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Bonanni (UniFi): “Proteggere bimbi entro i 4 mesi con anti-meningococco B”

(Adnkronos) – “Il vaccino anti-meningococco B è sicuro. L’abbiamo introdotto nel 2013-14 per tutti i nuovi nati. Può dare in qualche caso dolore in sede d’inoculazione, un po’ di febbre: disturbi che si risolvono in pochi giorni. La raccomandazione è di farlo presto, proprio per l’alta incidenza nei primi mesi di vita”. Così Paolo Bonanni, ordinario di Igiene generale e applicata, Università di Firenze, all’Adnkronos Salute, commentando i 10 anni dall’approvazione del vaccino anti-meningococco B da parte dell’Ema, l’Agenzia europea dei medicinali. “I genitori sono molto preoccupati quando sentono parlare di meningite – osserva Bonanni – Quella da meningococco B è una malattia non frequentissima, ma sicuramente molto pericolosa. Il picco di incidenza è tra 3-8 mesi di vita e quindi una sepsi, un’infezione generalizzata, può lasciare anche gravi conseguenze a lungo termine nel piccolo o portare alla morte. Nel piccolo, l’infezione può causare sordità, ritardo mentale, cicatrici, anche amputazioni degli arti, soprattutto se associata a sepsi”. L’accesso al vaccino non è omogeneo sul territorio nazionale. “Nelle Regioni – continua il professore – si apre la vaccinazione da 61 giorni di vita, con esavalente e anti-pneumococco. Dopo 15 giorni si prevede quella per il meningococco B in modo che entro i 4 mesi, anche con la seconda dose, il piccolo sia coperto proprio per quando c’è il maggior rischio d’infezione. La terza dose – aggiunge – è prevista dopo l’anno di vita. Ci sono studi in corso per capire se serva un richiamo nell’adolescenza. Dovrebbe essere previsto in tutte le regioni sia nei piccoli sia negli adolescenti, come il quadrivalente, che copre per 4 ceppi di meningococco, ormai offerto gratuitamente. Non si capisce come mai per il ceppo B, solo in alcune regioni sia disponibile anche nell’età adolescenziale”.  Difficile fare una stima di quante vite siano state salvate dall’introduzione dell’anti-meningococco B, “ma sicuramente – ragiona Bonanni – ha ridotto, di diverse decine, il numero di casi". Complessivamente, “ogni anno si verificano circa un centinaio di casi, ma durante la pandemia di Covid, come per tutte le infezioni trasmesse per via respiratoria, dato il distanziamento, l’uso di mascherina e le varie restrizioni, l’incidenza si è ridotta. A tale proposito, ci sono dati da alcuni Paesi che mostrano come, al ritorno della socialità, anche questa infezione torni a ripresentarsi ma, chiaramente, con valori di incidenza molto diversi – conclude – da quelli di varicella o influenza”.
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Elettra Lamborghini pubblica ‘Elettraton’: “Voglio infondere positive vibes”

(Adnkronos) – Venerdì 2 giugno esce ‘Elettraton’ per Island Records/Universal Music Italia, secondo disco di Elettra Lamborghini, su tutti gli store digitali e negozi tradizionali. Il primo singolo estratto è ‘Mani in alto’, dal 2 giugno in programmazione radiofonica. Nelle dieci tracce che compongono l’album è presente la canzone natalizia ‘A mezzanotte’ e inediti scritti e prodotti da grandi nomi della musica italiana e internazionale come Villabanks, Shablo, Davide Petrella, Giordano Cremona, Riccardo Scirè, Jacopo Ettorre, la star spagnola Chema Rivas. L’instore tour inizierà subito il 2 giugno per presentare il disco e firmare le copie. Una volta concluso, ci sarà quello estivo in giro per l'Italia di cui ci sono già delle date confermate. Reggaeton e ‘positive vibes’ sono le ispirazioni centrali del nuovo album. “Mi è rimasto l’amaro in bocca dal periodo del Covid in cui ho dovuto annullare i concerti – spiega Elettra – Quindi voglio segnare un periodo di rinascita. Vorrei strappare un sorriso alle persone che ascoltano il mio album, infondergli voglia di fare festa e una buona dose di positività”. Elettra ne ha seguito la lavorazione passo passo nella scelta di basi, produzioni, scrittura dei testi, foto e grafiche. L’album rispecchia il suo mondo composto da leggerezza e allegria che attrae un pubblico eterogeneo.  Da sempre innamorata del reggaeton, il suo disco è una vera e propria dichiarazione d’amore nei confronti di questo genere che costruisce un ponte tra Milano, Madrid e Miami, città d’elezione dell’artista in cui è stato concepito. “La cosa che mi piace del reggaeton è che mi fa volare subito in un'atmosfera estiva, dato che è un genere che nasce in un clima caldo – riferisce – Mi dà tanta allegria, fa venire voglia di ballare che collego a festa, divertimento e stare bene con se stessi”. Sin da piccola è affascinata dal twerking che ballava in camera e il reggaeton l’ha conosciuto nei suoi viaggi in Messico e Spagna. Confessa che tra i reggaetoner le sarebbe piaciuto collaborare con Daddy Yankee, autore del successo mondiale ‘Gasolina’ (2004), “ma si è ritirato dalla musica e non posso più sperare in un featuring con lui”.  Elettra si scambia tanti consigli sulla musica col marito Afrojack, dj e produttore, che non ascolta tanto reggaeton a detta dell'artista e produce elettronica. Nelle collaborazioni ha scelto il rapper italiano Villabanks per il pezzo ‘Teta’ perché sta andando molto forte in questo periodo, “sono sicura che lo sarà anche nei prossimi anni ed è supertalentuoso”. Il cantante spagnolo Chema Rivas si è innamorato del brano proposto da Elettra per il featuring, ‘Un secondo fa’. “Avevo bisogno di una voce particolare che non riuscivo a trovare e ho pensato che la sua stesse benissimo su un pezzo così perché è al di fuori del comune”.  Come da tradizione, molte canzoni sono in spagnolo, lingua amata da Elettra, e richiamano i Paesi in cui è parlata dalla Spagna agli Stati Uniti al Sud America. "Io faccio tanto la sexy però se uno mi conosce sul serio di sexy ho veramente poco. Insomma, io col mio muso – scherza su di sé descrivendo i contenuti dei pezzi spagnoli – faccio capire a questo uomo che sono la regina che spacca tutto, che sono la più figa. Lo scopo è far sentire chi ascolta come me”.  Elettra, oltre ad essere impegnata nel programma 'Only Fun – Comico Show' su Nove, sarà uno dei giudici di 'Italia’s Got Talent' assieme a Khaby Lame, Mara Maionchi e Frank Matano. “Sono stata buona ma non troppo – commenta – Ho preferito più dare un no col sorriso con l’intenzione di migliorarsi sempre, piuttosto che dare un sì per poi non portarlo in finale. Non mi piace illudere le persone”.  Il suo Instore Tour, che toccherà l’Italia da Nord a Sud, partirà subito sabato 2 giugno alle 18 all’Elnòs Shopping di Roncadelle (Brescia), per poi proseguire il 3 giugno alle 16:30 al Centro Commerciale Euro Torri di Parma, il 5 giugno alle 18 al Cc Piazza Paradiso di Collegno (Torino), il 6 giugno alle 17:30 alla Mondadori Piazza Duomo di Milano, 7 giugno alle 16:30 al Centro Acquisti Le Piramidi di Torri di Quartesolo (Vicenza), 8 giugno ore 18 all’OrioCenter di Orio al Serio (Bergamo), il 9 giugno alle 17 al Cc Centronova di Castenaso (Bologna), il 10 giugno alle 16:30 ala Discoteca Laziale di Roma, il 11 giugno alle 16:30 al Cc Latinafiori di Latina, il 12 giugno alle 17:30 al Cc Campania al Marcianise (Caserta), il 13 giugno alle 17 al Cc Porte dello Jonio di Taranto, il 14 giugno alle 17:30 al Cc Maximall di Pontecagnano Faiano (Salerno), il 15 giugno alle 16:30 al Parco Commerciale Belvedere di Melilli (Siracusa).  Il tour estivo, prodotto e organizzato da Color Sound (per informazioni: colorsound.com), invece ha le seguenti date: 1 luglio allo Youth Festival di Sassuolo (Modena), 9 luglio nella Piazza Capitaneria di Porto di Bellaria-Igea Marina (Rimini), 13 luglio al Merano Summer Festival di Merano, 22 luglio al Loc. Tanka e Idda di Orosei (Nuoro), 29 luglio al Summer Festival di Ladispoli (Roma), 7 agosto al Parco Via Farina di Villacidro (Sud Sardegna), 14 agosto di Piazza Giglia a San Leone (Agrigento), 15 agosto a Piazza Regina Elena di Delianuova (Reggio Calabria), 17 agosto di Piazza Roma a Tottea (Teramo), 26 agosto al Campo Sportivo di Pattada (Sassari), 10 settembre a Piazza Ruiu a Campanedda (Sassari).   —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Roland Garros 2023, Fognini vola al terzo turno. Giorgi si ritira

(Adnkronos) –
Fabio Fognini avanza al terzo turno del Roland Garros 2023, seconda prova stagionale del Grande Slam, in corso di svolgimento sui campi in terra battuta del Bois de Boulogne di Parigi. L'azzurro, numero 130 del mondo, supera l'australiano Jason Kubler, numero 69 del ranking Atp, con il punteggio di 6-4, 7-6 (7-5), 6-2, in due ore e venti minuti.  Camila Giorgi esce invece di scena al secondo turno del Roland Garros. L'azzurra, numero 37 del mondo, si ritira per un problema al ginocchio destro dopo aver perso il primo set 6-2 in 34 minuti contro la statunitense Jessica Pegula, numero 3 del ranking Wta e del seeding. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Kosovo, nuove proteste nel Nord. Kurti: “Pronto a incontrare presidente Serbia”

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Nuove proteste nel nord del Kosovo, dove esponenti della comunità serba – maggioritaria in quell'area – hanno inscenato dimostrazioni a Zvecan, Leposavic e Zubin Potok per chiedere il ritiro delle forze della polizia locale e dei sindaci eletti. La comunità serba – che ha boicottato il voto locale per protesta – non si riconosce nei nuovi eletti. La situazione è calma malgrado le proteste, secondo koha.net, dopo i violenti scontri dei giorni scorsi, con il ferimento di trenta militari del contingente di pace Kfor, 14 dei quali italiani.  
Simboli ebraici per tracciare un parallelo tra la loro situazione e quella di chi abitava nei ghetti durante la Seconda guerra mondiale sono stati usati da migliaia di appartenenti alla minoranza serba che oggi hanno di nuovo manifestato. A Zvecan, i dimostranti hanno dispiegato una bandiera serba alta 250 metri, mentre le truppe della missione Nato in Kosovo (Kfor) hanno posizionato del filo spinato attorno al municipio, dove si trovano anche diversi blindati.  Parlando con la Cnn, il premier Albin Kurti ha addossato la responsabilità di quanto sta accadendo "ad una calca di nazionalisti estremisti di destra pagati da Belgrado" per provocare disturbi. Il governo di Pristina è tenuto ad assicurare il rispetto dell'ordine, ha aggiunto. "La polizia deve far rispettare lo stato di diritto, mantenere l'ordine, la pace e la sicurezza", ha affermato Kurti.  
Kurti si è detto ''pronto in qualsiasi momento a incontrare'' il presidente serbo Aleksandar Vucic, auspicando un miglioramento del dialogo tra Pristina e Belgrado. Intervenendo al forum Globsec a Bratislava, Kurti ha detto di apprezzare il piano messo a punto dall'Unione europea. L'incontro con Vucic, ha affermato il premier kosovaro, dovrebbe tenersi a Bruxelles perché ''le relazioni bilaterali e di buon vicinato possono svolgersi solo basandosi su valori europei''. 
Rientreranno nei prossimi giorni in Italia due dei quattordici militari italiani feriti negli scontri fra truppe Nato e dimostranti serbi a Zvecan. Lo fa sapere il ministero della Difesa, precisando che "le loro condizioni sono in miglioramento".  "Bisogna mettere in campo ogni azione di dialogo per abbassare le tensioni tra Kosovo e Serbia. È necessario uno sforzo corale da parte di tutti i Paesi dell’area. Stiamo parlando di un quadrante strategico per la stabilità dell'Europa". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto che questa mattina ha sentito il Generale di Divisione Angelo Michele Ristuccia, Comandante della Missione Kfor, per un aggiornamento della situazione sul terreno e per sincerarsi delle condizioni dei militari italiani ai quali ha ribadito la sua personale vicinanza. Ieri pomeriggio lo stesso Crosetto ha avuto un lungo colloquio telefonico con il suo corrispettivo kosovaro Armend Mehaj durante il quale ha affermato l'importanza di “impegnarsi per ristabilire la calma e riprendere la via del dialogo e della diplomazia". Il ministro della Difesa kosovaro ha ringraziato Kfor e i soldati italiani per il coraggio e la professionalità dimostrati nel contenere gli autori delle violenze a Zvecan, dove le unità dell’Esercito Italiano, appartenenti al 9° Reggimento Alpini, erano intervenute in concorso alle altre forze della Kfor e della polizia kosovara, per ristabilire l’ordine e proteggere le infrastrutture pubbliche. Intanto il presidente francese, Emmanuel Macron, ha denunciato la "responsabilità" delle autorità di Pristina per l'aggravarsi della situazione in Kosovo, dopo i violenti scontri che hanno provocato il ferimento di decine di militari della forza Nato. "Molto chiaramente, c'è una responsabilità da parte delle autorità del Kosovo nella situazione attuale e un mancato rispetto di un accordo che era comunque importante e che era stato siglato appena poche settimane fa", ha dichiarato Macron durante una conferenza stampa a Bratislava. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Giulia Tramontano, inquirenti al lavoro sulle ultime ore prima della scomparsa

(Adnkronos) – Tabulati telefonici, ogni telecamera della zona e poi eventuali testimonianze. I carabinieri del nucleo Investigativo di Milano, insieme ai militari di Rho, sono al lavoro per scandagliare e ricostruire le ultime ore – tra sabato sera e domenica mattina – in cui è scomparsa Giulia Tramontano, la 29enne residente a Senago incinta di sette mesi. Nel 'volantino' di ricerca diramato dalla famiglia la scomparsa risale alle "21.30" del 28 maggio, da allora "nessuno l'ha vista e il suo cellulare risulta spento". La denuncia sporta dal fidanzato Alessandro Impagnatiello risale, invece, a domenica pomeriggio, quando rientra dal suo lavoro di barman in un noto albergo di lusso in centro di Milano.  Proprio sabato sera potrebbe esserci stata una forte discussione tra la coppia, in crisi per la presenza di un'altra donna, una storia parallela di cui la 29enne sarebbe venuta a conoscenza "un po' prima" rispetto alla scomparsa e di cui avrebbe messo a conoscenza persone fidate. Dalle indagini, coordinate dall'aggiunto di Milano Letizia Mannella e dal pm Alessia Menegazzo, le due donne si sarebbero viste proprio quel giorno, di certo c'è un messaggio inviato la sera a un'amica in cui la giovane si dice "turbata".  A tre giorni dalla denuncia di scomparsa, nonostante l'impiego di uomini e anche di un elicottero, non c'è traccia della 29enne. "Se non abbiamo ancora trovato Giulia è perché non ho fatto abbastanza. Vi chiedo di fare ancora uno sforzo" scrive sui social la sorella Chiara.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Roma in finale, da Verdone a Totti: tanti tifosi vip a Budapest

(Adnkronos) – Da Carlo Verdone a Damiano David, da Francesco Totti a Antonello Venditti. La Roma scende in campo contro il Siviglia a Budapest per la finale di Europa League e può contare sul tifo di una nutrita schiera di vip. Oltre ai proprietari Dan e Ryan Friedkin sono i tantissimi tifosi che hanno raggiunto la capitale ungherese, circa ventimila. E sono attesi molti volti noti del mondo delle celebrità: la leggenda del club Francesco Totti ci sarà, insieme ad altri ex giocatori come Ruggiero Rizzitelli, Vincent Candela, Simone Perrotta e Marco Cassetti. Confermata anche la presenza della ex presidentessa Rosella Sensi, oltre a quella di tanti tifosi illustri come gli attori Valerio Mastandrea, Carlo Verdone, Edoardo Leo, Emanuele Propizio, o i cantanti Antonello Venditti, il frontman dei Maneskin Damiano David, Noemi e Blanco.  Non mancheranno ovviamente le figure istituzionali: attesi anche Giovanni Malagò, presidente del Coni, il ministro dello Sport Andrea Abodi, il presidente Figc Gabriele Gravina, il presidente dell'Uefa Aleksander Ceferin, Michele Uva direttore di Social & Environmental Sustainability della Uefa e il sindaco di Roma Roberto Gualtieri oltre al presidente del Roma Club Montecitorio, Paolo Cento. Il tecnico giallorosso José Mourinho ha invitato tutti i sostenitori della Roma a 'giocare' la partita, come sempre il pubblico romanista ha risposto presente. Non resta che attendere e vedere l'esito della prima finale europea stagionale con un'italiana protagonista. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Elezioni Usa 2024, Trump: “Abolirò ius soli: stop cittadinanza a figli di migranti”

(Adnkronos) – Se sarà eletto di nuovo alla Casa Bianca, Donald Trump intende abolire la misura dello ius soli che garantisce la cittadinanza americana a chi nasce sul territorio degli Stati Uniti. In un video pubblicato sui social media, Trump afferma che nel primo giorno della sua presidenza firmerà un ordine esecutivo per fare in modo che i figli dei migranti senza documenti "non riceveranno automaticamente la cittadinanza Usa".  Riciclando la violenta retorica anti-immigrati, che è stata una chiave del suo successo elettorale nel 2016, Trump ha spiegato che in questo modo si contrasterà "uno dei maggiori incentivi alla migrazione illegale, scoraggiando l'arrivo di molti migranti e incoraggiando molti stranieri che Joe Biden ha illegalmente fatto entrare nel nostro Paese ad andarsene".  
Il diritto di cittadinanza per nascita è inserito nel 14esimo emendamento della Costituzione, approvato nel 1866 e poi ratificato due anni dopo, che stabilisce che "tutte le persone nate o naturalizzate negli Stati Uniti, e quindi soggette alla loro giurisdizione, sono cittadini americani". Nel 1898 poi una sentenza della Corte Suprema ha confermato ulteriormente il diritto.  Nonostante questo, Trump già durante la campagna elettorale per le elezioni del 2016 aveva annunciato la misura: "Mi dicono che c'è bisogno di un emendamento costituzionale, ma sapete cosa? Non è vero", aveva detto in un'intervista nel 2018, lamentando il fatto che gli Stati Uniti "sono l'unico Paese dove una persona arriva, ha un bambino e questo diventa cittadino con tutti i benefici, è ridicolo e deve finire".  In effetti, oltre 30 Paesi hanno lo ius soli. Ed i costituzionalisti affermano che un tentativo di rimuoverlo negli Usa con un ordine esecutivo non avrebbe nessuna possibilità di superare i ricorsi, anche di fronte a giudici nominati da Trump.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Gli attacchi hacker, tra cyber war e guerra economica

(Adnkronos) –
Hacker. L’ultimo episodio è di pochi giorni fa, un attacco importante e molto diffuso alla ASL dell’Aquila volto a carpire le credenziali di accesso ai sistemi di Rete di migliaia di clienti. La peculiarità di questo attacco è che è avvenuto attraverso un virus informatico sinora sconosciuto e che è stato in grado di bypassare la protezione forte di una barriera di ben 72 antivirus. Non è certo la prima volta che vengono attaccati (da noi e altrove) i sistemi regionali considerati dai malintenzionati di più facile accesso rispetto a quelli nazionali. Ma, comunque, prima l’aumento del traffico di Rete dovuto ai lockdown della pandemia, poi la guerra Russia-Ucraina ha portato ad un incremento esponenziale degli attacchi informatici da parte di hacker. Ma che cos’è un “hacker”? il termine è un inglesismo peraltro ormai inevitabilmente connesso a crimini informatici. Indica qualcuno che riesce ad inserirsi in un sistema o in una Rete senza (o addirittura, contro) la volontà dei legittimi gestori. La storia degli hackers è relativamente lunga e, come detto, non sempre completamente negativa: alcuni hackers hanno (molto spesso involontariamente) contribuito a rendere più sofisticati ed efficaci i sistemi di sicurezza di Rete così come importante è stato ed è il loro rapporto con il movimento “open source” (che molto deve all’americano Eric Raimond, uno degli hacker più noti al mondo). Ha poi raccolto particolare attenzione sui media il gruppo cosiddetto Anonymous che ha rivendicato nel tempo una serie di spettacolari azioni di disturbo sulla Rete anche a siti italiani (nonché qualche anno fa la chiusura per molte ore del sito web ufficiale del Vaticano). Ma l’attività degli hackers può andare molto al di là di queste azioni più di immagine che di sostanza ed entrare in territori di ben altra rilevanza e pericolosità. Secondo, infatti, uno studio di Security Defense Agenda – SDA (il principale think-tank specializzato nel settore con base a Bruxelles il 57% degli esperti mondiali di sicurezza informatica ritiene che sia in atto – e ciò ben prima del conflitto Russo-Ucraino- una corsa agli “armamenti” informatici in vista di una possibile “cyber-war”; una specifica guerra informatica. Una guerra i cui prodomi potrebbero già esistere; secondo media USA di solito molto ben informati, la NATO avrebbe segnalato in un proprio report che il numero di attacchi ai siti del Congresso e delle Agenzie governative USA in patria e nel mondo, è cresciuto in maniera esponenziale, si parla addirittura di 1,6 milioni di attacchi al mese. Il tema, naturalmente, riguarda soprattutto la sicurezza tra Stati ma è crescente anche la guerra cibernetica tra privati, capitolo molto rilevante della guerra economica tra le grandi corporations mondiali che, tra l’altro, da tempo investono miliardi di dollari all’anno per difendersi da attacchi informatici (anche assumendo hackers).  
Adderall. Secondo l’Economist la grave carenza di medicine usate negli Stati Uniti per contrastare i deficit di attenzione (noti come ADHD) potrebbe essere addirittura una delle cause dell’abbassamento dell’indice di produttività del sistema USA. Una tesi ardita e suggestiva e per niente inverosimile. Ma andiamo con ordine. La più nota delle medicine di cui si tratta è l’Adderall un farmaco a base di anfetamina che agisce da stimolatore cognitivo aiutando a mantenere ed a incrementare la concentrazione. E’ un fatto che l’Adderall (diffusissimo negli USA soprattutto nelle persone a più alta produttività) è da tempo difficilmente reperibile e nemmeno facile da ottenere necessitando (solo da pochi mesi) di una specifica e dettagliata prescrizione. Quindi la correlazione tra diffusione dal farmaco e produttività, sebbene difficile da provare statisticamente, non sarebbe campata in aria. E non sarebbe nemmeno la prima volta nella storia economica che uno specifico prodotto influenza i ritmi di produzione; lo stesso Economist ricorda l’incremento della produttività dell’economia inglese nel ‘700 e nell’ ‘800 connesso alla diffusione in larga scala rispettivamente dello zucchero e del caffè. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Gli 80 anni di Orietta Berti, inossidabile usignolo tra hit e tv

(Adnkronos) –
Orietta Berti, 'l'usignolo di Cavriago' come la ribattezzarono negli anni '60 per la sua voce sempre intonata anche nel registro più acuto, compie oggi 80 anni. E la sua carriera è tutt'altro che rallentata. Anzi, si potrebbe dire che la sua vita artistica non è mai stata così piena come in questi ultimi anni. Orietta, aiutata dal suo carattere schietto e dalla sua innata simpatia, sta vivendo una nuova giovinezza, tra i concerti, le partecipazioni a Sanremo, il tormentone 'Mille' che l'ha resa regina dell'estate due anni fa al fianco di Fedez e Achille Lauro (rendendola popolare anche tra i teenager) e la seconda vita in tv, tra il Tavolo di Fabio Fazio su Rai3, il ruolo di opinionista al 'Grande Fratello Vip' su Canale 5 e il viaggio con 'Quelle brave ragazze' di Mara Maionchi e Sandra Milo per Sky. Tra le protagoniste assolute della musica italiana negli anni '60 e '70 (assieme a Ornella Vanoni, Patty Pravo, Mia Martini, Mina e Milva), Orietta è tornata prepotentemente al successo negli anni '20 del 2000, anche grazie al ritorno in gara a Sanremo, dopo 29 anni, nel 2021.  Ma la sua carriera era iniziata ben 60 anni prima. Orietta comincia a cantare giovanissima, spronata dal padre, grande appassionato di musica lirica, e nel 1961 partecipa al concorso 'Voci Nuove Disco d'Oro' di Reggio Emilia, con la canzone 'Il cielo in una stanza' di Gino Paoli, qualificandosi per la finale: arriva sesta, dietro, tra gli altri, a Paola Neri e Iva Zanicchi, mentre dietro di lei si posiziona Gianni Morandi. In questo concorso conosce Giorgio Calabrese, all'epoca direttore artistico della Karim, che le propone un contratto discografico, e Orietta inizia l'attività discografica nel 1962, incidendo i suoi primi due 45 giri. Firma poi nel 1964 un contratto per la Polydor, incidendo 'Perdendoti' (cover del brano Losing you di Brenda Lee, ndr) ed il suo primo album, 'Orietta Berti canta Suor Sorriso'. La cantante ottiene l'attenzione del pubblico, e l'anno successivo, con il brano 'Tu sei quello', vince 'Un Disco per l'Estate' 1965 e la Mostra Internazionale di Musica Leggera; a fine anno vince il Festival delle Rose 1965 con la canzone 'Voglio dirti grazie'. Nel 1966 partecipa per la prima volta al Festival di Sanremo con 'Io ti darò di più' ed alla terza edizione di 'Un Disco per l'Estate' con 'Quando la prima stella', canzoni che confluiranno nel suo secondo album. È datato 1970 un altro grande successo come 'Finché la barca va'.  Ai successi di quegli anni e alle numerose presenze a Sanremo (undici da inizio carriera, ndr), Berti accompagna anche una piccola esperienza cinematografica accanto a mostri sacri come Ugo Tognazzi ('I nuovi mostri', nell'episodio 'L'Uccellino della Val Padana', per la regia di Ettore Scola, nel 1977) e di Paolo Villaggio ('Quando c'era lui… caro lei!' nel 1978), per poi sbarcare in televisione con 'Acqua calda', su Rai2 negli anni '90, divenendo di lì a poco uno dei volti più popolari della tv italiana. Nel 1995 Orietta Berti festeggia trent'anni di carriera con la presenza fissa da ospite a 'Domenica in' 1995/96, mentre nel 1997 è tra i protagonisti di 'Anima mia' con Fabio Fazio e Claudio Baglioni. Sempre nel 1997 inizia la collaborazione con 'Quelli che il calcio' che proseguirà fino al 2001.  Tra le tournée italiane e internazionali, viene poi richiesta da Maurizio Costanzo come ospite fissa dell'edizione 2001-2002 di 'Buona Domenica' su Canale 5. Una collaborazione che prosegue fino alla stagione televisiva 2005-2006. Tra il 2016 e il 2019 e poi nel 2021 è ospite fissa a 'Che tempo che fa', condotto da Fabio Fazio. 
Nel 2021 torna, dopo 29 anni di assenza, al Festival di Sanremo, dove presenta il brano 'Quando ti sei innamorato', che si classificherà al nono posto. Per l'edizione del Festival di Sanremo 2022 viene invitata come ospite assieme a Fabio Rovazzi cantando per quattro serate dalla Costa Toscana mentre per la finale sono sul palco interpretando 'Che cosa c'è', 'Parole parole' e 'Luna piena'. Orietta, tra un impegno in tv e un concerto, è sempre al passo con i tempi e dal dicembre 2022 avvia una serie web dal titolo 'Una ricetta con Orietta' al fine di promuovere i prodotti Dop e Igp dell'Emilia-Romagna, assieme agli influencer Federica Gif ed Emanuele Ferrari. Insomma, dopo oltre 60 anni di carriera, la sua barca continua ad andare a vele spiegate.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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“Kosovo cuore della Serbia”, messaggio di Djokovic al Roland Garros diventa caso

(Adnkronos) – Il messaggio di Novak Djokovic diventa un caso politico. "Il Kosovo è il cuore della Serbia. Stop alla violenza", ha scritto sulla telecamera il fuoriclasse di Belgrado dopo la vittoria al Roland Garros sullo statunitense Aleksandar Kovacevic. "Mio padre è nato in Kosovo, sento il bisogno di esprimere il mio sostegno al nostro popolo e a tutta la Serbia. La mia posizione è chiara, come ho sempre detto pubblicamente: sono contrario alla guerra, alla violenza, a ogni forma di conflitto".  Le parole del serbo, che a Parigi insegue il 23esimo Slam, arrivano dopo gli episodi di tensione registrati lunedì a Zvecan, la città nel nord del Kosovo dove è cresciuto il padre di Djokovic. Gli scontri hanno causato una trentina di feriti tra i soldati della Kfor, la forza di peacekeeping della Nato.  I nazionalisti serbi tentavano di aggredire la cerimonia di insediamento del sindaco di etnia albanese. In quella regione i serbi rappresentano la maggioranza della popolazione e alcuni gruppi hanno rifiutato di partecipare alle elezioni amministrative. La Serbia rifiuta infatti di riconoscere il Kosovo come una nazione indipendente, come invece hanno fatto oltre cento membri delle Nazioni Unite dopo la dichiarazione di indipendenza del 2008. Secondo il presidente della Federazione tennis del Kosovo Jeton Hadergjonaj il messaggio di Djokovic, che nel 2008 partecipò con un videomessaggio alla manifestazione "Kosovo is Serbia", può inasprire le tensioni. "Un messaggio simile, se arriva da una figura pubblica come quella di Djokovic in un evento come il Roland Garros, non è di aiuto. Capisco che lui abbia ancora legami con quella regione del Kosovo, penso ci viva ancora una parte della sua famiglia, ma il Kosovo è una nazione indipendente, riconosciuta dall'ITF, da Tennis Europe, e da tutta la comunità tennistica internazionale. C'è un principio fondamentale nella Carta olimpica, le organizzazioni sportive all'interno del movimento olimpico devono essere politicamente neutrali. L'Itf è riconosciuta dal Comitato olimpico internazionale. Chiederemo ufficialmente che Djokovic sia multato".  Su questo però, va detto che il regolamento dei tornei del Grande Slam ufficialmente non vieta l'espressione di messaggi politici al contrario del Cio. Per questo, ad esempio, nel 2008 il campione di nuoto Milorad Cavic venne sospeso dai Campionati europei di Eindhoven per aver indossato una maglia con la scritta "Il Kosovo è Serbia" durante la cerimonia di premiazione dei 50 farfalla in cui aveva vinto la medaglia d'oro. "Le stesse regole si applicano in tutti gli Slam, il referee e i supervisor verificano che siano rispettate" si legge in un comunicato della Federazione francese, che tra le righe lascia intendere che difficilmente ci saranno provvedimenti.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)