(Adnkronos) – "La lotta allo spreco alimentare e più in generale gli obiettivi di sostenibilità in Italia nell'ambito dei contratti pubblici sono regolati dai CAM. Il problema principale è un'impostazione del mercato che scarica sugli operatori economici gli investimenti e i costi in materia di sostenibilità. Servono investimenti che permettano effettivamente di innalzare la qualità del servizio e di offrire servizi di qualità, sostenibili". Sostiene Daniele Branca, responsabile ufficio Legislativo e Lavoro di Legacoop Produzione e Servizi, intervenuto al convegno promosso da PlanEat "Innovazione digitale e politiche pubbliche per la riduzione dello spreco alimentare nelle scuole" presso la Camera dei Deputati.
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Categoria: Adnkronos News
(Adnkronos) – “La direttiva di recente introduzione del settembre 2025 ha reso obbligatori dei target che a livello di Sdgs, quindi a livello di Nazioni Unite, non erano obbligatori per diversi settori, in particolare quelli che vengono ritenuti i maggiori produttori di sprechi e, quindi, distribuzione e livello di consumo domestico". Sostiene Carola Ricci, professore associato di Diritto internazionale Università di Pavia e istituto di Studi superiori di Pavia e delegata allʼAfrica e alla Cooperazione internazionale per l'Università di Pavia, intervenuta al convegno promosso da PlanEat 'Innovazione digitale e politiche pubbliche per la riduzione dello spreco alimentare nelle scuole' presso la sala Stampa della Camera dei Deputati. "Tuttora, anche alla luce della nuova normativa, mancano dei metodi di misurazione che siano uniformi sia a livello europeo, sia a livello nazionale, comportando difficoltà nel definire realmente a che punto siamo e dove vogliamo andare. Ci tengo a sottolineare che l’Italia è ben preparata a queste modifiche normative. Siamo al decimo compleanno della Legge Gadda e siamo stati tra i pionieri nell’applicare la piramide invertita della riduzione dell’eccedenza alimentare anche a favore dei più bisognosi, incentivando le imprese e dando una definizione di eccedenza che mancava a livello nazionale", aggiunge Ricci. "Per quanto riguarda la ristorazione scolastica, grazie a fondi e progetti come Onfoods, si è riusciti a ridurre gli sprechi coinvolgendo famiglie e personale scolastico, proponendo una dieta più sostenibile e bilanciata per i minori. Questo approccio multisettore, promosso anche dalla Legge Gadda e allineato con le direttive europee, è la via migliore per tradurre le raccomandazioni in azioni concrete", conclude.
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(Adnkronos) – L'iniziativa di Fibercop dedicata alla formazione e all'orientamento dei giovani in tema di innovazione e connettività raggiunge il Liceo scientifico Giuseppe Peano di Monterotondo, in provincia di Roma. Parte integrante dell'esperienza degli studenti, la visita in modalità virtuale dell'Innovation Hub di Torino di FiberCop, rendendo accessibile e coinvolgente, fin dalla scuola, un mondo ricco di potenziale occupazionale. L'iniziativa è stata accolta con entusiasmo dagli studenti, in particolare da coloro che ambiscono ad una carriera in ambito tech e ingegneristico.
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(Adnkronos) – Si terranno domani alle 15 nel Duomo di Nola i funerali di Domenico, il bimbo morto all'ospedale Monaldi di Napoli dopo il trapianto di un cuore danneggiato. Lo ha reso noto l'avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia di Domenico, comunicandolo ai cronisti all'esterno dell'aula dove si è tenuta l'udienza davanti al gip. "C’è stata un’apertura grande sul dibattimento, non è stato il solito incidente probatorio, sono stati dati 120 giorni a partire da oggi ai periti per sviluppare la loro relazione, il rinvio va all'11 settembre 2026. La salma sarà liberata in serata, c’è il nullaosta cosiddetto 'in bianco' consegnato al medico legale, una volta finite le operazioni, il medico libererà la salma, con i funerali domani mattina", ha spiegato l'avvocato Petruzzi. C'è stata una "insufficiente comunicazione tra equipe di espianto ed equipe di impianto" nel caso del piccolo Domenico, il bambino di due anni deceduto dopo due mesi dal trapianto di un cuore lesionato. È quanto riportato dai verbali dell'audit interno all'azienda ospedaliera dei Colli, che compaiono nella relazione che la Regione Campania ha trasmesso al Ministero della Salute. Gli esperti hanno sottolineato "assenza o mancata applicazione delle procedure condivise per l'espianto, conservazione e trasporto dell'organo". Secondo l'indagine interna, ci sarebbero diverse contraddizioni nei racconti e "non sono state intercettate le criticità prima del completamento della cardiectomia", cioè dell'estrazione del cuore malato di Domenico prima dell'arrivo del nuovo organo, poi risultato "congelato". E ancora, tra le criticità evidenti, sarebbe emersa anche "l'assenza di monitoraggio e controllo della temperatura durante il trasporto", ma soprattutto "la mancata formalizzazione di ruoli, responsabilità e punti di verifica nelle fasi critiche del processo", il tutto dovuto a "una insufficiente comunicazione tra equipe di espianto ed equipe di impianto".
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(Adnkronos) – “La Legge 166 ha consentito in 10 anni il recupero di migliaia di tonnellate di alimenti buoni, sani, sicuri, consumabili, che dalla rete produttiva hanno trovato una destinazione nella solidarietà sociale. Quindi a distanza di dieci anni oggi la destinazione per le famiglie in difficoltà è ancora più importante”. Così Maria Chiara Gadda, vicepresidente Commissione Agricoltura e prima firmataria Legge 166/16 antispreco, intervenuta al convegno promosso da PlanEat alla Camera dei Deputati, dedicato al tema della prevenzione dello spreco e della sostenibilità nella ristorazione collettiva e nelle mense scolastiche. “Dobbiamo però fare dei passi in avanti in termini di modello organizzativo, ad esempio, di strumenti in più che si possono dare alle imprese per prevenire e gestire lo spreco. Pensiamo alla complessità del mondo delle mense scolastiche, della ristorazione collettiva. Ci sono delle normative a cui fare un tagliando sui criteri ambientali minimi piuttosto che sulle grammature della ristorazione scolastica. Inoltre, bisogna consentire al terzo settore di recuperare meglio: per gestire bene il cibo servono le celle frigorifere, le attrezzature, le competenze”, spiega. “Infine – conclude Gadda – credo poi si possano fare dei passi in avanti anche sul fronte fiscale, perché è giusto che chi contribuisce positivamente alla lotta allo spreco possa essere premiato”.
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(Adnkronos) – "È stato solo nominato, nessun ricordo". Con queste parole Patrizia, la moglie di Tony Dallara, ha commentato l'omaggio ai Big scomparsi al Festival di Sanremo 2026. Tra i nomi citati da Carlo Conti, anche quello del cantante, morto all'età di 89 anni lo scorso 16 gennaio. Tuttavia, ospite oggi a La volta buona, la moglie Patrizia ha espresso il suo disappunto. "Come hai vissuto questo ricordo di Tony a Sanremo?" le ha chiesto Caterina Balivo. "Ricordo? Secondo me è stato solo nominato, ma nessun ricordo. Non ho nulla da dire, va benissimo così", ha detto, manifestando tutta l'amarezza. La moglie Patrizia, infatti, avrebbe voluto maggiore attenzione verso il marito, storico interprete della canzone italiana. La donna aveva già commentato – con una nota polemica – la notizia dell'annuncio dell'omaggio: "So solo che per il 60esimo anniversario, lui aveva vinto nel 1960, abbiamo chiesto se potevano omaggiarlo, e ci hanno risposto di no. Ora che non c'è più spero che venga ricordato".
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(Adnkronos) – Colloquio telefonico questo pomeriggio tra la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. I due leader, riferisce la Commissione, si sono concentrati sulla priorità comune di concludere rapidamente l'adozione del prestito di sostegno all'Ucraina e del ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, entrambi bloccati dal veto di Ungheria e Slovacchia. Von der Leyen e Jorgensen hanno discusso anche dell'impatto degli sviluppi in Medio Oriente sui prezzi dell'energia, sulla sicurezza energetica e sulla disponibilità di materiali di difesa di cui c'è "urgente bisogno" in Ucraina. Il blocco del prestito da 90 miliardi di euro da parte di Ungheria e Slovacchia perdura a causa dell'interruzione delle forniture di greggio russo ai due Paesi tramite l'oleodotto Druzhba. I tubi passano dal territorio ucraino: lo stop è stato causato da un attacco russo e dalla mancata riparazione della pipeline da parte degli ucraini. La Commissione europea sta intanto "lavorando su opzioni" per sbloccare il prestito per Kiev, che dovrebbe esaurire i fondi a propria disposizione ad aprile, convenuto lo scorso dicembre ma posto sotto il veto di Viktor Orban, afferma la portavoce-capo Pinho. "Potrebbero non essere visibili, ma stiamo lavorando su opzioni per sbloccare il prestito da 90 miliardi di euro e siamo molto, molto consapevoli del fatto che il tempo stringe", afferma. In una lettera indirizzata a von der Leyen e diffusa oggi via social, Orban le chiede di "far rispettare gli accordi che obbligano l'Ucraina a consentire il transito di petrolio attraverso l'oleodotto Druzhba", asserendo che "finché il presidente Zelensky non tornerà al buon senso e alla normalità, non sosterremo alcuna decisione favorevole all'Ucraina". Ma l'esecutivo Ue non ha ancora ricevuto la lettera, sottolinea Itkonen: "Come tutte le lettere che ci vengono inviate, la leggeremo, la studieremo e poi risponderemo. Per quanto riguarda gli sviluppi su Druzhba, continuiamo i contatti con gli ucraini, lavoriamo con tutti gli Stati membri interessati, in particolare Slovacchia e Ungheria, con cui collaboriamo molto strettamente. La nostra priorità rimane la sicurezza dell'approvvigionamento dei nostri Stati membri, ma per quanto riguarda il funzionamento dell'oleodotto non ho aggiornamenti da fornire". Intanto il presidente russo Vladimir Putin e il premier ungherese Orban hanno parlato al telefono anche della questione degli ungheresi che hanno combattuto al fianco delle forze ucraine detenuti dalla Russia, ha reso noto il Cremlino. I due hanno anche discusso delle possibili conseguenze della guerra in Medio oriente sul mercato mondiale dell'energia, nel momento in cui il flusso di greggio russo diretto a Ungheria e Slovacchia sul tubo di Druzhba è bloccato da un guasto che, secondo Kiev, è stato provocato da bombardamenti russi e che gli ucraini non riescono, proprio perché anche i tecnici sono stati obiettivo di raid, a riparare. Orbán ha intanto esortato la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen a costringere il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky "a rispettare gli accordi" che obbligano l'Ucraina a far ripartire il flusso di petrolio russo attraverso l'oleodotto Druzhba, altro tema di discordia tra Orbán e Zelensky, già divisi dalla posizione del governo ungherese sull'invasione russa dell'Ucraina. Orbán ha respinto le scuse di Zelensky per la mancata riapertura dell'oleodotto e ha ribadito che l'Ungheria bloccherà qualsiasi decisione favorevole all'Ucraina presentata a Bruxelles finché il presidente ucraino non riacquisterà il "buon senso". "Vuole che siamo grati all'Ucraina mentre lui chiude l'oleodotto che rifornisce l'Ungheria. Che faccia tosta!", ha denunciato Orbán sui social media. Da parte sua, la Commissione Europea ha dichiarato di non essere a conoscenza di quest'ultimo sviluppo. L'ultima denuncia del Primo Ministro ungherese sarà "letta, studiata e riceverà una risposta" non appena vi si avrà accesso. La prossima data per il nuovo ciclo di colloqui con l'Ucraina non è affatto chiara, ha dichiarato nel frattempo il Cremlino, aggiungendo di ritenere “poco probabile” che i negoziati possano tenersi ad Abu Dhabi, come era stato ipotizzato, fintanto che continuano gli attacchi tra Israelo-americani e Iran. “La data e il luogo non sono ancora chiari”, ha detto il portavoce del governo russo, Dimitri Peskov, dopo che ieri il presidente ucraino si era detto convinto che i negoziati sarebbero ripresi questa stessa settimana nella capitale degli Emirati. “Nessuno li ha cancellati”, ha sottolineato, aggiungendo che “oggi è improbabile che si possa parlare di un incontro ad Abu Dhabi per ovvie ragioni”. Gli Emirati Arabi Uniti e altri paesi della regione con basi statunitensi sono stati oggetto di attacchi iraniani in risposta all'offensiva degli Stati Uniti e di Israele, che ha causato la morte del leader iraniano, l'ayatollah Ali Khamenei. L'ultimo incontro tra Mosca e Kiev per negoziare la fine della guerra si è tenuto la scorsa settimana a Ginevra, da cui, secondo quanto rivelato da Zelensky, le parti sono uscite con un accordo di massima su questioni umanitarie, come lo scambio di prigionieri, ma anche militari. Lo stesso Zelensky ha tuttavia riconosciuto che le principali questioni che dividono le parti, come l'amministrazione dei territori occupati dalla Russia e la gestione della centrale nucleare di Zaporizhzhia, rimangono irrisolte. Per quanto riguarda la grave situazione della sicurezza nella regione del Golfo, Peskov ha riferito che il presidente russo Vladimir Putin ha potuto parlare nelle ultime ore con i leader della regione colpita dagli attacchi. Peskov ha riferito che Putin farà tutto il possibile per ottenere “almeno un leggero allentamento” delle ostilità e che trasmetterà alle autorità di Teheran la “profonda preoccupazione” dei suoi vicini per gli attacchi. Zelensky ha detto intanto di temere che l'operazione militare degli Stati Uniti contro l'Iran porterà a un "rallentamento" nella consegna di missili americani acquistati con fondi europei nel quadro del programma Purl, come era già avvenuto durante la guerra dei 12 giorni del 2025. "Oggi non è ancora avvenuto, ma temo che potrebbe ripetersi", spiega, aggiungendo tuttavia che ancora nessuno ha cancellato il prossimo round di negoziati, il 5 o 6 di questo mese, anche se magari non si terrà proprio ad Abu Dhabi. In una intervista al Corriere della Sera, Zelensky tuttavia precisa che attaccare gli obiettivi militari iraniani è "stata una buona decisione". "Gli iraniani producono un mucchio di armi per la Russia, specie droni e missili, anche se adesso credo non potranno più farlo e forse saranno i russi ad armarli a loro volta". Putin oggi è più debole. Parla, ma non agisce, dimostra che è un alleato debole degli iraniani. Come del resto lo è stato per la Siria di Bashar Assad: alla fine gli ha dato soltanto asilo in Russia. Forse agli iraniani ha ridato alcune delle armi che aveva ricevuto, magari gli stessi droni Shahed che adesso Mosca produce in due fabbriche su licenza di Teheran".
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(Adnkronos) – Il 2026 inizia con una conferma: gli italiani passano sempre più tempo davanti allo schermo di un computer e, soprattutto, dello smartphone. Le rilevazioni Comscore di gennaio lo evidenziano chiaramente: dopo gli incrementi registrati a dicembre, il valore medio speso per utente ha raggiunto a gennaio le 74 ore mensili. Si tratta di una crescita del 7,5% rispetto a gennaio 2025, ovvero ben 4 ore di fruizione digitale guadagnate in un solo anno. In un mercato ormai saturo nei volumi (46 milioni di utenti unici), la vera partita si gioca sull'intensità del consumo, con lo smartphone che occupa ormai l’85% dell’attenzione totale. Guardando alla classifica delle “Property digitali” (che prende in considerazione l’audience dell'intero raggruppamento di uno stesso editore nei diversi canali), le prime dieci posizioni non mostrano variazioni sostanziali rispetto a dicembre, con alcuni editori (Alphabet, Sky Italia, Amazon e italia Online) fermi su valori pressoché identici al mese precedente. In questo scenario di stabilità, si fa notare Citynews, che mette a segno una crescita del 6%. Tuttavia è sul fronte dell'engagement che si registrano gli scarti maggiori: la property Sky Italia realizza un balzo in avanti del 25% nel tempo medio per utente, trainata dalle performance di Sky TG24 (+54%) e Sky Sport (+18,7%), segno di un ritorno significativo all'informazione e ai contenuti verticali dopo la pausa natalizia confermata ulteriormente dalla crescita del settore News dell’11% sia sui canali social che sulle piattaforme proprietarie (property owned&operated). Nella classifica dei principali 100 media italiani RaiNews si riprende la prima posizione con 34,5 milioni di utenti unici (+24,6%), seguita da Citynews con 31,7 milioni (+5,8%) a sua volta protagonista a dicembre di un controsorpasso proprio su RaiNews. La forza di queste due testate è testimoniata dai dati sulla reach (ovvero il loro livello di penetrazione sul totale popolazione digitale): RaiNews raggiunge il 74,8% degli italiani online, mentre Citynews presidia il 68,8%; valori che lasciano distante già la terza posizione di Giallozafferano (23,5 milioni di utenti) che raggiunge una reach del 50,9%. Un ruolo determinante in queste dinamiche è giocato dalla Social Incremental Reach, ovvero le persone raggiunte esclusivamente attraverso la distribuzione dei contenuti sulle piattaforme social che non transitano dai domini web. Tra i brand editoriali con audience maggiore, si segnala RaiNews, che registra in questa metrica un valore del 172%: a fronte di 12,6 milioni di utenti sul sito, il brand ne intercetta altri 15,7 milioni esclusivamente attraverso le piattaforme social. Un modello di “audience distribuita” che premia in particolare Caffeina Media, la cui audience digitale cresce del 37% raggiungendo i 22,9 milioni di utenti unici con una social incremental reach del 632% e Sky TG24 (con una social incremental reach del 46%), mentre modelli come quelli di Citynews (ferma al 17%) mantengono un legame più forte con i domini proprietari.
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(Adnkronos) – "Da entrambe le relazioni che abbiamo depositato si capisce che non si è trattato di un omicidio fatto con l'intento diretto di uccidere qualcuno". Lo afferma all’Adnkronos il presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di David Rossi, Gianluca Vinci, parlando della relazione intermedia sull’attività svolta approvata oggi dallo stesso organismo parlamentare parlando della ricostruzione di quello che l'organismo nel documento ritiene un omicidio: "Prima c'è stato un pestaggio", spiega Vinci, quindi l'ipotesi non è quella di "una persona che è entrata nella stanza e l'ha defenestrato, ma qualcuno che prima l'ha picchiato, l'ha trattenuto, gli ha spinto la faccia" poi "l'ha trattenuto in sospensione fuori dalla finestra, ha provato addirittura a riportarlo dentro" visti i risultati della perizia sul modo in cui si è staccato il cinturino dell'orologio. "Da escludere l'ipotesi di un killer che senza aprire bocca lo ha ucciso – continua Vinci – Stava litigando con delle persone e il fatto che lo abbiano posto e trattenuto fuori dalla finestra fa pensare che qualcosa si possano essere detti". Secondo il presidente potrebbero essere "una o due" le persone coinvolte nell'azione "per la dinamica e per il fatto che sia stato tenuto così tanto in sospensione fuori dalla finestra" ma "non più di due almeno come azione (non escluso ci potesse essere qualcun altro nella stanza, ndr) perché non c'era materialmente lo spazio per agire in più di due persone dietro la scrivania". Sull'ipotesi che Rossi conoscesse i presunti aggressori Vinci osserva: "Per entrare al terzo piano di una banca, per interloquire con lui prima di un pestaggio e defenestrazione sì". "Le perizie hanno chiarito che dalla dinamica non si tratta di un killer mandato da qualcuno", conclude Vinci secondo il quale si è trattato invece di "persone forse neanche entrate con qull'intento, ma probabilmente con intenti minacciosi, ricattatori ma non omicidiari". "Abbiamo deliberato questa mattina che forniremo nei prossimi giorni le due perizie e le audizioni dei nostri consulenti (il tenente colonnello Adolfo Gregori del Ris e il medico legale Robbi Manghi ndr)" alla procura di Siena che ha riaperto le indagini e da cui è "arrivata una richiesta ufficiale di acquisire le due perizie".
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(Adnkronos) – Il giudice per le indagini preliminari di Milano Roberto Crepaldi ha convalidato il controllo giudiziario di Deliveroo Italy, il colosso finito nell'inchiesta per caporalato, che riguarda circa 20mila rider, del pubblico ministero Paolo Storari. Lo scorso 25 febbraio il pubblico ministero di Milano Paolo Storari aveva disposto in via d'urgenza il controllo giudiziario per caporalato per Deliveroo Italy. L'accusa rivolta alla srl e all'amministratore unico è di impiegare manodopera "in condizioni di sfruttamento e approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori". La richiesta un mese da quella della stessa Procura per Foodinho-Glovo (40.000 rider). Al centro dell'inchiesta, anche qui il presunto caporalato messo in atto contro i rider, ai quali sarebbero state corrisposte paghe "sotto la soglia di povertà", in particolare "inferiori fino al 81,62% rispetto alla contrattazione collettiva". Una paga di 2,50 euro a consegna per una somma mensile "sicuramente non proporzionata né alla qualità, né alla quantità del lavoro prestato al fine di garantire una esistenza libera e dignitosa e palesemente difforme dai contratti collettivi nazionali".
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