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AUDIO – Quadarella: “Giusto il rinvio di Tokyo 2020, senza antidoping potevano esserci irregolarità”

Simona Quadarella, stella del nuoto Italiano e mondiale, è intervenuta in diretta ai microfoni di Retesport, nel programma condotto da Chiara Zucchelli, per parlare del rinvio dei Giochi Olimpici di Tokyo 2020, ufficializzato in queste ore.

Sul rinvio di Tokyo 2020

“Non mi sarei mai aspettata una cosa del genere, ma il rinvio era necessario per tutelare la salute di tutti gli atleti. Io sono giovane, un anno cambia poco, ma per atleti più grandi come Federica Pellegrini può essere un problema, purtroppo è una situazione che non poteva prevedere nessuno”.

Sui controlli antidoping

“La sospensione dei controlli antidoping poteva favorire alcune irregolarità, per questo è stato meglio rimandare le Olimpiadi. Il sito di riferimento funziona, io continuo ad aggiornarlo con tutte le mie attività e spostamenti”.

Sugli allenamenti e la quarantena

“La prima settimana sono restata a casa. Ora mi alleno con tutti gli accorgimenti del caso. Non è una vera e propria preparazione, due settimane fa ero più in forma. A casa passo il tempo guardando serie tv, leggo, mi alleno. Diciamo che riesco a far passare le giornate”.

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AUDIO – Fabio Cannavaro a Retesport: “Col virus non si scherza, bisogna stare a casa. Calcio? Impossibile si riprenda a maggio”

Ai microfoni di Retesport è intervenuto Fabio Cannavaro, capitano dell'Italia Campione del Mondo nel 2006 e attualmente allenatore del Guangzhou Evergrande, per fare il punto sulla situazione Coronavirus, con cui si è dovuto confrontare da vicino. In studio Massimiliano Magni e Paolo Cento, in collegamento telefonico Ugo Trani, cronista de Il Messaggero.

Come stai?

“Sto bene, sono in Cina e sono tornato da u a settimana e sono in quarantena. cucino, lavo, stiro. Qui la quarantena è dura, il governo cinese ha vietato di uscire di casa, fortunatamente mi portano la spesa qui. Quando mi sono spostato a Dubai con la squadra abbiamo adottato tutte le misure di sicurezza, sia in partenza che al ritorno. Abbiamo fatto tampone ed esame del sangue a tutti. Tornati in Cina siamo stati in quarantena. Ho la mia famiglia a Napoli e ho paura per loro, perché con questo virus non si scherza. Chi pensa di fare superman rischia di finire intubato”.

Quanto è lontana ripresa vita normale in Cina?

“Il virus è sotto controllo perché hanno adottato misure forti. È capitano nel capodanno cinese e le città erano vuote, quindi chiudendo le zone rosse sono riusciti a controllarlo. Hanno bloccato tutto, addirittura sono state create delle applicazioni per smartphone che davano informazioni sul virus in tempo reale. Ora la vita sta riprendendo, piano piano stanno riaprendo le scuole e dal 1 maggio riprenderanno anche le attività sportive e quindi anche il campionato. All’inizio la situazione era strana, ma solo stando a casa si è impedita la diffusione del virus".

Le misure erano più dure rispetto all’Italia?

“Qui non si poteva andare a correre, due persone non potevano stare vicino e prima di entrare nei supermercati dovevi misurarti la febbre. C’era l’esercito in strada. I responsabili della diffusione del virus da Wuhan sono stati rimossi dai loro incarichi di governo. In Italia bisogna essere prudenti, non bisogna uscire ogni giorno, anche per aiutare il sistema sanitario, che ne ha davvero bisogno. Noi ex campioni del mondo abbiamo lanciato una raccolta fondi su gofundme per sostenere la sanità italiana. Quasi tutti i miei colleghi hanno fatto donazioni importanti, almeno il 99%. Noi siamo privilegiati e dobbiamo contribuire: Montella, Chiellini, Verratti e molti altri stanno aderendo a questa raccolta fondi”.

Sulla fuga di alcuni calciatori?

“Nessuno può dire che la propria città sia sicura, tutto il mondo è a rischio. Non mi piace che si pensi a quando ripartire col campionato, perché i tempi saranno molto più lunghi di quelli per ora previsti. Trovo sconcertante quello che ha fatto Cellino, non capisco come alcuni presidenti pensino solo a risparmiare. In Italia la situazione non è sicura ed è impensabile riprendere gli allenamenti nei centri sportivi, perché sarebbe rischiosissimo”.

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ESCLUSIVA [AUDIO]- Virginia Raggi: “Stiamo sanificando la città. Daje che je la famo”

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Oggi alle ore 17 Virginia Raggi in diretta su Retesport in interconnessione con Radio Roma Capitale

Oggi, giovedì 12 marzo, alle ore 17 la sindaca di Roma Virginia Raggi interverrà in diretta a reti unificate su Radio Roma Capitale, Rete Sport e Radio Sei.

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ESCLUSIVA – Igor Zaniolo: “Tra un anno rivedremo il vero Nicolò. L’Europeo? Decide la Roma, ma lui non vuole affrettare i tempi” – AUDIO

Igor Zaniolo, padre di Nicolò, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport per parlare del recupero del talento della Roma. 

Come sta Nicolò?
“Sta molto bene, sia mentalmente sia fisicamente. Il ginocchio è molto asciutto. A scadenza di ogni mese avrà un nuovo controllo, ma siamo soddisfatti. Il recupero di Nicolò procede molte bene, ma è sempre meglio andare con i piedi di piombo con questo tipo di infortunio. Meglio un mese di recupero in più che in meno”. 

Mancini è dispiaciuto per non averlo probabilmente a disposizione. Come sta Nicolò?
“Inizialmente non l’ha presa benissimo, adesso ha metabolizzato la gravità dell’infortunio. Ha parlato con altri suoi colleghi che hanno avuto ricadute dopo una rottura del crociato e si è un po’ tranquillizzato. Adesso pensa soltanto a guarire per il suo bene e per il bene della Roma. Se ci sarà spazio potrà pensare all’Europeo, ma il suo primo pensiero è tornare come prima”. 

Una decisione sull’Europeo è stata presa?
“La decisione la prenderò la Roma, la proprietaria del cartellino. Bisogna andare cauti, anche Mancini penso si sia abituato all’idea di non averlo. La speranza è tornare presto come prima. Sarebbe inutile vederlo all’Europeo se non fosse al 100%. Dopo l’infortunio ci vorrà un anno prima di vederlo al massimo: dopo sei mesi il ginocchio guarisce, ma poi deve tornare atleta, deve passargli mentalmente la paura e per questo ci vorrà del tempo in più”.

La massa muscolare?
“Il professor Mariani mi ha detto che Strootman a questa fase del recupero aveva perso sette centimetri di muscolo, mentre invece Nicolò ne ha perso soltanto uno. È a buon punto”. 

Come vive da fuori il fatto di non poter giocare?
“Sta bene fino al sabato, poi quando vede i suoi compagni scendere in campo è deluso e nervoso. Ma adesso se ne è fatto una ragione. Un ragazzo di vent’anni vorrebbe scendere sempre in campo”. 

Sente l’affetto dei tifosi?
“Assolutamente, e forse è questo che ha gli fatto accettare l’infortunio così velocemente. Si è reso conto di quanto gli voglia bene la città e l’ambiente, anche i tifosi della Lazio”. 

Ha baciato la maglia in più di un’esultanza.
“Dopo il gesto, a fine partita gli ho detto: ‘Nicolò, che hai fatto? Adesso gli hai giurato fedeltà”. E lui mi ha risposto: “E qual è il problema?”. Non è stato un gesto per fare scena, ma voluto perché sente quella maglia e l’affetto della gente. Diventerebbe un problema lasciare la Roma per l’affetto che prova per questa piazza e per questa squadra”.

Ci sono stati striscioni contro Zaniolo.
“Da ex giocatore dico che sono cose che fanno parte del gioco. Nicolò non se l’è presa più di tanto. Questa per lui è una medaglia, vuol dire che è temuto. Lui è romanista e voleva vincere il derby, ha preso positivamente questi striscioni. Mi ha detto: “Tanto c’è un karma, prima o poi segnerò sotto la Curva Nord in un derby”.

Il suo ruolo?
“Io ero convinto che fosse una mezzala, ma anche da esterno sta facendo bene. Lui può fare secondo me anche l’incursore, non ha l’ultimo passaggio ma si deve buttare negli spazi. Ero convinto fosse una mezzala ma anche da esterno sta facendo benissimo”. 

L’infortunio al ginocchio?
“Il campo era in perfette condizioni, mi ha detto che ha sentito la fitta quando ha cambiato direzione, come un cedimento strutturale. È successo prima del contrasto con De Ligt. Quella settimana però non si era mai allenato per un problema a quel ginocchio, ma non so se ci sono responsabilità dirette. Spero di no”.

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ESCLUSIVA – Tovalieri: “Roma superficiale, serve concretezza. La Lazio mi sta facendo venire l’ulcera”

L'ex attaccante Sandro Tovalieri è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport. Queste le sue parole sulla Roma e la sfida contro l'Atalanta: "La Roma sta pagando tantissimo l'infortunio di Zaniolo: lui spaccava le difese, segnava e serviva assist. La squadra negli ultimi anni è sempre stata penalizzata dagli infortuni. La Roma qualche volta è troppo superficiale, vuole dare spettacolo in fase offensiva invece di essere concreta e segnare. Dzeko? Fa tanto lavoro di copertura e impostazione, mi piacerebbe vederlo più sotto porta e segnare di più. Mi piace Fonseca, ma è normale abbia un po' di difficoltà arrivando da un altro Paese. La Lazio? Non ne parliamo, quelli mi stanno facendo venire l'ulcera. Lorenzo Pellegrini è andato in difficoltà insieme a tutta la Roma. Lui è un ragazzo educato e umile, è sempre stato a disposizione del tecnico e della squadra. Il suo sogno è rimanere alla Roma: secondo me può dare ancora qualcosa in più".

 

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[ESCLUSIVA] – Pizarro: “La Roma è bipolare, qualcosa dopo le feste si è rotto nel gioco”

David Pizarro, fulcro del centrocampo della Roma dal 2006 al 2012, è intervenuto ai microfoni di ReteSport, soffermadosi tra le altre cose sulla Roma, l'addio di Totti e De Rossi e Spalletti. Ecco le sue parole: 

LA ROMA ATTUALE – "Sicuramente il più dispiaciuto sarà l'allenatore, dopo le feste abbiamo trovato un'altra Roma. Qualcosa si è rotto nel gioco, lo ha detto anche Edin l'altro giorno che non sono degni della serie A. Questa situazione preoccupa perché l'obiettivo è ancora lì. L'Atalanta è una buona squadra, mentre la Roma è bipolare. Con la Lazio e con il Sassuolo due partite diverse. Sono contento che Dzeko sia rimasto, lui è metà squadra al momento. L'assenza di Zaniolo si sente". 

INFORTUNI – "Il problema della Roma sono gli infortuni, una domanda se la devono fare. Negli ultimi mesi più di 20 stiramenti sono troppi".

UNDER – È un giocatore che ancora non si è affermato, le qualità ce l'ha. La domanda però è, fino a quando ti dobbiamo aspettare? 

SU SPALLETTI – "Io ho conosciuto Spalletti ad Udine e già dava le capocciate al muro (ride), io mi dicevo 'ma saranno tutti così'. Con Spalletti ho lavorato 7 anni. È un allenatore importante, soprattutto in coppia con Andreazzoli. Soprattutto per il modo con il quale preparavano le partite".

SULLA ROMA – "Io voglio un gran bene alla Roma, l'ho conosciuta nel 2001 e uno dei miei obiettivi è sempre stato quello di diventare un suo giocatore. Mi dispiace per quello che è successo con Totti e De Rossi per quello che significa la Roma per loro"

IL CONFRONTO – "Del Napoli si può dire tutto, ma i giocatori forti in questi anni li ha tenuti. La Roma no. E questo è un peccato. In Italia è fondamentale difendere, Eriksen avrà qualche problema secondo me. Almeno all'inizio"

IL RIMPIANTO E I CAPITANI – "Le differenze tra Totti e De Rossi capitani? Entrambi grandi, per Totti bastava la presenza, Daniele parlava di più… Per me sono stati grandissimi. Il più gran rimpianto è stato Menez ci poteva far vincere le partite da solo. È stato un dispiacere per me, volevo e potevo aiutarlo di più. Lui è stato uno di quei giocatori che ce l'aveva sempre con il mondo".

IL TRASFERIMENTO ALLA ROMA – "Io non potevo trasferirmi direttamente dall'Udinese alla Roma, perché Spalletti non si era lasciato bene con Pozzo. Quindi sono dovuto prima pssare per l'Inter e solo successivamente alla Roma".

MANCINI E IL PERIODO DI FIRENZE – "Il modo di gestire di Mancini fa la differenza e al City questo ha fatto, anche perché con tutti quei campioni. A Firenze ci siamo divertiti, con Montella allenatore e Aquiliani in campo. Vincenzo forse ha sbagliato a fare certe scelte successivamente".

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Mondellini: “Friedkin ha fatto un sondaggio per il Milan, potrebbe essere una mossa tattica”

Dan Friedkin avrebbe fatto un sondaggio con Elliott per rilevare il Milan per un miliardo di euro. Corteggiamento rispedito subito al mittente dal forte fondo di investimento. Ai microfoni di Rete Sport ha spiegato la vicenda Luciano Mondellini, autore dell’articolo sul quotidiano Milano Finanza: “È un’indiscrezione arrivata in redazione ieri sera tardi e siamo riusciti a verificarla. C’è stato questo sondaggio di Friedkin che ha chiesto a Elliott se ci fosse la possibilità di comprare il Milan offrendo un miliardo, ricevendo un ‘no’ perché i proprietari del club rossonero aspettano gli sviluppi sulla costruzione dello stadio. Questo è quanto ci risulta. É stato un tentativo fatto in questi giorni. Poi potrebbe essere stata fatta anche una mossa tattica per mettere pressione a chi deve vendergli la Roma. Però, a noi risulta, e lo abbiamo verificato, che abbia avuto in questa settimana questi colloqui con Singer. All’inizio ero molto dubbioso, abbiamo smosso il direttore ed i suoi contatti e ci risultava questo sondaggio. È un retroscena, poi bisogna capire il perché e come. Ci hanno detto, tra l’altro, che quando Elliott ha detto di no, Friedkin non è che abbia insistito così tanto”.

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ESCLUSIVA – CARBONI: “Florenzi? Valencia un passo avanti. La Roma meriterebbe di essere forte come Real e Manchester” [AUDIO]

“Florenzi si troverà benissimo, ma dovrà aprire la mente e calarsi in fretta nel nuovo ambiente”. Amedeo Carboni, ex calciatore di Roma e Valencia, ai microfoni di Retesport parla del trasferimento dell’ex capitano romanista in Spagna. 

“Sono a Barcellona – sottolinea – ma vado spesso a Valencia. Se avrò occasione lo incontrerò molto volentieri. Consigli? Non mi permetto di dargliene, è difficile pure darne ai figli”.

SULLA FASCIA DA CAPITANO

“Ultimamente i capitani della Roma non hanno un grande futuro nella loro città. Non so se è un caso o se c’è qualcosa di diverso, ma bisogna anche rispettare le scelte della società”

SUL VALENCIA

“Certamente avrà dei vantaggi perché Roma è una città incredibile, ma a livello calcistico Valencia è qualcosa di più. Negli ultimi 20 anni hanno vinto molto. In questo senso per Florenzi la responsabilità è maggiore, anche perché arriva con una formula particolare, in prestito secco, perciò dovrà dimostrare di essere subito pronto"

SULLA NAZIONALE 

“Lasciare Roma non è semplice, la città ti entra dentro, vale per tutti. In più lui è romano. Ma queste situazioni fanno bene, garantiscono nuovi stimoli. In estate c’è l’Europeo ed è comprensibile che il giocatore voglia mettersi alla prova con continuità. Il fattore umano non è trascurabile. A livello tecnico, però, la società non contava su di lui. Perciò è giusto che vada via, perché anche lui avrà l’ambizione di giocare l’Europeo. Noi da fuori sappiamo sempre un decimo della verità, magari è stato il giocatore stesso a chiedere di andare via. Un calciatore come lui non può stare in panchina per troppo tempo”

"Roma è una capitale del mondo, dovrebbe essere allo stesso livello del Real Madrid o del Manchester. Valencia dal punto di vista mediatico ha meno pressioni. Florenzi dovrà essere bravo ad aprire la testa, lì c’è meno pressione, maggiore spensieratezza. I primi giorni faticherà un po’, come me all’inizio. Se capirà in fretta qual è lo spirito della città e della squadra si troverà benissimo”

SU PEREZ E VILLAR

“Perez lo conosco bene, Villar invece no. non lo conosco. Il primo può rientrare benissimo nei piani di Fonseca, può avere un futuro importante"

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ESCLUSIVA – Pizarro: “Andai via perché dissero che era ora di vincere e invece si lotta per un posto in Champions”

Ai microfoni della nostra radio, nella trasmissione condotta da Marco Madeddu, Gianluca Piacentini e Valeria Biotti è intervenuto David Pizarro, ex centrocampista della Roma, per parlare del calcio di ieri e di oggi, delle rivalità storiche dei giallorossi, della sua esperienza nella capitale e del Cile.

SUL CILE

“C’è un gran casino, è una brutta situazione perché non ci sono risposte alle domande della gente. Non c’è niente di normale”.

LA SUA ROMA

“Nella mia Roma c’era grande unione, c’era sempre la frase giusta quando serviva. Il gruppo del primo Spalletti era una grande Squadra, eravamo 12-13, la differenza la faceva il nostro modo di giocare. Per noi andare a San Siro era una passeggiata, ci divertivamo ovunque. Oggi il calcio, spogliatoi compresi, è molto superficiale. Non giocai all’Emirates perché così decise Spalletti, se avessi protestato mi avrebbe dato una testata (ride, ndr)”.  

LA ROMA AMERICANA

“Quando sono andato via mi dissero che era ora di vincere. Invece si gioca sempre e solo per un posto in Champions League e mi dispiace. La Roma merita di più. Merita di vincere quel maledetto scudetto che io ho solo sfiorato”

IL CALCIO DI FONSECA

“Paulo Fonseca mi piace, con poco sta facendo molto. All’inizio ero preoccupato e invece…Il suo gioco è coraggioso: impostare l’azione da dietro è pericoloso se non ha giocatori adatti. Se hai la qualità è giusto ed è anche più semplice. Fazio non può farlo, Smalling nemmeno. Mancini, che ho conosciuto alla Fiorentina, sa impostare e gli piace farlo”.

LA JUVENTUS E LA COPPA ITALIA

“Per me giocare contro la Juventus è sempre stato particolare, ricordo l’assist a Riise nel 2010, con un po’ di fortuna quella rincorsa sarebbe andata diversamente. I bianconeri non ti regalano niente, anche se oggi come gioco non è che si veda molto. A volte mi chiedo come vincano. La Coppa Italia è importante e le squadre che contano se la giocano sempre”.

I CENTROCAMPISTI “EREDI”

“Forse Verratti mi somiglia, ma costa troppo per la Roma. Veretout mi piace molto, invece non mi convince Cristante davanti alla difesa, lo vedrei meglio alla Perrotta, perché è bravo negli inserimenti”.

ZANIOLO

“L’nfortunio di Nicolò Zaniolo mi è dispiaciuto tanto, noi romanisti abbiamo una sfortuna che non si capisce certe volte”.