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Iran, Daniel Gros avverte: “No impatto da rimozioni sanzioni Usa al petrolio russo”

(Adnkronos) – "La rimozione delle sanzioni Usa sul petrolio russo non avrà un impatto significativo". Lo dice all'AdnKronos l'economista tedesco della Bocconi, Daniel Gros. "Né Usa né Ue possono fare granché per calmierare il prezzo, a parte di finire questa guerra", evidenzia l'economista.Alla domanda su quale dovrebbe essere la strategia europea, Gros è netto: "Per l'Europa l'importante è evitare errori come sussidi ai consumatori. I private e l'industria devono confrontare il prezzo fissato sul mercato globale".  Il provvedimento dell'amministrazione del presidente Donald Trump arriva nel pieno della crisi innescata dalla guerra in Iran: il blocco dello Stretto di Hormuz, controllato da Teheran, spinge il prezzo del greggio oltre la soglia dei 100 dollari a barile. Washington, quindi, rimuove per un mese – dal 12 marzo all'11 aprile – le sanzioni su alcuni prodotti petroliferi russi.  "Per aumentare la portata globale delle forniture esistenti, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti sta fornendo un'autorizzazione temporanea che consente ai paesi di acquistare petrolio russo attualmente bloccato in mare", la comunicazione del Segretario del Tesoro Scott Bessent. "Questa misura mirata e a breve termine si applica solo al petrolio già in transito e non fornirà un significativo vantaggio finanziario al governo russo, che ricava la maggior parte delle sue entrate energetiche dalle tasse riscosse nel punto di estrazione", ha affermato Bessent ridimensionando il peso finanziario del provvedimento che consentirà alla Russia di incamerare risorse teoricamente utilizzabili anche per finanziare la guerra in Ucraina. L'atto si applica esclusivamente al petrolio greggio o ai prodotti petroliferi russi caricati sulle navi a partire dal 12 marzo e si applica fino all'11 aprile. (di Andrea Persili)  
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Arianna Fontana: “futuro? Tutte le porte aperte, se vado avanti deve esserci una forte spinta”

(Adnkronos) – "Dopo tutto questo tempo non era scontato non solo gareggiare, ma conquistare tre medaglie. Questo dimostra che le scelte e la preparazione svolta in vista dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026, mi hanno dato ragione. La medaglia più sofferta è stata quella nei 500 metri, da sempre la mia gara preferita. Quando ho tagliato il traguardo ero proprio felice ripensando al percorso fatto per arrivare lì: quel podio ha ripagato i miei sforzi, quelli di Anthony e di tutto lo staff". Lo spiega, con addosso i 14 sigilli delle sue imprese, Arianna Fontana, l’unica italiana a livello invernale ed estivo, che può vantare questo record di 14 medaglie olimpiche. Proprio per questo, Dao Sport, che sostiene l’atleta dal 2012, ha celebrato gli ultimi podi dai cinque cerchi con alcuni scatti esclusivi. La campionessa di short track, doppia portabandiera nella cerimonia inaugurale di Pyeongchang 2018 e di Milano-Cortina 2026 (allo Stadio San Siro con Federico Pellegrino), a venti anni di distanza da Torino 2006 è tornata sul podio. La valtellinese, classe 1990, ci è riuscita altre tre volte (oro nella staffetta mista, doppio argento nei 500 mt e nella staffetta femminile) superando, il primato di 13 detenuto dall’ex e compianto schermidore Edoardo Mangiarotti.  Quel pezzo di metallo, che sia d’oro, d’argento o di bronzo, è testimone della storia della pattinatrice, ma dietro una grande atleta c’è infatti un team sempre pronto a lavorare per fare il massimo. Nel suo caso, si tratta di un allenatore, Anthony Lobello, che prima ancora è il compagno di vita e marito: "Nella stagione olimpica non conta quanto tu sia stanco, bisogna curare ogni singolo aspetto. Nel nostro rapporto -continua il tecnico- il lavoro in pista è forse la cosa più facile, alla fine abbiamo gli stessi obiettivi con una prospettiva diversa. Il più è l’organizzazione del resto, trovare del tempo per la componente personale ed adattarsi. Abbiamo lavorato tantissimo sulle lame dei pattini: è come la sensazione che provano i piloti in Formula Uno, è soggettivo e su misura. Otto anni fa, abbiamo ridisegnato le lame da zero e anche dopo Pechino abbiamo rivisto tutto, curando la manifattura e ogni elemento. Quello è il nostro punto di forza, la cosa importante è essere sicuri delle proprie attrezzature". Ora, Fontana, che non prenderà parte ai Mondiali (in programma da oggi fino al 15 marzo), sta valutando ogni possibile scelta sul futuro. "Voglio lasciare tutte le porte aperte, inclusa l’ipotesi di continuare. Non mi sono data limiti di tempo: fisicamente so che potrei farcela, ma devo trovare la motivazione. Prima di Milano-Cortina volevo fare qualcosa di speciale per l’Italia e per lo sport, gareggiando nella doppia disciplina (pista lunga e short track, ndr). Poi, l’infortunio mi ha destabilizzato e non sono riuscita a ricalibrare tutto il lavoro. Se vado avanti deve esserci una forte spinta". Più che pensare al domani, Fontana riprenderà in mano quel famoso filo e cercherà di viversi il momento, per una volta, senza inseguire nessuno. 
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Caso Epstein, possibili altre dimissioni dopo pubblicazione messaggi WhatsApp di Mandelson

(Adnkronos) –
Keir Starmer potrebbe vedersela con nuove dimissioni non appena i messaggi WhatsApp di Peter Mandelson saranno pubblicati. Lo hanno riferito al Guardian fonti governative di alto livello. Ieri, il primo ministro britannico si è scusato di nuovo per la sua gestione della nomina di Mandelson, affermando: "Sono stato io a commettere un errore, e sono io che chiedo scusa alle vittime di Epstein, e lo faccio".  Il contenuto dei messaggi di Mandelson non sarà reso pubblico prima di diverse settimane. I messaggi saranno esaminati dalla commissione parlamentare per l'intelligence e la sicurezza, composta da membri del Parlamento e della Camera dei Lord, che valuterà, per motivi di sicurezza nazionale, quali possono essere divulgati. La pubblicazione era stata richiesta con una mozione parlamentare approvata dai conservatori, dopo che Mandelson era stato licenziato dopo soli nove mesi dal suo incarico di ambasciatore negli Stati Uniti, in seguito all'emergere di nuovi dettagli sui suoi legami con Epstein. L'ex membro del partito laburista è stato arrestato con l'accusa di cattiva condotta nell'esercizio di una carica pubblica, dopo che alcune e-mail provenienti dai file Epstein del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti avrebbero dimostrato che aveva inoltrato informazioni riservate a Epstein mentre era segretario alle imprese nel governo di Gordon Brown. Mandelson aveva negato qualsiasi illecito.  I funzionari ritengono che alcuni degli scambi che saranno resi pubblici nella prossima tranche dei file Mandelson saranno sufficientemente dannosi da provocare ulteriori dimissioni. A tutti i ministri di alto livello, ai funzionari pubblici e ai consiglieri speciali è stato chiesto di far esaminare i propri messaggi telefonici, compresi quelli di coloro che non fanno più parte del governo, come l'ex vice primo ministro Angela Rayner, l'ex capo di gabinetto del primo ministro Morgan McSweeney e l'ex direttore della comunicazione Matthew Doyle.  
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Iran, chi vince e chi perde in economia a causa della guerra? L’analisi

(Adnkronos) – Dagli Usa all'Ue, dalla Cina alla Russia, dal Pakistan all'America latina e il Canada nessun player globale è immune alle ripercussioni economiche della guerra contro l'Iran. Effetti più o meno intensi e prolungati a seconda che prevalga lo scenario di una guerra breve con successiva normalizzazione dei prezzi del petrolio e del gas naturale entro l'estate senza intaccare crescita e inflazione sostanzialmente o di una crisi più lunga con prolungate interruzioni dell'approvvigionamento energetico e rincari a catena, dal carburanti ai generi alimentari e i viaggi. Nello scenario più pessimistico ipotizzato da Goldman Sachs il petrolio resterebbe sui 100 dollari al barile, con una riduzione di circa 0,5 punti percentuali della crescita globale e un aumento di quasi 1 punto percentuale dell'inflazione nel corso del prossimo anno. Ma chi 'vince' e chi 'perde' economicamente nella nuova crisi? Un'analisi del Wall Street journal si sofferma sui paesi colpiti più duramente e quelli che potrebbero trarne vantaggio. l boom del fracking per estrarre il petrolio ha trasformato gli Stati Uniti nell'ultimo decennio in un esportatore netto di energia, riducendo la vulnerabilità agli shock petroliferi. Ma la più grande economia mondiale non è completamente al riparo. Prendiamo ad esempio i prezzi alla pompa: il costo di un gallone di benzina senza piombo è aumentato del 20% dall'inizio del conflitto e questo potrebbe erodere i consumi delle famiglie. L'aumento dei costi del carburante minaccia anche di incidere sui profitti delle compagnie aeree, degli operatori crocieristici e delle industrie, sebbene possa favorire i produttori energetici americani. Se nei prossimi mesi il prezzo medio del Brent si attesterà a 80 dollari al barile, secondo Oxford Economics l'inflazione negli Stati Uniti potrebbe aumentare di circa 0,2 punti percentuali, mentre la crescita potrebbe ridursi di circa 0,1 punti percentuali. Considerato che viaggia sui 100 e più l'impatto sarebbe maggiore. Sebbene il Golfo tragga tipicamente vantaggio dall'aumento dei prezzi del petrolio, la paralisi dello Stretto di Hormuz ha limitato le vendite e costretto a tagli alla produzione. Secondo Capital Economics, una breve guerra potrebbe portare a una contrazione delle economie del Golfo fino al 2% quest'anno, mentre scontri prolungati potrebbero innescare un calo del 15%. Il Kuwait e il Qatar sarebbero i più colpiti a causa delle loro industrie energetiche sovradimensionate, mentre l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti potrebbero essere in grado di compensare parzialmente le perdite aumentando le spedizioni tramite oleodotti. Il conflitto ha anche scosso l'immagine di 'oasi sicura' che Emirati e limitrofi si erano accuratamente costruita. Questo minaccia ambiziose riforme economiche come la Vision 2030 dell'Arabia Saudita, che fa affidamento sugli investimenti stranieri. E ne risentirà anche il turismo: secondo la società di ricerche Tourism Economics quest'anno i visitatori internazionali potrebbero contrarsi del 27%, con perdite pari a 56 miliardi di dollari. Ma il contagio si è diffuso in tutta la regione: questa settimana la sterlina egiziana è scesa ai minimi storici sul dollaro per i timori che un rialzo dei costi delle import energetico possa mettere a dura prova le fragili finanze pubbliche. Nel frattempo, il conflitto aggraverà la crisi economica dell'Iran. Un periodo prolungato di prezzi energetici elevati potrebbe compromettere la timida ripresa economica europea. L'Unione Europea dipende dalle importazioni di combustibili fossili per circa il 58% del suo fabbisogno energetico, più dell'Ue solo la Corea del Sud e il Giappone. Sebbene la maggior parte dei paesi europei non acquisti molta energia dal Medio Oriente, i partener Ue sono esposti all'aumento dei prezzi globali. E il calo dell'offerta dal Golfo ha scatenato una guerra dei prezzi con gli altri esportatori facendo salire i listini del gas in Europa di oltre il 50% questo mese. Secondo le previsioni di Oxford Economics, l'impatto dell'aumento dei prezzi dell'energia sull'inflazione dell'eurozona potrebbe essere tre volte superiore a quello degli Stati Uniti. L'Italia sarebbe più penalizzata in parte a causa della sua maggiore dipendenza dal gas naturale liquefatto del Qatar. Tuttavia, pochi economisti prevedono una crisi simile a innescata dal conflitto in Ucraina, quando i prezzi del gas naturale sono saliti oltre i 300 euro al megawattora portando l'inflazione di Eurolandia al picco storico del 10,6% nell'ottobre 2022, contro i 50 euro attuali. La Cina è il più grande importatore mondiale di petrolio ma ha trascorso anni a costruire difese contro gli shock energetici. Secondo le stime, il Paese dispone di oltre un miliardo di barili di petrolio nelle riserve strategiche, sufficienti per durare mesi. Ha anche investito massicciamente nelle energie rinnovabili, sovvenzionato i veicoli elettrici e dispone di una grande industria carbonifera interna a cui attingere. Anche il Giappone e la Corea del Sud, altamente dipendenti dal petrolio del Medio Oriente, dispongono anche di grandi riserve. Molte economie asiatiche dipendono anche dal gnl proveniente dal Medio Oriente, che è più difficile da immagazzinare e potrebbe esaurirsi prima, nella fattispecie il Pakistan e Taiwan sono i più vulnerabili. Alcuni paesi stanno già correndo ai ripari per preservare le scorte: Corea del Sud e Thailandia hanno fissato un tetto massimo per alcuni prezzi dei carburanti; la giunta militare in Myanmar ha iniziato a razionare il carburante per le auto private, mentre il Pakistan ha ordinato ad alcuni dipendenti pubblici di lavorare da casa; le Filippine hanno chiesto agli uffici governativi di spegnere i computer durante la pausa pranzo e di moderare l'uso dell'aria condizionata. Il conflitto con l'Iran ha offerto a Mosca un'inaspettata àncora di salvezza economica, almeno temporaneamente. Prima della guerra, la Russia faticava a vendere il proprio petrolio a causa delle sanzioni occidentali. Le turbolenze nel Golfo promettono ora di stimolare una nuova domanda di greggio russo, rafforzando potenzialmente la posizione di Mosca nelle relazioni con Cina, India e altri importanti importatori. Gli Stati Uniti, nel frattempo, hanno allentato alcune sanzioni, consentendo ad alcuni acquirenti di acquistare greggio di Mosca. E l'aumento dei prezzi del petrolio e del gas naturale sta rifocillando le casse del Cremlino messe a dura prova dalle sanzioni e da 4 anni di guerra.  L'aumento dei prezzi energetici dovrebbe anche sostenere la crescita in paesi ricchi di petrolio come il Canada, il Brasile e il Venezuela, che sta lentamente aumentando la produzione dopo la caduta di Nicolás Maduro a gennaio. Tuttavia, gli economisti prevedono che i paesi registreranno un leggero aumento dell'inflazione a causa dell'aumento dei prezzi globali dell'energia. 
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Il Premio Umberto Saba alla poetessa Patrizia Valduga

(Adnkronos) – Va alla poetessa Patrizia Valduga, per la raccolta "Lacrimae Rerum" (Einaudi, 2025), la 6/a edizione del Premio Umberto Saba Poesia, promosso dalla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e dal Comune di Trieste con Lets – Letteratura Trieste, curato da Fondazione Pordenonelegge.it.  Sarà ancora una volta l’occasione per celebrare, attraverso il Premio Saba, la Giornata mondiale della poesia e l’arrivo della primavera: la cerimonia di premiazione è in programma, infatti, sabato 21 marzo, alle ore 17, a Trieste, negli spazi del Museo Lets Letteratura (piazza Hortis 4). L’evento si articolerà poi in un animato dialogo intorno ai temi della raccolta premiata. Con la vincitrice Patrizia Valduga interverranno i componenti della giuria del Premio Saba Poesia: i poeti Claudio Grisancich (presidente), Franca Mancinelli, Antonio Riccardi e Gian Mario Villalta, coordinatore del panel, e il critico letterario Roberto Galaverni.  Sottollineano le motivazioni della giuria del Premio Saba che il conferimento della 6/a edizione ha voluto riconoscere «l’originalità dell’impostazione dell’opera Lacrimae rerum, caratterizzata da un unico, continuato discorso, che procede per frammenti e percorre l’intero libro. La raccolta è l’esecrazione dei mali del mondo attuali, tanto più dolenti perché amplificati dalla comunicazione e dalla sua frequente stolidità, fino ai toni più tesi dell’invettiva. Ma la voce che condivide quel dolore non è soltanto commento o giudizio: è quella di una vita straziata che combatte i propri limiti, evidenziando quanto possa risultare lacerante l’indifferenza alla quale si rischia tutti di fare abitudine. Un’indifferenza travestita da sentimentalismo dalla retorica dell’informazione, offendendo così una sensibilità non ottusa dalle chiacchiere. Non ultima ragione della scelta della Giuria: in questo libro abbiamo ritrovato una voce inconfondibile, che ha formato nel tempo con coerenza un’opera dove, libro dopo libro, si conferma il valore della memoria della poesia, patrimonio antropologico dell’umanità».   Spiega il Vicepresidente della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia Mario Anzil, Assessore regionale alla Cultura e allo Sport, che «il Premio Umberto Saba si conferma appuntamento di rilievo per il Friuli Venezia Giulia e per Trieste, città che nella sua storia ha saputo essere crocevia di culture e di grandi voci letterarie. Premiare Patrizia Valduga significa riconoscere una delle voci più autorevoli della poesia italiana contemporanea e ribadire con forza quanto la poesia continui a essere uno strumento di conoscenza, sensibilità e dialogo con il nostro tempo. In una regione di confine come la nostra, destinata a essere laboratorio della cultura di frontiera, il Premio Saba contribuisce a valorizzare la grande tradizione poetica del territorio e a consolidarsi come luogo di incontro e di crescita culturale per la comunità, con un’attenzione particolare alle nuove generazioni».  E a nome del Comune di Trieste, il Vicesindaco Serena Tonel ringrazia la Fondazione Pordenonelegge.it e la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia per aver rinnovato il loro impegno nel rendere possibile, assieme al Comune di Trieste, il Premio Umberto Saba Poesia. «Si tratta – afferma Tonel – di un appuntamento ormai consolidato, giunto quest'anno alla 6/a edizione, capace di trascendere i confini della città e della regione. Quello della poesia è un linguaggio efficace per offrire ai cittadini, e in particolare modo ai giovani, degli strumenti per riflettere su se stessi e sul mondo che ci circonda, in una maniera non scontata ma al contrario andando a toccare le corde più delicate e profonde dell'animo umano. Il Premio Umberto Saba Poesia offre a tutti un'occasione per scoprire i poeti contemporanei e riscoprire i poeti del passato, in un luogo d'eccezione: la città di Trieste, crocevia di culture, che ha ricoperto e continua a ricoprire un ruolo privilegiato nel panorama culturale nazionale e internazionale, ponendosi come un punto di riferimento per la storia della letteratura italiana così come in altre lingue. Con questo Premio vogliamo creare un ponte tra il presente, il futuro e la tradizione dei grandi letterati e poeti a vario titolo legati a Trieste».  Patrizia Valduga (1953) ha raccolto i suoi versi in Medicamenta (1989), Cento quartine (1997), Prima antologia (Donna di dolori e Corsia degli incurabili, 1999), Quartine. Seconda centuria (2001), Requiem (2002), Libro delle laudi (2012), Poesie erotiche (Cento quartine, Manfred e Lezione d'amore, 2018), Belluno (2019), Lacrimae Rerum (2025). Ha pubblicato inoltre Italiani, imparate l'italiano! (2010 e 2016), Breviario proustiano (2011), Per sguardi e per parole (2018). Ha tradotto John Donne, Mallarmé, Valéry, Molière, Shakespeare, Porta e Pound. Nel 1988 ha fondato il mensile «Poesia» che ha diretto per un anno. 
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Minniti (MedOr): “Con blocco Hormuz shock petrolifero senza precedenti”

(Adnkronos) – "Il blocco dello Stretto di Hormuz ha portato a uno shock petrolifero senza precedenti. L'Agenzia Internazionale per l'Energia (Aie), di fronte allo shock storico più grave della storia recente, ha dovuto sbloccare 400 milioni di barili dalle riserve, confermando un punto cruciale: in questo mondo interconnesso, colpire le grandi vie di comunicazione e utilizzare i cosiddetti 'colli di bottiglia' (choke points) può portare al collasso dell'economia mondiale". Così Marco Minniti, presidente della Fondazione MedOr, intervenendo in videocollegamento a LetExpo 2026 – la manifestazione fieristica organizzata da Alis Service in collaborazione con Veronafiere – ha sottolineato come lo shock petrolifero causato dalla chiusura dello Stretto mette a rischio la tenuta delle economie occidentali. Il blocco, causato dalla strategia iraniana di "produrre il massimo caos possibile, colpendo Paesi come l'Arabia Saudita, gli Emirati Arabi e il Qatar, rappresenta un segnale chiaro: nel momento in cui si colpisce l'Iran, si avvia una fase di destabilizzazione mondiale", commenta Minniti.  Hormuz e lo shock energetico, dunque il problema degli approvvigionamenti e dello scambio di merci. In questo scenario, qual è il ruolo di due grandi colossi come Russia e Cina? Minniti osserva: "A loro è stata consegnata una grande opportunità. Con lo shock energetico la Russia, produttrice di petrolio e gas, ha messo in campo un'offerta all'Europa per riprendere i rapporti di collaborazione interrotti drammaticamente con l'invasione dell'Ucraina. E in questo contesto, la Russia assume un ruolo da protagonista. La Cina – aggiunge – vede una sfida cruciale: più c'è disordine nel mondo e più viene meno il diritto internazionale, più sarà facile per loro riprendersi Taiwan, che resta l'obiettivo strategico fondamentale", le sue parole. 
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Gratteri: “Minacce al Foglio? Non era mia intenzione ma da mesi vengo attaccato”

(Adnkronos) – "Non era mio intento minacciare, chi mi conosce sa quanto io stimi e consideri il giornalismo. Anzi, è proprio questo governo che in una delle riforme che ha fatto, impedisce ai giornalisti, soprattutto quelli di cronaca nera, di fare il loro lavoro: addirittura non possono virgolettare pezzi di ordinanze di custodia cautelare, che invece garantirebbero meglio il pensiero del giudice". Lo ha detto il procuratore di Napoli Nicola Gratteri, ospite a Start su Sky, relativamente alle sue dichiarazioni espresse a una giornalista del Foglio nel corso di una intervista. "Da parte mia, assolutamente, non è intenzione minacciare nessuno, però – aggiunge – è anche vero e sotto gli occhi di tutti che io da mesi, in modo sistematico, vengo attaccato ogni mattina da diversi giornali scrivendo cose false in tutto o in parte e quindi ho detto, dopo il referendum, tiriamo una linea. Io adesso sono impegnato a fare il procuratore della Repubblica di Napoli, sono impegnato, usando giorni di ferie, ad andare in giro a parlare per il No. Dopo il referendum deciderò cosa fare di ogni articolo diffamatorio". 
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Tumori, 50 anni di Oncologia medica: nata da ‘incidente di percorso’ durante la II Guerra mondiale

(Adnkronos) – L'Oncologia medica arriva al giro di boa dei 50 anni e se oggi il cancro non è più solo una questione di 'tagliare il male'. Lo dobbiamo a un incredibile incidente di percorso avvenuto durante la Seconda guerra mondiale. "Tutto ebbe inizio per puro caso il 2 dicembre 1943. La flotta alleata era ancorata nel porto di Bari quando la Luftwaffe tedesca scatenò un inferno di bombe. Tra le navi colpite c'era la John Harvey, che trasportava segretamente un carico di gas iprite (gas mostarda). L'esplosione rilasciò una nube tossica che investì soldati e civili. Ma fu nei giorni successivi che accadde l'imprevedibile: i medici notarono che i sopravvissuti presentavano un crollo drastico dei globuli bianchi (linfociti)". A raccontare questa storia poco conosciuta è Collegio Italiano dei Primari di Oncologia Medica (Cipomo) che ha chiuso a Roma il 30esimo congresso nazionale.   "I ricercatori americani Louis Goodman e Alfred Gilman, a Yale, ebbero un'intuizione geniale: se questo veleno uccide così efficacemente le cellule del sangue sane, può fare lo stesso con quelle impazzite dei tumori del sangue? Nacque così la mostarda azotata, il primo agente chemioterapico utilizzato nella storia dell’oncologia. Il cancro aveva finalmente un nemico invisibile quanto lui. Mentre negli Stati Uniti il National Cancer Institute (Nci) iniziava a testare i primi cocktail di farmaci, in Italia l'oncologia era ancora ferma alla chirurgia – prosegue Cipomo – È qui che entra in scena Gianni Bonadonna. Non era un medico qualunque, ma un 'americano di Milano', formato negli Stati Uniti. Passò anni di formazione preziosa negli Usa, al Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York, respirando l'aria della rivoluzione. Tornato in Italia, portò con sé una mentalità radicale. Basta gerarchie polverose: il medico doveva essere uno scienziato che usava i dati, non solo l'istinto. E il tumore non è solo dove si vede, ma viaggia nel sangue". 
Negli anni '70, Bonadonna (insieme a Umberto Veronesi) decise di sfidare il dogma della chirurgia nel tumore al seno. "Gli americani stavano testando farmaci singoli, ma Bonadonna voleva di più. Prese tre farmaci diversi (il protocollo Cmf) e propose di usarli dopo che il chirurgo aveva tolto il tumore visibile – ricostruisce Cipomo -. Molti colleghi erano scettici: perché avvelenare una donna che sembrava 'guarita' dall'operazione? Bonadonna dimostrò, dati alla mano, che quella 'pulizia chimica' (terapia adiuvante) abbatteva drasticamente il rischio che il cancro tornasse. È stata la scoperta che ha salvato milioni di donne in tutto il mondo".  
Se gli Stati Uniti hanno fornito la 'materia prima' (i farmaci nati dai laboratori bellici e di ricerca), Bonadonna ha fornito il metodo clinico. "Ha trasformato l'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano in un faro mondiale, collaborando costantemente con i giganti dell'oncologia americana. Oggi non usiamo più solo i 'veleni' nati dal gas mostarda, ma siamo passati a proiettili intelligenti. Tuttavia, ogni volta che un paziente assume una compressa o fa un'infusione per combattere un tumore, sta beneficiando di quel ponte ideale costruito tra le intuizioni nate per caso a Bari e il rigore scientifico di un medico che non ha avuto paura di sfidare il bisturi", concludono gli oncologi Cipomo.   
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Rovigo, si cerca nell’Adige l’uomo scomparso da ieri a Lendinara

(Adnkronos) – Sono riprese alle prime luci dell’alba di oggi, venerdì 13 marzo, le ricerche del settantenne scomparso da ieri in località Ca’ Morosini, nel territorio del comune Lendinara (Rovigo), per il quale la prefettura ha attivato il piano di ricerca delle persone scomparse. I Vigili del fuoco di Rovigo hanno organizzato punto di comando avanzato per incrociare tutte le informazioni provenienti dalle diverse squadre impegnate nell’area di ricerca.  Le operazioni si stanno concentrando anche lungo il corso dell'Adige, dove i Vigili del fuoco stanno effettuando attività di perlustrazione con un’imbarcazione dotata di ecoscandaglio. Sul posto è presente anche il nucleo Sapr regionale per le ricerche dall'alto coi droni.  Le operazioni aeree risultano tuttavia difficoltose dalla forte nebbia che insiste sulla zona. Nel frattempo sono stati allertati i sommozzatori dei Vigili del fuoco provenienti da Vicenza per le ricerche in acqua. 
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Formula 1, Russell conquista pole nelle qualifiche Sprint. Poi Antonelli e Norris

(Adnkronos) –
Dominio Mercedes anche nelle qualifiche della Sprint del Gran Premio della Cina. Oggi, venerdì 13 marzo, nella prima mattinata italiana, è stata disegnata la griglia di partenza della gara corta che andrà in scena all'alba di domani, sabato 14 marzo, alle 4 ora italiana. La pole position se l'è presa, proprio come accaduto a Melbourne, George Russell, con il compagno di squadra Andrea Kimi Antonelli secondo, a certificare la superiorità della scuderia tedesca. Seconda fila per il campione del mondo in carica su McLaren Lando Norris e per Lewis Hamilton, che con la sua Ferrari scatterà quarto.  Delude Charles Leclerc, sul podio in Australia e soltanto sesto nelle qualifiche Sprint di Shanghai, preceduto dall'altra McLaren di Oscar Piastri. Ottava la Red Bull di Max Verstappen, dietro l'Alpine di Pierre Gasly.  La griglia di partenza della gara Sprint del Gran Premio della Cina:  1. George Russell (Mercedes)  2. Kimi Antonelli (Mercedes) 3. Lando Norris (McLaren) 4. Lewis Hamilton (Ferrari) 5. Oscar Piastri (McLaren) 6. Charles Leclerc (Ferrari) 7. Pierre Gasly (Alpine) 8. Max Verstappen (Red Bull) 9. Oliver Bearman (Haas) 10. Isack Hadjar (Red Bull) 11. Nico Hulkenberg (Audi) 12. Esteban Ocon (Haas) 13. Liam Lawson (Racing Bulls) 14. Gabriel Bortoleto (Audi) 15. Arvid Lindblad (Racing Bulls) 16. Franco Colapinto (Alpine) 17. Carlos Sainz (Williams) 18. Alexander Albon (Williams) 19. Fernando Alonso (Aston Martin)  20. Lance Stroll (Aston Martin)  21. Valtteri Bottas (Cadillac) 22. Sergio Perez (Cadillac)  
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