla nostra pelle le conseguenze della mancata sicurezza, vogliamo evitare che ad altri accada ciò che è successo a noi. Per questo andiamo nelle scuole e nelle aziende con le nostre testimonianze: affianchiamo alla formazione teorica l’esperienza concreta di chi sa cosa significa subire un grave infortunio sul lavoro o una malattia professionale. Cerchiamo di trasmettere un messaggio molto semplice: la propria vita e la propria salute vengono prima di tutto”. “Sappiamo anche – fa notare – che non viviamo in un mondo ideale. Dire quei ‘no’ che possono salvare una vita non è sempre facile. Per questo i lavoratori devono essere messi nelle condizioni reali di poter rifiutare una situazione pericolosa senza avere paura di perdere il posto di lavoro o di subire conseguenze. E questo problema diventa ancora più reale e grave nel lavoro sommerso. In Italia circa tre milioni di persone lavorano nel sommerso. Dove mancano tutele e diritti, spesso manca anche la possibilità concreta di denunciare condizioni di lavoro insicure”. “E’ quello – rimarca – che Anmil definisce un tacito ‘patto di scorrettezza’ tra datore di lavoro e lavoratore, fuori dalle regole: un sistema che finisce per alimentare sfruttamento, incidenti e costi sociali enormi, che poi ricadono sull’intera collettività”. “Un altro punto decisivo – avverte – è la formazione. La formazione e la verifica costante delle competenze sono tra gli strumenti più importanti che abbiamo per prevenire gli infortuni. Eppure, come Anmil, incontriamo quotidianamente lavoratrici e lavoratori che denunciano la totale assenza di una formazione specifica rispetto alle mansioni che svolgono”.  “Dietro un incidente o una malattia professionale – dice – non c’è semplicemente la ‘sfortuna’. Molto spesso troviamo carenza di prevenzione, superficialità e mancato rispetto delle regole. Molti lavoratori, dopo averci incontrato, ci ringraziano per avergli aperto gli occhi. Perché proprio dietro alla frase ‘si è sempre fatto così’ si possono nascondere le insidie più pericolose. Dobbiamo quindi superare definitivamente l’idea della formazione come semplice adempimento burocratico. Formare significa proteggere vite umane. Ed è con questo spirito che abbiamo sottoscritto, insieme a Conflavoro e Atisl, un protocollo d’intesa per contrastare il fenomeno degli attestati falsi e tutelare anche le imprese rispetto a corsi non conformi”. “Una vera cultura della sicurezza – suggerisce il presidente nazionale Bozzer – deve iniziare ancora prima: dai banchi di scuola. Penso a Lorenzo Parelli il diciottenne morto durante il suo ultimo giorno di alternanza scuola-lavoro, mentre svolgeva attività diverse da quelle previste e senza un’adeguata supervisione e formazione rispetto ai rischi presenti nell’ambiente in cui operava. Tragedie come questa ci obbligano a riflettere profondamente sulla qualità e sulla sicurezza dei percorsi formativi destinati ai giovani”. “Un passo importante – sottolinea – è stato compiuto con la legge n. 21 del 2025, a prima firma del deputato Rizzetto, che ha introdotto l’insegnamento del diritto del lavoro e della sicurezza nell’ambito dell’educazione civica, valorizzando anche la testimonianza diretta degli infortunati sul lavoro. E’ un segnale importante, perché educare alla sicurezza significa costruire consapevolezza e responsabilità fin dall’età scolastica”. “Come Anmil – afferma – continuiamo a portare nelle scuole i nostri testimonial. Ma riteniamo che esistano ancora lacune strutturali nella formazione e nell’educazione dei giovani, soprattutto nei percorsi di formazione scuola-lavoro. Dobbiamo garantire che ragazze e ragazzi entrino nei luoghi di lavoro in piena sicurezza. E, nello stesso tempo, dobbiamo fare in modo che i percorsi di formazione-lavoro siano davvero un’opportunità di crescita e di orientamento professionale, attraverso esperienze autentiche, sicure e coerenti con il loro percorso di studi. Anmil continuerà a essere la voce delle vittime e delle loro famiglie. Ma il cambiamento non può dipendere soltanto da chi rappresenta queste persone. Servono responsabilità condivise, scelte politiche coraggiose e un impegno concreto da parte di tutte le istituzioni. Perché non possiamo accettare che, settimana dopo settimana, il lavoro continui a presentare un conto così pesante in termini di vite umane. Dobbiamo cambiare prospettiva. La sicurezza sul lavoro non è un costo. Non è un adempimento burocratico. Non è qualcosa di cui occuparsi soltanto dopo una tragedia. La sicurezza sul lavoro deve diventare una priorità culturale, sociale e civile per tutto il Paese”. (di Sabrina Rosci) 
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Si allena, beve birra e va a ballare: i segreti di una donna di 101 anni

(Adnkronos) – 101 anni e non sentirli. La signora Anne Angioletti, statunitense di origine italiana, ha appena festaggiato il suo 101esimo compleanno, continuando a lavorare nella sua gioielleria, inaugurata nel 1964 a Cresskill, nel New Jersey, e che gestisce da ormai 70 anni. La longevità della donna però sarebbe anche dovuta a uno stile di vita molto 'giovanile'. Rimasta vedova molto giovane, Angioletti ha cresciuto tre figli da sola, diventando una figura nota a New York, tanto da partecipare a diversi programmi televisivi americani. Non soffre di patologie particolari dovute all'età e non ha mai avuto malattie: "Penso che il segreto sia che amo la vita", ha detto a Today, "cerco di non pensare troppo al domani".  I segreti della sua longevità sembrano essere anche culinari. "Adoro le uova, ne mangio una ogni mattina", ha rivelato la donna, che le abbina a fiocchi d'avena e succo d'arancia, così da avere tutte le vitamine che le servono. A pranzo invece ecco in tavola pollo o pesce con verdure, soprattutto spinaci e barbabietole, alternandole a piatti della cucina cinese o mediterranea. A cena invece mangia meno, così da conciliare meglio il sonno, e rinuncia agli spuntini e ai dolci, tranne il cioccolato. Un'altra sua debolezza? La birra, che beve una volta a settimana. Ma ci sono anche altre abitudini che la mantengono giovane: Angioletti va a cena con gli amici nel weekend e poi, spesso, a ballare. Inoltre la donna non rinuncia, nonostante l'età, all'attività fisica: mezzora al giorno di esercizi in cui solleva le gambe, fa piccoli piegamenti e allena le braccia con dei pesi leggeri. Un modo per tenere il corpo attivo, e allungare la vita.  
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La Corea del Nord lancia 10 missili balistici a corto raggio

(Adnkronos) – La Corea del Nord ha lanciato "10 missili balistici a corto raggio dalla zona di Pyongyang". Lo riferisce all'Afp un funzionario dello Stato maggiore di Seul, in seguito a un altro allarme, lanciato da Tokyo, sul possibile lancio di un missile balistico da parte della Corea del Nord.  Sullo sfondo, il recente annuncio da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump riguardo a un suo incontro con il leader di Pyongyang, Kim Jong Un, entro la fine dell'anno.   
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Colpo in difesa per la Lazio, è fatta per Sutalo dall’Ajax

(Adnkronos) –
Dopo l'attaccante Bamba Dieng, la Lazio piazza un altro colpo di mercato, questa volta in difesa. Il club biancoceleste, secondo quanto riporta Sky Sport, ha infatti raggiunto l'accordo con l'Ajax per Josip Sutalo. L'operazione è stata definita sulla base di un prestito oneroso da 3 milioni di euro, con diritto di riscatto fissato a 7,5 milioni. Il 26enne croato sbarcherà nella Capitale domani per sostenere le visite mediche e firmare il contratto. Finora la Lazio ha ufficializzato 4 acquisti: Alfonso Pedraza, Danilho Doekhi, Bruno Galassi e Davide Frattesi.  
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Sinner, rischio forfait agli Us Open? Jannik rimanda la decisione

(Adnkronos) –
Jannik Sinner salterà gli Us Open 2026? Con il passare dei giorni la decisione non arriva e le condizioni del tennista azzurro iniziano a preoccupare. Il numero 1 del mondo ha saltato il Masters 1000 di Cincinnati, a cui arrivava da finalista, a causa di un problema al ginocchio, preferendo preservarsi in vista dell'ultimo Slam della stagione, in cui lo scorso anno ha perso in finale contro Carlos Alcaraz, anche lui a rischio forfait a causa dell'infortunio al polso rimediato a Barcellona. Nei giorni scorsi Sinner è volato a Torino per sottoporsi a esami al JMedical, tornando poi ad allenarsi a Montecarlo. La condizione per partecipare agli Us Open è la completa guarigione del ginocchio: se Sinner non si sentirà al 100% non parteciperà allo Slam di New York. Questa, secondo quanto riporta la Gazzetta dello Sport, è la condizione posta dall'azzurro per volare negli Stati Uniti. Al momento però i segnali non sembrano essere incoraggianti, a poco più di una settimana dall'inizio del torneo. I trattamenti hanno limitato il problema, ma non l'hanno fatto scomparire. L'infortunio è troppo recente e ancora si fa sentire, motivo per cui Sinner dovrà valutare attentamente i rischi. Nei prossimi giorni, in ogni caso, è attesa la decisione definitiva di Jannik, così come quella di Alcaraz.  
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Hayden Panettiere, l’Agenzia federale antidroga si unisce alle indagini sulla morte

(Adnkronos) – La Drug Enforcement Administration (DEA) si è unita alle indagini sulla morte dell'attrice Hayden Panettiere, secondo quanto riportato da Abc News. La Dea, come si legge su Tmz, sta avviando un'operazione congiunta con il Dipartimento di Polizia di Greenville, in South Carolina, e con l’ufficio del medico legale locale. La star di 'Heroes' e 'Nashville' è morta domenica scorsa all'età di 36 anni: la causa del decesso resta ancora da accertare. Nella sua autobiografia uscita qualche mese fa, 'This Is Me: A Reckoning', Panettiere aveva raccontato nei dettagli la dipendenza da droghe e alcol, le esperienze traumatiche vissute a Hollywood e la pressione dei tabloid. Dopo l’annuncio della sua morte, da Hollywood sono arrivati numerosi tributi. Ma anche riflessioni sul peso della celebrità quando arriva troppo presto. Christy Carlson Romano, star Disney della sitcom 'Even Stevens' e voce del cartone 'Kim Possible', ha ricordato Panettiere in un articolo pubblicato su 'Elle'. Romano paragona il trauma della fama infantile alla CTE (Encefalopatia Traumatica Cronica), la malattia cerebrale causata da ripetuti colpi alla testa. "L'ex bambino-attore vive in una categoria che il mondo non sa come gestire. Siamo bambini quando il pubblico vuole proteggerci, professionisti quando l’industria vuole trarre profitto da noi, e celebrità viziate quando manifestiamo i sintomi di essere stati entrambe le cose".  La fama precoce, ha sottolineato, "è come la CTE: non come diagnosi, ma come modo per descrivere l’impatto ripetuto". Negli sport giovanili, ha proseguito, i colpi alla testa possono fare danni, quindi "abbiamo protezioni, regole e l'attenzione dei genitori". Invece, per i bambini che diventano famosi molto presto "non abbiamo una protezione simile". Non esistono caschi o protocolli "per difenderli da stress, pressione, giudizi, la perdita della privacy e la pressione degli adulti". Questi colpi ripetuti – psicologici, non fisici – "possono modellare e danneggiare l'infanzia", ha concluso. 
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Serie A e Champions in tv, quanto costa seguire il calcio nella stagione 2026/27

(Adnkronos) – Mancano pochi giorni al fischio di inizio del campionato di Serie A e, per molti tifosi italiani, è tempo di rinnovare o sottoscrivere l’abbonamento tv per seguire dal divano di casa la propria squadra del cuore. Ma quanto spenderanno quest’anno i supporter italiani? Un’analisi condotta da Facile.it sui prezzi dell’offerta Pay tv ha evidenziato come per la stagione 2026/2027 i tifosi debbano mettere a budget almeno 669 euro per guardare il campionato di Serie A e la Champions League. La cifra sale tuttavia fino a 984 euro per chi sceglie l’abbonamento mensile, anziché quello annuale.  Rispetto alla stagione precedente, le tariffe mensili hanno subito un aumento del 9,5%, mentre le formule annuali sono diventate più convenienti, registrando un calo del 6%. Nel complesso, il costo sostenuto dagli appassionati italiani resta comunque più contenuto rispetto a quello di altri Paesi europei; in Spagna, ad esempio, la spesa complessiva per campionato e coppe sfiora i 1.400 euro. Il prezzo per seguire il calcio in TV varia a seconda delle competizioni in cui è coinvolta la propria squadra e, quindi, delle piattaforme a cui è necessario fare l’abbonamento. Se ci si accontenta del campionato di Serie A, sono sufficienti 564 euro se si sceglie l’abbonamento mensile, 379 euro se si opta per quello annuale. La cifra sale se, oltre al campionato nazionale, si vogliono seguire le coppe europee.  Tifare dal divano di casa per il Milan e la Juventus, impegnate in Europa League, o la Atalanta, che gareggerà in Conference League, significa mettere a budget fino a 924 euro con l’abbonamento mensile, mentre per quello annuale è possibile trovare offerte che consentono di limitare la spesa a 619 euro. I tifosi italiani che vorranno seguire Inter, Napoli, Roma e Como, impegnate in Champions League, dovranno invece spendere, come detto, fino a 984 euro con l’abbonamento mensile, 669 euro se sceglieranno quello annuale. "L’abbonamento annuale si conferma la scelta più vantaggiosa per chi desidera seguire l'intera stagione senza interruzioni, consigliata soprattutto per coloro che sono sicuri di voler seguire le competizioni calcistiche fino alla fine, indipendentemente dall’andamento della propria squadra del cuore", spiegano gli esperti di Facile.it. "La soluzione mensile, invece, pur avendo un costo complessivo più alto sui dodici mesi, offre la flessibilità di disdire l'abbonamento in qualsiasi momento. In ogni caso, il consiglio è di confrontare le offerte dei diversi operatori così da identificare gli abbinamenti più adatti alle proprie esigenze", aggiungono. L’analisi di Facile.it ha analizzato anche i prezzi degli abbonamenti tv oltre confine, in particolare quelli applicati in Francia, Germania, Spagna e Inghilterra, e ha scoperto che siamo tra i più fortunati del continente. Come anticipato, i più sfortunati sono i tifosi spagnoli che, per seguire in tv LaLiga e le coppe europee questa stagione sportiva dovranno spendere, per un abbonamento annuale, quasi 1.400 euro. Unico vantaggio per la Spagna è che è necessario un solo abbonamento per seguire tutte le competizioni, mentre da noi bisogna abbonarsi a più piattaforme. Spendono più dei tifosi italiani anche quelli inglesi, che per guardare da casa Premier League e competizioni europee devono mettere a budget poco più di 900 euro per un abbonamento annuale, mentre in Germania per guardare campionato e coppe servono 864 euro. Decisamente più fortunati i francesi; seguire da casa il campionato Ligue 1 e le coppe europee costa appena 600 euro all’anno. 
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Aggredisce a colpi di martello la moglie e la figlia, arrestato 55enne a Monza: salvate dai vicini di casa

(Adnkronos) – Ha aggredito a colpi di martello la moglie e la figlia e per l'uomo, un cinquantacinquenne di origine marocchine, è scattato l'arresto da parte dei carabinieri di Cesano Maderno (Monza) per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. L'episodio è avvenuto la mattina del 12 agosto (ma è stato reso noto solo oggi) ed è nato da una chiamata al 112 che segnalava la lite in casa.  L'uomo, "in uno scatto d’ira scaturito per futili motivi", si legge in una nota dell'Arma, ha aggredito a colpi di martello la moglie e la figlia, di 43 e 24 anni, le quali sono riuscite a rifugiarsi dai vicini di casa, dove hanno atteso l'arrivo della pattuglia.  Le immagini del sistema di videosorveglianza interno all’abitazione hanno fornito "totale riscontro al racconto delle vittime". Le donne, dopo essere state medicate, hanno denunciato il 55enne e hanno riferito di aver già subito "reiterate violenze fisiche iniziate nel mese di agosto 2025", quando l'uomo era tornato a casa dopo aver scontato una condanna in carcere per lo stesso reato. Per l'indagato si sono apere le porte della casa circondariale di Monza. 
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Disastro aereo in Kenya, tra i morti anche José Alberto Suarez: chi era il top manager della tv

(Adnkronos) –
C'è anche José Alberto Suárez, presidente e general manager delle emittenti Telemundo di Orlando, Tampa e Fort Myers-Naples (Florida), tra i morti nell'incidente in elicottero verificatosi ieri in Kenya. Suárez aveva 55 anni e la sua morte è stata confermata da NBCUniversal, proprietaria delle emittenti locali che la vittima dirigeva.  Secondo NBC Miami, Suárez era infatti uno deiquattro cittadini americani rimasti uccisi nello schianto avvenuto nella contea di Samburu, nel nord-est del Paese africano.
Tutte le sette persone a bordo

, compreso il pilota, sono decedute, come riportato anche da NBC News. In un memo inviato ai dipendenti, Cesar Conde, presidente di NBCUniversal News Group, Valari Staab, presidente di NBCU Local, e José Cancela, presidente del gruppo delle emittenti Telemundo, hanno scritto: “Siamo profondamente addolorati nel condividere la tragica notizia che José Suárez, presidente e general manager delle stazioni Telemundo di Orlando, Tampa e Fort Myers, è rimasto ucciso in un incidente in elicottero in Kenya. José era un leader profondamente rispettato e un amico e collega amato in tutta NBCU Local e NBCU News Group”. Il messaggio prosegue: “José era un collega eccezionale e un mentore per molti. Aveva a cuore i suoi team, le comunità che servivano e il ruolo essenziale che le nostre stazioni svolgono nella vita delle persone. Portava energia, umorismo, calore e un forte senso di missione nel suo lavoro, e il suo impatto andava ben oltre le emittenti che guidava. La rapidità e le circostanze della sua scomparsa rendono questa perdita particolarmente difficile da comprendere. I nostri pensieri sono con i suoi cari e con tutti i colleghi e amici di NBCUniversal che stanno affrontando questo dolore. Condivideremo presto come onoreremo la vita e l’eredità di José”. Suárez aveva lavorato per NBCUniversal per oltre vent’anni, ricoprendo ruoli di leadership nelle stazioni di San Antonio, Sacramento, Fresno, Salt Lake City e Las Vegas. Più recentemente guidava Telemundo 31 (Orlando), Telemundo 49 (Tampa) e Telemundo Fort Myers-Naples. Prima di diventare general manager, era stato direttore dei servizi creativi e della programmazione per WTVJ, l’emittente NBC di Miami. In precedenza aveva ricoperto ruoli nel digitale per NBC 6 Miami e Telemundo 51. Prima di entrare in NBCU aveva lavorato come giornalista e conduttore in Florida, Ohio e Texas. Dal 1998 era membro della National Association of Hispanic Journalists. Nel corso della sua carriera aveva ricevuto numerosi riconoscimenti. 
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)