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Spalletti: “Ci gusteremo questo derby. Il mio futuro? Arriviamo prima in fondo…”

Alle ore 15, dalla sala stampa di Trigoria, torna a parlare in conferenza l'allenatore della Roma Luciano Spalletti, alla vigilia del quarto impegno stagionale contro la Lazio di Inzaghi. Questo l'intervento del tecnico giallorosso:

Le sue emozioni paragonate a quelle del primo derby.
"Le emozioni sono state molte ogni qual votla l'ho giocato e sono molte adesso. Il derby da grande emozioni, è una cosa bella da giocare e vivere e a me piace emozionarmi, anzi secondo me ho a che fare conuna squadra che si emoziona e anche per questo mi sono trovato bene. Con le emozioni si riesce a comunicare con più forza al di là delle parole. Per cui il derby è una cosa bellissima, da gustarsi e faremo così anche questa volta. Sia io che i giocatori".

Negli ultimi due derby la Lazio si è raccolta e ha provato a ripartire. Si attende lo stesso atteggiamento?
"Penso di sì. Non solo in queste due partite la squadra di Inzaghi ha avuto quell'atteggiamento. È un ragionamento collaudato che richiama le qualità dei nostri avversari. Inzaghi è stato bravo a mettere insieme un po' tutto, a volte facendo anche a meno del singolo e rinforzando il ragionamento del collettivo. Il collettivo dice che con questo 3-5-2 hanno sostanza in fase difensiva perché chiudono ogni spazio e gli rimane questa imprevedibilità negli spazi perché davanti hanno giocatori che in campo aperto creano problemi a chiunque. Basta vedere il calcio proposto e la classifica che hanno. Hanno fatto un grande lavoro. E quindi probabilmente sarà simile la partita che verrà fuori".

De Rossi ha saltato il match di Pescara, è recuperato al 100%?
"Se rifarà vedere le cose che ha fatto vedere sarà recuperatissimo e importante per noi".

Il campionato è chiuso? Arrivare a 90 punti e non vincere il campionato sarebbe più motivo d'orgoglio o di frustrazione?
"È chiaro che continueremo a fare il nostro dovere. Ci siamo fatti un bel mazzo in questa stagione, non lasceremo niente di intentato. È chiaro che poi c'è la valutazione dei punti di differenza dalla Juventus, è una valutazione che va fatta in modo obiettivo. C'è margine per poter recuperare qualche punto e cercheremo di fare quello e di volta in volta vedere a che distanza siamo. 90 punti sono tantissimi, l'anno scorso mi sembra che nel girone di ritorno ne facemmo 46, che voleva dire 92 se fossi partito dall'inizio. Mi verrebbe facile difendermi ora su quella stagione di Ranieri, per cui si dice che se ci fosse stato dall'inizio avrebbe vinto il campionato, se l'anno scorso ci fossi stato io dall'inizio avremmo vinto il campionato. Non era la mia squadra come quella di quell'anno lì com'era la sua, quest'anno ho messo mano a questa squadra, l'ho voluta così, naturalmente con quello che si poteva fare in quel momento. Però è stato fatto molto, è venuta fuori una bella squadra, riuscire a fare questa quantità di punti è un obiettivo importantissimo. Se poi riuscissimo anche a raggiungere questa seconda posizione sarebbe tanta roba, perché la Juventus ha fatto vedere di essere tostissima, fortissima, per certi versi imprendibile. Arrivare dietro alla squadra che lotta per la Champions League vorrebbe dire aver fatto grandissimi risultati. È un po il discorso sulla partita. Il campionato è un grande box da riempire, dentro ci sono tante partite che sono altrettanti box che vanno riempiti di numeri importanti. E riuscire ad arrivare secondi è segno che ci abbiamo messo della sostanza, degli elementi. I calciatori hanno corrisposto alle aspettative, hanno lavorato in modo serio, professionale. E se riuscissimo a fare quei punti lì gli vanno fatti i complimenti".

Lo sta preparando pensando che è l'ultimo derby?
"Ci sono cose che possono andare a proporre di scambiare la chiave che abbiamo in mano del secondo posto. Non dobbiamo scambiarla con niente. Ora si arriva in fondo perché quella è la chiave giusta. Abbiamo tutti gli ingredienti, le possibilità, le capacità, le qualità di aprire quella porta che sarebbe la porta del paradiso. Si pensa a tenersi stretta questa chiave in mano e si va dritti".

Ha parlato con Monchi?
"In questo momento siamo attenti a quello che deve essere il finale di campionato, all'importanza di difendere questa posizione e di arrivare secondi. Ci siamo conosciuti, ho avuto la stessa impressione che mi avevano fatto fare parlandomene le persone che lo conoscono. Una bella persona, un bel professionista, messo accanto a un altro grande professionista come già avevamo, sapranno collaborare al meglio per il futuro della Roma. Quello che diventa fondamentale è arrivare secondi. Niente ci può disturbare dall'attenzione per questo obiettivo, niente. Abbiamo queste cinque partite che possono determinarci molto e vogliamo finire al meglio questo campionato".

El Shaarawy ha fornito tre assist a Pescara e non è mai stato ammonito: mancanza di grinta? Giocherà domani?
"Qualsiasi calciatore ha le sue qualità, i suoi piccoli punti deboli. Però lui è un calciatore forte, sa attaccare spazi, copre, ripiega le lunghe distanze in pochi secondi. È importante per la classifica che abbiamo e per la Roma. A Pescara ha fatto bene, è giusto metterlo in evidenza, che si tenti di dare consigli per domani, ma la formazione la dirò all'ultimo momento e fino all'ultimo momento mi prendo tutto il tempo possibile per non sbagliare".

Sarà l'ultimo derby di Totti da giocatore?
"Non lo so, non ho chiesto niente alla società né a lui. Spero di no se volesse continuare, ma dal passato che ha, da chi è, da come si chiama, anche se facesse un altro lavoro, se lavorasse in un'altra realtà il derby di Roma sarà sempre un viverlo direttamente. Emotivamente sarà sempre coinvolto e parteciperà da qualsiasi posizione, luogo del mondo".

In caso di vittoria, la Roma otterrebbe almeno i playoff di Champions League per il secondo anno di fila. È soddisfatto della stagione?
"Sono molto soddisfatto del percorso, degli elementi in questo percorso. Al di là del risultato che abbiamo ottenuto, l'importante è quanto ci siamo impegnati, come abbiamo difeso la Roma da tutto quello che ci giocava contro. Abbiamo fatto il massimo sempre, è vero che a volte abbiamo rallentato, però la Roma ha fatto un percorso dall'anno scorso fino ad adesso un percorso da rimarcare, da elogiare e da evidenziare. Perché non ha mai mollato, è sempre stata lì anche nel momento di difficoltà e ha trovato la soluzione per riproporsi da squadra di rango con grande capacità e sicurezza".

Rispetto alla frase "resto solo se vinco", a oggi la considera valida rispetto al secondo posto? Lei non teme la stanchezza per domani?
"Per quanto mi riguarda, la lunghezza dei contratti non ha importanza. Non conta quanto siano lunghi, da rinnovare, se incorniciati bene o no. Contano le cinque partite. Per quanto riguarda l'orario sono d'accordo con Inzaghi, il derby meriterebbe la ribalta delle grandi luci, dell'attenzione con tutti i contorni più belli. Le partite giocate in notturna hanno un sapore differente, con la temperatura potrebbe calare il livello di spettacolo e avrei preferito giocare in notturna. L'allenamento si fa alle 17:00 perché è meglio in funzione della tipologia. Non abbiamo da correre, dobbiamo mettere a puntino il discorso tattico, l'equilibrio in alcuni momenti. Bisogna parlarne, l'orario che ho scelto va benissimo per quello che devo sviluppare. Però giocare alle 12:30 non ci coglierà di sorpresa, ci faremo trovare pronti". 

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Fazio: “Monchi ci aiuterà a diventare grandi”

“La prima volta in cui ho conosciuto Monchi avevo 19 anni. Erano gli ultimi giorni di mercato di gennaio 2007 ed ero appena atterrato a Siviglia: sarebbe stata la svolta della mia carriera. Ero un ragazzo che fino a quel momento aveva giocato soltanto nella Serie B argentina e con la Nazionale Under 20”.

Monchi è arrivato solo ieri a Roma, ma chi lo conosce bene può già spendere qualche parola su di lui. Ovviamente si tratta di Federico Fazio, che ha condiviso un'esperienza professionale col nuovo ds romanista nella realtà del Siviglia e ne parla ai canali ufficiali della società:

“Venne a prendermi in aeroporto. Mi spiegò perché si percepiva tanta tensione in città: ci sarebbe stato il derby di Coppa contro il Betis il giorno dopo. Firmai il contratto appena arrivato in sede. Mi confessò come mi aveva scoperto: arrivò a me grazie a un suo collaboratore che mi aveva visto giocare con la Nazionale Under 20. Imparai a conoscerlo col tempo. Era molto presente al centro sportivo. Ogni giorno veniva sul campo di allenamento a guardare il lavoro della squadra.Con i calciatori ha un ottimo dialogo. Non parla molto al gruppo nello spogliatoio, ma preferisce intrattenere discorsi individuali con i suoi giocatori”.“Dopo il mio trasferimento in Inghilterra restammo in contatto: venne lui a Londra per trattare con il Tottenham il mio ritorno in Andalusia, dove poi ho giocato altri sei mesi. Penso che finora abbia fatto un lavoro straordinario. Non è facile far crescere un Club come il Siviglia in quel modo. È un grande professionista e il suo lavoro è stato fondamentale per la vittoria di cinque trofei europei così importanti come l’Europa League. Senza dubbio darà il suo contributo per fare questa Roma ancora più grande. Si ambienterà presto, anche perché il modo di vivere il calcio che c’è in Italia è molto simile a quello che c’è in Spagna: anche lì c’è tanta pressione da parte dei tifosi, che vogliono vincere. E spero che lui possa aiutarci ad alzare qualche trofeo”.

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Lazio, Inzaghi: “Il derby alle 12.30 non mi piace, ci saranno delle insidie”

Il tecnico della Lazio Simone Inzaghi, alla vigilia del match contro il Genoa, è intervenuto in conferenza stampa, commentando la decisione di far giocare il prossimo derby di campionato alle 12.30. Queste le sue dichiarazioni:

Cosa pensa del derby alle 12.30?
"Non mi piace l'orario, assolutamente. Abbiamo visto i due derby di sera in Coppa, sono stati fantastici per cornice, atmosfera e pubblico. Avranno deciso così per le Tv e per mostrare la partita in altri Paesi. Troveremo delle insidie, ma abbiamo altro a cui pensare in questo momento. Ora c'è solo il Genoa".

Il caldo potrà fare la differenza alle 12.30?
"Farà caldo sicuramente, ma le insidie che troveremo noi le troverà anche la Roma. Arriveremo pronti alla partita".

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Pirlo: “Totti? Il suo futuro dipende da lui. A De Rossi consiglio di cambiare aria”

Andrea Pirlo, ex  centrocampista di Inter, Milan e Juventus, e attuale regista del club che milita nella Major Soccer league, il New York City, è tornato a parlare direttamente dagli USA ai microfoni de "La Partita Perfetta" in onda ogni lunedì sera su Sportitalia. Il fantasista campione del mondo, ha affrontato diverse tematiche che riguardano il calcio italiano, il cammino della Juventus in Champions League e sui suoi colleghi Francesco Totti e Daniele De Rossi. 

Di seguito le sue dichiarazioni:

Cosa pensi del campionato?

"La Juventus è la squadra più forte, poi ci sono Napoli e Roma a competere per il secondo posto. Da qui riesco a seguire più partite possibili".

Ultimo anno Totti?

"Dipenderà molto da lui: se ha ancora entusiasmo è giusto che giochi ancora. Prima o poi anch'io penserò anch'io al ritiro, è impossibile giocare sempre. Quando non fai più parte dei numeri uno pensi a fare qualcos'altro. Ora mi sto concentrando e sto cercando di finire bene, appena torno in Italia studierò per diventare allenatore perché non si sa mai".

Inter e Milan?

"Mi spiace vederle così, è un momento delicato per entrambe e credo che quanto prima si riprenderanno".

C'è la possibilità che De Rossi vada via da Roma. Come lo vedresti in America?

"Gli consiglierei di cambiare aria. E' giovane, può ancora fare un campionato in Europa, ma nello stesso tempo è ancora presto per venire in America. Può ancora giocare ad alti livelli".

Cosa ti manca di più della Serie A?

"L'emozione della Champions e le partite importanti, come Juventus-Barcellona e Juventus-Monaco".

Stai seguendo la Nazionale?

"In realtà poco, perché in quegli orari ho sempre giocato. Però ho letto molto in merito e ci sono alcuni giovani interessanti".

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Stadio della Roma, il sindaco Raggi su Twitter: “Work in progress”

Il sindaco di Roma Virginia Raggi ha utilizzato il proprio account ufficiale Twitter per postare una foto del sopralluogo effettuato ieri a Tor di Valle per visionare in prima persona l'area dove sorgerà il nuovo stadio del club giallorosso.

"Uno stadio fatto bene. A Tor di Valle, dove sorgerà il nuovo stadio della Roma. Work in progress" ha scritto la prima cittadina della Capitale in allegato allo scatto.

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Alberto De Rossi: “Siamo stati una grande squadra. La corsa scudetto è complicata” (FOTO)

Alberto De Rossi, tecnico della Roma Primavera, è stato intervistato durante il post partita di Roma-Entella 2-0. Queste le sue parole:

DE ROSSI A SPORTITALIA

Bella reazione… 
Bisogna sottolineare la bravura dei nostri avversari, abbiamo sofferto ma grazie a loro è stata equilibrata perché sono forti. Ma per noi non è una novità, per qualcuno forse. Li conosciamo bene e ci hanno messo in difficoltà nel primo tempo, parecchi loro ragazzi hanno già giocato in Serie B. I nostri hanno risposto da grande squadra, hanno tutti insieme sofferto tanto e poi sono stati cinici facendo gol. Raggruppandosi hanno ribattuto colpo su colpo una squadra che ha meritato questo palcoscenico.

Rimane il campionato…
La corsa allo scudetto si è un po’ complicata, dopo 4 mesi fantastici c’è stato un momento di calo dovuto a tante cose, non dimentichiamo che i ragazzi giocano da tante parte. La Youth League porta via tante energie. Abbiamo fatto fatica a ritrovarci, già però col Genoa in casa soffrendo siamo riusciti a pareggiare, sabato impresa a Palermo. Oggi c’è stata la conferma che la squadra si è ritrovata.

Quando ha capito che stavate per portare a casa il risultato? 
Il secondo tempo è stato molto più tranquillo, si sono riprese le distanze. Nel primo tempo perdevamo i duelli a centrocampo, non per colpa dei centrocampisti ma per la squadra allungata. Gli avversari giocando in certa maniera ti riuscivano a mettere in difficoltà, poi abbiamo fatto un cambio in mezzo al campo riuscendo a trovare coesione tra i reparti. I ragazzi hanno messo il resto.

DE ROSSI A ROMA TV

Conferme bellissime? 
La conferma che allenare la Roma dà tante soddisfazioni, ti mette a disposizione giocatori forti. Senza di loro è difficile vincere le partite. Va sottolineata la forza dell’avversario, una squadra forse superiore alla categoria. Poi un altro aspetto che può sancire il ritorno all’antico, una squadra che aveva fatto sfracelli all’inizio, poi ha avuto un calo. Abbiamo completato questo ritorno, questa piccola riqualificazione della forza di questo gruppo, che è molto alta ma che avevamo perso.

Il gruppo ha dimostrato tanto… 
Le critiche le accettiamo ma è pur vero che abbiamo giocato per tre competizioni. Normale che ci teniamo tanto, sappiamo che è successo alla squadra. I tanti impegni pesano anche se sono giovani, quando si fanno 40 partite, quando hai 7-8 giocatori in nazionale, gli impegni sono tanti e si accusano. Abbiamo cercato di mascherarlo, abbiamo anche pensato che non avvenisse ma si dovrebbero avere due squadra di pari livello per partecipare alle manifestazioni, ne abbiamo tante e la società ci tiene. Dal dire che sono fenomeni al dire che sono brocchi c’è tanto in mezzo, la squadra è questa, vorrei vedere chi non ha sofferto contro l’Entella.

Il gol di Soleri ha sbloccato la squadra mentalmente?
Diciamo che abbiamo sofferto troppo, anche riconoscendo il loro valore. Si vede che hanno due-tre giocatori che spostano gli equilibri, nel primo tempo abbiamo subito troppo. Poi il gol cambia la partita e l’empatia in negativo a loro e in positivo a noi. Nel secondo tempo c’è stata l’unità di gruppo, una condizione più fresca. Poi c’è stata la voglia di combattere che mi ricorda la prima parte di stagione.

503 panchina per te, sei la costante della Primavera… 
Io dico che la costante è lavorare con la Roma in un posto dove c’è organizzazione e programmazione, materiale di prima qualità. Senza giocatori non si vince, io il lavoro lo conosco ed è chiaro che devo dare il mio contributo insieme al mio staff che devo ringraziare. Da qui viene fuori quello che succede ultimamente, l’importante è che la Roma sia sempre ad alto livello.

Vittoria fondamentale per il proseguo della stagione? 
Assolutamente si, questa può essere la ciliegina nella rinascita di questa stagione.

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Nainggolan: “Nessuna prova che stessi guidando, ero appena sopra il massimo consentito”

Dopo le accusa arrivate stamani dal Belgio, Radja Nainggolan ha parlato a Radio 1 chiarendo il fatto secondo cui all'ex centrocampista del Cagliari fosse stata ritirata la patente per guida in stato di ebbrezza. Queste le sue parole:

"Quando ci hanno fermato non stavo guidando, eravamo fermi e con una gomma della macchina bucata. Mi sono seduto dalla parte del guidatore dopo che abbiamo controllato la ruota. Il mio amico intanto stava andando a piedi verso l’hotel più vicino per farci aiutare. Ho dovuto fare l’alcol test, ma il livello non era così alto come ho letto questa mattina. La mia patente non è stata revocata, e non c’era nessuna prova che io stessi guidando. La polizia dopo il test non mi ha fatto nessuna domanda, ho soffiato e pagato 1200 euro. Ero appena sopra il massimo consentito dalla legge, è esagerato dire che avevo un tasso alcolemico pari a 2 g/l. Non ero stato a una festa fino alle sette di mattina, ero solo andato a bere con amici. La polizia non ha gestito professionalmente l’accaduto. Ho il nome di colui che ha spifferato la storia e non la passerà liscia. Questa è violazione della privacy".

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Szczesny: “Il derby di oggi vale tre punti importanti”

A pochi minuti dall'inizio del derby, ai microfoni di Premium Sport ha parlato il portiere giallorosso Szczesny. Ecco le sue parole: 

“Il derby di oggi vale tre punti, è una partita importante per i tifosi ma a noi interessano i tre punti. I derby di Coppa Italia? Abbiamo perso un po’ di equilibrio all’andata e abbiamo pagato, oggi dobbiamo giocare con equilibrio e sfruttando le nostre qualità, possiamo vincere”.

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Roma, fermati 13 ultrà giallorossi per l’aggressione ai turisti svedesi del 2016

Sono tredici gli ultrà romanisti sottoposti stamattina a misura cautelare dagli agenti della Polizia di Stato della Digos di Roma, nell'ambito di una indagine coordinata dal Sostituto Procuratore della Repubblica Eugenio Albamonte. Alla base dei provvedimenti, eseguiti su disposizione del Tribunale di Roma, vi è un'aggressione condotta, da un gruppo di circa venti ultras giallorossi, a poche ore dal derby capitolino del 3 aprile 2016, a danno di alcuni turisti svedesi che stavano cenando in un pub di via Palestro. L'azione, che ha colto le vittime alle spalle, impedendo loro ogni difesa, è stata preceduta da ripetuti sopralluoghi nei minuti antecedenti al gesto che il gruppo ha posto in essere, al fine di studiare le modalità dell'attacco. A scatenare la violenza gratuita, sarebbe stata una maglia della Lazio che uno dei turisti svedesi indossava durante la cena. Lo stesso cittadino svedese è stato raggiunto da un fendente al gluteo con una prognosi di dieci giorni, oltre ad essere stato colpito alla testa con un casco. La violenza degli ultras è sfociata anche nel danneggiamento delle suppellettili del pub, cosi come di alcuni veicoli che si trovavano in sosta nelle vicinanze. Ad essere aggredito a calci e pugni anche un passante che ha documentato, con il proprio cellulare, quanto stava accadendo. I destinatari delle misure sono tutti riconducibili al gruppo "Roma", protagonista dello sciopero del tifo contro le barriere istallate all'interno delle curve dello stadio Olimpico. Tra loro anche soggetti pregiudicati e già sottoposti a Daspo. Alcuni degli aggressori erano già stati coinvolti nell'indagine relativa al rinvenimento di numerose bottiglie molotov all'interno di un'auto ritrovata a ridosso del bar River durante il derby dell'11 gennaio 2015.

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Primavera, De Rossi: “Non ci sono vantaggi. Olimpico? Speriamo vengano tante persone”

Tramite i microfoni del canale tematico, alla vigilia della finale di ritorno di Coppa Italia contro l'Entella è tornato a parlare il tecnico della Primavera Alberto De Rossi. Queste le sue dichiarazioni:

"Stiamo benissimo, i ragazzi sono in grande forma mentale e fisica. Abbiamo avuto la possibilità in queste ultime settimane di allenarci in maniera continua, cosa che non era successa prima. Abbiamo ritrovato il gioco che avevamo perso durante il momento negativo. La squadra si è ritrovata, tornando se stessa e vogliosa di giocar e questa partita importante anche per la società"

Giocare all'Olimpico può dare una spinta in più?
"Assolutamente, negli ultimi anni ci ha dato una grande spinta, speriamo vengano tante persone. E' casa nostra, anche se ci giochiamo una volta l'anno e questa è la seconda. Per una sera la facciamo diventare casa nostra"

La Roma è più abituata a giocare gare decisive
"Non ci sono vantaggi, ce li abbiamo perché siamo forti e ne troveremo una altrettanto forte. La mentalità è importante, questa è la forza. Non dobbiamo vincere, ma vogliamo vincere che è completamente diverso"