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Cade dal tetto di un capannone, morto imprenditore a Deruta

(Adnkronos) – Un imprenditore di 60 anni è morto questa mattina dopo essere caduto dal tetto di un capannone a Deruta, in provincia di Perugia. Secondo quanto ricostruito l'uomo stava effettuando dei lavori di manutenzione quando una lastra di plexiglass ha ceduto facendolo precipitare per diversi metri. Inutile ogni tentativo di rianimarlo. Sul posto sono intervenuti il personale della Usl, il 118 e i carabinieri. 
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Napoli, crolla l”occhio del diavolo’: scompare uno dei simboli della Valle dell’Inferno

(Adnkronos) – L''occhio del diavolo' nel Parco nazionale del Vesuvio è crollato. A riferirlo è stato Vincenzo Marasco, operatore della Protezione civile, ambientalista e presidente del Centro studi storici Nicolò d'Alagno di Torre Annunziata, che in un post sul suo profilo Facebook ha pubblicato due foto che mettono a confronto l'area in un'immagine scattata la scorsa primavera e in una scattata proprio ieri, 17 agosto, documentando la scomparsa dell'arco che sormontava il Vallone dell'Arena. "Il buco che si apriva nelle propaggini interne dell'antico Monte Somma, nel dicco lavico che sovrasta il Vallone dell'Arena all'interno della Valle dell'Inferno e che noi assidui frequentatori della montagna indicavamo comunemente col nome di 'occhio del diavolo' – scrive Marasco nel post – da questa mattina, come rilevato dal dottor Giuseppe Miranda, patron della Vesuvio Ultra Marathon durante la sua solita escursione mattutina, non esiste più". "Il lento e inesorabile degrado degli aspetti geologici più fragili ed esposti della 'Montagna dormiente' – prosegue il post – ha fatto il suo corso naturale" e conclude: "Quell'occhio fisso su chi percorreva la sentieristica che attraversa l'austerità del contesto naturalistico della Valle dell'Inferno ci mancherà". 
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Anisimova e il mistero della bibita durante la partita: “Sta bevendo birra?”

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Amanda Anisimova ha bevuto una birra durante la partita? La tennista russa è stata protagonista di una scena particolare durante il match contro Alex Eala a Cincinnati, vinto al terzo set. Proprio durante l'ultimo e decisivo parziale, portato a casa con un netto 6-2, durante un cambio campo Anisimova ha tirato fuori dalla borsa un bicchiere contenente un liquido di colore giallo e della schiuma, richiamando immediatamente alla birra. La domanda è diventata rapidamente virale sui social: "Sta bevendo una birra?". In realtà è più probabile che si tratti di una bevanda energetiva di color giallo, che è stata mostrata al pubblico per il divieto per i tennisti di bere da un recipiente chiuso.  Il bicchiere trasparente, che richiama proprio quello usato in molti pub per servire la birra, ha quindi alimentato il mistero.  
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Paura a Paullo, 37enne ferito con un colpo di pistola per difendere il figlio minorenne: fermato l’aggressore

(Adnkronos) – Litiga con un ragazzo, poi – non pago – torna armato sotto casa del minore ma ad affrontarlo si trova di fronte il padre del diciassettenne e non esita e sparare. E' quanto accaduto la scorsa notte a Paullo, alle porte di Milano, dove un 37enne è stato ferito con un colpo di pistola mentre il suo aggressore si dava alla fuga. Una 'latitanza' durata poche ore: i carabinieri hanno fermato un 20enne, con l'accusa di tentato
omicidio, a Lonate Pozzolo, in provincia di Varese.  Vittima e aggressore sono entrambi italiani di origine marocchina. Ancora da chiarire i dettagli della lite nata nel pomeriggio di ieri tra i due ragazzi, il fermato e il figlio del ferito, in zona Navigli, la 'miccia' che ha portato a cercare un confronto a notte fonda in via Vigorelli a Paullo. A portare i militari sulle tracce del ventenne è stata la visione delle immagini delle telecamere. Il ferito, raggiunto da un colpo all’addome, si trova ricoverato all'ospedale Niguarda e non è in pericolo di vita. 
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Una bottiglia incastrata nella ruota, il nuovo metodo dei ladri di auto

(Adnkronos) –
L'ultima tecnica di furto di automobili si serve… di una bottiglia vuota. A chi è capitato di trovare una bottiglia di plastica vuota incastrata tra lo pneumatico e il passaruota deve preoccuparsi, in quanto si tratta di un segno di furto, l'ultimo metodo 'in voga' in tutta Europa. Sui social stanno infatti circolando diverse testimonianze dirette. I ladri utilizzano questo metodo soprattutto nei centri commerciali o nei parcheggi, quando le persone di solito vanno di fretta o trasportano bagagli pesanti, e non fanno quindi attenzione alle condizioni del proprio veicolo. L'obiettivo infatti è proprio quello di distrarre il guidatore e indurlo a scendere dalla macchina per controllare appena sente un rumore sospetto alla ruota. Appena il guidatore scende dall'auto, il ladro si infila nella portiera, prendendo il volante e portando via così la macchina, senza alcun bisogno di forzare l'ingresso nella vettura. In alternativa i ladri possono approfittare delle porte lasciate aperte per rubare borse, zaini o beni di vario genere lasciati incustoditi sui sedili posteriori o nel bagagliaio. Le segnalazioni menzionano principalmente la ruota posteriore del lato passeggero, che è meno visibile quando si sale in macchina dal lato guidatore. Le persone non necessariamente fanno il giro completo dell'auto, quindi la bottiglia rimane 'al suo posto' finché l'auto non è in movimento e la plastica non viene compressa contro il pneumatico. All'avvio del motore, la ruota preme contro la plastica producendo un rumore sordo che ricorda un problema meccanico o quello di una gomma a terra. La reazione più comune è quella di frenare immediatamente, accostare a bordo strada o in uno spazio libero e scendere subito per controllare. E proprio questa naturale reazione favorisce i ladri.  
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Femminicidio Tania Terrin, Zaia: “Un fallimento, aveva denunciato”. Schlein: “Atroce, serve più prevenzione”

(Adnkronos) – Il giorno dopo il femminicidio di Tania Terrin, uccisa nella sua abitazione di Camponogara dall'ex fidanzato che l'ha strangolata e si è poi impiccato, si susseguono le reazioni per l'ennesimo delitto contro le donne e perché Tania il suo ex lo aveva denunciato. “Quello che è accaduto a Camponogara è un fallimento. Dobbiamo avere il coraggio di dirlo con chiarezza. Tania Terrin aveva denunciato l’ex compagno, aveva già subito violenza e nei confronti dell’uomo era stato emesso un ammonimento del Questore. E oggi Tania non c’è più. Di fronte a una tragedia come questa non possiamo limitarci al cordoglio: dobbiamo chiederci che cosa non abbia funzionato e intervenire con ancora maggiore determinazione”, dichiara in una nota il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia. “Sul contrasto alla violenza sulle donne – prosegue Zaia – dobbiamo continuare senza sosta il lavoro culturale, soprattutto con le nuove generazioni, educando al rispetto, alla libertà e al rifiuto di ogni forma di possesso e sopraffazione. È fondamentale, in questo senso, anche il lavoro portato avanti dalla Fondazione Giulia Cecchettin, che sta contribuendo a costruire una nuova consapevolezza sul rispetto e sulla violenza di genere. Ma dobbiamo essere altrettanto chiari: la cultura da sola non basta. Deve funzionare anche la repressione, e deve essere ancora più severa. Le norme devono essere ulteriormente inasprite e rese sempre più efficaci, tempestive e adeguate alla gravità del rischio. Quando una donna denuncia violenze, minacce o persecuzioni – continua Zaia – lo Stato deve poter mettere in campo tutti gli strumenti necessari per proteggerla concretamente. Non possiamo accettare che, nonostante segnali così gravi, si arrivi comunque a un femminicidio. Quando una donna viene uccisa dopo aver denunciato e dopo precedenti episodi di violenza, significa che il sistema va ulteriormente rafforzato. La risposta dello Stato deve essere ferma, rapida e senza esitazioni”. “Alla mamma di Tania, ai suoi familiari e a tutte le persone che le hanno voluto bene rivolgo le mie più profonde condoglianze e la vicinanza dell’intero Consiglio regionale del Veneto”, conclude Zaia. "Il femminicidio di Tania Terrin, uccisa dall’ex compagno la sera di Ferragosto a Camponogara, in provincia di Venezia, ci lascia sconvolti. La vittima aveva già denunciato il suo assassino, era già stata vittima di aggressioni ed erano scattate misure a sua tutela", dice la leader dem Elly Schlein. "Questo atroce femminicidio ci deve interrogare profondamente sull’efficacia del sistema di protezione delle donne vittime di violenza. La politica e le istituzioni devono fare molto di più, per rendere più efficaci le misure di protezione per chi denuncia e sostenendo in modo molto più robusto la rete dei centri antiviolenza che ogni giorno fanno già tantissimo per accogliere e proteggere le donne vittime di violenza – prosegue la segretaria del Pd -. Anche per questo, lo ripetiamo ancora una volta, è urgente agire anche sulla prevenzione, a partire dalla formazione specifica degli operatori della giustizia, delle forze dell’ordine e delle pubbliche amministrazioni, in cui è fondamentale coinvolgere i centri antiviolenza e le loro competenze. La formazione e la specializzazione della rete sono essenziali per fare una accurata valutazione dei rischi che corrono le donne e disporre gli strumenti di tutela più adeguati al caso specifico". "E la prevenzione deve partire dall’educazione sessuoaffettiva obbligatoria in tutti i cicli scolastici, per sradicare sin da principio la cultura patriarcale del possesso sul corpo e sulla vita delle donne. Non basta la repressione se non miglioriamo la prevenzione. Ed è un dovere di tutti e di tutte, davanti a un fenomeno strutturale come la violenza di genere", conclude Schlein. 
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Juventus, ufficiale l’arrivo di Vicario in prestito dal Tottenham

(Adnkronos) – "Nuovo arrivo in casa bianconera: Guglielmo Vicario passa dal Tottenham alla Juventus in prestito fino al 30 giugno 2027". Con una nota sul proprio sito ufficiale la Juventus ufficializza l'arrivo del nuovo portiere titolare. "Portiere classe 1996, Vicario è cresciuto nel settore giovanile dell’Udinese, prima di indossare le maglie di Venezia, Perugia, Cagliari ed Empoli, con cui ha raccolto 69 presenze in Serie A – dopo l’esordio nella massima serie fatto con la squadra sarda – affermandosi così come uno dei migliori portieri del campionato. Dal 2023 il passaggio al Tottenham, con cui ha giocato 117 partite, conquistando anche l’Europa League 2024/25, prima di questa nuova avventura alla Juventus. Benvenuto in bianconero, Guglielmo!". Al termine del prestito il club bianconero avrà il diritto di riscattare il 29enne estremo difensore per 8 milioni di euro, più 2 di bonus.
 
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Guardiola e lo sfogo in spogliatoio: “Sono un fottuto divorziato”

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Pep Guardiola mostra il suo lato più intimo. Il tecnico catalano, che ha rifiutato la panchina dell'Italia dopo il suo addio al Manchester City, si racconta a 360 gradi in 'A Beautiful Obsession', la nuova docu-serie in uscita su Prime Video domani, mercoledì 19 agosto. Guardiola ha anche affrontato un argomento inedito, il divorzio dall'ormai ex moglie Cristina Serra, con cui è stato sposato per 30 anni. "Voglio confessarvi una cosa", disse rivolto ai suoi giocatori Guardiola dopo una partita del Manchester City contro la Juventus nel dicembre 2024, “sono un fottuto divorziato dalla donna più bella del pianeta. Mia moglie, la mia ex moglie. La amo? Certo. Lei mi ama? Sì, ma abbiamo perso la passione. Per molte ragioni".  E quindi l'accorato appello ai giocatori: "Da questo dipende anche come giocate a football, da qualcosa che avete dentro: ebbeneDov'è la vostra passione? Qualunque cosa facciate nella vita, fatela con passione. Non voglio bravi giocatori, voglio giocatori con passione". 
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Tumori, Policlinico di Milano e Int insieme per 2 piccole pazienti con neoplasie rare e gravi

(Adnkronos) – Due interventi eccezionali sono stati svolti dall’équipe di Chirurgia pediatrica del Policlinico di Milano su 2 piccole pazienti colpite da tumori molto rari e aggressivi giunte in ospedale nella stessa settimana. Il primo ha riguardato una bambina di 18 mesi affetta da una rara neoplasia del rene che stava già intaccando anche il fegato e il diaframma: una “situazione estremamente delicata che ha richiesto il coinvolgimento di competenze in partnership multidisciplinare”, riferisce una nota. La rimozione della massa, di circa 12 cm e di quasi un chilo di peso, è stata eseguita da Alfredo Berrettini, direttore dell’Urologia pediatrica del Policlinico di Milano e altrettanto prezioso "è stato il contributo di anestesisti e specialisti nella ricostruzione del diaframma preservando funzionalità e anatomia del fegato. Molto importante – prosegue la nota – è stato anche il contributo del team di Chirurgia generale – trapianti di fegato diretto da Cristiano Quintini dell’Ospedale. Il caso della piccola paziente era stato approfondito dalle équipe del Policlinico in collaborazione con i colleghi dell’Istituto nazionale dei tumori (Int) di Milano, il cui chirurgo urologo, Davide Biasoni, ha preso parte all’intervento chirurgico realizzato nello storico padiglione Alfieri. La via chirurgica è stata individuata come soluzione terapeutica più efficace ad aumentare le possibilità di guarigione". "A pochi giorni di distanza, un’altra bambina di due anni e mezzo è stata sottoposta a un intervento urgente per rimuovere un sarcoma situato nella regione anteriore dell’addome. Trattandosi di una delle forme tumorali più pericolose dell’infanzia – illustra la nota – si è proceduto senza esitazione con un intervento di altissima complessità volto ad asportare la massa delle dimensioni di circa 6 cm e a ricostruire la parete addominale, intervento eseguito da Ernesto Leva, direttore della Chirurgia pediatrica del Policlinico, con la collaborazione di Marco Fiore, esperto nel trattamento dei sarcomi dell’Int". "Le 2 piccole pazienti e le loro famiglie, le cui storie si sono incrociate lungo i corridoi del reparto di degenza della Chirurgia pediatrica, abitano in Regione Lombardia ma potrebbero provenire da tutta Italia perché il dipartimento Area Materno-infantile del Policlinico, è un centro di rilievo nazionale per le patologie tumorali solide nel bambino. Da tempo sono infatti attive una collaborazione e una condivisione di casi clinici con l’Oncologia pediatrica dell'Int di Milano a garanzia di un approccio multispecialistico a carattere di eccellenza".  “Di fronte a situazioni così complesse in bambini così piccoli, la strategia vincente è aprirsi alla condivisione delle conoscenze dei professionisti chirurghi al fine di offrire la migliore risposta possibile nelle cure mantenendo al centro del proprio agire il bene di questi giovanissimi pazienti”, ha affermato Leva, direttore anche del dipartimento Area Materno-infantile del Policlinico di Milano al termine di questa ‘sfidante’ settimana in sala operatoria. “Il ruolo di riferimento del Policlinico di Milano nella diagnosi e nella cura di molte patologie malformative – ha continuato – si è consolidato nel tempo, offrendo terapie e interventi chirurgici che solo in pochi centri altamente qualificati vengono svolti. Anche per questo motivo è importante fare rete tra strutture specializzate: per i tumori solidi infantili da anni abbiamo una convenzione con l’Istituto nazionale dei tumori di Milano che consente alle équipe chirurgiche e anestesiologiche di collaborare e di condividere insieme ai loro specialisti della Pediatria oncologica, diretta da Maura Massimino, i casi che giungono alla reciproca attenzione seguendo circa 40 casi all’anno, un numero elevato in età pediatrica. Un esempio di rete tra ospedali dove per tutti noi operatori è un onore poter mettere al servizio dei nostri piccoli le conoscenze e le esperienze acquisite anche all’estero”. La collaborazione con il Policlinico di Milano “rappresenta per il nostro Istituto motivo di soddisfazione e risponde pienamente alla nostra mission e ai nostri obiettivi istituzionali” – ha affermato Gustavo Galmozzi presidente della Fondazione Irccs Int di Milano – La capacità di 2 Irccs di mettere in comune e integrare competenze, professionalità e risorse consente infatti di valorizzare le rispettive specificità e di costruire percorsi di cura sempre più efficaci, in grado di rispondere anche ai bisogni più complessi. È un modello di collaborazione che contribuisce alla crescita di entrambe le Istituzioni e che trova il suo significato più autentico nel porre sempre al centro il paziente, i suoi bisogni e le sue necessità di cura”. “Va ricordato – ha aggiunto Leva – il ruolo importantissimo degli infermieri di sala operatoria, fondamentali nell’accurata gestione di questi complessi interventi, e dei professionisti sanitari del reparto di Chirurgia pediatrica: personale spesso composto da madri o padri che devono saper dominare l’impatto emotivo anche di fronte alle situazioni più difficili o delicate che qui trattiamo. Lavorare con competenza, senza trascurare il lato umano e amorevole dell’assistenza, è un’altra qualità che restituisce una buona definizione di cosa è fatta l’expertise dei nostri professionisti ”.  Al policlinico di Milano “lavorano esperti specialisti da diverse discipline e questa combinazione di esperienze – ha sottolineato Matteo Stocco, direttore generale del Policlinico di Milano – si unisce all’importanza di poter ricorrere a strumentazioni e tecnologie nuove, aumentando le nostre possibilità di vincere insieme le sfide che la medicina pone. Le famiglie che giungono da noi sanno, inoltre, che potranno essere accompagnate dai nostri professionisti per molto tempo perché il nostro ospedale garantisce cure specialistiche in ogni età della vita consentendo una transizione nel monitoraggio dei piccoli pazienti a lungo termine fino all’età adulta”. Come ha osservato Maria Teresa Montella direttore Generale della Fondazione Irccs Int di Milano, “esperienze come questa dimostrano quanto sia importante accompagnare la collaborazione clinica tra le nostre Istituzioni con modelli organizzativi capaci di renderla sempre più stabile, strutturata ed efficace, in particolare in casi come questi, che riguardano patologie oncologiche pediatriche a bassa frequenza epidemiologica e che richiedono un’elevata expertise. Il nostro obiettivo è consolidare ulteriormente queste sinergie e creare le condizioni affinché competenze altamente specialistiche possano integrarsi con continuità, trasformando le esperienze positive in percorsi condivisi e in nuove opportunità di sviluppo. Una collaborazione che vogliamo far crescere nel tempo, contribuendo, attraverso il miglioramento delle nostre organizzazioni, alla qualità complessiva della sanità lombarda”. “Storie come queste raccontano il senso più profondo del nostro essere Policlinico: mettere competenze, ricerca e capacità di fare rete al servizio dei pazienti, soprattutto quando sono così piccoli e fragili – ha concluso Marco Giachetti, presidente del Policlinico di Milano – È anche la forza del sistema sanitario di Regione Lombardia, capace di unire le sue eccellenze per offrire risposte alle situazioni più complesse. Alle équipe che ogni giorno rendono possibile tutto questo va il ringraziamento dell’intero ospedale”. 
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Amici, Opi rivela: “Dopo il programma ho fatto l’imbianchino”

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Dopo Amici, Opi è tornato a fare l'imbianchino. Il cantante bergamasco Simone Opini, concorrente dell'ultima edizione del popolare talent show di Mediaset, è stato ospite del podcast 'Dimmi di te', condotto da Lorella Cuccarini, in cui ha raccontato la sua 'nuova' vita dopo il programma. "Dico una cosa senza vergognarmene e ne vado molto fiero. Sono tornato a fare l’imbianchino una settimana dopo il programma perché mi servivano 100 euro per comprare l’autotune da portarmi ai live", ha rivelato Opi, "quindi mi sono detto: 'Com’è che faccio a prendermeli?'. Era il modo più veloce e poi ho dato una mano anche a papà perché sta lavorando gli ultimi anni prima di andare in pensione". Opi era stato eliminato alla prima puntata del serale di Amici 2025, ma coltiva ancora il suo sogno supportato dalla famiglia: "Papà è contento, mi ha detto 'Non smettere, vai avanti e studia'", ha spiegato. All'interno del programma il rapporto con la sua professoressa Anna Pettinelli è stato complicato: "Sembravamo marito e moglie che litigano, però mi è piaciuto tanto avere un rapporto con lei così, se riguardo le clip qualche risata me la faccio, ma tante volte avrei dovuto ascoltare, invece ho sempre cercato di fare di testa mia. Ha fatto una grande battaglia per portarmi al serale. Non vedo l’ora di rivederla".  
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