Categorie
Adnkronos News

Tommaso Paradiso ha il Toscana virus: “Mi ha punto un pappatacio”

(Adnkronos) –
Tommaso Paradiso ha il 'Toscana virus'. Il cantautore romano è stato costretto a rinunciare a due appuntamento estivi a causa di un'infezione trasmessa dalla puntura di pappatacio. A raccontarlo è stato lo stesso cantautore romano attraverso i social, spiegando di essere ora in fase di recupero.  "Una decina di giorni fa un pappatacio ha deciso di pungermi trasmettendomi il Toscana virus. Sono in via di guarigione ma non ancora al massimo", ha scritto il cantautore sulle Instagram stories. Paradiso non potrà partecipare agli appuntamenti di 'RTL Power Hits' e 'Radio Zeta Future Hits', previsti rispettivamente domani e dopodomani. "Ci vediamo prestissimo, vi abbraccio", ha scritto infine salutando i fan.  
—spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Italia sempre più vuota e con meno famiglie con figli: la previsione dell’Istat per il 2050

(Adnkronos) – L'Italia è destinata a diventare sempre più 'vuota' e più anziana. Secondo le nuove previsioni demografiche dell'Istat, la popolazione residente passerà dai 58,9 milioni del 2025 ai 55 milioni nel 2050, fino a scendere a 45,8 milioni nel 2080. Ma non è solo il numero degli abitanti a cambiare: nei prossimi decenni aumenteranno le persone che vivono sole, diminuiranno le coppie con figli e nel 2047 le coppie senza figli potrebbero diventare più numerose di quelle con figli. È il quadro che emerge dal nuovo report dell'Istat sulle prospettive demografiche dell'Italia, con base al 1° gennaio 2025. Le previsioni delineano un percorso di progressiva riduzione della popolazione residente che, secondo lo scenario mediano, porterà il Paese a perdere oltre 13 milioni di abitanti nell'arco di 55 anni. Circa 4 milioni di residenti in meno si registreranno già entro il 2050. Nel periodo 2025-2030 la diminuzione sarà ancora contenuta, con un tasso medio annuo di variazione dello 0,1% in meno. Tra il 2030 e il 2050 il ritmo del calo salirà allo 0,3% annuo, mentre nel lungo termine, dal 2050 al 2080, il declino si rafforza ulteriormente, a un ritmo di -0,6% in media annua Lo scenario mediano dell'Istat prevede quindi il passaggio dai 58,9 milioni di residenti del 2025 a 58,7 milioni nel 2030, 55 milioni nel 2050 e appena 45,8 milioni nel 2080. Nel complesso, nell’arco dei 55 anni di previsione l’Italia perderà oltre 13 milioni di residenti, 4 dei quali entro il 2050.  Il calo, sottolinea l'Istat, appare particolarmente solido anche considerando l'incertezza delle previsioni. Gli intervalli di confidenza al 90% indicano infatti che una diminuzione della popolazione è praticamente certa: già nel medio periodo nessuno degli scenari considerati ipotizza un ritorno ai livelli attuali e, nel lungo periodo, il calo è confermato in tutte le possibili evoluzioni demografiche. Le prospettive non sono però uguali in tutta Italia. Il Nord è l'unica ripartizione che potrebbe registrare una crescita della popolazione nel breve periodo: dai 27,5 milioni di residenti del 2025 si passerebbe a 27,7 milioni nel 2030, con un incremento medio annuo dello 0,1%. 
Dal 2030 anche il Nord inizierà però a perdere popolazione. Nel 2050 i residenti scenderebbero a 27,2 milioni, con una variazione media annua del -0,1%, per arrivare a 24,2 milioni nel 2080 (-0,4% annuo). Nonostante il calo, il Nord manterrebbe comunque una dinamica più favorevole rispetto al resto del Paese. Nel Centro la diminuzione è già prevista nel breve periodo, anche se in misura molto contenuta. Tra il 2025 e il 2030 si perderanno circa 40mila residenti, con un calo medio annuo dello 0,1%. Tra il 2030 e il 2050 la contrazione salirà allo 0,3% annuo e la popolazione scenderà a 11 milioni. Nel lungo periodo, tra il 2050 e il 2080, il calo arriverà allo 0,6% annuo, fino a 9,3 milioni di residenti.  La situazione più critica riguarda il Mezzogiorno. La popolazione passerà dai 19,7 milioni del 2025 ai 19,4 milioni del 2030, con una diminuzione media annua dello 0,4%. Tra il 2030 e il 2050 il ritmo del calo salirà allo 0,7% annuo, portando i residenti a 16,7 milioni. Tra il 2050 e il 2080 la contrazione raggiungerà l'1% medio annuo e la popolazione scenderà a 12,3 milioni: oltre un terzo in meno rispetto al livello del 2025. Nel complesso, quindi, il processo di contrazione demografica interesserà tutto il Paese, ma con intensità molto diverse. Nel Centro e soprattutto nel Mezzogiorno la diminuzione della popolazione è confermata in tutte le traiettorie considerate. Al Nord, invece, gli scenari più favorevoli lasciano aperta la possibilità di una crescita.   Tra i cambiamenti più significativi riguarda la struttura delle famiglie. Nel 2047, secondo lo scenario mediano dell'Istat, in Italia le coppie senza figli potrebbero diventare più numerose delle coppie con figli. Oggi le coppie con figli sono circa 7,5 milioni e rappresentano il 28,1% del totale delle famiglie, meno di tre su dieci. Nel 2050 scenderanno a 5,8 milioni, con una diminuzione del 22,3%, e rappresenteranno appena il 21,1% delle famiglie. La riduzione interesserà sia le coppie con almeno un figlio fino a 19 anni, che perderanno oltre un milione di unità (-22%), sia quelle in cui tutti i figli hanno almeno 20 anni, in calo del 22,8%. Alla base di questa trasformazione non ci sono soltanto i livelli di fecondità previsti per il futuro. A pesare sono anche fattori strutturali, come la progressiva riduzione delle generazioni in età riproduttiva – spiega l'Istat – conseguenza della bassa natalità del passato, e il rinvio della formazione della famiglia e della nascita dei figli a età più avanzate. Si crea così un meccanismo cumulativo: generazioni meno numerose danno origine a un numero più basso di nuove famiglie con figli, anche nel caso in cui il numero medio di figli per donna non dovesse diminuire ulteriormente. 
Le coppie senza figli, al contrario, registrano un aumento, passando da 5,4 milioni nel 2025 a 5,9 milioni nel 2050 (+8,8%). La loro incidenza sul totale delle famiglie sale così al 21,4%. Un andamento che riflette "sia la maggiore frequenza di coppie che non hanno figli o ne posticipano la nascita, sia l’invecchiamento della popolazione: con l’uscita dei figli dalla famiglia di origine, infatti, molte coppie anziane vanno a costituire il cosiddetto 'nido vuoto'". Il sorpasso delle coppie senza figli è previsto nel 2047 a livello nazionale. Nel Nord potrebbe arrivare già nel 2038 e nel Centro nel 2044. Nel Mezzogiorno, invece, le coppie con figli dovrebbero mantenere il primato per tutto il periodo considerato, nonostante il progressivo avvicinamento tra i due gruppi. Un altro effetto delle trasformazioni demografiche riguarda i nuclei monogenitoriali. Se l'instabilità delle unioni continuerà ad aumentare nei prossimi anni, le famiglie formate da un solo genitore potrebbero passare dai 2,8 milioni del 2025 ai 3,3 milioni del 2050. La loro quota sul totale delle famiglie salirebbe così dal 10,6% al 12%. Come già accade oggi, la maggioranza dei nuclei monogenitoriali continuerà a essere composta da madri sole. A crescere sarà però anche la componente dei padri soli: la loro quota sul totale dei monogenitori passerebbe dal 19,3% al 24,1%. Secondo l'Istat, se questa evoluzione dovesse concretizzarsi, rappresenterebbe anche un'ulteriore trasformazione dei ruoli familiari, legata a una maggiore partecipazione dei padri all'accudimento dei figli dopo la fine della relazione.  Tra i cambiamenti più evidenti c'è anche la crescita delle persone che vivono da sole. Tra il 2025 e il 2050 passeranno da 10 milioni a 11,6 milioni, con un aumento del 16%. La loro quota sul totale delle famiglie salirà dal 37,5% al 42%. In altre parole, nel 2050 più di quattro famiglie su dieci saranno composte da una sola persona. La crescita sarà particolarmente forte tra le donne, che passeranno da 5,3 a 6,3 milioni (+20,3%). Più contenuto sarà invece l'aumento degli uomini che vivono soli, da 4,7 a 5,2 milioni (+11,3%). Il fenomeno riguarda soprattutto le fasce di età più avanzate. Nel 2025, su 10 milioni di persone sole, 4,6 milioni hanno almeno 65 anni, pari al 46,3%. Nel 2050 potrebbero diventare 6,6 milioni su 11,6, arrivando a rappresentare il 57% delle persone che vivono sole. Tra le donne con almeno 65 anni che vivono sole si passerebbe da 3,2 a 4,5 milioni. La loro quota sul totale delle donne sole salirebbe dal 60,2% al 71%. Gli uomini ultrasessantacinquenni che vivono soli aumenterebbero invece da 1,4 a 2,1 milioni, dal 30,7% al 40% degli uomini soli. Particolarmente rilevante è il dato sugli over 75. Nel 2050 gli ultrasettantacinquenni che vivono soli potrebbero raggiungere quota 4,7 milioni, 1,7 milioni in più rispetto al 2025. Di questi, 3,4 milioni saranno donne. La loro incidenza sul totale delle persone sole passerebbe dal 29,5% del 2025 al 40,3% del 2050. Un fenomeno che, osserva l'Istat, può avere conseguenze sulla qualità della vita degli anziani, soprattutto dopo i 75 anni, quando aumentano fragilità e bisogni assistenziali. Il numero complessivo delle famiglie continuerà a crescere ancora per alcuni anni, nonostante la diminuzione della popolazione. Secondo l'Istat, dalle 26,7 milioni di famiglie del 2025 si passerà a un massimo di 27,9 milioni nel 2043. Successivamente il numero inizierà a diminuire, fino a raggiungere 27,6 milioni nel 2050. L'aumento complessivo previsto nell'intero periodo è del 3,5% e sarà sostenuto soprattutto dalle famiglie senza nucleo, cioè quelle in cui non sono presenti relazioni di coppia o rapporti genitore-figlio. Queste famiglie passeranno dai 10,7 milioni del 2025 ai 12,3 milioni del 2050, con una crescita del 15,8%. La loro incidenza sul totale salirà quindi dal 40% al 44,7%. Al contrario, le famiglie con almeno un nucleo diminuiranno del 4,6%, passando da 16 milioni nel 2025 a 15,3 milioni nel 2050. La loro quota sul totale scenderà dal 60% al 55,3%. Il risultato sarà anche una progressiva riduzione della dimensione media delle famiglie: dai 2,20 componenti del 2025 si passerà a 1,98 nel 2050. Considerando soltanto le famiglie con nucleo, la media scenderà da 2,90 a 2,66 componenti.  Le previsioni dell'Istat fotografano quindi una trasformazione profonda della società italiana. Il calo della natalità, l'invecchiamento della popolazione, l'aumento della speranza di vita e la maggiore instabilità delle unioni stanno modificando non soltanto il numero degli abitanti, ma anche il modo in cui gli italiani vivono e formano le proprie famiglie. L'Italia del 2050, secondo lo scenario mediano, avrà meno residenti, più persone sole, meno coppie con figli e famiglie mediamente più piccole. Una trasformazione destinata a proseguire anche nel lungo periodo, con una popolazione che nel 2080 potrebbe scendere a 45,8 milioni di abitanti. 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Di Battista ricoverato a Cuba, Scanzi: “Piango da due giorni”. E ringrazia Meloni

(Adnkronos) –
Andrea Scanzi interviene sulla vicenda di Alessandro Di Battista, ricoverato a Cuba in seguito a un malore, e lo fa con un lungo post sui social in cui dice di voler mettere alcuni punti "puntini sulle 'i', visto che sto leggendo di tutto, e visto che sono due giorni che piango e mi sento sotto un treno".
 Nel lungo post, il giornalista racconta il suo stato d'animo, chiede soprattutto rispetto per la privacy dell'ex parlamentare e chiarisce di voler riportare esclusivamente informazioni già pubblicate dal Fatto Quotidiano: "Se volete sapere di più su Alessandro, leggete solo e soltanto Il Fatto, perché ovviamente siamo i soli a sapere tutto e raccontare il vero, conoscendo come nessuno da dentro la vicenda".  Scanzi invita quindi a non chiedere dettagli sulle condizioni di salute di Di Battista: "Esiste una cosa che si chiama privacy e tutti noi scriviamo solo e soltanto quello che Alessandro e la sua famiglia vogliono che venga scritto". E aggiunge: "Abbiate, una volta tanto, rispetto per un ragazzo che sta combattendo una battaglia importante". Nel post non mancano parole molto dure nei confronti di chi ha insultato Di Battista durante questi giorni. "Tutti quelli che stanno insultando (o peggio) Alessandro, per come la vedo io, meriterebbero con agio la pena capitale. E meriterebbero pure di non votare, tanto sono persone che non servono a nulla. Sanno solo odiare, rosicare e spargere bile. Non sono dotate di alcuna forma di pietà, empatia e decoro", scrive Scanzi, precisando subito dopo di rimettere comunque la questione alle istituzioni e alla legge.  Tra i passaggi più significativi del lungo messaggio c'è però quello dedicato al governo e, in particolare, a Giorgia Meloni. Un ringraziamento che Scanzi sottolinea essere tutt'altro che ironico. "Esprimo tutto il mio ringraziamento, e non c’è nulla di ironico nelle mie parole, nei confronti di Meloni, Tajani, Crosetto, Giorgetti e tutte quelle persone che si stanno adoperando affinché Alessandro sia curato nel migliore dei modi e senta l’affetto del suo Paese", scrive. Scanzi aggiunge: "Non ho mai pensato che Meloni fosse una cattiva persona, come non ho mai pensato che tutti quelli della maggioranza lo fossero e, in questi casi, emerge infatti il lato umano di chi ce l’ha (e di chi non ce l’ha)". E ancora: "Chi non capisce che in certi momenti si debbano mettere alle spalle le frizioni, non è un essere umano». Poi un'ipotesi ribaltata: «Se un giorno (spero mai) Meloni si sentisse male, sarei il primo ad adoperarmi perché ricevesse tutto l’affetto e il migliore aiuto sanitario del mondo. Come sta facendo ora Meloni per Ale".  Nel finale del post Scanzi torna soprattutto all'amicizia con Di Battista e al momento difficile che sta vivendo. "Ale è lucido, ci/vi legge e non molla. Non molla mai". E poi il messaggio personale: "Ti voglio bene. Sei un amico, sei un fratello e ti voglio un bene dell’anima. C’è bisogno di te come il pane. Non fare cazzate". Infine, l'appello ai tanti che in queste ore stanno seguendo la vicenda: "Stategli tutti vicino. Con rispetto, con discrezione, con tutto il vostro cuore. Ale lo merita. È un combattente. È un ragazzo d’oro. È un fiore prezioso. Ti aspetto, ti aspettiamo amico mio", conclude. 
—politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Noemi Bocchi compie 38 anni, la dedica di Francesco Totti: “Ti amo”

(Adnkronos) –
Noemi Bocchi compie oggi, lunedì 31 agosto, 38 anni. La compagna di Francesco Totti ha ricevuto degli auguri speciali sui social. L'ex capitano della Roma per l'occasione ha condiviso un selfie con una dolce e semplice dedica: "Ti amo", ha scritto a corredo di un cuore rosso. E ha accompagnato lo scatto con 'Buon compleanno, bambina', il celebre brano di Edoardo Bennato.  La flower design, dal 3 ottobre in diretta su Rai1 come concorrente di Ballando con le stelle, ha ricondiviso la storia sul suo profilo Instagram, insieme agli auguri speciali della figlia Sofia e Tommaso, nati dal precedente matrimonio con Mario Caucci. 
—spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

La storia di Vittoria, una diagnosi a 17 giorni e un trapianto che le salva la vita

(Adnkronos) – Vittoria non aveva sintomi. Aveva appena 17 giorni di vita quando la medicina ha visto ciò che ancora non era visibile: una grave immunodeficienza combinata, la Scid, patologia rara che compromette profondamente il sistema immunitario e può trasformare anche un’infezione comune in un pericolo per la vita. Oggi Vittoria ha quasi un anno e può guardare al futuro grazie a una catena straordinariamente rapida di diagnosi e cura, screening neonatale super esteso, analisi genomica e trapianto di cellule staminali emopoietiche, donate dalla sorellina. È la storia che Fabiano Amati, promotore della legge Genoma-Puglia, porta oggi all’attenzione nazionale come dimostrazione concreta di ciò che la diagnosi precoce può significare nella vita di un bambino. Vittoria è nata a Martina Franca all’inizio di settembre 2025. I suoi genitori hanno aderito sia allo screening neonatale super esteso sia al programma Genoma-Puglia. Il laboratorio di Patologia clinica dell’Ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari, diretto da Simonetta Simonetti, e successivamente il laboratorio di Genetica dell’Ospedale Di Venere, diretto da Mattia Gentile, hanno permesso di arrivare alla diagnosi di Scid quando la bambina aveva appena 17 giorni.  Presa in carico dalla Pediatria del Giovanni XXIII, diretta da Fabio Cardinale, Vittoria è stata quindi indirizzata all’Oncoematologia pediatrica dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, diretta da Franco Locatelli, dove è stata sottoposta tempestivamente al trapianto, prima che un’infezione potesse compromettere gravemente le sue condizioni e le possibilità di cura. “La storia di Vittoria contiene in pochi mesi tutto il senso di una rivoluzione della medicina: conoscere prima per poter curare prima – afferma Amati – Non celebriamo soltanto un risultato della Puglia. Celebriamo ciò che oggi la scienza rende possibile e che proprio per questo pone una responsabilità nuova alle istituzioni”.   Il programma pugliese consente di indagare centinaia di patologie (597) per le quali riconoscere la malattia prima della comparsa dei sintomi può modificare radicalmente il percorso clinico. In Puglia sono già circa 500 i bambini che hanno ricevuto una diagnosi tempestiva attraverso questi programmi. Ed è proprio da questo risultato che Amati lancia un invito alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e alle Regioni italiane.  “Vorrei che la storia di Vittoria diventasse una questione nazionale, non per rivendicare un primato pugliese. Un bambino che nasce a Bari, Milano, Roma, Palermo o in qualunque altro luogo d’Italia dovrebbe poter incontrare le stesse possibilità offerte dalla scienza. Se una diagnosi effettuata nei primi giorni di vita può cambiare il destino di una persona, dobbiamo interrogarci su come rendere questa possibilità accessibile al maggior numero possibile di neonati. Guardiamo insieme ai risultati raggiunti in Puglia e – conclude Amati – valutiamo come trasformare questa esperienza in un patrimonio del Paese. Siamo pronti a mettere a disposizione competenze, dati ed esperienza maturata, perché su una materia come questa essere imitati o, meglio ancora, superati sarebbe il risultato più bello. La vera vittoria non sarà avere bambini più fortunati perché nati in una determinata Regione. Sarà non dover più affidare alla geografia la possibilità di arrivare in tempo”. 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Spari a Roma, omicidio-suicidio a Pietralata: morti padre, madre e figlia

(Adnkronos) – Spari nel quartiere di Pietralata oggi a Roma. Dalle prime informazioni ci sarebbero tre morti: padre, madre e figlia. Si tratterebbe di un omicidio-suicidio. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che stanno cercando di ricostruire quanto accaduto. 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Ucraina, Putin: “Se la Russia non conquista il Donbass mi impiccano”

(Adnkronos) – Vladimir Putin ha deciso, dopo aver riflettuto alcune settimane, di procedere con una escalation degli attacchi contro l'Ucraina. Ma solamente "per ragioni interne, per mantenere il potere e anche la vita". Il presidente russo "cerca di spiegare i suoi obiettivi usando il linguaggio della geopolitica ma di fatto è guidato dalla logica criminale del suo regime: mai mostrare debolezza. Il sistema ha una elevata tolleranza per la violenza, ma non perdona il fallimento", come sarebbe considerato in Russia porre fine alla guerra senza aver raggiunto neanche l'obiettivo minimale della conquista del Donbass, scrive l'Economist. Putin aveva confessato al suo entourage, già a operazione speciale in corso, che "lo avrebbero impiccato" se non avesse concluso la guerra con un risultato positivo.  La visita di John Ratcliffe a Mosca è stata considerata, proprio come quella del suo predecessore al vertice della Cia, Bill Burns nel novembre del 2021, come un segno di debolezza da parte degli Stati Uniti, spiegano le fonti del settimanale britannico. Il problema del Cremlino è semmai l'erodersi del sostegno pubblico, in particolare quello non espresso, per la guerra, la fiducia nella propaganda in tv, l'aumento dei commenti anti guerra sui social da parte dei giovani (il 57 per cento dei russi considera la situazione come "tesa", è emerso da un sondaggio di Levada) e l'ancora più pronunciata acrimonia delle élite per il prolungarsi della guerra.  "Si ritiene sempre di più che lo zar sia nudo", ha riassunto una fonte della nomenklatura politica ed economica del Paese. E in questa situazione, andare avanti con lo status quo non funziona. "Scenari trascinati dall'inerzia sono svantaggiosi per il Cremlino. Consumano risorse economiche e sprecano capitale politico". Per questo, l'escalation del conflitto è considerata da Putin come l'unica alternativa in questo momento. Come per l'orca predare l'orso, che è però solo il frutto della fantasia del presidente russo.  
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Lutto a Cuneo, morto il sindacalista Alex Ammendolia: aveva 38 anni, è stato punto da un insetto

(Adnkronos) – E' morto a soli 38 anni Alex Ammendolia, sindacalista di Cub Sanità, per uno shock anafilattico: sarebbe stato punto da un insetto, con molta probabilità un'ape o una vespa, mentre si trovava in montagna a fare una escursione insieme a un gruppo di amici nel Cuneese. E' successo domenica, 30 agosto. Da tempo si era trasferito a Torino dopo aver vissuto la sua infanzia e adolescenza a Saint-Marcel.  "Alex era un giovane sindacalista che aveva scelto di mettere il proprio impegno, le proprie energie e la propria passione al servizio delle lavoratrici e dei lavoratori, ponendo sempre al centro la difesa dei diritti, della dignità del lavoro e della giustizia sociale", è il messaggio pubblicato dal Direttivo nazionale del Cub Sanità. "La sua improvvisa scomparsa lascia un grande
dolore tra le compagne e i compagni della Cub e tra tutti coloro che hanno avuto modo di conoscerlo e condividere con lui esperienze, iniziative e momenti di lotta. Il suo impegno e i valori per i quali ha scelto di battersi resteranno parte del patrimonio umano e sindacale della Cub", hanno aggiunto.  
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Nuovi scontri a Ceuta tra migranti e polizia, agenti sparano in aria per disperdere folla

(Adnkronos) –
Nuovi scontri a Ceuta tra migranti e polizia oggi lunedì 31 agosto, con gli agenti in tenuta antisommossa che hanno sparato in aria diversi colpi per disperdere centinaia di persone che tentavano di entrare in una struttura di accoglienza allestita dal governo spagnolo. Secondo quanto riporta 'El Mundo', gli agenti hanno poi istituito un cordone di polizia nella zona di Loma Colmenar. Questa mattina l'esercito ha allestito una grande tenda bianca e ha permesso a qualche centinaio di migranti di entrare, ma la maggior parte è stata lasciata fuori. Secondo la ricostruzione di 'El Mundo', questo ha provocato momenti di tensione tra i giovani, che sono degenerati quando la polizia li ha dispersi.  "Abbiamo dovuto sparare colpi in aria, ma non è stato troppo problematico", hanno detto fonti di polizia al quotidiano spagnolo. "Stimo che in questo quartiere ci fossero fino a 5.000 migranti. Era una situazione assolutamente inaccettabile'', ha dichiarato un funzionario di polizia a condizione di anonimato. Intanto oggi l'Italia ha prorogato di 15 giorni i controlli alle frontiere per i viaggiatori provenienti dalla Spagna. E Madrid ha reagisto dal canto suo facendo la stessa cosa, prolungando dunque la sospensione dell'accordo di Schengen. 
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Di Battista, cosa indica un mal di testa forte e improvviso: le ipotesi del neurologo

(Adnkronos) – "Sulla base delle informazioni che abbiamo" su Alessandro Di Battista, ricoverato da sabato all'ospedale 'Hermanos Ameijeiras' dell'Avana in seguito a un malore, "i primi sintomi sono stati un mal di testa che non aveva che poi è diventato fortissimo e che l'ha portato in ospedale e privo di coscienza. Ora sembra sia cosciente. Cosa è successo? Quali ipotesi possiamo fare? Ci sono 15 mln di italiani che soffrono di mal di testa e queste persone non devono essere confuse in queste ore e devono sapere che un'emicrania anche forte non è un campanello d'allarme per andare in ospedale. Qui abbiamo un uomo che ha avuto un violentissimo mal di testa che gli ha fatto perdere coscienza. Quello che lui potrebbe aver avuto per i neurologi è una cefalea sentinella seguita da cefalea a rombo di tuono. Per capirci, è come se dopo poche gocce di pioggia arrivi un fulmine: da zero a massima intensità in un 1 minuto. C'è una vera brutalità nell'accelerazione. Non è una cosa comune. La causa principale di questa cefalea a rombo di tuono è generalmente un'emorragia subaracnoidea (Esa) dovuta a rottura di aneurisma. Non è la causa unica, ma la più frequente. Non è un ictus, l'aneurisma è una varice o rigonfiamento dell'arteria che si rompe e il sangue va a 'verniciare' le meningi ma non entra nel cervello e questo spiegherebbe il dolore violento e il fatto che in queste ora il paziente è sveglio e cosciente". E' l'analisi per l'Adnkronos Salute di Piero Barbanti, direttore dell'Unità Cefalee e Dolore dell'Irccs San Raffaele di Roma e professore di Neurologia all'Università San Raffaele di Roma.  Perché bisogna stare attenti a questa tipologia di cefalee? "La cefalea sentinella si spiega con l'aneurisma che 'sgocciola' nei giorni precedenti, la parete si infiamma e si altera e ci sono segnali. Si rompe 'l'argine' del fiume – risponde Barbanti – L'inondamento di sangue nelle meningi porta alla perdita di coscienza, ci sono dei segni neurologici oltre al dolore. Il soggetto si può riprendere e viene monitorato", cosa che spiegherebbe "le Tac fatte a Di Battista, per osservare se il sangue si sta riassorbendo. Ma il soggetto deve stare a letto immobile, si deve evitare un vasospasmo. I rischi? Può sopraggiungere un ictus. Quindi farmaci vasodilatatori. E nelle prime ore non può essere trasportato". Stanotte un neurochirurgo e un anestesista rianimatore del Policlinico universitario Gemelli di Roma sono arrivati a Cuba per affiancare nelle valutazioni il team medico locale che sta assistendo Alessandro Di Battista.   "La cefalea a rombo di tuono nell'80-85% è causata da un aneurisma", una dilatazione anomala e permanente della parete di un vaso sanguigno, di solito un'arteria, che si gonfia come un palloncino a causa del suo indebolimento. "A volte non si vede e altre volte sì – spiega Barbanti – Queste condizioni possono essere trattate in maniera non invasiva o in modo tradizionale. Nel primo caso, il neurologo interventista entra non dalla testa ma da un'arteria femorale con un catetere e deposita dentro l'aneurisma delle spirali – come degli 'scovolini' – che creano una turbolenza ed escludono l'aneurisma. In altri casi, oggi un numero inferiore, occorre fare un intervento chirurgico con craniotomia, un esempio è quello che è accaduto a Pier Luigi Bersani".  Ora, a Cuba è possibile eseguire questo intervento? "Penso di sì, la sanità cubana ha le conoscenze mediche e chirurgiche per farlo, ma dipenderà dalle condizioni cliniche, dalla volontà del paziente e dei familiari, che non conosciamo", risponde il professore. Quando sarà possibile riportare Di Battista in Italia? "Tecnicamente non meno di una settimana, deve essere stabilizzato. E' impensabile prima, ci sono tanti rischi come ad esempio la pressurizzazione dell'aereo. Esistono anche le cefalee d'aereo, ricordo", conclude Barbanti. 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)